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CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 9 giugno 2006 (decisa il) (b)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 9 giugno 2006 (decisa il); Pres. Est. Pacher; YY (Avv. Pasquali) c. XX (Avv. Volgger). Parziale riforma Trib. Bolzano, sez. dist. Brunico 7 gennaio 2005 (decisa il), dep. 10 gennaio 2005  n. 3.

 

Responsabilità civile – Incidente sciistico – Infortunio fuori pista – Responsabilità  extracontrattuale del gestore per omessa segnalazione – Sussiste – Concorso di colpa dello sciatore – Sussiste

 

Ove uno sciatore subisca un infortunio in una zona posta al di fuori del limitare della pista da sci, va accolto l’appello incidentale dello sciatore teso ad ottenere la rivalutazione del concorso di colpa riconosciuto in prime cure fra gestore dell'area sciaibile e sciatore sul rilievo che nella circostanza il confine della pista non risultava visibile, mancando segnalazioni verticali adeguate. (Nella specie, l’attore appellato mentre sciava è caduto in una buca che si è aperta nella neve fresca in un tratto fuori pista. Il giudice di primo grado aveva distribuito fra le parti la responsabilità nella misura del 60% in capo allo sciatore e del 40%  in capo al gestore, il quale propone appello. In fase di gravame la corte d’appello accoglie parzialmente l’appello incidentale proposto dallo sciatore, rilevando che l’assenza di segnalazione verticale segnalante il fuori pista, in un luogo ove tale limite non appariva facilmente percepibile è un elemento che impone di aumentare la quota di responsabilità ascritta al gestore. Pertanto la corte stabilisce la responsabilità paritetica delle parti nella causazione dell'infortunio).

 

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Testo della sentenza

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 9 giugno 2006 (decisa il) (a)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 9 giugno 2006 (decisa il); Pres. Est. Pacher; XX (Avv. Bianchi, Kofler) c. YY (Avv. Riveda, Valentini). Conferma Trib. Bolzano, sez. dist. Brunico 17 gennaio 2004 (decisa il), dep. 19 gennaio 2004  n. 9.

 

Responsabilità civile – Sci - Gestore dell'area sciabile - Responsabilità extracontrattuale – Infortunio sulla pista da sci – Buca – Responsabilità del gestore – Non sussiste

 

Non essendo esigibile dal gestore di un'area sciabile che livelli ogni minima asperità presente sulle piste, ove l’attore danneggiato si procuri danni a causa di una buca presente sulla pista di facile percorrenza, deve essere confermata la sentenza di primo grado che attribuisce l’esclusiva responsabilità al danneggiato stesso. (Nella specie, lo sciatore danneggiato procedeva su una pista di facile percorrenza e il giudice ha applicato il principio di autoresponsabilità, in base al quale la prsenza di una buca rientra nel normale rischio accettato dall’utente della pista quando è di dimensioni tali da risultare visibile. In appello il giudice ha confermato la sentenza di primo grado applicando l’art. 2043 c.c.).

 

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Testo della sentenza

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 21 marzo 2006 (decisa il)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 21 marzo 2006 (decisa il); Pres. Est. Pacher; XX (Avv. Stolcis) c. YY e altri (Avv. Bonuzzi, Zandonai, Loner). Parziale riforma Trib. Bolzano, sez dist. Merano 20 febbraio 2006 (decisa il), dep. 22 febbraio 2006  n. 55.

 

Responsabilità civile – Sci - Scontro tra sciatori – Responsabilità extracontrattuale dello sciatore più a monte – Sussiste

 

Il giudice del gravame deve respingere l’appello dello sciatore procedente da monte che non prova a norma dell’art. 2043 c. c. la condotta colposa dello snowboarder procedente più a valle. (Nella specie, in primo grado l’attore aveva citato il convenuto snowboarder allegando il fatto che questi gli avesse tagliato la strada con traiettoria obliqua. Il giudice di primo grado, in mancanza di prova da parte dell’attore, ha attribuito la responsabilità esclusiva all’attore che proveniva da monte per aver violato la norma n. 3 del decalogo FIS, in base alla quale lo sciatore procedente da monte ha l’obbligo di scegliere la traiettoria in modo da non recare danno agli altri sciatori. In appello la corte ha confermato sotto questo profilo la sentenza di primo grado, riformandola laddove condannava il convenuto vittorioso al pagamento di 1/3 per le spese relative alla CTU).

 

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Testo della sentenza

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 15 febbraio 2006 (decisa il)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 15 febbraio 2006 (decisa il); Pres. Pacher, Est. Lageder; YY (Avv. Mair) c. XX (Avv. Schramm). Conferma Trib. Bolzano, sez dist. Brunico 9 dicembre 2004  n. 109.

