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L.P. Autonoma di Trento, 11 giugno 2002, n. 8

L.P. Autonoma di Trento, 11 giugno 2002, n. 8 (1)

Disciplina della promozione turistica in provincia di Trento (2).

 

(1) Pubblicata nel B.U. Trentino-Alto Adige 25 giugno 2002, n. 27.

(2) Per il regolamento di esecuzione della presente legge si veda il D.P.P. 6 agosto 2003, n. 18-139/Leg.

 

 

Capo I

DISPOSIZIONI GENERALI

 

Art. 1

Finalità.

1. La Provincia autonoma di Trento riconosce il ruolo fondamentale del turismo quale risorsa per lo sviluppo dell'economia provinciale e per la crescita culturale e sociale. A tal fine:

a) promuove la vocazione turistica del Trentino realizzando e sostenendo azioni di marketing turistico-territoriale (3);

b) promuove uno sviluppo turistico sostenibile, orientato alla qualità e all'innovazione, tenendo conto delle peculiarità dell'ambiente, delle risorse disponibili nonché degli interessi della popolazione locale e dei turisti;

c) formula le scelte di politica turistica tenendo conto della collocazione territoriale del Trentino nel contesto alpino, italiano ed europeo;

d) considera, nella definizione degli interventi di politica turistica, gli interessi delle diverse istituzioni e delle comunità locali individuando idonee forme di concertazione e cooperazione secondo principi di sussidiarietà e responsabilità.

2. La Provincia orienta la programmazione, l'attività amministrativa e le politiche settoriali di incentivazione al perseguimento degli obiettivi di cui al comma 1. (4)

(3) Lettera così sostituita dall'1, L.P. 17 giugno 2010, n. 14.

(4) Articolo così sostituito dall'1, comma 1, della L.P. 29 luglio 2005, n. 13.

 

Art. 2

Linee guida per la politica turistica provinciale.

 

1. Sulla base delle tendenze della domanda e dell'offerta turistica e in relazione alle caratteristiche della realtà socio-economica e ambientale del Trentino, la Giunta provinciale, sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore turistico, definisce per il periodo della legislatura e aggiorna le linee guida per la politica turistica provinciale (5).

2. A tal fine, la proposta di linee guida è inviata alla competente commissione permanente del Consiglio provinciale, che può far pervenire le proprie osservazioni entro trenta giorni dal ricevimento, trascorsi inutilmente i quali la Giunta provinciale provvede comunque all'adozione delle linee guida.

3. Le linee guida indicano gli indirizzi generali della politica turistica provinciale e informano gli strumenti di programmazione della Provincia (6).

(5) Comma così modificato dall'2, comma 1, lettera a), L.P. 17 giugno 2010, n. 14.

(6) Comma così modificato dall'2, comma 1, lettera b), L.P. 17 giugno 2010, n. 14.

 

Art. 2-bis

Conferenza provinciale per il turismo (7).

 

1. Il Presidente della Provincia indice, ogni due anni la conferenza provinciale per il turismo per la quale sono convocati i rappresentanti delle autonomie locali, dei soggetti previsti dagli articoli 6, 9, 12-bis e 12-quater, degli operatori e dei lavoratori del settore turistico nonché dei settori economici e sociali ad esso collegati.

2. La conferenza esprime orientamenti e formula proposte per la definizione delle politiche turistiche provinciali, valutandone le ricadute sul sistema socio-economico trentino. Gli atti conclusivi della conferenza sono trasmessi alla competente commissione permanente del Consiglio provinciale (8).

(7) Articolo aggiunto dall'3, L.P. 17 giugno 2010, n. 14.

(8) Comma così modificato dall'20, comma 1, L.P. 28 marzo 2013, n. 5.

 

Art. 2-ter

Carta dei diritti del turista.

1. La carta dei diritti del turista, predisposta su iniziativa della Provincia, sentite le associazioni di categoria del settore e dei consumatori e degli utenti maggiormente rappresentative, contiene informazioni sui diritti e sugli obblighi del turista per quanto attiene alla fruizione dei servizi turistico-ricettivi, all'utilizzo dei mezzi di trasporto e all'assistenza sanitaria. La carta informa anche sulle norme vigenti in materia di rispetto e tutela dei luoghi di interesse turistico, sui beni ambientali e culturali, sugli usi e consuetudini locali e su ogni altro aspetto attinente alla valorizzazione, alla qualificazione e riconoscibilità del sistema turistico e alle relative forme di tutela.

2. La carta informa, inoltre, sulla possibilità di avvalersi delle commissioni arbitrali e conciliative istituite presso la camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la risoluzione delle controversie tra imprese, operatori e utenti relative alla fornitura di servizi turistici (9).

(9) Articolo aggiunto dall'4, L.P. 17 giugno 2010, n. 14.

 

Art. 2-quater

Forme di collaborazione e concertazione (10).

