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L.R. MOLISE 7 giugno 2011, n. 9

L.R. MOLISE 7 giugno 2011, n. 9

Norme per l'esercizio del turismo rurale in Molise.

Pubblicata nel B.U. Molise 16 giugno 2011, n. 17.

 

 

Il Consiglio regionale ha approvato;

Il Presidente della Regione

promulga la seguente legge:

 

 

 

Art. 1 Finalità.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. La Regione, al fine di valorizzare il patrimonio economico, socio-culturale e ambientale del proprio territorio, promuove lo sviluppo del turismo rurale, integrandolo con l'offerta agrituristica e turistica regionale. Per queste finalità definisce le norme per l'esercizio e la promozione della forma di turismo, denominata "turismo rurale".

2. La presente legge è finalizzata a favorire:

a) la permanenza dei produttori agricoli attraverso l'integrazione del reddito ed il miglioramento delle condizioni di vita, nelle zone svantaggiate o in prossimità delle aree protette e di territori caratterizzati da rilevanti elementi naturalistici, paesaggistici e storico-culturali;

b) la creazione ed il consolidamento di nuove forme di ricettività e di servizi turistici;

c) la salvaguardia dell'ambiente, favorendo le tecniche di produzione agricole a basso impatto ambientale;

d) la valorizzazione di prodotti tipici dell'agricoltura e della gastronomia tradizionale molisana;

e) la conservazione e la tutela del paesaggio agricolo e la valorizzazione delle risorse naturali e dei beni storico-culturali, sviluppando a tale fine iniziative di formazione e di promozione;

f) il recupero del patrimonio edilizio agricolo e la valorizzazione delle tradizioni culturali nel mondo rurale;

g) la diffusione del turismo sociale e giovanile e la fruizione programmata dei beni ambientali naturali.

3. La Regione intende inoltre favorire lo sviluppo e la qualificazione delle attività turistico-ricettive rurali, mediante:

a) l'istituzione di marchi di qualità per il turismo rurale;

b) la definizione di politiche di sostegno economico a favore degli operatori del turismo rurale;

c) la definizione di programmi di promozione integrata del turismo rurale.

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Art. 2 Definizione di turismo rurale.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Per turismo rurale si intende una specifica articolazione dell'offerta turistica regionale composta da molteplici attività finalizzate alla corretta fruizione dei beni naturalistici, ambientali e culturali del territorio, alla conoscenza ed alla valorizzazione dell'agricoltura locale nonché all'ospitalità, alla ristorazione e al tempo libero.

2. Le attività ricettive e di ristorazione sono svolte in immobili già esistenti, ubicati in aree rurali, o in centri abitati, frazioni o borghi posti al di fuori del capoluogo del comune, recanti caratteristiche di ruralità e che conservino le peculiarità dell'edilizia tradizionale della zona. Le attività sono comunque consentite, a prescindere dall'ubicazione, in immobili che risultino già continuativamente utilizzati, anteriormente all'entrata in vigore della presente legge, per l'esercizio del turismo rurale o dell'agriturismo. Gli immobili assumono la denominazione di "Dimora rurale".

3. Gli arredi ed i servizi degli immobili e delle strutture si ispirano alla tradizione e alla cultura rurale della zona e le attività proposte devono in ogni caso essere compatibili con la tradizione di ciascun territorio.

4. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, è emanato un regolamento regionale finalizzato in particolare a definire per il turismo rurale:

a) le caratteristiche dimensionali e strutturali degli edifici destinati alla ricettività ed alla ristorazione;

b) le caratteristiche e le tipologie dei servizi.

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Art. 3 Operatori del turismo rurale e relative attività di esercizio.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Sono ammessi a svolgere, nelle aree di cui all'articolo 2 , attività di turismo rurale i seguenti operatori:

a) imprenditori del turismo e imprenditori agricoli, singoli o associati di cui all'articolo 2135 del codice civile ed all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 ;

b) gestori, singoli o associati, di strutture ricettive alberghiere, extralberghiere e di ristorazione, in possesso dei requisiti prescritti dall'articolo 2 , che esercitano l'attività ai sensi delle vigenti leggi nazionali e regionali ed iscritti agli appositi registri delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura;

c) gestori di servizi di organizzazione e supporto alle attività sportive all'aria aperta e del tempo libero, iscritti negli appositi albi professionali e negli specifici registri delle Camere di commercio.

2. L'attività di turismo rurale deve essere esercitata nel rispetto delle seguenti condizioni e tipologie:

a) offerta di ricettività in esercizi alberghieri ed extralberghieri, con un minimo di tre e non oltre venticinque camere fino ad un massimo di cinquanta posti letto per ogni singola unita immobiliare di ospitalità. Può essere aggiunto, temporaneamente e per la durata del àsoggiorno, un letto supplementare per i bambini di età non superiore a 12 anni, fermo restando il rispetto dei requisiti igienico-sanitari. Tali letti aggiunti non sono considerati ai fini della determinazione del limite dei posti letto autorizzati;

b) offerta di ristorazione fino ad un massimo di 100 coperti in atto di somministrazione basata su un'offerta gastronomica tipica della zona in cui l'edificio e ubicato, preparata con l'utilizzazione di materie prime provenienti, in forte prevalenza, da aziende agricole regionali e svincolata dal numero di utenti dimoranti all'interno delle unita immobiliari di ospitalità;

c) offerta di servizi di organizzazione e di supporto finalizzati alla corretta fruizione dei beni naturalistici, ambientali e culturali del territorio, all'esercizio di pratiche sportive e del tempo libero individuali e collettive non rumorose nonché di attività distensive all'aria aperta.

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Art. 4 Elenco degli operatori del turismo rurale.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. È istituito l'elenco regionale degli operatori del turismo rurale, suddiviso nelle seguenti sezioni:

a) esercizi alberghieri ed extralberghieri;

b) esercizi di ristorazione;

c) esercizi di gestione di servizi a supporto delle attività sportive e del tempo libero all'aria aperta;

d) residenze rurali.

2. L'elenco è suddiviso in sezioni provinciali ed è tenuto dalle competenti Province.

3. All'elenco possono essere iscritti i soggetti di cui all'articolo 3 in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 2. (2)

4. La domanda di iscrizione all'elenco è presentata alla Provincia competente per territorio.

5. La Provincia, entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda, accerta il possesso dei requisiti richiesti e decide sull'iscrizione. Qualora i sessanta giorni trascorrano senza che sia adottato alcun provvedimento, la domanda si ritiene accolta.

6. Il provvedimento che respinge la domanda è comunicato, entro cinque giorni dall'adozione, agli interessati. Ove la domanda debba ritenersi accolta per decorrenza dei termini di cui al comma 5, gli interessati possono richiedere alla Provincia, che la rilascia entro dieci giorni successivi alla richiesta, espressa dichiarazione al riguardo; in difetto, tiene luogo del provvedimento di iscrizione la copia della domanda contenente l'indicazione della data di ricevimento da parte della Provincia.

7. Ogni tre mesi le Province trasmettono ai Comuni competenti per territorio copia degli elenchi degli esercizi iscritti.

8. Le Province, entro il 31 gennaio di ogni anno, trasmettono alla Regione copia degli elenchi provinciali degli operatori del turismo rurale.

9. Gli imprenditori agricoli che non hanno più i requisiti per svolgere l'attività agrituristica possono essere iscritti nell'elenco regionale degli operatori del turismo rurale entro trenta giorni dalla richiesta, nel rispetto dei requisiti stabiliti dalla presente legge.

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(2) Comma così sostituito dall'art. 40, comma 1, lettera a), L.R. 4 maggio 2015, n. 8, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 50, comma 1 della stessa legge). Il testo precedente era così formulato: «3. All'elenco possono essere iscritti i soggetti di cui all'articolo 3 in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 2 e dell'attestato di frequenza del corso di formazione professionale per operatore del turismo rurale.».

 

 

Art. 5 Verifiche, sospensione e cancellazione dell'iscrizione.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Le Province effettuano almeno ogni biennio le verifiche sulla conservazione dei requisiti richiesti dalla presente legge per l'iscrizione all'elenco regionale degli operatori del turismo rurale.

2. La perdita dei requisiti è contestata per iscritto agli interessati, che possono rispondere e controdedurre entro e non oltre trenta giorni successivi alla data di ricezione della comunicazione.

3. L'accertata perdita dei requisiti di legge comporta l'immediata chiusura dell'esercizio, la contestuale cancellazione dall'elenco regionale e la revoca dei contributi relativi, eventualmente concessi ai sensi dell'articolo 9 .

4. In caso di trasferimento a qualsiasi titolo di un esercizio iscritto nell'elenco regionale, il subentrante è tenuto a ripresentare alla Provincia competente per territorio la documentazione richiesta per la nuova iscrizione.

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Art. 6 Esercizio dell'attività ricettiva e segnalazione.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Coloro i quali intendano esercitare l'attività ricettiva in forma imprenditoriale sono tenuti a presentare una segnalazione, ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni ed integrazioni, di seguito denominata "segnalazione", al Comune dove ha sede la struttura stessa.

2. La segnalazione è corredata, anche per mezzo di autocertificazione, della documentazione concernente il possesso dei requisiti sanitari, urbanistici, di pubblica sicurezza e in materia di prevenzione e incendi, ai sensi della normativa vigente. L'interessato può avviare l'attività dalla data di presentazione della segnalazione.

3. La segnalazione contiene, altresì, la seguente certificazione:

a) iscrizione al registro delle imprese della Camera di Commercio, Industria e Agricoltura;

b) classificazione della struttura principale e della eventuale dipendenza;

c) stipula di una assicurazione per rischi di responsabilità civile nei confronti del cliente;

d) denominazione, titolarità, tipologia ricettiva, capacità ricettiva con l'indicazione per ognuna delle camere o unità abitative dei rispettivi posti letto, ubicazione e periodo di apertura annuale o stagionale;

e) dichiarazione delle tariffe da applicare.

4. La variazione, anche di uno solo dei requisiti di cui al comma 3, è comunicata al Comune competente entro quindici giorni.

5. In caso di subentro nella titolarità dell'attività ricettiva, il subentrante presenta la segnalazione dichiarando contestualmente il possesso dei requisiti di cui al comma 3.

6. Il Comune competente, successivamente all'inizio dell'attività, ha l'obbligo di effettuare controlli, con particolare riferimento ai servizi offerti, entro sessanta giorni dalla presentazione della segnalazione. Il Comune comunica alla Provincia competente i dati concernenti i controlli.

7. Il Comune competente, accertata la carenza dei requisiti di cui al presente articolo, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività, salvo che l'interessato provveda a conformare detta attività alla normativa vigente entro un termine fissato dal Comune stesso, che non può essere inferiore a trenta giorni. Nel caso di mancato adeguamento nei termini previsti dal Comune, lo stesso assume determinazioni in via di autotutela ai sensi della normativa vigente.

8. Restano ferme tutte le competenze affidate ai Comuni e previste dalle vigenti leggi nazionali e regionali in materia per l'esercizio delle attività di cui al comma 1 dell'articolo 4.

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Art. 7 Obblighi degli operatori.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Gli operatori che svolgono l'attività di turismo rurale sono obbligati a:

a) esporre al pubblico il documento comprovante l'iscrizione nell'elenco regionale degli operatori del turismo rurale;

b) rispettare i requisiti ed i limiti stabiliti dalle disposizioni della presente legge;

c) rispettare le norme vigenti in materia di attività alberghiera, extralberghiera e di pubblico esercizio dettate dalla legislazione nazionale e regionale;

d) affiggere il simbolo regionale di cui all'articolo 8 .

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Art. 8 Simbolo del turismo rurale.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. La Giunta regionale adotta il simbolo di contrassegno degli esercizi iscritti all'elenco regionale degli operatori del turismo rurale.

2. L'utilizzo del simbolo è riservato agli esercizi regolarmente autorizzati ed iscritti nell'elenco regionale.

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Art. 9 Contributi finanziari.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. L'iscrizione nell'elenco regionale degli operatori del turismo rurale è condizione necessaria per accedere ai contributi finanziari erogati dalla Regione, anche per interventi cofinanziati.

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Art. 10 Competenze della Regione.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Ai fini dell'attuazione della presente legge, la Regione provvede alla:

a) elaborazione del programma speciale del turismo rurale;

b) istituzione del marchio regionale di qualità.

2. Il programma di cui alla lettera a) del comma 1 definisce:

a) direttive per la valutazione dei requisiti previsti per l'esercizio del turismo rurale;

b) criteri e modalità per la concessione dei contributi;

c) tipologia dei progetti ammissibili al contributo;

d) criteri per l'elaborazione dei programmi di studio, realizzazione e promozione di itinerari del turismo rurale;

e) indirizzi per la realizzazione di iniziative e di promozione coordinate;

f) disposizioni relative alla organizzazione dei corsi di formazione professionale.

3. Il programma deve essere coordinato con il Piano di promozione turistica regionale ed è approvato, su proposta della Giunta regionale, dal Consiglio regionale, previa consultazione delle organizzazioni professionali, agricole, del settore turistico-ricettivo, cooperative e sindacali maggiormente rappresentative nel territorio regionale.

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Art. 11 Programmi provinciali per lo sviluppo del turismo rurale.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Le Province, sulla base degli orientamenti e degli indirizzi stabiliti dal programma regionale di cui all'articolo 10 , definiscono i programmi provinciali del turismo rurale, coordinandoli ai programmi turistici provinciali per l'agriturismo.

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Art. 12 Istituzione dei marchi di qualità per gli esercizi del turismo rurale.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. La Regione istituisce il marchio di qualità con profilo uniforme per gli esercizi del turismo rurale.

2. La Giunta regionale, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, approva i criteri per l'assegnazione del marchio di qualità, i parametri di valutazione delle caratteristiche dell'esercizio e le procedure per l'attivazione, la verifica, il mantenimento e la revoca del marchio stesso.

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Art. 13 Ristrutturazione degli edifici destinati all'esercizio del turismo rurale.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Gli interventi di ristrutturazione sugli immobili destinati all'esercizio del turismo rurale devono avvenire nel rispetto delle caratteristiche dell'edificio, conservandone l'aspetto complessivo e i singoli elementi architettonici; per il restauro e risanamento conservativo degli edifici rurali l'utilizzo dei locali è consentito anche in deroga ai limiti di altezza e ai rapporti di illuminazione e di aerazione previsti dai regolamenti comunali, purché nel rispetto della vigente normativa igienico-sanitaria.

2. Gli interventi di ristrutturazione di cui al comma 1 possono prevedere un aumento della volumetria esistente, fino al massimo consentito dalla normativa vigente, quando risulti indispensabile ad assicurare l'abbattimento delle barriere architettoniche.

3. Le ristrutturazioni realizzate con i finanziamenti pubblici sono vincolate alla specifica destinazione per un periodo di dieci anni a partire dalla data di erogazione del contributo.

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Art. 14 Formazione professionale. (3)

In vigore dal 17 giugno 2011

[1. La Regione promuove, attraverso enti di formazione accreditati dal sistema regionale, corsi di formazione per operatori e preposti all'espletamento di attività di turismo rurale.]

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(3) Articolo abrogato dall'art. 40, comma 1, lettera b), L.R. 4 maggio 2015, n. 8, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 50, comma 1 della stessa legge).

 

 

Art. 15 Obblighi fiscali e tributari.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. L'attività di turismo rurale è soggetta agli obblighi fiscali e tributari previsti dalle vigenti leggi nazionali e regionali in materia di ricettività e di esercizi pubblici.

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Art. 16 Abrogazioni.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Sono abrogati:

a) il titolo II della legge regionale 3 maggio 1995, n. 19 (Incentivazione dell'offerta turistica nei settori alberghieri e di turismo rurale);

b) il Reg. reg. 30 luglio 1998, n. 1 (Regolamento attuativo per l'esercizio dell'attività di turismo rurale in applicazione della legge regionale 3 maggio 1995, n. 19 - titolo II).

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Art. 17 Sanzioni amministrative.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Il titolare di attività di turismo rurale che utilizza i locali e gli spazi destinati ad alloggiare gli ospiti per un numero di posti superiore a quello autorizzato è soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da cinque a dieci volte il prezzo praticato per il servizio di ciascun ospite riscontrato in esubero.

2. Chi opera in violazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 5 è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 7.500 euro.

3. È applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da 250 euro a 500 euro nei casi di:

a) attribuzione al proprio esercizio con scritti, stampati ovvero pubblicazioni, con qualsiasi altro mezzo, di un'attrezzatura non conforme a quella esistente o di una denominazione diversa da quella autorizzata;

b) mancato rispetto dei periodi di apertura dichiarati;

c) mancata esposizione al pubblico di autorizzazioni, laddove previste dalla vigente legislazione in materia.

4. Nel caso in cui venga commessa la stessa infrazione entro i due anni successivi, le sanzioni pecuniarie previste dal comma 3 sono raddoppiate; viene altresì disposta la chiusura dell'esercizio da tre a trenta giorni. In caso di reiterate violazioni, il Comune deve procedere alla revoca dell'autorizzazione.

5. I proventi delle sanzioni amministrative sono introitati a titolo definitivo dal Comune cui spetta la determinazione e l'irrogazione della sanzione, nel rispetto della normativa vigente.

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Art. 18 Disposizioni transitorie.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. Gli operatori del turismo rurale, iscritti all'elenco regionale di cui all'articolo 18 della legge regionale n. 19/1995 , in possesso dell'autorizzazione comunale alla data di entrata in vigore della presente legge, sono automaticamente iscritti all'elenco di cui all'articolo 4 e sono esonerati dall'obbligo di frequenza dei corsi per operatore di turismo rurale di cui all'articolo 4 , comma 3, ed all'articolo 14 .

1-bis. Le ditte già ammesse a finanziamento nell'ambito della Tipologia "C" - Turismo Rurale -, ai sensi del Bando regionale "Interventi di ristrutturazione degli immobili per fini turistici-ricettivi" approvato con Delib.G.R. 25 maggio 2009, n. 583, e pubblicato nel B.U.R.M. del 16 giugno 2009, n. 13, restano soggette, relativamente ai requisiti previsti dall'articolo 3, comma 2, lettera a), e dall'articolo 4, comma 3, della presente legge, alla disciplina della legge regionale 3 maggio 1995, n. 19 (4).

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(4) Comma aggiunto dall'art. 1, L.R. 10 aprile 2012, n. 8, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 2 della stessa legge).

 

 

Art. 19 Norma finanziaria.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. La presente legge non comporta oneri per l'esercizio finanziario in corso.

2. Per gli esercizi successivi si provvede con le rispettive leggi approvative del bilancio regionale.

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Art. 20 Entrata in vigore.

In vigore dal 17 giugno 2011

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Molise.

 

L.R. MOLISE 3 agosto 1981, n. 17

L.R. MOLISE 3 agosto 1981, n. 17 (1)

Norme sull'utilizzazione del territorio a scopo turistico.

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(1) Pubblicata nel B.U. 14 agosto 1981, n. 16.

 

 

 

Art. 1

In applicazione dell'art. 4 dello Statuto regionale e fino a quando non sarà approvato il Piano Regionale di Assetto del Territorio (PRAT) e comunque non oltre il 31 dicembre 1985, la valorizzazione turistica della Regione Molise avverrà per aree omogenee e attraverso i Piani di cui al successivo articolo 2.

Sono aree omogenee la fascia litoranea e le zone di montagna ricadenti nei comprensori previsti dalla legge 26 giugno 1965, n. 717, delimitati dal I Piano di coordinamento degli Interventi pubblici nel Mezzogiorno e approvati dal C.I.R. Gli stessi comprensori, su richiesta motivata dei Comuni interessati al Consiglio regionale possono essere estesi a zone contermini caratterizzate da continuità di interessi di natura prevalentemente turistica.

 

 

 

Art. 2

La valorizzazione di tali aree avviene mediante Piani di intervento organico adottati dai Consigli dei Comuni, dei Consorzi di Comuni o delle Comunità montane, ed approvati dalla Giunta regionale d'intesa con la Commissione competente.

Fino a quando non sarà approvato il PRAT, la redazione dei Piani di valorizzazione di cui al comma precedente, dovrà essere preventivamente autorizzata dalla Giunta regionale, la quale si pronuncerà, ai sensi dell'art. 27 della legge 22 ottobre 1971, n. 865 e successive integrazioni e modificazioni, sulla delimitazione territoriale e sugli obiettivi del Piano, esposti nella domanda di autorizzazione alla redazione del Piano stesso.

 

 

 

Art. 3

I Piani di cui al precedente articolo devono contenere fra l'altro:

- il calcolo economico della redditività convenzionale;

- l'analisi documentata della domanda e dell'offerta;

- la verifica della coerenza tra risorse turistiche dell'area oggetto di intervento e la prevedibile espansione della domanda, gli interventi da effettuare, gli effetti di carattere economico e sociale sulla zona e sulla Regione;

- gli standards di utilizzazione ottimali in relazione alle risorse disponibili;

- gli interventi positivi (rimboschimenti e ripopolamenti faunistici) per valorizzare le risorse stesse;

- la quota territoriale riservata alle iniziative locali, che non può essere inferiore ad un terzo della superficie destinata allo sviluppo con strutture specifiche;

- un programma e costo dei servizi collettivi adeguati all'iniziativa, con l'indicazione dei mezzi per la loro realizzazione e manutenzione, con allegato schema di convenzione.

 

 

 

Art. 4

Fino all'entrata in vigore del PRAT, sono vietate costruzioni di residenze e di impianti di risalita:

- a) entro cento metri dalle rive dei corsi d'acqua permanenti, dei laghi naturali o artificiali e del mare, per i Comuni ancora privi di strumento urbanistico;

- b) lungo percorsi viari o pedonali, in corrispondenza di visuali panoramiche ed entro un cono visuale verticale da meno trenta gradi a più trenta gradi e comunque fino alla distanza di cento metri.

Sono inoltre vietati:

- 1) l'immissione di acque di rifiuto nei corsi d'acqua, se prima non depurate opportunamente;

- 2) costruzioni con altezza media dei fronti superiori a metri dieci.

Possono essere consentite deroghe, limitatamente ai casi di impianti pubblici e di uso ed interesse pubblico. L'autorizzazione è accordata dal Sindaco su conforme deliberazione del Consiglio comunale previo nullaosta della Giunta regionale.

 

 

 

Art. 5

Le iniziative pubbliche e private ammesse dalla presente legge sono a totale carico degli Enti abilitati a proporle.

 

Art. 6

Nell'ambito di una o più aree omogenee caratterizzate da flora e faune tipiche possono essere istituite riserve naturali attrezzate, secondo progetti di organizzazione che prevedano iniziative economiche entro limiti compatibili con la conservazione ed il potenziamento del patrimonio ambientale delle riserve stesse.

