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Lezioni magistrali diritto civile 2017

Giovedì 30 marzo 2017

ore 11 ‐ Aula 1

Alessio Zaccaria (Università di Verona)
Alla ricerca dell'obbligo senza prestazione: in viaggio verso l'isola che non c'è

L.R. BASILICATA, 4 giugno 2008, n. 7

L.R. BASILICATA, 4 giugno 2008, n. 7

Sistema turistico regionale.

 

Pubblicata nel B.U. Basilicata 16 giugno 2008, n. 24.

 

Epigrafe

Premessa

 

TITOLO I

Assetto istituzionale e organizzativo

 

Art. 1

Finalità.

1. La Regione, in attuazione dell'art. 117 della Costituzione, nel rispetto del principio di sussidiarietà nei rapporti con le autonomie territoriali e funzionali, al fine di garantire l'equilibrato sviluppo delle attività turistiche e di quelle connesse al territorio provvede, con la presente legge, al riassetto della organizzazione del sistema turistico regionale.

 

 

Art. 2

Funzioni della Regione.

1. Sono di competenza Regionale tutte le funzioni di programmazione, indirizzo, incentivazione, coordinamento e controllo finalizzate alla organizzazione e sviluppo del turismo regionale, nonché le politiche relative ai rapporti con l'Unione Europea, lo Stato e le altre Regioni.

2. L'Osservatorio Turistico Regionale, costituito ai sensi dell'art. 2 comma 2 della L.R. 30 luglio 1996, n. 34, svolge attività di ricerca e studio delle problematiche turistiche avvalendosi della collaborazione dell'Agenzia di Promozione Territoriale e di Unioncamere Basilicata.

 

 

Art. 3

Cooperazione nell'offerta turistica.

1. La Regione, ai sensi dell'art. 5 della Legge n. 135/2001, riconosce i sistemi turistici locali e sostiene la valorizzazione integrata del prodotto turistico organizzato nelle sue molteplici peculiarità.

2. La Regione riconosce, sulla base del principio di sussidiarietà, il ruolo dei comuni e delle province nei corrispondenti ambiti territoriali, con particolare riguardo all'attuazione delle politiche intersettoriali ed infrastrutturali necessarie alla qualificazione dell'offerta turistica; riconosce, altresì, l'apporto delle Camere di Commercio e dei soggetti privati, singoli o associati per la promozione e lo sviluppo dell'offerta turistica.

3. La Giunta Regionale con apposito regolamento disciplina le modalità di costituzione, il riconoscimento e sostegno dei Sistemi Turistici Locali.

 

 

Art. 4

Piano Turistico Regionale.

1. Il Consiglio Regionale, su proposta della Giunta, sentita la Commissione competente, approva ogni triennio il Piano Turistico Regionale. In relazione al Piano Triennale la Giunta, sentita la competente Commissione, approva le azioni annuali.

2. Il Piano Turistico Regionale, coordinato con il Piano Regionale di Sviluppo, contiene:

a) l'analisi dello stato di fatto del sistema turistico e le tendenze di mercato regionali nel quadro delle evoluzioni di scenario nazionali/internazionali;

b) l'analisi della consistenza ricettiva, dei fattori di contesto, della loro dislocazione e dei fattori qualitativi e quantitativi della filiera dell'ospitalità;

c) la individuazione delle aree territoriali in cui il turismo rappresenta una rilevante componente economica e in cui le risorse strutturali ed ambientali consentono nel loro insieme l'organizzazione di un prodotto turistico caratterizzato e differenziato;

d) le priorità per gli interventi di settore e la proposta di progetti finalizzati a rafforzare i fattori di contesto dei prodotti turistici, in coerenza con le tendenze di mercato;

e) gli obiettivi generali dell'azione promozionale sui diversi mercati della domanda;

f) gli obiettivi e gli strumenti di breve e medio periodo dell'azione di comunicazione e promozione della Basilicata turistica e l'individuazione di modalità di relazione avanzata con il sistema delle autonomie locali e con gli operatori privati;

g) la indicazione delle risorse finanziarie previste per il turismo nelle sue diverse articolazioni;

h) i criteri e le modalità per la partecipazione dei soggetti privati alla realizzazione di progetti per il sostegno ed il miglioramento della offerta turistica.

3. Il nuovo Piano Turistico Regionale è approvato entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge.

 

 

 

Art. 5

Linee guida della Promozione Turistica Piano di attività annuale dell'A.P.T.

1. In attuazione del Piano turistico ed entro tre mesi dalla sua approvazione da parte del Consiglio, la Giunta Regionale approva le linee guida di Promozione Turistica elaborate dall'Agenzia di Promozione Territoriale previa consultazione del Tavolo Tecnico del Turismo di cui all'art. 16 e validazione del Comitato di Indirizzo di cui all'art. 13, contenenti in particolare le seguenti indicazioni:

a) l'andamento della domanda turistica nazionale ed estera e lo sviluppo dell'offerta nella Regione;

b) gli obiettivi generali verso cui l'attività promozionale deve essere rivolta e i risultati attesi in relazione alle finalità della programmazione regionale;

c) la quota delle risorse finanziarie da destinare alle attività promozionali dell'offerta turistica regionale;

d) i criteri per la ripartizione delle risorse finanziarie destinate al raggiungimento degli obiettivi;

e) i raccordi con le altre azioni regionali nei diversi settori di interesse turistico.

2. La Giunta Regionale, previa consultazione del Tavolo Tecnico del Turismo, adotta il piano di attività annuale dell'A.P.T. per l'attuazione delle linee-guida del marketing strategico, validate dal Comitato d'indirizzo, e sentita la Commissione Consiliare competente, lo approva.

3. L'Agenzia di Promozione Territoriale, per la definizione e l'attuazione del programma annuale, utilizza di norma gli strumenti della programmazione negoziata, con particolare riferimento ai progetti integrati territoriali.

 

 

Art. 6

Funzioni delle Province.

1. Le Province, nell'ambito delle competenze ad esse attribuite dal decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, concorrono alla determinazione del Piano Turistico Regionale, formulando alla Giunta Regionale proposte relative al proprio territorio.

2. Sono delegate alle Province le funzioni amministrative nelle seguenti materie:

a) classificazione e controllo delle strutture ricettive ai sensi dell'articolo 2 della Legge n. 135/2001 e secondo i criteri che verranno stabiliti dalla legge regionale;

b) accertamento dei requisiti di legge per l'esercizio delle attività professionali di cui all'articolo 7 della Legge n. 135/2001, secondo i criteri che verranno stabiliti dalla legge regionale ed in applicazione dell'art. 10 della L. 2 aprile 2007 n. 40;

c) fissazione delle tariffe massime prefissate a tutela degli utenti, secondo l'art. 2 della L. 4 agosto 2006 n. 248, per le prestazioni delle attività professionali di cui alla lettera b);

d) svolgimento, vigilanza e controllo delle attività delle Agenzie di viaggi e turismo e delle associazioni senza scopo di lucro, secondo i criteri stabiliti dalla legge regionale 29 marzo 1999, n. 8.

3. Le Province possono avvalersi, previa convenzione, della collaborazione della A.P.T. per l'esercizio di attività di promozione deliberate nell'ambito delle rispettive competenze.

 

 

Art. 7

Funzioni dei Comuni.

1. Ai sensi della presente legge sono delegate ai Comuni le seguenti funzioni:

a) funzioni regionali in materia di utilizzazione del demanio marittimo, lacuale e fluviale, a fini turistici, ai sensi dell'art. 59, comma 1, del D.P.R. n. 616/1977, sulla base di un piano generale di riferimento predisposto dalla Regione;

b) vigilanza e controllo sul vincolo di destinazione d'uso di cui all'art. 9 della Legge n. 135/2001;

c) vigilanza e applicazione delle sanzioni amministrative in materia di classificazione, di trasmissione e pubblicazione dei prezzi dei servizi delle strutture ricettive, delle attività turistiche ad uso pubblico gestite in regime di concessione di cui all'art. 1 della Legge 25 agosto 1991, n. 284.

2. I proventi delle sanzioni amministrative applicate dai Comuni ai sensi del comma 1 sono ad essi devoluti a corrispettivo delle funzioni di vigilanza e controllo esercitate.

3. I comuni hanno, inoltre, titolo:

a) a formulare proposte specifiche all'A.P.T. per iniziative o manifestazioni turistiche, ai fini dell'inserimento delle tesse nei programmi di attività dell'A.P.T.;

b) ad avvalersi del supporto dell'A.P.T. per iniziative o manifestazioni, deliberate nell'ambito della propria competenza, con particolare riferimento alla valorizzazione del patrimonio ambientale, storico, culturale ed artistico;

c) alla attivazione di Uffici di informazione ed assistenza turistica, di cui all'art. 9, previa intesa con l'A.P.T.

 

 

Art. 8

Disciplina delle deleghe.

1. Gli enti delegati all'esercizio delle funzioni regionali di cui ai precedenti articoli, sono tenuti ad osservare i principi dello Statuto della Regione.

2. Il Presidente della Giunta Regionale o l'Assessore delegato può formulare indirizzi specifici inerenti alle funzioni delegate.

3. In caso di inerzia o di immotivato ritardo nell'adempimento delle funzioni delegate, la Giunta Regionale invita l'Ente delegato a provvedere assegnando un congruo termine, decorso il quale la Giunta stessa nomina un commissario ad acta che provvede direttamente al compimento del singolo atto.

4. Nei soli casi di persistente e grave violazione delle leggi o delle direttive regionali, è ammessa la revoca delle funzioni delegate nei riguardi dell'ente inadempiente.

5. La revoca delle funzioni regionali delegate con la presente legge è attuata con legge regionale, che provvede a disciplinare in modo contestuale i rapporti non ancora definiti e le modalità con le quali la regione intende esercitare le funzioni revocate.

6. Gli enti delegati, nella emanazione degli atti concernenti funzioni delegate con la presente legge, devono fare espressa menzione della delega di cui sono destinatari.

7. Sia la Regione che gli enti delegati sono tenuti a fornire, a richiesta e reciprocamente, informazioni, dati statistici ed ogni elemento utile allo svolgimento delle rispettive funzioni.

8. La Regione assegna annualmente agli enti locali, nei limiti dello stanziamento del bilancio, le somme relative alle spese autorizzate per l'esercizio delle funzioni delegate.

 

 

Art. 9

Uffici di Informazione ed Accoglienza Turistica - I.A.T.

1. I Comuni, singolarmente o in forma associata, possono istituire uffici di informazione ed accoglienza turistica, denominati I.A.T., previa intesa con l'Agenzia.

2. I Comuni possono autorizzare l'uso della stessa denominazione anche agli uffici di informazione promossi, gestiti e finanziati in collaborazione con gli operatori turistici del luogo, sulla base dell'idoneità dei locali, delle attrezzature e del personale.

3. Tutti gli uffici di Informazione ed Accoglienza Turistica (I.A.T.) hanno l'obbligo di adottare lo stesso segno distintivo, così come definito dall'A.P.T.

4. L'A.P.T., per giustificati motivi, può revocare l'uso della denominazione I.A.T.

5. Con apposito regolamento regionale saranno definite le caratteristiche degli I.A.T., al fine di uniformare il servizio di informazione ed accoglienza turistica sul territorio regionale.

TITOLO II

Agenzia di Promozione Territoriale - A.P.T.

 

Art. 10

Agenzia di Promozione Territoriale A.P.T.

1. L'Azienda di Promozione Turistica, istituita con L.R. 30 luglio 1996, n. 34, è soppressa a far data dal 30 giugno 2008.

2. A decorrere dal 1° luglio 2008 è istituita, con sede legale in Matera, l'Agenzia di Promozione Territoriale (A.P.T.), di seguito "l'Agenzia", quale organismo tecnico/operativo e strumentale della Regione (3).

3. Sono trasferiti all'Agenzia, che subentra in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi dell'Azienda di Promozione Turistica, i compiti, le funzioni e le attività in corso, unitamente alle risorse finanziarie e patrimoniali. I rapporti dei lavoratori trasferiti proseguono senza interruzione con l'Agenzia di Promozione Territoriale con conservazione della posizione giuridica e del trattamento economico in godimento alla data del trasferimento.

4. L'Agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico ed opera quale tecnostruttura composta da competenze specialistiche per l'attuazione degli indirizzi programmatici della Regione in materia di promozione turistica e territoriale, dotata di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale-contabile, gestionale e tecnica, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e cooperazione.

5. L'Agenzia ha un proprio statuto che, nell'ambito dei principi fissati dalla legge, stabilisce le norme fondamentali per l'organizzazione ed il funzionamento, nonché un proprio regolamento amministrativo/contabile ed una propria dotazione organica.

6. L'Agenzia di Promozione Territoriale ha un ufficio a Matera e uno a Potenza e può istituire proprie strutture ed altri uffici periferici nelle zone ritenute di alta valenza turistica (4).

7. La Regione finanzia i programmi dell'Agenzia e le spese per il suo funzionamento entro i limiti di stanziamento del proprio bilancio.

 

(3) Comma così modificato dall'art. 6, comma 1, L.R. 30 aprile 2014, n. 7, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 43, comma 1, della medesima legge).

(4) Comma così modificato dall'art. 6, comma 2, L.R. 30 aprile 2014, n. 7, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 43, comma 1, della medesima legge).

 

 

 

Art. 11

Compiti dell'Agenzia di Promozione Territoriale.

1. L'Agenzia di Promozione Territoriale, in raccordo con la programmazione regionale, promuove lo sviluppo turistico delle risorse locali e regionali, attraverso azioni tese a caratterizzare, valorizzare e pubblicizzare, in maniera integrata, l'insieme delle risorse storiche, naturali, culturali e paesaggistiche locali, compresi i prodotti dell'agricoltura e dell'artigianato locale, per aumentare l'attrattività turistica del territorio e favorire nuove forme di sviluppo economico sostenibile.

2. L'Agenzia coordina il sistema di comunicazione integrata dei sistemi territoriali regionali e dell'immagine turistica della Basilicata.

3. In particolare l'Agenzia:

a) promuove la conoscenza e la valorizzazione delle risorse turistiche locali e regionali, con particolare riferimento alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico, ecologico, storico, artistico, monumentale e culturale;

b) promuove, anche in forma integrata, i prodotti di particolare pregio che caratterizzano il territorio lucano in riferimento allo sviluppo territoriale;

c) favorisce lo sviluppo di aggregazioni, sistemi, reti e altre modalità connettive di attività promosse da soggetti pubblici o privati, singoli o associati, atte a favorire l'integrazione armonica e compatibile tra le politiche del turismo, del governo del territorio e dello sviluppo economico sostenibile, concorrendo ai processi di sviluppo locale;

d) individua gli strumenti tecnici per il finanziamento dei progetti di sviluppo turistico locale, predisposti in forma associata da soggetti pubblici e privati, per l'attuazione degli interventi intersettoriali ed infrastrutturali necessari alla qualificazione dell'offerta turistica ed alla valorizzazione delle potenzialità socio-economiche del territorio;

e) propone le linee guida triennali di promozione turistica, di cui all'art. 5 della presente legge;

f) effettua, avvalendosi anche di Unioncamere Basilicata, studi ed analisi dei mercati per conoscere le tendenze e l'evoluzione della domanda, con formulazione di proposte ai competenti organismi regionali;

g) fornisce le informazioni sull'evoluzione della domanda e dei mercati e le indicazioni di marketing ai soggetti pubblici e privati che operano nel settore turistico, per consentire di elaborare i progetti di sviluppo turistico in modo mirato;

h) promuove manifestazioni, eventi e ogni altra iniziativa di interesse turistico, in concorso con enti, associazioni, consorzi di operatori turistici ed organismi culturali, comprese le associazioni Pro-Loco esistenti sul territorio;

i) espleta attività di assistenza agli enti locali per l'istituzione di uffici di informazione e di accoglienza turistica denominati I.A.T.;

j) fornisce assistenza tecnica, consulenza ed informazione in materia di promozione turistica a supporto dell'organizzazione e gestione di sistemi turistici locali e di altre forme organizzative stabili ed effettive, idonee a creare l'offerta di prodotti turistici integrati;

k) provvede, in collaborazione dei competenti Dipartimenti Regionali e a supporto dell'Osservatorio Turistico Regionale, a rilevare i dati statistici relativi al movimento turistico ed alla consistenza dell'offerta ricettiva regionale, compresi gli agriturismi;

l) provvede, altresì, alla trasmissione mensile, dei dati di cui alla lettera k), all'ISTAT, alla Regione, alle Provincie ed ai Comuni nel cui territorio sono presenti più di tre strutture ricettive omogenee;

m) predispone le procedure per le attività di cui alle lettere k) e l);

n) fornisce assistenza tecnica agli operatori di categoria ed associazioni del settore turistico per la definizione delle strategie e azioni di marketing e l'eventuale supporto tecnico-operativo per l'attuazione delle stesse;

o) pubblicizza, previa validazione del Comitato d'indirizzo e la consultazione del Tavolo Tecnico sul Turismo, entro il 30 settembre di ogni anno le linee guida promozionali annuali per l'anno successivo a quello in corso;

p) cura la realizzazione e la diffusione di materiale illustrativo ed informativo, pubblicitario ed editoriale, anche attraverso strumenti pubblicitari e mezzi di informazione;

q) svolge attività di relazioni pubbliche e di informazione, soprattutto nei confronti della stampa, nazionale ed internazionale e degli "opinion leader";

r) stipula apposite convenzioni con touroperator e operatori turistici, singoli o associati, per operazioni di cooperazione e co-marketing, allo scopo di promuovere l'effettivo sviluppo delle attività turistiche e delle strutture turistiche regionali;

s) esercita in ambito locale, quale organismo tecnico, operativo e strumentale della Regione, tutte le altre funzioni in materia di turismo che non siano state demandate dalle leggi ad altri organismi o enti locali.

 

 

Art. 12

Organi dell'A.P.T.

1. Sono Organi dell'Agenzia:

a) il Comitato di indirizzo;

b) il Direttore Generale;

c) il Collegio dei revisori.

 

 

 

 

Art. 13

Comitato di indirizzo.

1. Il Presidente della Giunta Regionale, o l'Assessore delegato, esercita i poteri di indirizzo dell'attività dell'Agenzia, conformemente al Piano Turistico Regionale ed alle modalità attuative stabilite dalla Giunta.

2. Per favorire la realizzazione di un'ampia concertazione e la cooperazione in materia di spese previste all'art. 11 si costituisce il Comitato d'indirizzo tra i Dipartimenti "Agricoltura, Sviluppo Rurale, Economia Montana", "Ambiente, Territorio, Politiche della Sostenibilità", "Attività Produttive, Politiche dell'Impresa, Innovazione Tecnologica" e "Formazione, Lavoro, Cultura e Sport", composto dal Direttore Generale dell'Agenzia e dai Direttori Generali dei Dipartimenti interessati.

3. Per specifiche questioni il Comitato potrà allargare la partecipazione ad altri Dipartimenti, i quali parteciperanno alle riunioni del Comitato mediante il Direttore del Dipartimento interessato.

4. Il Comitato si riunisce periodicamente su convocazione del Presidente della Giunta Regionale o dell'Assessore delegato che lo presiede, per indirizzare, a livello regionale, l'attività operativa di promozione, e verificare le modalità attuative e i risultati delle azioni programmate.

5. Per l'espletamento delle attività del Comitato di indirizzo non è previsto alcun onere aggiuntivo a carico del bilancio regionale.

6. Il Comitato di indirizzo si avvale di una Segreteria tecnica per le attività operative di verifica, monitoraggio e coordinamento delle azioni dei Dipartimenti interessati che riguardano la promozione territoriale.

 

 

Art. 14

Direttore Generale dell'A.P.T.

1. Il Direttore Generale è nominato dalla Giunta Regionale entro novanta giorni dall'entrata in carica del Presidente della Regione, tra persone in possesso di riconosciute competenze, professionalità e esperienze nella promozione territoriale e turistica.

2. Il rapporto di lavoro del Direttore Generale è a tempo pieno, regolato da contratto di diritto privato, di durata quinquennale, stipulato tra il soggetto interessato e la Regione, in osservanza delle norme del codice civile. In applicazione dell'art. 16, comma 6 della L.R. n. 12/1996 e succ. mod., il Direttore Generale svolge le proprie funzioni per lo stesso periodo di durata in carica del Presidente della Regione, e comunque, svolgendo atti di ordinaria amministrazione, fino alla nomina del nuovo Direttore Generale ai sensi del comma 1 del presente articolo.

2-bis. Nel caso di dimissioni, decadenza, revoca, morte o impedimento permanente del Direttore generale, la Giunta regionale nomina un Commissario Straordinario dell'Agenzia, nelle more della nomina del nuovo Direttore generale (5).

3. L'incarico di Direttore Generale è incompatibile con ogni altra attività di lavoro subordinato o autonomo e con cariche elettive pubbliche, salvo quanto previsto dall'art. 53 del D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165. La nomina del dipendente pubblico a Direttore Generale dell'Agenzia determina il collocamento in aspettativa senza assegni.

4. Il Direttore Generale ha la rappresentanza legale dell'Agenzia e i poteri di gestione, adotta i seguenti provvedimenti:

a) lo Statuto dell'Agenzia;

b) le linee guida triennali della promozione turistica;

c) piano di attività annuale;

d) il bilancio di previsione e relative variazioni ed il conto consuntivo annuali;

e) il regolamento amministrativo/contabile;

f) il regolamento relativo alla dotazione organica e la organizzazione degli uffici e relative variazioni;

g) il reclutamento del personale ai sensi della normativa pubblica regionale in vigore.

5. Il Direttore Generale ha la responsabilità delle funzioni di direzione, organizzazione e vigilanza delle attività dell'Agenzia assicurandone l'unitarietà d'azione.

6. Ai fini dello svolgimento delle suddette funzioni, il Direttore Generale:

a) adotta tutti gli atti necessari per il funzionamento o l'attività dell'Agenzia;

b) organizza ed assegna le risorse umane strumentali e finanziarie dell'Agenzia;

c) esercita i poteri di spesa;

d) organizza la struttura dell'Agenzia, affida gli incarichi al personale e ne determina i trattamenti accessori.

 

(5) Comma aggiunto dall'art. 30, comma 1, L.R. 4 marzo 2016, n. 5, a decorrere dal 5 marzo 2016 (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 98, comma 1 della stessa legge).

 

 

Art. 15

Collegio dei Revisori dei conti.

1. Il Collegio dei Revisori è composto di tre membri nominati dal Consiglio Regionale nel rispetto delle procedure e dei requisiti previsti per l'effettuazione delle nomine di competenza regionale. Il Presidente del Collegio è designato dalla minoranza consiliare. Essi sono nominati entro la data di nomina del Direttore Generale dell'A.P.T.

2. I membri del Collegio dei Revisori devono essere iscritti nel registro dei revisori contabili, almeno uno di essi deve avere un'anzianità di iscrizione non superiore a cinque anni.

3. Qualora il Collegio dei Revisori accerti gravi irregolarità nella gestione, deve fornirne tempestiva informativa alla Giunta Regionale.

4. Il Collegio dei Revisori svolge le proprie funzioni per lo stesso periodo di durata in carica del Presidente della Regione, e comunque, svolgendo atti di ordinaria amministrazione, fino alla nomina del nuovo Direttore Generale ai sensi del comma 1 dell'art. 14 della presente legge.

 

 

Art. 16

Tavolo Tecnico del Turismo.

1. Il Tavolo Tecnico del Turismo, presieduto dal Presidente della Giunta Regionale o dall'Assessore delegato, è nominato dalla Giunta Regionale presso il Dipartimento delle Attività Produttive con funzioni di consultazione orientamento, e indirizzo delle politiche regionali nel settore turismo.

2. Esso è costituito dalla Regione, dall'A.P.T., dalle organizzazioni imprenditoriali e sindacali maggiormente rappresentative del settore a livello regionale, e da rappresentanti delle Province, Comuni capoluogo e rappresentanti degli Enti locali, degli Enti Parco, dei Parchi Letterari, da un rappresentante delle Associazioni dei Consumatori indicato dalla relativa Consulta Regionale e da Unioncamere Basilicata.

 

 

Art. 17

Compensi - Indennità - Rimborsi.

1. Il compenso del Direttore Generale dell'Agenzia è definito dalla Giunta Regionale assumendo come parametri quelli previsti per i Dirigenti Generali della Regione.

2. Ai revisori spetta un compenso annuo lordo pari a quello previsto, per i revisori degli enti locali, dal comma 1 dell'art. 241 D.Lgs. n. 267/2000, determinato con esclusivo riferimento alla classe demografica comprendente i Comuni con popolazione di 19.000 abitanti, oltre al rimborso delle spese di viaggio nella misura stabilita per i dirigenti regionali. Per il Presidente il predetto compenso è incrementato del 10%.

 

 

Art. 18

Entrate.

1. L'Agenzia provvede alle spese di funzionamento e di attività con le risorse derivanti dalle seguenti entrate:

a) redditi e proventi patrimoniali e di gestione;

b) finanziamenti, contributi e rimborsi da parte della Regione in funzione degli incarichi affidati;

c) corrispettivi, finanziamenti, contributi e rimborsi da parte di enti locali territoriali, di altri enti pubblici e di privati committenti, connessi all'esercizio di incarichi affidati all'Agenzia.

 

Art. 19

Gestione finanziaria.

1. La gestione finanziaria e di bilancio dell'Agenzia è svolta in conformità alla normativa all'uopo prevista dalla L.R. 6 settembre 2001, n. 34; essa è ispirata a criteri di imprenditorialità ed economicità, con l'obbligo della chiusura del bilancio annuale in pareggio.

 

 

Art. 20

Personale.

1. L'Agenzia è organizzata in rispondenza alle norme di strutturazione degli Uffici della Regione.

2. Ai dipendenti dell'Agenzia si applicano le norme previste per i dipendenti regionali ed in particolare quelle relative allo stato giuridico ed al trattamento economico.

3. Il Direttore Generale dell'Agenzia, entro novanta giorni dalla sua nomina, presenta alla Giunta Regionale, per l'approvazione, lo Statuto dell'Agenzia adeguato ai principi contenuti nella presente legge ed il regolamento contenente la nuova dotazione organica e la riorganizzazione degli Uffici, in base ai criteri e secondo i principi stabiliti dal D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165 e dalla L.R. 2 marzo 1996, n. 12.

 

 

Art. 21

Qualifica unica dei dirigenti.

1. Il personale dirigenziale dell'Agenzia è inquadrato nella qualifica unica di dirigente. Ad esso si applica la disciplina normativa contrattuale prevista dalla L.R. n. 12/1996.

2. Il Direttore Generale definisce la graduazione delle funzioni dirigenziali, nonché i valori economici ad esse correlati per l'attribuzione del trattamento economico accessorio, ed assegna ai dirigenti le posizioni funzionali in cui si articola la qualifica unica dirigenziale.

3. Il Direttore Generale, in ragione delle attribuzioni di cui al precedente art. 14 e limitatamente alla durata del suo incarico, è funzionalmente sovraordinato agli altri dirigenti dell'ente.

 

 

Art. 22

Controllo e Vigilanza.

1. Sono sottoposti a controllo preventivo di legittimità e di merito dei competenti Organi della Regione nei modi e nei termini di cui agli artt. 17 e 18 della L.R. n. 11/2006 i provvedimenti di cui all'art. 14 comma 4 lett. a), d), f) limitatamente alla dotazione organica e relative variazioni e g).

2. L'attività dell'Agenzia è sottoposta alla vigilanza della Giunta Regionale secondo le modalità di cui all'art. 19 della L.R. n. 11/2006.

 

 

 

 

TITOLO III

Le associazioni senza scopo di lucro

 

Art. 23

Associazioni Pro-Loco.

1. La Regione riconosce, nel quadro della valorizzazione turistica della Basilicata, il ruolo delle associazioni Pro-Loco per la custodia e per la promozione dei valori naturali ed artistici di ogni località.

2. Le associazioni "Pro-Loco", organismi costituiti su base volontaria di natura privatistica, senza scopo di lucro, con rilevanza pubblica e finalità di promozione sociale e turistica, esplicano principalmente attività di:

a) promozione di iniziative tese a favorire la conoscenza e la valorizzazione, ai fini turistici, delle località in cui operano, con particolare riferimento alla salvaguardia del patrimonio ambientale, storico, artistico e culturale;

b) tutela e miglioramento delle risorse turistiche locali;

c) istituzione di servizi volontari di informazione ed assistenza turistica, previa autorizzazione dei Comuni;

d) propaganda e promozione rivolte alla popolazione residente in loco al fine di sensibilizzarla ai problemi connessi allo sviluppo del turismo.

3. Le attività sopra elencate non precludono alle Pro-Loco il perseguimento di altre finalità sociali.

4. L'Agenzia coordina le attività di competenza delle "Pro-Loco" per le manifestazioni che determinano un movimento turistico nella circoscrizione territoriale.

5. La Regione riconosce l'Unione Nazionale delle Pro-Loco d'Italia (U.N.P.L.I.) nelle sue articolazioni del Comitato Regionale e dei Comitati provinciali, come associazione rappresentativa delle "Pro-Loco" attive in ambito regionale e provinciale.

 

 

Art. 24

Albo Regionale delle Pro-Loco.

1. È istituito presso il Dipartimento Attività Produttive della Regione un "Albo Regionale" delle Associazioni "Pro-Loco".

2. L'Albo è pubblicato entro il trenta maggio di ciascun anno nel Bollettino Ufficiale della Regione.

 

 

Art. 25

Requisiti per l'iscrizione all'Albo Regionale.

1. Possono essere iscritte all'Albo Regionale di cui al precedente art. 24 le associazioni Pro-Loco, istituite o da istituire, purché ricorrano le seguenti condizioni:

a) che nella stessa località non sia operante un'altra associazione Pro-Loco già iscritta all'Albo Regionale; è, tuttavia, ammessa nell'ambito dello stesso Comune l'iscrizione di più associazioni se operanti in frazioni con sede di delegazione comunale e tali da costituire, altresì entità turisticamente separate;

b) che l'Associazione Pro-Loco sia costituita mediante atto pubblico o con scrittura privata autenticata e registrata e che il relativo statuto sia conforme alle norme previste al successivo articolo 26;

c) che la previsione di bilancio relativa alle quote associative, entrate locali e contributi vari, sia adeguata al perseguimento degli scopi statutari dell'associazione.

 

 

Art. 26

Statuto delle Pro-Loco.

1. Lo Statuto dell'associazione, ai fini dell'iscrizione all'Albo Regionale, deve ispirarsi ai principi generali di democrazia, di gestione e di partecipazione popolare e, in particolare, deve prevedere:

a) norme sull'elezione e sul funzionamento del Consiglio di Amministrazione e degli altri organi statutari;

b) la pubblicità delle sedute del Consiglio di Amministrazione;

c) la possibilità di iscrizione a tutti i cittadini residenti nel territorio del Comune in cui ha sede la Pro-Loco;

d) che, in caso di scioglimento, cessazione o estinzione dell'associazione, il patrimonio sociale residuo sia devoluto, risolta ogni pendenza accertata, sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e, salvo diversa destinazione imposta dalla legge, a fini di utilità sociale (6);

d-bis) che i beni acquisiti o costituiti con il concorso finanziario prevalente della Regione o di enti pubblici siano conferiti, in ogni caso con vincolo di destinazione a fini di utilità sociale, all'ente turistico eventualmente subentrante o, in mancanza, al Comune in cui ha sede l'associazione stessa (7);

e) la disponibilità degli organi statutari della Pro-Loco a sottoporre l'attività dell'associazione al controllo, anche delegato, della autorità regionale competente;

f) che la previsione dei proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette;

g) l'obbligo di reinvestire l'eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali statutariamente previste.

 

(6) Le attuali lettere d) e d-bis) così sostituiscono l'originale lettere d), per effetti dell'art. 31, comma 1, L.R. 4 marzo 2016, n. 5, a decorrere dal 5 marzo 2016 (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 98, comma 1 della stessa legge). Il testo precedente era così formulato: «d) che, in caso di scioglimento dell'associazione, i beni acquisiti o costituiti con il concorso finanziario prevalente della Regione o di enti pubblici siano conferiti all'ente turistico eventualmente subentrante o, in mancanza, al Comune in cui ha sede l'associazione stessa o con autorizzazione regionale, si procede alla devoluzione degli stessi ad altro ente pubblico o associazioni che perseguono finalità sociali.».

(7) Le attuali lettere d) e d-bis) così sostituiscono l'originale lettere d), per effetti dell'art. 31, comma 1, L.R. 4 marzo 2016, n. 5, a decorrere dal 5 marzo 2016 (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 98, comma 1 della stessa legge). Il testo precedente era così formulato: «d) che, in caso di scioglimento dell'associazione, i beni acquisiti o costituiti con il concorso finanziario prevalente della Regione o di enti pubblici siano conferiti all'ente turistico eventualmente subentrante o, in mancanza, al Comune in cui ha sede l'associazione stessa o con autorizzazione regionale, si procede alla devoluzione degli stessi ad altro ente pubblico o associazioni che perseguono finalità sociali.».

 

 

Art. 27

Modalità di iscrizione all'Albo Regionale.

1. Ai fini della iscrizione all'Albo Regionale, le associazioni Pro-Loco devono presentare apposita domanda al Dipartimento regionale competente corredata di:

a) copia dell'atto costitutivo e statuto sociale;

b) il nominativo del legale rappresentante;

c) elenco nominativo dei soci e delle cariche sociali;

d) documentazione idonea ad illustrare la situazione finanziaria della associazione e le attività eventualmente svolte;

e) relazione sulle attività programmate nell'anno in corso;

f) parere del Consiglio comunale competente, il quale si esprime con atto motivato entro novanta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente tale termine il parere si intende reso in senso positivo.

2. L'iscrizione è disposta con provvedimento della Giunta Regionale.

3. Sono tenute ad iscriversi all'Albo Regionale anche le articolazioni organizzative regionali e provinciale dell'U.N.P.L.I. se operanti in Basilicata, previa domanda corredata della documentazione di cui alle lettere a), b), c), d) del primo comma.

4. È automaticamente confermata l'iscrizione all'Albo Regionale delle Pro-Loco già iscritte alla data di entrata in vigore della presente legge. Nel termine di sei mesi dalla predetta data, le stesse, pena cancellazione dall'Albo, sono tenute ad adeguare i propri statuti, qualora siano difformi, alle disposizioni della presente legge.

5. L'iscrizione all'Albo Regionale costituisce condizione indispensabile per:

a) accedere ai contributi di enti pubblici;

b) partecipare alla designazione dei rappresentanti delle Associazioni Pro-Loco nel Tavolo Tecnico del Turismo dell'Agenzia;

c) richiedere l'affidamento della gestione degli I.A.T., ovvero utilizzare la medesima denominazione per gli uffici di informazione turistica promossi e gestiti direttamente dalle Pro-Loco ai sensi del precedente art. 9.

6. È disposta con provvedimento della Giunta Regionale, su proposta del Dipartimento competente, la cancellazione dall'Albo qualora venga meno alcuno dei requisiti richiesti o si verifichi la mancata presentazione di programmi di attività per due anni consecutivi o in caso di gravi violazioni alle prescrizioni della stessa legge.

 

 

Art. 28

Contributi

1. Allo scopo di incoraggiarne l'attività ed in considerazione dei compiti di pubblico interesse svolti nella sfera del turismo di base, alle associazioni Pro-Loco possono essere concessi dall'Agenzia contributi nella misura stabilita dalla Giunta Regionale con apposita direttiva, in relazione ai progetti presentati, alla programmazione dell'Agenzia ed alle potenzialità turistiche della località.

2. La Regione assegna all'Agenzia annualmente le somme da destinare alle Pro-Loco con specifica indicazione nel proprio bilancio.

3. Per ottenere contributi di cui al comma 1, le associazioni Pro-Loco debbono inoltrare apposita istanza all'Agenzia, corredata di relazione illustrativa delle attività da svolgere e del relativo preventivo di spesa, entro il 15 ottobre dell'anno precedente a quello in cui si intendono svolgere le attività.

4. La liquidazione del contributo avverrà su presentazione da parte della Pro-Loco e dell'UNPLI beneficiari, della documentazione di spesa limitatamente all'importo dello stesso contributo ricevuto.

 

 

 

 

TITOLO IV

Disposizioni transitorie e finali

 

Art. 29

Disposizioni Finanziarie.

1. Alle spese derivanti dall'applicazione della presente legge per l'anno in corso si fa fronte con la cessazione degli oneri conseguenti alla soppressione di cui al I comma dell'art. 10 della presente legge, nonché con l'utilizzazione delle risorse già destinate all'applicazione delle leggi abrogate con il successivo art. 32.

2. Le provvidenze contributive a carico del bilancio della Regione, già previste dalla L.R. 30 luglio 1996, n. 34, in favore dell'Azienda di Promozione Turistica si intendono trasferite all'Agenzia.

3. Con la presente legge sono altresì riconosciute le provvidenze contributive a favore delle Province, Comuni e Pro-Loco.

4. Le leggi di approvazione del bilancio quantificheranno annualmente gli oneri destinati all'attuazione dei contenuti di cui al presente articolo.

 

 

Art. 30

Gestione straordinaria dell'Azienda di Promozione Turistica.

1. In sede di prima applicazione della presente legge, il Direttore Generale dell'Agenzia e il Collegio dei Revisori di cui all'art. 15 della presente legge, sono nominati entro novanta giorni dalla sua entrata in vigore.

2. Per effetto di quanto disposto dall'art. 10, comma I, e nelle more della istituzione dell'Agenzia di Promozione Territoriale, di cui al II comma dell'art. 10, la gestione dell'Azienda di Promozione Turistica è disciplinata secondo i termini di cui all'art. 13 della L.R. 9 agosto 2007, n. 13.

 

 

Art. 31

Norma di richiamo.

1. Per quanto non espressamente disciplinato dalla presente legge valgono, in quanto applicabili, le disposizioni contenute nel D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165 e successive modifiche ed integrazioni.

 

 

Art. 32

Abrogazione.

1. È abrogata la L.R. 30 luglio 1996, n. 34 "Nuovo Ordinamento Turistico Regionale". Rimangono, altresì, abrogate la L.R. 1° agosto 1988, n. 29, la L.R. 12 marzo 1990, n. 8, la L.R. 3 aprile 1995, n. 37 e le norme regionali incompatibili con la presente legge.

 

 

Art. 33

Pubblicazione.

1. La presente legge regionale sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione.

2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come Legge della Regione Basilicata.

 

 

L.R. UMBRIA 12 luglio 2013, n. 13

L.R. UMBRIA 12 luglio 2013, n. 13 (1).

Testo unico in materia di turismo.

________________________________________

(1) Pubblicata nel B.U. Umbria 17 luglio 2013, n. 32, S.O. n. 1.

 

 

IL CONSIGLIO REGIONALE

ha approvato.

LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

promulga

la seguente legge:

________________________________________

 

 

TITOLO I

Principi generali

Capo I

Principi, finalità, funzioni amministrative

Articolo 1

Oggetto.

1. La presente legge, ai sensi dell'articolo 40 dello Statuto regionale e in attuazione della legge regionale 16 settembre 2011, n. 8 (Semplificazione amministrativa e normativa dell'ordinamento regionale e degli Enti locali territoriali), riunisce le disposizioni di leggi regionali in materia di turismo.

________________________________________

 

 

Articolo 2

Principi e finalità.

1. La Regione riconosce al turismo un ruolo strategico per lo sviluppo economico ed occupazionale e per la crescita culturale e sociale dell'Umbria. La Regione, in armonia con lo Statuto regionale, promuove e sostiene il turismo nel rispetto della qualità e della compatibilità ambientale.

