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CORTE DI APPELLO DI MILANO; sentenza 29 settembre 2009

CORTE DI APPELLO DI MILANO; sentenza 29 settembre 2009, Pres. Lapertosa; Rel. Spina; Imp. F. F. Conferma G.u.p. Trib Sondrio 10 marzo 2005, n. 1519.

Responsabilità penale - Omicidio colposo - Valanga colposa - Sci alpinismo - Colpa - Sussistenza - Condanna

Sussiste la responsabilità per i reati di valanga colposa e omicidio colposo in capo allo sci alpinista che, effettuando l'ascesa lungo la linea di massima pendenza di un canalone con gli sci ai piedi, determina la rottura del manto nevoso ed una valanga di piccole dimensioni, la quale dà origine ad una valanga di grosse dimensioni, che investe un gruppo di dodici sci-alpinisti provocando la morte di tre di essi (nel caso di specie il bollettino nivometeorologico segnalava la probabilità di distacco valanghe ed era quindi raccomandabile, alla luce di detto bollettino, per la presenza di neve fresca e per la temperatura atmosferica relativamente elevata, una risalita diversa da quella lungo la linea verticale).

CASSAZIONE PENALE, sentenza 8 luglio 2010 – dep. 27 luglio 2010, n. 29615

CASSAZIONE PENALE; sezione III, sentenza 8 luglio 2010 – dep. 27 luglio 2010, n. 29615; Rel. Lombardi; Imp. F. F. Conferma Corte d’Appello di Milano 29 settembre 2009.

Responsabilità penale - Omicidio colposo - Valanga colposa - Sci alpinismo - Colpa - Sussistenza - Condanna

Sussiste la responsabilità per i reati di valanga colposa e omicidio colposo in capo allo sci alpinista che, effettuando l'ascesa lungo la linea di massima pendenza di un canalone con gli sci ai piedi, determina la rottura del manto nevoso ed una valanga di piccole dimensioni, la quale dà origine ad una valanga di grosse dimensioni, che investe un gruppo di dodici sci-alpinisti provocando la morte di tre di essi (nel caso di specie, il bollettino nivometeorologico segnalava la probabilità di distacco valanghe ed era quindi raccomandabile, alla luce di detto bollettino, per la presenza di neve fresca e per la temperatura atmosferica relativamente elevata, una risalita diversa da quella lungo la linea verticale).

CASSAZIONE PENALE, sentenza 8 maggio 2008 – dep. 30 giugno 2008, n. 26116

CASSAZIONE PENALE; sezione IV, sentenza 8 maggio 2008 – dep. 30 giugno 2008, n. 26116; Rel. Amendola; Imp. L. P.

Responsabilità penale - Omicidio colposo - Lesioni personali colpose - Maestro di Sci - Violazione obblighi cautelari -  Colpa - Sussistenza - Condanna

In tema di omicidio colposo e lesioni personali colpose, sussiste la responsabilità del maestro di sci che abbia accompagnato gli allievi in un percorso fuori pista, indicato come pericoloso, in un giorno nel quale era stato segnalato il rischio di distacco valanghe.

CASSAZIONE PENALE, sentenza 8 novembre 2005 – dep. 27 gennaio 2006, n. 3367

CASSAZIONE PENALE; sezione IV, sentenza 8 novembre 2005 – dep. 27 gennaio 2006, n. 3367; Rel. Colombo; Imp. K.K. Conferma Corte d’Appello di Trento, Sezione distaccata di Bolzano; sentenza 2 ottobre 2003 n. 229. 

 

Responsabilità penale - Valanga colposa - Sci - Fuoripista - Presenza di cartelli di pericolo - Colpa - Sussistenza - Condanna

 

Lo sciatore che pratica il fuori pista in una zona dove insistono i cartelli di divieto e provoca una valanga risponde del reato di valanga colposa ex artt. 426-449 c.p. (nel caso di specie, l’imputato, esperto sci alpinista, sciava in fuori pista dove erano presenti cartelli in quattro lingue con l’iscrizione “stop, pericolo valanghe”).   

