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Tribunale di Cassino, 8 novembre 2017

Responsabilità civile – Attività sportiva – Gara ciclistica amatoriale – Improvviso cambio di direzione di un atleta durante il percorso in violazione delle regole federali di categoria e di ordinaria diligenza – Investimento di un altro ciclista – Lesioni personali – Responsabilità ex art. 2043 c.c. – Sussiste – Collegamento funzionale tra l’azione e la finalità sportiva – Non integrato – Fattispecie

 

Si configura la responsabilità aquiliana in capo al ciclista che, nel corso di una gara amatoriale, cambi improvvisamente la propria traiettoria impattando contro un avversario, allorquando la manovra sia stata eseguita in violazione delle prescrizioni dettate dal regolamento federale di categoria e/o sia stata connotata da contrarietà alle regole dell’ordinaria diligenza, purché non sia ravvisabile un collegamento funzionale tra la condotta e la finalità sportiva.  

 

Responsabilità civile – Attività sportiva – Gara ciclistica amatoriale – Improvviso cambio di direzione di un atleta durante il percorso in violazione delle regole federali di categoria e di ordinaria diligenza – Investimento di un altro ciclista – Lesioni personali – Responsabilità ex art. 2043 c.c. – Colpa – Valutazione alla stregua dei criteri caratterizzanti le regole tecniche dell’attività sportiva e il rischio sportivo – Necessità

 

La responsabilità sportiva, nonostante sia da ricondursi alla fattispecie generale prevista all’art. 2043 c.c., è connotata da peculiarità derivanti dalla disciplina di riferimento dettata sia dai regolamenti delle singole Federazioni sia dalla legislazione ordinaria. Pertanto, pur non trattandosi di una responsabilità autonoma e ulteriore rispetto a quella dell’ordinamento giuridico statale, il concetto di colpa deve essere valutato (anche) alla stregua dei criteri caratterizzanti l’attività sportiva e, in particolare, al rispetto delle regole tecniche e al rischio sportivo.

Corte di Cassazione, Sez. IV, sentenza 24 marzo 2017, n. 14606

Responsabilità penale – Sci – Omicidio colposo – Responsabilità del gestore di un’area sciabile – Decesso di uno sciatore a causa di un impatto contro una pietra ubicata all’esterno del tracciato – Obbligo di cautelare le adiacenze del tracciato – Condizioni – Fattispecie

 

Il gestore di una pista di sci deve prevenire quei pericoli fisicamente esterni alle piste, ma a cui si può andare incontro in caso di uscita di pista solamente qualora la situazione dei luoghi renda altamente probabile che si fuoriesca dalla pista battuta, per la conformazione naturale del percorso. Se, però, è vero che l'obbligo di protezione riguardi anche i diversi pericoli atipici, cioè quelli che lo sciatore non si attende di trovare, diversi quindi da quelli connaturati a quel quid di pericolistà insito nell'attività, deve, atlrettanto certamente, escludersi che tale obbligo di protezione si possa dilatare sino a comprendervi i c.d. pericoli sterni se non quelli derivanti da una fuoriuscita altamente probabile dalla pista.

 

Trib. Firenze 23 gennaio 2018, n. 180

Tribunale di Firenze, sezione II, 23 gennaio 2018, n. 180; G.U. Zanda, Ca. Bo. e Lu. Er. in proprio e quali esercenti la potestà genitoriale su An. Bo. (Avv. Damiani) c. ASD Canottieri Comunale Firenze (Avv. De Gaetano), con la partecipazione di UnipolSai ass.ni (Avv. Pagnini)

 

Responsabilità civile – Canoa - Competizione di polo in canoa  – Associazione sportiva - Infortunio di un minore - Responsabilità ex art. 2048 c.c. – Non sussiste

 

 

Responsabilità civile – Canoa - Competizione di polo in canoa  – Associazione sportiva - Infortunio di un minore – Accettazione del rischio del partecipante slla l’atleta – Scriminante sportiva – Sussiste

 

 

Per la responsabilità dell’associazione sportiva ai sensi  dell'art. 2048 c.c. per l'infortunio occorso a un atleta minore durante lo svolgimento di una lezione di allenamento, non è sufficiente la mera circostanza di aver fatto svolgere agli atleti una gara sportiva, risultando necessario che il danno mostri di essere conseguenza di un comportamento colposo integrante un fatto illecito, posto in essere da un altro atleta, impegnato anch’esso nella gara, e che l’associazione sportiva, in relazione agli accadimenti del caso concreto, risulti non aver predisposto tutte le misure atte ad evitare i danni.

 

Per la configurabilità della responsabilità del precettore o dell'organizzatore di un evento sportivo occorre verificare se l'evento lesivo sia imputabile all'atleta, ovvero a carenze organizzative o cautelari del precettore, oppure rientri nell'alveo della c.d. scriminante sportiva - circostanza ricorrente quando la condotta di gioco, che ha provocato il danno, appaia riconducibile al rischio sportivo inerente al tipo di gara o di sport praticato (nella specie, l’attività sportiva svolta dal minore non è una lezione di canoa "in solitaria" nella quale l'allievo percorre tratti di fiume in velocità, bensì uno sport competitivo a squadre, che implica la vicinanza tra gli allievi, l'utilizzo di pagaie sia per spostarsi con l'imbarcazione che per effettuare tiri e passaggi di palla tra i giocatori e verso la "porta". Il Tribunale ha ritenuto che nessun addebito di mancata predisposizione di cautele o di inesatto insegnamento delle regole del gioco, fosse imputabile all'istruttore e all'associazione sportiva, così come non fosse configurabile nei loro confronti  l'omessa vigilanza. Il Giudice riconduce l’infortunio in questione al rischio sportivo inerente lo svolgimento di detta disciplina sportiva, concludendo che il danno si è verificato per un evento del tutto estraneo alla sfera di controllo dell’istruttore, idoneo ad integrare il caso fortuito).

Il diritto in immersione: regole di sicurezza e responsabilità nella subacquea

Con l'arrivo dell'estate si va sott'acqua. Lo studio è liberamente scaricabile qui

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Volo da diporto o sportivo (VDS) e responsabilità civile

E' stato pubblicato il n. 40 dei LawTech Student Papers

 

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KITESURF e responsabilità civile

E' stato pubblicato il n. 38 dei Lawtech Student Paper.

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