2. La Regione informa la propria azione programmatica ed amministrativa nel rispetto dei principi di cui alla legge 11 novembre 2011, n. 180 (Norme per la tutela della libertà d'impresa. Statuto delle imprese). In particolare la Regione, negli atti normativi e nei provvedimenti amministrativi che regolano l'esercizio di poteri autorizzatori, concessori, certificatori, nonché la concessione di benefici in materia di turismo, non può introdurre nuovi oneri regolatori, informativi o amministrativi a carico dei soggetti di cui al comma 4 senza contestualmente ridurre o eliminarne altri, per un pari importo stimato con riferimento al medesimo arco temporale.

3. Il presente testo unico disciplina l'organizzazione turistica regionale, le strutture ricettive, l'attività delle imprese e le professioni del turismo.

4. Il presente testo unico persegue, in particolare, le seguenti finalità:

a) la tutela e la valorizzazione dell'Umbria, intesa come ambito turistico unitario, attraverso politiche settoriali, intersettoriali e integrate;

b) la promozione e la valorizzazione delle risorse turistiche, utilizzando al massimo il metodo della concertazione;

c) l'innovazione e la qualificazione dell'offerta e dell'accoglienza turistica, nonché la promozione della domanda;

d) la tutela e la soddisfazione del turista;

e) la promozione e l'incentivazione dell'accoglienza con particolare riguardo alle persone diversamente abili;

f) l'incentivazione del processo di aggregazione di soggetti pubblici e privati;

g) la realizzazione di un sistema regionale di valorizzazione integrata delle risorse turistiche;

h) la formazione di progetti e prodotti turistici innovativi, a livello regionale, interregionale, nazionale e internazionale.

________________________________________

 

 

Articolo 3

Funzioni della Regione.

1. La Regione esercita le funzioni di programmazione, indirizzo, coordinamento e controllo attribuite dal presente testo unico, e in particolare:

a) promuove, qualifica e tutela in Italia e all'estero, anche in forma integrata, l'immagine unitaria e complessiva della Regione, nel rispetto delle sue diverse componenti artistiche, storiche, culturali, ambientali e paesaggistiche;

b) programma e coordina le iniziative promozionali e le relative risorse finanziarie statali e regionali;

c) verifica l'efficacia e l'efficienza delle attività promozionali;

d) individua i requisiti per la classificazione delle strutture ricettive, determina e verifica gli standard di qualità delle strutture;

e) stabilisce indirizzi, criteri e standard dei servizi turistici di informazione e accoglienza e dei soggetti che possono collaborare allo svolgimento di tali attività;

f) svolge azioni volte alla promozione dell'innovazione e alla diffusione della qualità, nonché determina i criteri per lo svolgimento delle funzioni di vigilanza e controllo delle attività di cui alle lettere d) ed e);

g) individua le procedure per l'abilitazione professionale di cui all'articolo 72;

h) individua i requisiti ai fini dell'esercizio dell'attività turistica per le associazioni senza scopo di lucro, ivi comprese le pro-loco;

i) individua i segni distintivi concernenti le attività di valorizzazione delle risorse per la promozione turistica e ne disciplina la gestione e l'uso;

l) raccoglie, elabora e comunica i dati statistici regionali del turismo, le rilevazioni e le informazioni concernenti l'offerta e la domanda turistica;

m) determina le modalità di formazione e di attuazione delle politiche di sostegno allo sviluppo locale, in raccordo con gli enti locali, e attua le politiche di sostegno di carattere unitario.

2. La Regione concorre alla elaborazione e all'attuazione delle politiche comunitarie e nazionali di settore e promuove atti di intesa e di concertazione con lo Stato e le altre Regioni, nonché con le istituzioni comunitarie.

3. La Regione svolge le attività di promozione turistica e integrata, anche attraverso Sviluppumbria S.p.A. di cui alla legge regionale 27 gennaio 2009, n. 1 (Società Regionale per lo Sviluppo Economico dell'Umbria - Sviluppumbria S.p.A.).

4. La Regione promuove lo sviluppo e la qualificazione dell'informazione e della comunicazione a fini turistici, attraverso l'lnformation Communication Tecnology regionale. Le iniziative delle Autonomie Locali sono inserite e coordinate con il portale regionale.

5. È istituito presso la Giunta regionale l'elenco regionale delle località turistiche o città d'arte di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 (Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale). La Giunta regionale disciplina, con proprio regolamento, i criteri e le modalità per la costituzione e l'aggiornamento dell'elenco regionale. Per l'adozione del regolamento la Giunta regionale considera quali requisiti necessari, ai fini dell'iscrizione nell'elenco, la presenza nel Comune richiedente di beni culturali, ambientali e paesaggistici e la presenza altresì di strutture ricettive.

________________________________________

 

 

Articolo 4

Funzioni delle Province.

1. Le Province concorrono alla programmazione regionale nell'ambito delle forme e delle procedure di concertazione previste dalla normativa regionale vigente.

2. Le Province coordinano le iniziative di sviluppo turistico nell'ambito del territorio di riferimento in collaborazione con i Comuni singoli o associati.

3. Sono conferite alle Province le seguenti funzioni amministrative in materia di:

a) funzioni in materia di agenzia di viaggio e turismo;

b) programmazione e attuazione della formazione professionale finalizzata all'esercizio delle professioni turistiche;

c) abilitazione all'esercizio delle professioni turistiche;

d) concessione ed erogazione alle imprese turistiche di finanziamenti per iniziative nell'ambito di strumenti di interesse locale;

e) istituzione e gestione dell'elenco delle proloco di cui all'articolo 14, la concessione e l'erogazione di contributi;

f) istituzione e gestione dell'elenco delle agenzie di viaggio e turismo e delle relative filiali di cui all'articolo 59;

g) istituzione e gestione dell'elenco delle associazioni nazionali senza scopo di lucro di cui all'articolo 65;

h) istituzione e gestione dell'elenco delle imprese professionali di congressi;

i) istituzione e gestione degli elenchi ricognitivi delle professioni turistiche di cui all'articolo 69;

l) istituzione e gestione degli elenchi ricognitivi dei direttori tecnici di agenzia di viaggio e turismo di cui all'articolo 62.

________________________________________

 

 

Articolo 5

Funzioni dei Comuni.

1. I Comuni, singoli o associati, concorrono alla programmazione regionale nell'ambito delle forme e delle procedure di concertazione previste dalla normativa regionale vigente.

2. Ai Comuni, anche in forma associata, sono conferite le funzioni in materia di:

a) valorizzazione delle proprie risorse turistiche mediante la cura dell'offerta turistica locale, l'espletamento dei servizi turistici di base e l'organizzazione di manifestazioni ed eventi;

b) vigilanza e controllo sulle attività delle associazioni pro-loco.

________________________________________

 

 

Articolo 6

Funzioni conferite alle unioni speciali di comuni.

1. I comuni esercitano in forma obbligatoriamente associata mediante le unioni speciali di comuni, di seguito Unioni speciali, ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale 23 dicembre 2011, n. 18 (Riforma del sistema amministrativo regionale e delle autonomie locali e istituzione dell'Agenzia forestale regionale. Conseguenti modifiche normative), le seguenti funzioni:

a) informazione e accoglienza turistica, sulla base di indirizzi, criteri e standard stabiliti, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera e) del presente testo unico. Al fine di garantire omogeneità dell'informazione e dei servizi su tutto il territorio regionale, alla Regione compete il coordinamento, anche tecnico, delle funzioni, ivi compresa la definizione della consistenza e della dislocazione degli uffici di informazione e accoglienza turistica di area vasta;

b) integrazione dei servizi di informazione e accoglienza turistica nella rete regionale, curando la raccolta e la diffusione delle informazioni di interesse regionale, nel rispetto degli standard individuati ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera e);

c) classificazione delle strutture ricettive sulla base dei requisiti previsti all'articolo 3, comma 1, lettera d) e cura dei relativi elenchi da trasmettere mensilmente alla Regione, ai fini della validazione dei dati ISTAT;

d) raccolta e trasmissione alla Regione dei dati statistici mensili sul movimento dei clienti nelle strutture ricettive, secondo criteri, termini e modalità definiti dalla Giunta regionale, nel rispetto degli indirizzi impartiti nell'ambito del sistema statistico regionale, nazionale ed europeo;

e) comunicazioni concernenti le attrezzature e le tariffe delle strutture ricettive e conseguente rilascio dei cartellini vidimati e della tabella riepilogo prezzi;

f) raccolta e redazione delle informazioni turistiche locali ai fini dell'implementazione del portale turistico regionale e connesso sviluppo delle attività on line;

g) vigilanza e controllo, ivi compresa la lotta all'abusivismo, sulle strutture e le attività ricettive, sull'attività di organizzazione e intermediazione di viaggi in forma professionale e non professionale, sull'esercizio delle professioni turistiche, nonché sulle attività connesse alla statistica sul turismo;

h) realizzazione di specifici progetti in materia di valorizzazione dell'offerta turistica locale, approvati dalla Giunta regionale ed espressamente affidati all'Unione speciale.

________________________________________

 

 

Articolo 7

Agenzie per le imprese.

1. La Regione, nell'ambito delle politiche di sussidiarietà orizzontale, anche ai fini di cui all'articolo 6, comma 1, lettera c) della L.R. n. 8/2011, promuove e valorizza il ruolo e le funzioni delle agenzie per le imprese di cui all'articolo 38 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 ed accreditate ai sensi deldecreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010, n. 159 (Regolamento recante i requisiti e le modalità di accreditamento delle agenzie per le imprese, a norma dell'articolo38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133), anche costituite su iniziativa delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore turismo.

________________________________________

 

 

Capo II

Strumenti operativi

Articolo 8

Documento triennale di indirizzo strategico (2).

 

 

1. La Giunta regionale, nel rispetto delle procedure di concertazione e partenariato istituzionale e sociale previste dall'articolo 5 della legge regionale 28 febbraio 2000, n. 13(Disciplina generale della programmazione, del bilancio, dell'ordinamento contabile e dei controlli interni della Regione dell'Umbria) e in coerenza con gli obiettivi della programmazione regionale, adotta il documento triennale di indirizzo strategico e lo trasmette al Consiglio regionale per l'approvazione.

2. Il documento triennale di indirizzo strategico di cui al comma 1 è aggiornato annualmente entro il mese di maggio dalla Giunta regionale e contiene:

a) la ricognizione e l'analisi delle principali tendenze del turismo in Umbria e la loro comparazione con quanto avviene a livello nazionale e internazionale;

b) l'individuazione di tutte le risorse del territorio regionale e delle strategie per la loro valorizzazione;

c) la definizione degli obiettivi strategici di promozione turistica;

d) l'individuazione delle principali iniziative anche di carattere pluriennale attraverso cui realizzare gli obiettivi definiti;

e) la ricognizione delle risorse finanziarie disponibili per il perseguimento degli obiettivi annuali.

________________________________________

(2) Vedi, anche, la Delib.Ass.Legisl. 28 ottobre 2014, n. 365.

 

 

Articolo 9 Piano annuale delle attività di promozione turistica e integrata.

 

1. La Giunta regionale, sulla base di quanto previsto dal documento triennale di indirizzo strategico di cui all'articolo 8, approva entro il 31 ottobre, il Piano annuale di attività di promozione turistica e integrata per il successivo anno, di seguito Piano annuale di attività, predisposto dalla struttura regionale competente in materia di turismo in collaborazione con le strutture regionali coinvolte nella promozione integrata, tenendo conto delle risorse finanziarie disponibili indicate nel bilancio pluriennale.

2. Nell'ambito del Piano annuale di attività vengono definiti i criteri ed i termini per il monitoraggio e la verifica dello stato di attuazione delle azioni previste e per la gestione e rendicontazione delle risorse destinate.

3. Il Piano annuale di attività è approvato previa acquisizione del parere del Comitato di coordinamento per la promozione turistica e integrata di cui all'articolo 12.

4. Le attività di promozione turistica e integrata, definite nel Piano annuale di attività, possono essere realizzate attraverso Sviluppumbria S.p.A. che provvede all'inserimento delle stesse nell'ambito del piano di attività di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a) della L.R. n. 1/2009.

5. Sviluppumbria S.p.A., previa deliberazione della Giunta regionale, può collaborare con la struttura regionale competente in materia di turismo e con le strutture regionali coinvolte nella promozione integrata alla realizzazione di progetti di promozione turistica e integrata a carattere interregionale, nazionale e internazionale, anche in raccordo con enti e agenzie nazionali.

6. Sviluppumbria S.p.A. relaziona semestralmente alla Giunta regionale sullo stato di attuazione delle attività realizzate in attuazione del piano di cui al comma 4 nei termini previsti dal comma 2, lettera b) dell'articolo 4 della L.R. n. 1/2009.

________________________________________

 

 

Articolo 10

Commissione per la promozione della qualità.

 

1. È istituita, presso la Giunta regionale, la Commissione per la promozione della qualità, composta da esperti di comprovata esperienza in materia di qualità. La Commissione svolge funzioni consultive, di indirizzo tecnico e monitoraggio in materia di strutture ricettive e di attività turistiche.

2. La Commissione per la promozione della qualità di cui al comma 1 avanza proposte alla Giunta regionale relativamente:

a) alla classificazione delle strutture ricettive;

b) alla diffusione della cultura e della prassi della qualità in relazione ai servizi connessi con le attività turistiche, nonché in relazione ad altri servizi e attività dei territori;

c) ai criteri per lo svolgimento delle funzioni di vigilanza e controllo da parte delle Unioni speciali;

d) all'adeguamento dei requisiti e degli standard di qualità delle strutture ricettive e dei servizi turistici, conseguenti alle verifiche di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d) e all'evoluzione degli indirizzi programmatici della Regione.

3. La Commissione per la promozione della qualità, per lo svolgimento delle funzioni e dei compiti di cui ai commi 1 e 2, tiene conto:

a) della qualificazione di operatori e imprenditori e della valorizzazione della loro professionalità;

b) della qualità dell'accoglienza, anche in relazione alla certificazione delle imprese e del territorio, ivi compresa l'ecocompatibilità;

c) della tutela e soddisfazione del turista;

d) della qualità dell'informazione e della comunicazione.

4. La Commissione per la promozione della qualità svolge le funzioni di cui ai commi 1 e 2 anche con riferimento alle strutture ricettive agrituristiche, in raccordo con l'Autorità per il riconoscimento della qualità di cui all'articolo 14 della legge regionale 14 agosto 1997, n. 28 (Disciplina delle attività agrituristiche).

5. Con norme regolamentari la Regione disciplina la composizione, la durata e il funzionamento della Commissione per la promozione della qualità, nonché forme di coordinamento con l'attività dell'Osservatorio regionale sul turismo di cui all'articolo 11.

________________________________________

 

 

Articolo 11

Osservatorio regionale sul turismo.

 

1. La Regione si avvale di un Osservatorio regionale sul turismo per:

a) la realizzazione di studi, ricerche e indagini relativi agli aspetti qualitativi e quantitativi della domanda e dell'offerta turistica;

b) lo svolgimento di attività di monitoraggio sugli esiti delle politiche regionali di promozione.

2. L'Osservatorio regionale sul turismo, in relazione alle funzioni di cui al comma 1, lettere a) e b), svolge azione di supporto alla programmazione turistica regionale.

3. La Giunta regionale disciplina la composizione e il funzionamento dell'Osservatorio.

4. La Giunta regionale riferisce annualmente al Consiglio regionale sull'attività dell'Osservatorio.

________________________________________

 

 

Articolo 12

Comitato di coordinamento per la promozione turistica e integrata.

 

1. 1. È istituito presso la Giunta regionale il Comitato di coordinamento per la promozione turistica e integrata, di seguito "Comitato di coordinamento", composto dagli Assessori regionali competenti e dal Presidente di Sviluppumbria S.p.A. o suo delegato, nonché da diciannove membri effettivi e diciannove membri supplenti designati:

a) sette effettivi e sette supplenti, dal Consiglio delle Autonomie locali;

b) quattro effettivi e quattro supplenti, dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative nel settore del turismo;

c) uno effettivo e uno supplente, dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative nel settore dell'agriturismo;

d) quattro effettivi e quattro supplenti, congiuntamente, dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative dell'agricoltura, dell'artigianato, dell'industria e del commercio e servizi;

e) due effettivi e due supplenti, dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Perugia e Terni;

f) uno effettivo e uno supplente, congiuntamente, dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;

g) Presidente o suo delegato del Centro Estero Umbria (3).

2. Le rappresentanze di cui al comma 1, lettere b), c), d) e f) sono individuate sulla base dei criteri definiti dalla Giunta regionale con proprio atto (4).

3. Qualora le designazioni non pervengano in tempo utile, l'organo competente provvede a nominare i componenti già designati. In tal caso il Comitato di coordinamento opera ad ogni effetto come se fosse costituito solo dai soggetti nominati. L'organo è integrato con le designazioni successivamente pervenute.

4. Il Comitato di coordinamento è nominato dal Presidente della Giunta regionale e resta in carica per cinque anni e comunque non oltre la durata della legislatura.

5. Il Comitato di coordinamento:

a) esprime parere obbligatorio sul Piano annuale di attività di cui all'articolo 9;

b) promuove iniziative, progetti, indagini e studi relativi alla materia turismo e promozione turistica e integrata;

c) supporta la Regione nelle funzioni di indirizzo e coordinamento della attività di valorizzazione delle risorse turistiche territoriali.

6. L'Assessore regionale in materia di turismo e promozione presiede e convoca il Comitato di coordinamento.

7. Il Comitato di coordinamento adotta un regolamento interno per il proprio funzionamento. Le attività di segreteria e di supporto tecnico vengono esercitate dal Servizio regionale competente in materia di turismo.

8. Ai componenti del Comitato di coordinamento non spetta alcun compenso.

________________________________________

(3) Comma così sostituito dall'art. 20, comma 1, L.R. 4 aprile 2014, n. 5, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione. Il testo originario era così formulato: «1. È istituito presso la Giunta regionale il Comitato di coordinamento per la promozione turistica e integrata, di seguito Comitato di coordinamento, composto dagli Assessori regionali competenti e dal Presidente di Sviluppumbria S.p.A., nonché da diciotto membri designati:

a) sette dal Consiglio delle Autonomie locali di cui cinque in rappresentanza dei comuni;

b) quattro dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative nel settore del turismo;

c) quattro, congiuntamente, dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative dell'agricoltura, dell'artigianato, dell'industria e del commercio e servizi;

d) due dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Perugia e Terni;

e) uno, congiuntamente, dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.».

(4) Comma così modificato dall'art. 20, comma 2, L.R. 4 aprile 2014, n. 5, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

 

 

Capo III

Forme associative

Articolo 13

Progetti e prodotti integrati e collettivi.

 

1. La Regione promuove progetti finalizzati alla valorizzazione di una offerta turistica integrata delle eccellenze dell'Umbria relative al patrimonio storico, culturale, ambientale, paesaggistico, artigianale, enogastronomico, nonché alle iniziative rilevanti in materia di spettacolo, grandi eventi, sport e benessere. Alla loro realizzazione possono concorrere imprese e operatori pubblici.

2. La Giunta regionale individua con propri atti temi e modalità con cui promuovere l'attuazione dei progetti di cui al comma 1 a scala regionale o interregionale da parte di specifiche unioni di prodotto cui partecipano imprese o imprese e enti pubblici.

3. La Giunta regionale individua con propri atti temi e modalità con cui promuovere la realizzazione di prodotti turistici d'area, anche a scala interregionale che nascono dall'integrazione di una pluralità di risorse storico-culturali, ambientali e relative alle produzioni di qualità artigianali e enogastronomiche. Alla loro realizzazione concorrono operatori privati e pubblici. Tali raggruppamenti possono assumere la denominazione di Sistemi turistici locali.

4. La Regione promuove forme di sostegno alla realizzazione dei progetti e dei prodotti di cui al presente articolo nell'ambito dei programmi regionali o interregionali e nei limiti delle risorse a disposizione.

________________________________________

 

 

Articolo 14

Associazioni pro-loco.

 

1. Le pro-loco sono associazioni di diritto privato che realizzano iniziative idonee a favorire la conoscenza e la valorizzazione turistica locale e concorrono a diffondere le tradizioni e la cultura dei rispettivi territori.

2. L'iscrizione nell'elenco provinciale di cui all'articolo 4, comma 3, lettera e) è subordinata al parere favorevole del Comune o dei Comuni interessati all'attività delle singole pro-loco.

3. La Regione assegna risorse finanziarie alle Province ai fini dell'erogazione dei contributi per l'attività delle pro-loco.

4. Con norme regolamentari la Regione disciplina l'iscrizione delle pro-loco nell'elenco provinciale, nonché i criteri per l'erogazione e concessione di contributi di cui all'articolo 4, comma 3, lettera e).

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TITOLO II

Strutture ricettive

Articolo 15

Attività ricettiva.

 

1. Si intende per attività ricettiva l'attività diretta alla produzione di servizi per l'ospitalità esercitata nelle strutture ricettive di cui al presente testo unico.

2. Le strutture ricettive sono suddivise in:

a) esercizi alberghieri;

b) esercizi extralberghieri;

c) esercizi all'aria aperta;

d) residenze d'epoca.

3. Sono ricomprese tra le attività ricettive le altre forme di ricettività disciplinate al Capo V.

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Capo I

Strutture ricettive alberghiere

Articolo 16

Esercizi alberghieri.

 

1. Sono esercizi alberghieri:

a) gli alberghi;

b) i motels;

c) gli alberghi residenziali;

d) gli alberghi diffusi;

e) i villaggi-albergo;

f) le residenze della salute - beauty-farm.

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Articolo 17

Definizioni.

 

1. Gli alberghi sono esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, che forniscono alloggio ed altri servizi accessori. Gli alberghi sprovvisti di servizio ristorante che forniscono solo alloggio e prima colazione assumono la denominazione di meublé.

2. I motels sono esercizi alberghieri dotati di bar, servizi di ristorazione e servizi di autorimessa con box o parcheggio per un numero di posti auto pari al numero delle stanze, maggiorato del dieci per cento. I motels assicurano servizi di primo intervento per l'assistenza meccanica agli autoveicoli.

3. Gli alberghi residenziali sono esercizi alberghieri le cui unità abitative sono costituite da appartamenti di uno o più locali dotati di servizi igienici privati e di servizio autonomo di cucina.

4. Sono alberghi diffusi le strutture ricettive alberghiere situate nei centri storici minori, caratterizzate dalla centralizzazione in un unico edificio dei servizi comuni e dalla dislocazione delle unità abitative in uno o più edifici separati.

Le unità abitative sono dotate di arredi, attrezzature e servizi tra di loro omogenei.

5. Assumono la denominazione di villaggio-albergo gli esercizi dotati dei requisiti propri degli alberghi e/o degli alberghi residenziali, caratterizzati dalla centralizzazione dei servizi in funzione di più stabili facenti parte di uno stesso complesso e inseriti in area attrezzata per il soggiorno e lo svago della clientela.

6. Le residenze della salute - beauty-farm sono esercizi alberghieri dotati di particolari strutture di tipo specialistico proprie del soggiorno finalizzato a cicli di trattamenti terapeutici, dietetici ed estetici. La classificazione è determinata con riferimento esclusivo alla struttura ed ai servizi di tipo ricettivo di cui ai commi 1 e 3.

7. La Giunta regionale, con riferimento agli alberghi diffusi di cui al comma 4, stabilisce:

a) le caratteristiche dei centri storici minori nei quali ne è consentita la realizzazione;

b) la distanza massima tra l'edificio nel quale sono ubicati i servizi comuni e le unità abitative (5).

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(5) Vedi, anche, la Delib.G.R. 23 marzo 2015, n. 357.

 

 

Articolo 18

Dipendenza.

 

1. La dipendenza è costituita da un immobile posto nelle immediate adiacenze degli esercizi ricettivi di cui all'articolo 17, comma 1. È dotata di un numero di camere minimo pari a tre e di servizi centralizzati ubicati esclusivamente nella struttura principale; non può essere considerata struttura ricettiva alberghiera autonoma.

2. Può essere prevista una sola dipendenza per ciascun albergo.

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Articolo 19

Piccoli appartamenti - suites.

 

1. Gli esercizi alberghieri di cui all'articolo 16, con esclusione degli alberghi residenziali, possono essere costituiti, in tutto o in parte, da unità abitative composte da almeno due vani distinti, di cui uno allestito a salotto ed uno a camera da letto e da servizi igienici privati. Tali unità abitative assumono la denominazione di piccoli appartamenti - suites.

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Articolo 20

Posti letto.

 

1. Negli esercizi alberghieri classificati ad una, due e tre stelle le camere sono ad uno, a due e a tre posti letto.

2. Negli esercizi alberghieri classificati a quattro e cinque stelle le camere sono ad uno e a due posti letto.

3. Nelle camere a due e a tre letti può essere aggiunto, in via temporanea ed esclusivamente su richiesta del cliente, un ulteriore letto qualora la superficie della camera ne consenta un'agevole fruibilità. Il letto aggiunto deve essere rimosso al momento della partenza del cliente.

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Articolo 21

Classificazione.

 

1. Gli esercizi alberghieri di cui all'articolo 16 sono classificati in base ai requisiti posseduti, indicati nella tabella A) allegata al presente testo unico, nel rispetto delle norme in materia di igiene e sanità, sicurezza, urbanistica e edilizia e sono contrassegnati con cinque stelle, quattro stelle, tre stelle, due stelle, una stella.

2. Gli esercizi classificati cinque stelle assumono la denominazione aggiuntiva lusso quando l'immobile presenta eccezionali caratteristiche strutturali, di arredamento e di servizi.

3. I motels non possono avere una classificazione superiore a quattro stelle.

4. Gli alberghi residenziali, gli alberghi diffusi, i villaggi-albergo e le residenze della salute - beauty-farm non possono avere una classificazione inferiore a tre stelle.

5. La dipendenza deve avere una classificazione uguale o inferiore di non più di una stella rispetto a quella della struttura alberghiera principale.

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Articolo 22

Direttore d'albergo.

 

1. A ciascun esercizio ricettivo alberghiero classificato tre stelle, quattro stelle, cinque stelle o cinque stelle lusso è preposto un direttore d'albergo dotato di adeguata professionalità.

2. Il direttore d'albergo svolge compiti di coordinamento tecnico-amministrativo, ha la responsabilità gestionale ed operativa e costituisce il punto di riferimento tra la clientela e l'amministrazione alberghiera.

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Capo II

Strutture ricettive extralberghiere

Articolo 23

Esercizi extralberghieri.

 

1. Sono esercizi extralberghieri:

a) le country house - residenze di campagna;

b) le case e appartamenti per vacanze;

c) le case per ferie;

d) le case religiose di ospitalità;

e) i centri soggiorno studi;

f) gli ostelli per la gioventù;

g) i kinderheimer - centri di vacanza per ragazzi;

h) i rifugi escursionistici.

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Articolo 24

Country house - residenze di campagna.

 

1. Le country house - residenze di campagna sono esercizi extralberghieri gestiti unitariamente e imprenditorialmente in forma professionale organizzata e continuativa. Lecountry house sono dotate di camere con eventuale angolo cottura e/o di appartamenti con servizio autonomo di cucina, per un numero minimo di quattordici posti letto, situate in aperta campagna o in piccoli borghi rurali, derivate dalla ristrutturazione e dall'ammodernamento di ville o casali e loro annessi e dotate di servizi di ristorazione per i soli alloggiati, nel rispetto della normativa vigente, nonché eventualmente di attrezzature sportive e ricreative.

2. Nelle country house è consentita la presenza di divani letto fino a un massimo di due posti nei locali adibiti a soggiorno.

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Articolo 25

Case e appartamenti per vacanze.

 

1. Le case e gli appartamenti per vacanze sono esercizi ricettivi aperti al pubblico gestiti unitariamente in forma imprenditoriale organizzata e continuativa. Sono costituiti da almeno tre unità abitative poste nello stesso stabile o in stabili diversi siti nelle immediate vicinanze e facenti parte di area territorialmente omogenea. Ciascuna unità abitativa è destinata all'alloggio di turisti per una permanenza massima di tre mesi ed è composta da uno o più locali arredati, da servizi igienici e da cucina autonoma.

2. Le case e appartamenti per vacanze non sono dotati di servizio di ristorazione.

3. Nelle case e appartamenti per vacanze è consentita la presenza di divani letto fino a un massimo di due posti nei locali adibiti a soggiorno.

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Articolo 26

Case per ferie.

 

1. Le case per ferie sono strutture ricettive attrezzate per il soggiorno temporaneo di persone o gruppi, gestite al di fuori dei normali canali commerciali e promozionali, da enti pubblici, associazioni o enti religiosi operanti senza scopo di lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive, nonché da enti o aziende per il soggiorno dei propri dipendenti e loro familiari.

2. Nelle case per ferie possono essere ospitati anche dipendenti e relativi familiari di altre aziende, assistiti dai soggetti gestori di cui al comma 1 con i quali è stipulata apposita convenzione.

3. Nelle case per ferie, oltre alla prestazione di servizi ricettivi essenziali, ivi compreso il servizio di ristorazione per i soli alloggiati, sono assicurati i servizi e l'uso di attrezzature che consentano il perseguimento delle finalità di cui al comma 1.

4. Le case per ferie possono essere dotate di particolari strutture per il soggiorno di gruppi autogestiti secondo autonome modalità organizzative, compresa la disponibilità della cucina e di punti di cottura per uso autonomo, sotto la responsabilità del soggetto gestore.

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Articolo 27

Case religiose di ospitalità.

 

1. Le case religiose di ospitalità sono case per ferie caratterizzate dall'osservanza delle finalità dell'ente religioso gestore che offrono, a pagamento, a chiunque la richiede, ospitalità per un periodo non inferiore a due giorni, nel rispetto del carattere religioso dell'ospitalità stessa e delle conseguenti regole di comportamento e limitazioni del servizio.

2. L'orario di chiusura al pubblico delle case religiose di ospitalità è fissato, di norma, alle ore ventuno nella stagione autunno-invernale e alle ore ventidue nella stagione primavera-estate.

3. Ai fini del presente testo unico sono considerati enti religiosi gli enti ecclesiastici riconosciuti in base alla legge 20 maggio 1985, n. 222 (Disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi).

4. Alle case di convivenza religiosa non si applica la definizione di cui al comma 1.

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Articolo 28

Centri soggiorno studi.

 

1. Sono centri soggiorno studi gli esercizi ricettivi dedicati ad ospitalità finalizzata alla educazione e formazione in strutture dotate di adeguate attrezzature per l'attività didattica e convegnistica specializzata.

2. I centri soggiorno studi sono gestiti da enti pubblici, associazioni, organizzazioni sindacali e altri soggetti privati, operanti nel settore della formazione.

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Articolo 29

Ostelli per la gioventù.

 

1. Sono ostelli per la gioventù gli esercizi ricettivi attrezzati per il soggiorno e il pernottamento di giovani e loro accompagnatori, e di coloro i quali vogliono usufruire dei servizi propri degli ostelli.

2. Negli ostelli per la gioventù possono essere somministrati cibi e bevande limitatamente alle sole persone alloggiate.

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Articolo 30

Kinderheimer - centri di vacanza per ragazzi.

 

1. Sono kinderheimer - centri di vacanza per ragazzi le strutture ricettive caratterizzate da clientela costituita, di norma, da ragazzi di età inferiore ai quattordici anni, aperte solitamente nei periodi di vacanze estive e/o invernali, finalizzate anche allo sviluppo sociale e pedagogico.

2. Nei kinderheimer - centri di vacanza per ragazzi possono essere somministrati cibi e bevande limitatamente alle sole persone alloggiate.

3. Nei kinderheimer - centri di vacanza per ragazzi è assicurata la presenza continuativa di personale specializzato nel settore pedagogico e di personale medico.

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Articolo 31

Rifugi escursionistici.

 

1. Sono rifugi escursionistici le strutture idonee ad offrire ospitalità e ristoro in zone isolate.

2. I rifugi escursionistici sono gestiti da enti pubblici, da enti e associazioni operanti nel settore dell'escursionismo o da soggetti privati.

3. I rifugi escursionistici garantiscono il ricovero ed il pernottamento degli ospiti.

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Articolo 32

Classificazione.

 

1. Gli esercizi extralberghieri di cui agli articoli 24, 25, 26, 27, 29, 30 e 31 sono classificati ciascuno in un'unica categoria sulla base dei requisiti minimi obbligatori di cui alle allegate tabelle B, C, D, E, F, nel rispetto delle norme in materia di igiene e sanità, sicurezza, urbanistica e edilizia.

2. I centri soggiorno studi di cui all'articolo 28 sono classificati in un'unica categoria, nel rispetto delle norme in materia di igiene e sanità, sicurezza, edilizia e urbanistica e sono attrezzati per il soggiorno degli ospiti in strutture dotate dei requisiti previsti per gli alberghi classificati a due stelle.

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Capo III

Strutture ricettive all'aria aperta

Articolo 33

Esercizi ricettivi all'aria aperta.

 

1. Sono esercizi ricettivi all'aria aperta:

a) i campeggi;

b) i villaggi turistici;

c) i camping-village.

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Articolo

34 Definizioni.

 

1. I campeggi sono esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, attrezzati in aree recintate per la sosta e il soggiorno di turisti provvisti, di norma, di mezzi autonomi di pernottamento.

2. Nei campeggi è consentita la presenza di strutture fisse e mobili destinate all'accoglienza dei turisti, installate a cura della gestione, o proprie di residenti stagionali, collocate in apposite piazzole che comunque non possono occupare più del trenta per cento di quelle autorizzate.

3. I villaggi turistici sono esercizi aperti al pubblico, a gestione unitaria, che forniscono alloggio a turisti sprovvisti di mezzi autonomi di pernottamento, all'interno di aree recintate e attrezzate per la sosta e il soggiorno in strutture fisse e mobili.

4. Nei villaggi turistici è consentita la presenza di piazzole con gli stessi requisiti di cui all'allegata tabella G), utilizzabili dai turisti forniti di mezzi propri di pernottamento tipici dei campeggi, purché in misura non superiore al trenta per cento delle unità abitative autorizzate.

5. I camping-village sono esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, situati in aree attrezzate e recintate, costituiti da strutture fisse e mobili, installate a cura della gestione o proprie di residenti stagionali, in una percentuale ricompresa tra il trentuno e il sessantanove per cento delle piazzole autorizzate.

6. Ai fini del presente articolo si intendono per strutture fisse quelle permanentemente ancorate al suolo per l'intero periodo di permanenza del campeggio nell'area autorizzata, quali i bungalow; per strutture mobili si intendono quelle temporaneamente ancorate al suolo, facilmente rimovibili per il ripristino delle condizioni naturali del sito e con collegamenti alle prese d'acqua, di scarico e di elettricità, realizzati con attacchi smontabili a norma di legge, quali le case mobili.

7. Nei bungalow è consentita la presenza di divani letto fino a un massimo di due posti nei locali adibiti a soggiorno.

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Articolo 35

Classificazione.

 

1. I campeggi sono classificati in base ai requisiti posseduti e vengono contrassegnati con una stella, due stelle, tre stelle e quattro stelle.

2. I villaggi turistici sono classificati in base ai requisiti posseduti e vengono contrassegnati con due stelle, tre stelle e quattro stelle.

3. I camping-village sono classificati in base ai requisiti posseduti e vengono contrassegnati con tre stelle e quattro stelle.

4. Il numero delle stelle viene attribuito sulla base del possesso dei requisiti di cui alle allegate tabelle G, H e I.

5. La classificazione degli esercizi ricettivi di cui al presente articolo è attribuita nel rispetto delle norme in materia di igiene e sanità, sicurezza, urbanistica e edilizia.

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Articolo 36

Strutture ricettive all'aria aperta non aperte al pubblico e campeggi didatticoeducativi.

 

1. Sono strutture ricettive all'aria aperta non aperte al pubblico i villaggi turistici, i campeggi, i camping-village organizzati e gestiti da enti, associazioni e cooperative che ospitano unicamente soci o dipendenti dei suddetti organismi e loro familiari.

2. I Comuni possono autorizzare, nel rispetto delle condizioni stabilite dalla Giunta regionale, l'organizzazione di campeggi fissi da parte di enti o associazioni senza scopo di lucro che svolgono attività educative e sociali in attuazione dei loro fini statutari per il perseguimento di finalità educative, didattiche, sportive, religiose e sociali.

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Articolo 37

Aree attrezzate per la sosta temporanea.

 

1. I Comuni, per consentire la sosta di caravan, autocaravan, camper e simili mezzi mobili di pernottamento, compatibilmente con i loro strumenti urbanistici, possono prevedere aree attrezzate riservate esclusivamente alla sosta temporanea e al parcheggio di tali mezzi, per ventiquattro ore. La sosta è consentita fino ad un massimo di quarantotto ore in caso di assenza di strutture ricettive all'aria aperta.

2. Le aree attrezzate di sosta temporanea sono realizzate nel rispetto dell'articolo 185, comma 7 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) e relative norme di attuazione.

3. I Comuni provvedono alla gestione delle aree attrezzate di sosta temporanea direttamente o mediante apposite convenzioni.

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Capo IV

Residenze d'epoca

Articolo 38

Residenze d'epoca.

 

1. Sono residenze d'epoca i complessi immobiliari originariamente destinati a residenza.

2. I complessi di cui al comma 1 devono mantenere l'originaria fisionomia architettonica e strutturale sia all'esterno che all'interno, anche a seguito di interventi di restauro, consolidamento e conservazione.

3. Le residenze d'epoca sono inserite in contesti ambientali di particolare valore storico, naturale o paesaggistico, dotate di mobili e arredi d'epoca o di particolare interesse artistico e sono idonee ad una accoglienza altamente qualificata.

4. La denominazione di residenza d'epoca è accompagnata dalla indicazione della tipologia storica dell'immobile.

5. Le residenze d'epoca esercitate in forma imprenditoriale sono classificate in un'unica categoria, previa verifica del possesso dei requisiti obbligatori di cui alla allegata tabella L e previo cambiamento di destinazione d'uso, ai sensi della normativa vigente.

6. L'accoglienza turistica nelle residenze d'epoca può essere esercita in forma non imprenditoriale quando è a carattere saltuario e senza la fornitura di servizi accessori. È assicurata obbligatoriamente la presenza del proprietario della struttura o del titolare dell'attività.

7. L'esercizio dell'attività in forma non imprenditoriale non comporta il cambio di destinazione d'uso dell'immobile che può essere adibito in tutto o in parte a ricettività. È obbligatoria la presenza di una sala comune.

8. Nelle residenze d'epoca gestite in forma imprenditoriale possono essere forniti servizi di ristorazione per i soli alloggiati, nel rispetto della normativa vigente.

9. L'esercizio dell'attività ricettiva nelle residenze d'epoca è subordinata alla conformità delle strutture alle norme in materia di igiene e sanità, sicurezza, urbanistica e edilizia.

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Articolo 39

Commissione per le residenze d'epoca.

 

1. È istituita presso la competente struttura della Giunta regionale la Commissione per le residenze d'epoca composta da sei esperti nominati dalla Giunta regionale. Ai componenti della Commissione, non dipendenti regionali, spetta il rimborso delle spese sostenute per l'espletamento delle funzioni.

2. La Commissione per le residenze d'epoca esprime parere obbligatorio e vincolante sulla sussistenza dei requisiti delle residenze d'epoca previsti dall'articolo 38 commi 1, 2 e 3, essenziali per il mantenimento della classificazione, che a corredo della Segnalazione certificata di inizio attività di cui all'articolo 46, comma 2, lettera d), vengono attestati dal titolare.

3. La Commissione per le residenze d'epoca, nell'esercizio delle sue funzioni, tiene conto dei parametri di valutazione stabiliti dalla Commissione per la promozione della qualità di cui all'articolo 10.

4. La Commissione per le residenze d'epoca esprime il parere entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta da parte dell'Unione speciale competente per territorio.

5. In caso di parere negativo da parte della Commissione per le residenze d'epoca sui requisiti di cui all'articolo 38, commi 1, 2 e 3, la classificazione non può essere confermata.