 

1. Al fine di promuovere e di favorire la concertazione con i principali attori del turismo trentino, la Provincia, in relazione alle attività finalizzate al marketing turistico-territoriale del Trentino, alla qualificazione dell'offerta turistica e in generale alle finalità di questa legge, promuove sistematiche e idonee forme di consultazione e collaborazione dei soggetti maggiormente rappresentativi dell'offerta turistica trentina e dei soggetti previsti dagli articoli 9 e 12-quater, comma 3.

(10) Articolo aggiunto dall'art. 19, comma 1, lettera b), L.P. 23 ottobre 2014, n. 11.

 

Art. 3

Progetti di ambito.

 

[1. La Provincia riconosce i progetti di ambito promossi dai soggetti di cui all'articolo 9 di concerto con i comuni ricadenti nell'ambito.

2. Il progetto di ambito è finalizzato a delineare, in coerenza con le linee guida di cui all'articolo 2 e con gli altri strumenti della programmazione provinciale e subprovinciale previsti dalla legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4 (Nuova disciplina della programmazione di sviluppo e adeguamento delle norme in materia di contabilità e di zone svantaggiate), un idoneo sistema di offerta turistica per il territorio di riferimento; a tale scopo il progetto di ambito individua gli obiettivi, le linee strategiche e operative, i ruoli rispettivamente rivestiti dai soggetti coinvolti, i tempi per la realizzazione delle iniziative e le compatibilità finanziarie] (11).

(11) Articolo prima sostituito dall'2, comma 1, della L.P. 29 luglio 2005, n. 13 e poi abrogato dall'art. 5, L.P. 17 giugno 2010, n. 14.

 

Art. 4

Coordinamento provinciale per il turismo.

 

[1. Al fine di favorire la concertazione nella definizione della politica turistica provinciale è istituito il coordinamento provinciale per il turismo, che formula proposte ed esprime pareri obbligatori in ordine agli atti di programmazione provinciale individuati dal regolamento di esecuzione della presente legge, in particolare in materia di urbanistica e viabilità, e alla formazione delle linee guida per la politica turistica e dei progetti di cui all'articolo 3 di interesse provinciale, anche avvalendosi delle analisi, degli studi e delle ricerche dell'osservatorio provinciale per il turismo di cui all'articolo 5.

2. Il coordinamento provinciale per il turismo è nominato dalla Giunta provinciale e rimane in carica per la durata della legislatura.

3. Il regolamento di esecuzione della presente legge definisce le modalità per lo svolgimento dei compiti affidati al coordinamento provinciale per il turismo e la sua composizione, assicurando la partecipazione degli organismi rappresentativi dei comuni trentini, delle associazioni di categoria interessate al turismo nonché dei soggetti che svolgono attività di promozione turistica sul territorio provinciale] (12).

(12) Articolo abrogato dall'6, L.P. 17 giugno 2010, n. 14.

 

Art. 5

Monitoraggio del turismo (13).

 

1. La Provincia promuove e svolge le attività di osservazione e monitoraggio del fenomeno turistico e in particolare:

a) analisi, studi e ricerche in materia turistica anche in collaborazione con università, istituti ed enti di ricerca;

b) monitoraggio dell'offerta turistica provinciale con differenziata attività di verifica del relativo andamento nei diversi ambiti turistici ed analisi dei mercati di riferimento; (14)

c) gestione e analisi dei dati statistici e informativi relativi al comparto turistico;

d) ogni altra iniziativa ritenuta utile per l'osservazione del fenomeno turistico.

2. Ferma restando la competenza della struttura provinciale competente in materia di statistica, le attività previste dal comma 1 possono essere trasferite alla società prevista dall'articolo 6, con le modalità stabilite nella convenzione prevista dal comma 3 del medesimo articolo. In tal caso al personale adibito alle attività oggetto di trasferimento si applica l'articolo 53 della legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7 (legge sul personale della Provincia) (15).

(13) Articolo così sostituito dall'7, L.P. 17 giugno 2010, n. 14.

(14) Lettera così sostituita dall'10, comma 1, L.P. 5 agosto 2016, n. 14, entrata in vigore il 10 agosto 2016.

(15) Comma così modificato dall'37, comma 1, L.P. 27 dicembre 2012, n. 25, entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione

 

Art. 5-bis

Commissione tecnica per il turismo.

 

[1. È istituita la commissione tecnica per il turismo quale organo tecnico-consultivo della Giunta provinciale per l'esercizio delle funzioni disciplinate dalle leggi in materia di turismo.

2. La commissione tecnica per il turismo è nominata con deliberazione della Giunta provinciale e rimane in carica per la durata della legislatura.

3. In particolare alla commissione tecnica per il turismo spetta:

a) formulare pareri a richiesta della Giunta provinciale sui criteri di incentivazione economica del settore turistico;

b) formulare pareri tecnico-amministrativi sui progetti di massima o esecutivi di opere a carattere turistico ed alberghiero, ivi comprese le piste da sci, di importo superiore al limite fissato dalla Giunta provinciale;

c) formulare pareri sulle domande di agevolazione, presentate ai sensi delle leggi provinciali in materia di incentivi al settore turistico, ivi comprese le piste da sci, di importo superiore ai limiti fissati dalla Giunta provinciale con riferimento a ciascuna legge agevolativa.

