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CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 30 giugno 2004 (decisa il)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 30 giugno 2004 (decisa il); Pres. Zanon, Est. Pacher; XX (Avv. Murano) c. YY e YY1(Avv. Loner). Conferma Trib. Bolzano 4 agosto 2003 (decisa il), dep. 20 agosto 2003  n. 705

 

Responsabilità civile – Uscita di pista dello sciatore – Rischio atipico sulla pista da sci – Responsabilità extracontrattuale del gestore – Sussiste – Concorso di colpa dello sciatore danneggiato – Sussiste

 

Il gestore della pista che non segnala adeguatamente una curva che per le sue caratteristiche può rappresentare un’insidia pericolosa od omette di predisporre le necessarie protezioni, è responsabile ex art. 2043 c.c. dei danni che lo sciatore si procura uscendo di pista in quella curva dopo aver perso il controllo degli sci, in concorso con lo sciatore danneggiato stesso se questi non prova che la perdita del controllo degli sci è dovuta a causa a lui non imputabile. (Nella specie, lo sciatore ha perso il controllo degli sci in curva, un tratto dove la pista si restringe e cambia di pendenza e corre tra un ruscello ed una roccia. Il giudice di primo grado ha parzialmente accolto le domande dell’attore sciatore, valutando che in quel tratto di pista fosse necessario predisporre particolari precauzioni. Inoltre, dall’istruttoria è emerso che sulla roccia erano previsti i ganci per le protezioni che però al momento dell’incidente mancavano. Il giudice ha nondimeno ritenuto sussistente il concorso di colpa dell’attore, al quale, non avendo provato egli che la perdita del controllo degli sci è dipesa da causa a lui non imputabile, deve imputarsi la violazione dell’obbligo di cui all’art. 2 del decalogo FIS. La corte d’appello non ha accolto i motivi di appello con cui l’attore appellante ha inteso qualificare la responsabilità del gestore diversamente che in base all’art. 2043 c.c.; né ha accolto l’unico motivo di appello incidentale del gestore teso a far affermare che il tratto di pista non costituiva un’insidia)

 

© Umberto Izzo - Riproduzione riservata

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CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 23 giugno 2004 (decisa il)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 23 giugno 2004 (decisa il); Pres. Zanon, Est. Pacher; XX (Avv. Trafieri, Pilati) c. YY e YY1 (Avv. de Guelmi). Conferma Trib. Bolzano, sez. dist. Brunico 3 giugno 2003 (decisa il), dep. 6 giugno 2003 n. 40

 

Responsabilità civile – Scontro fra sciatori - Minore - Prova - Non sussiste

 

Posto che in caso di scontro tra sciatori trova applicazione la disciplina di cui all’art. 2043 c.c., deve essere rigettata la domanda giudiziale se l’attore non fornisce la prova dei fatti posti a fondamento della sua pretesa. (Nella specie non risultano testimoni oculari dello scontro e non è applicabile ratione temporis la disciplina prevista dall'art. 19 della legge 363/2003. Le dichiarazioni del minore convenuto, riferite dal verbale dei carabinieri, risultano inidonee ad accertare il fatto, poiché secondo la giurisprudenza di cassazione, le dichiarazioni di un incapace non hanno pieno valore confessorio. Analogamente le dichiarazioni dei testimoni non appaiono credibili, posto che dal verbale dei carabinieri emerge che “all’atto dell’intervento non vi erano persone in grado di fornire informazioni in merito all’infortunio”. Il giudice di primo grado ha ritenuto non assolto l’onere probatorio relativo alla dinamica dell’incidente, né relativamente alla condotta colposa del minore convenuto. La corte d’appello respinge tutti i motivi di gravame dell’attrice appellante, nella misura in cui: le dichiarazioni rilasciate dal minore nell’immediatezza del fatto non sono idonee ad accertare la condotta colposa del minore stesso; correttamente il tribunale aveva rigettato l’istanza istruttoria di deferire il minore alla confessione giudiziale poiché il minore non dispone dei suoi beni patrimoniali; non è desumibile la condotta colposa del minore dal giudizio di compatibilità espresso dalla CTU)

 

 

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CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 28 aprile 2004 (decisa il)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 28 aprile 2004 (decisa il); Pres. Zanon, Est. Pacher; XX (Avv. Costantino, Cavani) c. YY (Avv. Boscarolli). Conferma Trib. Bolzano 3 marzo 2003 (decisa il), dep. 17 marzo 2003 n. 218

 

Responsabilità civile – Gestore dell'area sciabile - Infortunio sulla pista da sci – Impatto contro una colonnina metallica – Responsabilità del gestore – Non sussiste

 