L'Unione speciale competente, sulla base del verbale della Commissione stessa, può concedere un termine per la regolarizzazione, sospendendo nel frattempo l'attività.

6. Se la Commissione per le residenze d'epoca non esprime il parere nei termini di cui al comma 4, si applica il silenzio assenso, ai sensi della normativa vigente.

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Capo V

Altre attività ricettive

Articolo 40

Requisiti.

 

1. Le attività ricettive di cui al presente capo conservano le caratteristiche della civile abitazione e l'esercizio dell'attività di ricezione non comporta il cambio di destinazione d'uso delle unità abitative.

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Articolo 41

Esercizi di affittacamere.

 

1. Sono esercizi di affittacamere le strutture gestite da privati, anche abitualmente, i quali utilizzano l'abitazione di residenza per fornire alloggio ed, eventualmente, servizi complementari. Tali strutture possono avere non più di sei camere ubicate nello stesso stabile per un massimo di dodici posti letto.

2. È ricompreso nell'esercizio di affittacamere l'affitto anche abituale di non più di due appartamenti mobiliati posti nello stesso stabile di residenza del titolare per una capacità ricettiva complessiva non superiore a sei camere per un massimo di dodici posti letto.

3. L'esercizio dell'attività di affittacamere non può comunque superare complessivamente, in applicazione dei commi 1 e 2, sei camere per dodici posti letto, nelle quali sono forniti alloggio ed eventualmente, servizi complementari.

4. Gli esercizi di affittacamere di cui ai commi 1 e 2 sono classificati in un'unica categoria sulla base dei requisiti strutturali e dei servizi assicurati, elencati nell'allegata tabella M.

5. Il titolare dell'attività di cui ai commi 1 e 2 deve essere presente nell'abitazione di residenza almeno per il periodo in cui l'attività stessa è svolta.

6. L'attività di affittacamere non può comunque comprendere la somministrazione di cibi e bevande.

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Articolo 42

Bed and breakfast.

 

1. È definito bed and breakfast il servizio di alloggio e prima colazione esercitato in modo anche saltuario all'interno dell'abitazione ove il titolare ha la residenza e dimora abitualmente, avvalendosi della normale organizzazione familiare, fornendo agli alloggiati esclusivamente cibi e bevande per la prima colazione.

2. L'attività di bed and breakfast può essere svolta in non più di tre camere e per un massimo di otto posti letto, compresi due posti letto per bambini al di sotto dei dodici anni. Ogni camera non può avere più di tre posti letto complessivi. Qualora l'attività si svolga in più di una camera deve essere previsto l'uso di almeno due servizi igienici.

3. Il soggiorno degli ospiti non può superare i trenta giorni consecutivi.

4. Gli esercizi di bed and breakfast sono classificati in un'unica categoria sulla base dei requisiti strutturali e dei servizi assicurati, elencati nell'allegata tabella M.

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Capo VI

Norme comuni per le attività ricettive

Articolo 43

Validità della classificazione.

 

1. Il titolare della struttura ricettiva contestualmente alla presentazione della segnalazione certificata di inizio attività, di seguito denominata SCIA, di cui all'articolo 46 dichiara la classificazione spettante alla propria struttura in base ai requisiti previsti dalle tabelle allegate alla presente legge. La classificazione ha validità quinquennale a partire dal 1°gennaio 2011. Per le strutture ricettive che hanno iniziato l'attività nel corso del quinquennio, la classificazione ha validità per la frazione residua.

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Articolo 44

Apertura degli esercizi ricettivi.

 

1. I titolari delle strutture ricettive di cui al presente testo unico comunicano all'Unione speciale competente per territorio i periodi di apertura.

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Articolo 45

Denominazione.

 

1. A ciascuna struttura ricettiva è attribuita una denominazione diversa da quelle già esistenti nel territorio comunale. Può essere attribuita la stessa denominazione a strutture ricettive appartenenti allo stesso titolare.

2. L'utilizzo della medesima denominazione per strutture ricettive di diversa tipologia è subordinato all'assenso formale del titolare della struttura che per prima ha ottenuto la denominazione.

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Articolo 46

Esercizio dell'attività ricettiva.

 

1. L'interessato che intende esercitare l'attività ricettiva presenta all'Unione speciale competente per territorio, tramite lo sportello unico per le attività produttive e per l'attività edilizia - SUAPE - di cui all'articolo 40 della L.R. n. 8/2011 del Comune competente per territorio, la SCIA. L'interessato può iniziare l'esercizio dell'attività dalla data di presentazione della SCIA.

2. La SCIA, ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), contiene i seguenti dati resi mediante dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di cui all'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (Testo A)):

a) possesso dei requisiti sanitari, urbanistici, di pubblica sicurezza e in materia di prevenzione incendi, ai sensi della normativa vigente;

b) iscrizione al Registro delle imprese della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, ove previsto;

c) classificazione della struttura principale e della eventuale dipendenza;

d) per le residenze d'epoca di cui all'articolo 38, l'attestazione del possesso dei requisiti previsti all'articolo 38, commi 1, 2 e 3, oggetto del parere della Commissione delle residenze d'epoca di cui all'articolo 39;

e) estremi del contratto di assicurazione stipulato per rischi di responsabilità civile nei confronti del cliente;

f) denominazione, titolarità, tipologia ricettiva, capacità ricettiva con l'indicazione per ognuna delle camere e/o unità abitative dei rispettivi posti letto, ubicazione e periodo di apertura.

3. Contestualmente alla SCIA, l'interessato, ai fini del rilascio dei cartellini dei prezzi di ciascuna unità abitativa, comunica le tariffe da applicare.

4. L'Unione speciale effettua i controlli, su tutte le strutture ricettive, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della SCIA. Per le residenze d'epoca, ha, altresì, l'obbligo di richiedere il parere alla Commissione delle residenze d'epoca di cui all'articolo 39.

5. L'Unione speciale, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della SCIA di cui al comma 4, in caso di accertata carenza dei requisiti di cui al presente articolo, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare detta attività alla normativa vigente entro un termine fissato dall'Unione speciale stessa che non può essere inferiore a trenta giorni. Nel caso di mancato adeguamento nei termini previsti, il divieto di prosecuzione diviene efficace. È fatto, comunque, salvo il potere dell'Unione speciale di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies della L. 241/1990.

6. Qualora la classificazione a stelle dichiarata dal titolare non corrisponda ai requisiti minimi obbligatori previsti dal presente testo unico, l'Unione speciale consente l'esercizio dell'attività esclusivamente in relazione alla classificazione a stelle effettivamente corrispondente o, su richiesta del titolare, concede un termine per la regolarizzazione durante il quale l'attività è sospesa; nel caso in cui la classificazione a stelle dichiarata dal titolare non possa comunque essere conseguita, l'Unione speciale assegna la classificazione a stelle effettivamente corrispondente, o assume determinazioni ai sensi del comma 5.

7. La variazione anche di uno solo dei requisiti di cui al comma 2 è comunicata all'Unione speciale competente entro quindici giorni.

8. Il titolare, in caso di variazioni strutturali o dei servizi che comportano un mutamento della classificazione, ne dà comunicazione all'Unione speciale entro quindici giorni, dichiarando la nuova classificazione; l'Unione speciale ha l'obbligo di effettuare i relativi controlli entro sessanta giorni dalla comunicazione.

9. In caso di subentro nella titolarità dell'attività ricettiva, il subentrante presenta la SCIA dichiarando contestualmente il possesso dei requisiti di cui al comma 2.

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Articolo 47

Obblighi del titolare dell'attività ricettiva.

 

1. L'ospitalità nelle strutture ricettive è subordinata, nei casi previsti dalla normativa vigente, all'adempimento da parte del titolare dell'attività ricettiva degli obblighi derivanti dalle disposizioni statali in materia di pubblica sicurezza.

2. Gli esercizi ricettivi hanno l'obbligo di evidenziare all'esterno, accanto alla propria tipologia e denominazione, il numero delle stelle corrispondenti alla classificazione attribuita.

3. Entro il 1° ottobre di ogni anno il titolare dell'attività ricettiva presenta all'Unione speciale, anche mediante apposita procedura telematica predisposta dalla Regione, la comunicazione dei prezzi decorrenti dal 1° gennaio dell'anno successivo. Il titolare, entro il 1° marzo, può presentare all'Unione speciale l'aggiornamento delle tariffe da applicare, con decorrenza dal 1° giugno.

4. La mancata comunicazione annuale dei prezzi comporta l'implicita conferma della validità della precedente comunicazione, salva l'applicazione della sanzione di cui all'articolo 52, comma 11.

5. Il titolare dell'attività ricettiva, oltre la SCIA di cui all'articolo 46, espone, in conformità ai dati contenuti nella comunicazione annuale dei prezzi di cui al comma 3:

a) la tabella indicante il prezzo del servizio nei locali adibiti all'esercizio delle attività;

b) i cartellini dei prezzi in ciascuna unità abitativa.

6. Il titolare delle attività ricettive, registra giornalmente, l'arrivo e la partenza di ciascun ospite e anche il numero delle camere occupate, su apposita procedura telematica predisposta dalla Regione o su specifico modello cartaceo ISTAT, nel rispetto della normativa vigente in materia di rilevazione del "Movimento dei Clienti nelle strutture ricettive" in materia di protezione e trattamento dei dati personali. La comunicazione telematica o la consegna dei modelli cartacei dei dati di cui al presente articolo, obbligatoria anche in assenza di movimento, deve essere effettuata con cadenza mensile entro i primi cinque giorni del mese successivo a quello di riferimento.

7. La Giunta regionale determina, sulla base della normativa statale in materia, i dati obbligatori da inserire nella comunicazione annuale dei prezzi di cui al comma 3 e adotta apposito modello.

8. Il titolare dell'attività ricettiva, comunica annualmente all'Unione speciale il rinnovo della polizza assicurativa di cui all'articolo 46, comma 2, lettera e).

________________________________________

 

 

Articolo 48

Chiusura temporanea e cessazione dell'attività.

 

1. I titolari delle attività ricettive di cui al presente titolo, comunicano all'Unione speciale la chiusura temporanea e la cessazione dell'attività.

________________________________________

 

 

Articolo 49

Reclamo.

 

1. Gli ospiti di strutture ricettive possono presentare reclamo scritto all'Unione speciale.

2. L'Unione speciale comunica all'interessato l'esito dell'accertamento conseguente al reclamo di cui al comma 1.

3. L'Unione speciale comunica alla Commissione per la promozione della qualità i reclami presentati e l'esito degli accertamenti sugli stessi.

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Articolo 50

Superfici, altezze, volumi.

 

1. Le unità abitative delle strutture ricettive alberghiere, extralberghiere, all'aria aperta e delle residenze d'epoca gestite in forma imprenditoriale hanno le dimensioni minime fissate alle allegate tabelle N e O.

2. In caso di realizzazione di strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere attraverso l'utilizzazione di edifici esistenti già destinati a residenza e legittimati ai sensi dell'articolo 22, comma 1 del Reg. reg. 3 novembre 2008, n. 9 (Disciplina di attuazione dell'art. 12, comma 1, lettere a) e d-bis) della legge regionale 18 febbraio 2004, n. 1(Norme per l'attività edilizia) - Criteri per regolamentare l'attività edilizia e per il calcolo delle superfici, delle volumetrie, delle altezze e delle distanze relative alla edificazione), le superfici dei locali e le altezze minime interne degli stessi di cui alle tabelle N e O, nonché i rapporti aeroilluminanti dei locali medesimi possono essere confermati in base alle misure previste negli edifici esistenti.

3. La Giunta regionale, nel rispetto della vigente normativa edilizia, con norme regolamentari, può individuare, sentite le amministrazioni competenti, specifiche e motivate deroghe a superfici, altezze e volumi delle unità abitative in relazione alla natura dell'immobile e in coerenza con la tipologia ricettiva.

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Articolo 51

Piscine natatorie.

 

1. Alle piscine natatorie annesse alle strutture ricettive di cui al presente testo unico si applica la normativa regionale vigente in materia.

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Articolo 52

Sanzioni amministrative.

 

1. Chiunque apre o gestisce una attività ricettiva senza aver effettuato la SCIA è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 3.000,00 a euro 10.000,00.

2. Chiunque dichiara in sede di SCIA requisiti della struttura o servizi inesistenti è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 3.000,00.

3. Chiunque non dichiara la modifica di caratteristiche della struttura o di elementi contenuti nella SCIA che fanno venir meno i requisiti per l'esercizio dell'attività stessa è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 3.000,00.

4. Chiunque interrompe temporaneamente l'attività, senza averne data preventiva comunicazione al Comune competente, salvo casi di forza maggiore, è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 300,00 a euro 500,00.

5. Chiunque supera la capacità ricettiva dichiarata nella SCIA è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 4.000,00.

6. Chiunque, nelle strutture ricettive, somministra cibi e bevande senza le prescritte autorizzazioni è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 4,000,00.

7. Chiunque non espone i dati dichiarati nella SCIA o espone dati non veritieri è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 2.000,00.

8. Chiunque non espone o espone in modo non perfettamente visibile la SCIA, le tabelle o i cartellini dei prezzi è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 300,00 a euro 500,00.

9. Chiunque pubblicizza con qualunque mezzo una tipologia ricettiva e/o una denominazione diversa da quella dichiarata o servizi non posseduti o un livello di classificazione diverso da quello attribuito o non indica la tipologia ricettiva dichiarata è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 5.000,00.

10. Chiunque non fornisce i servizi obbligatori previsti per la tipologia ricettiva o per la classificazione attribuita è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 4.000,00.

11. Chiunque non effettua la comunicazione annuale dei prezzi entro il termine di cui all'articolo 47, comma 3 è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 300,00 a euro 500,00.

12. Chiunque non effettua nel termine stabilito la comunicazione o la consegna mensile di cui all'articolo 47, comma 6 è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 4.000,00.

13. Chiunque non comunica annualmente all'Unione speciale il rinnovo della polizza assicurativa di responsabilità civile di cui all'articolo 46, comma 2, lettera e) è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 300,00 a euro 500,00.

14. Chiunque applica prezzi superiori a quelli esposti, denunciati o comunque pubblicizzati, è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 5.000,00.

15. Chiunque continua l'esercizio dell'attività oggetto del provvedimento di sospensione o di cessazione da parte dell'Unione speciale è soggetto ad una sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 5.000,00.

16. I proventi delle sanzioni amministrative sono introitati a titolo definitivo dall'Unione speciale cui spetta la determinazione e l'irrogazione della sanzione, nel rispetto della normativa vigente.

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TITOLO III

Organizzazione, intermediazione di viaggi e organizzazione professionale di congressi

Capo I

Organizzazione e intermediazione di viaggi e turismo in forma professionale

Articolo 53

Agenzie di viaggio e turismo.

 

1. Le agenzie di viaggio e turismo sono imprese turistiche ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 (Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonché attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprietà, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio), che esercitano in via esclusiva attività di organizzazione, produzione, intermediazione e vendita di viaggi, soggiorni e crociere per singole persone o gruppi, curandone la diffusione al pubblico con la fornitura dei servizi connessi di accoglienza e assistenza ai turisti. Compete altresì alle agenzie di viaggio e turismo l'esercizio dell'attività specializzata nell'organizzazione, produzione e diffusione dei pacchetti turistici finalizzati alla creazione e all'incremento dei flussi turistici verso l'Umbria.

2. Le agenzie di viaggio e turismo nell'esercizio delle attività di cui al comma 1 stipulano contratti ai sensi della Convenzione internazionale relativa ai contratti di viaggio C.C.V., ratificata e resa esecutiva con legge 27 dicembre 1977, n. 1084, nonché in conformità al D.Lgs. 79/2011.

3. Le agenzie di viaggio e turismo possono fornire al turista i seguenti servizi:

a) organizzazione e realizzazione di gite, escursioni individuali o collettive e visite guidate con ogni mezzo di trasporto e con personale abilitato ai sensi della normativa vigente;

b) emissione e vendita di biglietti di trasporto ferroviario, automobilistico, marittimo e aereo, previo conseguimento delle necessarie autorizzazioni;

c) informazione e assistenza;

d) accoglienza nelle stazioni di partenza e di arrivo di mezzi di trasporto, aeroporti e porti;

e) prenotazione di servizi di ristorazione, di soggiorno in strutture ricettive e vendita di buoni di credito per detti servizi;

f) assistenza per il rilascio di passaporti e visti consolari;

g) prenotazione del noleggio di autovetture e di altri mezzi di trasporto;

h) operazioni di emissione, in nome e per conto di imprese di assicurazioni, di polizze di garanzia ai viaggiatori e per danni alle cose trasportate;

i) prenotazione e vendita di biglietti per spettacoli, fiere, musei e gallerie e manifestazioni;

l) rilascio e pagamento di assegni turistici, assegni circolari e altri titoli di credito per viaggiatori e di lettere di credito, nel rispetto della normativa vigente.

4. L'agenzia di viaggio e turismo non può assumere una denominazione uguale o simile a quella di altre agenzie operanti sul territorio nazionale; non può altresì assumere il nome di comuni o regioni italiane.

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Articolo 54

Filiali delle agenzie di viaggio e turismo.

 

1. Le filiali delle agenzie di viaggio e turismo sono articolazioni territoriali delle agenzie di cui all'articolo 53 e sono soggette a tutti i provvedimenti adottati nei confronti dell'agenzia da cui dipendono.

2. Le filiali delle agenzie di viaggio e turismo svolgono esclusivamente le seguenti attività:

a) intermediazione nelle vendite dirette al pubblico di viaggi, soggiorni e crociere organizzati dall'agenzia principale o da altre agenzie;

b) informazione e assistenza;

c) accoglienza nelle stazioni di partenza e di arrivo di mezzi di trasporto, aeroporti e porti;

d) prenotazione di servizi di ristorazione, di soggiorno in strutture ricettive e vendita di buoni di credito per detti servizi;

e) assistenza per il rilascio di passaporti e visti consolari;

f) prenotazione del noleggio di autovetture e di altri mezzi di trasporto;

g) operazioni di emissione, in nome e per conto di imprese di assicurazioni, di polizze di garanzia ai viaggiatori e per danni alle cose trasportate;

h) prenotazione vendita di biglietti per spettacoli, fiere, musei e gallerie e manifestazioni.

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Articolo 55

Requisiti per l'esercizio dell'attività.

 

1. Per l'esercizio dell'attività di agenzia di viaggio e turismo sono necessari i seguenti requisiti soggettivi, professionali e strutturali:

a) assenza, in capo al titolare o al legale rappresentante in caso di società, di condanne penali passate in giudicato che comportano l'interdizione, anche temporanea, dall'esercizio della professione, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;

b) gestione tecnica dell'agenzia prestata dal titolare o legale rappresentante della società in possesso dei requisiti di cui all'articolo 62, comma 1 o affidata ad un direttore tecnico regolarmente abilitato ai sensi dell'articolo 63;

c) locali indipendenti, esclusivamente adibiti alla specifica attività e con destinazione d'uso ad attività commerciali e/o uffici.

2. La Giunta regionale, con atto di indirizzo definisce le modalità per l'accertamento del possesso dei requisiti professionali di cui al comma 1, lettera b).

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Articolo 56

Garanzia assicurativa.

 

1. L'esercizio dell'attività di agenzia di viaggio e turismo di cui all'articolo 57 è subordinato alla stipula della polizza assicurativa di cui all'articolo 19 del D.Lgs. 79/2011, da parte dello stesso dichiarante.

2. La polizza assicurativa di cui al comma 1 è rinnovata annualmente.

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Articolo 57

Esercizio dell'attività di agenzia di viaggio e turismo.

 

1. L'interessato che intende esercitare l'attività di agenzia di viaggio e turismo presenta alla Provincia competente per territorio, tramite il SUAPE di cui all'articolo 40 della L.R. n. 8/2011 del Comune competente per territorio, la SCIA. L'interessato può iniziare l'esercizio dell'attività dalla data di presentazione della SCIA.

2. La SCIA, ai sensi dell'articolo 19 della L. 241/1990, contiene i seguenti dati resi mediante dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di cui all'articolo 47 del D.P.R. 445/2000:

a) possesso dei requisiti di cui all'articolo 55 e attestazione di cui all'articolo 53, comma 4;

b) estremi del contratto di assicurazione di cui all'articolo 56;

3. La variazione anche di uno solo dei requisiti di cui al comma 2 è comunicata alla Provincia entro il termine di quindici giorni dall'avvenuta variazione.

4. La Provincia competente, effettua i controlli entro sessanta giorni dalla presentazione della SCIA. La Provincia ha altresì l'obbligo di verificare annualmente il rinnovo della polizza assicurativa di cui all'articolo 56.

5. La Provincia competente, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della SCIA di cui al comma 1, in caso di accertata carenza dei requisiti di cui al presente articolo, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare detta attività alla normativa vigente entro un termine fissato dalla Provincia stessa che non può essere inferiore a trenta giorni. Nel caso di mancato adeguamento nei termini previsti, il divieto di prosecuzione diviene efficace. È fatto, comunque, salvo il potere della Provincia di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies della L. 241/1990.

6. La Provincia competente adotta provvedimenti di autotutela nel caso di:

a) variazione della titolarità dell'agenzia e trasferimento della sede senza la preventiva segnalazione alla Provincia competente;

b) mancato adempimento degli obblighi di cui all'articolo 61;

c) mancata comunicazione della chiusura temporanea di cui all'articolo 60;

d) mancata comunicazione dell'apertura di una filiale;

e) gravi irregolarità accertate circa l'adempimento degli obblighi connessi al rispetto del programma e del contratto di viaggio di cui al D.Lgs. 79/2011;

f) mancato rinnovo della polizza assicurativa di cui all'articolo 56.

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Articolo 58

Apertura di filiali di agenzie di viaggio e turismo.

 

1. L'apertura di filiali di agenzie di viaggio e turismo aventi sede nel territorio provinciale è soggetta a comunicazione da presentare alla Provincia competente, tramite il SUAPE di cui all'articolo 40 della L.R. n. 8/2011 del Comune competente per territorio.

2. L'apertura nel territorio provinciale di filiali di agenzie di viaggio e turismo principali aventi sede in altra regione italiana o in altro Stato dell'Unione europea è soggetta a comunicazione da presentare alla Provincia competente, tramite il SUAPE di cui all'articolo 40 della L.R. n. 8/2011 del Comune competente per territorio. Il titolare comunica i dati concernenti l'agenzia principale nonché i dati della polizza assicurativa di cui all'articolo 56, comma 1.

3. Il titolare di cui al comma 2 con filiali nel territorio provinciale comunica alla Provincia competente qualsiasi mutamento della situazione originaria dell'agenzia principale.

4. La Provincia competente, successivamente all'apertura delle filiali di agenzie di viaggio e turismo di cui al comma 1 ha l'obbligo di effettuare controlli entro sessanta giorni dalla presentazione della comunicazione.

5. La Provincia competente, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 2, in caso di accertata carenza dei requisiti di cui all'articolo 55, comma 1, lettera c) e all'articolo 56, comma 2, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare detta attività alla normativa vigente entro un termine fissato dalla Provincia stessa che non può essere inferiore a trenta giorni. Nel caso di mancato adeguamento nei termini previsti, il divieto di prosecuzione diviene efficace. È fatto, comunque, salvo il potere della Provincia di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies della L. 241/1990.

________________________________________

 

 

Articolo 59

Elenco delle agenzie di viaggio e turismo e delle filiali.

 

1. La Provincia competente istituisce e detiene l'elenco delle agenzie di viaggio e turismo e delle filiali. L'elenco contiene almeno i dati indicati nella SCIA o nella comunicazione.

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Articolo 60

Chiusura temporanea.

 

1. Il titolare che intende procedere alla chiusura temporanea dell'agenzia di viaggio e turismo e/o delle filiali, deve darne tempestiva comunicazione alla Provincia competente.

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Articolo 61

Obblighi del titolare.

 

1. Le agenzie di viaggio e turismo e le filiali devono esporre all'esterno, in maniera visibile, il segno distintivo dell'agenzia e indicare l'esatta denominazione della stessa.

2. Le agenzie di viaggio e turismo devono esporre all'interno, in maniera immediatamente visibile, la SCIA. Le filiali di agenzie di viaggio e turismo devono esporre all'interno, in maniera immediatamente visibile, la comunicazione.

3. Il titolare sostituisce il direttore tecnico di cui all'articolo 62, comma 2 entro e non oltre sessanta giorni dalla cessazione per qualsiasi causa dall'incarico.

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Articolo 62

Direttore tecnico.

 

1. La gestione tecnica dell'agenzia di viaggio e turismo e delle filiali compete al titolare o al legale rappresentante della società in possesso delle conoscenze e attitudini professionali all'esercizio dell'attività di cui al decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206 (Attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, nonché della direttiva 2006/100/CE che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dell'adesione di Bulgaria e Romania), conseguite presso un'agenzia di viaggio e turismo operante in Italia o in altro Stato membro della Unione Europea (6).

2. Qualora il titolare non sia in possesso dei requisiti professionali di cui al comma 1 e non presti con carattere di continuità ed esclusività la propria opera nell'agenzia di viaggio e turismo, la gestione tecnica è affidata ad un direttore tecnico abilitato ai sensi dell'articolo 63, che presta la propria opera a titolo esclusivo e continuativo.

________________________________________

(6) La Corte costituzionale, con sentenza 11-18 giugno 2014, n. 178 (Gazz. Uff. 25 giugno 2014, n. 27, prima serie speciale), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma.

 

 

Articolo 63

Abilitazione professionale.

 

1. L'esercizio della professione di direttore tecnico di cui all'articolo 62 è subordinato al conseguimento dell'abilitazione professionale che si ottiene in alternativa:

a) mediante la verifica del possesso dei requisiti professionali di cui all'articolo 20 del D.Lgs. 79/2011, da parte delle province;

b) mediante l'attestazione del possesso dei requisiti di conoscenza e attitudini professionali all'esercizio dell'attività di cui al D.Lgs. 206/2007 conseguiti presso un'agenzia di viaggio e turismo operante in Italia o in altro Stato membro dell'Unione Europea.

2. Per il titolare dell'agenzia di viaggio e turismo e per i dipendenti della stessa, il periodo di formazione professionale previsto dal D.Lgs. 206/2007 può essere sostituito da un equivalente numero di anni di attività lavorativa presso un'agenzia di viaggio e turismo (7).

________________________________________

(7) La Corte costituzionale, con sentenza 11-18 giugno 2014, n. 178 (Gazz. Uff. 25 giugno 2014, n. 27, prima serie speciale), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma.

 

 

Articolo 64

Elenco provinciale dei direttori tecnici.

 

1. Agli elenchi provinciali di cui all'articolo 4, comma 3, lettera l), di natura ricognitiva, dei direttori tecnici di agenzia di viaggio e turismo, sono iscritti, a domanda, i soggetti in possesso di abilitazione professionale.

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Capo II

Organizzazione di viaggi e turismo in forma non professionale

Articolo 65

Associazioni senza scopo di lucro.

 

1. Le associazioni nazionali senza scopo di lucro costituite per finalità ricreative, culturali, religiose o sociali, con rappresentanza sul territorio provinciale, iscritte all'elenco provinciale di cui all'articolo 4, comma 3, lettera g), svolgono, in conformità alla normativa vigente in materia, le attività di organizzazione e vendita di viaggi e soggiorni esclusivamente a favore dei propri associati.

2. L'iscrizione all'elenco provinciale è subordinata alla stipula della polizza assicurativa di cui all'articolo 19 del D.Lgs. 79/2011.

3. Le associazioni di cui al comma 1 svolgono la propria attività nel rispetto delle norme del D.Lgs. 79/2011 e della convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio approvata con L. 1084/1977.

4. Le associazioni iscritte nell'elenco provinciale indicano, con apposita insegna posta all'ingresso degli uffici, che le attività organizzate sono riservate esclusivamente agli associati.

5. Gli opuscoli informativi concernenti i pacchetti turistici o i viaggi di qualsiasi natura sono redatti in conformità a quanto previsto dall'articolo 38 del D.Lgs. 79/2011 e sono diffusi esclusivamente in ambito associativo.

6. La Provincia competente, fatta salva l'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 67, provvede a cancellare l'associazione dall'elenco di cui all'articolo 4, comma 3, lettera g) in caso di reiterate irregolarità nello svolgimento delle attività. La reiscrizione a tale elenco non può avvenire prima di un anno.

7. La Giunta regionale stabilisce i criteri e i requisiti per l'iscrizione all'elenco di cui all'articolo 4, comma 3, lettera g).

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Articolo 66

Organizzazione di viaggi esercitata in forma occasionale.

 

1. Gli enti, le associazioni, i sodalizi ed i comitati formalmente costituiti aventi finalità politiche, culturali, religiose, sportive, sociali ed ambientali possono occasionalmente effettuare, senza scopo di lucro ed esclusivamente a favore dei propri associati, gite di durata non superiore a un giorno. Ciascuna gita è effettuata previa stipulazione della polizza assicurativa di cui all'articolo 19 del D.Lgs. 79/2011.

2. Le organizzazioni di volontariato iscritte nel registro regionale di cui all'articolo 2 della legge regionale 25 maggio 1994, n. 15 (Disciplina del volontariato) e le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro regionale di cui all'articolo 2 della legge regionale 16 novembre 2004, n. 22 (Norme sull'associazionismo di promozione sociale) possono organizzare, a favore di soggetti diversamente abili, viaggi di durata non superiore a cinque giorni. Ciascun viaggio è effettuato previa stipulazione della polizza assicurativa di cui all'articolo 19 del D.Lgs. 79/2011.

3. I soggetti organizzatori di cui ai commi 1 e 2 comunicano preventivamente alla Provincia competente le gite e i viaggi organizzati unitamente agli estremi della polizza assicurativa.

4. Le attività istituzionali svolte dagli enti locali in favore di anziani, minori e soggetti diversamente abili e i viaggi e soggiorni di durata non superiore alle quarantotto ore, organizzati dagli istituti scolastici nell'ambito della programmazione annuale dell'attività didattica, non sono soggette alla preventiva comunicazione alla Provincia competente, fermo restando l'obbligo della stipula della polizza assicurativa di cui al comma 1.

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Articolo 67

Sanzioni amministrative.

 

1. Chiunque intraprende o svolge in forma continuativa od occasionale, eccettuati i casi previsti dagli articoli 65 e 66, con ogni modalità o mezzo idoneo, anche senza scopo di lucro, le attività di cui all'articolo 53, senza avere presentato la SCIA, è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 3.000,00 a euro 10.000,00.

2. Chiunque esercitando un'attività diversa da quella di agenzia di viaggio e turismo intraprende o svolge, in forma continuativa od occasionale, le attività proprie dell'agenzia di viaggio e turismo, è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 3.000,00 a euro 10.000,00.

3. Le associazioni nazionali senza scopo di lucro che intraprendono o svolgono attività proprie dell'agenzia di viaggi e turismo senza il possesso dei requisiti o in violazione degli obblighi previsti dall'articolo 65 sono soggette alla sanzione amministrativa da euro 3.000,00 a euro 10.000,00.

4. L'agenzia di viaggio e turismo che utilizza o espone una denominazione diversa da quella dichiarata è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 2.000,00.

5. L'agenzia di viaggio e turismo che pubblica o diffonde programmi di viaggio in contrasto con quanto disposto dall'articolo 38 del D.Lgs. 79/2011 ovvero non rispetta il contenuto dei predetti programmi nell'esecuzione del contratto di viaggio è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 5.000,00.

6. I soggetti di cui all'articolo 66 che svolgono attività propria delle agenzie di viaggio e turismo senza avere presentato la comunicazione e in violazione degli obblighi previsti dallo stesso articolo 66 sono soggetti alla sanzione amministrativa da euro 3.000,00 a euro 10.000,00.

7. La mancata comunicazione di cui all'articolo 58, commi 1 e 2, è soggetta all'applicazione della sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 4.000,00.

8. Chiunque continua l'esercizio dell'attività oggetto del provvedimento di sospensione o di cessazione da parte della Provincia competente è soggetto ad una sanzione amministrativa da euro 3.000,00 a euro 10.000,00.

9. I proventi delle sanzioni amministrative sono introitati a titolo definitivo dall'Unione speciale cui spetta la determinazione e l'irrogazione della sanzione, nel rispetto della normativa vigente.

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Capo III

Organizzazione professionale di congressi

Articolo 68

Impresa professionale di congressi (8).

 

1. È impresa professionale di congressi l'attività di organizzazione, produzione e gestione di manifestazioni congressuali, simposi, conferenze e convegni.

2. Le imprese professionali di congressi, nell'ambito delle attività di cui al comma 1, possono fornire servizi di prenotazione alberghiera, di assistenza e di trasferimento da e per stazioni di partenza e arrivo di mezzi di trasporto, ad esclusivo favore dei partecipanti alle manifestazioni di cui al comma 1.

3. I requisiti e le modalità per l'esercizio dell'attività di organizzazione professionale di congressi sono disciplinati con regolamento regionale.

4. Le agenzie di viaggio e turismo, in possesso dei requisiti previsti dal regolamento regionale di cui al comma 3, possono svolgere l'attività di organizzazione professionale di congressi.

5. La Provincia competente cura l'elenco delle imprese professionali di congressi di cui all'articolo 4, comma 3, lettera h) secondo criteri e modalità stabiliti dalla Giunta regionale con il regolamento di cui al comma 3.

________________________________________

(8) La Corte costituzionale, con sentenza 11-18 giugno 2014, n. 178 (Gazz. Uff. 25 giugno 2014, n. 27, prima serie speciale), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo.

 

 

TITOLO IV

Professioni turistiche

Articolo 69

Professione turistica.

 

1. Il presente testo unico, nel rispetto della normativa dell'Unione europea e statale vigente in materia, definisce le attività professionali turistiche in attuazione dell'articolo 6del D.Lgs. 79/2011.

2. Ai sensi del comma 1, sono definite le seguenti attività professionali:

a) guida turistica;

b) accompagnatore turistico.

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Articolo 70

Guida turistica.

 

1. È guida turistica chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi nella visita alle attrattive storiche, artistiche, monumentali, archeologiche, ambientali, paesaggistiche, naturalistiche, etnografiche, illustrandone le caratteristiche e assicurando la necessaria assistenza ai singoli e al gruppo e fornendo ogni altra informazione anche in una o più lingue estere.

________________________________________

 

 

Articolo 71

Accompagnatore turistico.

 

1. È accompagnatore turistico chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi nei viaggi attraverso il territorio nazionale o all'estero, cura l'attuazione del programma di viaggio assicurando la necessaria assistenza ai singoli e al gruppo e fornisce elementi significativi e notizie di interesse turistico sui luoghi di transito, anche in una o più lingue estere, al di fuori dell'ambito della specifica competenza della guida turistica.

________________________________________

 

 

Articolo 72

Abilitazione professionale.

 

1. L'esame di abilitazione per le figure professionali turistiche di cui agli articoli 70 e 71 è effettuato dalle Province in base a procedure omogenee stabilite con proprio atto dalla Giunta regionale.

2. La Giunta regionale determina, in particolare:

a) gli ambiti di competenza delle professioni turistiche di cui all'articolo 69, al fine di migliorare la qualità dei servizi offerti ai turisti;

b) i criteri e le modalità di accertamento dei requisiti di ammissione e di svolgimento dell'esame;

c) le modalità di accertamento per l'estensione dell'abilitazione di cui all'articolo 73, da parte delle Province;

d) la composizione ed il funzionamento delle Commissioni per gli esami di abilitazione di cui al comma 1;

e) le materie oggetto degli esami di abilitazione di cui al comma 1.

3. Per l'accesso agli esami abilitanti di cui al comma 1, è previsto il versamento di un contributo a titolo di rimborso spese pari a euro 80,00.

4. La Provincia, sulla base degli esiti dell'esame abilitante, rilascia l'attestato di abilitazione all'esercizio della professione ed il tesserino personale di riconoscimento, che deve essere visibile durante l'esercizio dell'attività professionale.

________________________________________

 

 

Articolo 73

Riconoscimento e estensione dell'abilitazione.

 

1. Ai cittadini di altri Stati membri dell'Unione europea che intendono svolgere le attività di guida turistica e di accompagnatore turistico si applicano le disposizioni di cui alD.Lgs. 206/2007.

2. Coloro che sono già in possesso dell'abilitazione all'esercizio di una delle professioni turistiche di cui all'articolo 69, possono estendere l'abilitazione all'esercizio di un'altra professione turistica, previo accertamento, da parte della Provincia, delle conoscenze e delle competenze compensative ed integrative da parte della Provincia.

3. La guida turistica e l'accompagnatore turistico possono estendere l'abilitazione all'uso di ulteriori lingue straniere previo accertamento, da parte della Provincia, della conoscenza delle lingue estere per le quali si chiede l'estensione.

4. Le guide turistiche che hanno conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione presso altre Regioni e che intendono svolgere la propria attività nella Regione Umbria, sono soggette all'accertamento, da parte della Provincia, limitatamente alla conoscenza del territorio, con le modalità stabilite dalla Giunta regionale ai sensi del comma 1 dell'articolo 72 (9).

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(9) La Corte costituzionale, con sentenza 11-18 giugno 2014, n. 178 (Gazz. Uff. 25 giugno 2014, n. 27, prima serie speciale), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma.

 

 

Articolo 74

Elenchi provinciali delle professioni turistiche.

 

1. Agli elenchi provinciali di cui all'articolo 4, comma 3, lettera i), di natura ricognitiva, delle professioni turistiche di cui all'articolo 69, sono iscritti, a domanda, i soggetti in possesso di abilitazione professionale.

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Articolo 75

Esenzione dall'obbligo dell'abilitazione professionale.

 

1. Sono esentati dall'obbligo dell'abilitazione all'esercizio delle professioni prevista all'articolo 73 i seguenti soggetti:

a) l'associato ad una delle associazioni senza scopo di lucro di cui all'articolo 65 che svolge, senza compenso e senza carattere di continuità, le attività di cui agli articoli 70 e 71 esclusivamente in favore dei soci della associazione stessa;

b) chi svolge in qualità di titolare, direttore tecnico o dipendente di agenzia di viaggio e turismo attività di accoglienza e accompagnamento da e per stazioni di partenza e di arrivo di mezzi di trasporto, aeroporti e porti;

c) i docenti delle scuole di ogni ordine e grado e delle università che svolgono l'attività di cui all'articolo 70 per i propri studenti nell'ambito di attività didattiche che prevedono lezioni sui luoghi oggetto di studio.

2. Le Unioni speciali, nell'esercizio della loro funzione di vigilanza e controllo, accertano le condizioni che determinano le esenzioni dall'obbligo della abilitazione all'esercizio delle professioni turistiche ai sensi del presente articolo.

3. I soggetti di cui al comma 1 devono esibire, ai fini dell'accertamento di cui al comma 2 la documentazione comprovante l'esenzione.

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Articolo 76

Ingresso gratuito.

 

1. Le guide turistiche nell'esercizio della propria attività professionale, hanno diritto, ai sensi del Decreto Ministeriale 11 dicembre 1997, n. 507 Regolamento recante norme per l'istituzione del biglietto d'ingresso ai monumenti, musei, gallerie, scavi di antichità, parchi e giardini monumentali dello Stato), all'ingresso gratuito durante le ore di apertura al pubblico in tutti i musei, le gallerie, i monumenti di proprietà dello Stato, della Regione e degli enti locali.

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Articolo 77

Sanzioni amministrative.

 

1. Chiunque esercita una delle professioni turistiche di cui all'articolo 69 senza la prescritta abilitazione è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 2.000,00. La sanzione è raddoppiata in caso di recidiva.

2. Chiunque esercita una delle professioni turistiche di cui all'articolo 69 in una lingua straniera per la quale non è abilitato è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 300,00 a euro 500,00.