4. I pareri tecnico-amministrativi di quest'articolo sostituiscono quelli previsti dalla legge provinciale 10 settembre 1993, n. 26 (Norme in materia di lavori pubblici di interesse provinciale e per la trasparenza negli appalti).

5. Il regolamento di esecuzione di questa legge definisce la composizione della commissione e le modalità per lo svolgimento dei compiti ad essa affidati.

6. Ai componenti della commissione spettano i compensi stabiliti dalla normativa provinciale vigente in materia] (16).

(16) Articolo aggiunto dall'3, comma 1, della L.P. 29 luglio 2005, n. 13 e poi abrogato dall'art. 43, L.P. 28 dicembre 2009, n. 19, con la decorrenza ivi indicata.

 

Art. 5-ter

Formazione e supporto specialistico in materia di turismo e marketing territoriale.

1. Per assicurare omogeneità e standard qualitativi ottimali nell'organizzazione turistica del Trentino la Provincia, sentiti i soggetti fruitori, realizza programmi di alta formazione in materia di turismo e marketing territoriale nonché iniziative di supporto specialistico allo svolgimento delle attività di marketing turistico-territoriale da parte dei soggetti previsti negli articoli 6, 9, 12-bis e 12-quater, avvalendosi della società per la formazione permanente del personale prevista dall'articolo 35 della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell'autonomia del Trentino) (17).

(17) Articolo aggiunto dall'8, L.P. 17 giugno 2010, n. 14.

 

 Capo II

 

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI MARKETING TURISTICO-TERRITORIALE DEL TRENTINO (18)

 

Art. 6

Marketing turistico-territoriale del Trentino (19).

1. Il marketing turistico-territoriale del Trentino è affidato a una società per azioni costituita o partecipata dalla Provincia autonoma di Trento, di seguito denominata società; la Giunta provinciale è autorizzata a promuovere la costituzione o a partecipare alla predetta società, a condizione che lo schema di atto costitutivo e di statuto siano approvati preventivamente dalla Giunta provinciale e che l'atto costitutivo e lo statuto prevedano (20):

a) la realizzazione delle attività finalizzate al marketing turistico-territoriale del Trentino, in Italia e all'estero (21);

b) la partecipazione della Provincia in misura superiore al 50 per cento del capitale sociale, anche in caso di aumento del capitale o di emissione di obbligazioni convertibili;

c) la nomina da parte della Provincia del presidente della società;

d) la possibilità di partecipare alla società da parte di altri soggetti pubblici (22);

e) una composizione del consiglio di amministrazione tale da garantire l'espressione dei soggetti indicati nell'articolo 9 e delle associazioni maggiormente rappresentative dell'offerta turistica trentina (23);

e-bis) la designazione di un componente del collegio sindacale da parte delle minoranze del Consiglio provinciale (24);

f) [le modalità per assicurare il raccordo tra le iniziative della società e quelle dei soggetti di cui all'articolo 9, delle associazioni pro loco e dei loro consorzi di cui al capo III-bis] (25).

1.1. Le attività finalizzate al marketing turistico-territoriale del Trentino devono comunque comprendere:

a) l'acquisizione di conoscenza sulla domanda turistica, sui mercati, sulle vocazioni, sui fattori di attrattiva territoriali e il suo trasferimento alla Provincia e ai soggetti previsti dall'articolo 9 e dall'articolo 12-quater, comma 3;

b) la definizione di un piano strategico pluriennale di marketing turistico-territoriale coerente con le linee guida per la politica turistica provinciale previste dall'articolo 2;

c) la comunicazione di marca del Trentino in tutte le sue diverse forme, compresa l'identificazione di requisiti omogenei per i punti d'informazione turistica presenti sul territorio provinciale;

d) lo sviluppo di prodotti e servizi turistici innovativi e il coordinamento di progetti strategici su scala provinciale, integrando le diverse tipologie di turismo anche in funzione della destagionalizzazione con l'obiettivo di valorizzare le risorse turistiche per la fruizione e la promozione del patrimonio ambientale, paesaggistico, termale, culturale ed enogastronomico locale;

e) l'individuazione dei mercati su cui proporre l'offerta turistica trentina e il coordinamento delle iniziative di promozione sui mercati;

f) l'evoluzione e la gestione della piattaforma multimediale del marketing turistico-territoriale del Trentino;

g) la collaborazione con il sistema dell'istruzione, dell'università e in particolare con il sistema della formazione professionale dedicata al turismo al fine di concorrere alla qualificazione del sistema e degli operatori turistici;

h) la verifica dell'impatto in termini di efficacia ed efficienza delle azioni di marketing turistico-territoriale (26).