Deve essere confermata la sentenza di primo grado che dichiara che il gestore di un’area sciabile non è responsabile per i danni patiti da uno sciatore che autonomamente perde l’equilibrio mentre scia su una pista di facile percorrenza e va a sbattere contro una colonnina posta all’esterno della pista. (Nella specie, l’attrice, mentre percorreva una pista di facile percorrenza ha perso l’equilibrio ed è andata a sciare su un cumulo di neve a bordo pista, venendo catapultata su una colonnina posta al di fuori della pista stessa. Il giudice ha ritenuto irrilevante ai fini del nesso causale la circostanza che la colonnina fosse protetta o meno da materassi arancioni, poiché, date le condizioni di ottima visibilità, data la circostanza che la colonnina era posizionata vicino a grossi alberi e dato il bassissimo grado di difficoltà della pista, l’attrice era nelle condizioni ideali per evitare il fatto; altrettanto irrilevante è la circostanza che mancassero le protezioni, poiché su una pista di facile percorrenza non appaiono necessarie e, in ogni caso, data la dinamica dell’incidente, la loro presenza non avrebbe evitato il danno. La corte d’appello, sottolineando, come già aveva fatto il tribunale, che il gestore non può essere ritenuto responsabile dei danni patiti da uno sciatore inesperto che cade su una pista di facile percorrenza, ha respinto l’unico motivo di gravame proposto dall’attrice appellante con cui ha inteso sostenere la sussistenza del nesso causale tra l’assenza delle protezioni e il danno patito)

 

 

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CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 18 febbraio 2004 (decisa il)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 18 febbraio 2004 (decisa il); Pres. Zanon, Est. Pacher; XX (Avv. Arzillo, Albarello) c. YY e altri (Avv. Wild). Parziale riforma Trib. Bolzano 3 marzo 2003 (decisa il), dep. 17 marzo 2003  n. 218

 

Responsabilità civile – Scontro fra sciatori – Evoluzioni imprevedibili dello sciatore a valle – Responsabilità dello sciatore a valle – Sussiste

 

Gli sciatori che fanno evoluzioni imprevedibili sulla pista da sci sono unici responsabili dei danni cagionati ad altro sciatore, ancorchè questi provenga da monte. (Nella specie, i convenuti appellati sciavano essendosi legati con una corda, in modo che, mentre uno sciatore inchiodava sulla pista, l’altro sciatore legato all’altra estremità della corda sciava attorno all'altro con un’evoluzione a 360°. Lo sciatore proveniente da monte, sorpreso per l'eccezionalità della manovra posta ine ssere dai due sciatori a valle, determinava lo scontro. Il tribunale ha accolto la domanda attorea dello sciaotore proveniente da monte, compensando le spese. Con atto di citazione in appello, l’attore ha chiesto la condanna dei convenuti appellati all’integrale pagamento delle spese. Con appello incidentale, i convenuti hanno chiesto l’accertamento dell’esclusiva o prevalente responsabilità dell’attrice proveniente da monte. La corte ha respinto l’appello incidentale ed ha accolto l’appello principale, confermando in punto di an debeatur la sentenza di primo grado a carico dei due sciatori a valle)

 

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CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 2 ottobre 2002 (decisa il)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 2 ottobre 2002 (decisa il); Pres. Zanon, Est. Pacher; XX (Avv. Vinci, Olivotto Terwege) c. YY (Avv. Zuegg). Conferma Trib. Bolzano, sez. dist. Silandro 28 marzo 2001 (decisa il), dep. 28 marzo 2001 n. 9

 

Responsabilità civile – Scontro tra sciatori – Responsabilità dello sciatore proveniente da monte – Sussiste

 

Lo sciatore che proviene da monte ha l’obbligo di scegliere la traiettoria in modo tale da evitare collisioni con gli sciatori più a valle; ne consegue che in caso di scontro tra sciatori risponde dei danni lo sciatore proveniente più da monte. (Nella specie, l’attore, esperto sciatore proveniente da monte, non ha evitato una collisione con la convenuta che sciava in modo più impacciato poco più a valle)

 

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CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 20 febbraio 2002 (decisa il) (b)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 20 febbraio 2002 (decisa il); Pres. Zanon, Est. Pacher; XX (Avv. Egger) c. YY (Avv. Marastoni, Mogorovich). Conferma Trib. Bolzano 31 maggio 2000 (decisa il), dep. 5 ottobre 2000 n. 535
 
Responsabilità civile – Scontro tra sciatori – Ripartenza - Responsabilità dello sciatore proveniente da monte – Sussiste
 
In caso di incidente tra sciatori, risponde dei danni lo sciatore che proviene da monte tenendo una condotta non adeguata allo stato dei luoghi (Nella specie, la collisione è avvenuta nei pressi dell’imbarco di uno skilift per raggiungere il quale è necessario affrontare una piccola salita e pertanto arrivare con slancio oppure scalettando. L’attore è arrivato a detto imbarco con slancio mentre vi erano due file di sciatori in attesa ed ha citato il convenuto lamentando un suo spostamento improvviso da una fila all’altra. Il giudice di primo grado ha ritenuto unico responsabile dell’incidente l’attore in quanto questi ha violato le norme del decalogo FIS non adeguando la propria velocità allo stato dei luoghi. Il convenuto, infatti, era posizionato in una zona pianeggiante nei pressi dell’impianto di risalita. Da tale circostanza il giudice ha dedotto che la ripartenza del convenuto non poteva essere stata repentina. La corte d’appello ha respinto tutti i motivi di gravame proposti dall’attore appellante confermando che l’attore appellante avrebbe dovuto moderare la velocità vicino alla zona di imbarco della seggiovvia, mentre il convenuto appellato non era tenuto a prestare attenzione agli sciatori sulla pista poiché era già incanalato per raggiungere l’imbarco dello skilift)


 

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