3. Chiunque svolge le attività di cui all'articolo 75 privo della documentazione attestante il diritto all'esenzione dall'obbligo dell'abilitazione professionale è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 300,00 a euro 500,00.

4. Chiunque si avvale delle prestazioni professionali di un soggetto che esercita una delle professioni turistiche di cui all'articolo 69 senza la prescritta abilitazione è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 300,00 a euro 500,00.

5. I proventi delle sanzioni amministrative sono introitati a titolo definitivo dall'Unione speciale cui spetta la determinazione e l'irrogazione della sanzione, nel rispetto della normativa vigente.

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TITOLO V

Interventi per la qualificazione della ricettività turistica

Articolo 78

Finanziamento per la ricettività.

 

1. Le Province, al fine di consentire il miglioramento dell'offerta ricettiva e l'adeguamento delle aziende ricettive in attività ai requisiti di classificazione previsti dalla presente legge, dispongono la concessione delle provvidenze finanziarie di cui all'articolo 81 a favore dei titolari o gestori di imprese turistiche private singole o associate.

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Articolo 79 Interventi ammessi a finanziamento.

 

1. Le Province concedono le provvidenze di cui all'articolo 78 per gli interventi e nel rispetto delle priorità di seguito indicate:

a) realizzazione di opere di miglioramento, ampliamento e ammodernamento di aziende ricettive alberghiere in attività;

b) realizzazione di opere di miglioramento, ampliamento e ammodernamento di aziende ricettive in attività, extralberghiere e all'aria aperta;

c) acquisto e ristrutturazione, ampliamento e ammodernamento di immobili esistenti già adibiti ad attività ricettiva alberghiera;

d) acquisto, recupero e restauro di edifici di particolare interesse storico, artistico o ambientale per la realizzazione di strutture alberghiere e residenze d'epoca gestite in forma imprenditoriale di cui all'articolo 38;

e) acquisto e ristrutturazione di immobili esistenti da destinare ad attività ricettive alberghiere, extralberghiere e all'aria aperta.

________________________________________

 

 

Articolo 80

Interventi ammissibili.

 

1. Gli interventi di cui all'articolo 79 sono quelli ritenuti utili alla qualificazione dell'offerta ricettiva, inclusi quelli concernenti l'arredamento, la realizzazione di strutture congressuali, sportivo-ricreative, di ristoro, annesse alla ricettività, di cui costituiscono parte integrante.

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Articolo 81

Provvidenze.

 

1. La Provincia competente, per le iniziative previste all'articolo 79, concede il concorso sugli interessi ai soggetti di cui al comma 1 dell'articolo 13, nella misura massima di quattro punti del tasso di riferimento stabilito dal Ministero competente.

2. Il contributo di cui al comma 1 è corrisposto in forma attualizzata su mutui concessi, a condizioni liberamente concordate tra le parti, da istituti bancari convenzionati per un importo pari al settanta per cento della spesa ritenuta ammissibile.

3. Il contributo di cui al comma 1 è concesso anche su mutui contratti con istituti bancari, a condizioni liberamente concordate tra le parti, a valere su fondi BEI o altri fondi in valuta estera. Il tasso da prendere a riferimento per le operazioni in valuta estera è pari al tasso della raccolta, oltre la maggiorazione forfettaria determinata periodicamente dal Ministro competente con proprio decreto.

4. Il concorso è corrisposto nel rispetto dei limiti minimi di tasso agevolato, fissato dallo Stato ai sensi dell'articolo 109 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della delega di cui all'art. 1 della L. 22 luglio 1975, n. 382), a carico dei soggetti beneficiari.

5. Sono ammesse ai benefici di cui al presente titolo anche le operazioni di rinegoziazione di mutui già contratti, ordinari o in valuta, sempre che dagli stessi risulti la destinazione di cui all'articolo 79.

6. I contributi di cui al presente articolo sono concessi nel rispetto della normativa comunitaria in materia di aiuti di stato alle imprese.

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Articolo 82

Convenzioni.

 

1. Le Province, per la concessione delle provvidenze di cui all'articolo 81, stipulano un'unica convenzione con gli istituti di credito che prevede, in particolare:

a) le modalità di erogazione dei finanziamenti, del pagamento da parte dei beneficiari, nonché il termine entro cui l'Istituto di credito perviene alla stipula del contratto di mutuo;

b) la durata massima del mutuo, che non può eccedere i venti anni;

c) la durata massima dell'eventuale preammortamento.

________________________________________

 

 

Articolo 83

Vincolo di destinazione.

 

1. Gli immobili per i quali sono stati concessi i contributi di cui al presente titolo sono soggetti al vincolo di destinazione per l'intera durata del mutuo desumibile dal provvedimento di concessione; tale obbligo costituisce oggetto di apposita clausola da inserire nel contratto di mutuo e deve essere trascritta, a cura dell'istituto mutuante, presso la competente Conservatoria dei registri immobiliari.

2. La Provincia competente può autorizzare la cancellazione del vincolo di cui al comma 1, su specifica istanza del titolare, quando sia stata accertata la sopravvenuta impossibilità o non convenienza economico-produttiva della destinazione, subordinando la cancellazione alla estinzione totale e anticipata del residuo debito.

3. La Provincia competente, nell'ipotesi di cui al comma 2, dispone la revoca del beneficio, subordinandola alla rivalutazione delle restituende somme percepite in forma attualizzata.

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Articolo 84

Riparto stanziamenti.

 

1. La Giunta regionale ripartisce, di norma, i fondi stanziati per la concessione delle provvidenze di cui all'articolo 81 nella misura del settanta per cento per la provincia di Perugia e del trenta per cento per la provincia di Terni.

2. La Giunta regionale, in caso di persistente inutilizzazione da parte di una delle Province dei fondi assegnati, è autorizzata a modificare le percentuali di riparto nelle successive annualità.

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Articolo 85

Accreditamento fondi.

 

1. La Giunta regionale eroga i fondi a seguito di apposita richiesta presentata dalle Province entro il 30 novembre di ogni anno nei limiti degli stanziamenti regionali di bilancio.

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TITOLO VI

Disposizioni finanziarie, finali e transitorie

Articolo 86

Norma finanziaria.

 

1. Al finanziamento degli oneri di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) si fa fronte con lo stanziamento esistente alla unità previsionale di base 09.1.001 "Interventi a favore della promozione e commercializzazione del turismo" del bilancio di previsione 2013 (cap. 5350).

2. Al finanziamento degli oneri di cui all'articolo 9 si fa fronte con lo stanziamento esistente alla unità previsionale di base 09.1.001 "Interventi a favore della promozione e commercializzazione del turismo" del bilancio di previsione 2013 (cap. 5306) (10).

3. Al finanziamento degli oneri di cui all'articolo 10 e all'articolo 39 si fa fronte con lo stanziamento annualmente previsto alla unità previsionale di base 02.1.005 "Amministrazione del personale" del bilancio regionale (cap. 560 - Spesa obbligatoria) (11).

4. Al finanziamento degli oneri di cui all'articolo 11 si fa fronte con lo stanziamento esistente alla unità previsionale di base 09.1.001 "Interventi a favore della promozione e commercializzazione del turismo" del bilancio di previsione 2013 (cap. 5300).

5. Al finanziamento degli oneri di cui all'articolo 13, comma 4 si fa fronte con lo stanziamento esistente alla unità previsionale di base 09.1.001 "Interventi a favore della promozione e commercializzazione del turismo" del bilancio di previsione 2013 (cap. 5310).

6. Al finanziamento degli oneri di cui all'articolo 14, comma 3 si fa fronte con lo stanziamento esistente alla unità previsionale di base 09.1.001 "Interventi a favore della promozione e commercializzazione del turismo" del bilancio di previsione 2013 (cap. 5302).

7. Al finanziamento degli oneri di cui all'articolo 81 si fa fronte con lo stanziamento esistente alla unità previsionale di base 09.2.002 "Attività di sostegno alle imprese e operatori turistici" del bilancio di previsione 2013 (cap. 9281).

8. Al finanziamento degli oneri conseguenti al trasferimento delle funzioni e compiti di cui all'articolo 91 si fa fronte con le risorse annualmente stanziate ai sensi della legge regionale 2 marzo 1999, n. 3 nell'unità previsionale di base 02.1.001 "Relazioni istituzionali (capp. 716/1021 - 716/1022 - 717/1021 - 717/1022) del bilancio di previsione, con le modalità ed i criteri previsti agli articoli 17, 18 e 19 della legge regionale 14 ottobre 1998, n. 34.

9. Per gli anni successivi l'entità della spesa di cui ai commi 1, 2, 4, 5, 6 e 7 è determinata annualmente con la legge finanziaria regionale, ai sensi dell'articolo 27, comma 3, lettera c) della vigente legge regionale di contabilità.

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(10) Comma così modificato dall'art. 20, comma 3, L.R. 4 aprile 2014, n. 5, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

(11) Comma così modificato dall'art. 6, comma 1, L.R. 30 marzo 2015, n. 6, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

 

 

Articolo 87

Strutture ricettive agrituristiche.

 

1. Le strutture ricettive agrituristiche che esercitano attività di ricezione e ospitalità ai sensi della L.R. n. 28/1997 sono assimilate agli esercizi ricettivi extralberghieri di cui all'articolo 23.

2. I requisiti strutturali e igienico-sanitari degli immobili e delle attrezzature utilizzati per lo svolgimento delle attività agrituristiche, i servizi erogati nonché la capacità ricettiva massima delle strutture ricettive agrituristiche, sono definiti dalla L.R. n. 28/1997.

3. Alle strutture ricettive agrituristiche si applicano, per quanto non disciplinato dalla normativa speciale in materia di agriturismo, le disposizioni della presente legge e dei relativi atti di attuazione.

________________________________________

 

 

Articolo 88

Potere sostitutivo.

 

1. La Giunta regionale, in caso di accertata inadempienza da parte delle Province, dei Comuni e delle Unioni speciali nell'esercizio delle funzioni amministrative loro conferite dal presente testo unico, diffida l'ente inadempiente a provvedere nel termine perentorio di sessanta giorni dal ricevimento della diffida.

2. La Giunta regionale, decorso inutilmente il termine di cui al comma 1, sentito il Consiglio delle Autonomie locali, esercita il potere sostitutivo anche mediante la nomina di un commissario ad acta per l'adozione degli atti necessari.

3. La Giunta regionale comunica al Consiglio regionale gli atti relativi all'esercizio del potere sostitutivo.

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Articolo 89

Concessione di benefici.

 

1. La concessione di qualsiasi beneficio pubblico ad imprese turistiche è subordinata al rispetto da parte delle stesse imprese dei contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria e delle norme previdenziali, contributive e fiscali.

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Articolo 90

Clausola valutativa.

 

1. La Giunta regionale rende conto al Consiglio regionale dell'attuazione della legge e dei risultati ottenuti relativi alla valorizzazione delle risorse turistiche dell'Umbria ed alla qualificazione dell'offerta e dell'accoglienza.

2. La Giunta regionale trasmette, entro il 31 luglio di ciascun anno, al Consiglio regionale una relazione contenente:

a) l'elenco delle aziende ricettive ammesse a finanziamento, con l'indicazione delle priorità di cui all'articolo 79 la natura e l'importo dei lavori ammessi a contributo, l'ammontare del mutuo concesso a ciascun beneficiario ed i provvedimenti amministrativi adottati dalle Province ai sensi dell'articolo 83;

b) gli esiti dell'attività di vigilanza e di controllo svolta dalle Unioni speciali sulle strutture ricettive, le agenzie di viaggio e turismo e le professioni turistiche;

c) i contributi erogati dalle Province alle associazioni pro-loco.

3. Ogni due anni, entro il 31 luglio, la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale una relazione documentata sui seguenti aspetti:

a) esiti delle attività e delle iniziative promozionali e loro ricadute sui flussi turistici;

b) esiti del monitoraggio svolto dalla Commissione per la promozione della qualità, e iniziative intraprese per la qualità dell'accoglienza e il miglioramento dell'offerta turistica.

4. Tutti i soggetti interessati dalla presente legge sono tenuti a fornire le informazioni necessarie all'espletamento delle attività previste dal presente articolo.

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Articolo 91

Norme transitorie e finali.

 

1. Il conferimento delle funzioni e dei compiti amministrativi alle Province e ai Comuni, singoli e associati, nonché il trasferimento delle risorse finanziarie, umane e strumentali sono effettuati ai sensi della legge regionale 9 luglio 2007, n. 23 (Riforma del sistema amministrativo regionale e locale - Unione europea e relazioni internazionali - Innovazione e semplificazione).

2. Fino all'effettivo trasferimento delle funzioni di cui al comma 1 i procedimenti relativi alle professioni turistiche, ivi compresi gli esami di abilitazione, alle attività di organizzazione e intermediazione di viaggi e turismo in forma professionale e non professionale, nonché alle associazioni pro-loco, sono svolti dalla struttura regionale competente ai sensi del presente testo unico.

3. Fino alla data di approvazione dei regolamenti di organizzazione e funzionamento delle Unioni speciali di comuni di cui alla L.R. 18/2011, le funzioni conferite dall'articolo 6 del presente testo unico sono esercitate, secondo la rispettiva competenza, dagli ATI ai sensi dell'articolo 16 della legge regionale 17 maggio 2013, n. 11 (Norme di organizzazione territoriale del servizio idrico integrato e del servizio di gestione integrata dei rifiuti - Soppressione degli Ambiti territoriali integrati) e dai Comuni competenti per territorio.

4. Le country house - residenze di campagna, le case e appartamenti per vacanze, le residenze d'epoca e gli esercizi di affittacamere autorizzati alla data di entrata in vigore della L.R. n. 18/2006, continuano ad esercitare l'attività in base ai criteri fissati dalla normativa regionale vigente in materia alla data di entrata in vigore della stessa L.R. n. 18/2006.

5. La Giunta regionale è autorizzata a modificare con propria deliberazione, acquisito il parere della Commissione consiliare competente per materia, le tabelle A, B, C, D, E, F, G, H, I, L, M, N e 0, allegate alla presente legge.

6. I procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del presente testo unico sono portati a compimento secondo le disposizioni previgenti ancorché abrogate.

7. Laddove disposizioni di legge o regolamenti o atti amministrativi dispongano un rinvio a norme della L.R. n. 18/2006, tali rinvii si intendono riferiti alle corrispondenti norme del presente testo unico.

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Articolo 92

Atti di indirizzo.

 

1. La Giunta regionale, entro un anno dall'entrata in vigore del presente testo unico, adotta gli atti di cui agli articoli seguenti:

a) articolo 17, comma 7;

b) articolo 72, comma 1.

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Articolo 93

Abrogazione di norme.

 

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente testo unico sono o restano abrogate le seguenti leggi e disposizioni:

a) articoli 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43 e 44 della legge regionale 2 marzo 1999, n. 3 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi del sistema regionale e locale delle autonomie dell'Umbria in attuazione della legge 15 marzo 1997, n. 59 e del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112);

b) legge regionale 21 gennaio 2000, n. 7 (Abrogazione della L.R. 20 giugno 1996, n. 13 e della L.R. 7 maggio 1997, n. 18, recanti modificazioni ed integrazioni della L.R. 12 settembre 1994, n. 33, in materia di interventi per la qualificazione e l'ampliamento della ricettività nel turismo);

c) legge regionale 27 dicembre 2006, n. 18 (Legislazione turistica regionale);

d) articolo 10 della legge regionale 26 marzo 2008, n. 5 (Disposizioni collegate alla manovra di bilancio 2008 in materia di entrate e di spese);

e) articoli 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44 e 45 della legge regionale 16 febbraio 2010, n. 15 (Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti alla Regione Umbria dall'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea - Attuazione delladirettiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel mercato interno - Modificazioni ed integrazioni di leggi regionali);

f) Capo XIV (Ulteriore integrazione alla legge regionale 27 dicembre 2006, n. 18 (Legislazione turistica regionale)), articolo 129 della legge regionale 16 settembre 2011, n. 8 (Semplificazione amministrativa e normativa dell'ordinamento regionale e degli Enti locali territoriali);

g) "Funzioni in materia di turismo" di cui all'allegato A) della legge regionale 23 dicembre 2011, n. 18 (Riforma del sistema amministrativo regionale e delle autonomie locali e istituzione dell'Agenzia forestale regionale. Conseguenti modifiche normative);

h) legge regionale 23 marzo 2012, n. 4 (Ulteriore integrazione della legge regionale 27 dicembre 2006, n. 18 (Legislazione turistica regionale));

i) articoli 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 16, commi 1 e 2 della legge regionale 28 giugno 2012, n. 10 (Soppressione dell'Agenzia di promozione turistica dell'Umbria - Ulteriori modificazioni ed integrazioni della legge regionale 27 dicembre 2006, n. 18 (Legislazione turistica regionale) e della legge regionale 27 gennaio 2009, n. 1 (Società Regionale per lo Sviluppo Economico dell'Umbria - Sviluppumbria S.p.A.)).

2. Sono e restano abrogate le seguenti leggi regionali:

a) legge regionale 19 luglio 1972, n. 7 (Esercizio delle funzioni in materia di turismo e industria alberghiera);

b) legge regionale 15 dicembre 1972, n. 28 (Proroga per il biennio 1973/1974 della classificazione alberghiera in atto in Umbria ai sensi del R.D.L. 18 gennaio 1937, n. 975convertito in legge 30 dicembre 1937, n. 2651);

c) legge regionale 23 gennaio 1973, n. 10 (Attrezzature ricettive alberghiere e turistiche);

d) legge regionale 17 gennaio 1974, n. 5 (Costituzione delle Aziende autonome di cura, soggiorno e turismo del Ternano, del Tuderte e del Trasimeno);

e) legge regionale 28 gennaio 1974, n. 12 (Provvidenze urgenti ed eccezionali a favore dell'industria alberghiera e della ristorazione);

f) legge regionale 21 maggio 1974, n. 33 (Interventi nel settore del turismo e industria alberghiera);

g) legge regionale 14 agosto 1974, n. 48 (Proroga efficacia vincolo alberghiero di cui alla legge 24 luglio 1936, n. 1692);

h) legge regionale 17 agosto 1974, n. 51 (Ristrutturazione dell'Azienda autonoma turismo di Orvieto);

i) legge regionale 29 novembre 1974, n. 63 (Ristrutturazione dell'Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Città di Castello);

l) legge regionale 7 gennaio 1975, n. 2 (Proroga della efficacia della classificazione alberghiera 1973-1974 per il biennio 1975-1976);

m) legge regionale 26 maggio 1975, n. 35 (Ristrutturazione delle Aziende autonome di soggiorno e turismo di Foligno e di Cascia in Aziende autonome comprensoriali di cura, soggiorno e turismo);

n) legge regionale 25 giugno 1976, n. 25 (Modifiche ed integrazioni della legge regionale 21 maggio 1974, n. 33, concernente: Interventi nel settore del turismo e industria alberghiera);

o) legge regionale 22 febbraio 1977, n. 13 (Ristrutturazione delle Aziende autonome di soggiorno e turismo di Assisi, Gubbio, Perugia, Spoleto in Aziende autonome comprensoriali di cura, soggiorno e turismo e ampliamento del territorio delle Aziende autonome di cura, soggiorno e turismo del ternano e dell'orvietano);

p) legge regionale 11 marzo 1977, n. 14 (Proroga della efficacia della classificazione alberghiera);

q) legge regionale 27 giugno 1977, n. 30 (Proroga efficacia vincolo alberghiero di cui alla legge 24 luglio 1936, n. 1692);

r) legge regionale 17 gennaio 1978, n. 2 (Rifinanziamento legge regionale 23 agosto 1977, n. 49. Attività promozionale e pubblicitaria turistica);

s) legge regionale 3 novembre 1978, n. 64 (Modifica dell'art. 4, lettera c), della legge regionale 17 gennaio 1974, n. 5: "Costituzione delle aziende autonome di cura, soggiorno e turismo del Ternano, del Tuderte e del Trasimeno");

t) legge regionale 9 marzo 1979, n. 10 (Proroga efficacia classificazione alberghiera);

u) legge regionale 22 giugno 1979, n. 32 (Interventi per insediamenti turistici);

v) legge regionale 19 dicembre 1979, n. 67 (Proroga della efficacia della classificazione alberghiera);

z) legge regionale 28 dicembre 1979, n. 69 (Costituzione dell'Azienda di cura, soggiorno e turismo dell'Amerino ed ampliamento del territorio delle Aziende di Gubbio, di Spoleto e del ternano);

aa) legge regionale 28 dicembre 1979, n. 71 (Organi delle aziende autonome di cura, soggiorno e turismo: istituzione del comitato esecutivo. Modifiche ed integrazioni allalegge regionale 17 gennaio 1974, n. 5);

bb) legge regionale 28 dicembre 1979, n. 73 (Rifinanziamento art. 1, lettera b), della legge regionale 22 giugno 1979, n. 32);

cc) legge regionale 26 febbraio 1981, n. 13 (Proroga della efficacia della classificazione alberghiera);

dd) articoli 10 e 11 della legge regionale 8 giugno 1981, n. 33 (Disciplina della classificazione delle Aziende ricettive, alberghiere e all'aria aperta);

ee) legge regionale 12 agosto 1981, n. 54 (Rifinanziamento L.R. n. 10/1973 e L.R. n. 32/1979);

ff) legge regionale 18 dicembre 1981, n. 81 (Interventi per l'ammodernamento e il miglioramento delle aziende ricettive alberghiere e all'aria aperta);

gg) legge regionale 2 aprile 1982, n. 13 (Norme per il rilascio di licenza per l'esercizio della professione di guida turistica nella Regione Umbria);

hh) legge regionale 20 febbraio 1984, n. 7 (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 17 gennaio 1974, n. 5 ed alla legge regionale 28 dicembre 1979, n. 71);

ii) legge regionale 11 maggio 1984, n. 28 (Modificazione della legge regionale 17 gennaio 1974, n. 5, così come modificata ed integrata dalla L.R. n. 64/1978, dalla L.R. n. 71/1979, dalla L.R. n. 7/1984. Costituzione delle aziende autonome di cura, soggiorno e turismo del Ternano, del Tuderte e del Trasimeno);

ll) legge regionale 14 agosto 1986, n. 36 (Norme per la disciplina delle attività professionali di guida, interprete ed accompagnatore turistici);

mm) legge regionale 13 aprile 1987, n. 20 (Modificazioni ed integrazioni della legge regionale 14 agosto 1986, n. 36. Norme per la disciplina delle attività professionali di guida, interprete ed accompagnatore turistici);

nn) articoli 14 e 15 della legge regionale 14 aprile 1987, n. 23 (Integrazioni e modificazioni alla L.R. 8 giugno 1981, n. 33. Disciplina della classificazione delle Aziende ricettive alberghiere e all'aria aperta);

oo) legge regionale 4 luglio 1988, n. 19 (Norme generali per l'abilitazione all'esercizio delle professioni turistiche);

pp) legge regionale 30 agosto 1988, n. 34 (Modificazione degli importi delle sanzioni amministrative di cui alla legge regionale 15 novembre 1985, n. 42 recante: "Norme per la disciplina delle agenzie di viaggio e turismo");

qq) legge regionale 14 novembre 1988, n. 43 (Tariffe delle strutture ricettive e delle professioni turistiche);

rr) legge regionale 18 gennaio 1989, n. 4 (Norme per la disciplina dell'attività professionale di animatore turistico);

ss) legge regionale 18 aprile 1989, n. 11 (Modificazione della legge regionale 4 luglio 1988, n. 19 - Norme generali per l'abilitazione all'esercizio delle professioni turistiche);

tt) legge regionale 22 giugno 1989, n. 18 (Norme per la disciplina delle attività professionali di guida escursionistica, guida speleologica e guida equestre);

uu) legge regionale 22 giugno 1989, n. 19 (Norme per la disciplina dell'attività di organizzatore professionale di congressi);

vv) legge regionale 22 giugno 1989, n. 20 (Norme per l'esercizio dell'attività professionale di direttore di albergo);

zz) legge regionale 4 aprile 1990, n. 13 (Accoglienza turistico-ricettiva nelle residenze d'epoca);

aaa) legge regionale 12 dicembre 1990, n. 44 (Modificazioni della legge regionale 14 novembre 1988, n. 43: "Tariffe delle strutture ricettive e delle professioni turistiche");

bbb) legge regionale 27 gennaio 1993, n. 4 (Norme sulla classificazione degli esercizi ricettivi alberghieri);

ccc) legge regionale 22 febbraio 1994, n. 3 (Proroga del termine di cui all'art. 14 della L.R. 27 gennaio 1993, n. 4. Norme sulla classificazione degli esercizi ricettivi alberghieri);

ddd) legge regionale 14 marzo 1994, n. 8 (Norme sulla classificazione degli esercizi ricettivi extralberghieri e all'aria aperta);

eee) legge regionale 12 settembre 1994, n. 33 (Interventi per la qualificazione e l'ampliamento della ricettività nel turismo. Modificazioni alla legge regionale 14 marzo 1994, n. 8);

fff) legge regionale 1° aprile 1996, n. 8 (Integrazione della legge regionale 4 luglio 1988, n. 19 - Norme generali per l'abilitazione all'esercizio delle professioni turistiche);

ggg) legge regionale 29 ottobre 1997, n. 32 (Interpretazione autentica del disposto del comma 4 dell'art. 3 della L.R. 12 settembre 1994, n. 33, come aggiunto dalla L.R. 7 maggio 1997, n. 18 - Interventi per la qualificazione e l'ampliamento della ricettività nel turismo - Modificazioni della L.R. 14 marzo 1994, n. 8);

hhh) legge regionale 16 febbraio 1998, n. 5 (Norme per la disciplina dell'attività di agenzia di viaggio e turismo);

iii) legge regionale 5 marzo 1999, n. 4 (Modifiche ed integrazioni alla L.R. 22 giugno 1989, n. 20 - Norme per l'esercizio dell'attività professionale di direttore d'albergo);

lll) legge regionale 5 marzo 1999, n. 5 (Ulteriori modificazioni ed integrazioni della L.R. 4 luglio 1988, n. 19 - Norme generali per l'abilitazione all'esercizio delle professioni turistiche);

mmm) legge regionale 5 marzo 1999, n. 6 (Modificazioni della L.R. 22 giugno 1989, n. 19 - Norme per la disciplina dell'attività di organizzatore professionale di congressi);

nnn) legge regionale 27 ottobre 1999, n. 27 (Ulteriore modificazione della legge regionale 14 marzo 1994, n. 8 - Norme sulla classificazione degli esercizi ricettivi extralberghieri e all'aria aperta);

ooo) legge regionale 21 gennaio 2000, n. 8 (Ulteriori modificazioni ed integrazioni della legge regionale 12 settembre 1994, n. 33 - Interventi per la qualificazione e l'ampliamento della ricettività nel turismo - Modificazioni della legge regionale 14 marzo 1994, n. 8);

ppp) legge regionale 31 marzo 2000, n. 33 (Modificazioni ed integrazioni della legge regionale 21 gennaio 2000, n. 8, recante: Ulteriori modificazioni ed integrazioni dellaL.R. 12 settembre 1994, n. 33 - Interventi per la qualificazione e l'ampliamento della ricettività nel turismo - Modificazioni della L.R. 14 marzo 1994, n. 8);

qqq) legge regionale 15 gennaio 2001, n. 2 (12) (Ulteriori modificazioni ed integrazioni della legge regionale 14 marzo 1994, n. 8 - Norme sulla classificazione degli esercizi ricettivi extralberghieri e all'aria aperta);

rrr) legge regionale 19 novembre 2001, n. 29 (Disciplina dell'organizzazione turistica regionale);

sss) legge regionale 29 ottobre 2003, n. 19 (Ulteriori modificazioni ed integrazioni della legge regionale 16 febbraio 1998, n. 5 - Norme per la disciplina dell'attività di agenzia di viaggio e turismo);

3. Sono abrogati i seguenti regolamenti regionali:

a) Reg. reg. 12 luglio 1988, n. 21 (Regolamento per l'effettuazione delle sessioni di esame per l'abilitazione all'esercizio delle professioni turistiche);

b) Reg. reg. 1° marzo 1999, n. 2 (Disciplina delle Associazioni turistiche proloco);

c) Reg. reg. 22 novembre 2002, n. 6 (Modalità e procedure per il riconoscimento dei sistemi turistici locali);

d) Reg. reg. 21 luglio 2003, n. 11 (Modificazioni e integrazioni del Reg. 22 novembre 2002, n. 6 - Modalità e procedure per il riconoscimento dei sistemi turistici locali).

4. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente testo unico sono abrogate o restano abrogate le norme contrarie o incompatibili con le disposizioni del presente testo unico.

La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Umbria.

________________________________________

(12) NDR: Il provvedimento citato è indicato erroneamente con la data del 12 gennaio 2001.

 

 

Allegato

Tabella A

 

TABELLA A (Art. 21)

SEZIONE A1

REQUISITI MINIMI OBBLIGATORI PER LA CLASSIFICAZIONE DEGLI ESERCIZI RICETTIVI ALBERGHIERI GIÀ AUTORIZZATI

(alberghi, motels, alberghi residenziali, alberghi diffusi, villaggi-albergo e beauty-farms)

Per l'assegnazione a un determinato livello, l'esercizio alberghiero deve essere in possesso di tutti i requisiti previsti rispettivamente per ciascun livello.

Avvertenze:

Quando le "voci" relative ai requisiti obbligati sono divise in sottovoci, la sottovoce obbligata per un determinato livello di classificazione può essere sostituita con altra voce di grado superiore;

            DESCRIZIONE DEI REQUISITI          LIVELLO DI CLASSIFICA

                       1 stella          2 stelle          3 stelle          4 stelle          5 stelle          5 stelle lusso

            Direttore di albergo                                  X          X          X          X

            SERVIZIO DI RICEVIMENTO E PORTINERIA - INFORMAZIONI                                                             

            Numero di ore giornaliere in cui sono assicurati i servizi di ricevimento e portineria-informazioni a cura del personale addetto (13)

            Servizio di custodia valori                                                                     

            cassetta di sicurezza in tutte le unità abitative                                            X          X          X

            in cassaforte dell'albergo e/o in cassette di sicurezza singole    X          X          X                                

            Servizio di notte                                                               

            portiere di notte                                        X          X          X

            almeno un addetto al servizio di portineria di notte negli alberghi                               X                                

            con capacità ricettiva pari o superiore a sessanta posti letto                                                                

            addetto disponibile a chiamata (anche per alberghi classificati a tre   X          X          X                                

            stelle con capacità ricettiva inferiore a 60 posti letto)                                                                  

            Servizio di accoglimento e trasporto interno dei bagagli                                                             

            assicurato con almeno una unità addetta in via esclusiva con                                                               X

            qualifica di vetturiere                                                                

            assicurato con almeno una unità addetta                                         X          X         

            a cura del personale                                X                                

            a mezzo carrello a disposizione della clientela        X          X                                            

            SERVIZIO DI PRIMA COLAZIONE                                                              

            in sala apposita                                        X          X          X

            in sale comuni destinate anche ad altri usi               X          X                                

            a richiesta del cliente, anche nelle unità abitative                         X          X          X          X

            SERVIZIO DI BAR                                                               

            Nel locale ove è ubicato l'impianto e/o nei locali comuni assicurato a cura del personale addetto per numero di ore giornaliere                                               16        16        16

            Nel locale ove è ubicato l'impianto e/o nei locali comuni assicurato per numero di ore giornaliere                   8          12                              

            Numero di ore giornaliere in cui è assicurato il servizio di bar nelle unità abitative a cura del personale addetto (14)

                       12        16        24        24

            SERVIZIO RISTORANTE                                                                 

            In locale apposito (solo per gli alberghi e i villaggi - albergo)                                        X (15)

            SERVIZI VARI                                                          

            Divise e targhette di identificazione                                                              

            per il personale                             X          X          X          X

            per gli addetti al ricevimento                 X                                            

            Lavatura e stiratura biancheria                                                            

            resa entro le 12 ore per biancheria consegnata prima delle ore 9                                              X          X          X

            resa entro le 24 ore                                   X                                

            Telefax          X          X          X          X          X          X

            Postazione Internet                                  X          X          X          X

            Servizio garage o parcheggio auto                                            X          X          X

            Servizio di autorimessa e di intervento per l'assistenza meccanica agli autoveicoli (solo per i motels)  X          X          X          X                     

            Televisione a colori ad uso comune (obbligatorio per gli esercizi che non hanno tutte le camere dotate di TV)            X          X                                            

            Una linea telefonica esterna con apparecchio per uso comune   X          X          X          X          X          X

            LINGUE ESTERE CORRETTAMENTE PARLATE                                                                  

            dal direttore                                   1          2          3          3

            dai capi servizio                             1          2          3          3

            SERVIZI ALLE UNITÀ ABITATIVE                                                               

            Pulizia nelle unità abitative                                                                 

            una volta al giorno, con riassetto pomeridiano                                            X          X          X

            una volta al giorno, con riassetto pomeridiano a richiesta del                            X                                

            cliente                                                                    

            una volta al giorno X          X                                            

            Cambio biancheria lenzuola e federe                                                            

            tutti i giorni (16)

                                   X          X          X

            ad ogni cambio di cliente ed almeno tre volte la settimana                                 X                                

            ad ogni cambio di cliente ed almeno due volte la settimana                   X                                            

            ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta la settimana       X                                                       

            Cambio biancheria asciugamani nelle camere o nei bagni:                                                                    

            tutti i giorni (17)

                       X          X          X          X

            ad ogni cambio di cliente ed almeno tre volte la settimana                     X                                            

            ad ogni cambio di cliente ed almeno due volte la settimana       X                                                       

            DOTAZIONEI DEI LOCALI - BAGNO PRIVATI                                                                   

            Numero locali - bagno privati nel cento per cento delle unità abitative (18)

            Acqua corrente calda e fredda in tutte le unità abitative o nei bagni privati    X          X          X          X          X          X

            Chiamata di allarme in tutti i servizi igienici e bagni (privati e comuni)            X          X          X          X          X          X

            cestino rifiuti          X          X          X          X          X          X

            un asciugatoio da bagno a persona      X          X          X          X          X          X

            un accappatoio da bagno o telo di spugna a persona                                X          X          X          X

            riserva di carta        X          X          X          X          X          X

            sacchetti igienici    X          X          X          X          X          X

            Shampoo, bagnoschiuma e cuffia da bagno                           X                                

            contenitore con:                                         X          X          X

            saponetta, shampoo, bagnoschiuma, cuffia da bagno, spugnetta per scarpe. A disposizione della clientela su richiesta: minidentifricio con spazzolino, minicucito, rasoio da barba, miniconfezione schiuma da barba.                                                            

            asciugacapelli                                X          X          X          X

            DOTAZIONE DELLE UNITÀ ABITATIVE                                                                 

            Capacità ricettiva minima di sette unità abitative    X          X          X          X          X          X

            Acqua corrente calda e fredda in tutte le unità abitative o nei bagni privati    X          X          X          X          X          X

            letto, illuminazione, tavolino, armadio, comodino e specchio      X          X          X          X          X          X

            lampade o appliques da comodino      X          X          X          X          X          X

            terzo punto luce per leggere o scrivere            X          X          X          X          X

            scrittoio                                           X          X          X

            secondo comodino                        X          X          X          X

            cestino rifiuti          X          X          X          X          X          X

            sgabello per bagagli                     X          X          X          X          X

            una sedia per letto            X          X          X                                

            Poltrone nelle unità abitative o sedute equivalenti: una per posto letto                                             X          X          X

            frigo - bar                             X          X          X          X

            Cassetta di sicurezza                                            X          X          X

            documentazione sull'albergo                            X          X          X          X

            necessario per scrivere                            X          X          X          X

            Televisione a colori con antenna satellitare in tutte le unità abitative                                    X          X          X

            Televisione a colori in tutte le unità abitative                                  X                                

            Chiamata per il personale telefonica diretta             X          X          X          X          X

            Chiamata per il personale con campanello    X                                                       

            Telefono nelle unità abitative abilitato alla chiamata esterna diretta                         X          X          X          X

            Telefono nelle unità abitative non abilitato alla chiamata esterna diretta                 X                                            

            Connessione internet in tutte le camere                                            X          X          X

            Insonorizzazione di tutte le unità abitative                                       X          X          X

            Arredamento delle unità abitative particolarmente funzionale e di pregevole fattura                                            X          X          X

            Arredamento delle unità abitative funzionale e di buona fattura                                   X                                

            Arredamento delle unità abitative funzionale e di discreta fattura        X          X                                            

            Cento per cento delle unità abitative con vani distinti per cucina - soggiorno e per pernottamento (solo per gli alberghi residenziali)                                                          X          X

            Almeno il 50 per cento delle unità abitative con vani distinti per cucina -soggiorno e per pernottamento (solo per gli alberghi residenziali)                                               X                    

            100 per cento monolocali attrezzati per cucina, soggiorno e pernottamento (solo per gli alberghi residenziali)                                   X                                  

            Servizio autonomo di cucina in tutte le unità abitative (solo per gli alberghi residenziali)                         X          X          X          X

            SALE O AREE COMUNI                                                                   

            una sala ad uso comune di superficie complessiva non inferiore a mq. 15, che può coincidere con la sala ristorante            X                                                        

            Una sala ad uso comune di superficie complessiva (esclusa la sala ristorante) non inferiore a mq: 4 per ognuna delle prime dieci unità abitative, mq. 1 per ognuna delle ulteriori unità abitative fino alla ventesima, mq. 0,5 per ogni unità abitativa oltre la ventesima                       X                                            

            Una sala ad uso comune di superficie complessiva (esclusa la sala ristorante) non inferiore a mq: 4 per ognuna delle prime dieci unità abitative, mq. 1 per ognuna delle ulteriori unità abitative fino alla ventesima, mq. 0,5 per ogni unità abitativa oltre la ventesima, maggiorata del dieci per cento                          X                                

            Una sala ad uso comune di superficie complessiva (esclusa la sala ristorante) non inferiore a mq: 4 per ognuna delle prime dieci unità abitative, mq. 1 per ognuna delle ulteriori unità abitative fino alla ventesima, mq. 0,5 per ogni unità abitativa oltre la ventesima, maggiorata del venti per cento                                      X                    

            Una sala ad uso comune di superficie complessiva (esclusa la sala ristorante) non inferiore a mq: 4 per ognuna delle prime dieci unità abitative, mq. 1 per ognuna delle ulteriori unità abitative fino alla ventesima, mq. 0,5 per ogni unità abitativa oltre la ventesima, maggiorata del trenta per cento                                               X          X

            Arredamento delle sale comuni particolarmente funzionale e di pregevole fattura                                      X          X          X

            Arredamento delle sale comuni funzionale e di buona fattura                            X                                

            Arredamento delle sale comuni funzionale e di discreta fattura X          X                                            

            Sala ristorante (solo per gli alberghi e i villaggio - albergo)                                            X (19)

            Banco bar in locale appositamente attrezzato o posto in locale comune                                 X          X          X          X

            Attrezzatura bar posta in locale comune                     X                                            

            Sala prima colazione                                           X          X          X

            Sala riservata per riunioni                                                         X          X

            Sale separate per lettura e giochi per adulti                                                            X

                                                                                 

            DOTAZIONI VARIE DELL'ESERCIZIO ALBERGHIERO                                                                   

            Riscaldamento (ad eccezione degli alberghi con apertura limitata alla stagione estiva)                                                              

            in tutto l'esercizio  X          X          X          X          X          X

            regolabile dal cliente nelle unità abitative                                      X          X          X

            Aria condizionata in tutto l'esercizio e regolabile dal cliente nelle unità abitative (ad eccezione degli alberghi con apertura limitata alla stagione invernale)                                             X          X          X

            Ascensore di servizio o montacarichi (20)

                                                         

            con capacità ricettiva pari o superiore a 120 posti letto                             X                                

            con capacità ricettiva pari o superiore a 100 posti letto                                         X                    

            tutti                                                   X          X

            Ascensore per i clienti (21)

                                                         

            qualunque sia il numero dei piani                                          X          X          X

            oltre i primi due piani (escluso il pianterreno) e in numero di due oltre i 150 posti letto                            X                                

            qualunque sia il numero dei piani e in numero di due oltre i 120 posti letto                                     X                    

            qualunque sia il numero dei piani e in numero di due oltre i 60 posti letto                                                   X          X

            oltre i primi due piani (escluso il pianterreno)                     X                                            

            Ingresso protetto da portico o pensilina                                                        X          X

            Ingresso separato per i bagagli (22)

                                   X          X          X

            Locale di servizio ai piani con eventuale bagno comune                           X (23)

            Accessibilità per diversamente abili (accesso a livello stradale o facilitato) (24)

            Camere e bagni attrezzati per il soggiorno dei diversamente abili nella percentuale di cui allalegge 9 gennaio 1989 n. 13 e al D.M. 14 giugno 1989, n. 236 (25)

            Montavivande                                                        X          X

            ASPETTO ESTERNO                                                             

            impeccabile                                                X          X

            ottimo                                   X          X                    

            buono            X          X                                            

                                                                                 

Gli esercizi ricettivi alberghieri classificati 5 stelle, assumono la denominazione aggiuntiva "LUSSO" quando, oltre a possedere i requisiti di cui alla presente tabella, siano in possesso anche dei seguenti ulteriori requisiti:

A) Eccezionali elementi qualitativi dell'immobile derivanti da:

- particolare favorevole rapporto sia in termini di superficie che di numero tra spazi e locali di uso comune e camere

- particolare ampiezza delle sale di uso comune, dimensionate in misura superiore all'indispensabile in funzione al numero degli ospiti

- particolare ampiezza delle camere

- ampiezza e numero degli ascensori che non determinino attese

- eccellente funzionalità di tutti gli impianti e continuo controllo di manutenzione dello stabile, degli impianti, dotazioni e arredi

- per zona di vacanza impianti ed attrezzature sportive, parco, piscina o spiaggia privata

- terrazze e solarium

B) Eccezionale qualità e numero di dotazioni, mobili ed arredi quali:

- tappeti o moquette pregiati in tutti gli ambienti

- mobili di pregio estetico o antichi

- arredi e tendaggi di particolare tono

- lampadari artistici e comunque impianti di illuminazione ampiamente dimensionati ed adeguati ai singoli ambienti

- attrezzature, posaterie in argento e stoviglie di particolare tono

C) Particolarità e qualità del servizio

- direzione particolarmente qualificata: deve risultare da apposita certificazione che il direttore abbia già svolto la professione di direttore di albergo, in esercizi di categoria compresa da 3 a 5 stelle, almeno per tre anni

- servizio di portineria e servizio di ricevimento particolarmente curati da personale qualificato e numericamente sufficiente ad assicurare un servizio personalizzato ad ogni cliente

- rapporto particolarmente favorevole tra il numero del personale addetto ai vari servizi e numero dei clienti

- qualificazione professionale degli addetti ai vari servizi, con particolare riguardo alla conoscenza di lingue estere

- dotazione di uniformi che identifichino addetti ai vari servizi

- ampia scelta, qualità e specialità internazionali del servizio di ristorante alla carta

- servizio di bar, assicurato in più locali

D) Inserimento ambientale dell'albergo: Inserimento dell'albergo in un contesto ambientale di particolare pregio per la contiguità con aree verdi, giardini, parchi e/o per l'ubicazione in zone di notevole interesse architettonico e urbanistico

SEZIONE A2

REQUISITI MINIMI OBBLIGATORI PER LA CLASSIFICAZIONE DEGLI ESERCIZI RICETTIVI ALBERGHIERI DI NUOVA APERTURA O OGGETTO DI RISTRUTTURAZIONE

(alberghi, motels, alberghi residenziali, alberghi diffusi, villaggi-albergo e beauty-farms)

Per l'assegnazione a un determinato livello, l'esercizio alberghiero deve essere in possesso di tutti i requisiti previsti rispettivamente per ciascun livello.