La proposta di istituzione, oltre che dalla Regione in sede di Piano di Assetto del Territorio o di sviluppo, può essere fatta alla Regione dalle Comunità montane o dai Comuni.

L'istituzione è effettuata con decreto del Presidente della Giunta su deliberazione del Consiglio regionale e sentita l'apposita Commissione composta:

- dagli Assessori regionali all'Agricoltura e Foreste, all'Urbanistica, al Turismo;

- dai Sindaci dei Comuni interessati;

- dal Presidente della Provincia o suo delegato;

e integrata:

- dal Direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo, per le aree limitrofe al Parco stesso;

- da tre esperti nominati dal Consiglio regionale con voto limitato a due.

La Commissione è presieduta dal Presidente della Giunta o dall'Assessore delegato.

 

 

 

Art. 7

La Comunità montana organizza e gestisce la riserva naturale attrezzata ricadente nel proprio territorio secondo un regolamento che sottopone all'approvazione della Giunta regionale entro sessanta giorni dal decreto di istituzione di cui al precedente articolo.

 

 

 

Art. 8

La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno dalla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Molise.

L.R. MOLISE 9 giugno 1978, n. 13

L.R. MOLISE 9 giugno 1978, n. 13 (1)

Promozione turistica  (2)

 

 

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(1) Pubblicata nel B.U. Molise 16 giugno 1978, n. 11.

(2) Con Delib.C.R. 18 aprile 2001, n. 107, con Delib.C.R. 3 novembre 2009, n. 281, con Delib.C.R. 31 luglio 2012, n. 171 e con Delib.C.R. 10 settembre 2013 n 157 è stato approvato il programma promozionale per il turismo rispettivamente, per l'anno 2000, per l'anno 2001, per l'anno 2012 e per l'anno 2013. Vedi, anche, la Delib.G.R. 31 ottobre 2000, n. 1416. Con Delib.C.R. 22 maggio 2001, n. 167 è stato approvato il piano regionale di utilizzazione delle aree del demanio marittimo a finalità turistico-ricreative. Vedi, anche, la Delib.G.R. 18 dicembre 2000, n. 1738, la Delib.G.R. 31 ottobre 2000, n. 1421 e la Delib.C.R. 9 dicembre 2003, n. 476. Con Delib.C.R. 10 settembre 2013, n. 156 è stata approvata, ai sensi della presente legge, la disciplina delle modalità di erogazione di contributi regionali per l'incentivazione del turismo scolastico e sociale.

 

 

 

Art. 1

Al fine di incrementare la domanda turistica diretta verso il territorio molisano, di favorire l'affermazione di un'incisiva ed unitaria immagine del Molise sul mercato nazionale ed internazionale, e di stimolare la destagionalizzazione e la capillarizzazione del flusso turistico, la Regione realizza, direttamente o tramite operatori turistici, vettori od organismi specializzati pubblici o privati:

a) iniziative, manifestazioni e campagne pubblicitarie e promozionali sui mercati di origine del flusso turistico;

b) manifestazioni turistiche nel Molise di rilevanza tale da interessare l'intero territorio regionale;

c) ogni altra iniziativa ed attività utile all'incremento del movimento turistico verso la Regione, alla migliore commercializzazione ed organizzazione dell'offerta turistica molisana ed alla conoscenza del mercato in cui essa opera.

 

 

 

Art. 2

Le funzioni di «promozione proiettiva» di cui alle lettere «a» e «b» del precedente articolo 1 della presente legge sono di esclusiva competenza regionale e, su richiesta della Regione, l'Organizzazione Turistica Pubblica sub regionale collabora alla loro realizzazione, anche tramite le proprie prestazioni ed il proprio personale.

All'Organizzazione Turistica Pubblica sub regionale competono le funzioni di «promozione di accoglienza» che si propongono di assicurare le più ampie prospettive di ulteriore sviluppo turistico alle aree di rispettiva competenza, favorendo l'appagamento delle aspettative di vacanze di turisti che le visitano, incrementando il loro grado di attrattiva e migliorando la loro immagine turistica anche tramite un adeguato controllo e coordinamento dei servizi primari e complementari resi ai turisti.

In particolare, le singole articolazioni dell'Organizzazione Turistica Pubblica sub regionale, nell'ambito del proprio bilancio e della propria attività promozionale:

a) promuovono, realizzano e coordinano manifestazioni, spettacoli ed altre iniziative di interesse turistico che si svolgono nei territori di rispettiva competenza, anche con il concorso degli Enti e della associazioni locali interessate;

b) assicurano un'adeguata assistenza ai turisti e predispongono il necessario materiale informativo e di documentazione;

c) promuovono iniziative dirette alla conservazione del patrimonio paesaggistico, storico, artistico, culturale e folkloristico esistente, a favorire il miglioramento estetico delle località di competenza e ad evitare fenomeni di inquinamento e di degradazione ambientale;

d) assumono iniziative dirette all'incremento della fruibilità turistica del territorio e delle attrattive esistenti, ed al miglioramento del livello qualitativo e quantitativo dei servizi di interesse turistico offerti sia dall'apparato privato che da quello pubblico;

e) assistono gli operatori turistici locali e promuovono l'integrazione dei servizi turistici e ricettivi offerti nell'area di loro competenza.

Le iniziative di cui al comma precedente possono essere altresì affidate ad Associazioni, Consorzi, Cooperative ed Enti, operanti nel settore e nel territorio della Regione Molise, con finalità esclusivamente turistiche, nel quadro del programma regionale di cui al successivo art. 4.

Le attività di promozione e di propaganda destinate ad essere svolte all'estero sono tenute all'osservanza del disposto di cui agli articoli 4, secondo comma, e 57 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616.

Le attività di promozione turistica di cui alla presente legge, destinate a svolgersi in riferimento ad attività culturali, sono tenute all'osservanza dei princìpi e dei limiti stabiliti dagli articoli 47, 48 e 49 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616.

 

 

 

Art. 3

Assolti i propri compiti di promozione di accoglienza, e compatibilmente con le proprie disponibilità finanziarie, le singole articolazioni territoriali dell'organizzazione turistica pubblica sub regionale e privata possono richiedere alla Regione l'autorizzazione a realizzare iniziative promozionali straordinarie di carattere specifico, anche in deroga a quanto disposto dal primo comma dell'art. 2 della presente legge, ove ricorrono particolari e comprovate esigenze di promozione dell'offerta turistica locale sui mercati di origine del flusso turistico.

Tali richieste debbono pervenire entro il 31 ottobre dell'anno precedente a quello in cui l'attività si riferisce e sono esaminate dalla Regione in sede di redazione del programma di cui al successivo articolo 4 della presente legge (3).

________________________________________

(3) Con deliberazione del 7 settembre 1984, n. 3210 e con deliberazione del 26 ottobre 1984, n. 3855 la Giunta Regionale ha adottato il regolamento per l'erogazione dei contributi affermando che non si tratta di norme regolamentari in senso tecnico - giuridico ma di criteri di autodeterminazione per la realizzazione del programma.

 

 

 

Art. 4

1. La Giunta regionale approva la proposta di programma di promozione del turismo predisposta dal Servizio regionale competente (4).

2. Il programma di cui al comma 1 individua gli interventi da realizzare, la copertura finanziaria e le modalità di impiego delle risorse (5).

3. Parte dello stanziamento disponibile potrà essere destinato a fondo riserva per l'attuazione di iniziative non prevedibili o non quantificabili al momento della stesura del programma (6).

4. [Il programma dovrà altresì indicare quali sono le iniziative che si intende ripetere per più di un anno nell'ambito del bilancio poliennale, per attribuire continuità e coerenza all'azione promozionale compiuta] (7).

5. [Le iniziative di cui al comma precedente vengono approvate in sede di approvazione del primo programma in cui sono state inserite e vengono iscritte, solo per memoria, nei programmi successivi] (8).

6. [Contestualmente, la Giunta, su proposta dell'Assessorato al Turismo, esamina le domande pervenute ai sensi del precedente articolo 3 della presente legge] (9).

7. Il Consiglio regionale approva il programma di cui al primo comma entro sessanta giorni dal ricevimento dell'atto deliberativo della Giunta regionale, che deve pervenire entro i primi tre mesi dell'anno. Trascorso tale termine, il programma si intende approvato (10).

________________________________________

(4) Comma così sostituito dall'art. 8, comma 1, lettera a), L.R. 17 gennaio 2013, n. 4, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 37 della stessa legge), numerato in precedenza in sede redazionale, in quanto privo di numerazione, per ragioni di uniformità, in conseguenza della sostituzione dell'originario settimo comma con l'attuale comma 7, come precisato nella relativa nota. Il testo originario era così formulato: «1. La Giunta Regionale, su proposta dell'Assessorato al Turismo, predispone il programma tecnico finanziario delle iniziative e delle attività di cui all'articolo 1 della presente legge.».

(5) Comma così sostituito dall'art. 8, comma 1, lettera b), L.R. 17 gennaio 2013, n. 4, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 37 della stessa legge), numerato in precedenza in sede redazionale, in quanto privo di numerazione, per ragioni di uniformità, in conseguenza della sostituzione dell'originario settimo comma con l'attuale comma 7, come precisato nella relativa nota. Il testo originario era così formulato: «2. Tale programma contiene i preventivi di massima e gli elementi tecnici atti ad illustrare l'opportunità turistica dell'attività che si vuole compiere ed i suoi criteri di impostazione.».

(6) Il presente comma, in origine privo di numerazione, è stato così numerato in sede redazionale per ragioni di uniformità, in conseguenza della sostituzione dell'originario settimo comma con l'attuale comma 7, come precisato nella relativa nota.

(7) Comma abrogato dall'art. 8, comma 1, lettera c), L.R. 17 gennaio 2013, n. 4, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 37 della stessa legge), numerato in precedenza in sede redazionale, in quanto privo di numerazione, per ragioni di uniformità, in conseguenza della sostituzione dell'originario settimo comma con l'attuale comma 7, come precisato nella relativa nota.

(8) Comma abrogato dall'art. 8, comma 1, lettera c), L.R. 17 gennaio 2013, n. 4, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 37 della stessa legge), numerato in precedenza in sede redazionale, in quanto privo di numerazione, per ragioni di uniformità, in conseguenza della sostituzione dell'originario settimo comma con l'attuale comma 7, come precisato nella relativa nota.

(9) Comma abrogato dall'art. 8, comma 1, lettera c), L.R. 17 gennaio 2013, n. 4, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 37 della stessa legge), numerato in precedenza in sede redazionale, in quanto privo di numerazione, per ragioni di uniformità, in conseguenza della sostituzione dell'originario settimo comma con l'attuale comma 7, come precisato nella relativa nota.

(10) Comma così sostituito dall'art. 1, comma 44, L.R. 1° febbraio 2011, n. 2, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 2 della stessa legge). Il testo originario era così formulato: «Il Consiglio Regionale approva il programma promozionale di cui ai precedenti commi del presente articolo entro il 30 novembre dell'anno precedente a quello cui l'assunzione degli impegni di spesa relativi all'attività programmata si riferisce.».

 

 

 

Art. 5

I provvedimenti di attuazione del programma e le scelte ad essi afferenti, sono adottati, con delibera della Giunta, su proposta dell'Assessore al Turismo.

Il fondo di riserva di cui al terzo comma dell'articolo precedente non può superare il limite del 10% (11).

________________________________________

(11) Con deliberazione del 7 settembre 1984, n. 3210 e con deliberazione del 26 ottobre 1984, n. 3855 la Giunta Regionale ha adottato il regolamento per l'erogazione dei contributi affermando che non si tratta di norme regolamentari in senso tecnico - giuridico ma di criteri di autodeterminazione per la realizzazione del programma.

 

 

 

Art. 6 (12)

[Per l'anno 1978, le richieste di cui al precedente articolo 3 devono pervenire entro 30 giorni ed il termine di cui al precedente articolo 4, ultimo comma, viene stabilito in 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge].

________________________________________

(12) Articolo abrogato dall'art. 8, comma 1, lettera d), L.R. 17 gennaio 2013, n. 4, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 37 della stessa legge).

 

 

 

Art. 7

Fino a quando non avrà provveduto a delineare ed a strutturare le articolazioni dell'organizzazione turistica pubblica subregionale, di cui all'art. 2 della presente legge, la Regione utilizzerà, per i compiti di promozione turistica, gli Enti Provinciali per il Turismo e le Aziende Autonome di Cura, Soggiorno e Turismo.

L'utilizzazione degli Enti Provinciali per il Turismo e delle Aziende di Cura, Soggiorno e Turismo da parte della Regione avviene nel rispetto delle funzioni istituzionali di queste articolazioni periferiche dell'organizzazione pubblica del turismo (13).

________________________________________

(13) La L.R. 10 aprile 1990, n. 19 aveva stabilito che il controllo sugli atti degli Enti dipendenti dalla Regione - tra i quali gli Enti Provinciali per il Turismo e l'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Termoli - avrebbe dovuto essere esercitato dal Comitato Regionale, istituito dalla L.R. 5 novembre 1976, n. 32 e successive modificazioni, con le modalità previste dalla stessa L.R. e l'articolo 3 della predetta L.R. n. 19 del 1990 aveva abrogato le disposizioni in contrasto con quella L.R. in quanto attributive di competenze in materia di controllo di legittimità alla Giunta Regionale. La disciplina generale in materia di controllo è ora recata dalla L.R. 26 maggio 1992, n. 15 che, nel sostituire la L.R. n. 32 del 1976, ne ha espressamente disposto l'abrogazione (articolo 35). Le modalità di esercizio del controllo di legittimità di cui alla L.R. n. 15 del 1992 devono intendersi applicabili anche nei riguardi degli Enti dipendenti dalla Regione sottoposti al controllo del CO.RE.CO. e ciò in virtù del rinvio di cui all'articolo 1 - 2° comma della citata L.R. n. 19 del 1990 alla normativa generale in materia, recata all'epoca dalla L.R. n. 32 del 1976 ed ora dalla L.R. n. 15 del 1992. Per espressa previsione dell'articolo 1 della predetta L.R. n. 15 del 1992 è rimasto tuttora in vigore il controllo di legittimità sugli atti degli Enti di cui all'articolo 49 dello Statuto Regionale, nei modi previsti dalla L.R. n. 19 del 1990 che all'articolo 2 ha elencato gli atti fondamentali dei predetti Enti da approvarsi da parte del C.R.

 

 

 

Art. 8

Per l'applicazione della presente legge, la Regione istituisce nel proprio bilancio, per ciascuno degli esercizi 1978, 1979 e 1980 un fondo di L. 400.000.000.

Per l'anno 1978 l'onere di L. 400.000.000 sarà iscritto nel nuovo capitolo di spesa n. 5315 «Interventi per la promozione turistica», con uno stanziamento di competenza di pari importo e una dotazione di cassa di L. 250.000.000 previa riduzione di pari valore a carico degli stanziamenti di competenza e di cassa iscritti al Capitolo n. 5540.

 

 

 

Art. 9

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'art. 127 della Costituzione e dell'art. 38 dello Statuto regionale ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Molise.

 

L.P. BOLZANO, 18 agosto 1992, n. 33

L.P. BOLZANO, 18 agosto 1992, n. 33 (1)

Riordinamento delle organizzazioni turistiche (2).

________________________________________

(1) Pubblicata nel B.U. Trentino-Alto Adige 1° settembre 1992, n. 36.

(2) Si veda la Delib.G.P. 1° dicembre 2003, n. 4369: modalità per l'esecuzione dei controlli a campione relativi all'attribuzione di vantaggi economici. Si veda, inoltre, la Delib.G.P. 6 dicembre 2004, n. 4560, Settore turismo: criteri per l'applicazione della presente legge - concessione di contributi e sussidi integrativi alle organizzazioni turistiche. Vedi, inoltre, la Delib.G.P. 23 novembre 2009, n. 2798 e la Delib.G.P. 24 ottobre 2011, n. 1605 per l' Approvazione dei criteri di applicazione della presente legge.

 

 

 

Art. 1

Finalità.

1. La presente legge disciplina l'organizzazione turistica preposta allo sviluppo della promozione turistica, che si articola nelle seguenti strutture:

a) azienda provinciale per la promozione turistica;

b) associazioni turistiche;

c) consorzi turistici.

 

 

 

CAPO I

Azienda provinciale per la promozione turistica

Art. 2

Denominazione.

1. L'azienda speciale denominata «Ufficio provinciale per il turismo», in seguito denominata Azienda, istituita con l'articolo 37 della legge provinciale 6 settembre 1976, n. 41, assume la denominazione «Alto Adige Promozione Turismo».

 

 

 

Art. 3

Compiti.

1. L'Azienda promuove ed incentiva il movimento turistico nella provincia, e a tal fine:

a) svolge attività di promozione, di propaganda e di pubblicità turistica in Italia ed all'estero, con l'osservanza delle disposizioni contenute nell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 278;

b) svolge attività di partecipazione, a scopi di promozione turistica, a fiere, mostre, rassegne o convegni;

c) effettua studi, rilievi e ricerche per l'organizzazione e la valorizzazione delle risorse turistiche provinciali;

d) coordina la propaganda e le manifestazioni di interesse turistico, nonché le attività delle organizzazioni turistiche disciplinate dalla presente legge, instaurando anche un'attività di consulenza;

e) promuove la partecipazione al processo promozionale di ogni altro ente ed organizzazione, pubblici e privati, diversi da quelli indicati nella lettera d), allo scopo di affermare un'immagine unitaria dell'Alto Adige e per stimolare la propensione dell'utenza turistica verso l'intero territorio;

f) offre assistenza ai turisti;

g) svolge ogni altro compito ad essa demandato dalla competente ripartizione provinciale.

 

 

 

Art. 4

Mezzi strumentali.

1. Per lo svolgimento dei propri compiti l'Azienda:

a) provvede con beni, attrezzature e materiali assegnati dalla Giunta provinciale;

b) utilizza i beni e le attrezzature di enti, di privati e di imprese mediante apposite convenzioni;

c) si avvale del personale assegnato dalla Giunta provinciale;

d) può assumere personale con contratti di lavoro a tempo determinato e per compiti specifici, commisurando il compenso alla qualità ed alla quantità della prestazione;

e) può stipulare convenzioni per studi, rilievi e ricerche, nonché contratti d'opera con consulenti esperti del settore;

f) amministra i fondi assegnati dalla Giunta provinciale, nonché le altre erogazioni provenienti da enti o istituzioni pubbliche o private.

2. I beni mobili ed immobili messi a disposizione dell'Azienda sono amministrati direttamente dalla Provincia.

3. Le spese relative al personale sono poste a carico del bilancio provinciale.

 

 

 

Art. 5

Organi.

1. Sono organi dell'Azienda:

a) il consiglio di amministrazione;

b) il comitato tecnico;

c) il presidente;

d) il collegio dei revisori dei conti.

 

 

 

Art. 6

Il consiglio di amministrazione.

1. L'Azienda è retta da un consiglio di amministrazione nominato dalla Giunta provinciale per la durata della legislatura provinciale, ed è composto da:

a) l'assessore provinciale al quale è affidata la materia del turismo, che lo presiede;

b) il presidente o altro rappresentante della federazione provinciale più rappresentativa delle organizzazioni turistiche;

c) il presidente di un consorzio turistico di cui all'articolo 19, proposto dall'assemblea di cui all'articolo 20, comma 4;

d) il presidente ed un altro rappresentante dell'associazione provinciale più rappresentativa degli albergatori e pubblici esercenti;

e) il presidente o altro rappresentante dell'associazione provinciale più rappresentativa degli affittacamere;

f) un rappresentante degli operatori agrituristici designato dall'associazione provinciale più rappresentativa dei coltivatori diretti;

g) il presidente o altro rappresentante dell'associazione provinciale più rappresentativa dei direttori delle organizzazioni turistiche;

h) da tre a sei esperti proposti dall'assessore provinciale competente, di cui uno scelto fra i nominativi proposti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative.

2. Il presidente designa un componente del consiglio di amministrazione a sostituirlo in caso di sua assenza o impedimento.

3. Partecipa alle riunioni, con funzioni consultive, il dirigente dell'Azienda, Funge da segretario un impiegato di qualifica funzionale non inferiore alla sesta.

4. La composizione del consiglio di amministrazione deve adeguarsi alla consistenza dei gruppi linguistici esistenti in provincia, quale risulta dell'ultimo censimento generale della popolazione, fatta salva la possibilità di accesso agli appartenenti al gruppo linguistico ladino.

5. Per la validità delle sedute è necessaria la presenza della maggioranza dei membri. Il consiglio stesso decide a maggioranza dei presenti.

6. Ai membri del consiglio di amministrazione sono corrisposte, in quanto spettino, le indennità previste dalla legge provinciale 19 marzo 1991, n. 6.

 

 

 

Art. 7

Funzioni del consiglio di amministrazione.

1. Il consiglio di amministrazione emana le direttive per lo svolgimento dei compiti dell'Azienda e ne controlla l'attuazione.

2. Al consiglio di amministrazione spetta inoltre di deliberare:

a) i programmi annuali di attività;

b) i bilanci preventivi, le relative variazioni ed i conti consuntivi;

c) l'approvazione dei rendiconti periodici concernenti le somme erogate dai funzionari delegati di cui all'articolo 13.

3. Il consiglio è organo consultivo della Giunta provinciale in materia di turismo ed industria alberghiera.

 

 

 

Art. 8

Comitato tecnico.

1. Il consiglio di amministrazione può costituire nel suo seno un comitato tecnico composto dal presidente e da due a quattro componenti del consiglio stesso, di cui almeno un rappresentante delle organizzazioni turistiche. Il comitato svolge i compiti delegatigli dal consiglio medesimo.

2. Al comitato tecnico sono estese, in quanto applicabili, le disposizioni di cui ai commi 2, 3, 4, 5 e 6 dell'articolo 6.

 

 

 

Art. 9

Il Presidente.

1. Il Presidente del consiglio di amministrazione ha la legale rappresentanza dell'Azienda, e:

a) convoca e presiede il consiglio di amministrazione;

b) impegna e ordina le spese;

c) stipula contratti in nome e per conto dell'Azienda;

d) emana gli altri atti occorrenti al regolare e proficuo funzionamento dell'Azienda;

e) vigila sull'esecuzione delle deliberazioni del consiglio di amministrazione e del comitato tecnico.

2. Il presidente adotta, inoltre, nei casi di urgenza e di necessità, provvedimenti di competenza del consiglio di amministrazione, da sottoporre alla ratifica del consiglio stesso nella prima seduta successiva, nonché tutti i provvedimenti non espressamente attribuiti alla competenza del consiglio o del comitato tecnico.

 

 

 

Art. 10

Il collegio dei revisori dei conti.

