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Trib. Firenze 23 gennaio 2018, n. 180

Tribunale di Firenze, sezione II, 23 gennaio 2018, n. 180; G.U. Zanda, Ca. Bo. e Lu. Er. in proprio e quali esercenti la potestà genitoriale su An. Bo. (Avv. Damiani) c. ASD Canottieri Comunale Firenze (Avv. De Gaetano), con la partecipazione di UnipolSai ass.ni (Avv. Pagnini)

 

Responsabilità civile – Canoa - Competizione di polo in canoa  – Associazione sportiva - Infortunio di un minore - Responsabilità ex art. 2048 c.c. – Non sussiste

 

 

Responsabilità civile – Canoa - Competizione di polo in canoa  – Associazione sportiva - Infortunio di un minore – Accettazione del rischio del partecipante slla l’atleta – Scriminante sportiva – Sussiste

 

 

Per la responsabilità dell’associazione sportiva ai sensi  dell'art. 2048 c.c. per l'infortunio occorso a un atleta minore durante lo svolgimento di una lezione di allenamento, non è sufficiente la mera circostanza di aver fatto svolgere agli atleti una gara sportiva, risultando necessario che il danno mostri di essere conseguenza di un comportamento colposo integrante un fatto illecito, posto in essere da un altro atleta, impegnato anch’esso nella gara, e che l’associazione sportiva, in relazione agli accadimenti del caso concreto, risulti non aver predisposto tutte le misure atte ad evitare i danni.

 

Per la configurabilità della responsabilità del precettore o dell'organizzatore di un evento sportivo occorre verificare se l'evento lesivo sia imputabile all'atleta, ovvero a carenze organizzative o cautelari del precettore, oppure rientri nell'alveo della c.d. scriminante sportiva - circostanza ricorrente quando la condotta di gioco, che ha provocato il danno, appaia riconducibile al rischio sportivo inerente al tipo di gara o di sport praticato (nella specie, l’attività sportiva svolta dal minore non è una lezione di canoa "in solitaria" nella quale l'allievo percorre tratti di fiume in velocità, bensì uno sport competitivo a squadre, che implica la vicinanza tra gli allievi, l'utilizzo di pagaie sia per spostarsi con l'imbarcazione che per effettuare tiri e passaggi di palla tra i giocatori e verso la "porta". Il Tribunale ha ritenuto che nessun addebito di mancata predisposizione di cautele o di inesatto insegnamento delle regole del gioco, fosse imputabile all'istruttore e all'associazione sportiva, così come non fosse configurabile nei loro confronti  l'omessa vigilanza. Il Giudice riconduce l’infortunio in questione al rischio sportivo inerente lo svolgimento di detta disciplina sportiva, concludendo che il danno si è verificato per un evento del tutto estraneo alla sfera di controllo dell’istruttore, idoneo ad integrare il caso fortuito).

Il diritto in immersione: regole di sicurezza e responsabilità nella subacquea

Con l'arrivo dell'estate si va sott'acqua. Lo studio è liberamente scaricabile qui

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Volo da diporto o sportivo (VDS) e responsabilità civile

E' stato pubblicato il n. 40 dei LawTech Student Papers

 

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KITESURF e responsabilità civile

E' stato pubblicato il n. 38 dei Lawtech Student Paper.

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CONVEGNO: Valanghe e responsabilità. Il pericolo di un diritto “incerto”

SEDE: PINZOLO (TRENTO) – [Casa della Cultura]

 

Ore 16.30 - Apertura dei lavori

Prof. Avv. Salvatore Sica, Consigliere CNF – Professore Ordinario di Diritto Privato presso l’Università di Salerno; “Rivista di Diritto Sportivo – CONI”

Avv. Mauro Bondi, Presidente dell’Ordine Forense di Rovereto INTERVENTI

 

Dott. Mauro Valt, AINEVA ‒ ARPAV, Centro Valanghe di Arabba
Il monitoraggio del fenomeno valanghivo: dati statistici e aspetti tecnici

 

Prof. Umberto Izzo, Professore Associato di Diritto Privato presso l’Università degli Studi di Trento
I confini dell’area sciabile. Responsabilità civile e profili assicurativi


Avv. Stefania Rossi, Assegnista di ricerca di Diritto Penale presso l’Università degli Studi di Trento, Foro di Trento

Sinistri in fuori pista e responsabilità penale


Dott. Carlo Busato, Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Bolzano

Il distacco di una valanga nella prassi giudiziaria

 

Prof.ssa Lucia Savadori, Professore Associato di Psicologia Generale presso l’Università degli Studi di Trento

Percezione del rischio valanghe ed errori cognitivi

 

Prof. Annibale Salsa, Accademia della Montagna del Trentino - Trentino School of Management

Antropologia del rischio e turismo invernale

 

Ore 18.00 - Chiusura dei lavori

 

SITO DEL CONVEGNO

Tribunale di Sondrio, sentenza 17 ottobre 2013, n. 313

Tribunale di Sondrio, sentenza 17 ottobre 2013, n. 313; Giud. FUZIO ­– N.P.G. (avv. Caelli) c. Ski Area San Rocco s.r.l. + 3, con la chiamata in causa di Carosello 3000 s.r.l. + 6

 

Responsabilità civile – Sci – Gestore dell’area sciabile – Delimitazione dell’area sciabile – Art. 17 l. n. 363/03 – Inapplicabilità - Fattispecie

 

Responsabilità civile – Sci – Gestore dell’area sciabile – Delimitazione dell’area sciabile Infortunio di sciatore fuori pista – Responsabilità ex art. 2051 c.c. – Responsabilità contrattuale - Concorso di colpa del danneggiato – Non sussiste

 

 

I gestori delle aree sciabili fra le quali insista un percorso di collegamento (ski weg) non possono invocare l’esclusione di responsabilità prevista dell’art. 17 l. n. 363/03 per i danni occorsi a uno sciatore precipitato in un dirupo transitando su detto percorso, ove, sebbene il percorso non sia compreso nell’area sciabile descritta dalle planimetrie allegate alle autorizzazioni all’apertura dell’area sciabile ottenute dai gestori, risulti che prima del sinistro lo ski weg fosse regolarmente utilizzato da un numero consistente di sciatori e che gli stessi gestori avevano provveduto alla battitura dello ski weg per rendere più sicuro il transito dell’utenza.

 

 

I gestori delle aree sciabili collegate tramite un percorso di collegamento (ski weg) rispondono solidalmente, sia in via extracontrattuale in base agli artt. 2043 e 2051 c.c. che contrattualmente a seguito dell’acquisto dello skipass, nei confronti dello sciatore infortunatosi transitando su tale percorso, ove omettano di segnalare con opportuni cartelli e delimitazioni la circostanza che il tratto di pista è posto all’esterno dell’area sciabile, né, in difetto di tali precauzioni, può essere ascritto allo sciatore infortunatosi un concorso di colpa nella verificazione del sinistro in cui è incorso.

 

 

Testo della sentenza