Avvertenze:

Quando le "voci" relative ai requisiti obbligati sono divise in sottovoci, la sottovoce obbligata per un determinato livello di classificazione può essere sostituita con altra voce di grado superiore;

            DESCRIZIONE DEI REQUISITI          LIVELLO DI CLASSIFICA

                       1 stella          2 stelle          3 stelle          4 stelle          5 stelle          5 stelle lusso

            Direttore di albergo                                  X          X          X          X

            SERVIZIO DI RICEVIMENTO E PORTINERIA - INFORMAZIONI                                                             

            Numero di ore giornaliere in cui sono assicurati i servizi di ricevimento e portineria-informazioni a cura del personale addetto (26)

            Servizio di custodia valori                                                                     

            cassetta di sicurezza in tutte le unità abitative (per gli alberghi classificati a tre stelle nel 50% delle unità abitative)                                 X          X          X          X

            in cassaforte dell'albergo e/o in cassette di sicurezza singole    X          X          X                                

            Servizio di notte                                                               

            portiere di notte                                        X          X          X

            almeno un addetto al servizio di portineria di notte negli alberghi con capacità ricettiva pari o superiore a sessanta posti letto                         X                                

            addetto disponibile a chiamata (anche per alberghi classificati a tre stelle con capacità ricettiva inferiore a 60 posti letto)           X            X          X                                

            Servizio di accoglimento e trasporto interno dei bagagli negli orari in cui è garantito il ricevimento                                                                 

            assicurato con almeno una unità addetta in via esclusiva con qualifica di vetturiere                                                                     X

            assicurato con almeno una unità addetta                                         X          X         

            a cura del personale                                X                                

            assicurato a mezzo carrello         X          X                                            

            SERVIZIO DI PRIMA COLAZIONE                                                              

            in sala apposita                                        X          X          X

            in sale comuni destinate anche ad altri usi               X          X                                

            a richiesta del cliente, anche nelle unità abitative                         X          X          X          X

            SERVIZIO DI BAR                                                               

            Nel locale ove è ubicato l'impianto e/o nei locali comuni assicurato a cura del personale addetto per numero di ore giornaliere                                               16        16        16

            Nel locale ove è ubicato l'impianto e/o nei locali comuni assicurato per numero di ore giornaliere                   8          12                              

            Numero di ore giornaliere in cui è assicurato il servizio di bar nelle unità abitative a cura del personale addetto(27)

                       12        16        24        24

            SERVIZIO RISTORANTE                                                                 

            In locale apposito (solo per gli alberghi e i villaggi - albergo)                                        X (28)

            In locale apposito, se previsto il servizio                               X                                

            reso anche nelle camere negli orari previsti per la ristorazione                                                 X          X

            SERVIZI VARI                                                          

            Divise e targhette di identificazione                                                              

            per il personale                             X          X          X          X

            per gli addetti al ricevimento                 X                                            

            Lavatura e stiratura biancheria                                                            

            resa entro le 12 ore per biancheria consegnata prima delle ore 9                                              X          X          X

            resa entro le 24 ore                                   X                                

            Servizio fax e fotocopiatrice        X          X          X          X          X          X

            Servizio internet riservato agli alloggiati                                X          X          X          X

            Servizio garage o parcheggio auto (almeno per l'80% delle unità abitative)                                                    X          X

            Servizio garage o parcheggio auto (almeno per il 50% delle unità abitative)                                       X                    

            Servizio di autorimessa e di intervento per l'assistenza meccanica agli autoveicoli (solo per i motels)  X          X          X          X                     

            Televisione a colori ad uso comune     X          X          X          X          X          X

            Una linea telefonica esterna con apparecchio per uso comune   X          X          X          X          X          X

            LINGUE ESTERE CORRETTAMENTE PARLATE                                                                  

            dal direttore lingue estere                                 1          2          3          3

            dai capi servizio                             1          2          3          3

            SERVIZI ALLE UNITÀ ABITATIVE                                                               

            Pulizia nelle unità abitative                                                                 

            una volta al giorno, con riassetto pomeridiano                                            X          X          X

            una volta al giorno, con riassetto pomeridiano a richiesta del cliente                          X                                

            una volta al giorno X          X                                            

            Cambio biancheria lenzuola e federe                                                            

            Tutti i giorni (29)

                                   X          X          X

            ad ogni cambio di cliente ed almeno tre volte la settimana                                 X                                

            ad ogni cambio di cliente ed almeno due volte la settimana                   X                                            

            ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta la settimana       X                                                       

            Cambio biancheria asciugamani nelle camere o nei bagni:                                                                    

            tutti i giorni (30)

                       X          X          X          X

            ad ogni cambio di cliente ed almeno tre volte la settimana                     X                                            

            ad ogni cambio di cliente ed almeno due volte la settimana       X                                                       

            DOTAZIONEI DEI LOCALI - BAGNO PRIVATI                                                                   

            Numero locali - bagno privati nel cento per cento delle unità abitative (31) (con accesso dall'interno dell'unità abitativa di riferimento) X          X          X          X          X          X

            Acqua corrente calda e fredda nei bagni privati        X          X          X          X          X          X

            Chiamata di allarme in tutti i servizi igienici e bagni (privati e comuni)            X          X          X          X          X          X

            cestino rifiuti          X          X          X          X          X          X

            tappetino     X          X          X          X          X          X

            un asciugatoio da bagno a persona      X          X          X          X          X          X

            teli bagno in numero adeguato agli ospiti     X          X                                            

            un accappatoio da bagno o telo di spugna a persona                                X                                

            un accappatoio da bagno a persona                                        X          X          X

            riserva di carta        X          X          X          X          X          X

            sacchetti igienici    X          X          X          X          X          X

            Materiale d'uso per l'igiene della persona (almeno shampoo e bagnoschiuma)       X          X                                            

            Oggettistica e materiale d'uso per l'igiene della persona (almeno shampoo, bagnoschiuma e cuffia da bagno)                                 X                                  

            Oggettistica e materiale d'uso per l'igiene della persona (almeno contenitore con: saponetta, shampoo, bagnoschiuma, cuffia da bagno, spugnetta per scarpe). A disposizione della clientela su richiesta: minidentifricio con spazzolino, minicucito, rasoio da barba, miniconfezione schiuma da barba.                                          X          X          X

            asciugacapelli                                X          X          X          X

            DOTAZIONE DELLE UNITÀ ABITATIVE                                                                 

            Capacità ricettiva minima di sette unità abitative    X          X          X          X          X          X

            Letto con comodino per ogni posto letto, illuminazione, tavolino, armadio e specchio         X          X          X          X          X          X

            lampade o appliques da comodino      X          X          X          X          X          X

            terzo punto luce per leggere o scrivere            X          X          X          X          X

            scrittoio                                           X          X          X

            cestino rifiuti          X          X          X          X          X          X

            sgabello o ripiano apposito per bagagli                     X          X          X          X          X

            una sedia o altra seduta per letto        X          X          X                                

            Poltrone o sedute equivalenti: una per posto letto                                     X          X          X

            frigo - bar                             X          X          X          X

            Cassetta di sicurezza in tutte le unità abitative                                           X          X          X

            Cassetta di sicurezza nel 50% delle unità abitative                         X                                

            documentazione sull'albergo                            X          X          X          X

            necessario per scrivere                            X          X          X          X

            Televisione a colori con antenna satellitare in tutte le unità abitative                                    X          X          X

            Televisione a colori in tutte le unità abitative                                  X                                

            Chiamata per il personale telefonica diretta             X          X          X          X          X

            Chiamata per il personale con campanello o citofono        X                                                       

            Telefono nelle unità abitative abilitato alla chiamata esterna diretta                         X          X          X          X

            Telefono nelle unità abitative non abilitato alla chiamata esterna diretta                 X                                            

            Connessione internet in tutte le camere                                            X          X          X

            Insonorizzazione di tutte le unità abitative                                       X          X          X

            Arredamento delle unità abitative particolarmente funzionale e di pregevole fattura                                             X          X          X

            Arredamento delle unità abitative funzionale e di buona fattura                                   X                                

            Arredamento delle unità abitative funzionale e di discreta fattura        X          X                                            

            Cento per cento delle unità abitative con vani distinti per cucina - soggiorno e per pernottamento (solo per gli alberghi residenziali)                                                          X          X

            Almeno il 50 per cento delle unità abitative con vani distinti per cucina -soggiorno e per pernottamento (solo per gli alberghi residenziali)                                               X                    

            100 per cento monolocali attrezzati per cucina, soggiorno e pernottamento (solo per gli alberghi residenziali)                                   X                                  

            Servizio autonomo di cucina in tutte le unità abitative (solo per gli alberghi residenziali)                         X          X          X          X

            SALE O AREE COMUNI                                                                   

            una sala ad uso comune di superficie complessiva non inferiore a        X                                                       

            mq. 15, che può coincidere con la sala ristorante                                                               

            Una sala ad uso comune di superficie complessiva (esclusa la sala ristorante) non inferiore a mq: 4 per ognuna delle prime dieci unità abitative, mq. 1 per ognuna delle ulteriori unità abitative fino alla ventesima, mq. 0,5 per ogni unità abitativa oltre la ventesima                       X                                            

            Una sala ad uso comune di superficie complessiva (esclusa la sala ristorante) non inferiore a mq: 4 per ognuna delle prime dieci unità abitative, mq. 1 per ognuna delle ulteriori unità abitative fino alla ventesima, mq. 0,5 per ogni unità abitativa oltre la ventesima, maggiorata del dieci per cento                          X                                

            Una sala ad uso comune di superficie complessiva (esclusa la sala ristorante) non inferiore a mq: 4 per ognuna delle prime dieci unità abitative, mq. 1 per ognuna delle ulteriori unità abitative fino alla ventesima, mq. 0,5 per ogni unità abitativa oltre la ventesima, maggiorata del trenta per cento                                    X                    

            Una sala ad uso comune di superficie complessiva (esclusa la sala ristorante) non inferiore a mq: 4 per ognuna delle prime dieci unità abitative, mq. 1 per ognuna delle ulteriori unità abitative fino alla ventesima, mq. 0,5 per ogni unità abitativa oltre la ventesima, maggiorata del cinquanta per cento                                                    X          X

            Arredamento delle sale comuni particolarmente funzionale e di pregevole fattura                                      X          X          X

            Arredamento delle sale comuni funzionale e di buona fattura                            X                                

            Arredamento delle sale comuni funzionale e di discreta fattura X          X                                            

            Sala ristorante (solo per gli alberghi e i villaggio - albergo)                                            X (32)

            sala ristorante se previsto il servizio                           X                                

            Banco bar in locale appositamente attrezzato o posto in locale comune                                 X          X          X          X

            Attrezzatura bar posta in locale comune                     X                                            

            Punto di ristoro, anche con distributore automatico X                                                       

            Sala prima colazione                                           X          X          X

            Sala riservata per riunioni                                                         X          X

            Sala o area riservata per riunioni                                             X                    

            Sala o area soggiorno/lettura divertimento                                                  X         

            Sale separate per lettura e giochi per adulti                                                            X

            DOTAZIONI VARIE DELL'ESERCIZIO ALBERGHIERO                                                                   

            Riscaldamento (ad eccezione degli alberghi con apertura limitata alla stagione estiva) In tali strutture, qualora temporaneamente aperte in stagione non estiva il riscaldamento deve comunque essere assicurato in tutte le aree dell'esercizio effettivamente utilizzate                                                           

            in tutto l'esercizio  X          X          X          X          X          X

            regolabile dal cliente nelle unità abitative                                      X          X          X

            Aria condizionata in tutto l'esercizio e regolabile dal cliente nelle unità abitative (ad eccezione degli alberghi con apertura limitata alla stagione invernale).                                            X          X          X

            Ascensore di servizio o montacarichi (33)

                                                         

            con capacità ricettiva pari o superiore a 120 posti letto                             X                                

            con capacità ricettiva pari o superiore a 100 posti letto                                         X                    

            tutti                                                   X          X

            Ascensore per i clienti (34)

                                                         

            qualunque sia il numero dei piani                                          X          X          X

            oltre i primi due piani (compreso i piani interrati qualora forniti anche in parte, di locali a servizio degli ospiti)e in numero di due oltre i 150 posti letto                                X                                

            qualunque sia il numero dei piani e in numero di due oltre i 120 posti letto                                     X                    

            qualunque sia il numero dei piani e in numero di due oltre i 60 posti letto                                                   X          X

            oltre i primi due piani (compreso i piani interrati qualora forniti anche in parte, di locali a servizio degli ospiti)                   X                                            

            Ingresso protetto da portico o pensilina                                                        X          X

            Ingresso separato per i bagagli (35)

                                   X          X          X

            Vano adibito a guardaroba e deposito bagagli                                            X          X          X

            Locale di servizio ai piani                                   X (36)

            Servizi igienici destinati ai locali e aree comuni e/o di somministrazione di alimenti e bevande con gabinetto distinto per sesso            X          X          X          X          X          X

            Accessibilità per diversamente abili (accesso a livello stradale o facilitato)   X          X          X          X          X          X

            Camere e bagni attrezzati per il soggiorno dei diversamente abili nella percentuale di cui allalegge 9 gennaio 1989 n. 13 e al D.M. 14 giugno 1989, n. 236

            Montavivande                                                        X          X

            ASPETTO ESTERNO                                                             

            impeccabile                                                X          X

            ottimo                                   X          X                    

            buono            X          X                                            

                                                                                 

Gli esercizi ricettivi alberghieri classificati 5 stelle, assumono la denominazione aggiuntiva "LUSSO" quando, oltre a possedere i requisiti di cui alla presente tabella, siano in possesso anche dei seguenti ulteriori requisiti:

A) Eccezionali elementi qualitativi dell'immobile derivanti da:

- particolare favorevole rapporto sia in termini di superficie che di numero tra spazi e locali di uso comune e camere

- particolare ampiezza delle sale di uso comune, dimensionate in misura superiore all'indispensabile in funzione al numero degli ospiti

- particolare ampiezza delle camere

- ampiezza e numero degli ascensori che non determinino attese

- eccellente funzionalità di tutti gli impianti e continuo controllo di manutenzione dello stabile, degli impianti, dotazioni e arredi

- per zona di vacanza impianti ed attrezzature sportive, parco, piscina o spiaggia privata

- terrazze e solarium

B) Eccezionale qualità e numero di dotazioni, mobili ed arredi quali:

- tappeti o moquette pregiati in tutti gli ambienti

- mobili di pregio estetico o antichi

- arredi e tendaggi di particolare tono

- lampadari artistici e comunque impianti di illuminazione ampiamente dimensionati ed adeguati ai singoli ambienti

- attrezzature, posaterie in argento e stoviglie di particolare tono

C) Particolarità e qualità del servizio

- direzione particolarmente qualificata: deve risultare da apposita certificazione che il direttore abbia già svolto la professione di direttore di albergo, in esercizi di categoria compresa da 3 a 5 stelle, almeno per tre anni

- servizio di portineria e servizio di ricevimento particolarmente curati da personale qualificato e numericamente sufficiente ad assicurare un servizio personalizzato ad ogni cliente

- rapporto particolarmente favorevole tra il numero del personale addetto ai vari servizi e numero dei clienti

- qualificazione professionale degli addetti ai vari servizi, con particolare riguardo alla conoscenza di lingue estere

- dotazione di uniformi che identifichino addetti ai vari servizi

- ampia scelta, qualità e specialità internazionali del servizio di ristorante alla carta

- servizio di bar, assicurato in più locali

D) Inserimento ambientale dell'albergo:

Inserimento dell'albergo in un contesto ambientale di particolare pregio per la contiguità con aree verdi, giardini, parchi e/o per l'ubicazione in zone di notevole interesse architettonico e urbanistico

________________________________________

(13) Negli esercizi classificati con 3, 4, 5 e 5 stelle lusso per "personale addetto" deve intendersi persona (titolare, dipendente, coadiutore) assegnata allo specifico servizio in via esclusiva. In tali esercizi una singola persona impegnata in un determinato servizio non può dunque essere impegnata contemporaneamente in altri servizi. Il personale addetto in via esclusiva ai servizi deve risultare iscritto nei libri e documenti previsti dalla normativa vigente in materia.

(14) Negli esercizi classificati con 5 e 5 stelle lusso per "personale addetto" deve intendersi persona (titolare, dipendente, coadiutore) assegnata allo specifico servizio in via esclusiva. In tali esercizi una singola persona impegnata in un determinato servizio non può dunque essere impegnata contemporaneamente in altri servizi. Il personale addetto in via esclusiva ai servizi deve risultare iscritto nei libri e documenti previsti dalla normativa vigente in materia.

(15) con capacità ricettiva pari o superiore a 80 posti letto

(16) A tutela dell'ambiente, previa azione di sensibilizzazione (nota informativa esposta in tutte le unità abitative), il cambio biancheria può essere effettuato a richiesta del cliente e comunque almeno tre volte alla settimana.

(17) A tutela dell'ambiente, previa azione di sensibilizzazione (nota informativa esposta in tutte le unità abitative), il cambio biancheria può essere effettuato a richiesta del cliente e comunque almeno tre volte alla settimana.

(18) il locale bagno completo si intende dotato di lavabo, vaso all'inglese con cassetta di cacciata, vasca da bagno o doccia, bidet, specchio con presa di corrente, acqua calda e fredda. Negli esercizi ricettivi classificati a 5 stelle lusso i bagni privati delle camere doppie debbono avere il doppio lavabo.

(19) con capacità ricettiva pari o superiore a 80 posti letto

(20) per gli esercizi esistenti, l'obbligo degli ascensori e del montacarichi sussiste se tecnicamente e legittimamente realizzabile

(21) per gli esercizi esistenti, l'obbligo degli ascensori e del montacarichi sussiste se tecnicamente e legittimamente realizzabile

(22) l'obbligatorietà non è valida solo per gli esercizi che strutturalmente non lo consentono

(23) con capacità ricettiva superiore a 25 posti letto

(24) l'obbligatorietà è valida per gli esercizi di nuova apertura o in fase di ristrutturazione edilizia.

(25) l'obbligatorietà è valida per gli esercizi di nuova apertura o in fase di ristrutturazione edilizia.

(26) Negli esercizi classificati con 3, 4, 5 e 5 stelle lusso per "personale addetto" deve intendersi persona (titolare, dipendente, coadiutore) assegnata allo specifico servizio in via esclusiva. In tali esercizi una singola persona impegnata in un determinato servizio non può dunque essere impegnata contemporaneamente in altri servizi. Il personale addetto in via esclusiva ai servizi deve risultare iscritto nei libri e documenti previsti dalla normativa vigente in materia.

(27) Negli esercizi classificati con 5 e 5 stelle lusso per "personale addetto" deve intendersi persona (titolare, dipendente, coadiutore) assegnata allo specifico servizio in via esclusiva. In tali esercizi una singola persona impegnata in un determinato servizio non può dunque essere impegnata contemporaneamente in altri servizi. Il personale addetto in via esclusiva ai servizi deve risultare iscritto nei libri e documenti previsti dalla normativa vigente in materia.

(28) con capacità ricettiva pari o superiore a 80 posti letto

(29) A tutela dell'ambiente, previa azione di sensibilizzazione (nota informativa esposta in tutte le unità abitative), il cambio biancheria può essere effettuato a richiesta del cliente e comunque almeno tre volte alla settimana.

(30) A tutela dell'ambiente, previa azione di sensibilizzazione (nota informativa esposta in tutte le unità abitative), il cambio biancheria può essere effettuato a richiesta del cliente e comunque almeno tre volte alla settimana.

(31) Il locale bagno completo si intende dotato di lavabo, vaso all'inglese con cassetta di cacciata, vasca da bagno o doccia, bidet, specchio con presa corrente, acqua calda e fredda. Negli esercizi ricettivi classificati a 5 stelle lusso i bagni privati delle camere doppie debbono avere il doppio lavabo

(32) con capacità ricettiva pari o superiore a 80 posti letto

(33) per gli esercizi esistenti, l'obbligo degli ascensori e del montacarichi sussiste se tecnicamente e legittimamente realizzabile

(34) per gli esercizi esistenti, l'obbligo degli ascensori e del montacarichi sussiste se tecnicamente e legittimamente realizzabile

(35) l'obbligatorietà non è valida solo per gli esercizi che strutturalmente non lo consentono

(36) con capacità ricettiva superiore a 25 posti letto

 

 

Allegato

Tabella B

 

TABELLA B (Art. 32)

REQUISITI MINIMI OBBLIGATORI PER LA CLASSIFICAZIONE DELLE COUNTRY-HOUSES

1. Buono stato di conservazione e manutenzione dell'immobile

2. Arredamento delle unità abitative funzionale e di buona fattura

3. Un locale bagno completo dotato di lavabo, water, vasca da bagno o doccia e specchio con presa di corrente, ogni sei posti-letto non serviti da bagno privato

4. Chiamata di allarme in ogni bagno

5. Accessori dei bagni: riserva di carta, cestino rifiuti, sgabello, sacchetti igienici 6. Riscaldamento in tutto l'esercizio

7. Sistemazione delle unità abitative: letto, una sedia per letto, specchio con presa corrente nelle camere senza bagno, illuminazione centrale, armadio, comodino con lampada, cestino rifiuti

8. Una linea telefonica esterna ad uso comune

9. Spazi comuni esterni all'esercizio fruibili dall'ospite in verde attrezzato per lo svago ed il soggiorno

10. Accessibilità per i diversamente abili (accesso a livello stradale o facilitato) Solo per gli esercizi di nuova apertura o in fase di ristrutturazione edilizia.

11. Camere e bagni attrezzati per il soggiorno dei diversamente abili nella percentuale di cui alla legge 9 gennaio 1989 n. 13 e al D.M. 14 giugno 1989, n. 236 Solo per gli esercizi di nuova apertura o in fase di ristrutturazione edilizia.

12. Servizio di ricevimento

13. Assistenza al cliente per quanto concerne ogni utile informazione relativa al soggiorno

14. Cambio biancheria da letto e da bagno ad ogni cambio di cliente e comunque almeno due volte la settimana a cura del gestore

15. Pulizia quotidiana delle camere

16. Servizio di prima colazione e di ristorazione in locale apposito, a cura del gestore, caratterizzato dall'offerta di prodotti tipici locali

17. Per gli appartamenti i requisiti minimi richiesti ai fini della classificazione sono quelli previsti alla Tabella C.

 

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Allegato

Tabella C

 

TABELLA C (Art. 32)

REQUISITI MINIMI OBBLIGATORI PER LA CLASSIFICAZIONE DEGLI ESERCIZI Dl CASE E APPARTAMENTI PER VACANZE

1. Buono stato di manutenzione e conservazione dell'immobile

2. Arredamento delle unità abitative funzionale e di buona fattura composto da:

• letto

• comodino per letto con lampada

• una sedia per letto

• armadio

• tavolo da pranzo con sedie - divano

• cucina o angolo cottura composto da lavello, piano di cottura, frigorifero, scolapiatti, cappa aspirante e pensili

3. Bagno completo per ogni unità abitativa con erogazione di acqua calda e fredda dotato di lavabo, water, vasca da bagno o doccia e specchio con presa corrente

4. Chiamata di allarme in ogni bagno

5. Fornitura costante di energia elettrica

6. Riscaldamento in tutto l'esercizio

7. Linea telefonica esterna per uso comune

8. Cassetta medica di pronto soccorso

9. Accessibilità per i diversamente abili (accesso a livello stradale o facilitato) Solo per gli esercizi di nuova apertura o in fase di ristrutturazione edilizia.

10. Camere e bagni attrezzati per il soggiorno dei diversamente abili nella percentuale di cui alla legge 9 gennaio 1989 n. 13 e al D.M. 14 giugno 1989, n. 236 Solo per gli esercizi di nuova apertura o in fase di ristrutturazione edilizia.

11. Cambio biancheria da letto e da bagno ad ogni cambio di cliente e comunque almeno una volta alla settimana a cura del gestore

12. Pulizia delle unità abitative ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta alla settimana

13. Servizio di ricevimento

14. Assistenza al cliente per quanto concerne ogni utile informazione relativa al soggiorno

 

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Allegato

Tabella D

 

TABELLA D (Art. 32)

REQUISITI MINIMI OBBLIGATORI PER LA CLASSIFICAZIONE DELLE CASE PER FERIE E DELLE CASE RELIGIOSE DI OSPITALITÀ

Le case per ferie e le case religiose di ospitalità devono possedere i requisiti previsti dai regolamenti igienico-edilizi comunali ed in particolare devono avere:

1. 1 wc ogni 6 posti letto, 1 bagno o doccia ogni 10 posti letto, 1 lavabo ogni 6 posti letto. Nella determinazione di tale rapporto non si computano le camere dotate di servizi igienici privati

2. arredamento minimo per le camere da letto composto da letto, sedia o sgabello, scomparto armadio per persona, cestino rifiuti per camera

3. locali comuni di soggiorno, distinti dalla sala da pranzo, di ampiezza complessiva minima di mq. 25 per i primi 10 posti letto e mq. 0,50 per ogni posto letto in più

4. idonei dispositivi elettrici e mezzi antincendio secondo le disposizioni vigenti

5. cassetta di pronto soccorso come da indicazione dell'autorità sanitaria

6. servizio telefonico ad uso comune e servizio citofonico interno

7. Accessibilità per i diversamente abili (accesso a livello stradale o facilitato) Solo per gli esercizi di nuova apertura o in fase di ristrutturazione edilizia.

8. Camere e bagni attrezzati per il soggiorno dei diversamente abili nella percentuale di cui alla legge 9 gennaio 1989 n. 13 e al D.M. 14 giugno 1989, n. 236 Solo per gli esercizi di nuova apertura o in fase di ristrutturazione edilizia.

 

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Allegato

Tabella E

 

TABELLA E (Art. 32)

REQUISITI MINIMI OBBLIGATORI PER LA CLASSIFICAZIONE DEGLI OSTELLI PER LA GIOVENTÙ E DEI KINDERHEIMER

Gli Ostelli per la gioventù ed i kinderheimer devono possedere i requisiti previsti dai regolamenti igienico-edilizi comunali ed in particolare devono avere:

1. 1 wc ogni 6 posti letto, 1 doccia ogni 6 posti letto, 1 lavabo ogni 6 posti letto. Nella determinazione del rapporto di cui sopra non si computano le camere dotate di servizi igienici privati

2. Arredamento minimo per le camere da letto composto da letto, sedia o sgabello, scomparto armadio per persona, cestino rifiuti per ogni camera

3. Locali polifunzionali comuni di soggiorno, distinti dalla sala da pranzo

4. Idonei dispositivi elettrici e mezzi antincendio secondo le disposizioni vigenti

5. Cassetta di pronto soccorso come da indicazione dell'autorità sanitaria

6. Servizio telefonico ad uso comune

7. Accessibilità per i diversamente abili (accesso a livello stradale o facilitato) Solo per gli esercizi di nuova apertura o in fase di ristrutturazione edilizia.

8. Camere e bagni attrezzati per il soggiorno dei diversamente abili nella percentuale di cui alla legge 9 gennaio 1989 n. 13 e al D.M. 14 giugno 1989, n. 236 Solo per gli esercizi di nuova apertura o in fase di ristrutturazione edilizia.

9. Pulizia delle camere a cura del gestore

10. Servizio di ricevimento

11. Assistenza al cliente per quanto concerne ogni utile informazione relativa al soggiorno

12. Fornitura biancheria da letto e da bagno

 

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Allegato

Tabella F

 

TABELLA F (Art. 32)

REQUISITI MINIMI OBBLIGATORI PER LA CLASSIFICAZIONE DEI RIFUGI ESCURSIONISTICI

1. Servizio di cucina o attrezzatura per cucina comune

2. Spazio attrezzato per il consumo di alimenti e bevande

3. Spazio attrezzato per il pernottamento

4. Alloggiamento riservato per il gestore qualora si tratti di rifugio custodito

5. Cassetta di pronto soccorso

6. Telefono o, nel caso di impossibilità di allaccio telefonico, di apparecchiatura di radio - telefono o similare

Qualora vi sia la possibilità, i servizi di cui sopra dovranno essere posti in locali separati e il rifugio dovrà disporre di locale di fortuna sempre aperto, nonché di servizi igienico-sanitari.

I rifugi escursionistici devono possedere i requisiti strutturali ed igienico - sanitari previsti per gli ostelli della gioventù con la sola eccezione del locale di soggiorno, dovendo essere dotata la struttura semplicemente di un locale comune utilizzabile anche per il consumo di alimenti e bevande.

 

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Allegato

Tabella G

 

TABELLA G (Art. 35)

REQUISITI MINIMI OBBLIGATORI PER LA CLASSIFICAZIONE DEI CAMPEGGI

Per l'assegnazione a un determinato livello, l'esercizio all'aria aperta deve essere in possesso di tutti i requisiti previsti rispettivamente per ciascun livello.

Avvertenze:

Quando le "voci" relative ai requisiti obbligati sono divise in sottovoci, la sottovoce obbligata per un determinato livello di classificazione può essere sostituita con altra voce di grado superiore

            DESCRIZIONE DEI REQUISITI          LIVELLO DI CLASSIFICA

                       1 stella          2 stelle          3 stelle          4 stelle

1.01     Viabilità veicolare interna, a prova di acqua e di polvere  X          X          X          X

            1.021   passaggi pedonali ogni quattro piazzole o alla distanza massima di 50 metri l'uno dall'altro       X          X                    

            1.022   passaggi pedonali ogni due piazzole                          X          X

1.03     Parcheggio auto                                        

            1.031   una o più aree di parcheggio, con un numero complessivo di posti-auto non inferiore a quello delle piazzole            X          X            X         

            1.032   una o più aree di parcheggio, con un numero complessivo di posti-auto coperti non inferiore a quello delle piazzole                                             X

1.04     Aree libere per uso comune                                          

            1.041   di superficie complessiva non inferiore al dieci per cento dell'intera superficie del campeggio   X          X          X         

            1.042   di superficie complessiva non inferiore al quindici per cento dell'intera superficie del campeggio                                            X

1.05     Aree sistemate a giardino di superficie complessiva non inferiore al quindici per cento dell'intera superficie del campeggio                                          X

1.06     Aree ombreggiate                                     

            1.061   di superficie complessiva non inferiore al quaranta per cento dell'intera superficie del campeggio       X          X                    

            1.062   di superficie complessiva non inferiore al cinquanta per cento dell'intera superficie del campeggio                             X         

            1.063   di superficie complessiva non inferiore al sessanta per cento dell'intera superficie del campeggio                                          X

1.07     Superficie delle piazzole                                   

            1.071   non inferiore a mq. 50 per roulottes     X          X                    

            1.072   non inferiore a mq. 60 per roulottes                             X          X

            1.073   non inferiore a mq. 30 per campers       X          X          X          X

            1.074   non inferiore a mq. 20 per tenda fino a quattro posti          X          X          X          X

1.08     Individuazione delle piazzole                                      

            1.081   delimitazione grafica delle piazzole esposta in modo ben visibile all'interno del locale addetto al servizio ricevimento corrispondente a quella concretamente attuata sul territorio      X          X          X          X

            1.082   contrassegno numerico progressivo in ogni Piazzola           X          X          X          X

            1.083   confini delle piazzole evidenziati con vegetazione (alberi, siepi o aiole coltivate)                                       X

1.09     Sistemazione delle piazzole                                         

            1.091   a prova di acqua e di polvere      X          X          X         

            1.092   a prato                                             X

1.10     Impianto elettrico da realizzarsi nel rispetto delle norme C.E.I. con canalizzazioni interrate e con prese di corrente poste in colonnine e dotate di chiusura ermetica         X          X          X          X

1.11     Impianto di illuminazione da realizzarsi nel rispetto delle norme C.E.I. con punti luce posti alla distanza massima di 50 metri l'uno dall'altro e comunque in modo da garantire l'agevole fruizione della viabilità veicolare e pedonale nonché dei servizi comuni     X            X          X          X

1.12     Impianto idrico (37) da realizzarsi con tubazioni interrate ed alimentato in modo da consentire l'erogazione continua per 24 ore di acqua potabile       X          X          X          X

1.13     Impianto di rete fognaria da realizzarsi nel rispetto della normativa vigente, con allacciamento alla fognatura civica o con proprio impianto di depurazione e smaltimento delle acque         X          X          X          X

1.14     Impianto prevenzione incendi da realizzarsi nel rispetto della normativa vigente     X          X          X          X

1.15     Impianto telefonico per uso comune                                      

            1.151   con una linea esterna       X                                

            1.152   con una linea esterna e cabina             X          X         

            1.153   con due o più linee esterne e cabine                                      X

1.16     Postazione internet                                  X          X

1.17     Impianto raccolta rifiuti solidi                                     

            1.171   da realizzarsi con l'installazione di uno o più recipienti lavabili, muniti di coperchio a tenuta, di capacità complessiva non inferiore a litri 100 per ogni 10 piazzole          X          X          X         

            1.172   da realizzarsi con un recipiente lavabile, munito di coperchio a tenuta, di capacità complessiva non inferiore a litri 100 per ogni 4 piazzole                                           X

1.18     Aree, in zona separata, attrezzate per la sosta di campers, autocaravans e motor-homes munite di presa acqua, scarico fognario e presa corrente         X          X          X          X

2.01     Servizio ricevimento-accettazione posto in locale apposito all'ingresso del campeggio, assicurato da un addetto a conoscenza almeno di una lingua straniera X          X          X          X

2.02     Pulizia ordinaria delle aree comuni                                       

            2.021   una volta al giorno X          X                    

            2.022   due volte al giorno                        X          X

2.03     Pulizia delle installazioni igienico - sanitarie                                            

            2.031   due volte al giorno X          X          X         

            2.032   con addetto diurno permanente                                               X

2.04     Raccolta e smaltimento rifiuti solidi e pulizia appositi recipienti (38)

                                  

            2.041   almeno una volta al giorno         X          X          X          X

2.05     Pronto soccorso       X          X          X          X

            2.051   nei complessi con capacità ricettiva autorizzata fino a 500 ospiti, cassetta di pronto soccorso debitamente attrezzata, con medico reperibile a chiamata                                      

            2.052   nei complessi con capacità ricettiva da 501 a 1500 ospiti, servizio espletato, in vano attrezzato, con medico reperibile a chiamata                                        

            2.053   nei complessi con capacità ricettiva autorizzata superiore a 1500 ospiti, servizio espletato, in vano attrezzato, da infermiere diplomato 16/24 ore e da medico reperibile a chiamata                                      

2.06     Installazioni igienico-sanitarie di uso comune, al netto delle installazioni esistenti nelle piazzole attrezzate, con suddivisione per sesso nei w.c., docce e lavabi                                            

            2.061   1 w.c. ogni 20 ospiti (39)

            2.062   1 w.c. ogni 15 ospiti (39)

                       X          X

            2.063   1 doccia chiusa ogni 30 ospiti(39)

            2.064   1 doccia chiusa ogni 25 ospiti(39)

            X                    

            2.065   1 doccia chiusa ogni 20 ospiti(39)

                       X         

            2.066   1 doccia chiusa ogni 15 ospiti(39)

                                   X

            2.067   almeno 1 doccia aperta ogni 100 ospiti (39)

            2.068   almeno 1 doccia aperta ogni 80 ospiti ( (39)

            X                    

            2.069   almeno 1 doccia aperta ogni 60 ospiti (39)

                       X         

            2.0610 almeno 1 doccia aperta ogni 40 ospiti (39)

                                   X

            2.0611 1 lavabo ogni 20 ospiti (39)

            2.0612 1 lavabo ogni 15 ospiti (39)

                       X         

            2.0613 1 lavabo ogni 15 ospiti, dotato di pannello divisorio (39)

                                   X

            2.0614 1 lavabo aggiuntivo di dimensioni ridotte, ogni 10 lavabi normali, messo in opera a non oltre 50 cm. dal suolo (39)

            2.0615 1 lavello per stoviglie, con scolapiatti, ogni 50 ospiti (39)

            2.0616 1 lavello per stoviglie, con scolapiatti, ogni 40 ospiti (39)

            X          X         

            2.0617 1 lavello per stoviglie, con scolapiatti, ogni 30 ospiti (39)

                                   X

            2.0618 1 lavatoio per panni ogni 60 ospiti        X          X                    

            2.0619 1 lavatoio per panni ogni 60 ospiti, con annesso vano stenditoio                                   X         

            2.0620 1 lavatoio per panni ogni 40 ospiti, con annesso vano stenditoio                                              X

            2.0621 1 vuotatoio per w.c. chimici, posto in zona separata, ogni 30 piazzole non fornite di allaccio alla rete fognaria           X          X            X          X

2.07     Erogazione acqua potabile                                            

            2.071   da assicurarsi per lavabi, lavelli per stoviglie e docce, nonché attraverso fontanelle3 in ragione di almeno una ogni 40 ospiti X          X          X         

            2.072   da assicurarsi per lavabi, lavelli per stoviglie e docce, nonché attraverso fontanelle3 in ragione di almeno una ogni 20 ospiti                                    X

2.08     Erogazione acqua calda                                      

            2.081   in almeno il settanta per cento delle docce chiuse  X          X                    

            2.082   nel cento per cento delle docce chiuse                                   X          X

            2.083   nel cento per cento delle altre installazioni igienico-sanitarie (escluse le voci 2.061-2.062- 2.0621)                                            X

2.09     Dotazione delle piazzole:                                              

            presa di corrente per il cento per cento delle piazzole autorizzate         X          X          X          X

2.10     Attrezzature di ristoro                                         

            2.101   bar      X          X          X         

            2.102   bar in locale appositamente arredato, con tavolini e sedie                                             X

            2.103   tavola calda o ristorante self-service                           X          X

            2.104   spaccio          X          X          X          X

2.11     Attrezzature sportive (piscina, campo da tennis, attrezzatura nautica da diporto, pallavolo, pallacanestro, minigolf, pista di pattinaggio, maneggio, ecc.)                                         

            2.111   almeno due attrezzature                         X         

            2.112   almeno tre attrezzature                                       X

2.12     Attrezzature ricreative e servizi vari (parco giochi bambini, locale di ritrovo, televisione, biliardo, tennis da tavolo, cinema, noleggio imbarcazioni, noleggio articoli sportivi, ecc.)                                          

            2.121   almeno una attrezzatura o servizio                   X                    

            2.122   almeno due attrezzature o servizi                                 X         

            2.123   almeno tre attrezzature o servizi                                              X

2.13     Accessibilità per i diversamente abili (accesso a livello stradale o facilitato) (40)

2.14     Camere (ove previste) e bagni attrezzati per il soggiorno dei diversamente abili nella percentuale di cui alla legge 9 gennaio 1989 n. 13 e al D.M. 14 giugno 1989, n. 236 (40)

                                                                     

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(37) Ogni complesso dovrà essere dotato di serbatoio con riserva di acqua pari al consumo di almeno 24 ore, calcolato sulla capacità ricettiva autorizzata. Quando l'approvvigionamento idrico è garantito da acqua non potabile e potabile, i relativi impianti devono essere del tutto distinti e le fonti di erogazione di acqua non potabile devono essere chiaramente evidenziate con scritte in più lingue e/o appositi simboli.