1. La gestione finanziaria dell'Azienda è soggetta al riscontro di un collegio di revisori composto da un magistrato della Corte dei conti con funzione di presidente, da un esperto iscritto nel ruolo dei revisori ufficiali dei conti, designato dal Consiglio provinciale su proposta della minoranza politica, e da un funzionario dell'Amministrazione provinciale.

2. Il collegio dei revisori è nominato dalla Giunta provinciale per la stessa durata in carica del consiglio di amministrazione.

3. Il collegio compie tutte le verifiche per assicurare il regolare andamento della gestione finanziaria ed al termine dell'esercizio fa una relazione sul rendiconto.

4. Ai membri del collegio dei revisori sono corrisposte, in quanto spettino, le stesse indennità previste per i membri del consiglio di amministrazione.

5. Ai membri del collegio dei revisori spetta, inoltre, un'indennità di carica che viene fissata dalla Giunta provinciale, nei limiti previsti dalla vigente normativa.

 

 

 

Art. 11

Esercizio finanziario e bilancio.

1. L'esercizio finanziario dell'Azienda coincide con l'anno solare.

2. Entro il 30 novembre di ciascun esercizio, il bilancio preventivo per l'esercizio successivo è inviato per l'approvazione alla Giunta provinciale.

3. Il bilancio è articolato in capitoli corrispondenti al programma di attività.

4. Il rendiconto è inviato per l'approvazione alla Giunta provinciale entro il 31 marzo dell'anno successivo. L'eventuale avanzo o disavanzo risultante dal conto consuntivo deve essere applicato al bilancio di previsione dell'Azienda.

5. L'Azienda si avvale del tesoriere provinciale.

 

 

 

Art. 12

Le entrate dell'Azienda.

1. Le entrate dell'Azienda sono costituite da:

a) il contributo provinciale annuo di finanziamento, la cui misura viene stabilita, per ogni esercizio, in apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del bilancio provinciale;

b) qualunque introito riguardante la gestione e le finalità dell'Azienda.

 

 

 

Art. 13

Spese dell'Azienda.

1. Tutti i servizi comportanti acquisti, forniture, affitti, trasporti e altre prestazioni che riguardino i compiti istituzionali dell'Azienda possono venire eseguiti in economia tramite funzionari delegati, entro i limiti deliberati dagli organi.

2. Dell'ambito dei fondi stanziati sui singoli capitoli del bilancio di previsione deliberato dal consiglio di amministrazione, e sulla base del programma di attività e di previsioni di spesa, anche di massima, i funzionari delegati provvedono sotto la loro diretta responsabilità all'esecuzione in economia dei servizi di cui al comma 1.

3. Ove le previsioni di spesa di cui al comma 2 siano di massima, il consiglio di amministrazione fissa l'importo massimo per ogni singola spesa effettuabile dai funzionari delegati. Le spese eccedenti tale limite di importo devono essere preventivamente autorizzate dal Presidente del consiglio di amministrazione.

4. Il pagamento delle spese dell'Azienda viene disposto:

a) con mandati diretti;

b) con aperture di credito autorizzate dal consiglio di amministrazione presso la tesoreria, alle quali si provvede mediante ordini di accreditamento a favore dei funzionari delegati.

5. Le aperture di credito possono essere disposte senza limiti di importo, ma non possono superare la disponibilità dello stanziamento dei singoli capitoli di bilancio.

6. Gli ordini di accreditamento sono firmati dal Presidente del consiglio di amministrazione o da un suo delegato e dal dirigente dell'Azienda o da un suo sostituto nominato dal consiglio di amministrazione. Detti ordini di accreditamento devono indicare la somma che può essere prelevata dal funzionario delegato mediante emissione di buoni in proprio favore per i pagamenti in contanti, e quella che deve essere utilizzata mediante emissione di ordinativi a favore dei creditori.

7. Ogni semestre, e in ogni caso al termine dell'esercizio o quando cessino le sue facoltà e anche quando ad esso subentri altro funzionario, il funzionario delegato deve sottoporre all'esame e all'approvazione del consiglio di amministrazione il conto delle somme erogate insieme con i documenti giustificativi.

8. Per quanto non previsto dal presente capo si osservano, in quanto applicabili, le vigenti norme provinciali in materia di bilancio e di contabilità.

 

 

 

Art. 14

Il dirigente dell'Azienda.

1. Dirigente dell'Azienda è il direttore della ripartizione provinciale competente in materia di turismo.

2. Il dirigente:

a) predispone il progetto di programma di attività da sottoporre al consiglio di amministrazione;

b) predispone il bilancio di previsione, le variazioni di bilancio e il conto consuntivo;

c) dirige e coordina l'attività dell'Azienda secondo il relativo programma;

d) stipula contratti in nome e per conto dell'Azienda, in quanto delegato dal presidente;

e) firma, insieme con il presidente, i mandati di pagamento e gli ordini di accreditamento, nonché le reversali d'incasso e provvede alla liquidazione delle spese sui singoli capitoli del bilancio.

 

 

 

CAPO II

Associazioni turistiche

Art. 15

Finalità e compiti dell'associazione.

1. Sono associazioni turistiche le associazioni non aventi fini di lucro, costituitesi a livello locale con lo scopo di promuovere ed incrementare il turismo nella zona di loro competenza. In particolare esse provvedono a:

a) istituire servizi di informazione e di assistenza turistica, ivi comprese la mediazione e prenotazione di servizi turistici. Alle associazioni turistiche è consentita l'attività inerente la prenotazione di soggiorni, anche con prestazioni accessorie, senza apposita autorizzazione amministrativa, purché tale attività sia limitata al proprio ambito di competenza;

b) promuovere e attuare in ambito locale manifestazioni, spettacoli ed altre iniziative di prevalente interesse turistico;

c) realizzare, preferibilmente in collaborazione con altre organizzazioni turistiche, iniziative di marketing turistico;

d) valorizzare il patrimonio paesaggistico, artistico e storico;

e) promuovere e gestire impianti e servizi di prevalente interesse turistico;

f) collaborare con l'Azienda per la realizzazione di studi, rilevazioni e ricerche turistiche;

g) svolgere le funzioni delegate dalla Provincia o dal comune competente.

 

 

 

Art. 15-bis

Costituzione di associazioni turistiche (3).

1. Le associazioni turistiche di cui all'articolo 15 possono costituirsi sotto forma di associazione o di società cooperativa.

________________________________________

(3) Articolo aggiunto dall'art. 4, comma 1, L.P. 16 maggio 2012, n. 9.

 

 

 

Art. 16

Iscrizione nell'elenco e cancellazione.

1. Le associazioni turistiche sono iscritte in apposito elenco tenuto presso la ripartizione provinciale competente in materia di turismo, a condizione che:

a) la zona di competenza dell'associazione turistica comprenda, di regola, l'intero territorio di un comune;

b) l'adesione all'associazione sia aperta a tutti gli interessati al turismo della zona;

c) l'associazione adotti uno statuto che si conformi ai principi stabiliti con regolamento di esecuzione;

d) le entrate costituite da quote associative ed altri contributi obbligatori previsti dallo statuto, nonché dai proventi di eventuali imposte e tasse turistiche, siano adeguate al raggiungimento degli scopi statutari;

e) l'associazione, qualora abbia ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica privata, disponga di una sede centrale convenientemente attrezzata, con facoltà di istituire uffici di informazione distaccati;

f) l'associazione adotti la denominazione «associazione turistica» con l'aggiunta del nome del comune o della zona in cui intende operare; ulteriori aggiunte devono essere autorizzate dall'assessore competente.

2. In un medesimo ambito territoriale può essere iscritta nell'elenco una sola associazione turistica od operare una sola azienda di cui all'articolo 23.

3. L'assessore provinciale competente, qualora accerti la mancanza di una delle condizioni di cui al comma 1, l'inosservanza dello statuto ovvero gravi irregolarità nella gestione dell'organizzazione o una persistente inerzia, dispone previa diffida e sentito il presidente dell'associazione interessata, con provvedimento motivato, la cancellazione dell'associazione turistica dall'elenco. La cancellazione può essere disposta parimenti qualora non siano più soci dell'associazione la maggioranza dei soggetti esercenti attività economiche qualificate come turistiche nell'ambito di competenza dell'associazione ovvero in una determinata parte di esso. Contro tale provvedimento può essere presentato ricorso alla Giunta provinciale entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento stesso (4).

4. Lo statuto delle associazioni turistiche deve contenere norme che prevedano, in caso di scioglimento dell'associazione o di cancellazione della stessa dall'elenco, la destinazione dei beni al comune competente per territorio, il quale lì deve devolvere all'ente turistico che eventualmente succederà.

________________________________________

(4) Comma sostituito dall'art. 14 della L.P. 11 maggio 1995, n. 12.

 

 

 

Art. 17

Domanda per l'iscrizione.

1. Per ottenere l'iscrizione nell'elenco, le associazioni turistiche presentano istanza alla ripartizione provinciale competente in materia di turismo, corredata da:

a) copia dell'atto costitutivo e dello statuto;

b) bilancio preventivo con programma di attività;

c) elenco nominativo dei soci e dei componenti degli organi sociali.

2. L'iscrizione nell'elenco è disposta con decreto dell'assessore provinciale competente, sentito il comune nel cui territorio opera l'associazione.

3. Le variazioni dello statuto sono comunicate entro quindici giorni alla ripartizione provinciale competente in materia di turismo, che ne verifica la conformità ai principi fissati nel regolamento; le variazioni nelle cariche sociali sono comunicate entro il medesimo termine.

 

 

 

Art. 18

Bilanci.

1. Le associazioni turistiche inviano alla Ripartizione provinciale Turismo, annualmente, entro il 30 novembre, il programma di attività e una copia del bilancio di previsione dell'esercizio finanziario successivo ed entro il 30 giugno una copia del conto consuntivo dell'anno finanziario precedente. La Giunta provinciale determina i criteri per la stesura del bilancio di previsione e del conto consuntivo nonché le modalità per la loro trasmissione. (5)

2. La ripartizione provinciale può richiedere ulteriore documentazione ed in caso di accertate o presunte irregolarità effettuare gli opportuni controlli.

________________________________________

(5) Comma sostituito dall'art. 4, comma 1, della L.P. 23 luglio 2007, n. 6.

 

 

 

CAPO III

Consorzi turistici

Art. 19

Finalità e compiti.

1. Per ottenere una maggiore efficienza nello svolgimento delle attività promozionali, la Provincia promuove e favorisce la costituzione di consorzi sovracomunali tra le organizzazioni turistiche operanti in ambiti con caratteristiche turistiche possibilmente omogenee.

2. A tali consorzi è affidata l'attività di marketing turistico che può essere svolta con maggiore efficienza ed economicità a livello sovracomunale. I consorzi curano le manifestazioni sovracomunali di prevalente interesse turistico e possono svolgere attività di mediazione e prenotazione di servizi turistici. Ai consorzi turistici è consentita l'attività inerente la prenotazione di soggiorni, anche con prestazioni accessorie, senza apposita autorizzazione amministrativa, purché tale attività sia limitata al proprio ambito di competenza.

 

 

 

Art. 20

Costituzione dei consorzi.

1. I consorzi di cui all'articolo 19 possono costituirsi sotto forma di associazione, di società cooperativa o di società consortile senza scopo di lucro (6)

2. Possono partecipare ai consorzi turistici le organizzazioni turistiche locali disciplinate dalla presente legge, gli enti e le associazioni interessati al turismo, nonché gli operatori privati gestori di infrastrutture e servizi turistici.

3. Lo statuto dei consorzi deve prevedere la possibilità di associarsi per ogni associazione turistica iscritta nell'elenco e per ogni azienda di cui all'articolo 23, operanti nell'ambito territoriale che costituisce una zona turisticamente omogenea.

4. I presidenti dei consorzi turistici si costituiscono in assemblea almeno una volta all'anno per la discussione di problemi e progetti turistici, nonché per il coordinamento dell'attività tra i consorzi.

________________________________________

(6) Comma sostituito dall'art. 10, comma 1, della L.P. 3 ottobre 2005, n. 8.

 

 

 

Art. 21

Elenco dei consorzi turistici e modalità di iscrizione.

1. È istituito presso la ripartizione provinciale competente in materia di turismo l'elenco provinciale dei consorzi turistici.

2. Possono richiedere l'iscrizione nell'elenco i consorzi turistici che hanno ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica privata ed adottato uno statuto, che si conformi ai principi approvati con regolamento di esecuzione, con il quale saranno stabiliti altri requisiti. I consorzi turistici devono obbligarsi ad incaricare un direttore che si occupi prevalentemente della gestione del consorzio.

3. Per ottenere l'iscrizione nell'elenco, i consorzi presentano istanza alla ripartizione provinciale competente in materia di turismo, corredata da:

a) copia dell'atto costitutivo e dello statuto;

b) bilancio preventivo con programma di attività;

c) elenco nominativo dei soci e dei componenti degli organi sociali.

4. L'iscrizione all'elenco è disposta con decreto dell'assessore provinciale competente.

5. Le variazioni dello statuto sono comunicate entro quindici giorni alla ripartizione provinciale competente in materia di turismo, che ne verifica la conformità ai principi fissati nel regolamento; le variazioni nelle cariche sociali sono comunicate entro il medesimo termine.

6. L'assessore provinciale competente, qualora accerti la mancanza di requisiti stabiliti con il regolamento di esecuzione, l'inosservanza dello statuto o una persistente inerzia, dispone la cancellazione del consorzio turistico dall'elenco. Contro tale provvedimento può essere presentato ricorso alla Giunta provinciale entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento stesso.

 

 

 

Art. 22

Bilanci.

1. I consorzi turistici inviano alla Ripartizione provinciale Turismo, annualmente, entro il 30 novembre, il programma di attività e copia del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario successivo ed entro il 30 giugno copia del conto consuntivo dell'anno finanziario precedente. La Giunta provinciale determina i criteri per la stesura del bilancio di previsione e del conto consuntivo nonché le modalità per la loro trasmissione. (7)

2. La ripartizione provinciale può richiedere ulteriore documentazione ed in caso di accertate o presunte irregolarità effettuare gli opportuni controlli.

________________________________________

(7) Comma sostituito dall'art. 4, comma 2, della L.P. 23 luglio 2007, n. 6.

 

 

 

CAPO IV

Trasformazione delle aziende di cura, soggiorno e turismo e delle aziende di soggiorno e turismo

Art. 23

Trasformazione.

1. Le aziende di cura, soggiorno e turismo, o di soggiorno e turismo esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, sono trasformate in associazioni turistiche disciplinate dalle disposizioni di cui al capo II, con l'attribuzione alle stesse della personalità giuridica di diritto privato.

2. Le aziende di cura, soggiorno e turismo o di soggiorno e turismo esistenti, sono estinte a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello in cui viene disposta l'iscrizione dell'associazione turistica subentrante nell'elenco di cui all'articolo 16, previo riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato.

3. L'Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano e l'Azienda di cura, soggiorno e turismo di Merano, dotate di autonomia amministrativa, hanno personalità giuridica di diritto pubblico con potestà statutaria e regolamentare e sono sottoposte al controllo e alla vigilanza della Giunta provinciale. Lo statuto viene deliberato dal rispettivo consiglio d'amministrazione con una maggioranza di due terzi dei componenti alla prima e seconda seduta e con la maggioranza assoluta dalla terza seduta in poi. Lo statuto così deliberato necessita dell'approvazione da parte della Giunta provinciale. Gli organi della rispettiva azienda sono il presidente, il consiglio di amministrazione e il collegio dei revisori. Il consiglio di amministrazione e il collegio dei revisori vengono nominati dalla Giunta provinciale, venendo proposti due terzi dei rispettivi membri dal comune sede dell'azienda e dalle categorie corrispondenti. L'ammontare massimo delle indennità del consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori viene fissato dalla Giunta provinciale (8).

3-bis. La Giunta provinciale esercita il controllo di legittimità sulle seguenti delibere:

a) i regolamenti e le loro modifiche;

b) il bilancio preventivo con programma di attività, le variazioni di bilancio ed i conti consuntivi;

c) il regolamento sul personale e la pianta organica;

d) gli acquisti, le alienazioni e le locazioni di beni immobili (9).

3-ter. Entro il 30 novembre di ciascun esercizio, la rispettiva azienda deve approvare il relativo bilancio preventivo per l'esercizio seguente e inviarlo alla Giunta provinciale per il controllo di legittimità, corredato del programma dell'attività da svolgersi durante l'esercizio stesso. Entro il 30 giugno di ogni anno, la rispettiva azienda approva il relativo conto consuntivo dell'esercizio precedente e lo trasmette alla Giunta provinciale per il controllo di legittimità, corredato delle relazioni del consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori. Il presidente, qualora preveda che il bilancio non possa diventare esecutivo entro il 31 dicembre o comunque in caso di mancata esecutività entro tale termine, chiede al consiglio di amministrazione l'autorizzazione alla gestione del bilancio con riferimento a quello dell'esercizio scaduto, limitatamente ad un massimo di tre mesi ed ai relativi dodicesimi (10).

3-quater. Le deliberazioni del consiglio nelle materie di cui alle lettere a), b), c) e d) diventano esecutive, qualora la Giunta provinciale, alla quale devono essere inviate entro 15 giorni dalla data della deliberazione, nel termine di trenta giorni dalla ricezione delle stesse non abbia adottato un provvedimento di annullamento, dandone, entro il medesimo termine, comunicazione all'ente interessato. Il termine è sospeso per una sola volta se, prima della sua scadenza, il Presidente della Provincia o l'assessore competente chieda chiarimenti o elementi integrativi dì giudizio all'ente deliberante. In tal caso, il termine per l'annullamento riprende a decorrere dal momento della ricezione degli atti richiesti. Le deliberazioni decadono, qualora l'ente non ottemperi, entro trenta giorni dal ricevimento, alla richiesta di elementi integrativi di giudizio (11).

3-quinquies. La Giunta provinciale può indicare all'ente interessato le modificazioni da apportare alle risultanze del rendiconto della gestione, con l'invito ad adottarle entro il termine massimo di 30 giorni. Nel caso di mancata adozione delle modificazioni entro detto termine o di annullamento della deliberazione di adozione del rendiconto della gestione da parte della Giunta provinciale, questa provvede alla nomina di un commissario per la redazione del conto stesso (12).

3-sexies. La Giunta provinciale può, inoltre, procedere allo scioglimento del consiglio di amministrazione e alla nomina di un commissario per accertate gravi deficienze amministrative, persistenti inadempienze o per altre irregolarità non compatibili con il normale funzionamento dell'azienda. In questi casi il rinnovo del consiglio è effettuato entro il termine di tre mesi (13).

3-septies. Alla struttura dirigenziale ed ai dirigenti dell'Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano e dell'Azienda di cura, soggiorno e turismo di Merano sono applicate, per quanto compatibili, le disposizioni di cui alla legge provinciale 23 aprile 1992, n. 10, e successive modifiche. La nomina di un dirigente per ente può essere conferita anche ad una persona estranea all'amministrazione, fatte salve le altre condizioni di cui all'articolo 14, comma 2, della legge provinciale 23 aprile 1992, n. 10, e successive modifiche (14).

3-octies. Gli incarichi dirigenziali conferiti prima dell'entrata in vigore delle disposizioni di cui al comma 3-septies sono confermati (15).

3-nonies. Le aziende già istituite alla data di entrata in vigore della presente legge conservano il riconoscimento e la denominazione loro attribuita. Il nuovo statuto deve essere approvato entro il termine perentorio di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Trascorso tale termine, agli organi nominati vengono applicati gli articoli 33, 34 e 35 della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche (16).

4. Alle aziende di cui al comma 3 è data facoltà di chiedere, con il voto della maggioranza assoluta dei membri del consiglio di amministrazione, in qualsiasi momento la trasformazione ai sensi del comma 1.

5. Alle aziende di cui al comma 3 è consentita l'attività inerente la prenotazione di soggiorni, anche con prestazioni accessorie, senza apposita autorizzazione amministrativa, purché tale attività sia limitata al proprio ambito di competenza.

________________________________________

(8) Comma così sostituito dall'art. 7, comma 1, L.P. 13 novembre 2009, n. 10.

(9) Comma aggiunto dall'art. 7, comma 2, L.P. 13 novembre 2009, n. 10.

(10) Comma aggiunto dall'art. 7, comma 2, L.P. 13 novembre 2009, n. 10.

(11) Comma aggiunto dall'art. 7, comma 2, L.P. 13 novembre 2009, n. 10.

(12) Comma aggiunto dall'art. 7, comma 2, L.P. 13 novembre 2009, n. 10.

(13) Comma aggiunto dall'art. 7, comma 2, L.P. 13 novembre 2009, n. 10.

(14) Comma aggiunto dall'art. 7, comma 2, L.P. 13 novembre 2009, n. 10.

(15) Comma aggiunto dall'art. 7, comma 2, L.P. 13 novembre 2009, n. 10.

(16) Comma aggiunto dall'art. 7, comma 2, L.P. 13 novembre 2009, n. 10.

 

 

 

Art. 24

Nomina del commissario.

1. Entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge la Giunta provinciale nomina, per ciascuna delle aziende di cui all'articolo 23, comma 1, un commissario e scioglie il consiglio di amministrazione delle aziende stesse.

2. Il mandato del commissario scade con il passaggio delle consegne di cui al comma 3.

3. Spetta al commissario esercitare i compiti di cui agli articoli 6 ed 8 - quest'ultimo modificato dall'articolo 1 della L.P. n. 44 del 1978 - della L.P. n. 41 del 1976, con mandato di provvedere ad ogni adempimento patrimoniale e fiscale e di qualsiasi altra natura connesso con la gestione dell'azienda fino alle consegne agli organi dell'associazione subentrante. Spetta inoltre al commissario la definizione dei procedimenti inerenti al subentro dell'associazione turistica nei rapporti giuridici attivi e passivi delle aziende trasformate. In particolare egli provvede alla riscossione delle entrate accertate ed al pagamento delle spese impegnate, a redigere un elenco dei beni mobili ed immobili dell'azienda, ad approntare ed approvare il rendiconto dell'esercizio in corso, nonché a tutti gli altri adempimenti connessi alla trasformazione dell'azienda in associazione turistica, ai sensi dell'articolo 23, comma 1.

 

 

 

Art. 25

Personale.

1. Il personale di ruolo delle aziende di cui al comma 1 dell'articolo 23, in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, con decorrenza dalla data di soppressione dell'azienda è trasferito alle dipendenze dell'associazione turistica territorialmente subentrante.

2. Nel caso di azienda trasformata, il cui ambito territoriale di competenza sia stato assorbito da più di una associazione, all'assegnazione del relativo personale alle associazioni subentranti provvede la Giunta provinciale.

3. Al personale trasferito deve essere comunque assicurato un trattamento economico di importo pari a quello in godimento.

