BLOG

Disegno di legge "Berger" di modifica della legge 363/2003

Si pubblica di seguito il testo della relazione di accompagnamento del Disegno di Legge Disegno di Legge n. 2648, presentato al Senato il 17 gennaio 2017 dal Senatore Berger, recante "Modifiche alla legge 24 dicembre 2003, n. 363, in materia di sicurezza nella pratica non agonistica degli sport invernali da discesa e da fondo".

 

Diritto degli sport del turismo pubblicherà prossimamente alcune impressioni di lettura sul provvedimento. La redazione, qualora contattata, è lieta di pubblicare interventi ragionati a commento del testo qui di seguito presentato.

 

ONOREVOLI SENATORI. – La legge 24 dicembre 2003, n. 363, è stata a suo tempo approvata per offrire una base giuridica comune e uniforme alla disciplina delle pratiche sportive legate alla neve e allo sci nelle sue varie declinazioni, tanto più utile quanto più tali attività sono diventate fenomeno di massa e, come tali, a rischio di incidentalità con ripercussioni sulla spesa sanitaria.

Antropizzazione delle aree montane, valanghe e diritto penale

Antropizzazione delle aree montane, valanghe e diritto penale

 

di Stefania Rossi

 

Il forte rischio di scaricamenti nevosi che ha interessato l’arco appenninico in questo inizio 2017 impone una rinnovata riflessione sui fenomeni valanghivi, collegati all’aumento dell’antropizzazione delle aree montane, soprattutto per lo svilupparsi del turismo invernale.

GIUDICE DI PACE DI ROVERETO; sentenza 3 giugno 2016 – dep. 17 giugno 2016, n. 82

GIUDICE DI PACE DI ROVERETO; sentenza 3 giugno 2016 – dep. 17 giugno 2016, n. 82; Giudice dott.ssa Facchini; Imp.to B.F.

 

Responsabilità penale – Attività sportiva non professionale – Scriminanti - Insussistenza - Lesioni personali colpose – Condanna

 

In ipotesi di lesioni colpose cagionate da un giocatore nei confronti dell’altro durante una partita di calcio, non può invocarsi la scriminante del "rischio consentito" se il gioco è avvenuto in un contesto scherzoso, senza regole rigorose e condivise. In questi termini rileva il principio affermato dalla Suprema Corte, che distingue le competizioni tra professionisti da altre attività di gioco dove il divertimento prevale sull’aspetto agonistico, richiedendo per quest’ultime maggiore prudenza e cautela (Cass. n. 33577/2006, secondo la quale "la condotta del giocatore non professionista deve essere correlata al tipo di competizione in atto, tanto da essere richiesta una particolare cautela e prudenza per evitare il pregiudizio dell’avversario e quindi maggiore controllo dell’ardore agonistico, non equiparabile a quello che caratterizza le competizioni sportive tra professionisti, le cui azioni impetuose, invece, sono scriminate nel limite del rischio consentito").

DRONI, VALANGHE, SOCCORSO IN MONTAGNA

 

 

ROSSANA DUCATO ha presentato, in occasione del convegno "Il futuro dei droni fra sfide tecnologiche e giuridiche", organizzato dal CNR e dalla Scuola Sant'Anna Pisa l'11 novembre 2016, una relazione dal titolo "Droni per il search and rescue in aree valanghive: profii giuridici" nell'ambito del progetto Drones for Finding Avalanche-Buried people (DFA-B), coordinato per gli aspetti giuridici da Umberto Izzo e finanziato dall'Università di Trento.

  

GIUDICE DI PACE DI BOLZANO; sentenza 4 luglio 2016 – dep. 13 luglio 2016, n. 103

GIUDICE DI PACE DI BOLZANO; sentenza 4 luglio 2016 – dep. 13 luglio 2016, n. 103; G.d.P. dott.ssa Alessandra Demetz; Imp.to M.C.C.

 

Responsabilità penale – Lesioni personali colpose – Sci - Violazione obblighi cautelari - Sussistenza - Condanna

 

Lo sciatore proveniente da monte, data la sua posizione dominante, con conseguente possibilità di avvistamento e di regolazione della propria velocità e traiettoria, ha l’obbligo di adottare ogni possibile cautela per evitare danni agli sciatori posizionati a valle (Nel caso di specie, l’imputato, mentre effettuava un sorpasso lungo la pista, omettendo di tenere una velocità e una distanza di sicurezza adeguate, collideva con la persona offesa, provocandole lesioni personali giudicate guaribili in tempo inferiore a 40 giorni).