(38) Lo smaltimento dei rifiuti solidi, qualora non sia assicurato dal servizio pubblico, deve essere effettuato secondo le disposizioni impartite dalla competente autorità sanitaria.

(39) Da dislocarsi a non più di 100 metri dalle piazzole cui sono destinati

(40) L'obbligatorietà è valida solo per gli esercizi di nuova apertura o in fase di ristrutturazione edilizia

 

 

Allegato

Tabella H

 

TABELLA H (Art. 35)

REQUISITI MINIMI OBBLIGATORI PER LA CLASSIFICAZIONE DEI VILLAGGI TURISTICI

Per l'assegnazione a un determinato livello, l'esercizio deve essere in possesso di tutti i requisiti previsti rispettivamente per ciascun livello.

Avvertenze:

Quando le "voci" relative ai requisiti obbligati sono divise in sottovoci, la sottovoce obbligata per un determinato livello di classificazione può essere sostituita con altra voce di grado superiore

            DESCRIZIONE DEI REQUISITI          LIVELLO DI CLASSIFICA

                       1 stella          2 stelle          3 stelle

1.01     Viabilità veicolare interna, a prova di acqua e di polvere  X          X          X

1.02     Viabilità pedonale                                  

            1.021   passaggi pedonali ogni unità abitativa           X          X          X

1.03     Parcheggio auto                            

            1.031   una o più aree di parcheggio, con un numero complessivo di posti - auto non inferiore a quello delle unità abitative          X            X         

            1.032   una o più aree di parcheggio, custodite 24/24 ore, con un numero complessivo di posti - auto non inferiore a quello delle unità abitative                               X

1.04     Aree libere ombreggiate per uso comune                              

            1.041   di superficie complessiva non inferiore al trenta per cento dell'intera superficie del villaggio     X                    

            1.042   di superficie complessiva non inferiore al quaranta per cento dell'intera superficie del villaggio di cui parte sistemata a giardino                    X         

            1.043   di superficie complessiva non inferiore al cinquanta per cento dell'intera superficie del villaggio di cui parte sistemata a giardino                               X

1.05     Individuazione delle unità abitative                          

            1.051   contrassegno numerico progressivo, in ogni unità    X          X          X

            1.052   confini delle unità abitative evidenziati con divisori artificiali    X                    

            1.053   confini delle unità abitative evidenziati con vegetazione (alberi, siepi o aiole coltivate)               X          X

1.06     Sistemazione del terreno adiacente le unità abitative                             

            1.061   a prova di acqua e di polvere      X          X         

            1.062   a prato                                  X

1.07     Impianto elettrico da realizzarsi nel rispetto delle norme C.E.I. con canalizzazioni interrate          X          X          X

1.08     Impianto di illuminazione da realizzarsi nel rispetto delle norme C.E.I. con punti luce posti alla distanza massima di 50 metri l'uno dall'altro e comunque in modo da garantire l'agevole fruizione della viabilità veicolare e pedonale nonché dei servizi comuni     X            X          X

1.09     Impianto idrico (41) da realizzarsi con tubazioni interrate ed alimentato in modo da consentire l'erogazione continua per 24 ore di acqua potabile       X          X          X

1.10     Impianto di rete fognaria da realizzarsi nel rispetto della normativa vigente, con allacciamento alla fognatura civica o con proprio impianto di depurazione e smaltimento delle acque         X          X          X

1.11     Impianto prevenzione incendi da realizzarsi nel rispetto della normativa vigente     X          X          X

1.12     Impianto telefonico per uso comune                          

            1.121   con una linea esterna e cabina  X                    

            1.122   con due o più linee esterne e cabine               X          X

1.13     Postazione internet                       X          X

1.14     Impianto raccolta rifiuti solidi da realizzarsi con l'installazione di uno o più recipienti lavabili, muniti di coperchio a tenuta, di capacità complessiva non inferiore a litri 100 per ogni quattro unità abitative           X          X          X

2.01     Servizio ricevimento-accettazione posto in locale apposito all'ingresso del villaggio, assicurato da un addetto in via esclusiva a conoscenza almeno di una lingua straniera (42)

                      

            2.011   14/24 ore       X                    

            2.012   18/24 ore                  X          X

2.02     Pulizia ordinaria delle aree comuni                            

            2.021   una volta al giorno X                    

            2.022   due volte al giorno            X          X

2.03     Raccolta e smaltimento rifiuti solidi e pulizia appositi recipienti (43)

                      

            2.031   almeno una volta al giorno         X          X          X

2.04     Pronto soccorso servizio espletato, in vano attrezzato, con medico reperibile a chiamata    X          X          X

2.05     Dotazione delle unità abitative                       

            2.051   cento per cento delle unità abitative con vani distinti per soggiorno e pernottamento                    X          X

            2.052   acqua corrente calda e fredda in tutte le unità abitative    X          X          X

            2.053   locali - bagno in tutte le unità abitative          X          X          X

            2.054   chiamata di allarme in tutti i locali - bagno   X          X          X

            2.055   telefono non abilitato alla chiamata esterna diretta                                 X

            2.056   attrezzatura per il soggiorno all'aperto           X          X          X

2.06     Arredamento delle unità abitative                              

            2.061   particolarmente funzionale e di pregevole fattura                          X

            2.062   funzionale e di buona fattura                X         

            2.063   funzionale e di discreta fattura  X                    

2.07     Attrezzature di ristoro                              

            2.071   bar      X                    

            2.072   bar in locale appositamente arredato, con tavolini e sedie                      X          X

            2.073   tavola calda o ristorante self-service               X          X

            2.074   market           X          X          X

2.08     Attrezzature sportive e animazione [piscina, campo da tennis, attrezzatura nautica da diporto, pallavolo, pallacanestro, minigolf, pista di pattinaggio, maneggio]                       

            2.081   almeno due attrezzature  X                    

            2.082   almeno tre attrezzature più animazione                     X         

            2.083   almeno quattro attrezzature più animazione                        X

2.09     Attrezzature ricreative e servizi vari [parco giochi bambini, locale di ritrovo, televisione, biliardo, tennis da tavolo, cinema, noleggio imbarcazioni, noleggio articoli sportivi, ecc.]                              

            2.091   almeno una attrezzatura e un servizio X                    

            2.092   almeno tre attrezzature e un servizio               X         

            2.093   almeno quattro attrezzature e più servizi                               X

2.10     Riscaldamento nelle unità abitative dei villaggi ad apertura annuale nel cento per cento delle unità abitative         X          X          X

2.11     Accessibilità per diversamente abili (accesso a livello stradale o facilitato) (44)

2.12     Camere e bagni attrezzati per il soggiorno dei diversamente abili nella percentuale di cui alla legge 9 gennaio 1989 n. 13 e al D.M. 14 giugno 1989, n. 236 (44)

                                                         

________________________________________

(41) Ogni complesso dovrà essere dotato di serbatoio con riserva di acqua pari al consumo di almeno 24 ore, calcolato sulla capacità ricettiva autorizzata. Quando l'approvvigionamento idrico è garantito da acqua non potabile e potabile, i relativi impianti devono essere del tutto distinti e le fonti di erogazione di acqua non potabile devono essere chiaramente evidenziate con scritte in più lingue e/o appositi simboli.

(42) per "personale addetto" deve intendersi persona (titolare, dipendente, coadiutore) assegnata allo specifico servizio in via esclusiva. In tali esercizi una singola persona impegnata in un determinato servizio non può dunque essere impegnata contemporaneamente in altri servizi.

(43) Lo smaltimento dei rifiuti solidi, qualora non sia assicurato dal servizio pubblico, deve essere effettuato secondo le disposizioni impartite dalla competente autorità sanitaria.

(44) L'obbligatorietà è valida solo per gli esercizi di nuova apertura o in fase di ristrutturazione edilizia

 

 

Allegato

Tabella I

 

TABELLA I (Art. 35)

REQUISITI MINIMI OBBLIGATORI PER LA CLASSIFICAZIONE DEI CAMPING-VILLAGE

Per l'assegnazione a un determinato livello, l'esercizio deve essere in possesso di tutti i requisiti previsti rispettivamente per ciascun livello.

Avvertenze:

Quando le "voci" relative ai requisiti obbligati sono divise in sottovoci, la sottovoce obbligata per un determinato livello di classificazione può essere sostituita con altra voce di grado superiore

            DESCRIZIONE DEI REQUISITI          LIVELLO DI CLASSIFICA

                       3          4

                       stelle stelle

1.01     Viabilità veicolare interna, a prova di acqua e di polvere  X          X

1.02     Viabilità pedonale                       

            1.021   passaggi pedonali ogni due piazzole   X          X

            1.022   passaggi pedonali ad ogni struttura fissa ancorata al suolo        X          X

1.03     Parcheggio auto                 

            1.031   una o più aree di parcheggio, con un numero complessivo di posti-auto non inferiore al numero delle strutture fisse ancorate al suolo e delle piazzole        X         

            1.032   una o più aree di parcheggio, con un numero complessivo di posti-auto coperti non inferiore al numero delle strutture fisse ancorate al suolo e delle piazzole                   X

1.04     Aree libere per uso comune                   

            1.041   di superficie complessiva non inferiore al dieci per cento dell'intera superficie del camping-village      X         

            1.042   di superficie complessiva non inferiore al quindici per cento dell'intera superficie del camping-village                       X

1.05     Aree sistemate a giardino di superficie complessiva non inferiore al quindici per cento dell'intera superficie del camping-village                       X

1.06     Aree ombreggiate             

            1.061   di superficie complessiva non inferiore al cinquanta per cento dell'intera superficie del camping-village        X         

            1.062   di superficie complessiva non inferiore al sessanta per cento dell'intera superficie del camping-village                     X

1.07     Superficie delle piazzole            

            1.071   non inferiore a mq. 60 per roulottes     X          X

            1.072   non inferiore a mq. 30 per campers       X          X

            1.073   non inferiore a mq. 20 per tenda fino a quattro posti          X          X

1.08     Individuazione delle piazzole               

            1.081   delimitazione grafica delle piazzole esposta in modo ben visibile all'interno del locale addetto al servizio ricevimento corrispondente a quella concretamente attuata sul territorio      X          X

            1.082   contrassegno numerico progressivo in ogni Piazzola           X          X

            1.083   confini delle piazzole evidenziati con vegetazione (alberi, siepi o aiole coltivate)               X

1.09     Sistemazione delle piazzole                 

            1.091   a prova di acqua e di polvere      X         

            1.092   a prato                      X

1.10     Impianto elettrico da realizzarsi nel rispetto delle norme C.E.I. con canalizzazioni interrate e con prese di corrente poste in colonnine e dotate di chiusura ermetica         X          X

1.11     Impianto di illuminazione da realizzarsi nel rispetto delle norme C.E.I. con punti luce posti alla distanza massima di 50 metri l'uno dall'altro e comunque in modo da garantire l'agevole fruizione della viabilità veicolare e pedonale nonché dei servizi comuni     X            X

1.12     Impianto idrico (45) da realizzarsi con tubazioni interrate ed alimentato in modo da consentire l'erogazione continua per 24 ore di acqua potabile       X          X

1.13     Impianto di rete fognaria da realizzarsi nel rispetto della normativa vigente, con allacciamento alla fognatura civica o con proprio impianto di depurazione e smaltimento delle acque         X          X

1.14     Impianto prevenzione incendi da realizzarsi nel rispetto della normativa vigente     X          X

1.15     Impianto telefonico per uso comune              

            1.151   con due o più linee esterne e cabine   X          X

1.16     Postazione internet           X          X

1.17     Impianto raccolta rifiuti solidi              

            1.171   da realizzarsi con l'installazione di uno o più recipienti lavabili, muniti di coperchio a tenuta, di capacità complessiva non inferiore a litri 100 per ogni 10 piazzole e/o ogni 4 strutture fisse ancorate al suolo X         

            1.172   da realizzarsi con un recipiente lavabile, munito di coperchio a tenuta, di capacità complessiva non inferiore a litri 100 per ogni 4 piazzole e/o ogni 4 strutture fisse ancorate al suolo                      X

1.18     Aree, in zona separata, attrezzate per la sosta di campers, autocaravans e motor-homes munite di presa acqua, scarico fognario e presa corrente         X          X

1.19     Presenza di strutture fisse e mobili installate a cura della gestione o proprie di residenti stagionali in percentuale tra il 31% e il 69% delle piazzole autorizzate.  X          X

2.01     Servizio ricevimento-accettazione posto in locale apposito all'ingresso del camping-village, assicurato da un addetto in via esclusiva a conoscenza almeno di una lingua straniera (46)

           

            2.011   14/24 ore       X         

            2.012   18/24 ore                  X

2.02     Pulizia ordinaria delle aree comuni                

            2.022   due volte al giorno X          X

2.03     Pulizia delle installazioni igienico - sanitarie                     

            2.031   due volte al giorno X         

            2.032   con addetto diurno permanente                        X

2.04     Raccolta e smaltimento rifiuti solidi e pulizia appositi recipienti (47)

           

            2.041   almeno una volta al giorno         X          X

2.05     Pronto soccorso: Servizio espletato, in vano attrezzato, con medico reperibile a chiamata   X          X

2.06     Installazioni igienico - sanitarie di uso comune, al netto delle installazioni esistenti nelle piazzole attrezzate, con suddivisione per sesso nei w.c., docce e lavabi                    

            2.061   1 w.c. ogni 15 ospiti (48)

            2.062   1 doccia chiusa ogni 20 ospiti (48)

            2.063   1 doccia chiusa ogni 15 ospiti (48)

            X

            2.064   almeno 1 doccia aperta ogni 60 ospiti (48)

            2.065   almeno 1 doccia aperta ogni 40 ospiti (48)

            X

            2.066   1 lavabo ogni 15 ospiti (48)

            2.067   1 lavabo ogni 15 ospiti, dotato di pannello divisorio (48)

            X

            2.068   1 lavabo aggiuntivo di dimensioni ridotte, ogni 10 lavabi normali, messo in opera a non oltre 50 cm. dal suolo (48)

            2.069   1 lavello per stoviglie, con scolapiatti, ogni 40 ospiti (48)

            2.0611 1 lavello per stoviglie, con scolapiatti, ogni 30 ospiti (48)

            X

            2.0612 1 lavatoio per panni ogni 60 ospiti, con annesso vano stenditoio           X         

            2.0613 1 lavatoio per panni ogni 40 ospiti, con annesso vano stenditoio                       X

            2.0614 1 vuotatoio per w.c. chimici, posto in zona separata, ogni 30 piazzole non fornite di allaccio alla rete fognaria           X          X

2.07     Erogazione acqua potabile                    

            2.071   da assicurarsi per lavabi, lavelli per stoviglie e docce, nonché attraverso fontanelle (48) in ragione di almeno una ogni 40 ospiti X         

            2.072   da assicurarsi per lavabi, lavelli per stoviglie e docce, nonché attraverso fontanelle (48) in ragione di almeno una ogni 20 ospiti             X

2.08     Erogazione acqua calda              

            2.081   nel cento per cento delle docce chiuse            X          X

            2.083   nel cento per cento delle altre installazioni igienico-sanitarie (escluse le voci 2.061 - 2.0614)                   X

2.09     Dotazione delle piazzole:                      

            presa di corrente per il cento per cento delle piazzole autorizzate         X          X

2.10     Attrezzature di ristoro                  

            2.101   bar in locale appositamente arredato, con tavolini e sedie          X          X

            2.102   tavola calda o ristorante self-service   X          X

            2.103   market           X          X

2.11     Attrezzature sportive e animazione (piscina, campo da tennis, attrezzatura nautica da diporto, pallavolo, pallacanestro, minigolf, pista di pattinaggio, maneggio, ecc.)               

            2.111   almeno tre attrezzature più animazione         X         

            2.112   almeno quattro attrezzature più animazione             X

2.12     Attrezzature ricreative e servizi vari (parco giochi bambini, locale di ritrovo, televisione, biliardo, tennis da tavolo, cinema, noleggio imbarcazioni, noleggio articoli sportivi, ecc.)                  

            2.121   almeno tre attrezzature e un servizio   X         

            2.122   almeno quattro attrezzature e più servizi                   X

2.13     Riscaldamento nel 100 per cento nelle strutture fisse ancorate al suolo dei camping-village ad apertura annuale     X          X

2.14     Accessibilità per diversamente abili (accesso a livello stradale o facilitato) (49)

2.15     Camere e bagni attrezzati per il soggiorno dei diversamente abili nella percentuale di cui alla legge 9 gennaio 1989 n. 13 e al D.M. 14 giugno 1989, n. 236 (49)

                                              

________________________________________

(45) Ogni complesso dovrà essere dotato di serbatoio con riserva di acqua pari al consumo di almeno 24 ore, calcolato sulla capacità ricettiva autorizzata. Quando l'approvvigionamento idrico è garantito da acqua non potabile e potabile, i relativi impianti devono essere del tutto distinti e le fonti di erogazione di acqua non potabile devono essere chiaramente evidenziate con scritte in più lingue e/o appositi simboli.

(46) Per personale addetto deve intendersi persona (titolare, dipendente, coadiutore) assegnato allo specifico servizio in via esclusiva. In tali esercizi una singola persona impegnata in un determinato servizio non può dunque essere impegnata contemporaneamente in altri servizi

(47) Lo smaltimento dei rifiuti solidi, qualora non sia assicurato dal servizio pubblico, deve essere effettuato secondo le disposizioni impartite dalla competente autorità sanitaria.

(48) Da dislocarsi a non più di cento metri dalle piazzole cui sono destinati.

(49) L'obbligatorietà è valida solo per gli esercizi di nuova apertura o in fase di ristrutturazione edilizia

 

 

Allegato

Tabella L

 

TABELLA L (Art. 38)

REQUISITI MINIMI OBBLIGATORI PER LA CLASSIFICAZIONE DELLE RESIDENZE D'EPOCA IN FORMA IMPRENDITORIALE

            DESCRIZIONE DEI REQUISITI

1.01     Direttore

1.02     Servizi di ricevimento e portineria-informazioni assicurato 16/24 ore a cura una unità addetta in via esclusiva (50)

1.03     Servizio di custodia valori in cassette di sicurezza in tutte le unità abitative

1.04     Portiere di notte

1.05     Accoglimento e trasporto interno dei bagagli a cura del personale addetto

1.06     Servizio di prima colazione in sala apposita

1.07     Servizio di bar nel locale ove è ubicato l'impianto e/o nei locali comuni assicurato 16/24 ore a cura del personale addetto in via esclusiva (50)

1.08     Servizio di bar nelle unità abitative assicurato 16/24 ore a cura del personale addetto

1.09     Frigo - bar in tutte le unità abitative

1.10     Divise e targhette di identificazione per il personale

1.11     Lingue estere correttamente parlate

            1.111 due lingue dal direttore

            1.112 due lingue dai capi servizio

1.12     Cambio biancheria (da letto e da bagno) giornaliero (51)

1.13     Accessori dei locali - bagno privati

            cestino rifiuti

            un asciugatoio da bagno a persona

            un accappatoio da bagno o telo di spugna a persona

            riserva di carta

            sacchetti igienici

            contenitore con:

            saponetta, shampoo, bagnoschiuma, cuffia da bagno, spugnetta per scarpe, minidentifricio con spazzolino, minicucito, rasoio da barba, miniconfezione schiuma da barba

            asciugacapelli

1.14     Accessori nelle unità abitative:

            1.141 documentazione sulla residenza d'epoca

            1.142 necessario per scrivere

1.15     Lavatura e stiratura biancheria resa entro le 12 ore per biancheria consegnata prima delle ore 9

1.16     Pulizia nelle unità abitative: una volta al giorno, con riassetto pomeridiano

2.01     Capacità ricettiva minima di ventiquattro posti letto

2.02     Locali - bagno privati nel cento per cento delle unità abitative (52)

2.03     Chiamata di allarme in tutti i servizi igienici e bagni (privati e comuni)

2.04     Riscaldamento in tutto l'esercizio

2.05     Sistemazione delle unità abitative

            2.051 letto, illuminazione, tavolino, armadio, comodino e specchio

            2.052 lampade o appliques da comodino

            2.053 terzo punto luce per leggere o scrivere

            2.054 scrittoio

            2.055 secondo comodino

            2.056 cestino rifiuti

            2.057 sgabello per bagagli

            2.058 poltrone nelle unità abitative o sedute equivalenti: una per posto letto

2.06     Arredamento delle unità abitative e delle sale comuni: d'epoca o di particolare livello artistico

2.07     Televisione a colori in tutte le unità abitative

2.08     Chiamata per il personale

            2.081 chiamata telefonica diretta

2.09     Telefono nelle unità abitative abilitato alla chiamata esterna diretta

2.10     Linea telefonica esterna con apparecchio per uso comune

2.11     Telefax

2.12     Internet

            2.201 presa di rete adsl in tutte le camere

            2.202 postazione internet

2.13     Sala/e ad uso comune di superficie complessiva non inferiore a mq. 100

2.14     Banco bar in locale appositamente attrezzato o posto in locale comune

2.15     Locale di servizio ai piani con eventuale bagno comune

2.16     Servizio garage o parcheggio auto

2.17     Accessibilità per diversamente abili (accesso a livello stradale o facilitato) (53)

2.18     Camere e bagni attrezzati per il soggiorno dei diversamente abili nella percentuale di cui alla legge 9 gennaio 1989 n. 13 e al D.M. 14 giugno 1989, n. 2364

           

________________________________________

(50) Per "personale addetto in via esclusiva" deve intendersi persona (titolare, dipendente, coadiutore) assegnata allo specifico servizio e non può dunque essere impegnato contemporaneamente in altri servizi. Il personale addetto in via esclusiva ai servizi deve risultare iscritto al libro matricola e annotato nel registro presenze.

(51) per le strutture con certificazioni ambientali a richiesta del cliente e comunque almeno tre volte alla settimana

(52) Il locale bagno completo si intende dotato di lavabo, vaso all'inglese con cassetta di cacciata, vasca da bagno o doccia, bidet, specchio con presa corrente, acqua calda e fredda.

(53) L'obbligatorietà è valida solo per gli esercizi di nuova apertura o in fase di ristrutturazione edilizia

 

 

Allegato

Tabella M

 

TABELLA M (Artt. 41 - 42)

1) REQUISITI MINIMI OBBLIGATORI PER LA CLASSIFICAZIONE DEGLI ESERCIZI DI AFFITTACAMERE (CAMERE MOBILIATE) E DI BED AND BREAKFAST

I locali destinati all'esercizio di affittacamere e bed and breakfast devono possedere le caratteristiche strutturali e igienico-edilizie previste dal regolamento comunale per i locali di civile abitazione ed in particolare devono avere:

1. Buono stato di conservazione e manutenzione dell'immobile

2. Arredamento funzionale composto da:

• letto per persona

• comodino per letto con lampada

• tavolo

• sedia per letto

• armadio

• cestino rifiuti

3. Bagno completo ogni tre camere con acqua calda e fredda dotato di lavabo, water, vasca da bagno o doccia e specchio con presa di corrente (per affittacamere)

4. Chiamata di allarme in tutti i servizi igienici

5. Riscaldamento

6. Fornitura costante di energia elettrica

Per gli esercizi di bed and breakfast è obbligatorio il servizio della prima colazione a cura del gestore

2) REQUISITI MINIMI OBBLIGATORI PER LA CLASSIFICAZIONE DEGLI ESERCIZI DI AFFITTACAMERE (APPARTAMENTI MOBILIATI)

I locali destinati all'esercizio di affittacamere devono possedere le caratteristiche strutturali e igienico-edilizie previste dal regolamento comunale per i locali di civile abitazione ed in particolare devono avere:

1. Buono stato di conservazione e manutenzione dell'immobile

2. Arredamento funzionale composto da:

• letto per persona

• comodino per letto con lampada

• tavolo

• sedia per letto

• armadio

• tavolo da pranzo con sedie

• divano

• cucina o angolo cottura composto da lavello, piano di cottura, frigorifero, scolapiatti, cappa aspirante e pensili

3. Bagno completo per ogni unità abitativa con acqua calda e fredda dotato di lavabo, water, vasca da bagno o doccia e specchio con presa di corrente

4. Chiamata di allarme in ogni bagno

5. Fornitura costante di energia elettrica

6. Riscaldamento

 

________________________________________

 

 

Allegato

Tabella N

 

TABELLA N (Art. 50)

SEZIONE N 1

DIMENSIONI MINIME DEI LOCALI DEI SEGUENTI ESERCIZI RICETTIVI: alberghi, motels, villaggi-albergo, alberghi residenziali, beauty-farms, alberghi diffusi già autorizzati e residenze d'epoca gestite in forma imprenditoriale

TABELLA A

            Camera singola       Camera doppia       Camere tripla          Bagno            Cucina e vani accessori     Soggiorno

Superficie minima dei locali mq.           8          14        20                              

Altezza minima dei locali ml.     2,70     2,70     2,70     2,40     2,40     2,70

                                                                     

Le superfici delle camere sono calcolate tenendo conto degli spazi aperti sulle stesse, al netto della superficie dei bagni e degli angoli cottura. La frazione di superficie pari o superiore a mq. 0,50 è arrotondata all'unità.

DEROGHE

Per le camere delle strutture ricettive in attività alla data del 14 agosto 1997 è consentito il mantenimento delle superfici esistenti, purché non inferiori a:

TABELLA B

            1 stella          2 stelle          3 stelle          4 stelle

Camera singola       7          7          7          8

Camera doppia       11        11        11        13

Camera tripla          15        15        15        18

                                              

Le superfici delle camere, inoltre, possono essere ridotte nella misura di cui alla presente Tabella B nel caso di ristrutturazione di esercizi in attività alla data del 13 gennaio 2007 che prevedano l'installazione di bagni privati in camere che ne siano sprovviste. Tale deroga, pertanto, si applica esclusivamente alle camere già classificate e autorizzate ma prive di bagni e non può in alcun modo essere utilizzata per procedere ad ampliamenti della capacità ricettiva.

LOCALITÀ CLASSIFICATE MONTANE

Nelle località classificate montane, tenuto conto delle condizioni climatiche e della tipologia edilizia locale, può essere consentita dalle norme e dai regolamenti igienico-edilizi comunali una riduzione dell'altezza minima interna delle camere e dei locali soggiorno a ml. 2,55, ulteriormente riducibile a ml. 2,40 per le strutture già esistenti.

AMBIENTI CON ALTEZZE NON UNIFORMI

Nel caso di ambienti con altezze non uniformi sono consentiti valori inferiori ai minimi, purché non al di sotto di ml. 2,00, a condizione che l'altezza media ponderale del locale non risulti inferiore a:

ml. 2,70 per le camere ed i locali soggiorno;

ml. 2,40 per le cucine e i bagni;

ml. 2,55 per le camere e locali soggiorno nelle località classificate montante, ulteriormente riconducibile a ml. 2,40 per le strutture già esistenti.

SEZIONE N 2

DIMENSIONI MINIME DEI LOCALI DEI SEGUENTI ESERCIZI RICETTIVI: alberghi, motels, villaggi-albergo, alberghi residenziali, beauty-farms, alberghi diffusi di nuova apertura o oggetto di ristrutturazione

TABELLA A

            Superficie minima dei locali mq            Altezza minima dei locali mq

Camera singola 1, 2, 3 stelle       8          2,70

Camera singola 4, 5 stelle e 5 stelle lusso      9          2,70

Camera doppia 1, 2, 3, stelle       14        2,70

Camera doppia 4 stelle    15        2,70

Camera doppia 5 stelle e 5 stelle lusso          16        2,70

Camera tripla 1, 2, 3 stelle           20        2,70

Bagni privati 1, 2, 3 stelle 3          2,40

Bagni privati 4 stelle         4          2,40

Bagni privati 5 stelle e 5 stelle lusso   5          2,40

Cucina e vani accessori                2,40

                      

Le superfici delle camere sono calcolate tenendo conto degli spazi aperti sulle stesse, al netto della superficie dei bagni e degli angoli cottura. La frazione di superficie pari o superiore a mq. 0,50 è arrotondata all'unità.

LOCALITÀ CLASSIFICATE MONTANE

Nelle località classificate montane, tenuto conto delle condizioni climatiche e della tipologia edilizia locale, può essere consentita dalle norme e dai regolamenti igienico-edilizi comunali una riduzione dell'altezza minima interna delle camere e dei locali soggiorno a ml. 2,55, ulteriormente riducibile a ml. 2,40 per le strutture già esistenti.

AMBIENTI CON ALTEZZE NON UNIFORMI

Nel caso di ambienti con altezze non uniformi sono consentiti valori inferiori ai minimi, purché non al di sotto di ml. 2,00, a condizione che l'altezza media ponderale del locale non risulti inferiore a:

ml. 2,70 per le camere ed i locali soggiorno;

ml. 2,40 per le cucine e i bagni;

ml. 2,55 per le camere e locali soggiorno nelle località classificate montante, ulteriormente riconducibile a ml. 2,40 per le strutture già esistenti.

________________________________________

 

 

Allegato

Tabella O

 

TABELLA O (Art. 50)

DIMENSIONI MINIME DEI LOCALI DEGLI ESERCIZI RICETTIVI EXTRA-ALBERGHIERI E ALL'ARIA APERTA

CASE E APPARTAMENTI PER VACANZE COUNTRY HOUSES          Superficie minima dei locali mq.           Altezza minima dei locali ml.

Camera singola       7          2,70

Camera doppia       12        2,70

Per ogni posto letto in più in ogni camera      5          2,70

Locale di soggiorno                       2,70

Locale bagno, cucina ed altri vani accessori               2,40

Appartamento (con esclusione del servizio igienico)          20       

                      

CASE PER FERIE CASE RELIGIOSE DI OSPITALITÀ Superficie minima dei locali mq.           Altezza minima dei locali ml.

Camera singola       7          2,70

Camera doppia       11        2,70

Camera a tre letti   15        2,70

Camera a quattro letti       18        2,70

Locale di soggiorno                       2,70

Locale bagno, cucina ed altri vani accessori               2,40

                      

CENTRI SOGGIORNO STUDI            Superficie minima dei locali mq.           Altezza minima dei locali ml.

Camera singola       7          2,70

Camera doppia       12        2,70

Per ogni posto letto in più in ogni camera      5          2,70

                      

OSTELLI PER LA GIOVENTÙ KINDERHEIMER         Volume minimo a posto letto mc.          Altezza minima dei locali ml.

Camere con più posti letto con possibilità di posti letto sovrapposti del tipo a castello      7          2,70

Locale di soggiorno                       2,70

Locale bagno, cucina ed altri vani accessori               2,40

                      

RIFUGI ESCURSIONISTICI    Volume minimo a posto letto mc.          Altezza minima dei locali ml.

Camere con più posti letto con possibilità di posti letto sovrapposti del tipo a castello      7          2,70

Locale di soggiorno utilizzabile anche per il consumo di alimenti e bevande             2,70

Locale bagno, cucina ed altri vani accessori               2,40

                      

BUNGALOWS DEI CAMPEGGI, VILLAGGI TURISTICI E CAMPING VILLAGE        Superficie minima dei locali mq.           Altezza minima dei locali ml.

Camera singola       7          2,70

Camera doppia       12        2,70

Per ogni posto letto in più in ogni camera      5          2,70

Locale di soggiorno                       2,70

Locale bagno, cucina ed altri vani accessori               2,40

                      

LOCALITÀ CLASSIFICATE MONTANE

Nelle località classificate montane, tenuto conto delle condizioni climatiche e della tipologia edilizia locale, può essere consentita dalle norme e dai regolamenti igienico-edilizi comunali una riduzione dell'altezza minima interna delle camere e dei locali soggiorno a ml. 2,55, ulteriormente riducibile a ml. 2,40 per le strutture già esistenti.

AMBIENTI CON ALTEZZE NON UNIFORMI

Nel caso di ambienti con altezze non uniformi sono consentiti valori inferiori ai minimi, purché non al di sotto di ml. 2,00, a condizione che l'altezza media ponderale del locale non risulti inferiore a:

ml. 2,70 per le camere ed i locali soggiorno;

ml. 2,40 per le cucine e i bagni;

ml. 2,55 per le camere e locali soggiorno nelle località classificate montante, ulteriormente riconducibile a ml. 2,40 per le strutture già esistenti.

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11

L.R. SICILIA 15 settembre 2005, n. 10

L.R. SICILIA 15 settembre 2005, n. 10 (1)

Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia e norme finanziarie urgenti.

________________________________________

(1) Pubblicata sulla Gazz. Uff. Reg. sic. 16 settembre 2005, n. 39.

 

 

 

Art. 1

Principi e finalità.

1. La Regione siciliana attribuisce un ruolo primario e centrale al turismo per lo sviluppo sostenibile economico ed occupazionale del territorio e per la crescita sociale e culturale della collettività, tenuto conto della diffusa potenzialità turistica della Sicilia. Indirizza e coordina la programmazione economica, la pianificazione territoriale e quella relativa agli interventi infrastrutturali, sia specificatamente turistici che funzionali al miglioramento della fruibilità turistica del territorio.

2. La Regione siciliana riconosce il ruolo centrale degli enti locali territoriali nella valorizzazione del territorio, con particolare riguardo alle politiche intersettoriali ed infrastrutturali utili per la qualificazione del prodotto turistico e per l'accoglienza e l'informazione dei turisti. Per il perseguimento di tali finalità la Regione favorisce la crescita quantitativa e qualitativa del sistema turistico attraverso:

a) la creazione di circuiti di informazione, di assistenza e di tutela dei soggetti che accedono ai servizi turistici, con particolare riferimento ai soggetti diversamente abili;

b) il potenziamento e la regolamentazione delle imprese turistiche, agrituristiche, esercenti attività di bed and breakfast e delle agenzie immobiliari turistiche;

c) gli interventi infrastrutturali con particolare riferimento allo sviluppo del turismo;

d) la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali;

e) l'attuazione di politiche di concertazione e di programmazione negoziata tra i soggetti pubblici e privati interessati alla formazione e alla commercializzazione dell'offerta turistica siciliana;

f) la promozione dell'immagine della Sicilia.

 

 

 

Art. 2

Consiglio regionale del turismo.

[1. Presso l'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti, è istituito il Consiglio regionale del turismo.

2. Il Consiglio è l'organo consultivo dell'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i trasporti per l'attività di programmazione, indirizzo e coordinamento delle iniziative regionali in materia di turismo, la cui composizione è stabilita con delibera di Giunta, su proposta dell'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, previo parere della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana.

3. Del Consiglio fanno parte i rappresentanti delle province regionali, dell'ANCI, delle Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, delle confederazioni degli imprenditori turistici, delle associazioni dei consumatori, delle associazioni del turismo sociale, delle associazioni ambientaliste, dei sindacati, dei distretti turistici, ove costituiti, e gli esperti nominati dall'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, con un massimo di 25 componenti.

4. Il Consiglio è nominato con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, dura in carica tre anni ed i suoi componenti possono essere riconfermati per una sola volta.

5. Il Consiglio, nella sua prima riunione, elegge il vicepresidente tra i componenti delle associazioni degli imprenditori turistici e adotta, altresì, il regolamento di funzionamento.

6. Il Consiglio esprime indicazioni utili alla redazione del programma triennale di sviluppo turistico regionale di cui all'articolo 3 nonché alla elaborazione del piano operativo annuale di sviluppo turistico regionale ed all'aggiornamento della carta dei diritti del turista ed elabora criteri omogenei per la classificazione delle strutture ricettive. Il Consiglio si esprime, altresì, su ogni altro argomento allo stesso sottoposto dall'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.

7. Il Consiglio è convocato almeno una volta per ogni trimestre ed ogniqualvolta l'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti ne ravvisi la necessità] (2).

________________________________________

(2) Articolo abrogato dall'art. 76, comma 13, L.R. 14 maggio 2009, n. 6, a decorrere dal 1° gennaio 2009 (come prevede l'art. 79, comma 2, della stessa legge).

 

 

 

Art. 3

Programma triennale e piano operativo annuale di sviluppo turistico regionale.

1. Per il perseguimento delle finalità dell'articolo 1, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge ed in ogni caso entro il 30 giugno dell'anno precedente al triennio di riferimento, la Giunta regionale approva, su proposta dell'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, previo parere della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, il programma triennale di sviluppo turistico regionale. Il programma stabilisce gli obiettivi complessivi e le priorità dell'azione amministrativa, individua le azioni di incentivazione per le infrastrutture e per le opere di valorizzazione turistica nel territorio, delinea il piano di promozione e di commercializzazione dell'offerta turistica, degli eventi e delle manifestazioni di richiamo turistico, identifica i progetti turistici elaborati dai distretti turistici e determina i criteri di verifica dei risultati della programmazione.

2. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti elabora il programma triennale di sviluppo turistico, sulla base degli orientamenti espressi dal Consiglio regionale del turismo e tenuto conto delle analisi e valutazioni elaborate dall'Osservatorio turistico dell'Assessorato, con riferimento alle finalità di cui all'articolo 1 (3).

3. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti elabora, entro il 15 ottobre dell'anno precedente, il piano operativo annuale con il quale provvede a:

a) definire gli obiettivi specifici da raggiungere nel periodo di riferimento, in relazione al contenuto del programma triennale di sviluppo turistico;

b) definire gli interventi economici da realizzarsi nei vari comparti, idonei per il raggiungimento degli obiettivi di cui alla lettera a);

c) elaborare le strategie di comunicazione, promozione e commercializzazione del prodotto turistico siciliano;

d) fissare il calendario annuale delle manifestazioni ed eventi di rilievo turistico che si svolgono nel territorio regionale;

e) definire gli interventi in favore dei distretti turistici di cui all'articolo 6;

f) promuovere il miglioramento della qualità professionale degli operatori e delle imprese turistiche;

g) garantire una migliore qualità urbana nonché dei servizi e delle infrastrutture nel territorio.

4. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti informa annualmente l'Assemblea regionale siciliana sullo stato di attuazione del piano operativo annuale.

________________________________________

(3) Comma così modificato dall'art. 2, comma 1, primo periodo, L.R. 19 aprile 2007, n. 11.

 

 

 

Art. 4

Soppressione delle aziende autonome di soggiorno e turismo e istituzione dei servizi turistici regionali (4).

1. In applicazione dell'articolo 24, comma 1, della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, le aziende autonome di soggiorno e turismo sono poste in liquidazione e soppresse.

2. Il bilancio finale di liquidazione delle aziende è sottoposto ad approvazione della Giunta regionale, previo parere della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana e dell'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze. Quest'ultimo provvede ad acquisire i saldi positivi al patrimonio della Regione e ad assumere le iniziative occorrenti a far fronte agli eventuali saldi negativi.

3. (Periodo omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai sensi dell'art. 28 dello Statuto). Sulla base di specifiche direttive assessoriali, i commissari liquidatori, a pena di decadenza, provvedono, nel termine perentorio di centottanta giorni dalla nomina, alla definizione dello stato di consistenza patrimoniale dei beni mobili ed immobili e di tutti i rapporti attivi e passivi esistenti, al riassetto della cassa integrazione pensioni nonché alla redazione del bilancio finale di liquidazione. Tale termine può essere prorogato per una sola volta per comprovati ed eccezionali motivi e per non più di sessanta giorni.

4. In luogo delle soppresse aziende autonome di soggiorno e turismo sono istituiti, secondo le procedure della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, i servizi turistici regionali quali servizi del dipartimento regionale turismo, sport e spettacolo in numero di almeno uno per ogni provincia.

4-bis. Il personale di ruolo delle soppresse aziende autonome di soggiorno e turismo conserva la posizione giuridica ed economica posseduta alla data del 31 luglio 2005, transita nel ruolo di cui all'articolo 5 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, ed è, prioritariamente, assegnato ai servizi del dipartimento regionale turismo, sport e spettacolo di cui al comma 4 nonché all'Assessorato del bilancio e delle finanze (5).

4-ter. Le casse integrazioni pensioni delle aziende autonome soggiorno e turismo sono soppresse ed il loro patrimonio è acquisito al patrimonio della Regione. L'indennità di buonuscita spettante ai dipendenti alla data del trasferimento è erogata dalla Regione che continua a corrispondere l'indennità dovuta dalle soppresse casse integrazioni pensioni al personale delle soppresse aziende autonome soggiorno e turismo, già collocato a riposo (6).

4-quater. Alla spesa derivante dall'applicazione del presente articolo, valutata per gli esercizi finanziari 2006 e 2007 in 8.000 migliaia di euro annui, si fa fronte per l'esercizio finanziario 2006, quanto a 3.000 migliaia di euro con parte delle entrate derivanti dall'attuazione del comma 4-ter e quanto a 5.000 migliaia di euro con parte delle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - accantonamento 1004 del bilancio della Regione per gli esercizi 2005-2007. L'onere a carico dell'esercizio finanziario 2007 trova riscontro nel medesimo bilancio pluriennale della Regione, UPB 4.2.1.5.2 - accantonamento 1001. Per l'attuazione dei precedenti commi il Ragioniere generale della Regione, su proposta del dirigente generale del dipartimento turismo e sentito il dirigente generale del dipartimento personale, è autorizzato ad apportare al bilancio della Regione le necessarie variazioni (7).

5. (Comma omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).

6. (Comma omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).

7. Alla tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, è apportata, per l'esercizio finanziario 2005, la seguente modifica in migliaia di euro:

U.P.B. 12.2.1.3.4, capitolo 473303 + 4.100

           

All'onere derivante dal presente comma si provvede, per l'esercizio finanziario medesimo, con parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento 1001.

________________________________________

(4) Vedi anche l'art. 69, L.R. 14 maggio 2009, n. 6.

(5) Comma aggiunto dall'art. 8, comma 1, L.R. 22 dicembre 2005, n. 19.

(6) Comma aggiunto dall'art. 8, comma 1, L.R. 22 dicembre 2005, n. 19.

(7) Comma aggiunto dall'art. 8, comma 1, L.R. 22 dicembre 2005, n. 19.

 

 

 

Art. 5

Soppressione delle aziende autonome provinciali per l'incremento turistico.

1. Alla data dell'insediamento del Consiglio regionale del turismo e comunque non prima del 31 dicembre 2005 e non oltre il 30 giugno 2006 sono soppresse le aziende autonome provinciali per l'incremento turistico (AAPIT) istituite con l'articolo 47 della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9 e regolamentate dal D.P.Reg. 19 settembre 1986 (8). I beni e le attività delle predette aziende sono trasferiti alle province regionali competenti per territorio. Il personale conserva la posizione giuridica ed economica conseguita al 31 luglio 2005. (Inciso omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).

2. Sono, altresì, assegnate alle province regionali le competenze già proprie delle AAPIT nonché la vigilanza sulle imprese turistiche operanti nel territorio.

3. Presso ogni provincia regionale è istituita, con funzioni consultive, la Conferenza provinciale del turismo. La Conferenza, nominata con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, è composta da:

a) il presidente della provincia regionale o suo delegato, che la presiede;

b) il sindaco del comune capoluogo;

c) due sindaci dei comuni della provincia;

d) il presidente della camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura o suo delegato;

e) tre rappresentanti delle confederazioni degli imprenditori di settore maggiormente rappresentative;

f) due esperti del settore turistico nominati dall'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti;

g) tre rappresentanti indicati dalle organizzazioni sindacali;

h) tre rappresentanti delle associazioni ambientaliste.

4. La Conferenza esprime indicazioni utili alla redazione del programma di sviluppo e promozione turistica della provincia regionale ed è convocata almeno una volta per ogni trimestre ed ogniqualvolta il presidente della provincia regionale ne ravvisi la necessità.

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(8) Comma così modificato dall'art. 21, comma 6, L.R. 14 aprile 2006, n. 16.

 

 

 

Art. 6

Distretti turistici.

1. Si definiscono distretti turistici i contesti omogenei o integrati comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a più province e caratterizzati da offerte qualificate di attrazioni turistiche e/o di beni culturali, ambientali, ivi compresi i prodotti tipici dell'agricoltura e/o dell'artigianato locale.

2. I distretti turistici possono essere promossi da enti pubblici, enti territoriali e/o soggetti privati che intendono concorrere allo sviluppo turistico del proprio territorio o di più territori appartenenti anche a province diverse, attraverso la predisposizione e l'attuazione di specifici progetti.

3. Fermi restando i limiti previsti dalla disciplina comunitaria in materia di aiuti alle imprese, la Regione definisce, con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, le modalità e la misura del finanziamento dei distretti turistici che perseguono in particolare le seguenti finalità:

a) sostenere attività e processi di aggregazione e di integrazione tra le imprese turistiche, anche in forma cooperativa, consortile e di affiliazione;

b) attuare interventi necessari alla qualificazione dell'offerta turistica urbana e territoriale delle località ad alta densità di insediamenti turistico-ricettivi;

c) istituire punti di informazione e di accoglienza per il turista, anche telematici, secondo specifiche quantitative e qualitative coerenti con standard minimi omogenei per tutto il territorio della Regione determinati dall'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti per tutti i distretti turistici riconosciuti;

d) sostenere lo sviluppo di marchi di qualità, di certificazione ecologica nonché la riqualificazione delle imprese turistiche con priorità alla standardizzazione dei servizi turistici;

e) promuovere il marketing telematico del proprio distretto turistico per l'ottimizzazione della relativa commercializzazione in Italia e all'estero;

f) promuovere le strutture ricettive, i servizi e le infrastrutture volte al miglioramento dell'offerta turistica;

g) individuare e proporre particolari tipologie di architettura rurale realizzate tra il XII ed il XX secolo, a prescindere da qualsiasi ipotesi di utilizzazione di natura ricettiva, ristorativa e sportivo-ricreativa, secondo quanto previsto dalla legge 24 dicembre 2003, n. 378, al fine della loro tutela e valorizzazione. L'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti, di concerto con l'Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione, individua i beni da tutelare al fine della adozione degli eventuali regolamenti di attuazione.

4. I servizi turistici regionali, oltre ai compiti loro attribuiti, svolgono attività di assistenza per la formazione ed il riconoscimento dei distretti turistici.

5. Ai fini del loro riconoscimento, i distretti turistici devono essere costituiti da soggetti pubblici e privati, i quali devono, altresì, specificare la natura giuridica del distretto da loro formato mediante l'invio alla Regione del relativo atto costitutivo.

 

 

 

Art. 7

Riconoscimento e revoca dei distretti turistici.

1. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, sentito il parere della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, con proprio decreto stabilisce i criteri e le modalità per il riconoscimento dei distretti turistici.

2. Per il riconoscimento i distretti turistici devono indicare i seguenti elementi:

a) numero e ubicazione dei soggetti partecipanti con specifico riferimento alla consistenza demografica ed alla estensione territoriale complessiva interessata;

b) presenza, nell'ambito del distretto turistico, degli elementi di attrazione turistica e delle emergenze culturali, ambientali e paesaggistiche che caratterizzano il territorio nonché le sue potenzialità;

c) partecipazione dei soggetti privati al cofinanziamento dei progetti;

d) piano di sviluppo turistico non inferiore a tre anni che contenga una dettagliata ricognizione delle risorse turisticamente rilevanti disponibili nell'area. Al piano di sviluppo turistico deve essere annesso un programma finanziario nel quale risultino specificate le risorse di cui si avvale il distretto turistico.

3. Con il riconoscimento dei distretti turistici l'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti approva il piano, di cui al comma 2, lettera d), valutando in particolare i seguenti elementi:

a) idoneità del piano a promuovere la valorizzazione turistica del territorio;

b) caratteristiche, consistenza e idoneità del tessuto imprenditoriale coinvolto direttamente e indirettamente nella produzione dell'offerta turistica;

c) adeguatezza delle risorse conferite dai proponenti per la copertura a regime delle spese di funzionamento dei distretti turistici.

4. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti può revocare il riconoscimento concesso quando, nel periodo previsto, i distretti turistici non abbiano realizzato gli obiettivi indicati nel piano di sviluppo.

5. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti ogni anno, subito dopo l'approvazione del piano triennale, esamina le richieste di riconoscimento di nuovi distretti e, se sussistono i requisiti, li riconosce.

 

 

 

Art. 8

Associazioni pro-loco.

1. La Regione riconosce e favorisce le attività delle associazioni pro-loco, quali associazioni di volontariato senza finalità di lucro che svolgono attività di valorizzazione turistica delle realtà e delle potenzialità naturalistiche, culturali, storiche, sociali e gastronomiche delle località in cui operano e che si propongono i seguenti obiettivi:

a) organizzazione, anche in collaborazione con enti pubblici e/o privati, di iniziative quali visite, escursioni, attività di animazione locale, azioni di valorizzazione ambientale e gestione dei monumenti e dei relativi servizi, finalizzati alla loro fruizione turistica;

b) promozione del miglioramento dei servizi di accoglienza ed informazione turistica, delle infrastrutture e della ricettività alberghiera ed extralberghiera;

c) sviluppo di attività di turismo sociale, con particolare riguardo alla terza età, ai minori ed ai disabili.

 

 

 

Art. 9

Centri commerciali naturali (9).

1. Al fine di migliorare la fruibilità turistica nel territorio siciliano ed in particolare per promuovere l'immagine e l'accessibilità dei centri storici e negli ambiti urbani a vocazione turistica, su proposta del sindaco del comune interessato, l'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca promuove tramite i comuni la costituzione e l'attività dei centri commerciali naturali (10) (11).

2. Si definisce centro commerciale naturale l'insieme di attività terziarie private e imprese artigiane in forma di consorzi di piccole e medie imprese fra loro vicine e comunque ricadenti in un ambito urbano definito che, sotto forma di comitato promotore o associazione o ente o consorzio, agendo in rete come soggetto di un'offerta commerciale integrata ha lo scopo di (12):

a) riqualificare l'immagine e migliorare la vivibilità urbana negli spazi in cui opera;

b) accrescere le capacità attrattive delle attività che ne fanno parte;

c) migliorare il servizio offerto ai consumatori ed ai turisti.

3. I centri commerciali naturali possono ricevere incentivi, sia economici che di supporto tecnico, sia dalla Regione che dagli altri enti locali e territoriali con i quali stipulano accordi per il perseguimento delle loro finalità, elaborando e realizzando iniziative per un comune marketing territoriale.

________________________________________

(9) Con Dec.Ass. 9 aprile 2009 sono state apportate le norme di attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo.

(10) Comma così modificato dall'art. 4, L.R. 8 novembre 2007, n. 21.

(11) Vedi, al riguardo, il Dec.Ass. 29 ottobre 2009.

(12) Alinea così modificato dall'art. 9, comma 2, L.R. 6 agosto 2009, n. 9.

 

 

 

Art. 10

Oneri finanziari.

1. Per le finalità degli articoli 2 e 3 è autorizzata, per gli esercizi finanziari 2006 e 2007, la spesa complessiva di 1.400 migliaia di euro, così distinta:

3, lett. a)       1.000   -

3, lett. f)        200      -

                      

2. Gli oneri di cui al comma 1, pari a 1.300 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2006 ed a 100 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2007, trovano riscontro nel bilancio pluriennale della Regione, U.P.B. 4.2.1.5.2 codice 12.02.01, accantonamento 1001.

2-bis. Il personale delle aziende soppresse, cui alla data del 31 luglio 2005 si applica, ai sensi dell'articolo 47 della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9, la normativa relativa ai dipendenti dell'Amministrazione regionale, transita nel ruolo di cui all'articolo 5 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, ed è assegnato, su richiesta, o all'Amministrazione regionale in base alle esigenze relative alle dotazioni organiche della stessa e con riguardo alla professionalità ed esperienza lavorativa posseduta, o alle province regionali competenti per territorio, con priorità agli uffici che eserciteranno le competenze di cui al comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 15 settembre 2005, n. 10, nei limiti delle dotazioni organiche che le province rideterminano entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il personale delle aziende soppresse, cui alla data del 31 luglio 2005 si applica la normativa relativa ai dipendenti degli enti locali, è trasferito alle province regionali competenti per territorio ed è prioritariamente assegnato agli uffici che eserciteranno le competenze di cui al comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 15 settembre 2005, n. 10 (13).

2-ter. Le casse integrazioni pensioni delle aziende provinciali per l'incremento turistico sono soppresse ed il loro patrimonio è acquisito al patrimonio della Regione. L'indennità di buonuscita spettante ai dipendenti alla data del trasferimento sarà erogata dalla Regione che continuerà a corrispondere l'indennità dovuta dalle soppresse casse integrazioni pensioni al personale delle soppresse aziende provinciali per l'incremento turistico già collocato a riposo (14).

2-quater. Alla copertura dell'onere derivante dai commi 2-bis e 2-ter del presente articolo si provvede mediante riduzione, nel limite di 3.550 migliaia di euro, dell'importo dei trasferimenti alle province regionali in atto esistenti per il finanziamento delle soppresse aziende provinciali per l'incremento turistico (UPB 3.2.1.11.33, capitolo 183304). Per l'attuazione dei predetti commi il ragioniere generale della Regione, su proposta del dirigente generale del dipartimento turismo e sentito il dirigente generale del dipartimento personale, è autorizzato ad apportare al bilancio della Regione le necessarie variazioni (15).

________________________________________

(13) Comma aggiunto dall'art. 2, L.R. 6 febbraio 2006, n. 10.

(14) Comma aggiunto dall'art. 2, L.R. 6 febbraio 2006, n. 10.

(15) Comma aggiunto dall'art. 2, L.R. 6 febbraio 2006, n. 10.

 

 

 

Art. 11

Bed and breakfast.

1. Al comma 1 dell'articolo 35 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, dopo la parola "industriali" sono inserite le seguenti ", del turismo ed alle attività di bed and breakfast".

2. Al comma 2 dell'articolo 35 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è aggiunta la seguente lettera: "c-bis) a consorzi o cooperative di soggetti titolari di attività turistiche e di bed and breakfast".

 

 

 

Art. 12

Carta dei diritti del turista.

1. La carta dei diritti del turista, redatta dall'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, è tradotta nelle lingue più diffuse e contiene:

a) informazioni sui diritti del turista per quanto riguarda la fruizione dei servizi turistico-ricettivi, ivi compresi quelli relativi alla nautica da diporto ed agli spazi attrezzati per il turismo itinerante, sulle procedure di ricorso, sulle forme di arbitrato e di conciliazione per i casi di inadempienza contrattuale dei fornitori dell'offerta turistica;

b) informazioni sui contratti di multiproprietà;

c) notizie sui sistemi di classificazione esistenti e sulla segnaletica;

d) informazioni sui diritti del turista quale utente di mezzi di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, delle autostrade e dei servizi di trasporto su gomma;

e) informazioni sui diritti e sugli obblighi del turista quale utente delle agenzie di viaggio e turismo, dei viaggi organizzati e dei pacchetti turistici;

f) informazioni sulle polizze assicurative, sulle norme valutarie e doganali, sull'assistenza sanitaria e sull'ubicazione delle principali strutture ospedaliere pubbliche e private con le relative specializzazioni e recapiti telefonici;

g) informazioni sulle norme in materia di rispetto e tutela del sistema turistico ed artistico regionale e dei beni culturali;

h) informazioni concernenti gli usi e le consuetudini praticati a livello locale ed ogni altra informazione che abbia attinenza con la valorizzazione, la qualificazione e la riconoscibilità del sistema turistico.

 

 

 

Art. 13

Turismo itinerante.

[1. Al fine di incentivare il turismo itinerante, la Regione ed i comuni, d'intesa con le amministrazioni locali e le associazioni di camperisti, possono provvedere all'assegnazione di apposite aree da destinare all'accoglienza dei camper.

2. Le aree da destinare a "camper service" sono classificate come verde attrezzato.

3. Con decreto da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti indica, relativamente alle aree, gli standard minimi per il loro riconoscimento] (16).

________________________________________

(16) Articolo abrogato dall'art. 1, comma 6, L.R. 6 febbraio 2006, n. 13.

 

 

 

Art. 14

Imprese e professioni turistiche.

1. Sono imprese turistiche quelle che esercitano attività economiche organizzate per la produzione, la commercializzazione, l'intermediazione e la gestione dei prodotti e dei servizi concorrenti alla formazione dell'offerta turistica, inclusi il noleggio e/o la fornitura di mezzi e/o servizi finalizzati alla fruizione turistica.

2. Sono professioni turistiche quelle che organizzano e forniscono servizi di promozione dell'attività turistica nonché servizi di assistenza, accoglienza, accompagnamento e guida dei turisti.

3. (Comma omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).

4. Fermi restando i limiti previsti dalla disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato alle imprese, sono estese alle imprese turistiche le agevolazioni, i contributi, le sovvenzioni, gli incentivi e i benefici di qualsiasi genere, previsti dalle norme per il settore, nei limiti delle risorse finanziarie a tal fine disponibili ed in conformità ai criteri definiti dalla normativa vigente.

 

 

 

Art. 15

Agenzie immobiliari turistiche.

1. Sono definite agenzie immobiliari turistiche quelle agenzie immobiliari regolarmente iscritte all'albo della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura che, nell'ambito della propria attività, si occupano di locazioni non inferiori a sette giorni di case ed appartamenti per vacanze (17).

2. [Per essere riconosciute come agenzie immobiliari turistiche è necessario presentare una comunicazione all'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti, dimostrando la propria attività nel settore turistico ed elencando le unità immobiliari a disposizione, al fine di ricevere dall'Assessorato medesimo la necessaria attestazione] (18).

3. [Le agenzie immobiliari turistiche, una volta riconosciute dalla Regione, godono degli stessi benefici riservati alle agenzie di viaggio in termini di sovvenzioni, promozioni e partecipazioni alle iniziative turistiche e possono fornire ai propri clienti servizi ed accessori legati ai soggiorni, quali transfert e viaggi, formulare pacchetti, fornire biancheria nelle case locate e quant'altro ritenuto utile al miglioramento delle proprie offerte turistiche] (19).

________________________________________

(17) Comma così modificato dall'art. 71, comma 1, L.R. 14 maggio 2009, n. 6, a decorrere dal 1° gennaio 2009 (come prevede l'art. 79, comma 2, della stessa legge).

(18) Comma abrogato dall'art. 71, comma 2, L.R. 14 maggio 2009, n. 6, a decorrere dal 1° gennaio 2009 (come prevede l'art. 79, comma 2, della stessa legge).

(19) Comma abrogato dall'art. 71, comma 2, L.R. 14 maggio 2009, n. 6, a decorrere dal 1° gennaio 2009 (come prevede l'art. 79, comma 2, della stessa legge).

 

 

 

Art. 16

Turismo relazionale.

1. Per la valorizzazione del turismo relazionale, con particolare riferimento ai valori culturali dell'ambiente antropico e naturale, il Presidente della Regione è autorizzato a finanziare il progetto Motris - Turismo relazionale integrato, approvato dalla Giunta regionale con Delib.G.R. 18 gennaio 2005, n. 18 per un importo di 150 migliaia di euro per l'anno 2005.

2. Per la realizzazione del progetto, il Presidente della Regione può stipulare accordi e convenzioni anche con istituti specializzati del settore. Alla copertura della relativa spesa si provvede mediante utilizzo di parte delle disponibilità dell'U.P.B. 1.3.1.3.3, capitolo 104538, del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo.

3. Per gli esercizi finanziari successivi si provvede ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10.

 

 

 

Art. 17

Finanziamento della Fondazione orchestra sinfonica siciliana.

1. Alla tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, sono apportate, per l'esercizio finanziario 2005, le seguenti modifiche in migliaia di euro:

U.P.B. 12.2.1.3.5, capitolo 473707 +          3.000

U.P.B. 12.2.1.3.3, capitolo 479709 -          500

U.P.B. 11.2.1.3.3, capitolo 443301 -          250

U.P.B. 11.2.1.3.3, capitolo 443302 -          250

                      

2. Alla tabella B del bilancio della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2005 (20) sono apportate le seguenti modifiche in migliaia di euro:

U.P.B. 9.4.1.1.3, capitolo 381701   -          500

U.P.B. 4.2.2.6.1, capitolo 612002   -          250

U.P.B. 2.2.1.3.2, capitolo 143311   -          250

U.P.B. 5.2.1.1.2, capitolo 242514   -          250

U.P.B. 8.2.1.3.2, capitolo 342525   -          250

U.P.B. 12.2.1.3.1, capitolo 472514 -          500

                      

3. L'incremento del contributo di cui al comma 1 è rivolto all'adeguamento della partecipazione finanziaria della Regione quale socio fondatore della Fondazione orchestra sinfonica siciliana.

4. Per il ripianamento delle esposizioni debitorie sussistenti alla data del 31 dicembre 2004, la Fondazione orchestra sinfonica siciliana è autorizzata a stipulare un mutuo con istituti di credito con garanzia sussidiaria della Regione prestata dall'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze. La somma assistita da garanzia non può superare l'importo di 12.000 migliaia di euro.

________________________________________

(20) Il bilancio di previsione per l'anno 2005 è stato approvato con L.R. 28 dicembre 2004, n. 18.

 

 

 

Art. 18

Norma transitoria.

1. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti disciplina, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, previo parere delle organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello regionale, i settori delle agenzie di viaggi e tour operators, delle strutture turistico-ricettive nonché delle imprese turistiche che sono identificate successivamente all'entrata in vigore della presente legge, operanti nel territorio regionale (21).

________________________________________

(21) Comma così modificato dall'art. 73, L.R. 14 maggio 2009, n. 6, a decorrere dal 1° gennaio 2009 (come prevede l'art. 79, comma 2, della stessa legge).

 

 

 

Art. 19

(Articolo omesso in quanto impugnato dal Commissario dello Stato ai sensi dell'art. 28 dello Statuto).

 

 

 

Art. 20

Autorizzazione all'AST alla stipula di contratti di somministrazione di lavoro.

1. Al fine di garantire il regolare esercizio dei servizi affidati, nelle more della trasformazione in società per azioni, l'Azienda siciliana trasporti (AST) è autorizzata a procedere alla stipula dei contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato di cui al titolo III, capo I, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modifiche ed integrazioni, nei limiti della consistenza numerica dell'organico aziendale in vigore.

 

 

 

Art. 21

Disposizioni finanziarie in materia di beni culturali.

1. Alla tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, sono apportate, per l'esercizio finanziario 2005, le seguenti modifiche in migliaia di euro:

U.P.B. 9.3.1.3.7, capitolo 377727               +          50

            di cui 21 da destinare alla fondazione Museo                     

            Mandralisca di Cefalù                 

U.P.B. 9.3.1.3.2, capitolo 377711               -          75

U.P.B. 9.3.1.3.4, capitolo 377701               +          61

U.P.B. 9.3.1.3.7, capitolo 377751               -          61

                                  

2. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2005 (22) sono apportate le seguenti modifiche in migliaia di euro:

U.P.B. 9.1.1.1.2, capitolo 370302   +          40

U.P.B. 9.1.1.5.2, capitolo 370306   -          40

U.P.B. 9.2.1.3.1, capitolo 373306   +          676

U.P.B. 9.2.1.3.5, capitolo 373312   +          690

U.P.B. 9.2.1.1.2, capitolo 372510   +          20

U.P.B. 9.2.1.1.2, capitolo 372512   +          20

U.P.B. 9.3.1.3.2, capitolo 376528   +          250

U.P.B. 9.4.1.1.3, capitolo 381701   -          1.631

                      

________________________________________

(22) Il bilancio di previsione per l'anno 2005 è stato approvato con L.R. 28 dicembre 2004, n. 18.

 

 

 

Art. 22

Requisiti per la nomina dei componenti del collegio dei revisori dei conti nelle istituzioni scolastiche.

1. Al comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 24 febbraio 2000, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le parole "decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88 e successive modifiche ed integrazioni" sono aggiunte le seguenti "o di cui all'articolo 57 del D.M. 1° febbraio 2001, n. 44 del Ministero della pubblica istruzione.".

 

 

 

Art. 23

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.

2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

 

 

 

L.R. Calabria 5 aprile 2008, n. 8

L.R. Calabria 5 aprile 2008, n. 8

Riordino dell'organizzazione turistica regionale.

 

________________________________________

(1) Pubblicata nel B.U. Calabria 1° aprile 2008, n. 7, suppl. straord. 11 aprile 2008, n. 4.

 

 

Il Consiglio regionale ha approvato

Il Presidente della Giunta regionale

promulga la seguente legge:

 

TITOLO I

Organizzazione territoriale

Capo I - Obiettivi

Art. 1

Princìpi e finalità.

1. La presente legge disciplina, in attuazione dell'art. 117 della Costituzione, le funzioni della Regione in materia di Turismo, nel rispetto dei princìpi dello Statuto Regionale e della Legge 29 marzo 2001 n. 135 e successive modifiche ed integrazioni.

2. La Regione riconosce:

a) il ruolo strategico del turismo quale sistema per lo sviluppo integrato di vocazioni e risorse presenti nel territorio della Calabria;

b) il ruolo degli Enti Locali e delle Comunità Locali nelle loro diversificate espressioni culturali, etniche ed associative;

c) l'importanza della sostenibilità ambientale delle attività turistiche da conseguire attraverso l'applicazione degli strumenti di certificazione ambientale e i marchi di qualità territoriale;

d) la valorizzazione di ogni forma di sviluppo turistico sostenibile;

e) la promozione di analisi e studi del sistema turistico regionale e la realizzazione di sistemi informativi di supporto alla pianificazione del comparto turistico;

f) la promozione della ricerca di sistemi informativi, di documentazione e studio del fenomeno turistico;

g) la promozione di azioni di tutela del turista;

h) la promozione dell'immagine della Calabria in ambito nazionale, comunitario, internazionale;

i) l'importanza della valorizzazione turistica delle risorse ambientali, paesaggistiche e culturali della Calabria anche attraverso il sostegno a nuove e innovative forme di ricettività e servizi al turismo, nonché mediante le previsione di sistemi premiali in favore di iniziative imprenditoriali finalizzate allo sviluppo dell'offerta turistica della Regione Calabria (2);

i-bis) la necessità della rivisitazione coordinata, nei contenuti, nel format e nell'immagine, della segnaletica turistico-culturale regionale, attraverso l'inserimento obbligatorio del marchio turistico unico della Regione Calabria, nonché delle informazioni, anche in lingua inglese (3).

3. La Regione riconosce inoltre il diritto alla vacanza e al godimento del tempo libero di tutti i cittadini e sostiene l'insieme delle forme di turismo possibili rivolte anche alla piena valorizzazione delle risorse regionali e alla destagionalizzazione dei flussi turistici.

________________________________________

(2) Lettera così modificata dall'art. 1, comma 1, lettera a), L.R. 28 marzo 2012, n. 9, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 3 della medesima legge).

(3) Lettera aggiunta dall'art. 1, comma 1, lettera b), L.R. 28 marzo 2012, n. 9, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 3 della medesima legge).

 

 

 

Art. 2

Funzioni.

1. Oltre alle funzioni attribuite con la presente legge, la Regione, le Province e i Comuni esercitano quelle dettagliatamente disciplinate dagli articoli 53 e seguenti della legge regionale 12 agosto 2002, n. 34 e successive modifiche.

 

 

 

Capo II - Programmazione regionale

Art. 3

Piano di sviluppo turistico.

1. Per l'attuazione dei principi di cui all'articolo 1, la Giunta regionale elabora il Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile con l'obiettivo di aumentare in maniera sostenibile la competitività nazionale e internazionale delle destinazioni turistiche regionali, migliorando la qualità dell'offerta e l'orientamento al mercato dei pacchetti turistici territoriali e valorizzando gli specifici vantaggi competitivi locali, in primo luogo le risorse naturali e culturali.

2. Il Piano, che ha durata triennale e può essere aggiornato annualmente, è approvato dal Consiglio regionale entro il 30 giugno dell'anno precedente il triennio di riferimento. Il Piano mantiene la sua validità fino all'approvazione del successivo.

3. Il Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile è articolato in Progetti ed è elaborato anche sulla base dei Piani e dei Progetti proposti dai Sistemi Turistici Locali ai sensi del successivo articolo 6.

4. Il Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile deve contenere:

a) la definizione della strategia di mercato e alle azioni di marketing per il posizionamento e la promozione dell'offerta turistica regionale - Piano di Marketing Turistico Regionale. In particolare il Piano di Marketing deve individuare:

- lo scenario globale della domanda turistica e del sistema distributivo;

- il posizionamento competitivo dell'offerta e dei prodotti turistici regionali nel mercato nazionale e internazionale e individuare i segmenti di domanda più promettenti;

- gli obiettivi e le strategie triennali e annuali per i segmenti di mercato e di domanda più promettenti;

- la definizione dei Progetti Prodotto, dei Progetti Comunicazione e dei Progetti Interregionali;

b) la definizione della strategia e l'individuazione delle azioni per migliorare la competitività e la sostenibilità ambientale delle destinazioni e dei prodotti turistici regionali. In particolare il Piano, a partire dall'analisi dello stato e delle tendenze in atto nell'offerta turistica regionale, deve identificare e definire:

- le aree e i prodotti regionali a maggiore attrattività turistica;

- i prodotti e i servizi turistici congrui con un'efficace integrazione delle risorse marine con quelle naturalistiche e storicoculturali proprie delle aree interne e con le altre dotazioni turistiche strategiche regionali;

- le azioni necessarie per migliorare l'accessibilità e la fruibilità delle aree delle destinazioni turistiche regionali;

- gli itinerari tematici (naturalistici, culturali, enogastronomici) che permettono ai turisti di migliorare la conoscenza del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale della Calabria;

- le azioni per la promozione dell'utilizzo a finalità ricettive, soprattutto nelle aree interne, degli edifici di pregio non utilizzati presenti nei centri storici e nei borghi rurali anche attraverso il sostegno alla realizzazione di alberghi diffusi;

- le azioni per realizzare nuove iniziative a carattere sportivo a bassissimo impatto ambientale legate alle peculiarità della Calabria;

- gli orientamenti per finalizzare il sistema degli incentivi alle imprese turistiche prioritariamente alla realizzazione di interventi di riqualificazione e di adeguamento delle strutture ricettive per innalzare gli standard di qualità dei servizi e ampliare la stagione turistica e per la incentivazione della domanda turistica individuale;

- le azioni per il potenziamento e la qualificazione delle imprese di servizi al turismo, con priorità alle reti di imprese;

- i criteri per la realizzazione di un sistema di contabilità ambientale e per l'implementazione di strumenti di valutazione della capacità di carico, in rapporto alla valutazione di costi e benefici derivanti da interventi turistici sulle risorse naturali;

c) le modalità operative per l'applicazione delle norme di cui all'articolo 1, comma n. 583 e seguenti che non hanno subìto le censure della Corte Costituzionale, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Legge Finanziaria 2006);

d) i criteri di ripartizione delle risorse finanziarie.

 

 

 

Art. 4

Piano esecutivo annuale.

1. Il Piano di cui al precedente articolo 3 si attua attraverso Programmi Annuali di attuazione predisposti e approvati dalla Giunta regionale entro il 30 settembre dell'anno antecedente a quello di riferimento. I Programmi Annuali devono contenere:

a) le schede dei Progetti da avviare e previsti dal Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile;

b) il rapporto di monitoraggio e valutazione sullo stato di attuazione dei Progetti in corso di realizzazione o conclusi nell'anno precedente e previsti dal Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile.

2. La Giunta regionale invia alla competente Commissione consiliare, prima dell'approvazione, i Programmi Annuali di Attuazione per acquisirne il parere.

3. La Giunta regionale informa semestralmente la competente Commissione consiliare sullo stato di attuazione del Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile e dei Programmi Annuali di Attuazione.

 

 

 

Art. 5

Sistema dei finanziamenti.

1. Per l'attuazione del Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile e dei Programmi Annuali di Attuazione, la Regione destina risorse finanziarie sia per la realizzazione dei progetti di interesse regionale sia per i progetti di interesse locale proposti nell'ambito dei Sistemi Turistici Locali di cui al successivo articolo 6.

 

 

 

Art. 6

Sistema Turistico Locale (4).

1. Per Sistemi Turistici Locali (STL) si intendono le aggregazioni dei soggetti pubblici e privati rappresentativi che operano per lo sviluppo della filiera economica turistica, attraverso la realizzazione di iniziative di promozione e valorizzazione turistica dei territori nonché di qualificazione e innovazione dei prodotti e dei servizi turistici locali e del sistema integrato di offerta turistica. I Sistemi Turistici Locali operano nell'ambito di contesti turistici omogenei caratterizzati dall'offerta integrata di luoghi, beni culturali ed ambientali, compresi i prodotti tipici dell'agricoltura e dell'artigianato locale, e dalla presenza diffusa di imprese e attività turistiche singole o associate.

2. Le Province promuovono, anche in accordo tra loro, i Sistemi Turistici Locali attraverso il coinvolgimento attivo di Comuni, Unione di Comuni, Comunità Montane, Camere di Commercio, Enti Parchi, altri Enti Locali, Associazioni di categoria di settore, nonché con altri soggetti pubblici e privati locali individuati dall'art. 1 del DPCM 13 settembre 2002.

3. La Giunta regionale riconosce i Sistemi Turistici Locali, ai sensi dell'articolo 5, comma 3 della legge 29 marzo 2001, n. 135 (Riforma della legislazione nazionale del turismo).

4. I criteri e le modalità per il cofinanziamento regionale delle iniziative di promozione e valorizzazione dei territori e delle destinazioni turistiche del Sistema Turistico Locale di appartenenza sono stabiliti dalla Giunta regionale, acquisito il parere della competente Commissione consiliare. Tra detti criteri e modalità di cofinanziamento la Giunta regionale terrà conto prioritariamente della capacità di autofinanziamento da parte dei Sistemi Turistici Locali (STL) dei progetti di valorizzazione e sviluppo turistico locale, nonché delle aree subregionali che subiscono particolari situazioni di emergenza che si riflettono sulle strutture turistico-alberghiere.

________________________________________

(4) Con Delib.G.R. 5 febbraio 2009, n. 47 sono state approvate le linee di indirizzo per il riconoscimento dei sistemi turistici locali, ai sensi del presente articolo.

 

 

 

Art. 7

Funzioni del Sistema Turistico Locale.

1. Il Sistema Turistico Locale è finalizzato a:

a) sviluppare moderne potenzialità turistiche;

b) irrobustire la qualità dei prodotti turistici esistenti;

c) integrare differenti tipologie e forme di turismo per valorizzarne la destagionalizzazione;

d) realizzare interventi infrastrutturali, di riqualificazione urbana e territoriale;

e) promuovere e sostenere l'innovazione tecnologica;

f) favorire la crescita della professionalità degli operatori e lo sviluppo delle competenze manageriali;

g) valorizzare il patrimonio naturalistico e dei parchi per un'elevata sostenibilità e qualità ecologica dello sviluppo turistico;

h) incrementare e sviluppare la domanda turistica.

 

 

 

Art. 8

Marchio di qualità.

1. La Regione istituisce un Marchio di qualità regionale quale strumento di promozione che caratterizza l'impegno a realizzare, in ambito turistico, una rete di servizi pubblici e privati tra loro omogenei, coordinati, complementari e non sovrapponibili (5).

2. La Regione di concerto con i Sistemi Turistici Locali istituisce un numero limitato di Marchi Territoriali caratterizzanti i territori più significativi, con una chiara delimitazione rispetto al Marchio di qualità regionale.

3. I criteri e le modalità per l'istituzione dei Marchi di cui ai precedenti commi 1 e 2 sono stabiliti dalla Giunta regionale, acquisito il parere della competente Commissione consiliare.

________________________________________

(5) Vedi, al riguardo, la Delib.G.R. 24 gennaio 2011, n. 22.

 

 

 

Art. 9

Comitato istituzionale.

1. È istituito il Comitato Istituzionale per le politiche turistiche, presieduto dall'Assessore regionale competente per il settore, composto da:

a) Assessori Provinciali al Turismo;

b) Assessori al Turismo delle Città capoluogo;

c) Presidenti degli Enti Parco;

d) Rappresentante di Confindustria regionale;

e) il Rappresentante della Confcommercio e di Confesercenti;

f) il Direttore Generale del Dipartimento Turismo;

g) il Direttore Generale del Dipartimento Ambiente.

