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KITESURF e responsabilità civile

E' stato pubblicato il n. 38 dei Lawtech Student Paper.

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CONVEGNO: Valanghe e responsabilità. Il pericolo di un diritto “incerto”

SEDE: PINZOLO (TRENTO) – [Casa della Cultura]

 

Ore 16.30 - Apertura dei lavori

Prof. Avv. Salvatore Sica, Consigliere CNF – Professore Ordinario di Diritto Privato presso l’Università di Salerno; “Rivista di Diritto Sportivo – CONI”

Avv. Mauro Bondi, Presidente dell’Ordine Forense di Rovereto INTERVENTI

 

Dott. Mauro Valt, AINEVA ‒ ARPAV, Centro Valanghe di Arabba
Il monitoraggio del fenomeno valanghivo: dati statistici e aspetti tecnici

 

Prof. Umberto Izzo, Professore Associato di Diritto Privato presso l’Università degli Studi di Trento
I confini dell’area sciabile. Responsabilità civile e profili assicurativi


Avv. Stefania Rossi, Assegnista di ricerca di Diritto Penale presso l’Università degli Studi di Trento, Foro di Trento

Sinistri in fuori pista e responsabilità penale


Dott. Carlo Busato, Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Bolzano

Il distacco di una valanga nella prassi giudiziaria

 

Prof.ssa Lucia Savadori, Professore Associato di Psicologia Generale presso l’Università degli Studi di Trento

Percezione del rischio valanghe ed errori cognitivi

 

Prof. Annibale Salsa, Accademia della Montagna del Trentino - Trentino School of Management

Antropologia del rischio e turismo invernale

 

Ore 18.00 - Chiusura dei lavori

 

SITO DEL CONVEGNO

Tribunale di Sondrio, sentenza 17 ottobre 2013, n. 313

Tribunale di Sondrio, sentenza 17 ottobre 2013, n. 313; Giud. FUZIO ­– N.P.G. (avv. Caelli) c. Ski Area San Rocco s.r.l. + 3, con la chiamata in causa di Carosello 3000 s.r.l. + 6

 

Responsabilità civile – Sci – Gestore dell’area sciabile – Delimitazione dell’area sciabile – Art. 17 l. n. 363/03 – Inapplicabilità - Fattispecie

 

Responsabilità civile – Sci – Gestore dell’area sciabile – Delimitazione dell’area sciabile Infortunio di sciatore fuori pista – Responsabilità ex art. 2051 c.c. – Responsabilità contrattuale - Concorso di colpa del danneggiato – Non sussiste

 

 

I gestori delle aree sciabili fra le quali insista un percorso di collegamento (ski weg) non possono invocare l’esclusione di responsabilità prevista dell’art. 17 l. n. 363/03 per i danni occorsi a uno sciatore precipitato in un dirupo transitando su detto percorso, ove, sebbene il percorso non sia compreso nell’area sciabile descritta dalle planimetrie allegate alle autorizzazioni all’apertura dell’area sciabile ottenute dai gestori, risulti che prima del sinistro lo ski weg fosse regolarmente utilizzato da un numero consistente di sciatori e che gli stessi gestori avevano provveduto alla battitura dello ski weg per rendere più sicuro il transito dell’utenza.

 

 

I gestori delle aree sciabili collegate tramite un percorso di collegamento (ski weg) rispondono solidalmente, sia in via extracontrattuale in base agli artt. 2043 e 2051 c.c. che contrattualmente a seguito dell’acquisto dello skipass, nei confronti dello sciatore infortunatosi transitando su tale percorso, ove omettano di segnalare con opportuni cartelli e delimitazioni la circostanza che il tratto di pista è posto all’esterno dell’area sciabile, né, in difetto di tali precauzioni, può essere ascritto allo sciatore infortunatosi un concorso di colpa nella verificazione del sinistro in cui è incorso.