1-bis. La Provincia nomina a far parte del consiglio di amministrazione della società il componente della Giunta provinciale cui sono attribuiti gli affari in materia di promozione turistica. A tal fine, anche nell'ipotesi in cui il predetto componente ricopra la carica di presidente della società, non si configurano cause di incompatibilità ai sensi dell'articolo 18, comma 1, della legge provinciale 5 marzo 2003, n. 2 (Norme per l'elezione diretta del Consiglio provinciale di Trento e del Presidente della Provincia). (27)

2. Il Presidente della Giunta provinciale rappresenta la Provincia nell'atto costitutivo della società e in ogni altra attività richiesta per la costituzione della società medesima.

3. La Giunta provinciale affida il marketing turistico-territoriale del Trentino alla società mediante convenzione, da sottoscrivere entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, che deve prevedere (28):

a) i campi d'azione su cui operare nel periodo di validità della convenzione, tra i quali devono essere compresi quelli relativi alle attività previste dal comma 1.1, nonché le modalità di programmazione (29);

a-bis) il parere obbligatorio e non vincolante dei soggetti previsti dagli articoli 9 e 12-quater, comma 3, sui programmi di attività della società (30);

b) la definizione dei rapporti economici e finanziari fra la Provincia e la società;

c) l'individuazione del contratto collettivo di lavoro da applicare al personale dipendente dalla società, sentite le organizzazioni sindacali del personale;

 d) l'obbligo per la società:

 1) di assumere il personale individuato ai sensi dell'articolo 7, comma 1;

 2) di applicare al personale individuato ai sensi dell'articolo 7, comma 1, che ha espresso all'atto di sottoscrizione del contratto individuale di lavoro la riserva di riassunzione di cui al comma 2 del medesimo articolo, i trattamenti economici e normativi previsti dal contratto collettivo di lavoro del personale della Provincia nonché quelli previdenziali vigenti per il medesimo personale fino alla scadenza del termine per l'esercizio del diritto alla riassunzione presso la Provincia, ovvero, nel caso di effettivo esercizio di tale diritto, fino alla data di effettiva riassunzione presso la Provincia;

2-bis) di dotarsi di un'adeguata struttura organizzativa che garantisca la separazione tra funzioni di indirizzo e funzioni di gestione e contempli l'individuazione di un dirigente di comprovata esperienza cui affidare la responsabilità gestionale della società (31);

e) la definizione dei termini e delle modalità per l'individuazione di eventuali eccedenze di personale tra quello trasferito alla società ai sensi dell'articolo 7, comma 1, in relazione a processi di riorganizzazione o ristrutturazione aziendale o per esigenze di riequilibrio di bilancio conseguenti all'andamento del mercato;

f) l'eventuale assunzione da parte della Provincia del servizio di gestione amministrativa, contabile e previdenziale del personale di cui all'articolo 7, comma 2;

g) le modalità e le condizioni per l'utilizzazione, da parte della società, dei beni mobili e immobili di cui la Provincia ha la disponibilità e dalla stessa individuati, destinati alle attività di cui al comma 1, lettera a);

h) la durata della convenzione, che non può superare il termine dell'anno solare successivo a quello di scadenza della legislatura, nonché le modalità per il suo rinnovo (32).

3-bis. La società svolge l'attività affidatale ai sensi di questa legge anche mediante la partecipazione a iniziative congiuntamente ad altri soggetti pubblici e privati. (33)

4. La Giunta provinciale è autorizzata a partecipare al capitale della società nel limite dell'importo di 100.000,00 euro.

5. L'azienda per la promozione turistica del Trentino istituita ai sensi dell'articolo 10 della legge provinciale n. 21 del 1986 è soppressa con effetto dalla data di sottoscrizione del contratto di servizio di cui al comma 3. Da tale data la società subentra nei rapporti giuridici attivi e passivi della soppressa azienda, ivi compresi quelli riguardanti il personale individuato ai sensi dell'articolo 7, comma 1. Con effetto dalla medesima data è trasferita alla società la titolarità dei marchi registrati dall'azienda per la promozione turistica del Trentino (34).

(18) Rubrica così sostituita dall'9, L.P. 17 giugno 2010, n. 14.

(19) Rubrica così sostituita dall'10, comma 1, lettera a), L.P. 17 giugno 2010, n. 14. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, comma 2, della stessa legge provinciale.

(20) Alinea così modificato dall'10, comma 1, lettera b), L.P. 17 giugno 2010, n. 14. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, comma 2, della stessa legge provinciale.

(21) Lettera così sostituita dall'10, comma 1, lettera c), L.P. 17 giugno 2010, n. 14. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, comma 2, della stessa legge provinciale.

(22) Lettera prima sostituita dall'4, comma 1, lett. a), della L.P. 29 luglio 2005, n. 13 e poi così modificata dall'art. 10, comma 1, lettera d), L.P. 17 giugno 2010, n. 14. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, comma 2, della citata L.P. n. 14/2010.