2. Il Comitato, oltre al compito di coordinare, raccordare, monitorare e supportare i diversi Sistemi Turistici Locali (STL) della Regione, assicura, attraverso il supporto del Sistema Informativo di cui al successivo articolo 13, il coordinamento in ordine a:

a) valorizzazione e promozione del territorio e dei prodotti turistici;

b) funzionalità dell'assetto organizzativo e gestionale del turismo calabrese;

c) modalità di partecipazione alle iniziative regionali del sistema delle autonomie locali, degli operatori e delle associazioni di imprese, anche per quanto riguarda lo svolgimento di funzioni di commercializzazione.

3. La Giunta regionale approva un regolamento che ne disciplini il funzionamento (6).

________________________________________

(6) Vedi, al riguardo, il Reg. 9 marzo 2009, n. 3.

 

 

 

Art. 10

Sistema informativo turistico.

1. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, istituisce presso il Dipartimento del Turismo, una struttura per la gestione del sistema informativo turistico regionale utilizzando procedure di acquisizione, produzione, elaborazione e gestione di dati e di informazioni, finalizzati alla conoscenza del sistema turistico calabrese ed al conseguimento degli obiettivi di sviluppo del turismo. Il sistema, che deve assicurare la standardizzazione delle procedure, l'omogeneità e la diffusione delle informazioni, fa parte integrante del sistema informativo regionale.

2. La struttura di cui al comma precedente:

a) effettua analisi dei movimenti turistici con riferimento alle politiche turistiche regionali;

b) effettua studi e pubblicazioni sulle evoluzioni della struttura ricettiva e dell'apparato dei servizi e delle attività di interesse turistico;

c) verifica l'andamento delle principali variabili economiche e sociali che influenzano il fenomeno turistico;

d) elabora indici di misurazione dei risultati ottenuti dai destinatari dei finanziamenti regionali;

e) effettua, attraverso ricerche di mercato, analisi della domanda turistica dei principali mercati di affluenza del movimento turistico che interessa la regione;

f) rileva avvalendosi anche delle associazioni dei consumatori riconosciute a livello regionale o nazionale i disservizi e reclami segnalati, la loro tipologia, nonché le qualità percepite ed attese dal cliente consumatore;

g) organizza e sviluppa servizi per favorire l'incontro tra domanda e offerta individuale;

h) promuove intese con Federazioni, Associazioni e Consorzi per l'organizzazione delle attività di cui al presente articolo.

3. In fase di prima applicazione, e per consentire l'immediato avvio delle attività del sistema informativo, il Dipartimento del Turismo si avvale, anche mediante contratti di collaborazione e previa verifica comparativa dei relativi curricula secondo le norme vigenti, delle professionalità già impegnate nelle attività dell'Osservatorio del Turismo alla data del 31 dicembre 2007.

4. Le attività di cui al comma 2 sono rese al Consiglio regionale che può richiedere lo svolgimento di specifiche attività di ricerca ed elaborazione dati.

 

 

 

Art. 11

Carta dei diritti del Turista.

1. In coerenza a quanto previsto dall'articolo 4 della legge 29 marzo 2001, n. 135, la Giunta regionale redigerà apposita Carta dei Diritti del Turista che, tradotta nelle lingue più diffuse, dovrà obbligatoriamente essere esposta presso tutte le strutture ricettive, le agenzie di viaggio e gli uffici di cui al successivo articolo 17. La mancata ottemperanza a tale obbligo attiverà potere sanzionatorio da parte della Regione.

2. La Carta riporterà tutte le indicazioni a tutela del turista richiamate dal citato articolo 4 della legge 29 marzo 2001, n. 135, nonché le normative regionali di settore, le informazioni concernenti gli usi, le consuetudini, le tradizioni culturali e turistiche della regione ed ogni altra informazione che abbia attinenza con la valorizzazione, la qualificazione e la riconoscibilità del Sistema Turistico Regionale.

3. La Carta indicherà altresì il Numero Verde per le segnalazioni, informazioni e reclami.

4. Le Camere di commercio, operanti nella regione, singolarmente o in forma associata, costituiscono le Commissioni arbitrali e conciliative per la risoluzione delle controversie tra imprese, tra imprese e utenti, inerenti la fornitura di servizi turistici.

5. È fatta salva la facoltà degli utenti, in caso di conciliazione per la risoluzione di controversie con le imprese turistiche di avvalersi delle associazioni dei consumatori.

6. Il Dipartimento del Turismo, a tutela del consumatore e dell'immagine turistica regionale svolgerà compiti di coordinamento, ispettivi e di controllo in relazione alla qualità ed efficienza dei servizi erogati dalle imprese turistiche nonché delle attività ed iniziative sostenute dalla Regione.

 

 

 

Art. 12

Albergo diffuso.

1. La Regione, al fine di realizzare un sistema di accoglienza e di permanenza rivolto ad una domanda interessata a soggiornare in un contesto urbano di pregio a contatto con i residenti, assume il modello dell'Albergo diffuso quale strumento di sviluppo basato sulla riqualificazione urbana, sul recupero del patrimonio edilizio esistente e teso a valorizzare la tradizione dell'ospitalità.

2. È definito Albergo diffuso una struttura ricettiva unitaria, situata nei centri storici, le cui componenti possono essere dislocate in edifici diversi, vicini tra loro, e con servizi di bar, ristorazione, sala TV preferibilmente ubicati nello stesso stabile dov'è localizzata la reception.

3. L'albergo diffuso può assumere un tema distintivo che ne caratterizzi la proposta ospitale.

4. La Regione incentiva la realizzazione dell'Albergo diffuso nei centri storici.

5. La Giunta regionale, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con apposito regolamento (7) e previa acquisizione del parere della Commissione permanente, disciplina gli standard qualitativi e quantitativi dell'Albergo diffuso.

________________________________________

(7) Vedi, al riguardo, il Reg. 27 ottobre 2008, n. 4.

 

 

 

Capo III - Programmazione Provinciale

Art. 13

Programma di accoglienza del turista.

1. La Provincia esercita funzioni di programmazione nelle attività di informazione, accoglienza, assistenza turistica e promozione delle singole località e dei prodotti tipici locali per l'ambito territoriale regionale.

2. La Provincia, entro il 30 settembre dell'anno antecedente il periodo di riferimento predispone il programma di accoglienza del turista e lo trasmette alla Giunta regionale che lo approva entro i 60 giorni successivi e provvede alla diffusione tramite il sistema informativo turistico di cui al precedente articolo 10.

3. Il programma di accoglienza del turista, avente validità almeno annuale, individua:

a) gli obiettivi relativi all'attività promozionale locale e all'istituzione degli uffici di cui al successivo articolo 14 e di tutela del consumatore anche in rapporto con le associazioni dei consumatori;

b) gli interventi, le attività e le iniziative a valenza turistica territoriale;

c) i criteri di ripartizione delle risorse finanziarie.

 

 

 

Art. 14

Uffici Informazione e Accoglienza Turistica.

1. Al fine di promuovere le diverse valenze territoriali che compongono l'offerta turistica calabrese, le Province istituiscono nell'ambito di ogni sistema locale gli uffici per l'Informazione ed Accoglienza Turistica, di seguito denominati IAT, organizzati in sedi periferiche funzionalmente dipendenti, che svolgono i compiti di seguito indicati:

a) informazione ed accoglienza al turista, ivi compresa la prenotazione di servizi ricettivi e di intrattenimento;

b) raccolta e trasmissione al Sistema informativo di cui all'articolo 10 dei dati sul movimento turistico e sul patrimonio ricettivo;

c) vigilanza sulla qualità dell'offerta turistica e proposte ai Comuni per l'applicazione delle sanzioni;

d) collaborazione tecnico-organizzativa ai Comuni per la realizzazione di eventi locali a rilevanza turistica.

2. Al fine di garantire la massima apertura al pubblico dell'Informazione e Accoglienza Turistica (IAT) la Provincia può, previa apposita convenzione, gestire gli stessi in collaborazione con:

a) comuni;

b) imprese turistiche associate o loro associazioni di categoria;

c) associazioni Pro Loco iscritte nell'albo provinciale di cui all'articolo 16;

d) associazioni iscritte nel registro regionale delle organizzazioni di volontariato aventi come finalità statutaria prevalente, anche se non esclusiva, le attività di informazione, accoglienza e assistenza turistica;

e) consorzi o altre strutture con finalità turistiche, non finanziate dalla Regione.

 

 

 

Art. 15

Pro-Loco.

1. La Regione, nel quadro della valorizzazione turistica e culturale della Calabria, riconosce alle associazioni Pro-Loco ed ai loro Consorzi, basate sul volontariato, il ruolo di strumenti di base per la tutela dei valori naturali, artistici e culturali delle località ove sorgono e di promozione dell'attività turistica e culturale, che si estrinseca in (8):

a) iniziative rivolte a favorire la valorizzazione turistica, culturale e di salvaguardia del patrimonio storico culturale, folcloristico e ambiente della località;

b) iniziative rivolte ad attrarre il movimento turistico verso la località e a migliorare le condizioni generali di soggiorno;

c) iniziative idonee a favorire, attraverso la partecipazione popolare, il raggiungimento degli obiettivi sociali del turismo;

d) attività di assistenza e informazione turistica;

e) attività ricreative e di spettacolo (9);

f) attività di socialità civica (10).

2. Le Province, con regolamento da approvarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, trascorsi infruttuosamente i quali il Dipartimento Turismo attiverà, previa diffida, i poteri sostitutivi con oneri a carico delle Amministrazioni inadempienti, sentita l'UNPLI, definiscono (11):

a) le modalità e i limiti di costituzione delle Pro-Loco e dei loro Consorzi, localizzate nei territori compresi nel Sistema Turistico Locale, che deve avvenire per atto pubblico o privato registrato (12);

b) lo schema-tipo di statuto che disciplina, tra l'altro, i sistemi di elezione degli organi;

c) le procedure per la iscrizione all'albo di cui al successivo articolo 16, le cause che possono determinare la cancellazione e/o la estinzione, nel qual caso il patrimonio è devoluto al Comune che li destinerà per le finalità di cui alla legge n. 383/2000 (13);

d) le modalità per la richiesta, concessione, erogazione, rendicontazione e revoca dei contributi;

e) l'esercizio delle funzioni ispettive per la vigilanza, il controllo delle attività, anche ai fini di provvedimenti di commissariamento degli Organi nei casi di violazioni normative e contabili.

3. La Regione assicura la ripartizione delle risorse disponibili tra le Province sulla base della media dei contributi concessi alle associazioni Pro-Loco di ogni ambito provinciale nel triennio 2004 - 2006, che viene assunto quale dato storico.

4. La Regione riconosce l'unione Nazionale Pro-Loco d'Italia (UNPLI) nelle sue articolazioni e le sue attività. La Regione può sostenere l'attività dell'UNPLI concedendo contributi su progetti coerenti con le strategie Regionali e Provinciali (14).

________________________________________

(8) Alinea così modificato dall'art. 23, comma 1, primo alinea, L.R. 26 febbraio 2010, n. 8, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 51 della stessa legge).

(9) Lettera così modificata dall'art. 23, comma 1, secondo alinea, L.R. 26 febbraio 2010, n. 8, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 51 della stessa legge).

(10) Lettera aggiunta dall'art. 23, comma 1, terzo alinea, L.R. 26 febbraio 2010, n. 8, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 51 della stessa legge).

(11) Alinea così modificato dall'art. 23, comma 1, quarto alinea, L.R. 26 febbraio 2010, n. 8, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 51 della stessa legge).

(12) Lettera così modificata dall'art. 23, comma 1, quinto alinea, L.R. 26 febbraio 2010, n. 8, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 51 della stessa legge).

(13) Lettera così modificata dall'art. 23, comma 1, sesto alinea, L.R. 26 febbraio 2010, n. 8, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 51 della stessa legge).

(14) Comma così sostituito dall'art. 23, comma 1, settimo alinea, L.R. 26 febbraio 2010, n. 8, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 51 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «4. La Regione riconosce, infine, l'Unione Nazionale Pro-Loco d'Italia (UNPLI), e le sue attività.».

 

 

 

Art. 16

Albo provinciale.

1. Le Associazioni Pro-Loco, riconosciute ai sensi del regolamento di cui all'articolo precedente, formano l'Albo Provinciale che, a cura delle Province, è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione, fermo restando che fino all'approvazione del citato regolamento valgono le norme attualmente in vigore.

 

 

 

Capo IV - Produzione, Organizzazione ed intermediazione di pacchetti turistici

Art. 17

Agenzie di viaggio e turismo.

1. Sono considerate agenzie di viaggio e turismo le imprese che svolgono l'attività di cui al successivo articolo 21.

2. Sono, altresì, considerate agenzie di viaggio le imprese esercitanti in via principale l'attività del trasporto terrestre, marittimo, aereo, quando siano situate nel territorio regionale e assumano direttamente l'organizzazione di viaggi, crociere, gite ed escursioni comprendendo prestazioni e servizi aggiuntivi rispetto a quelli strettamente necessari al trasporto.

 

 

 

Art. 18

Attività delle agenzie.

1. Le agenzie di viaggio e turismo esercitano attività di produzione, organizzazione di viaggi e soggiorni, intermediazione nei predetti servizi o anche entrambe le attività, ivi compresi i compiti di assistenza e di accoglienza ai turisti, secondo quanto previsto dalla convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio (CCV), di cui alla legge 27 dicembre 1977, n. 1084, nonché dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 111 "Attuazione della direttiva 90/314/CEE concernente i viaggi, le vacanze e i circuiti tutto compreso".

2. In particolare rientrano nell'attività delle agenzie di viaggio e turismo:

a) la vendita di biglietti per qualsiasi mezzo di trasporto terrestre o di navigazione interna sia nazionale che estero, in tutte le forme d'uso;

b) la prenotazione di posti nelle carrozze ferroviarie e in ogni altro mezzo di trasporto;

c) la vendita di biglietti di passaggio e di cabine per conto di imprese nazionali o estere di navigazione marittima;

d) la vendita di biglietti di trasporto per le linee nazionali o estere di navigazione aerea;

e) l'organizzazione di viaggi isolati o in comitiva e di crociere, con o senza inclusione dei servizi accessori di soggiorno;

f) l'organizzazione di escursioni con o senza accompagnamento, per la visita della città e dei dintorni, e noleggio di autovettura;

g) l'esercizio delle funzioni di accompagnatore turistico da parte del titolare o del legale rappresentante purché qualificato, del direttore tecnico e dei dipendenti qualificati dell'agenzia, esercitato esclusivamente per i clienti dell'agenzia stessa;

h) la spedizione e il ritiro di bagagli per conto e nell'interesse dei propri clienti;

i) l'emissione di propri ordinativi per alberghi e vendita di buoni d'albergo emessi da organizzazioni nazionali o estere;

j) il rilascio e pagamento di assegni turistici e circolari per viaggiatori quali traveller's cheque, di lettere di credito emesse da istituti bancari e cambio di valute, in quanto attinenti a servizi turistici e sempre che il titolare dell'azienda abbia ottenuto le prescritte autorizzazioni;

k) il rilascio di polizze di assicurazione contro infortuni di viaggio, a persone o cose, per conto di imprese autorizzate;

l) il servizio di informazioni in materia turistica;

m) la diffusione gratuita di materiale turistico di propaganda e vendita di guide, orari e simili;

n) la fornitura di speciali prestazioni, purché di interesse turistico anche indiretto quali visti consolari sui passaporti, vendita di biglietti teatrali o per manifestazioni di pubblico interesse o convegni, simposi o lotterie;

o) organizzazioni di attività congressuali;

p) ogni altra forma di prestazione turistica a servizio dei clienti.

 

 

 

Art. 19

Procedure per apertura.

1. La richiesta di autorizzazione è presentata alla provincia nel cui territorio l'agenzia di viaggio e turismo intende porre la sede principale, indicando:

a) le generalità e la cittadinanza del richiedente e, ove si tratti di società, del suo legale rappresentante;

b) le generalità e la cittadinanza del direttore tecnico, se questi sia persona diversa dal richiedente;

c) la denominazione dell'agenzia;

d) l'ubicazione ove l'agenzia avrà sede;

e) l'attività che l'agenzia intende svolgere e il periodo d'apertura;

f) l'organizzazione e le attrezzature dell'impresa;

g) la consistenza patrimoniale dell'impresa.

2. La richiesta deve essere corredata dai seguenti documenti o relative dichiarazioni sostitutive:

a) il certificato generale del casellario giudiziale, il certificato dei carichi pendenti e il certificato di cui alla legge 19 marzo 1990, n. 55 e successive modifiche, di data non anteriore ai tre mesi, riguardanti il titolare ovvero il legale rappresentante e i componenti del consiglio di amministrazione della società nonché il direttore tecnico, qualora trattasi di persona diversa dal richiedente;

b) il certificato del tribunale attestante che nei confronti del titolare ovvero degli amministratori e del legale rappresentante della società non sono in corso procedure fallimentari o concorsuali;

c) il certificato d'iscrizione del direttore tecnico all'albo dei direttori tecnici, di cui all'articolo 33;

d) la copia autenticata dell'atto costitutivo del soggetto giuridico quando il richiedente non sia persona fisica.

3. L'apertura di filiali, succursali e altri punti vendita di agenzie già legittimate ad operare ed aventi la sede principale in Italia non è soggetta ad autorizzazione, ma a comunicazione di inizio attività alla Provincia ove la filiale, succursale o punto vendita dell'agenzia è ubicato, nonché alla Provincia dalla quale è stata rilasciata l'autorizzazione. La comunicazione deve contenere l'indicazione dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività, dell'ubicazione della filiale, succursale o altro punto vendita dell'agenzia e del periodo di apertura.

 

 

 

Art. 20

Autorizzazione.

1. A seguito alla presentazione della domanda di autorizzazione la Provincia accerta che la denominazione prescelta non sia uguale o simile ad altre adottate da agenzie già operanti sul territorio nazionale, fermo restando che non può, in ogni caso, essere adottata la denominazione di comuni o regioni italiane.

2. Le agenzie di viaggio operanti in regime di affiliazione commerciale possono aggiungere alla denominazione propria dell'agenzia, attribuita in sede di rilascio dell'autorizzazione, i segni distintivi dell'affiliante con la indicazione, anche a caratteri ridotti, della dicitura "affiliato".

3. La Provincia completata l'istruttoria ne comunica il risultato al richiedente che entro il termine di centottanta giorni deve:

a) trasmettere copia della polizza assicurativa stipulata ai sensi dell'articolo 25;

b) trasmettere una dichiarazione che assicuri la prestazione del direttore tecnico;

c) produrre idonea documentazione da cui risulti la disponibilità dei locali accompagnata dal certificato di agibilità.

4. Trascorso il termine di cui al comma 3 senza che il richiedente l'autorizzazione abbia ottemperato agli adempimenti previsti, la domanda di autorizzazione decade.

5. La Provincia, a seguito dell'istruttoria di cui ai commi precedenti, rilascia l'autorizzazione all'apertura dell'agenzia. L'agenzia di viaggio e turismo deve essere aperta, entro centottanta giorni dalla data del rilascio dell'autorizzazione, decorsi inutilmente i quali, l'autorizzazione decade.

6. L'autorizzazione ha validità di un anno e si rinnova tacitamente di anno in anno.

 

 

 

Art. 21

Contenuto dell'autorizzazione.

1. L'autorizzazione deve indicare espressamente:

a) la denominazione e l'ubicazione dell'agenzia di viaggio;

b) il titolare, e nel caso di società, il legale rappresentante;

c) il direttore tecnico.

2. Ogni modificazione degli elementi di cui al comma 1 relativa al titolare, alla denominazione o ragione sociale della società comporta il rilascio di una nuova autorizzazione; le altre modificazioni comportano l'aggiornamento dell'autorizzazione mediante annotazione.

3. Nelle agenzie di viaggio deve essere esposta in modo ben visibile copia dell'autorizzazione all'esercizio e della comunicazione di inizio attività.

 

 

 

Art. 22

Periodo di apertura.

1. Le agenzie di viaggio e turismo e le loro filiali hanno periodi di apertura annuali o stagionali.

2. Il periodo stagionale non può essere inferiore a sei mesi per anno.

 

 

 

Art. 23

Redazione e diffusione dei programmi.

1. I programmi concernenti l'organizzazione di viaggi, crociere, gite ed escursioni diversi dagli inserti pubblicitari di cui al successivo comma 3, diffusi da agenzie di viaggio e turismo operanti nel territorio regionale, configurano a tutti gli effetti offerta al pubblico ai sensi dell'articolo 1136 del codice civile e devono contenere indicazioni precise su:

a) il soggetto produttore o organizzatore;

b) le date di svolgimento;

c) la durata complessiva e il numero dei pernottamenti;

d) le quote di partecipazione con l'indicazione del prezzo globale corrispondente a tutti i servizi forniti e dell'eventuale acconto da versare all'atto dell'iscrizione, nonché delle scadenze per il versamento del saldo;

e) la qualità e quantità dei servizi con riferimento all'albergo o altro tipo di alloggio, al numero dei pasti, ai trasporti, alle presenze di accompagnatore e guide e a quant'altro è compreso nella quota di partecipazione; in particolare, per quanto concerne i mezzi di trasporto, devono essere indicate le tipologie e le caratteristiche dei vettori e, per quanto concerne l'albergo o alloggio, devono essere indicate l'ubicazione, la categoria e la sua approvazione e classificazione dello Stato ospitante;

f) i termini per le iscrizioni e per le relative rinunce;

g) le condizioni di rimborso di quote pagate sia per rinuncia o per recesso del cliente, che per annullamento del viaggio da parte dell'agenzia o per cause di forza maggiore o per altro motivo prestabilito;

h) il periodo di validità del programma;

i) gli estremi della garanzia assicurativa di cui all'articolo 25 con l'indicazione dei rischi coperti;

j) il numero minimo di partecipanti eventualmente richiesto per effettuare il viaggio e la data limite di informazione all'utente dei servizi turistici in caso di annullamento;

k) gli estremi dell'autorizzazione dell'esercizio dell'attività;

l) le misure igieniche e sanitarie richieste, nonché le informazioni di carattere generale in materia di visti e passaporti, necessari all'utente dei servizi turistici per fruire delle prestazioni turistiche previste dai programmi di viaggio;

m) la dichiarazione che il contratto è sottoposto, nonostante qualsiasi clausola contraria, alle disposizioni della convenzione internazionale di cui alla legge 27 dicembre 1977, n. 1084 e del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 111;

n) l'obbligo di comunicare, immediatamente per iscritto o in qualsiasi altra forma appropriata, al prestatore dei servizi nonché all'organizzatore ogni mancanza nell'esecuzione del contratto rilevata in loco dal consumatore.

2. Nei documenti di viaggio è fatto riferimento al programma di viaggio ai fini dell'accertamento dell'esatto adempimento degli impegni assunti.

3. Gli inserti pubblicitari, diffusi attraverso giornali, trasmissioni radio televisive o altro mezzo di comunicazione, non possono contenere informazioni difformi dal contenuto dei programmi autorizzati e devono raccomandare la presa di visione del programma completo presso le agenzie.

4. I programmi nella parte relativa al regolamento di partecipazione sono redatti in conformità alla convenzione internazionale di cui alla legge 27 dicembre 1977, n. 1084 nonché aldecreto legislativo 17 marzo 1995, n. 111.

5. I programmi, prima della stampa e della diffusione vengono comunicati alla Provincia e di detta comunicazione si fa espresso riferimento nel programma.

 

 

 

Art. 24

Commissioni arbitrali e conciliative.

1. La Provincia promuove tramite le associazioni dei consumatori e le associazioni di categoria delle imprese di agenzie di viaggio e turismo il ricorso a commissioni arbitrali e conciliative per la soluzione di controversie fra imprese di agenzie di viaggio e loro utenti.

2. Ai fini di cui al comma 1 e in funzione del miglioramento della qualità del servizio, le agenzie di viaggio e turismo possono inserire nei programmi di viaggio e turismo la previsione delle possibilità di ricorrere a forme di conciliazione ed arbitrato, anche avvalendosi delle apposite commissioni istituite presso le Camere di commercio industria agricoltura e artigianato.

 

 

 

Art. 25

Obbligo di assicurazione.

1. Per lo svolgimento della loro attività, le agenzie di viaggio e turismo stipulano polizze assicurative, con massimale non inferiore a centomila euro e comunque congruo, a garanzia dell'esatto adempimento degli obblighi assunti verso i clienti con il contratto di viaggio in relazione al costo complessivo dei servizi offerti, ferme restando le disposizioni previste in materia dalla convenzione internazionale di cui alla legge 27 dicembre 1977, n. 1084 e dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 111 e successive modifiche ed integrazioni.

2. L'agenzia deve inviare, annualmente, alla Provincia territorialmente competente, la documentazione comprovante l'avvenuto pagamento del premio.

3. La sopravvenuta mancanza di copertura assicurativa accertata in sede di esercizio delle funzioni di vigilanza, comporta l'assunzione di ordinanza di immediata chiusura dell'esercizio e la pronuncia del provvedimento di revoca della autorizzazione.

 

 

 

Art. 26

Sospensione dell'attività.

1. L'attività dell'agenzia di viaggio e turismo può essere sospesa per un periodo non superiore ai centottanta giorni:

a) per iniziativa del titolare quando si tratti di cause di forza maggiore e imprevedibili, mediante comunicazione alla Provincia immediatamente dopo l'evento; in tale ipotesi la sospensione può essere motivatamente prorogata, una sola volta, per altri sei mesi;

b) per iniziativa della Provincia, quando si tratti di misura cautelare o sanzionatoria.

2. In caso di sospensione di cui al comma 1 lettera a) non consentita o prolungata oltre i termini previsti, la Provincia provvede all'assunzione di ordinanza di immediata chiusura dell'esercizio e alla pronuncia del provvedimento di decadenza dell'autorizzazione.

 

 

 

Art. 27

Cessazione dell'attività.

1. La cessazione dell'attività può avvenire prima della scadenza del periodo stabilito per iniziativa del titolare quando si tratti di cause di forza maggiore e imprevedibili, mediante comunicazione alla Provincia o per chiusura dell'esercizio disposta dalla Provincia a seguito di revoca o decadenza dell'autorizzazione.

 

 

 

Art. 28

Elenco provinciale delle agenzie di viaggio e turismo.

1. Le agenzie di viaggio e turismo, autorizzate o oggetto di comunicazione di inizio attività sono iscritte d'ufficio nell'elenco delle agenzie di viaggio e turismo istituito in ciascuna Provincia.

2. Nell'elenco sono indicati la denominazione e la ragione sociale di ciascuna agenzia, le generalità e il domicilio del titolare e del direttore tecnico, nonché data e periodo di apertura; sono altresì annotati i successivi rinnovi e le eventuali sospensioni.

3. L'elenco, posto a disposizione del pubblico, è tenuto a cura di ciascuna Provincia che provvede, altresì, alle ulteriori comunicazioni previste dalla legge.

4. Le risultanze dell'elenco provinciale sono pubblicate a cura della Provincia, entro il mese di febbraio di ciascun anno, nel Bollettino Ufficiale della Regione.

 

 

 

Art. 29

Direttore tecnico.

1. La Provincia, con cadenza almeno biennale, indice l'esame per direttore tecnico. La domanda di partecipazione deve essere presentata alle Province senza alcun obbligo di residenza nel territorio regionale. I candidati devono essere in possesso dei seguenti requisiti (15):

a) diploma di scuola secondaria superiore;

b) esercizio di attività lavorativa con mansioni di concetto o superiori presso agenzie di viaggio e turismo per almeno tre anni, attestato dal datore di lavoro.

2. L'esercizio dell'attività lavorativa di cui al comma 1, lettera b) è ridotto a sei mesi per coloro che siano in possesso di diploma universitario in economia del turismo o titolo equipollente; nessun periodo è richiesto per chi è in possesso di attestatorelativo a corsi di specializzazione post universitaria in economia e gestione del turismo.

3. La commissione esaminatrice è così composta:

a) un dirigente della Provincia con funzioni di presidente;

b) un docente o esperto per ciascuna materia d'esame;

c) un docente o esperto per ciascuna lingua straniera scelta dal candidato come oggetto d'esame.

4. Le funzioni di segretario sono esercitate da un dipendente provinciale.

5. Per ogni membro effettivo e per il segretario della commissione viene nominato un membro supplente.

6. Ai componenti e al segretario della commissione esaminatrice è corrisposto e, ove spetti, il rimborso delle spese di viaggio.

7. Le prove sono finalizzate a verificare il possesso delle seguenti capacità professionali:

a) la conoscenza delle tecniche di amministrazione e organizzazione delle agenzie di viaggio e turismo in relazione alle attività previste dall'articolo 18;

b) la conoscenza tecnica, legislativa e geografica del settore turistico;

c) la conoscenza di due tra le principali lingue estere europee.

________________________________________

(15) Alinea così modificato dall'art. 2, L.R. 28 marzo 2012, n. 9, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 3 della medesima legge).

 

 

 

Art. 30

Albo provinciale dei direttori tecnici.

1. Sono iscritti all'albo provinciale dei direttori tecnici:

a) coloro che hanno superato l'esame di cui all'articolo 29;

b) i direttori tecnici che hanno conseguito l'abilitazione in altre province o in altre regioni e operano presso agenzie di viaggio aventi sede nella provincia;

c) i cittadini di tutti gli stati membri dell'Unione europea, residenti in una provincia della Calabria, in possesso dei requisiti e delle condizioni di cui all'articolo 4 del D.Lgs. 23 novembre 1991, n. 392;

d) i direttori tecnici, residenti in una delle province della Calabria, cittadini di stati non appartenenti all'Unione europea, in possesso di titolo abilitante equiparato, in base al principio di reciprocità, a quello previsto dal presente testo unico.

2. L'albo è pubblico. Le risultanze dell'albo provinciale sono pubblicate a cura della Provincia entro il mese di febbraio di ciascun anno nel Bollettino Ufficiale della Regione.

 

 

 

Capo V - Professioni Turistiche

Art. 31

Figure delle professioni turistiche.

1. È guida turistica chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi di persone, nelle visite a opere d'arte, a musei, a gallerie, a scavi archeologici illustrandone le attrattive storiche, artistiche, monumentali, paesaggistiche e naturali.

2. È accompagnatore turistico, chi per professione, accoglie ed accompagna persone singole o gruppi di persone in viaggi sul territorio nazionale o estero, curando l'attuazione del pacchetto turistico predisposto dagli organizzatori, prestando completa assistenza ai turisti con la conoscenza della lingua degli accompagnati, fornendo elementi significativi e notizie di interesse turistico sulle zone di transito.

3. È animatore turistico chi, per professione, organizza il tempo libero di gruppi di turisti con attività ricreative, sportive, culturali.

4. [È guida naturalistico-ambientale chi esercita professionalmente l'attività di conduzione di persone nelle visite a parchi, riserve naturali, zone di pregio o tutela ambientale o siti di interesse ambientale così come individuate dalla legislazione vigente, fornendo notizie ed informazioni di interesse naturalistico, paesaggistico ed ambientale] (16).

5. [È animatore del patrimonio e delle risorse culturali chi, per professione, promuove la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio e dei beni culturali del territorio] (17).

6. [È promotore turistico delle risorse ambientali e culturali chi, per professione, promuove la mediazione delle risorse ambientali e culturali del territorio con le domande e i bisogni della loro fruizione] (18).

7. [È programmatore e promotore turistico chi, per professione, progetta e promuove l'offerta turistica] (19).

8. [La Giunta regionale, d'intesa con le Amministrazioni provinciali, con cadenza biennale definirà i titoli necessari per poter acquisire l'abilitazione all'esercizio delle professioni turistiche](20).

________________________________________

(16) Comma abrogato dall'art. 7, comma 1, lettera a), L.R. 12 dicembre 2008, n. 40.

(17) Comma abrogato dall'art. 7, comma 1, lettera a), L.R. 12 dicembre 2008, n. 40.

(18) Comma abrogato dall'art. 7, comma 1, lettera a), L.R. 12 dicembre 2008, n. 40.

(19) Comma abrogato dall'art. 7, comma 1, lettera a), L.R. 12 dicembre 2008, n. 40.

(20) Comma abrogato dall'art. 7, comma 1, lettera a), L.R. 12 dicembre 2008, n. 40.

 

 

 

Art. 32

Competenze delle Province.

1. Le Province esercitano le funzioni relative a:

a) [indizione ed espletamento con cadenza biennale degli esami di abilitazione all'esercizio delle professioni turistiche] (21);

b) [tenuta degli elenchi delle professioni turistiche] (22);

c) rilascio del tesserino di riconoscimento su modello fornito dalla Regione;

d) pubblicizzazione delle tariffe per le prestazioni delle professioni turistiche;

e) [promozione ed organizzazione di corsi di aggiornamento e di riqualificazione, nell'ambito dei programmi previsti dall'ordinamento della formazione professionale, anche su segnalazione delle associazioni di categoria delle professioni turistiche] (23).

2. [L'articolazione ed il contenuto delle prove di esame, le modalità di composizione delle commissioni e di espletamento degli esami di abilitazione e le modalità di tenuta degli elenchi provinciali sono definite con un regolamento da approvarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge] (24).

3. [Gli elenchi provinciali delle professioni turistiche sono pubblici e le risultanze sono pubblicate a cura della Provincia, entro il mese di febbraio di ciascun anno, nel Bollettino Ufficiale della Regione] (25).

4. [Gli iscritti ad un elenco provinciale delle guide turistiche hanno diritto ad ottenere la abilitazione anche per la lingua straniera per la quale risultano abilitati in altra provincia] (26).

5. [Il rilascio dell'autorizzazione provinciale per l'esercizio della professione turistica avente validità sull'intero territorio regionale è a cura della Provincia] (27).

________________________________________

(21) Lettera abrogata dall'art. 7, comma 1, lettera b), L.R. 12 dicembre 2008, n. 40.

(22) Lettera abrogata dall'art. 7, comma 1, lettera b), L.R. 12 dicembre 2008, n. 40.

(23) Lettera abrogata dall'art. 7, comma 1, lettera b), L.R. 12 dicembre 2008, n. 40.

(24) Comma abrogato dall'art. 7, comma 1, lettera b), L.R. 12 dicembre 2008, n. 40.

(25) Comma abrogato dall'art. 7, comma 1, lettera b), L.R. 12 dicembre 2008, n. 40.

(26) Comma abrogato dall'art. 7, comma 1, lettera b), L.R. 12 dicembre 2008, n. 40.

(27) Comma abrogato dall'art. 7, comma 1, lettera b), L.R. 12 dicembre 2008, n. 40.

 

 

 

Art. 33

L'autorizzazione provinciale e tesserino di riconoscimento.

1. I titolari di autorizzazione provinciale per l'esercizio delle professioni turistiche hanno l'obbligo di portarla con sé e di esibirla ad ogni controllo.

2. Le guide turistiche, le guide naturalistiche, gli accompagnatori turistici, gli animatori turistici e i titolari, i legali rappresentanti qualificati, i direttori tecnici e dipendenti qualificati delle agenzie di viaggio e turismo, autorizzati a svolgere attività di accompagnatore turistico esclusivamente per i clienti dell'agenzia, nell'esercizio della loro attività devono portare in evidenza il tesserino di riconoscimento.

 

 

 

Art. 34

Divieti.

1. È fatto divieto alle guide turistiche, alle guide naturalistico-ambientali, agli accompagnatori e agli animatori turistici di svolgere nei confronti dei turisti attività commerciali o comunque estranee alla professione, anche quando queste siano esercitate con carattere di occasionalità e congiuntamente ad altre attività non incompatibili.

 

 

 

Art. 35

Sospensione e revoca delle autorizzazioni.

1. L'autorizzazione provinciale può essere sospesa per un periodo non superiore a sei mesi:

a) per iniziativa del titolare quando si tratti di cause di forza maggiore e imprevedibili, mediante comunicazione fatta al Comune entro sessanta giorni dall'evento;

b) per iniziativa del Comune, sentito l'interessato, quando si tratti di misura cautelare o sanzionatoria e nel caso di violazione dei divieti di cui all'articolo 34.

2. La sospensione può essere motivatamente prorogata, una sola volta, per altri sei mesi. L'autorizzazione provinciale è revocata, in qualsiasi momento, per gravi motivi di interesse pubblico. I provvedimenti relativi alla sospensione e revoca dell'autorizzazione provinciale sono adottati dal Comune e comunicati, oltre che all'interessato, alle Province.

 

 

 

Art. 36

Sanzioni amministrative pecuniarie.

1. Chiunque eserciti, anche occasionalmente, le professioni di cui all'articolo 31, senza essere in possesso della relativa autorizzazione provinciale, è soggetto a sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 4.000,00.

2. Chiunque eserciti le professioni turistiche, in possesso di una autorizzazione provinciale non debitamente rinnovata, è soggetto a sanzione amministrativa da euro 250,00 a euro 500,00.

3. Chiunque nell'esercizio delle professioni turistiche non esibisca l'autorizzazione provinciale a un controllo o non tenga in evidenza l'apposito tesserino di riconoscimento è soggetto a sanzione amministrativa da euro 50,00 a euro 250,00.

4. Chiunque applichi tariffa diversa da quella comunicata ai sensi dell'articolo 32 è soggetto a sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 5.000,00.

5. Chiunque per l'espletamento dell'attività delle professioni turistiche di cui all'articolo 31 si avvalga di soggetti non muniti di autorizzazione provinciale, è soggetto a sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 5.000,00, raddoppiabile in caso di recidiva.

6. Le sanzioni sono comminate dal Comune competente e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente.

 

 

 

Art. 37

Reclami e vigilanza.

1. I clienti delle guide turistiche, delle guide naturalisticoambientali, degli accompagnatori turistici e animatori turistici, che riscontrino irregolarità nelle prestazioni pattuite, possono presentare, entro trenta giorni dall'evento, documentato reclamo alla Provincia.

2. La Provincia, sentito il titolare dell'autorizzazione provinciale, decide sul reclamo entro sessanta giorni.

3. Qualora il reclamo risulti fondato, la guida, animatore o accompagnatore è soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa da euro 250,00 a euro 500,00.

4. La vigilanza sull'osservanza delle norme sulle professioni turistiche è esercitata dal Comune competente per territorio.

 

 

 

Art. 38

Inapplicabilità.

1. Le disposizioni relative alle professioni turistiche non si applicano alle attività di semplice accompagnamento di visitatori per conto delle associazioni Pro-Loco svolte occasionalmente e gratuitamente da soggetti appartenenti alle Pro-Loco stesse nelle località di competenza delle medesime e con esclusione dei comuni nei quali si trovano i siti che possono essere illustrati ai visitatori solo da guide specializzate così come individuati dal decreto del Presidente della Repubblica 13 dicembre 1995, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 febbraio 1996, n. 49.

 

 

 

TITOLO II

Norme finali

Art. 39

Abrogazione di norme.

1. Sono abrogate:

a) legge regionale 31 agosto 1973, n. 15 e successive modifiche ed integrazioni;

b) legge regionale 2 giugno 1980, n. 23 e successive modifiche ed integrazioni;

c) legge regionale 19 aprile 1983, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni (28);

d) legge regionale 28 marzo 1985, n. 13 e successive modifiche ed integrazioni, ad esclusione del Titolo VIII;

e) legge regionale 8 aprile 1988, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni;

f) legge regionale 7 marzo 1995, n. 5 e successive modifiche ed integrazioni;

g) legge regionale 10 aprile 1995, n. 13 e successive modifiche ed integrazioni.

________________________________________

(28) Lettera così modificata dall'art. 7, comma 1, lettera c), L.R. 12 dicembre 2008, n. 40. La modifica ha riguardato la soppressione delle parole "titolo II" indicate erroneamente dopo le parole "e successive modifiche ed integrazioni", in quanto la suddetta L.R. n. 16/1983 non è suddivisa nè in titoli nè in nessun altro modo (l'abrogazione pertanto, come confermato dalla soppressione delle suddette parole, si riferisce all'intero testo di detta legge).

 

 

 

Art. 40

Entrata in vigore.

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

 

La presente legge è pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e farla osservare come legge della Regione Calabria.