 

Responsabilità civile – Sci - Contratto per la fruizione delle aree sciabili - Infortunio su una pista da slalom permanente – Impatto con la struttura all’arrivo – Scarsa distanza tra le porte – Responsabilità del gestore – Sussiste

 

In ragione del vincolo contrattuale tra l’utente e il gestore di un’area sciabile ove insisteva una pista da slalom permanente con possibilità di cronometrarsi, il gestore della pista risponde anche per colpa lieve dei danni che uno sciatore si procura utilizzando la pista; ne consegue che il gestore della pista da slalom risponde dei danni che uno sciatore si procura se non posiziona le porte da slalom ad una distanza adeguata e non copre con materiale protettivo i pali dell’arrivo. (Nella specie, uno sciatore, dopo aver acquistato lo skipass, sciando su una pista da slalom permanente con possibilità di cronometrarsi, ha perso l’equilibrio all’ultima porta del tracciato scivolando contro il palo dell’arrivo. La corte ha respinto l’appello del gestore).

 

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Testo della sentenza (in tedesco)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 1 febbraio 2006 (decisa il)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 1 febbraio 2006 (decisa il); Pres. Est. Pacher; XX (Avv. Dri, Cannarsa) c. YY (Avv. Pappalardo). Conferma Trib. Bolzano, sez dist. Brunico 26 giugno 2004 (decisa il), dep. 29 giugno 2004  n. 52

 

Responsabilità civile – Sci - Gestore dell'area sciabile - Infortunio sciistico – Steccato a fondo pista – Responsabilità extracontrattuale – Non  sussiste

 

Poiché la pratica dello sci rientra tra le attività sportiva a contatto con la natura e lo sciatore assume il rischio legato allo svolgimento di questa attività su di sé, mentre correlativamente non grava sul gestore di una pista da sci l’obbligo di proteggere qualsiasi ostacolo presente sulle piste, ma solo quei punti di particolare pericolosità, ne consegue che deve essere confermata la sentenza che rigetta la domanda giudiziale di uno sciatore che si procura un danno impattando contro una staccionata posta a delimitazione della pista se quest'ultima non costituisce un’insidia o trabochetto. (Nella specie, l’attore-appellante, verso mezzogiorno, mentre sciava sulla pista gestita dalla convenuta appellata, è caduto autonomamente, mentre si trovava a 2-3 metri di distanza dalla staccionata posta sul bordo oltre il limite della pista stessa e che, a seguito della caduta, è scivolato contro la staccionata, ferendosi. La pista era di media difficoltà, larga e la staccionata era visibile da lontano)

 

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Testo della sentenza

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 28 settembre 2005 (decisa il)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 28 settembre 2005 (decisa il); Pres. Est. Pacher; XX (Avv. Coletti, Alessio) c. YY (Avv. Pappalardo). Conferma Trib. Bolzano, sez dist. Brunico 31 ottobre 2003 (decisa il), dep. 7 novembre 2003  n. 89

 

Responsabilità civile – Sci - Gestore dell'area sciabile - Infortunio sulla pista da sci – Responsabilità extracontrattuale del gestore – Onere probatorio – Non assolto

 

Ove uno sciatore si procuri danni mentre percorre la pista da sci, incombe sul danneggiato a titolo di responsabilità extracontrattuale l’onere di dimostrare il danno, la condotta colposa del gestore e il nesso di causa tra la condotta colposa e il danno; ne consegue che deve essere confermata la sentenza di primo grado che rigetta la domanda di risarcimento se l’attore appellante danneggiato non fornisce la prova della presenza di un’insidia o trabocchetto. (Nella specie, lo sciatore danneggiato per evitare un dosso di neve fresca presente sulla pista, scivola e impatta contro un altro cumulo di neve. La corte d’appello conferma il dispositivo della sentenza di primo grado per l’assenza della prova sulla dinamica dell’incidente a norma dell’art. 2043 c.c., ma si discosta parzialmente dal ragionamento seguito in prime cure: esclude, diversamente dalla sentenza di primo grado, sia l’applicabilità della disciplina contrattuale, che della disciplina della responsabilità extracontrattuale derivante da attività pericolosa, che l’applicabilità della disciplina della responsabilità extracontrattuale per danno derivante da cosa in custodia in ragione della vasta estensione delle piste da sci, sul rilievo che non sia ipotizzabile che il gestore controlli costantemente ogni luogo delle piste stesse. La corte dà atto di un’evoluzione giurisprudenziale, ma ritiene comunque non assolto l’onere probatorio tanto in chiave di responsabilità extracontrattuale, quanto in chiave di responsabilità contrattuale, poiché l’istruttoria non ha permesso di mettere in luce la dinamica dell’incidente).

 

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Testo della sentenza