(23) Lettera così sostituita dall'10, comma 1, lettera e), L.P. 17 giugno 2010, n. 14. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, comma 2, della stessa legge provinciale.

(24) Lettera aggiunta dall'10, comma 1, lettera f), L.P. 17 giugno 2010, n. 14. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, comma 2, della stessa legge provinciale.

(25) Lettera prima sostituita dall'4, comma 1, lett. b), della L.P. 29 luglio 2005, n. 13 e poi abrogata dall'art. 10, comma 1, lettera g), L.P. 17 giugno 2010, n. 14. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, comma 2, della citata L.P. n. 14/2010.

(26) Comma aggiunto dall'2, comma 1, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11.

(27) Comma aggiunto dall'4, comma 2, della L.P. 29 luglio 2005, n. 13.

(28) Alinea così modificato dall'10, comma 1, lettera h), L.P. 17 giugno 2010, n. 14 e dall'art. 37, comma 2, lettera a), L.P. 27 dicembre 2012, n. 25, entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, comma 2, della citata L.P. n. 14/2010.

(29) Lettera modificata dall'10, comma 1, lettera i), L.P. 17 giugno 2010, n. 14, dall'art. 37, comma 2, lettera b), L.P. 27 dicembre 2012, n. 25, entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione ed infine così sostituita dall'art. 2, comma 2, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, comma 2, della citata L.P. n. 14/2010.

(30) Lettera aggiunta dall'10, comma 1, lettera j), L.P. 17 giugno 2010, n. 14. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, commi 2 e 3, della stessa legge provinciale.

(31) Numero aggiunto dall'10, comma 1, lettera k), L.P. 17 giugno 2010, n. 14. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, commi 2 e 3, della stessa legge provinciale.

(32) Lettera così modificata dall'37, comma 2, lettera c), L.P. 27 dicembre 2012, n. 25, entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

(33) Comma aggiunto dall'16, comma 1, della L.P. 29 dicembre 2006, n. 11.

(34) Comma modificato dall'19, comma 1, della L.P. 11 marzo 2005, n. 3.

 

Art. 6-bis

Iniziative dirette della Provincia in materia di valorizzazione territoriale e di prodotto.

 

1. La Provincia può realizzare direttamente iniziative di carattere interregionale finalizzate all'attuazione di progetti di valorizzazione territoriale e di prodotto riguardanti l'intera provincia, parte di essa ovvero ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse.

2. Le iniziative previste dal comma 1 possono essere realizzate anche in collaborazione con altri enti ed organismi pubblici o privati.

3. Con regolamento della Giunta provinciale, da sottoporre al preventivo parere della competente commissione consiliare, sono stabilite le modalità per l'attuazione di questo articolo. (35)

(35) Articolo aggiunto dall'19, comma 2, della L.P. 11 marzo 2005, n. 3.

 

Art. 6-ter

Partecipazione della Provincia a società costituite per la promozione turistica interregionale.

1. La Provincia è autorizzata a partecipare, anche promuovendone la costituzione, a società di capitali consortili aventi come oggetto sociale la realizzazione di iniziative di promozione turistica e territoriale a valenza interregionale, i cui benefici ricadano anche sul territorio provinciale, a condizione che alle società partecipino altre regioni o province.

2. La Provincia può concedere alle società di cui al comma 1 finanziamenti rapportati alla quota di partecipazione, se lo statuto prevede l'obbligo, a carico dei soci, di versare contributi ai sensi dell'articolo 2615 ter del codice civile. La necessità di tali finanziamenti deve risultare da un bilancio previsionale approvato dal competente organo societario. (36)

(36) Articolo aggiunto dall'20, comma 1, della L.P. 21 dicembre 2007, n. 23.

 

Art. 6-quater

Integrazione dei servizi turistici di territorio - Trentino guest card (37).

1. La Provincia affida alla società prevista dall'articolo 6 l'ideazione, la realizzazione e la distribuzione della Trentino guest card. La Trentino guest card è un sistema organizzativo e gestionale che permette al turista di configurare, attraverso strumenti e canali digitali, la propria vacanza integrando i servizi turistici di territorio, di fruire dei servizi pubblici di trasporto, degli istituti e dei luoghi della cultura, di disporre di agevolazioni per l'acquisto di servizi e prodotti enogastronomici e di altri prodotti e servizi turistici trentini. Il sistema organizzativo è unitario e integra servizi su scala provinciale e servizi su scala locale specificabili per ciascuno degli ambiti territoriali omogenei previsti dall'articolo 8 e per ciascuno degli ambiti territoriali previsti dall'articolo 12-quater.

2. La predisposizione della Trentino guest card deve garantire in fase di proposta e di eventuali successive modifiche il massimo coinvolgimento delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore turistico e dei soggetti previsti dagli articoli 9 e 12-quater.

3. Le modalità attuative e applicative della Trentino guest card sono comunicate alla competente commissione permanente del Consiglio provinciale.