4. Il personale trasferito può optare, nei termini di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 274, per il mantenimento dell'iscrizione alla Cassa per le pensioni ai dipendenti degli enti locali (17).

5. L'iscrizione delle associazioni turistiche di cui al comma 1 dell'articolo 23 nell'elenco previsto dall'articolo 16, è effettuata a condizione che l'associazione si obblighi a continuare l'attività avvalendosi del personale trasferito ai sensi dei commi 1 e 2 del presente articolo.

________________________________________

(17) Comma sostituito dall'art. 9 della L.P. 6 aprile 1993, n. 8.

 

 

 

Art. 26

Patrimonio.

1. Le associazioni turistiche che succedono alle aziende ai sensi del comma 1 dell'articolo 23, subentrano in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi delle aziende. In particolare ad esse è trasferita la titolarità dei beni mobili ed immobili.

2. Nel caso di azienda trasformata, il cui ambito territoriale di competenza sia stato assorbito da più di una associazione, la Giunta provinciale provvede alla ripartizione ed assegnazione dei beni delle associazioni subentranti.

3. Le entrate, anche di natura tributaria, riconosciute dalla vigente legislazione alle aziende disciolte, sono devolute alle associazioni turistiche subentranti, avuto riguardo agli ambiti territoriali di rispettiva competenza.

 

 

 

CAPO V

Contributi a favore delle organizzazioni turistiche

Art. 27

Beneficiari.

1. Allo scopo di agevolare le organizzazioni turistiche nell'assolvimento dei propri compiti sono stanziati annualmente nel bilancio provinciale fondi da erogare alle associazioni turistiche, ai consorzi turistici, nonché alle aziende di cui all'articolo 23, comma 3, se vengono rispettati i criteri obbligatori sulla qualità stabiliti dalla Giunta provinciale (18) (19).

________________________________________

(18) Comma così modificato dall'art. 4, comma 2, L.P. 16 maggio 2012, n. 9.

(19) Per l'approvazione dei criteri di qualità, ai sensi del presente comma, vedi la Delib.G.P. 14 gennaio 2013, n. 32.

 

 

 

Art. 28

Riparto dei fondi stanziati.

1. I fondi stanziati ai sensi dell'articolo 27 sono ripartiti annualmente secondo i seguenti criteri:

a) un'aliquota uguale o anche variabile per tutti gli aventi diritto;

b) un'aliquota ulteriore secondo i seguenti criteri:

1) capacità ricettiva alberghiera ed extraalberghiera;

2) media dei pernottamenti registrati nei tre anni turistici precedenti, da novembre fino a ottobre;

3) media degli arrivi registrati nei tre anni turistici precedenti;

4) autofinanziamento;

5) raggiungimento dei criteri scalari e facoltativi sulla qualità definiti dalla Giunta provinciale (20).

2. Per le organizzazioni turistiche che, tramite misure di riorganizzazione e razionalizzazione, raggiungono valori di efficienza più elevati, il contributo di cui al comma 1, lettere a) e b), può essere aumentato di una percentuale da stabilirsi dalla Giunta provinciale. Le organizzazioni turistiche possono deliberare in assemblea generale, con una maggioranza di due terzi, che i contributi di cui al comma 1, lettere a) e b), per le singole associazioni turistiche possano essere girati in tutto o in parte direttamente dalla Provincia alle rispettive organizzazione turistiche. I relativi criteri sono determinati dalla Giunta provinciale (21).

3. La misura delle aliquote di cui alle lettere a) e b) del comma 1 è stabilita dalla Giunta provinciale.

4. Il pagamento delle somme assegnate alle aziende di cui all'articolo 23, comma 3, è subordinato all'approvazione dei rispettivi bilanci di previsione da parte dell'organo tutorio.

5. Il pagamento delle somme assegnate alle associazioni turistiche e ai consorzi turistici è subordinato alla presentazione del bilancio di previsione di cui agli articoli 18 e 22. In caso di accertate irregolarità, la Giunta provinciale può escludere le associazioni e i consorzi turistici dall'assegnazione del contributo di cui ai commi 1 e 2. In caso di un impiego non efficiente e non efficace dei contributi, la Giunta provinciale può ridurre il contributo o escludere le organizzazioni turistiche dall'assegnazione del contributo stesso. Gli importi non assegnati sono utilizzati ai sensi dell'articolo 29 (22)

6. Il contributo di cui alla lettera b) del comma 1 non può, a decorrere dall'esercizio finanziario 2004, superare un rapporto stabilito dalla Giunta provinciale in relazione ai mezzi propri resi disponibili dagli imprenditori locali.

7. L'eventuale differenza tra i contributi computati in base ai criteri di ripartizione e i contributi effettivamente assegnati a seguito della disposizione di cui al comma 6 è destinata alla concessione di contributi e sussidi integrativi previsti dall'articolo 29.

8. Qualora con variazioni del bilancio provinciale vengano stanziati fondi aggiuntivi, questi possono essere destinati esclusivamente agli scopi di cui all'articolo 29.

9. In caso di fusione di due o più organizzazioni turistiche, o in caso di una cooperazione tra le stesse o tra le stesse e una o più organizzazioni che svolgono la loro attività nel campo turistico, la Giunta provinciale può aumentare il contributo di cui al comma 1 a favore delle località interessate, e comunque nei limiti ivi previsti (23) (24).

________________________________________

(20) Comma così modificato dall'art. 4, comma 3, L.P. 16 maggio 2012, n. 9.

(21) Comma sostituito dall'art. 4, comma 3, della L.P. 23 luglio 2007, n. 6. Si veda, anche, la Delib.G.P. 21 aprile 2008, n. 1360, Determinazione dei criteri per l'aumento dei contributi a favore delle organizzazioni turistiche e per il trasferimento di contributi spettanti alle associazioni turistiche direttamente ai consorzi turistici.

(22) Comma sostituito dall'art. 10, comma 2, della L.P. 3 ottobre 2005, n. 8.

(23) Comma sostituito dall'art. 10, comma 2, della L.P. 3 ottobre 2005, n. 8.

(24) Articolo dapprima modificato dall'art. 2 della L.P. 16 dicembre 1994, n. 12, e successivamente dall'art. 26 della L.P. 29 gennaio 1996, n. 2, e dall'art. 15 della L.P. 21 gennaio 1998, n. 1, sostituito dall'art. 29, comma 1 della L.P. 9 gennaio 2003, n. 1.

 

 

 

Art. 29

Contributi e sussidi integrativi.

1. La rimanente quota dei fondi di cui all'articolo 28, comma 1, stanziati annualmente, è destinata alla concessione di contributi e sussidi integrativi alle organizzazioni turistiche di cui all'articolo 27, per la realizzazione di iniziative di interesse turistico da parte delle organizzazioni, singole o associate, o in compartecipazione con enti e privati.

 

 

 

Art. 30

Domande e concessione.

1. Le domande di contributo o di sussidio ai sensi dell'articolo 29 devono essere presentate alla ripartizione provinciale competente in materia del turismo entro il 30 novembre di ogni anno per l'anno finanziario successivo, corredate da:

a) relazione illustrativa;

b) preventivo di spesa e relativo piano di finanziamento;

c) progetto esecutivo o rappresentazione grafica, qualora si tratti di opere di costruzione di impianti turistici o di miglioramento di attrezzature turistiche o sportive.

2. La concessione dei contributi e dei sussidi è disposta con deliberazione della Giunta provinciale (25).

3. Il termine di cui al comma 1 può essere modificato con deliberazione della Giunta provinciale, da pubblicarsi nel Bollettino Ufficiale della Regione.

________________________________________

(25) Comma sostituito dall'art. 15 della L.P. 21 gennaio 1998, n. 1.

 

 

 

Art. 31

Pagamento dei contributi e sussidi.

1. La liquidazione dei contributi e dei sussidi di cui all'articolo 29 è subordinata alla presentazione dei documenti giustificativi di spesa o all'accertamento di regolare esecuzione dell'opera, certificato da un tecnico della Provincia.

2. Con provvedimento dell'assessore provinciale competente può essere corrisposto un acconto nella misura massima del cinquanta per cento dell'importo assegnato.

 

 

 

Art. 31-bis

1. La Giunta provinciale è autorizzata a concedere contributi nella misura massima del 90 per cento all'Associazione provinciale delle organizzazioni turistiche dell'Alto Adige o alle singole associazioni turistiche per le spese da esse sostenute per la stipulazione di polizze assicurative, al fine di tenere indenni i proprietari di piste di sci da fondo, sentieri, percorsi ciclabili o piste segnalate per mountainbike aperti al pubblico in caso di azioni da richieste di risarcimento danni e conseguenti spese legali. La Giunta provinciale è altresì autorizzata a stipulare direttamente dette polizze. (26)

2. Alla spesa per contributi ai sensi del comma 1 si fa fronte per l'anno 1997 con le disponibilità del capitolo 76145 del bilancio provinciale e per gli anni successivi con gli stanziamenti autorizzati dalla legge finanziaria annuale sul corrispondente capitolo (27).

________________________________________

(26) Comma sostituito dall'art. 4, comma 4, della L.P. 23 luglio 2007, n. 6.

(27) Articolo inserito dall'art. 19 della L.P. 11 agosto 1997, n. 11.

 

 

 

CAPO VI

Disposizioni transitorie e finali

Art. 32

Organi dell'Azienda provinciale per la promozione turistica.

1. Fino a quando non sono nominati gli organi dell'Azienda, restano in carica gli organi esistenti.

 

 

 

Art. 33

Associazioni esistenti.

1. Le associazioni turistiche e le associazioni pro loco iscritte nei relativi elenchi di cui agli articoli 15 e 19 della L.P. n. 41/1976, sono iscritte, su domanda da presentarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nell'elenco istituito con l'articolo 16 della presente legge.

2. Le denominazioni delle organizzazioni di cui al comma 1 si considerano modificate in «associazione turistica».

3. Fino a quando non sono istituite le organizzazioni turistiche disciplinate dalla presente legge, i contributi di cui al capo V possono essere richiesti dalle organizzazioni esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge e assegnati alle medesime.

 

 

 

Art. 34

Contributi a favore delle organizzazioni turistiche.

1. Le disposizioni di cui al capo V si applicano con decorrenza dal 1 gennaio 1993.

 

 

 

Art. 35

Ampliamento dell'organico del personale.

1. Per coprire il maggiore fabbisogno di personale derivante dall'attuazione della presente legge, l'organico del ruolo generale del personale provinciale è ampliato di un posto nella settima qualifica funzionale.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 27 e di cui al comma 1 dell'articolo 28 si applicano con decorrenza dal 1° gennaio 2013 (28).

________________________________________

(28) Comma aggiunto dall'art. 4, comma 4, L.P. 16 maggio 2012, n. 9.

 

 

 

Art. 36

... (29).

________________________________________

(29) Testo non riportato in quanto di carattere esclusivamente finanziario.

 

 

 

Art. 37

... (30).

________________________________________

(30) Testo non riportato in quanto di carattere esclusivamente finanziario.

 

 

 

Art. 38

... (31).

________________________________________

(31) Articolo non riportato in quanto modifica l'art. 1 della L.P. 8 agosto 1991, n. 22.

 

 

 

Art. 39

Abrogazione di norme.

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogate le seguenti leggi provinciali:

a) la legge provinciale 6 settembre 1976, n. 41, modificata dagli articoli 1, 3, 4, 5 e 6 della legge provinciale 10 agosto 1978, n. 44, e dagli articoli 1 e 3 della legge provinciale 18 agosto 1988, n. 31, escluso il Capo I;

b) la legge provinciale 7 agosto 1984, n. 7.

2. La legge provinciale 8 gennaio 1985, n. 4, è abrogata con il 31 dicembre 1992, fatta salva la sua ulteriore applicazione limitatamente alle domande già emesse ai contributi previsti dalla medesima.

 

 

 

L.R. Valle d’Aosta 15 marzo 2001, n. 6

L.R. Valle d’Aosta 15 marzo 2001, n. 6 (1)

Riforma dell'organizzazione turistica regionale. Modificazioni alla L.R. 7 giugno 1999, n. 12 (Princìpi e direttive per l'esercizio dell'attività commerciale) e abrogazione della L.R. 29 gennaio 1987, n. 9, della L.R. 17 febbraio 1989, n. 14, della L.R. 2 marzo 1992, n. 4, della L.R. 24 giugno 1992, n. 33, della L.R. 12 gennaio 1994, n. 1 e della L.R. 28 luglio 1994, n. 35 (2).

 

(1) Pubblicata nel B.U. Valle d'Aosta 20 marzo 2001, n. 13.

(2) Vedi, anche, l'allegato C alla L.R. 16 luglio 2002, n. 14 e l'allegato A alla L.R. 14 novembre 2002, n. 22 per l'elevazione dell'autorizzazione di spesa per gli interventi previsti dalla presente legge per l'anno 2002, imputabile ai capitoli 64100 e 64300.

 

 

Capo I - Disposizioni generali

 

Art. 1

Oggetto e finalità.

1. Allo scopo di promuovere lo sviluppo del turismo nel territorio regionale, la presente legge detta norme per la riforma dell'organizzazione turistica della Valle d'Aosta, in particolare per quanto concerne:

a) la pianificazione, il coordinamento, il monitoraggio e la realizzazione di iniziative dirette alla promozione dell'offerta turistico - commerciale regionale nel suo complesso, tenuto conto che l'intero territorio della Regione è considerato turisticamente rilevante;

b) la promozione di idonei strumenti di valorizzazione e commercializzazione dell'offerta turistico - commerciale regionale in tutte le sue componenti ed articolazioni;

c) l'organizzazione, sul territorio regionale, di adeguati servizi di informazione, assistenza e accoglienza turistica.

Capo II - Attività di promozione, coordinamento e monitoraggio

 

Art. 2

Organizzazione dell'attività promozionale turistica.

1. Al fine di incrementare il movimento turistico verso il territorio regionale e di favorire il prolungamento delle stagioni turistiche, nonché la destagionalizzazione e la più ampia diffusione sul territorio dei flussi turistici, la Regione provvede alla pianificazione e all'attuazione di idonee iniziative destinate ad affermare sul mercato nazionale ed internazionale un'adeguata immagine della Valle d'Aosta, nonché a promuoverne l'offerta turistica nel suo complesso.

2. Le iniziative di cui al comma 1 sono definite ed approvate dalla Giunta regionale e consistono in:

a) effettuazione di campagne pubblicitarie sui mercati di origine dei flussi turistici, avvalendosi dei mezzi di comunicazione ritenuti più idonei;

b) partecipazione a o organizzazione di mostre, fiere, esposizioni, manifestazioni, spettacoli e convegni aventi particolare riflesso sull'immagine turistica della Valle d'Aosta;

c) acquisto, edizione e produzione di materiale promozionale e pubblicitario;

d) effettuazione di studi, indagini e ricerche volti a raccogliere elementi utili per l'impostazione e la successiva verifica dell'efficacia dell'attività promozionale e per la conoscenza, l'organizzazione e la valorizzazione delle risorse turistiche regionali;

e) individuazione di un logo identificativo del prodotto turistico regionale da utilizzare nell'ambito delle iniziative promozionali e pubblicitarie attuate dalla Regione e, previa autorizzazione della struttura regionale competente in materia di turismo, nell'ambito di quelle attuate da operatori turistici;

f) effettuazione di ogni altra iniziativa idonea a favorire l'incremento del movimento turistico verso la Regione e la migliore organizzazione dell'offerta turistica valdostana.

3. Nello svolgimento dell'attività promozionale, la Regione può avvalersi della collaborazione e del concorso di enti pubblici e privati.

 

Art. 3

Attività di coordinamento e monitoraggio.

1. La Regione promuove la creazione di strumenti in grado di realizzare un efficace e continuo raccordo fra le strategie di comunicazione, promozione e accoglienza turistica e le iniziative attuate per la commercializzazione del prodotto turistico regionale, nonché di assicurare una adeguata azione di monitoraggio del mercato e dell'offerta turistico - commerciale valdostana.

2. L'Osservatorio regionale del commercio e del turismo previsto dall'articolo 11 della legge regionale 7 giugno 1999, n. 12 (Princìpi e direttive per l'esercizio dell'attività commerciale), come modificato dall'articolo 4 della presente legge, rientra tra gli strumenti di cui al comma 1 e persegue le seguenti finalità:

a) garantire gli elementi informativi per impostare la programmazione regionale nei settori del commercio e del turismo e per valutare il grado di attuazione ed efficacia degli interventi;

b) promuovere l'acquisizione, l'elaborazione e la diffusione delle informazioni e delle statistiche per una migliore conoscenza dei settori del commercio e turismo, valorizzando i dati ricavabili dagli archivi di natura amministrativa, curando un rapporto di scambio informativo tra le banche dati degli enti pubblici, evitando duplicazioni di adempimenti per gli operatori e per le stesse Amministrazioni pubbliche.

 

Art. 4

Modificazioni all'articolo 11 della L.R. n. 12/1999 (3).

[1. ... (4).

2. ... (5).

3. ... (6).

4. Il comma 6 dell'articolo 11 della L.R. n. 12/1999 è abrogato].

(3) Articolo abrogato dall'art. 19, comma 2, lettera b), L.R. 25 febbraio 2013, n. 5, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 20 della stessa legge). Detto art. 19 ha abrogato anche, con la medesima decorrenza, l'art. 11, L.R. 7 giugno 1999, n. 12 (modificato dal presente articolo).

(4) Sostituiva la lettera a) del comma 2 dell'art. 11, L.R. 7 giugno 1999, n. 12.

(5) Sostituiva la lettera b) del comma 2 dell'art. 11, L.R. 7 giugno 1999, n. 12.

(6) Sostituiva il comma 4 dell'art. 11, L.R. 7 giugno 1999, n. 12.

 

Art. 5

Inserimento dell'articolo 11-bis alla L.R. n. 12/1999 (7).

[1. ... (8)].

(7) Articolo abrogato dall'art. 19, comma 2, lettera b), L.R. 25 febbraio 2013, n. 5, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 20 della stessa legge). Detto art. 19 ha abrogato anche, con la medesima decorrenza, l'art. 11-bis, L.R. 7 giugno 1999, n. 12 (aggiunto dal presente articolo).

(8) Inseriva l'art. 11-bis alla L.R. 7 giugno 1999, n. 12.

 

Art. 6

Sistema informativo regionale del commercio e del turismo.

1. È istituito il Sistema informativo regionale del commercio e del turismo (S.I.RE.C.T.), per lo svolgimento delle seguenti attività:

a) valutazione della consistenza e della evoluzione delle caratteristiche strutturali della rete distributiva al dettaglio e comparazione del fenomeno distributivo tra le varie parti del territorio regionale e la rete distributiva nazionale;

b) realizzazione di un sistema di monitoraggio del mercato turistico in grado di fornire informazioni a carattere dinamico sui principali fenomeni del mercato stesso e di garantire una costante osservazione delle caratteristiche e della evoluzione delle imprese turistiche al fine di favorire lo sviluppo e l'innovazione dell'offerta turistica regionale.

2. Alla realizzazione e alla gestione del S.I.RE.C.T. provvede l'Assessorato regionale competente in materia di turismo e commercio, in collaborazione con la struttura regionale competente in materia di sistemi informativi e con i comuni, sulla base delle indicazioni fornite dall'Osservatorio regionale del commercio e del turismo.

3. Per gli adempimenti di cui al comma 2, possono essere stipulate convenzioni con soggetti, pubblici e privati, aventi specifica competenza nei settori della distribuzione commerciale, del marketing e del turismo.

4. Nell'ambito del S.I.RE.C.T. è realizzata una Banca dati regionale centralizzata contenente i principali dati relativi alla rete di vendita e all'infrastruttura turistica, nonché al monitoraggio del mercato turistico e commerciale.

5. I comuni e le Aziende di informazione e accoglienza turistica - Syndicats d'initiatives [di cui all'articolo 12] (9) collaborano al regolare aggiornamento della Banca dati regionale sulla base dei dati statistici e amministrativi in loro possesso e, nel caso dei comuni, sulla base dei dati relativi alle autorizzazioni rilasciate e alle comunicazioni pervenute.

6. L'Assessorato regionale competente in materia di turismo e commercio definisce le modalità di accesso alla Banca dati regionale da parte dei privati interessati.

(9) L'art. 13, comma 2, L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto la soppressione, a decorrere dal 1° gennaio 2010, in concomitanza con soppressione delle Aziende di informazione ed accoglienza turistica istituite ai sensi dell'art. 12 della presente legge, delle parole "di cui all'articolo 12" qui indicate.

 

Art. 7

Programma informatico.

1. Entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, la struttura regionale competente in materia di sistemi informativi, in collaborazione con l'Assessorato regionale competente in materia di turismo e commercio e sulla base delle indicazioni fornite dall'Osservatorio regionale del commercio e del turismo, cura, avvalendosi di esperti, la creazione di un programma informatico di archiviazione dei principali dati delle attività turistiche e della rete distributiva, che sia compatibile con il sistema informatico dei servizi camerali, in grado di gestire le procedure di autorizzazione e di comunicazione previste dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 (Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell'articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59).

2. Il programma di cui al comma 1 è ceduto gratuitamente ed è utilizzato dai comuni e dalle Aziende di informazione e accoglienza turistica - Syndicats d'initiatives.

3. La Giunta regionale definisce con propria deliberazione le modalità di collegamento dei comuni con la struttura regionale competente in materia di servizi camerali ai fini dell'acquisizione dei dati relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese e nel repertorio economico ed amministrativo.

 

Art. 8

Modalità di realizzazione della Banca dati regionale.

1. La Banca dati regionale di cui all'articolo 6, comma 4, è costituita per fasi successive nel corso di un triennio.

2. Entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, il soggetto incaricato della gestione del S.I.RE.C.T. provvede, con la collaborazione dei comuni e della struttura regionale competente in materia di servizi camerali, a raccogliere i dati relativi alle caratteristiche anagrafiche e tipologiche degli esercizi commerciali e turistici della Regione.

3. Entro il termine di cui al comma 2, i comuni forniscono notizie sulle principali variazioni intervenute nella rete distributiva al dettaglio nel corso dell'anno 2000.

4. Entro venti mesi dall'entrata in vigore della presente legge, il soggetto incaricato della gestione del S.I.RE.C.T. invia a ciascun Comune l'elenco delle attività commerciali e turistiche operanti nel rispettivo territorio, affinché il Comune provveda, entro sessanta giorni, al riscontro della loro correttezza e completezza e all'aggiornamento in relazione alle variazioni intervenute.

5. Entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge, la Banca dati regionale è integrata, con le procedure e le modalità definite dall'Assessorato regionale competente in materia di turismo e commercio, sulla base delle indicazioni fornite dall'Osservatorio regionale del commercio e del turismo, da ulteriori dati utili ai fini di una più completa conoscenza dell'infrastruttura turistica e commerciale della Regione.