 

 

Testo della sentenza

 

 

Corte di Cassazione, sez. III, sentenza 19 gennaio 2018, n. 1254

Corte di Cassazione, sez. III, sentenza 19 gennaio 2018, n. 1254, Pres. Di Amato; Rel. Frasca; P.V. (Avv. Manzione) c. T.I.

 

Responsabilità civile - Calcio saponato – Danno da cosa in custodia - Infortunio - Responsabilità del custode – Sussiste (Cod. civ., artt. 2051, 1227)

 

Responsabilità civile – Calcio saponato - Danno da cosa in custodia – Nesso causale Rischio elettivo - Interruzione – Non sussiste (Cod. civ., artt. 2051, 1227)

  

La responsabilità del custode di un parco giochi ove si pratichi calcio saponato non è esclusa dalla scelta del danneggiato di utilizzare un’attrezzatura prevista dal regolamento come necessaria per lo svolgimento dell’attività sportiva, anche se il danneggiato possa averne percepito la sua inidoneità a svolgere la funzione protettiva richiesta dalla natura del gioco. (1)

 

La scelta di un giocatore di calcio saponato di utilizzare un casco rivelatosi inidoneo a fungere da protezione, non è riconducibile in modo certo a un c.d. “rischio elettivo”, e non è sufficiente ad interrompere il nesso eziologico tra la fornitura del casco al giocatore e le lesioni da quest’ultimo subite (nella specie, il ricorrente aveva rilevato che il casco fornitogli era "piccolo", ossia che non era del tutto adatto alla misura della sua testa, tuttavia, secondo la Corte, indossare un casco percepito come "piccolo" è circostanza che si può prestare ad una duplice interpretazione, sia a giustificare una percezione di mera mancanza di comodità dell’attrezzatura protettiva, sia a percepire la sua inidoneità ad assolvere la funzione di protezione. Pertanto sul piano della logica comune, non è condivisibile la conclusione che il ricorrente, per il fatto di avere preso parte al gioco con un casco di taglia più piccola del dovuto, abbia colpevolmente accettato di giocare assumendosi il rischio di farlo in difetto di idonee protezioni). (2)

 

ALLOCARE IL COSTO DEGLI INCIDENTI SUI CAMPI DA SCI: ALLA RICERCA DI UN SENSO

E' disponibile on line lo studio ALLOCARE IL COSTO DEGLI INCIDENTI SUI CAMPI DA SCI: ALLA RICERCA DI UN SENSO, di UMBERTO IZZO, pubblicato in id. (a cura di), La montagna, Vol. I, Trattato sulla responsabilità civile e penale negli sport del turismo (a cura di FORNASARI, IZZO, LENTI, MORANDI), Torino, Giappichelli, 2013, pp. 3-106.   

CORTE DI APPELLO DI MILANO; sentenza 29 settembre 2009

CORTE DI APPELLO DI MILANO; sentenza 29 settembre 2009, Pres. Lapertosa; Rel. Spina; Imp. F. F. Conferma G.u.p. Trib Sondrio 10 marzo 2005, n. 1519.

Responsabilità penale - Omicidio colposo - Valanga colposa - Sci alpinismo - Colpa - Sussistenza - Condanna

Sussiste la responsabilità per i reati di valanga colposa e omicidio colposo in capo allo sci alpinista che, effettuando l'ascesa lungo la linea di massima pendenza di un canalone con gli sci ai piedi, determina la rottura del manto nevoso ed una valanga di piccole dimensioni, la quale dà origine ad una valanga di grosse dimensioni, che investe un gruppo di dodici sci-alpinisti provocando la morte di tre di essi (nel caso di specie il bollettino nivometeorologico segnalava la probabilità di distacco valanghe ed era quindi raccomandabile, alla luce di detto bollettino, per la presenza di neve fresca e per la temperatura atmosferica relativamente elevata, una risalita diversa da quella lungo la linea verticale).