(37) Articolo aggiunto dall'3, comma 1, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11.

 

Art. 7

Disposizioni in materia di personale dell'azienda per la promozione turistica del Trentino.

1. La Giunta provinciale, d'intesa con la società, individua le qualifiche e il numero dei dipendenti provinciali, assegnati all'azienda per la promozione turistica del Trentino alla data di costituzione della società, da trasferire alla società medesima ai sensi dell'articolo 53 della L.P. 3 aprile 1997, n. 7 (Revisione dell'ordinamento del personale della Provincia autonoma di Trento); a tal fine la Giunta provinciale, sentite le organizzazioni sindacali del personale, definisce i criteri necessari per individuare i dipendenti da trasferire alla società.

2. Il personale a tempo indeterminato individuato ai sensi del comma 1, contestualmente alla sottoscrizione del contratto individuale di lavoro con la società, può esprimere riserva di esercitare entro il termine improrogabile di un anno dalla sottoscrizione del contratto di servizio di cui all'articolo 6, comma 3, il diritto alla riassunzione presso la Provincia. La riassunzione presso la Provincia è disposta anche in aumento, in carenza di posti vacanti in organico, alla dotazione complessiva vigente al momento della riassunzione. Le modalità e i tempi della riassunzione, comunque non superiori ai sei mesi ulteriori rispetto al termine di un anno di cui al presente comma, sono oggetto di specifici accordi tra la Provincia e la società anche in relazione alle esigenze operative della società; di tali accordi è data comunicazione alle organizzazioni sindacali del personale. Il personale a tempo indeterminato e determinato assegnato all'azienda per la promozione turistica del Trentino, determinato e determinato assegnato all'azienda per la promozione turistica del Trentino, non individuato ai sensi del presente articolo, è collocato presso altra struttura della Provincia.

3. Il personale in esubero eventualmente individuato secondo i termini e le modalità definiti dal contratto di servizio ai sensi dell'articolo 6, comma 3, lettera e), ha diritto di essere riassunto presso la Provincia, anche in aumento, in carenza di posti vacanti in organico, alla dotazione complessiva del personale provinciale vigente al momento della riassunzione in servizio.

4. Il personale che per effetto del comma 2 è riassunto in Provincia è inquadrato nella qualifica e nella posizione retributiva che ricopriva al momento del trasferimento alla società o in quelle successivamente eventualmente acquisite in applicazione del contratto collettivo di lavoro del personale della Provincia. Il personale che per effetto del comma 3 è riassunto in Provincia è inquadrato nella qualifica e nella posizione retributiva che ricopriva al momento del trasferimento alla società o in quelle che sarebbero state eventualmente acquisite in applicazione del contratto collettivo di lavoro del personale della Provincia. In entrambe le ipotesi resta fermo il riconoscimento a tutti gli effetti dell'anzianità nel frattempo maturata.

5. Al fine di precisare alcune modalità della procedura per il trasferimento del personale la Provincia promuove, di intesa con le organizzazioni sindacali del personale, la sottoscrizione di un protocollo di intesa.

 

Capo III

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI MARKETING TURISTICO-TERRITORIALE DEGLI AMBITI TERRITORIALI (38)

 

Art. 8

Ambiti territoriali omogenei.

 

1. In relazione alle esigenze del mercato turistico la Giunta provinciale individua ambiti territoriali omogenei, sentiti gli organismi rappresentativi dei comuni trentini, delle associazioni pro loco e dei loro consorzi e delle categorie economiche del settore turistico.

(38) Rubrica così sostituita dall'11, L.P. 17 giugno 2010, n. 14.

 

Art. 9

Marketing turistico-territoriale d'ambito (39).

 

1. La Provincia riconosce con proprio provvedimento il soggetto che svolge nell'ambito territoriale omogeneo previsto dall'articolo 8 le seguenti attività:

a) informazione e accoglienza turistica a favore dell'ambito nel rispetto degli standard qualitativi e quantitativi definiti dalla Provincia e dei requisiti omogenei identificati ai sensi dell'articolo 6, comma 1.1, lettera c) (40);

b) coordinamento delle attività di animazione turistica svolte a livello locale da soggetti pubblici e privati;

c) identificazione e valorizzazione delle risorse turistiche del territorio per la costruzione della proposta turistica dell'ambito in funzione della successiva commercializzazione, in coerenza con l'attività svolta dalla società prevista dall'articolo 6 (41);

d) [organizzazione e vendita di servizi e pacchetti turistici trentini come definiti dall'articolo 14] (42) (43).

1-bis. Resta ferma la possibilità per i soggetti previsti dal comma 1 di organizzare e di vendere servizi e pacchetti turistici trentini ai sensi dell'articolo 14, e di svolgere altre attività di valorizzazione delle risorse turistiche e delle infrastrutture dell'ambito, ivi compresa la gestione di impianti sportivi, culturali, di interesse turistico, nonché di sedi congressuali presenti sul relativo territorio. I predetti soggetti possono inoltre promuovere l'acquisizione di competenze da parte degli operatori turistici d'ambito e dei loro collaboratori, coerenti con i programmi di alta formazione previsti dall'articolo 5-ter e funzionali alla realizzazione delle strategie di marketing turistico-territoriale (44).