6. Ultimata la fase di costituzione della Banca dati regionale, l'aggiornamento dei dati avviene secondo modalità e tempi definiti dall'Assessorato regionale competente in materia di turismo e commercio, sulla base delle indicazioni fornite dall'Osservatorio regionale del commercio e del turismo.

7. L'Assessorato regionale competente in materia di turismo e commercio promuove altresì l'ulteriore arricchimento della Banca dati regionale mediante:

a) la rilevazione, anche a campione, di ulteriori dati e notizie sulla rete distributiva al dettaglio e sull'infrastruttura turistica;

b) la raccolta di dati acquisiti da altri enti regionali, nazionali o internazionali, istituti di ricerca ed altri organismi specializzati;

c) l'effettuazione di indagini sui prezzi e sui consumi di residenti e turisti.

 

Capo III - Valorizzazione e commercializzazione dell'offerta turistico - commerciale

 

 

Art. 9

Promozione delle iniziative di commercializzazione.

1. Per garantire la maggiore efficacia delle attività volte alla promozione e alla commercializzazione dell'offerta turistico - commerciale valdostana, la Regione:

a) favorisce la costituzione dei consorzi e delle associazioni di cui all'articolo 10, quale fondamentale strumento di aggregazione finalizzato ad una più efficace commercializzazione del prodotto turistico locale;

b) promuove la predisposizione e la commercializzazione di pacchetti turistici che comprendano e valorizzino le diverse componenti dell'offerta turistica regionale.

 

Art. 10

Riconoscimento di raggruppamenti di operatori turistici (10).

1. La Regione riconosce, per le finalità di cui al capo IV della legge regionale 4 settembre 2001, n. 19 (Interventi regionali a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali), i raggruppamenti di operatori turistici, anche temporanei, in qualsiasi forma costituiti, la cui attività abbia ad oggetto la realizzazione di progetti di sviluppo turistico e di promo-commercializzaizone dei prodotti e dei servizi offerti dagli operatori aderenti.

2. Possono chiedere il riconoscimento di cui al comma 1:

a) i raggruppamenti di area territoriale determinati sulla base dei comprensori turistici individuati dall'Office régional du tourisme - Ufficio regionale del turismo o i raggruppamenti di stazione riferiti ai comuni con maggiore valenza turistica, relativamente e limitatamente a specifiche e strategiche linee di prodotto, finalizzati alla realizzazione di programmi di attività funzionali alla valorizzazione dell'offerta e alla promozione e commercializzazione del prodotto turistico;

b) i raggruppamenti di prodotto, finalizzati allo sviluppo, alla promozione e alla commercializzazione di uno o più prodotti turistici su scala regionale.

3. Ai fini del riconoscimento, i raggruppamenti di operatori turistici di cui al comma 2 devono possedere i requisiti minimi stabiliti con deliberazione della Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente, tenendo conto:

a) per le aggregazioni territoriali, della rappresentatività numerica delle imprese turistiche dell'area;

b) per le aggregazioni di stazione, della rappresentatività numerica delle imprese turistiche dell'area considerata e della particolare significatività della stazione, rispetto al restante territorio regionale, relativamente al prodotto turistico considerato;

c) per le aggregazioni di prodotto, del numero di imprese turistiche aggregate unitamente alla copertura del territorio regionale interessato dalla linea di prodotto considerato.

4. Il riconoscimento è concesso su istanza del raggruppamento interessato con provvedimento del dirigente competente in materia di promozione e marketing turistico e ha validità per un quinquennio.

5. La struttura regionale competente in materia di promozione e marketing turistico dispone la revoca del riconoscimento qualora, dai controlli effettuati, risulti la non veridicità delle dichiarazioni rese dai raggruppamenti nell'istanza di cui al comma 4 e nel caso in cui siano venuti meno, nel corso del quinquennio, i requisiti minimi di cui al comma 3.

6. I raggruppamenti riconosciuti sono tenuti a comunicare alla struttura regionale competente in materia di promozione e marketing turistico, entro quindici giorni dal loro verificarsi, ogni intervenuta variazione dei requisiti minimi di cui al comma 3 nonché il loro eventuale scioglimento.

7. La Giunta regionale, con propria deliberazione, definisce ogni altro adempimento o aspetto, anche procedimentale, relativo al riconoscimento di cui al presente articolo e alla revoca del medesimo, ivi compresi le modalità e i termini di presentazione delle istanze e la documentazione da allegare.

8. La vendita diretta al pubblico da parte dei raggruppamenti riconosciuti, se limitata ai servizi prodotti dai propri associati, non è soggetta ad autorizzazione di agenzia di viaggi e turismo (11).

(10) Vedi, anche, la Delib.G.R. 5 novembre 2010, n. 3042.

(11) Articolo così sostituito dall'art. 4, L.R. 30 giugno 2010, n. 19, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 9 della stessa legge). Vedi anche, per le norme transitorie, l'art. 7, commi 4 e 5, della medesima legge. Il testo originario era così formulato: «Art. 10. Riconoscimento di consorzi e associazioni di operatori turistici. 1. La Regione riconosce i consorzi e le associazioni di operatori turistici costituiti, in uno o più ambiti territoriali delle Aziende di informazione e accoglienza turistica - Syndicats d'initiatives, la cui attività abbia almeno ad oggetto la promozione e la vendita dei servizi turistici prodotti dagli operatori associati.

2. Il riconoscimento è concesso su istanza delle associazioni o dei consorzi a ciò interessati con decreto dell'Assessore regionale competente in materia di turismo, subordinatamente alla verifica che il relativo statuto non precluda in alcun modo la possibilità di adesione da parte di qualsiasi operatore turistico, operante nell'ambito territoriale interessato o nel territorio di comuni limitrofi, il quale accetti e rispetti le condizioni poste dallo statuto medesimo.

3. Possono far parte di un consorzio o di una associazione riconosciuti gli operatori turistici che hanno sede operativa nell'ambito territoriale in cui è costituito il medesimo consorzio o associazione.

4. La vendita diretta al pubblico da parte dei consorzi o delle associazioni riconosciuti, se limitata ai servizi prodotti dai propri associati, non è soggetta ad autorizzazione di agenzia di viaggi e turismo.».

 

Capo IV - Informazione, assistenza e accoglienza turistica

Sezione I - Servizi di informazione, assistenza e accoglienza turistica (12)

 

 

Art. 11

Organizzazione dei servizi.

[1. I servizi di informazione, accoglienza e assistenza turistica sono svolti dalle Aziende di informazione e accoglienza turistica - Syndicats d'initiatives e dalle associazioni Pro-loco.

2. I servizi di cui al comma 1 sono svolti ed organizzati anche in conformità agli indirizzi e alle direttive formulati dall'Assessorato regionale competente in materia di turismo.

3. Per omogeneizzare ed incrementare la qualità, l'efficienza e l'economicità dei servizi di cui al comma 1, nonché al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi attinenti la realizzazione della Banca dati di cui all'articolo 6, comma 4, e del sistema informativo turistico di cui al comma 4, la Regione promuove iniziative di formazione volte ad elevare la professionalità degli addetti.

4. La Regione promuove inoltre la realizzazione di un sistema informativo turistico, basato su una banca dati informatizzata e gestita in rete con le Aziende di informazione e accoglienza turistica - Syndicats d'initiatives e con gli operatori turistici interessati; la Regione cura inoltre la distribuzione sulle reti telematiche delle informazioni contenute nella banca dati turistica] (13).

(12) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della presente sezione (unitamente all'unico articolo di cui è composta, e cioè l'art. 11) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

(13) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione I del capo IV (unitamente al presente articolo di cui è composta) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

Sezione II - Aziende di informazione e accoglienza turistica - Syndicats d'initiatives (14)

 

Art. 12

Istituzione delle Aziende di informazione e accoglienza turistica - Syndicats d'initiatives (15).

[1. Al fine di assicurare sul territorio regionale una più capillare e razionale organizzazione dei servizi di informazione, assistenza e accoglienza turistica, sono istituite le Aziende di informazione e accoglienza turistica - Syndicats d'initiatives (A.I.A.T.), di seguito denominate Aziende.

2. Le Aziende hanno personalità giuridica di diritto pubblico e autonomia amministrativa, gestionale, patrimoniale, contabile e finanziaria, nei limiti stabiliti dalla presente legge e dagli atti di indirizzo adottati dalla Regione.

3. Le Aziende operano in collaborazione con gli operatori e le organizzazioni turistiche territorialmente interessati.

4. L'iniziativa per la istituzione di una Azienda è assunta da uno o più comuni, il cui territorio complessivamente soddisfi i requisiti di cui all'articolo 13 ed é approvata con deliberazione della Giunta regionale; la relativa istanza è indirizzata all'Assessorato regionale competente in materia di turismo ed è corredata di copia degli atti deliberativi con cui i comuni richiedenti approvano l'iniziativa.

5. Entro centoventi giorni dal ricevimento dell'istanza, la struttura regionale competente in materia di turismo provvede a trasmettere alla Giunta regionale una motivata proposta di approvazione o di reiezione dell'istanza] (16).

(14) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della presente sezione (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

(15) Ai sensi dell'art. 1, L.R. 19 novembre 2008, n. 24 nelle more della revisione organica della disciplina relativa all'organizzazione dei servizi di informazione, accoglienza ed assistenza turistica e al fine di garantire continuità all'azione amministrativa delle Aziende di informazione e accoglienza turistica - Syndicats d'initiatives (AIAT), istituite ai sensi del presente articolo, i relativi organi, in carica alla data di entrata in vigore della suddetta legge, sono prorogati, al massimo, fino al 31 dicembre 2009. Successivamente l'art. 2, comma 1, secondo periodo, L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto la soppressione, a decorrere dal 1° gennaio 2010 delle aziende istituite dal presente articolo (vedi anche, per la successione in tutti i rapporti, attivi e passivi, della medesima azienda, l'art. 14, comma 6, della stessa legge).

(16) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

Art. 13

Ambito territoriale delle Aziende.

[1. Ai fini della costituzione di una Azienda, il relativo ambito territoriale deve possedere i seguenti requisiti:

a) estensione sull'intero territorio di almeno un Comune;

b) esistenza di strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere non inferiori a 7.000 posti letto ufficialmente censiti, di cui almeno 3.500 presso esercizi alberghieri.

2. Si prescinde dal requisito di cui al comma 1, lettera b), qualora l'ambito territoriale dell'Azienda sia esteso sull'intero territorio di tutti i comuni di una Comunità montana oppure qualora l'ambito territoriale, di particolare interesse turistico, sia caratterizzato dalla presenza di collegamento internazionale stradale e sciistico.

3. Salvo quanto previsto al comma 2, qualora l'ambito territoriale sia costituito da più comuni, ciascuno degli stessi deve essere limitrofo rispetto ad almeno un Comune rientrante nel medesimo ambito.

4. Decorsi tre anni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale può provvedere alla modificazione e all'aggiornamento del requisito di cui al comma 1, lettera b)] (17).

(17) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

Art. 14

Compiti delle Aziende.

[1. È compito delle Aziende:

a) assicurare, in attuazione e in conformità degli indirizzi e delle direttive di cui all'articolo 11, comma 2, i servizi di informazione, accoglienza ed assistenza turistica, attuando a tale scopo tutte le iniziative comunque funzionali al soddisfacimento delle esigenze della clientela turistica;

b) promuovere, coordinare e anche, in collaborazione con altre Aziende, enti pubblici e privati ed associazioni locali, attuare la realizzazione di manifestazioni, spettacoli, convegni, eventi e ogni altra attività destinata a qualificare l'animazione turistica della località;

c) realizzare e diffondere materiale illustrativo ed informativo atto a favorire la conoscenza delle risorse turistiche del proprio ambito territoriale;

d) istituire e gestire uffici periferici o strumenti idonei all'informazione turistica;

e) effettuare la rilevazione dei dati statistici concernenti il movimento turistico, secondo le modalità stabilite dai competenti organi statali e regionali e operando adeguati controlli sulla correttezza e tempestività dei dati forniti dagli operatori;

f) collaborare con la Regione, per l'attuazione di iniziative di promozione;

g) svolgere attività di supporto e di cooperazione nei confronti dei consorzi e associazioni di cui all'articolo 10 e degli operatori turistici allo scopo di favorirne e coordinarne l'attività di commercializzazione del prodotto turistico locale;

h) collaborare, nel rispetto degli indirizzi e direttive regionali, alla realizzazione e alla gestione della Banca dati di cui all'articolo 6, comma 4, e del sistema informativo turistico di cui all'articolo 11, comma 4.

2. Qualora ciò sia funzionale alla migliore realizzazione degli obiettivi di cui al comma 1, lettera a), le Aziende hanno facoltà di assumere, senza finalità di lucro, la gestione di infrastrutture e servizi di interesse turistico-ricreativo e sportivo] (18).

(18) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

Art. 15

Uffici di informazione turistica.

[1. Le Aziende possono istituire propri uffici di Informazione e accoglienza turistica (I.A.T.) nei comuni inclusi nel proprio ambito territoriale.

2. È consentito l'uso della denominazione I.A.T. anche agli uffici di informazione eventualmente gestiti dalle associazioni Pro-loco o dai Centri polifunzionali di servizio di cui all'articolo 12 della L.R. n. 12/1999, sulla base di apposite convenzioni con le Aziende territorialmente competenti volte a garantire l'idoneità dei locali, delle attrezzature e del personale addetto.

3. Gli I.A.T. adottano il medesimo segno distintivo, le cui caratteristiche sono stabilite con deliberazione della Giunta regionale] (19).

(19) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

Art. 16

Organi dell'Azienda.

[1. Sono organi dell'Azienda:

a) l'Assemblea;

b) il Comitato esecutivo;

c) il Presidente;

d) il Collegio dei revisori dei conti] (20).

(20) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

Art. 17

Assemblea.

[1. L'Assemblea dell'Azienda è nominata con decreto dell'Assessore regionale competente in materia di turismo ed è composta da:

a) il Sindaco, o un consigliere comunale da questi designato, di ciascun Comune compreso nell'ambito territoriale dell'Azienda;

b) un rappresentante di ciascuna delle seguenti categorie, designato d'intesa dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative operanti a livello regionale e su proposta delle associazioni locali, qualora esistenti:

1) albergatori;

2) esercenti di centri turistici all'aperto;

3) esercenti impianti a fune;

4) commercianti;

5) altri pubblici esercenti.

c) un rappresentante delle associazioni Pro-loco esistenti nell'ambito territoriale dell'Azienda;

d) un rappresentante delle scuole di sci autorizzate ed operanti nell'ambito territoriale dell'Azienda;

e) un rappresentante delle società locali di guide alpine autorizzate ed operanti nell'ambito territoriale dell'Azienda;

f) un rappresentante delle associazioni di accompagnatori della natura costituite ed operanti nell'ambito territoriale dell'Azienda;

g) un rappresentante dei consorzi o delle associazioni di operatori turistici riconosciuti ai sensi dell'articolo 10, aventi sede nell'ambito territoriale dell'Azienda;

h) un rappresentante dei lavoratori del settore turistico, designato d'intesa tra le organizzazioni sindacali operanti nella Regione;

i) un esperto in materia di turismo designato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di turismo, anche quale componente del Comitato esecutivo.

2. Le funzioni di segretario sono esercitate dal responsabile amministrativo dell'Azienda.

3. La struttura regionale competente in materia di turismo richiede alle categorie di cui al comma 1, lettere b), c), d), e), f), g) e h), di designare i propri rappresentati in seno all'Assemblea; qualora la designazione non avvenga entro trenta giorni dalla richiesta, provvede la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di turismo, previa diffida ad adempiere entro un termine non superiore a quindici giorni.

4. I componenti dell'Assemblea, con l'eccezione dei rappresentanti dei comuni e della Regione, debbono risiedere o svolgere in modo continuativo la propria attività nell'ambito territoriale dell'Azienda.

5. L'Assemblea dura in carica cinque anni.

6. L'Assemblea è convocata dal Presidente almeno due volte l'anno e ogniqualvolta se ne ravvisi la necessità; deve essere inoltre convocata entro il termine di quindici giorni dalla richiesta fatta da almeno un terzo dei propri componenti.

7. Le deliberazioni dell'Assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza della maggioranza dei componenti; in caso di parità, prevale il voto del Presidente.

8. Se gli intervenuti non rappresentano la maggioranza dei componenti, l'Assemblea è nuovamente convocata non prima di cinque giorni dalla prima convocazione e con il medesimo ordine del giorno; in seconda convocazione le deliberazioni sono valide qualunque sia il numero degli intervenuti.

9. Le disposizioni di cui ai commi 6, 7 e 8 si applicano fatta salva ogni diversa disposizione statutaria.

10. I componenti dell'Assemblea decadono dalla carica quando perdano i requisiti di cui al comma 4 o quando non intervengano, senza giustificato motivo, a tre sedute consecutive dell'Assemblea. In tal caso, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di turismo, a seguito di segnalazione da parte del responsabile amministrativo dell'Azienda, provvede alla relativa sostituzione] (21).

(21) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

Art. 18

Compiti dell'Assemblea.

[1. L'Assemblea assicura il necessario coordinamento tra gli operatori interessati allo sviluppo del turismo nell'ambito territoriale di competenza e definisce gli indirizzi generali dell'azione dell'Azienda; l'Assemblea in particolare provvede a:

a) approvare lo statuto;

b) eleggere il Presidente;

c) nominare i membri del Comitato esecutivo di propria competenza;

d) approvare il bilancio di previsione e il rendiconto;

e) approvare i programmi di attività dell'Azienda e formulare annualmente gli indirizzi da impartire al Comitato esecutivo per l'attuazione dei programmi stessi] (22).

(22) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

Art. 19

Comitato esecutivo.

[1. Il Comitato esecutivo è nominato dall'Assemblea ed è composto dal Presidente e da quattro membri, di cui tre nominati dall'Assemblea, anche al di fuori dei componenti l'Assemblea stessa; il quarto membro è l'esperto designato dalla Giunta regionale ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera i); le funzioni di segretario sono svolte dal responsabile amministrativo dell'Azienda.

2. Qualora il Presidente dovesse coincidere con l'esperto in materia di turismo di cui al comma 1, l'Assemblea provvede a nominare un altro membro.

3. I componenti del Comitato esecutivo debbono avere adeguata esperienza nel settore turistico o essere in possesso di titoli di studio idonei a comprovare la loro competenza nello specifico settore.

4. Il Comitato esecutivo resta in carica per la stessa durata dell'Assemblea.

5. Il Comitato esecutivo attua gli indirizzi formulati dall'Assemblea, adotta i provvedimenti necessari al regolare funzionamento dell'Azienda e tutti gli atti non espressamente attribuiti alla competenza dell'Assemblea.

6. Il Comitato esecutivo si riunisce almeno una volta al mese, su convocazione del Presidente.

7. Le deliberazioni del Comitato esecutivo sono prese a maggioranza di voti e con la presenza della maggioranza dei componenti; in caso di parità, prevale il voto del Presidente] (23).

(23) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

Art. 20

Presidente.

[1. Il Presidente è eletto dall'Assemblea tra i suoi membri nella prima riunione di insediamento e dura in carica sino al rinnovo dell'Assemblea ovvero sino alla elezione di un nuovo Presidente; l'Assemblea deve procedere a nuove elezioni quando ne faccia richiesta la maggioranza dei componenti in carica.

2. L'elezione è valida se ad essa partecipa la maggioranza dei componenti l'Assemblea. È eletto colui che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità, è eletto il candidato più anziano.

3. Il Presidente ha la rappresentanza legale dell'Azienda, convoca e presiede l'Assemblea e il Comitato esecutivo, svolge funzioni di impulso dell'attività dell'Azienda, vigila sull'esatta e tempestiva esecuzione dei provvedimenti deliberati dall'Assemblea e dal Comitato esecutivo.

4. Il Presidente può adottare, in caso di urgenza e necessità, i provvedimenti di competenza del Comitato esecutivo, da sottoporre alla ratifica del Comitato stesso nella seduta immediatamente successiva e comunque non oltre venti giorni dalla data di adozione; i provvedimenti perdono efficacia sin dall'inizio se non sono ratificati nei termini suddetti.

5. In caso di assenza o impedimento del Presidente, le sue funzioni sono svolte dal vicepresidente eletto dal Comitato esecutivo tra i suoi componenti] (24).

(24) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

Art. 21

Collegio dei revisori dei conti.

[1. Il Collegio dei revisori dei conti è unico per tutte le Aziende, è nominato con decreto dell'Assessore regionale competente in materia di turismo e dura in carica cinque anni; è composto da tre esperti in materia di amministrazione e contabilità pubblica iscritti nel registro dei revisori dei conti, di cui due designati dalla Giunta regionale, che provvede altresì ad indicare il Presidente del Collegio, e uno designato dal Consiglio permanente degli enti locali di cui all'articolo 60 della legge 7 dicembre 1998, n. 54 (Sistema delle autonomie in Valle d'Aosta).

2. Il Collegio dei revisori dei conti esercita il controllo amministrativo-contabile sugli atti di amministrazione delle Aziende, riferendone all'Assemblea e formulando eventuali rilievi e suggerimenti.

3. I revisori si riuniscono periodicamente e possono assistere, senza diritto di voto e con funzioni consultive, alle sedute dell'Assemblea e del Comitato esecutivo.

4. I revisori possono, in qualunque momento, effettuare, anche individualmente, ispezioni e controlli ed accedere a tutti i documenti dai quali traggono origine le spese.

5. I revisori sono tenuti a fornire alla Regione informazioni sulle ispezioni effettuate e, su richiesta della stessa, ogni informazione o notizia che essi abbiano facoltà di ottenere per effetto della loro appartenenza al Collegio] (25).

(25) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

Art. 22

Indennità di carica, gettoni di presenza e trasferta.

[1. Al Presidente compete un'indennità di carica la cui entità è determinata con deliberazione dell'Assemblea, entro i limiti massimi stabiliti con deliberazione della Giunta regionale.

2. Ai membri del Comitato esecutivo, compreso il Presidente, spetta un gettone di presenza pari a lire 50.000 (euro 25,82) a seduta, nonché il rimborso di eventuali spese di trasferta, nella misura e con le modalità stabilite per i dipendenti regionali.

3. Ai componenti il Collegio dei revisori dei conti spetta un'indennità di carica annua ragguagliata al minimo previsto dalle tariffe dei dottori commercialisti; nel caso del presidente del Collegio tale indennità è aumentata del 30 per cento.

4. Ai componenti il Collegio dei revisori dei conti spetta inoltre il rimborso delle eventuali spese, nella misura e con le modalità di cui al comma 2.

