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CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 15 febbraio 2006 (decisa il)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 15 febbraio 2006 (decisa il); Pres. Pacher, Est. Lageder; YY (Avv. Mair) c. XX (Avv. Schramm). Conferma Trib. Bolzano, sez dist. Brunico 9 dicembre 2004  n. 109.

 

Responsabilità civile – Sci - Contratto per la fruizione delle aree sciabili - Infortunio su una pista da slalom permanente – Impatto con la struttura all’arrivo – Scarsa distanza tra le porte – Responsabilità del gestore – Sussiste

 

In ragione del vincolo contrattuale tra l’utente e il gestore di un’area sciabile ove insisteva una pista da slalom permanente con possibilità di cronometrarsi, il gestore della pista risponde anche per colpa lieve dei danni che uno sciatore si procura utilizzando la pista; ne consegue che il gestore della pista da slalom risponde dei danni che uno sciatore si procura se non posiziona le porte da slalom ad una distanza adeguata e non copre con materiale protettivo i pali dell’arrivo. (Nella specie, uno sciatore, dopo aver acquistato lo skipass, sciando su una pista da slalom permanente con possibilità di cronometrarsi, ha perso l’equilibrio all’ultima porta del tracciato scivolando contro il palo dell’arrivo. La corte ha respinto l’appello del gestore).

 

© Umberto Izzo - Riproduzione riservata

Testo della sentenza (in tedesco)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 1 febbraio 2006 (decisa il)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 1 febbraio 2006 (decisa il); Pres. Est. Pacher; XX (Avv. Dri, Cannarsa) c. YY (Avv. Pappalardo). Conferma Trib. Bolzano, sez dist. Brunico 26 giugno 2004 (decisa il), dep. 29 giugno 2004  n. 52

 

Responsabilità civile – Sci - Gestore dell'area sciabile - Infortunio sciistico – Steccato a fondo pista – Responsabilità extracontrattuale – Non  sussiste

 

Poiché la pratica dello sci rientra tra le attività sportiva a contatto con la natura e lo sciatore assume il rischio legato allo svolgimento di questa attività su di sé, mentre correlativamente non grava sul gestore di una pista da sci l’obbligo di proteggere qualsiasi ostacolo presente sulle piste, ma solo quei punti di particolare pericolosità, ne consegue che deve essere confermata la sentenza che rigetta la domanda giudiziale di uno sciatore che si procura un danno impattando contro una staccionata posta a delimitazione della pista se quest'ultima non costituisce un’insidia o trabochetto. (Nella specie, l’attore-appellante, verso mezzogiorno, mentre sciava sulla pista gestita dalla convenuta appellata, è caduto autonomamente, mentre si trovava a 2-3 metri di distanza dalla staccionata posta sul bordo oltre il limite della pista stessa e che, a seguito della caduta, è scivolato contro la staccionata, ferendosi. La pista era di media difficoltà, larga e la staccionata era visibile da lontano)

 

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Testo della sentenza

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 28 settembre 2005 (decisa il)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 28 settembre 2005 (decisa il); Pres. Est. Pacher; XX (Avv. Coletti, Alessio) c. YY (Avv. Pappalardo). Conferma Trib. Bolzano, sez dist. Brunico 31 ottobre 2003 (decisa il), dep. 7 novembre 2003  n. 89

 

Responsabilità civile – Sci - Gestore dell'area sciabile - Infortunio sulla pista da sci – Responsabilità extracontrattuale del gestore – Onere probatorio – Non assolto

 

Ove uno sciatore si procuri danni mentre percorre la pista da sci, incombe sul danneggiato a titolo di responsabilità extracontrattuale l’onere di dimostrare il danno, la condotta colposa del gestore e il nesso di causa tra la condotta colposa e il danno; ne consegue che deve essere confermata la sentenza di primo grado che rigetta la domanda di risarcimento se l’attore appellante danneggiato non fornisce la prova della presenza di un’insidia o trabocchetto. (Nella specie, lo sciatore danneggiato per evitare un dosso di neve fresca presente sulla pista, scivola e impatta contro un altro cumulo di neve. La corte d’appello conferma il dispositivo della sentenza di primo grado per l’assenza della prova sulla dinamica dell’incidente a norma dell’art. 2043 c.c., ma si discosta parzialmente dal ragionamento seguito in prime cure: esclude, diversamente dalla sentenza di primo grado, sia l’applicabilità della disciplina contrattuale, che della disciplina della responsabilità extracontrattuale derivante da attività pericolosa, che l’applicabilità della disciplina della responsabilità extracontrattuale per danno derivante da cosa in custodia in ragione della vasta estensione delle piste da sci, sul rilievo che non sia ipotizzabile che il gestore controlli costantemente ogni luogo delle piste stesse. La corte dà atto di un’evoluzione giurisprudenziale, ma ritiene comunque non assolto l’onere probatorio tanto in chiave di responsabilità extracontrattuale, quanto in chiave di responsabilità contrattuale, poiché l’istruttoria non ha permesso di mettere in luce la dinamica dell’incidente).