1-ter. Se le attività previste dal comma 1, lettere b) e c), sono svolte dai soggetti previsti dal comma 1 avvalendosi di soggetti terzi, la Giunta provinciale può individuare criteri per lo svolgimento delle prestazioni idonei ad assicurare un'adeguata rappresentatività degli operatori turistici dell'ambito (45).

2. [L'attività di cui al comma 1, lettera d), può essere svolta dal soggetto di cui al comma 1 anche in via indiretta secondo le modalità previste dal regolamento di esecuzione della presente legge] (46).

3. I comuni ricadenti negli ambiti territoriali individuati ai sensi dell'articolo 8 promuovono la costituzione del soggetto di cui al comma 1.

4. Per i fini di cui al presente articolo può presentare apposita domanda il soggetto che soddisfa i seguenti requisiti:

a) possesso della personalità giuridica;

b) adesione da parte dei comuni ricadenti nell'ambito maggiormente rappresentativi dell'offerta turistica locale, secondo i parametri individuati dal regolamento di esecuzione della presente legge;

c) adesione aperta a tutti i soggetti aventi interesse alla promozione turistica dell'ambito;

d) presenza nell'organo amministrativo del soggetto di una rappresentanza delle associazioni di categoria della ricettività turistica;

e) rappresentanza maggioritaria qualificata, nella misura di almeno due terzi, delle categorie economiche legate direttamente ai prodotti turistici nell'organo amministrativo del soggetto; le modalità di individuazione dei rappresentanti sono stabilite dall'organo amministrativo con proprio atto organizzativo; (47)

f) presenza di una rappresentanza dei comuni nell'organo amministrativo del soggetto;

f-bis) possesso di un'adeguata struttura organizzativa che garantisca la separazione tra funzioni di indirizzo e funzioni di gestione e previsione nello statuto della figura del direttore individuato previo esperimento di procedura selettiva(48).

4-bis. Il soggetto previsto dal comma 1 non può essere presieduto da un sindaco o da un presidente di comunità (49).

5. La domanda di riconoscimento deve contenere uno specifico obbligo a carico del soggetto di cui al comma 1 al rispetto delle disposizioni previste dall'articolo 11 concernenti il trasferimento del personale delle aziende di promozione turistica.

6. Qualora vengano meno i requisiti di cui al comma 4 o vengano violate le disposizioni dei commi 4-bis e 5, il riconoscimento è revocato con effetto dalla data del venir meno dei predetti requisiti o di violazione dell'obbligo (50).

7. [Le attività di promozione del soggetto individuato ai sensi del comma 1 devono essere coerenti con gli obiettivi e con le linee strategiche e operative fissati dal progetto di cui all'articolo 3 ed essere svolte a favore dell'intero territorio e di tutti gli operatori economici interessati. Deve essere altresì assicurata a chiunque la fruizione dei servizi forniti in condizione di parità di trattamento. In attesa del riconoscimento del progetto di cui all'articolo 3 al soggetto sono concessi finanziamenti secondo i criteri e le modalità stabilite ai sensi del comma 8] (51).

8. Con propria deliberazione da sottoporre al parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale, la Giunta provinciale stabilisce criteri e modalità per la concessione ai soggetti previsti dal comma 1 di finanziamenti per la realizzazione delle attività previste dalle lettere a), b) e c) del medesimo comma. La concessione dei finanziamenti è subordinata all'inserimento di queste attività in un quadro strategico pluriennale coerente con le linee guida per la politica turistica provinciale previste dall'articolo 2 e con il piano strategico pluriennale previsto dall'articolo 6. comma 1.1, lettera b). La misura dei finanziamenti, comunque non superiore al 90 per cento della spesa ammessa, da definire sulla base di un programma di attività, è correlata (52):

a) al livello quantitativo e qualitativo delle attività da realizzare, anche in funzione della loro idoneità a rappresentare l'offerta turistica dell'ambito, tenuto conto del movimento turistico registrato nell'ambito medesimo;

b) alla capacità di autofinanziamento tenuto conto delle potenzialità dell'economia dell'ambito;

c) al grado di coordinamento con le attività svolte dalla società prevista dall'articolo 6 e dalle associazioni pro loco previste dal capo III-bis nonché all'adesione ai progetti strategici su scala provinciale previsti dall'articolo 6, comma 1.1(53).

8.1. Con la deliberazione prevista dal comma 8 sono disciplinati i termini e le modalità per la presentazione delle domande previste dal comma 4, per la verifica del rispetto degli obblighi previsti da questo articolo e per l'erogazione dei finanziamenti, nonché i casi e le modalità per la revoca, totale o parziale. Per la concessione dei contributi i soggetti indicati nel comma 1 sono tenuti alla separazione contabile e amministrativa delle attività previste dal comma 1-bis (54).