5. Le spese relative alla corresponsione delle indennità di cui al comma 3 sono ripartite in parti uguali tra tutte le Aziende, mentre i rimborsi di cui al comma 4 sono posti a carico delle Aziende nell'interesse delle quali le trasferte sono state effettuate.

6. Gli oneri derivanti dalla corresponsione delle indennità e dei rimborsi sono in ogni caso posti a carico dei bilanci delle Aziende.

7. L'ammontare delle indennità può essere ridefinito dalla Giunta regionale con propria deliberazione] (26).

(26) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

Art. 23

Controlli.

[1. Le deliberazioni concernenti lo statuto, il bilancio di previsione e il rendiconto sono sottoposte a controllo preventivo di legittimità e diventano esecutive se, entro trenta giorni dalla loro ricezione, l'Assessore regionale competente in materia di turismo non comunichi un provvedimento motivato di annullamento o non faccia richiesta di chiarimenti ai sensi del comma 2. Le deliberazioni diventano comunque esecutive qualora, prima del decorso dello stesso termine, l'Assessore dia comunicazione di non aver riscontrato vizi di legittimità.

2. L'Assessore può richiedere per una sola volta chiarimenti o elementi integrativi di giudizio. In tal caso, il termine per l'esercizio del controllo inizia nuovamente a decorrere dal ricevimento dei chiarimenti richiesti] (27).

(27) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

Art. 24

Scioglimento degli organi delle Aziende. Atti obbligatori.

[1. Gli organi delle Aziende possono essere sciolti con provvedimento della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di turismo, in caso di gravi irregolarità amministrative, per gravi violazioni di legge, di regolamenti o di direttive regionali e per altre gravi disfunzioni o mancanze tali da compromettere il normale funzionamento dell'Azienda; lo scioglimento dell'Assemblea comporta la decadenza del Presidente e del Comitato esecutivo.

2. Contestualmente al provvedimento di scioglimento, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di turismo, provvede alla nomina di un commissario per l'amministrazione dell'Azienda.

3. I nuovi organi debbono essere nominati entro tre mesi dalla data di adozione del provvedimento di scioglimento.

4. In caso di omissione o di ritardo nell'adozione di un atto obbligatorio, l'Assessore regionale competente in materia di turismo diffida l'Azienda a compierlo assegnando un congruo termine, decorso inutilmente il quale nomina un commissario ad acta, che provvede entro sessanta giorni dal conferimento dell'incarico] (28).

(28) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

Art. 25

Entrate delle Aziende.

[1. Le entrate delle Aziende sono costituite da:

a) contributi concessi dalla Regione ai sensi dell'articolo 28;

b) finanziamenti, contributi e rimborsi degli enti locali, di altri enti pubblici e di privati;

c) redditi e proventi patrimoniali;

d) eventuali proventi derivanti dalle gestioni e dalle attività economiche di cui all'articolo 14, comma 2] (29).

(29) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

Art. 26

Gestione finanziaria e contabile.

[1. Le Aziende deliberano annualmente, entro il 31 dicembre, il bilancio di previsione finanziario per l'anno successivo, redatto in termini di competenza e con l'osservanza dei princìpi di unità, universalità, veridicità, pareggio finanziario e pubblicità.

2. Gli stanziamenti sul bilancio di previsione hanno carattere autorizzatorio costituendo limite agli impegni di spesa, fatta eccezione per i servizi per conto terzi.

3. Il totale delle entrate finanzia indistintamente il totale delle spese, salvo le eccezioni di legge.

4. L'anno finanziario inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre dello stesso anno e rappresenta l'unità temporale della gestione; dopo il 31 dicembre non possono più effettuarsi accertamenti di entrate e impegni di spesa in conto dell'esercizio scaduto.

5. Le entrate sono iscritte in bilancio al lordo delle spese di riscossione e di altre eventuali spese ad esse connesse.

6. Tutte le spese sono iscritte in bilancio integralmente, senza alcuna riduzione delle correlative entrate.

7. La gestione finanziaria è unica e sono vietate le gestioni di entrate e di spese non iscritte in bilancio.

8. Il bilancio di previsione è redatto in pareggio finanziario complessivo.

9. La dimostrazione dei risultati di gestione del bilancio avviene mediante il rendiconto, che comprende il conto del bilancio e il conto del patrimonio ed è deliberato entro il 30 giugno dell'anno seguente all'esercizio finanziario di riferimento.

10. Il conto del bilancio dimostra, rispetto alle previsioni, i risultati finali della gestione autorizzatoria contenuta nel bilancio e si conclude con la dimostrazione del contenuto contabile di amministrazione, in termini di avanzo, pareggio e disavanzo.

11. Il conto del patrimonio rileva i risultati della gestione patrimoniale e riassume la consistenza del patrimonio al termine dell'esercizio, evidenziando le variazioni intervenute nel corso dello stesso rispetto alla consistenza iniziale.

12. La Giunta regionale definisce con propria deliberazione gli indirizzi e le direttive tecniche concernenti ogni altro adempimento connesso alla gestione finanziaria e contabile delle Aziende] (30).

(30) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

Art. 27

Personale delle Aziende.

[1. Il personale delle Aziende appartiene al comparto unico del pubblico impiego della Valle d'Aosta e i relativi contratti regionali sono stipulati dall'Agenzia regionale per le relazioni sindacali di cui all'articolo 46 della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45 (Riforma dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta e revisione della disciplina del personale).

2. Al personale delle Aziende si applicano le disposizioni di cui alla L.R. n. 45/1995, da ultimo modificata dalla legge regionale 22 marzo 2000, n. 9.

3. La dotazione organica delle Aziende non può prevedere posti di qualifica dirigenziale] (31).

(31) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

Art. 28

Fondo per il finanziamento delle Aziende.

[1. Per il sostegno dell'attività delle Aziende è istituito il Fondo per il finanziamento delle A.I.A.T., da ripartire come segue:

a) per il 42 per cento, in proporzione alla consistenza numerica degli uffici, calcolata attribuendo un punteggio sulla base dei seguenti criteri e tenuto conto che, fatta pari a 100 la somma dei punteggi relativi all'insieme delle Aziende, la quota di finanziamento è ripartita in proporzione diretta al punteggio ottenuto da ciascuna Azienda:

1) punti 1: alle sedi delle Aziende;

2) punti 0,50: ad ogni ufficio I.A.T., situato presso le sedi delle Aziende;

3) punti 0,25: per ciascun altro ufficio I.A.T., purché funzionante con carattere di continuità e a condizione che l'apertura al pubblico sia avvenuta entro la scadenza dell'esercizio finanziario precedente;

b) per il 40 per cento, in proporzione diretta al numero delle presenze alberghiere ed extralberghiere ufficialmente rilevate durante l'anno solare precedente nell'ambito territoriale di competenza di ogni Azienda, fatto pari a 100 il totale delle presenze stesse registrate nel medesimo periodo sull'insieme degli ambiti territoriali di tutte le Aziende;

c) per il 6 per cento, in proporzione diretta al numero dei comuni compresi nell'ambito territoriale di competenza di ogni Azienda, fatto pari a 100 il numero complessivo dei comuni inclusi negli ambiti territoriali di tutte le Aziende.

2. Una quota del 2 per cento è riservata al finanziamento di specifiche esigenze di acquisizione di mobili e attrezzature, nella misura massima del 50 per cento della spesa effettivamente sostenuta e regolarmente documentata.

3. La residua quota del 10 per cento, incrementata delle somme eventualmente ancora disponibili dopo la concessione dei contributi di cui al comma 2, è ripartita in proporzione diretta agli introiti e ai contributi ottenuti da privati durante l'esercizio precedente e regolarmente iscritte in bilancio, fatto pari a 100 il totale di tali entrate ottenute nel medesimo periodo dall'insieme delle Aziende.

4. Eventuali integrazioni, in corso di esercizio, del Fondo di cui al comma 1 sono ripartite in proporzione diretta all'ammontare dei contributi già concessi con le modalità di cui al comma 1.

5. La concessione dei contributi è disposta con provvedimento della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di turismo; le proposte per la concessione dei contributi di cui al comma 1 sono istruite dalla struttura regionale competente in materia di turismo, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria relativa all'esercizio di competenza; le istanze per l'ottenimento dei contributi di cui al comma 2 sono inoltrate entro il 30 aprile di ogni anno all'Assessorato regionale competente in materia di turismo, che provvede entro il 30 giugno ad elaborare e a sottoporre alla Giunta regionale le relative proposte di concessione del contributo richiesto.

6. In caso di costituzione di nuove Aziende, alla determinazione del contributo regionale necessario a garantire l'iniziale finanziamento dei nuovi enti, si provvede con legge regionale, con la quale viene altresì disposta la necessaria integrazione del Fondo di cui al comma 1.

7. La Giunta regionale può disporre la sospensione o la riduzione dei contributi qualora l'attività dell'Azienda non sia conforme agli indirizzi e alle direttive regionali] (32).

(32) L'art. 16, comma 1, lettera a), L.R. 26 maggio 2009, n. 9 ha disposto l'abrogazione della sezione II del capo IV (unitamente agli articoli da 12 a 28 di cui è composta, ivi compreso quindi il presente articolo) a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

Sezione III Associazioni Pro-loco

 

Art. 29

Definizione, costituzione e funzionamento.

1. Assumono la denominazione di Pro-loco le associazioni che si costituiscono con lo scopo di promuovere lo sviluppo e la valorizzazione turistica di una località.

2. Presso l'Assessorato regionale competente in materia di turismo è istituito l'elenco regionale delle associazioni Pro-loco.

3. Per l'iscrizione nell'elenco regionale, le Pro-loco richiedenti debbono soddisfare le seguenti condizioni:

a) costituzione e funzionamento in località in cui non operi altra Pro-loco iscritta nell'elenco regionale e che non sia sede di una Azienda;

b) ambito operativo coincidente con l'intero territorio di un Comune;

c) statuto approvato dal Comune nel quale hanno sede.

4. Per ottenere l'iscrizione nell'elenco regionale, la Pro-loco interessata presenta all'Assessorato regionale competente in materia di turismo apposita istanza, corredata di copia dell'atto costitutivo, dello statuto e dell'elenco nominativo dei soci.

5. L'Assessorato, accertata la sussistenza delle condizioni di cui al comma 3, iscrive la Pro-loco nell'elenco regionale.

6. Qualora sia accertata la sopravvenuta mancanza di taluna delle condizioni di cui al comma 3 o l'inosservanza dello statuto o il mancato o irregolare funzionamento degli organi della Pro-loco per un periodo superiore a sei mesi, l'Assessorato ne dispone la cancellazione dall'elenco regionale.

7. Entro il 30 novembre di ogni anno, le Pro-loco trasmettono i programmi delle manifestazioni che intendono svolgere nell'anno successivo all'Azienda nel cui territorio sono comprese o, qualora non siano ricomprese nell'ambito territoriale di alcuna Azienda, all'Assessorato regionale competente in materia di turismo.

8. Al fine di evitare l'insorgere di situazioni di conflitto o di sovrapposizione tra le varie iniziative, l'Azienda o l'Assessorato possono chiedere di apportare modifiche ai programmi proposti.

9. In caso di mancata trasmissione dei programmi entro il termine di cui al comma 7 o in mancanza di accordo sulle modifiche da apportare, i contributi di cui all'articolo 30, comma 2, sono ridotti del 30 per cento.

 

Art. 30

Fondo per il finanziamento delle Pro-loco.

1. Per il sostegno dell'attività delle Pro-loco è istituito il Fondo per il finanziamento delle associazioni Pro-loco, alla cui ripartizione partecipano tutte le Pro-loco iscritte nell'elenco regionale di cui all'articolo 29, comma 2, e che abbiano presentato, all'Assessorato regionale competente in materia di turismo, entro il 31 marzo di ogni anno, un programma delle attività da svolgere durante l'esercizio in corso, corredato del bilancio delle entrate e delle uscite previste, della documentazione attestante di aver ottemperato alle disposizioni di cui all'articolo 29, commi 7 e 8, nonché del bilancio consuntivo dell'attività svolta durante l'esercizio precedente.

2. L'80 per cento del Fondo di cui al comma 1 è ripartito in parti uguali tra tutte le Pro-loco aventi diritto; le eventuali somme da portare in diminuzione ai sensi dell'articolo 29, comma 9, sono aggiunte a quelle oggetto di ulteriore ripartizione ai sensi del comma 4.

3. Una quota del 10 per cento è riservata al finanziamento di specifiche esigenze di acquisizione di mobili e attrezzature, nella misura massima del 50 per cento della spesa effettivamente sostenuta e regolarmente documentata.

4. La residua quota del 10 per cento, incrementata delle somme eventualmente ancora disponibili dopo la concessione dei contributi di cui ai commi 2 e 3, nonché le eventuali integrazioni del Fondo di cui al comma 1, che possano verificarsi in corso di esercizio, sono ripartite in proporzione diretta agli introiti e ai contributi ottenuti da privati durante l'esercizio precedente e regolarmente iscritte in bilancio, fatto pari a 100 il totale di tali entrate ottenute nel medesimo periodo dall'insieme delle Pro-loco.

5. La concessione dei contributi è disposta, con provvedimenti della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di turismo.

6. A decorrere dall'anno 2002 gli interventi a favore delle Pro-loco saranno considerati trasferimenti finanziari agli enti locali con vincolo di destinazione, ai sensi dell'articolo 25, comma 1, della legge regionale 20 novembre 1995, n. 48 (Interventi regionali in materia di finanza locale).

7. Allo scopo di attuare le disposizioni di cui al comma 6, la Giunta regionale determina con propria deliberazione le modalità di trasferimento dei fondi alle Pro-loco.

 

Capo V - Disposizioni finanziarie, finali e transitorie

 

Art. 31

Abrogazioni.

1. Sono abrogate le seguenti leggi regionali:

a) L.R. 29 gennaio 1987, n. 9;

b) L.R. 17 febbraio 1989, n. 14;

c) L.R. 2 marzo 1992, n. 4;

d) L.R. 24 giugno 1992, n. 33;

e) L.R. 12 gennaio 1994, n. 1;

f) L.R. 28 luglio 1994, n. 35.

 

Art. 32

Disposizioni transitorie.

1. Le Aziende di promozione turistica (A.P.T.), regolarmente costituite ai sensi della L.R. n. 9/1987 ed esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, sono trasformate in Aziende anche qualora, a seguito delle istanze di cui al comma 2, il loro ambito territoriale sia esteso al solo Comune in cui le stesse hanno sede. Le Aziende succedono in tutti i rapporti giuridici, attivi e passivi, facenti capo alle ex A.P.T. e pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge.

2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni inclusi negli ambiti territoriali delle ex A.P.T. possono richiedere la costituzione di nuove Aziende o l'inclusione nell'ambito territoriale di altra Azienda. La relativa istanza deve essere approvata da ciascuno dei comuni interessati ed inoltrata all'Assessorato regionale competente in materia di turismo.

3. L'istanza di cui al comma 2 è approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di turismo, qualora sussistano i requisiti di cui all'articolo 13. Con il medesimo atto di approvazione, la Giunta regionale definisce, nel rispetto delle disposizioni concernenti le relazioni sindacali, le modalità di assegnazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie, sentito il parere dei Presidenti delle ex A.P.T. e dei Sindaci dei comuni interessati, tenuto conto dell'esigenza di salvaguardare la funzionalità delle ex A.P.T. e di non apportare sostanziali modifiche alla preesistente distribuzione sul territorio di beni ed attrezzature.

4. Scaduto il termine di cui al comma 2, sono nominati i nuovi organi delle Aziende. Fino alla nomina, restano in carica gli organi delle ex A.P.T. esistenti alla data del 31 dicembre 2000. Entro sessanta giorni dalla nomina dei nuovi organi, le Aziende adeguano lo statuto e i propri regolamenti alle disposizioni della presente legge; in attesa dell'adeguamento, si applicano le disposizioni, statutarie e regolamentari, vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge.

5. Scaduto il medesimo termine di cui al comma 2, i comuni che non siano inclusi nell'ambito territoriale di alcuna Azienda hanno diritto di entrare a far parte di un'Azienda il cui ambito territoriale sia ad essi limitrofo e che sia almeno parzialmente esteso sul territorio della Comunità montana di appartenenza; a tal fine, il Comune di Aosta si intende facente parte della Comunità montana Monte Emilius.

6. Per le finalità di cui al comma 5, i comuni interessati inoltrano la relativa istanza all'Assessorato regionale competente in materia di turismo. Entro trenta giorni, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di turismo provvede, con proprio decreto, alla determinazione del nuovo ambito territoriale dell'Azienda, con l'inclusione del territorio del Comune richiedente e alla conseguente integrazione della composizione dell'Assemblea.

7. In sede di prima applicazione della presente legge, la durata dell'Osservatorio regionale del commercio e del turismo, in deroga a quanto stabilito dall'articolo 11-bis, comma 8, della L.R. n. 12/1999, inserito dall'articolo 5 della presente legge, coincide con la durata della legislatura in corso.

8. In sede di prima applicazione della presente legge, la durata delle Assemblee delle Aziende coincide con la durata della legislatura regionale in corso.

9. Le Pro-loco che alla data di entrata in vigore della presente legge risultano iscritte all'elenco di cui all'articolo 26 della L.R. n. 9/1987 sono iscritte di diritto all'elenco regionale di cui all'articolo 29, comma 2.

 

Art. 33

Disposizioni finanziarie.

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, valutati per l'anno 2001 in complessive lire 18.000 milioni trovano copertura nel bilancio di previsione per l'anno medesimo:

a) quanto a lire 11.000 milioni nello stanziamento iscritto nel capitolo 64100 (Spese per pubblicità ed azioni promozionali turistiche);

b) quanto a lire 6.000 milioni nello stanziamento iscritto nel capitolo 64300, la cui descrizione è così modificata: "Fondo per il finanziamento delle A.I.A.T.";

c) quanto a lire 1.000 milioni nello stanziamento iscritto nel capitolo 64301 (Fondo per il finanziamento delle Pro-loco).

2. A decorrere dall'anno 2002 gli oneri per l'applicazione della presente legge saranno determinati con legge finanziaria di cui all'articolo 19 della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione Autonoma Valle d'Aosta).

 

Art. 34

Dichiarazione d'urgenza.

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

L.R. EMILIA-ROMAGNA 25 MARZO 2016, n. 4

L.R. EMILIA-ROMAGNA 25 MARZO 2016, n. 4

Ordinamento turistico regionale - Sistema organizzativo e politiche di sostegno alla valorizzazione e promo-commercializzazione turistica. Abrogazione della legge regionale 4 marzo 1998, n. 7 (Organizzazione turistica regionale - Interventi per la promozione e la commercializzazione turistica).

Pubblicata nel B.U. Emilia-Romagna 25 marzo 2016, n. 84.

 

 

L'ASSEMBLEA LEGISLATIVA REGIONALE

ha approvato

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

promulga

la seguente legge:

________________________________________

 

 

TITOLO I

Organizzazione turistica regionale

Art. 1 Finalità.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. La presente legge disciplina l'organizzazione turistica della Regione Emilia-Romagna e definisce l'attività della Regione e l'esercizio delle funzioni conferite agli enti locali territoriali e agli altri organismi interessati allo sviluppo del turismo nel rispetto dei principi di:

a) sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza ai sensi dell'articolo 118 della Costituzione;

b) integrazione tra i diversi livelli di governo garantendo necessarie forme di cooperazione e procedure di raccordo e di concertazione, ai fini di una programmazione coordinata e nel rispetto delle norme della legge regionale 30 luglio 2015, n. 13 (Riforma del sistema di governo regionale e locale e disposizioni su Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e loro Unioni);

c) completezza, omogeneità delle funzioni, unicità della responsabilità amministrativa.

________________________________________

 

 

Art. 2 Competenze della Regione.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. La Regione esercita le funzioni in materia di turismo e provvede, in particolare, allo svolgimento delle seguenti attività:

a) programmazione e coordinamento delle attività ed iniziative turistiche, anche attraverso l'emanazione di atti d'indirizzo nei confronti dei soggetti dell'organizzazione turistica regionale e locale;

b) interventi per la promozione in Italia e all'estero dell'immagine dell'offerta turistica regionale, nonché per lo sviluppo qualitativo delle attività di comunicazione e di commercializzazione turistica, anche attraverso iniziative di carattere straordinario ovvero progetti speciali;

c) promozione e sviluppo del turismo sociale e accessibile;

d) interventi d'incentivazione dell'offerta turistica;

e) sviluppo di un sistema informativo turistico regionale;

f) sviluppo, anche in collaborazione con altri soggetti pubblici, di un sistema informativo sulla ricettività, sulle attrezzature, dotazioni e servizi delle strutture ricettive;

g) sviluppo di un servizio di statistica del turismo, nell'ambito del sistema statistico regionale;

h) organizzazione e sviluppo dell'Osservatorio regionale sul turismo, anche in collaborazione con il sistema delle Camere di commercio e di altri soggetti pubblici e privati interessati, ai fini di una puntuale conoscenza dei mercati turistici e della loro segmentazione e per favorire lo sviluppo e l'innovazione dell'offerta turistica regionale;

i) promozione di processi di digitalizzazione a sostegno dell'offerta turistica regionale;

l) promozione dei processi di integrazione tra soggetti pubblici e privati;

m) gestione del demanio marittimo con finalità turistico-ricreative per quanto demandato alla Regione ai sensi della legge regionale 31 maggio 2002, n. 9 (Disciplina dell'esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo e di zone di mare territoriale).

2. Le modalità per il funzionamento e per il finanziamento del sistema informativo turistico regionale sono stabilite con apposito provvedimento della Giunta regionale, sentito il parere della competente Commissione assembleare, con l'obiettivo di disciplinare, in particolare:

a) la promozione di una rete digitale integrata accessibile per l'acquisizione e la diffusione di informazioni a servizio dei turisti e degli operatori, aperta alla collaborazione da parte dei soggetti pubblici e privati operanti nel territorio regionale;

b) l'acquisizione, elaborazione e diffusione delle statistiche del settore;

c) la partecipazione ad iniziative informative proposte da enti ed organismi nazionali;

d) le modalità e i contenuti della raccolta dei dati di cui alla lettera f) del comma 1.

3. La Regione esercita le funzioni di cui ai commi 1 e 2 avvalendosi, di norma, della collaborazione degli enti locali e degli altri soggetti pubblici e privati operanti nel settore del turismo, ovvero compartecipando finanziariamente alla realizzazione di progetti e programmi.

________________________________________

 

 

Art. 3 Funzioni della Città metropolitana di Bologna e delle Province.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. Alla Città metropolitana di Bologna e alle Province è conferito l'esercizio delle funzioni amministrative relative:

a) alla definizione di proposte ai fini della programmazione della promozione turistica locale, ai sensi dell'articolo 6, comprensiva delle eventuali iniziative di promozione e valorizzazione dei territori per le Destinazioni turistiche;

b) alle professioni turistiche ai sensi delle normative vigenti;

c) al coordinamento delle attività di accoglienza, informazione locale e assistenza ai turisti.