Tribunale Reggio Emilia, sentenza 28 aprile 2017

Tribunale Reggio Emilia, sentenza 28 aprile 2017, Giud. Chiara Zompi, X (Avv. Della Valle) c. Y (Avv. Nardomarino), Volo Club Alfa (Avv. Neri), Inps (Avv. Barusi).

 

Responsabilità civile – Volo sportivo – Deltaplano - Infortunio al trasportato - Responsabilità per l’esercizio di attività pericolosa del proprietario-conducente - Sussiste (Cod. civ., art. 2050)

 

Responsabilità civile – Volo sportivo – Responsabilità per l’esercizio di attività pericolosa del proprietario-conducente - Prova della pericolosità – Sussiste (Cod. civ., art. 2050)

 

Il proprietario di un deltaplano che si pone alla guida del velivolo, privo del necessario attestato di idoneità al pilotaggio e dell’abilitazione al volo con passeggero a bordo, risponde quale esercente un’attività pericolosa ai sensi dell’art. 2050 c.c. delle lesioni cagionate al trasportato in esito a un incidente occorso durante la fase di atterraggio del volo. (1)

 

Perché si abbia responsabilità per l’esercizio di attività pericolosa nel caso di navigazione aerea, occorre accertare in concreto se il trasporto aereo si è svolto in condizioni ordinarie o in condizioni anomale, per verificare se abbia o meno costituito un’attività pericolosa, ponendo a carico di colui che  esercita detta attività la presunzione di responsabilità per i danni cagionati nello svolgimento di dell’attività medesima, con l'onere di provare di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno (Nella specie, il pilota, privo del prescritto attestato di idoneità al pilotaggio VDS - DPR 133 del 9.7.2010, art. 7, e degli ulteriori requisiti necessari per l'abilitazione all'uso di apparecchi biposto con passeggero a bordo, non ha fornito la prova di aver posto in essere tutte le misure idonee ad evitare il danno). (2)

Corte di Cassazione, sentenza 24 marzo 2017, n. 14606

Corte di Cassazione, sezione IV penale, sentenza 24 marzo 2017, n. 14606; Pres. Bianchi, Est. Tanga; Annulla App. Trento 2 dicembre 2015, n. 377/15.

 

Responsabilità penale – Sci – Omicidio colposo – Gestore dell'area sciabile – Decesso di uno sciatore a causa di un impatto contro una pietra ubicata all'esterno del tracciato – Obbligo di mettere in sicureza l'area adiacente del tracciato – Condizioni – Fattispecie

 

Il gestore di una pista di sci deve prevenire quei pericoli fisicamente esterni alle piste, ma a cui si può andare incontro in caso di uscita di pista solamente qualora la situazione dei luoghi renda altamente probabile che si fuoriesca dalla pista battuta, per la conformazione naturale del percorso. Se, però, è vero che l’obbligo di protezione riguarda anche i pericoli atipici, cioè quelli che lo sciatore non si attende di trovare, diversi quindi da quelli connaturati a quel quid di pericolosità insito nell’attività, deve escludersi che un tale obbligo di protezione si possa dilatare sino a comprendervi i c.d. pericoli esterni non quelli derivanti da una fuoriuscita altamente probabile dalla pista (nel caso di specie, uno sciatore, durante una discesa, perde il controllo della propria traiettoria, fuoriuscendo dal tracciato e impattando con il capo contro una masso. Tratto a giudizio per il reato di omicidio colposo, il legale rappresentante dell'area sciabile, nonché responsabile della sicurezza, è dichiarato colpevole in entrambi i giudizi di merito. La Suprema Corte, passando in rassegna le ragioni logico-giuridiche che condussero alla declaratoria di condanna, annulla la sentenza di secondo grado rinviandola alla Corte di Appello).