 

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Testo della sentenza

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 29 giugno 2005 (decisa il)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 29 giugno 2005 (decisa il); Pres. Zanon, Est. Pacher; XX (Avv. Borghi M., Borghi A, Tattara) c. YY (Avv. Ripesi, Brugger). Conferma Trib. Bolzano, sez dist. Brunico 1 ottobre 2004 (decisa il), dep. 6 ottobre 2004  n. 85

 

Responsabilità civile – Sci - Slittino - Scontro tra slittinista e sciatore – Dichiarazioni dell’investitore nell’imminenza del fatto – Confessione stragiudiziale

 

Le dichiarazioni rese nell’immediatezza del fatto dallo slittinista che investe una sciatrice, riferite in istruttoria dai testimoni, sono idonee ad integrare una confessione stragiudiziale. (Nella specie una sciatrice viene investita da un minore a bordo della sua slitta. I testimoni riferiscono le dichiarazioni rese dallo slittinista nell’immediatezza del fatto da cui il giudice ricava una confessione stragiudiziale e, in forza di un’interpretazione estensiva del decalogo dello sciatore, applica le norme ivi sancite anche allo slittinista accogliendo la domanda attorea nella misura in cui lo slittinista ha violato gli artt. 2 e 3 del decalogo FIS).

 

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Testo della sentenza

 

 

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 16 febbraio 2005 (decisa il)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 16 febbraio 2005 (decisa il); Pres. Zanon, Est. Pacher; XX (Avv. Infante, De Giacinto, Facchin F., Facchin B.) c. YY e YY1 (Avv. Loner, Pasquali). Conferma Trib. Bolzano 5 ottobre 2002 (decisa il), dep. 21 ottobre 2002 n. 710.

 

Responsabilità civile - Sci - Maestro di sci - Scuola di sci – Contratto d'opera - Gara – Omessa vigilanza – Onere probatorio – Non assolto

 

Il rapporto che intercorre tra la scuola di sci o  il maestro di sci e il suo allievo deve essere inquadrato nella fattispecie del contratto d’opera con specifico riferimento alla disciplina delle professioni intellettuali di cui all’art. 2229 c.c., avente come contenuto l’obbligo di impartire l’insegnamento dello sci e l’obbligo di vigilare sulla condotta dell’allievo; ne consegue che deve essere confermata la sentenza di primo grado che rigetta  la domanda attorea dello sciatore che si infortuna durante una gara per non aver provato la negligenza del maestro o della scuola. (Nella specie, l’attore danneggiato, durante una gara di scim dopo essere uscito malamente da una curva, cade, riportando lesioni. Il giudice di primo grado dopo aver sussunto la fattispecie nella disciplina del contratto d’opera intellettuale, ha respinto le domande attoree dell’allievo, ritenendo non assolto l’onere probatorio nella misura in cui l’attore non ha provato il cattivo stato della pista, in particolare la presenza di un cumulo di neve sulla pista, né la dinamica dell’incidente, né che la pista fosse inadeguata alle sue capacità sciatorie. La corte d’appello conferma l’inquadramento normativo effettuato dal tribunale e attribuisce la responsabilità dell’accaduto allo sciatore danneggiato in ragione dell’assunzione del rischio, stante la non obbligatorietà della partecipazione alla gara e deducendo l’adeguatezza del tracciato di gara dalla circostanza che era stato percorso senza inconvenienti da altri corsisti dello stesso livello di preparazione).

 

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Testo della sentenza

 

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 30 giugno 2004 (decisa il)

CORTE D’APPELLO DI TRENTO, SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO; sentenza 30 giugno 2004 (decisa il); Pres. Zanon, Est. Pacher; XX (Avv. Murano) c. YY e YY1(Avv. Loner). Conferma Trib. Bolzano 4 agosto 2003 (decisa il), dep. 20 agosto 2003  n. 705

 

Responsabilità civile – Uscita di pista dello sciatore – Rischio atipico sulla pista da sci – Responsabilità extracontrattuale del gestore – Sussiste – Concorso di colpa dello sciatore danneggiato – Sussiste

 

Il gestore della pista che non segnala adeguatamente una curva che per le sue caratteristiche può rappresentare un’insidia pericolosa od omette di predisporre le necessarie protezioni, è responsabile ex art. 2043 c.c. dei danni che lo sciatore si procura uscendo di pista in quella curva dopo aver perso il controllo degli sci, in concorso con lo sciatore danneggiato stesso se questi non prova che la perdita del controllo degli sci è dovuta a causa a lui non imputabile. (Nella specie, lo sciatore ha perso il controllo degli sci in curva, un tratto dove la pista si restringe e cambia di pendenza e corre tra un ruscello ed una roccia. Il giudice di primo grado ha parzialmente accolto le domande dell’attore sciatore, valutando che in quel tratto di pista fosse necessario predisporre particolari precauzioni. Inoltre, dall’istruttoria è emerso che sulla roccia erano previsti i ganci per le protezioni che però al momento dell’incidente mancavano. Il giudice ha nondimeno ritenuto sussistente il concorso di colpa dell’attore, al quale, non avendo provato egli che la perdita del controllo degli sci è dipesa da causa a lui non imputabile, deve imputarsi la violazione dell’obbligo di cui all’art. 2 del decalogo FIS. La corte d’appello non ha accolto i motivi di appello con cui l’attore appellante ha inteso qualificare la responsabilità del gestore diversamente che in base all’art. 2043 c.c.; né ha accolto l’unico motivo di appello incidentale del gestore teso a far affermare che il tratto di pista non costituiva un’insidia)

 

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