2. La Città metropolitana di Bologna e le Province svolgono le attività amministrative connesse al Programma turistico di promozione locale, ivi compresa l'erogazione dei fondi assegnati dalla Regione ai sensi dell'articolo 7, comma 3, lettera a).

3. Nell'esercizio delle funzioni conferite la Città metropolitana di Bologna e le Province svolgono le attività di vigilanza e controllo ed applicano le relative sanzioni amministrative ai sensi della legge regionale 28 aprile 1984, n. 21 (Disciplina dell'applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale).

________________________________________

 

 

Art. 4 Funzioni dei Comuni e delle Unioni dei Comuni.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. Ai Comuni ed alle Unioni dei Comuni compete la valorizzazione dell'economia turistica del proprio territorio. Nell'ambito di tali funzioni i Comuni e le Unioni dei Comuni:

a) assicurano i servizi turistici di base relativi all'accoglienza, che comprende in particolare l'assistenza ai turisti e l'informazione a carattere locale;

b) organizzano o compartecipano a manifestazioni di intrattenimento o altre iniziative di animazione e promozione turistica di interesse locale. A tal fine possono avvalersi anche delle Pro Loco e di altri organismi operativi sul territorio.

2. Ai fini di cui al comma 1, i Comuni e le Unioni dei Comuni possono avvalersi anche delle Pro Loco e di altri organismi operativi sul territorio.

3. I Comuni e le Unioni dei Comuni possono far parte della rete integrata di servizi di informazione turistica di interesse regionale.

4. Ai Comuni e alle Unioni dei Comuni è conferito l'esercizio delle funzioni amministrative relative:

a) alle strutture ricettive di cui alla legge regionale 28 luglio 2004, n. 16 (Disciplina delle strutture ricettive dirette all'ospitalità);

b) alle agenzie di viaggio e turismo;

c) alla comunicazione dei prezzi concernenti attività turistiche ad uso pubblico gestite in regime di concessione;

d) al demanio marittimo, ai sensi della legge regionale n. 9 del 2002.

5. I Comuni e le Unioni dei Comuni collaborano per lo svolgimento delle funzioni regionali in materia di sistema informativo sulla ricettività, attrezzature, dotazioni e servizi delle strutture ricettive, nonché per la vigilanza e controllo nelle materie delegate alle Province e alla Città metropolitana di Bologna previste dalla legge regionale n. 13 del 2015.

6. I Comuni e le Unioni dei Comuni svolgono le funzioni di vigilanza e controllo nelle materie di propria competenza ed applicano le relative sanzioni amministrative ai sensi della legge regionale n. 21 del 1984.

7. I Comuni e le Unioni dei Comuni svolgono altresì le funzioni di vigilanza e controllo sulle attività professionali di cui alla legge regionale 1° febbraio 2000, n. 4 (Norme per la disciplina delle attività di animazione e di accompagnamento turistico).

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TITOLO II

Interventi per la valorizzazione e la promo-commercializzazione turistica

Art. 5 Linee guida regionali.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. Le strategie regionali per la promo-commercializzazione turistica sono definite dalle Linee guida triennali.

2. Le Linee guida triennali, di cui al comma 1, sono approvate dalla Giunta regionale, sentito il parere della competente Commissione assembleare ed indicano, in particolare, il quadro di riferimento della promo- commercializzazione turistica in Italia e all'estero, nel quale si collocano gli obiettivi degli interventi regionali.

3. Gli obiettivi delle Linee guida triennali si realizzano annualmente attraverso:

a) l'attuazione dei progetti di marketing e promozione turistica, in particolare per i mercati internazionali nonché dei progetti tematici trasversali che coinvolgono più Destinazioni turistiche, da parte di APT Servizi;

b) l'attuazione dei progetti di marketing e promozione turistica, in particolare per il mercato italiano, da parte delle Destinazioni turistiche;

c) il sostegno alle iniziative di promo-commercializzazione turistica realizzate dalle imprese, in forma singola o associata, aventi i requisiti fissati dalla Giunta regionale, sentite le Destinazioni turistiche;

d) l'attuazione dei programmi turistici di promozione locale.

4. La Giunta regionale approva:

a) le modalità, le procedure e i termini relativi ai progetti di cui al comma 3, lettera a);

b) le modalità, le procedure e i termini relativi ai progetti di cui al comma 3, lettera b), nonché i limiti delle quote regionali di finanziamento;

c) i criteri, le priorità ed i limiti per il finanziamento delle attività di cui al comma 3, lettera c);

d) le modalità, le procedure e i termini relativi ai programmi di cui al comma 3, lettera d).

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Art. 6 Programmi turistici di promozione locale.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. La Città metropolitana di Bologna e le Province approvano, sulla base delle modalità stabilite dalla Giunta regionale di cui all'articolo 5, comma 4, lettera d), e sentiti i Comuni e le Unioni dei Comuni, la proposta di Programma turistico di promozione locale per l'esercizio di riferimento. Con tale atto la Città metropolitana di Bologna e ciascuna Provincia propongono alla Regione le priorità degli interventi per lo sviluppo delle attività di promozione a carattere locale e le eventuali iniziative di promozione e valorizzazione dei territori nell'ambito delle Destinazioni turistiche.

2. Ogni Programma turistico di promozione locale è approvato dalla Giunta regionale ed indica i singoli progetti ammissibili a contributo ed in particolare quelli presentati dai Comuni e dalle Unioni dei Comuni, da loro società e organismi operativi, da enti pubblici, nonché quelli presentati da società d'area, Pro Loco, Gruppi di azione locale (GAL), Strade dei vini e dei sapori, associazioni di imprese ed associazioni del volontariato. Il Programma turistico può includere progetti di scala sovracomunale presentati, anche congiuntamente, dai Comuni, dalle Unioni dei Comuni e società d'area, da enti pubblici, dalle strutture associative provinciali maggiormente rappresentative delle Pro Loco, o elaborati, su richiesta dei Comuni e delle Unioni dei Comuni interessati, dalla Città metropolitana di Bologna o dalle Province.

3. Il Programma è articolato in ambiti di attività e in particolare comprende:

a) i servizi turistici di base dei Comuni e delle Unioni dei Comuni relativi all'accoglienza, all'animazione e all'intrattenimento turistico;

b) le iniziative di promozione turistica d'interesse locale;

c) le iniziative di promozione e valorizzazione turistica dei territori, realizzate nell'ambito delle Destinazioni turistiche.

4. A seguito dell'istituzione delle Destinazioni turistiche di cui all'articolo 12, la Città metropolitana di Bologna e le Province possono presentare un'unica proposta di Programma turistico di promozione locale per l'ambito di riferimento della Destinazione turistica a cui afferiscono assicurando adeguata attenzione ai diversi prodotti ed alle diverse offerte del territorio di riferimento.

5. Le spese per la promozione, valorizzazione e promo-commercializzazione effettuate a favore delle Destinazioni turistiche non hanno natura di spese di rappresentanza o di relazioni pubbliche.

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Art. 7 Sistema dei finanziamenti.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. Al fine di promuovere lo sviluppo delle attività turistiche, la Regione provvede al finanziamento di programmi, progetti, iniziative di promo-commercializzazione d'interesse regionale, nonché di programmi, progetti, iniziative di promozione d'interesse locale.

2. La Regione, nell'ambito dei finanziamenti a tale scopo previsti nel bilancio, provvede:

a) all'attuazione dei progetti di marketing e di digitalizzazione della promozione turistica, in particolare per i mercati internazionali, e dei progetti tematici trasversali di cui all'articolo 10, comma 4, da parte di APT Servizi;

b) al finanziamento dei progetti di marketing e promozione turistica, in particolare per il mercato italiano, delle Destinazioni turistiche;

c) al finanziamento delle iniziative di promo-commercializzazione turistica realizzate dalle imprese, in forma singola o associata, aventi i requisiti fissati dalla Giunta regionale, sentite le Destinazioni turistiche.

3. La Regione, con le modalità di cui all'articolo 5, comma 4:

a) finanzia annualmente la Città metropolitana di Bologna e le Province o la Destinazione turistica per l'attuazione del Programma turistico di promozione locale di cui all'articolo 6;

b) contribuisce alle spese dei Comuni e delle Unioni dei Comuni inseriti nella rete digitale integrata di servizi d'informazione turistica d'interesse regionale di cui all'articolo 13.

4. La Regione stabilisce annualmente la quota di risorse che può utilizzare per il finanziamento di progetti speciali o d'iniziative di carattere straordinario, ovvero di nuove iniziative ritenute meritevoli dell'intervento regionale.

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Art. 8 La Cabina di regia regionale.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. È istituita una Cabina di regia regionale con la partecipazione dei soggetti istituzionali e rappresentativi pubblici e privati del settore turistico dell'Emilia-Romagna. La Cabina di regia svolge funzioni di concertazione sulle linee strategiche per lo sviluppo delle attività di promo-commercializzazione turistica delineate dalla Giunta regionale.

2. La Cabina di regia, in particolare:

a) formula alla Giunta regionale proposte relative:

1) alle Linee guida triennali degli interventi di promo-commercializzazione turistica;

2) all'attuazione di quanto previsto all'articolo 5, comma 4;

3) ai temi per gli studi e le ricerche dell'Osservatorio turistico regionale;

4) ai temi della qualità e della valorizzazione del lavoro del settore turistico e alla qualità dell'offerta formativa e professionale.

b) esprime alla Giunta regionale pareri in ordine:

1) ai progetti di marketing e promozione turistica, in particolare per i mercati internazionali, e per i progetti tematici trasversali, di APT Servizi;

2) ai progetti di marketing e promozione turistica, in particolare per il mercato italiano, delle Destinazioni turistiche;

3) alle modalità di sostegno alle iniziative di promo-commercializzazione turistica realizzate dalle imprese, in forma singola o associata, aventi i requisiti fissati dalla Giunta regionale, sentite le Destinazioni turistiche;

4) all'analisi e valutazioni dei risultati raggiunti con l'attuazione dei progetti e delle iniziative di cui all'articolo 5, comma 3;

5) allo sviluppo di sinergie fra i settori turismo e agricoltura.

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Art. 9 Composizione della Cabina di regia.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. La Cabina di regia è composta:

a) dall'Assessore regionale competente in materia di turismo, quale rappresentante della Regione, con funzioni di presidente;

b) dall'Assessore regionale competente in materia di trasporti;

c) dall'Assessore regionale competente in materia di agricoltura;

d) dall'Assessore regionale competente in materia di cultura;

e) da rappresentanti degli Enti locali (Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e Unioni di Comuni);

f) da un rappresentante di ogni Destinazione turistica;

g) da rappresentanti del sistema delle Camere di commercio;

h) da rappresentanti del sistema dell'imprenditoria turistica;

i) da un rappresentante dei GAL;

l) da un rappresentante degli Enti di gestione per i Parchi e la Biodiversità.

2. La Giunta regionale, sentito il parere della competente Commissione assembleare, stabilisce la composizione, le modalità di funzionamento della Cabina di regia e, in particolare, le procedure, i criteri, le modalità di designazione dei membri della Cabina di regia, nonché il numero dei rappresentanti previsti dal comma 1, lettere e), g) e h).

3. La partecipazione dei membri della Cabina di regia non comporta la corresponsione di compensi o rimborsi spese a carico della Regione.

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Art. 10 APT Servizi.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. Il Presidente della Giunta regionale è autorizzato a promuovere e partecipare alla costituzione di una società a responsabilità limitata denominata APT Servizi, a condizione che l'atto costitutivo e lo statuto della società prevedano che:

a) l'oggetto sociale comprenda:

1) la gestione e l'attuazione dei progetti e dei piani regionali in materia di turismo sul mercato nazionale, ed in particolare la specializzazione nella realizzazione di progetti sui mercati internazionali;

2) la promozione e valorizzazione integrata delle risorse turistico-ambientali, storico-culturali, dell'artigianato locale e dei prodotti tipici dell'agricoltura;

3) l'ausilio tecnico-scientifico per le decisioni della Regione in materia di turismo;

4) l'attività di validazione di progetti turistici, da realizzarsi sui mercati internazionali;

5) la fornitura di servizi relativi alla progettazione e alle attività di realizzazione di programmi e iniziative in materia di turismo, ambiente, cultura, artigianato locale e prodotti tipici dell'agricoltura;

6) la gestione di azioni di marketing concertate tra diversi settori;

7) il coordinamento e la fornitura di servizi di supporto all'internazionalizzazione delle imprese turistiche;

b) la partecipazione della Regione non possa scendere sotto il 50,1 per cento del capitale sociale;

c) alla Regione spetti la nomina dell'Amministratore unico ovvero la nomina di un numero proporzionale alla partecipazione detenuta di amministratori, compreso il Presidente, e sindaci revisori;

d) la maggioranza degli utili di esercizio sia destinata all'incremento delle risorse per il finanziamento dei progetti di promo-commercializzazione turistica;

e) alla Regione sia riservato il diritto di opzione nel caso in cui i soci di minoranza intendano cedere quote di capitale sociale detenute;

f) l'organismo di gestione sia costituito da un Amministratore unico qualora la società sia totalmente partecipata dalla Regione, oppure, da un Consiglio di amministrazione formato da un numero massimo di componenti non superiore a tre, ovvero a cinque qualora la società abbia un capitale superiore a 2.000.000,00 di euro, interamente versati, ovvero abbia dichiarato, nei tre esercizi precedenti il rinnovo delle cariche, un fatturato annuo superiore a 10.000.000,00 di euro;

g) gli incarichi di cui al comma 1 lettera f) sono attribuiti nel rispetto della normativa per l'inconferibilità ed incompatibilità degli incarichi prevista dal decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 (Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190);

h) il compenso lordo annuale onnicomprensivo dell'Amministratore unico non sia superiore all'ottanta per cento dell'indennità di carica spettante ad un consigliere regionale, e che il compenso del Presidente del Consiglio di amministrazione, ove nominato, non sia superiore al sessanta per cento dell'indennità di carica spettante ad un consigliere regionale;

i) il compenso lordo annuale onnicomprensivo spettante ai restanti componenti del consiglio d'amministrazione non sia superiore all'importo di 2.500,00 euro, aumentabili fino al doppio qualora si verifichi una delle condizioni che consentono di prevedere un Consiglio di amministrazione di cinque membri ai sensi della lettera f). Detto compenso annuale può essere aggiornato dalla Giunta regionale in relazione all'indice ISTAT di variazione dei prezzi al consumo. Resta salva la possibilità di prevedere una specifica indennità per l'eventuale Amministratore delegato;

l) salvo diversa previsione dell'ordinamento civile, anche in relazione alla dimensione del capitale sociale, l'organo di revisione contabile sia monocratico.

2. L'esercizio dei diritti della Regione in qualità di socio è assicurato dal Presidente della Giunta regionale o suo delegato.

3. Il sistema delle Camere di commercio dell'Emilia-Romagna può essere socio di riferimento per la costituzione della società di servizi qualora scelga, a seguito di uno specifico accordo con la Regione, di intervenire nel settore turistico destinando risorse alle azioni di promo-commercializzazione.

4. APT Servizi svolge un ruolo di coordinamento per prodotti tematici trasversali che riguardano più Destinazioni turistiche, al fine di delineare le politiche generali di tali prodotti trasversali e definire azioni coordinate, in particolare per i mercati esteri. I prodotti tematici trasversali coordinati da APT Servizi sono:

a) Appennino e Parchi naturali;

b) Terme e Benessere;

c) Città d'arte;

d) Congressi, convegni, eventi;

e) Motor valley, Food valley e Wellness valley.

5. Ai fini dello sviluppo delle politiche e delle azioni relative ai prodotti tematici trasversali di cui al comma 4, APT Servizi realizza una rete digitale di comunicazione turistica integrata per i mercati nazionale e internazionale.

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Art. 11 Rapporti tra Regione e APT Servizi.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. I rapporti tra Regione ed APT Servizi sono regolati da una apposita convenzione di durata poliennale, approvata dalla Giunta regionale, che disciplina:

a) le modalità e le procedure di trasferimento all'APT Servizi dei finanziamenti relativi alla realizzazione dei progetti di cui all'articolo 5, comma 3, lettera a), e alle altre attività che la società è chiamata a svolgere per conto della Regione;

b) il sistema di monitoraggio, di rendicontazione e di analisi di risultato delle attività svolte dall'APT Servizi per conto della Regione;

c) le verifiche che la Regione può svolgere, in corso d'opera ed a consuntivo, sullo stato d'attuazione dei progetti di cui all'articolo 5, comma 3, lettera a).

2. La Regione, sulla base della convenzione di cui al comma 1 del presente articolo, stipula altresì appositi contratti con APT Servizi per la realizzazione dei progetti di cui all'articolo 5, comma 3, lettera a), e delle altre attività commissionate alla società.

3. APT Servizi svolge, con cadenza annuale, una relazione alla competente Commissione assembleare sull'attività svolta.

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Art. 12 Destinazioni turistiche di interesse regionale.

In vigore dal 30 luglio 2016

1. La Regione istituisce, su proposta della Città metropolitana di Bologna e delle Province, le aree vaste a finalità turistica di cui all'articolo 48 della legge regionale n. 13 del 2015. Le proposte devono essere presentate entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge.

2. All'interno di ciascuna area vasta, la Regione, con un apposito atto della Giunta, sentita la competente Commissione assembleare, sulla base delle proposte degli enti di cui al comma 3, istituisce le Destinazioni turistiche ai fini dell'organizzazione della promo-commercializzazione del turismo dell'Emilia-Romagna. All'interno di ogni area vasta non può essere istituita più di una Destinazione turistica.

3. Le Destinazioni turistiche sono enti pubblici strumentali degli enti locali ai sensi dell'articolo 11-ter del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), dotati di personalità giuridica e di autonomia amministrativa, organizzativa, finanziaria e contabile, costituiti da enti locali, a cui possono aderire le Camere di commercio e qualsiasi altra amministrazione pubblica, operante in ambito turistico, che rientri tra quelle indicate dall'ISTAT come pubbliche.

4. Sono organi delle Destinazioni turistiche l'Assemblea, il Presidente, il Consiglio di amministrazione, il Revisore unico e il Direttore.

5. Qualora la Città metropolitana di Bologna proponga come area vasta a finalità turistica, di cui al comma 1, l'ambito territoriale coincidente con il perimetro del territorio metropolitano, si individua nella Città metropolitana stessa l'ente che assume la funzione di Destinazione turistica di cui al comma 3, in virtù della funzione fondamentale di promozione e coordinamento dello sviluppo economico prevista dall'articolo 1, comma 44, della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni), e in attuazione dell'Intesa quadro tra Regione Emilia-Romagna e Città metropolitana di Bologna.

6. La Città metropolitana di Bologna, per l'esercizio coordinato delle funzioni di Destinazione turistica, può stipulare apposita convenzione con la Camera di commercio industria artigianato e agricoltura e con altri enti pubblici.

7. Il direttore è nominato dall'Assemblea (2).

7-bis. Il Presidente è il legale rappresentante dell'ente (3).

8. L'incarico di Direttore di cui al comma 7 è attribuito nel rispetto della normativa per l'inconferibilità ed incompatibilità degli incarichi prevista dal decreto legislativo n. 39 del 2013.

9. Il Consiglio di amministrazione è disciplinato dallo statuto dell'ente ed è eletto dall'Assemblea. Ai componenti del Consiglio di amministrazione e dell'Assemblea non è dovuto alcun compenso, gettone o indennità per l'esercizio delle funzioni da loro svolte.

10. Il Revisore unico è nominato dall'Assemblea e deve essere in possesso della qualifica di revisore legale di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39 (Attuazione della direttiva 2006/43/CE, relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, che modifica la direttiva 78/660/CEE e la direttiva 83/349/CEE, e che abroga la direttiva 84/253/CEE).

11. Per quanto non espressamente previsto dai commi 7, 8 e 9, i criteri e le modalità per la nomina e la revoca dei componenti degli organi e per il funzionamento dell'Ente sono definiti nello Statuto, approvato dalla Giunta regionale su proposta degli enti locali che ne promuovono l'istituzione.

12. Le Destinazioni turistiche, o la Città metropolitana di Bologna qualora assuma la funzione di Destinazione turistica ai sensi di quanto previsto al comma 5, istituiscono, sulla base di specifiche linee guida della Giunta regionale, una Cabina di regia con la partecipazione dei soggetti privati del settore turistico locale. La Cabina di regia svolge funzioni di concertazione sulle linee strategiche e programmatiche per lo sviluppo delle attività di promo-commercializzazione turistica dell'ambito di riferimento.

13. La Destinazione turistica attiva con i soggetti privati le opportune forme di consultazione per la definizione e l'attuazione dei programmi di promo-commercializzazione turistica dell'area di riferimento al fine di favorire la concreta efficacia.

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(2) Comma così sostituito dall'art. 11, comma 1, L.R. 29 luglio 2016, n. 13, a decorrere dal 30 luglio 2016 (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 16, comma 1, della medesima legge).

(3) Comma aggiunto dall'art. 11, comma 2, L.R. 29 luglio 2016, n. 13, a decorrere dal 30 luglio 2016 (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 16, comma 1, della medesima legge).

 

 

Art. 13 Servizi di accoglienza e di informazione turistica.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. La Regione contribuisce alla gestione da parte dei Comuni e delle Unioni dei Comuni dei servizi di accoglienza turistica di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a), attraverso i Programmi turistici di promozione locale e attraverso la realizzazione di strumenti informatici e dei necessari processi di digitalizzazione.

2. La Città metropolitana di Bologna e le Province verificano la rispondenza dei servizi di accoglienza di cui al comma 1 agli standard minimi di qualità stabiliti con apposito provvedimento della Giunta regionale, sentito il parere della competente Commissione assembleare.

3. I Comuni e le Unioni dei Comuni possono essere inseriti nella rete digitale integrata di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a), ed essere ammessi ai finanziamenti regionali ai sensi dell'articolo 7, comma 3, lettera b), qualora, oltre a fornire i servizi di accoglienza a carattere locale, assicurino servizi di redazione e diffusione delle informazioni di interesse regionale, nel rispetto degli standard di qualità stabiliti dalla Giunta regionale.

4. I Comuni e le Unioni dei Comuni possono gestire i servizi di cui ai commi 1 e 3 anche in forma aggregata, ovvero in collaborazione con la Città metropolitana di Bologna o le Province. La Regione incentiva tali aggregazioni secondo criteri stabiliti nel rispetto delle Linee guida triennali.

5. I Comuni e le Unioni dei Comuni possono altresì affidare la gestione di servizi di cui ai commi 1 e 3 in concessione a soggetti pubblici o privati o ad organismi associativi a capitale misto pubblico-privato che assicurino il rispetto degli standard definiti dalla Giunta regionale.

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Art. 14 Clausola valutativa.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. L'Assemblea legislativa esercita il controllo sull'attuazione della presente legge e ne valuta i risultati ottenuti. A tal fine, con cadenza triennale, la Giunta regionale presenta alla competente Commissione assembleare una relazione che fornisca informazioni sui seguenti aspetti:

a) caratteristiche, mercati raggiunti, risultati conseguiti, criticità riscontrate nell'ambito dei progetti di marketing e di promozione turistica realizzati da APT Servizi;

b) caratteristiche, mercati raggiunti, risultati conseguiti, criticità riscontrate nell'ambito dei progetti di marketing e di promozione turistica realizzati dalle Destinazioni turistiche;

c) implicazioni della programmazione regionale e locale della presente legge sulla programmazione regionale integrata dei trasporti;

d) finanziamenti accordati ai sensi dell'articolo 7, indicando altresì i risultati conseguiti.

2. Entro diciotto mesi dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale comunica alla competente Commissione assembleare lo stato di attuazione della presente legge con particolare riferimento al nuovo assetto organizzativo.

3. Le competenti strutture di Assemblea e Giunta si raccordano per la migliore valutazione della presente legge.

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TITOLO III

Disposizioni finanziarie, finali e transitorie

Art. 15 Disposizioni finanziarie.

In vigore dal 14 giugno 2016

1. Per gli esercizi 2016, 2017 e 2018, agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge si fa fronte con le risorse autorizzate con riferimento alla legge regionale 4 marzo 1998, n. 7 (Organizzazione turistica regionale - Interventi per la promozione e commercializzazione turistica - Abrogazione della legge regionale 5 dicembre 1996, n. 47, della legge regionale 20 maggio 1994, n. 22, della legge regionale 25 ottobre 1993, n. 35 e parziale abrogazione della L.R. 9 agosto 1993, n. 28), nell'ambito della Missione 7 - Turismo, Programma 1 - Sviluppo e la valorizzazione del turismo, nel Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2016-2018. Nell'ambito di tali risorse la Giunta regionale è autorizzata a provvedere, con proprio atto, alle variazioni di bilancio che si rendessero necessarie per la modifica dei capitoli esistenti o l'istituzione e la dotazione di appositi capitoli.

2. Per gli esercizi successivi al 2018, agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge si fa fronte nell'ambito delle autorizzazioni di spesa annualmente disposte dalla legge di approvazione del bilancio ai sensi di quanto previsto dall'articolo 38 del decreto legislativo n. 118 del 2011 (4).

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(4) Comma così modificato dall'art. 52 comma 1, L.R. 30 maggio 2016, n. 9.

 

 

Art. 16 Norma transitoria.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. Ai fini della prima applicazione della presente legge, l'autorizzazione di cui all'articolo 10, comma 1, si intende valida in relazione alla società APT Servizi, già istituita ai sensi dell'articolo 11 della legge regionale n. 7 del 1998.

2. Fino alla istituzione delle Aree vaste a finalità turistica, ai sensi dell'articolo 12, comma 1, la Giunta regionale può comunque procedere alla istituzione delle Destinazioni turistiche sulla base delle proposte dei soggetti di cui all'articolo 12, comma 3.

3. Le proposte devono provenire da almeno due Province confinanti e dai soggetti di cui all'articolo 12, comma 3, che intendano aderire alle Destinazioni turistiche, purché appartenenti al territorio delle Province interessate. La Città metropolitana di Bologna può formulare la proposta singolarmente o congiuntamente ad una o più Province confinanti.

4. Con l'istituzione della Destinazione turistica tutte le funzioni già esercitate sul territorio ad essa afferente dalle Unioni di prodotto, di cui all'articolo 13 della legge regionale n. 7 del 1998, sono esercitate dalla Destinazione stessa o da APT Servizi ai sensi di quanto previsto dall'articolo 10, comma 4.

5. Ai seguenti procedimenti relativi alla concessione di risorse finanziarie, se attivati entro il 31 dicembre 2016, si applicano le disposizioni di cui alla legge regionale n. 7 del 1998:

a) attuazione dei progetti di marketing e di promozione turistica di prevalente interesse per i mercati internazionali di APT Servizi srl, ai sensi dell'articolo 5, comma 3, lettera a), e dell'articolo 7 comma 2 lettera a), per le attività 2016 e 2017;

b) attuazione dei Programmi turistici di Promozione locale, ai sensi dell'articolo 5, comma 3, lettera d), dell'articolo 6, e dell'articolo 7, comma 3, lettera a), per le attività 2016 e 2017;

c) attuazione dei progetti di marketing e promozione turistica di prevalente interesse per il mercato italiano delle Unioni di prodotto, ai sensi dell'articolo 5, comma 3, lettera b), dell'articolo 7, comma 2, lettera b), e dell'articolo 13, comma 3, per le attività 2016;

d) contributi per le spese dei Comuni inseriti nella rete integrata dei servizi di informazione turistica di interesse regionale, ai sensi dell'articolo 7, comma 3, lettera c), per le attività 2016;

e) organizzazione e sviluppo dell'Osservatorio regionale per il turismo, ai sensi dell'articolo 2, comma 1 lettera e), per le attività 2016 e 2017;

f) sviluppo di un Sistema informativo turistico regionale, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera d), per le attività 2016 e 2017;

g) finanziamenti di progetti speciali o di iniziative di carattere straordinario ovvero di rilevanti nuove iniziative, ai sensi dell'articolo 7, comma 5, per le attività 2016 e 2017;

h) sostegno alle iniziative di promo-commercializzazione e commercializzazione turistica realizzate dalle aggregazioni di imprese aderenti alle Unioni di prodotto, ai sensi dell'articolo 5, comma 3 lettera c), dell'articolo 7, comma 2, lettera c), e dell'articolo 13, comma 5, per le attività 2016 e 2017 (5).

6. Al fine di assicurare al sistema turistico regionale le risorse finanziarie per realizzare interventi promozionali, anche a sostegno della stagione turistica 2017, le Unioni di prodotto, entro il 31 dicembre 2016, possono attuare progetti speciali, proposti alla Regione Emilia-Romagna anche ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 giugno 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi).

7. I procedimenti per la concessione e la liquidazione dei contributi, riguardanti domande presentate o programmi approvati prima dell'entrata in vigore della presente legge ai sensi della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 40 (Incentivi per lo sviluppo e la qualificazione dell'offerta turistica regionale. Abrogazione della legge regionale 11 gennaio 1993, n. 3 (Disciplina dell'offerta turistica della Regione Emilia-Romagna. Programmazione e finanziamento degli interventi. Abrogazione della L.R. 6 luglio 1984, n. 38)), sono disciplinati dalle disposizioni della stessa legge regionale, ivi compresa l'attribuzione della competenza, fino alla loro conclusione.

8. Tutti i procedimenti attivati entro il 31 dicembre 2016, in base alle disposizioni di cui alla legge regionale n. 7 del 1998, si concludono ai sensi della medesima legge.

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(5) Vedi, anche, la Delib.G.R. 25 luglio 2016, n. 1178.

 

 

Art. 17 Modifiche alla legge regionale 31 marzo 2003, n. 7 (Disciplina delle attività di produzione, organizzazione e vendita viaggi, soggiorni e servizi turistici. Abrogazione della legge regionale 26 luglio 1997, n. 23 (Disciplina delle attività delle agenzie di viaggio e turismo).

In vigore dal 9 aprile 2016

1. L'articolo 4 della legge regionale n. 7 del 2003 è sostituito dal seguente:

"Art. 4

Competenze della Provincia dei Comuni e delle Unioni di Comuni

1. I Comuni e le Unioni di Comuni territorialmente competenti esercitano le funzioni amministrative relative alle agenzie di viaggio e turismo: a) vigilanza e controllo sulle agenzie di viaggio e turismo e sulle attività di cui agli articoli 18, 19 e 20; b) applicazione delle sanzioni amministrative.

2. Le Province esercitano le funzioni amministrative relative al riconoscimento della qualifica di Uffici di informazione, accoglienza e assistenza ai turisti (IAT), nonché le funzioni di controllo di cui all'articolo 21.

3. La Regione, le Province e i Comuni sono tenuti a fornirsi reciprocamente e a richiesta informazioni, dati statistici ed ogni altro elemento utile allo svolgimento delle rispettive funzioni.".

2. Al comma 1 dell'articolo 5 le parole ", il quale con modalità informatica si coordina con le competenti strutture della Provincia, " sono soppresse.

3. Al comma 6 dell'articolo 5 le parole "La Provincia, con le modalità stabilite dall'atto di Giunta di cui al comma 2, preventivamente rispetto alla presentazione della SCIA accerta", sono sostituite con le parole "Il Comune e le Unioni di comuni, con le modalità stabilite dall'atto di Giunta di cui al comma 2, preventivamente rispetto alla presentazione della SCIA accertano".

4. L'articolo 11 è sostituito dal seguente:

"Art. 11

Chiusura temporanea dell'agenzia

1. Il titolare che intenda procedere alla chiusura temporanea di una sede principale, secondaria o filiale di agenzia ne deve informare, indicandone i motivi, il periodo e la durata, il Comune o l'Unione di Comuni di competenza. Tale informazione deve altresì essere fornita agli utenti mediante comunicazione esposta nei locali dell'agenzia almeno trenta giorni prima del termine di decorrenza del periodo di chiusura.

2. Il termine di chiusura non può essere superiore a sei mesi all'anno. È ammessa una sola proroga per un periodo non superiore a tre mesi, in base a comprovate ragioni, da comunicare al Comune o all'Unione di Comuni, che può vietare la proroga entro trenta giorni.

3. Nel caso in cui la chiusura avvenga senza l'avviso di cui al comma 1 o che l'ufficio non sia riaperto decorso il termine di proroga, o a seguito del diniego della proroga da parte del Comune o dell'Unione di Comuni intervenuto entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al comma 2, il Comune o l'Unione di Comuni dispone la sospensione dell'esercizio dell'attività ai sensi dell'articolo 22.".

5. Al comma 2 dell'articolo 12 le parole "La Provincia dà" sono sostituite con le parole "Il Comune e le Unioni di Comuni danno".

6. Al comma 3 dell'articolo 14 le parole "alla Provincia" sono sostituite con le parole "al Comune o all'Unione di Comuni".

7. Il comma 2 dell'articolo 15 è sostituito dal seguente:

"2. Il riferimento ai predetti programmi deve essere citato nei documenti di viaggio. Il programma costituisce l'elemento di riferimento della promessa di servizi a tutti i fini di accertamento dell'esatto adempimento. A tal scopo il programma è posto a disposizione dei consumatori. Le agenzie di viaggio e turismo sono tenute a far pervenire al Comune o all'Unione di Comuni bozza delle pubblicazioni di cui al presente articolo. Eventuali rilievi del Comune o dell'Unione di Comuni relativi alla regolarità delle pubblicazioni devono pervenire all'agenzia di viaggio interessata entro venti giorni dal ricevimento della bozza di stampa, fatta salva ogni ulteriore e successiva verifica in ordine alla corrispondenza tra le pubblicazioni stesse e le prestazioni effettuate. Trascorso tale termine senza rilievi da parte del Comune o dell'Unione di Comuni, la diffusione può essere effettuata. La pubblicità dei programmi, in qualsiasi forma realizzata, deve contenere l'esplicito riferimento ai corrispondenti programmi inviati al Comune o all'Unione di Comuni.".

8. Al comma 2 dell'articolo 18 le parole "alla Provincia" sono sostituite con le parole "al Comune o all'Unione di Comuni".

9. Al comma 2 dell'articolo 19 le parole "alla Provincia" sono sostituite con le parole "al Comune o all'Unione di Comuni".

10. L'articolo 22 è sostituito dal seguente:

"Art. 22

Sospensione dell'esercizio

1. Il Comune o l'Unione di Comuni dispone la sospensione dell'apertura o dell'esercizio delle agenzie di viaggio e turismo e le loro filiali o sedi secondarie per un periodo da un minimo di sette giorni ad un massimo di sei mesi:

a) qualora venga meno uno o più dei requisiti professionali oppure uno o più dei requisiti strutturali previsti per l'esercizio dell'agenzia, fatti salvi i casi e le modalità espressamente disciplinati dalla presente legge;

b) qualora vengano esercitate attività difformi da quelle per cui è stata presentata la segnalazione certificata di inizio attività;

c) qualora non vengano rispettati i termini temporali per le aperture a carattere stagionale di cui all'articolo 5, comma 5;

d) qualora vengano accertate irregolarità amministrative, ovvero gravi e ripetute violazioni delle norme previste dalla direttiva 90/314/CEE del Consiglio, del 13 giugno 1990, relativa ai viaggi, le vacanze ed i circuiti "tutto compreso" e dalla direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, relativa alle clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, recepita con l'articolo 25 della legge 6 febbraio 1996, n. 52 (Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - legge comunitaria 1994);

e) qualora l'agenzia non comunichi al Comune o all'Unione di Comuni entro cinque giorni la cessazione per qualsiasi causa dell'attività del direttore tecnico indicato nella SCIA, ovvero qualora non provveda alla sostituzione del direttore tecnico stesso entro il termine assegnato dal Comune;

f) qualora la chiusura temporanea dell'agenzia non rispetti le modalità di cui all'articolo 11, comma 3;

g) in caso di reiterazione delle violazioni di cui alle lettere d) ed e) dell'articolo 23.

2. Nel provvedimento di sospensione dell'esercizio il Comune o l'Unione di Comuni fissa un termine perentorio entro il quale i requisiti mancanti devono essere ripristinati e le irregolarità o gli inadempimenti eliminati.

3. Il Comune o l'Unione di Comuni adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione dei suoi effetti:

a) qualora, trascorso il periodo massimo di sospensione previsto al comma 1, l'agenzia non provveda all'eliminazione delle irregolarità che hanno dato causa alla sospensione medesima o non ottemperi alle disposizioni del Comune o dell'Unione di Comuni;

b) qualora per la persona fisica titolare o per uno dei soggetti indicati all'articolo 71, comma 5 del decreto legislativo n. 59 del 2010 vengano meno i requisiti soggettivi di cui all'articolo 5, comma 3, lettera b);

c) nel caso di mancata stipulazione della polizza assicurativa di cui all'articolo 14 o del suo mancato rinnovo annuale;

d) in caso di svolgimento in forma continuativa o occasionale delle attività di cui all'articolo 2 senza aver presentato la SCIA di cui all'articolo 5.".

11. Il comma 3 dell'articolo 23 è sostituito dal seguente:

"3. Ogni rapporto di accertata violazione delle norme della presente legge regionale è presentato al Comune o all'Unione di Comuni competente per territorio, cui sono devoluti i proventi delle sanzioni amministrative irrogate.".

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Art. 18 Norme interpretative alla legge regionale n. 7 del 2003.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. All'articolo 21 della legge regionale n. 7 del 2003:

a) il riferimento all'articolo 5 della legge regionale n. 7 del 1998, è da intendersi quale riferimento all'articolo 5 della presente legge;

b) i riferimenti all'articolo 14 della legge regionale n. 7 del 1998, sono da intendersi quali riferimenti all'articolo 13 della presente legge.

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Art. 19 Modifiche alla legge regionale n. 16 del 2004.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. Nella rubrica dell'articolo 2 della legge regionale n. 16 del 2004 sono eliminate le parole "e delle Province".

2. Al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale n. 16 del 2004, dopo le parole "dirette all'ospitalità", sono aggiunte le parole "nonché alla vigilanza del rispetto delle norme sulla pubblicità dei prezzi".

3. Il comma 4 dell'articolo 2 della legge regionale n. 16 del 2004 è soppresso.

4. Al comma 5 dell'articolo 2 della legge regionale n. 16 del 2004, le parole "Le Province" sono sostituite dalle parole "La Regione".

5. Al comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "Conferenza Regione-Autonomie locali (CRAL)" sono sostituite dalle parole "Consiglio delle Autonomie Locali (CAL)".

6. Al comma 5 dell'articolo 3 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "dei Comuni e delle Province" sono sostituite con le parole "degli enti locali".

7. Al comma 3 dell'articolo 12 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "alla Provincia" sono sostituite con le parole "alla Regione".

8. Nel primo periodo del comma 5 dell'articolo 13 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "alla Provincia" sono sostituite con le parole "alla Regione" e le parole "e i prezzi massimi applicati" sono eliminate.

9. Nel terzo periodo del comma 5 dell'articolo 13 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "alla Provincia" sono sostituite con le parole "alla Regione".

10. Alla lettera c) del comma 3 dell'articolo 21 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "alle Province" sono sostituite con le parole "alla Regione".

11. La lettera d) del comma 3 dell'articolo 21 della legge regionale n. 16 del 2004 è così sostituita:

"d) presenta, altresì, la comunicazione su ricettività, attrezzature, dotazioni e servizi della struttura alla Regione, con le modalità specificate con apposita delibera di Giunta regionale.".

12. Al comma 4 dell'articolo 21 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "entro i termini previsti per l'invio della comunicazione dei prezzi e delle caratteristiche delle strutture ricettive alle Province" sono sostituite dalle parole "entro il 1° ottobre di ogni anno con validità dal 1° gennaio successivo o dal 1° dicembre in caso di zone montane. È consentita un'ulteriore comunicazione in variazione entro il 1° marzo dell'anno successivo con validità dal 1° giugno dello stesso anno".

13. Nel primo periodo del comma 5 dell'articolo 21 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "alla Provincia" sono sostituite con le parole "alla Regione".

14. Nel secondo periodo del comma 5 dell'articolo 21 le parole "i prezzi e" sono eliminate.

15. Nella rubrica dell'articolo 26 della legge regionale n. 16 del 2004 sono aggiunte le parole "o di presunta violazione degli obblighi".

16. Il comma 1 dell'articolo 26 della legge regionale n. 16 del 2004 è sostituito dal seguente:

"1. Gli ospiti di strutture ricettive che abbiano accertato carenza nella gestione e nei servizi dei complessi ricettivi, rispetto a quelli dichiarati, o che abbiano riscontrato una presunta violazione degli obblighi da parte del gestore della struttura, possono presentare reclamo, debitamente sottoscritto e documentato, al Comune competente per territorio, anche tramite gli uffici IAT. In caso di accertate violazioni i Comuni provvedono all'applicazione delle sanzioni di competenza previste.".

17. Il comma 2 dell'articolo 26 della legge regionale n. 16 del 2004 è soppresso.

18. Nella rubrica dell'articolo 32 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "disciplina dei prezzi" sono sostituite dalle parole "Comunicazione delle caratteristiche".

19. Nel primo periodo del comma 1 dell'articolo 32 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "Provincia territorialmente competente" sono sostituite dalla parola "Regione"; le parole "secondo le indicazioni da essa fornite, i prezzi massimi dei servizi offerti, eventualmente distinti in bassa e alta stagione sulla base delle indicazioni stabilite dalle Province" sono eliminate. Le parole da "La comunicazione è inviata..." a fine comma sono eliminate.

20. Il comma 2 dell'articolo 32 della legge regionale n. 16 del 2004 è soppresso.

21. Al comma 3 dell'articolo 32 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "dei prezzi" sono sostituite da "delle caratteristiche delle strutture".

22. Al comma 4 dell'articolo 32 della legge regionale n. 16 del 2004 la parola "Provincia" è sostituita con la parola "Regione"; le parole "dei prezzi solo qualora intenda applicare prezzi superiori a quelli dichiarati" sono sostituite dalle parole "delle caratteristiche solo qualora queste siano variate rispetto a quelle dichiarate".

23. Il comma 5 dell'articolo 32 della legge regionale n. 16 del 2004 è soppresso.

24. Al comma 6 dell'articolo 32 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "alle Province" sono sostituite con le parole "alla Regione".

25. I commi 7, 8 e 9 dell'articolo 32 della legge regionale n. 16 del 2004 sono soppressi.

26. Al comma 1 dell'articolo 33 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "conformi a quanto dichiarato in sede di dichiarazione dei prezzi" sono soppresse.

27. Dopo il comma 3 dell'articolo 33 della legge regionale n. 16 del 2004 sono aggiunti i seguenti commi:

"3-bis. I titolari o gestori delle strutture ricettive che pubblicizzano prezzi inferiori a quelli esposti ne indicano chiaramente il periodo di validità e le condizioni di applicazione. In assenza di tali specifiche l'offerta deve intendersi come generalizzata e valida per tutto l'anno solare in corso.

3-ter. Nel caso previsto dal comma 3-bis il cliente può pretendere l'applicazione delle tariffe inferiori pubblicizzate.

3-quater. I prezzi esposti sono comprensivi del costo dell'alloggio, dei servizi necessari alla classificazione della struttura nonché degli oneri e delle imposte e di quanto non espressamente escluso.".

28. Al comma 4 dell'articolo 33 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "la Provincia" sono sostituite con le parole "La Regione"; le parole "sulla base delle indicazioni regionali" sono eliminate.

29. L'articolo 34 della legge regionale n. 16 del 2004 è soppresso.

30. Al comma 1 dell'articolo 35 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "I Comuni e le Province" sono sostituiti con le parole "Gli enti locali".

31. Al comma 2 dell'articolo 35 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "e alla Provincia" sono soppresse.

32. Nel rubrica dell'articolo 38 della legge regionale n. 16 del 2004 sono eliminate le parole "o sulle rilevazioni statistiche".

33. Al comma 1 dell'articolo 38 della legge regionale n. 16 del 2004 le parole "dei prezzi" sono sostituite con le parole "delle caratteristiche della struttura".

34. Al comma 2 dell'articolo 38 della legge regionale n. 16 del 2004 la parola "denunciati" è sostituita con la parola "esposti".

35. Al comma 4 dell'articolo 38 della legge regionale n. 16 del 2004 la parola "Provincia" è sostituita con la parola "Regione" e le parole "o contenenti informazioni difformi o prezzi superiori rispetto a quanto comunicato alla Provincia" sono soppresse.

36. Al comma 5 dell'articolo 38 della legge regionale n. 16 del 2004 la parola "dichiarati" è sostituita con la parola "esposti".

37. I commi 6 e 7 dell'articolo 38 della legge regionale n. 16 del 2004 sono soppressi.

38. Nel testo della legge regionale n. 16 del 2004 tutte le ricorrenze delle parole "dichiarazione di inizio attività" e delle parole "dichiarazione di inizio attività (DIA)" sono sostituite dalle parole "Segnalazione certificata di inizio attività".

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Art. 20 Abrogazioni.

In vigore dal 9 aprile 2016

1. È abrogata la legge regionale n. 7 del 1998.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Emilia-Romagna.

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