8-bis. Con la medesima deliberazione di cui al comma 8 la Giunta provinciale definisce le modalità per favorire l'aggregazione degli ambiti territoriali omogenei definiti dall'articolo 8 (55).

9. I soggetti individuati ai sensi del presente articolo utilizzano la denominazione "Azienda per il turismo" e il contrassegno di riconoscimento secondo quanto stabilito dal regolamento di esecuzione della presente legge.

(39) Rubrica così sostituita dall'12, comma 1, lettera a), L.P. 17 giugno 2010, n. 14. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, commi 2 e 4, della stessa legge provinciale.

(40) Lettera così modificata dall'4, comma 1, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11.

(41) Lettera così sostituita dall'4, comma 2, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11.

(42) Lettera abrogata dall'4, comma 3, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11.

(43) Comma così sostituito dall'12, comma 1, lettera b), L.P. 17 giugno 2010, n. 14. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, commi 2 e 4, della stessa legge provinciale.

(44) Comma aggiunto dall'12, comma 1, lettera c), L.P. 17 giugno 2010, n. 14 e poi così modificato dall'art. 4, commi 4 e 5, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, commi 2 e 4, della stessa legge provinciale.

(45) Comma aggiunto dall'4, comma 6, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11.

(46) Comma abrogato dall'4, comma 7, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11.

(47) Lettera così modificata dall'68, commi 1 e 2, L.P. 30 dicembre 2014, n. 14, entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

(48) Lettera aggiunta dall'12, comma 1, lettera d), L.P. 17 giugno 2010, n. 14 e poi così modificata dall'art. 4, comma 8, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, commi 2 e 4, della stessa legge provinciale.

(49) Comma aggiunto dall'12, comma 1, lettera e), L.P. 17 giugno 2010, n. 14. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, commi 2 e 4, della stessa legge provinciale.

(50) Comma così modificato dall'12, comma 1, lettera f), L.P. 17 giugno 2010, n. 14. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, commi 2 e 4, della stessa legge provinciale.

(51) Comma prima modificato dall'5, comma 1, della L.P. 29 luglio 2005, n. 13 e poi abrogato dall'art. 12, comma 1, lettera g), L.P. 17 giugno 2010, n. 14. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, commi 2 e 4, della citata L.P. n. 14/2010.

(52) Alinea così modificato dall'4, comma 9, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11. Vedi, anche, comma 1, art. 17, L.P. n. 11/2014.

(53) Comma modificato dall'5, comma 2, della L.P. 29 luglio 2005, n. 13, sostituito dall'art. 12, comma 1, lettera h), L.P. 17 giugno 2010, n. 14 ed infine così modificato dall'art. 4, comma 10, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, commi 2 e 4, della citataL.P. n. 14/2010 e dal comma 1, art. 17, L.P. n. 11/2014.

(54) Comma aggiunto dall'12, comma 1, lettera i), L.P. 17 giugno 2010, n. 14 e poi così modificato dall'art. 4, comma 11, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11. Si veda, anche, quanto disposto dall'art. 21, commi 2 e 4, della stessa legge provinciale.

(55) Comma aggiunto dall'5, comma 3, della L.P. 29 luglio 2005, n. 13.

 

Art. 10

Disposizioni per il commissariamento e la liquidazione delle aziende di promozione turistica.

1. A decorrere dalla data di riconoscimento del soggetto di cui all'articolo 9 e comunque non oltre il 31 dicembre 2003, cessano di operare in ciascuna azienda di promozione turistica di cui al titolo III della legge provinciale n. 21 del 1986, come da ultimo modificato dall'articolo 43 della L.P. 19 febbraio 2002, n. 1, il consiglio di amministrazione, il comitato esecutivo e il presidente previsti rispettivamente agli articoli 30, 33 e 36 della medesima legge; le funzioni dei predetti organi sono svolte dal presidente di ciascuna azienda in qualità di commissario straordinario che dura in carica fino a un massimo di un anno. In caso di impedimento o dimissioni del commissario straordinario la Giunta provinciale provvede alla sua sostituzione.

2. Concluso il periodo di commissariamento straordinario di cui al comma 1 ciascuna azienda di promozione turistica è posta in liquidazione. A tale scopo la Giunta provinciale nomina un commissario liquidatore che resta in carica fino a un massimo di dodici mesi, salvo proroga motivata stabilita dalla Giunta provinciale nella misura massima di tre mesi. Fino alla data di apertura della liquidazione di ciascuna azienda nell'ambito territoriale di riferimento continuano ad applicarsi le disposizioni provinciali che concernono le aziende di promozione turistica. (56)

3. Ai fini della liquidazione il commissario redige il rendiconto generale finale dell'ente. Esso è composto dal conto finanziario, relativo alla gestione del bilancio fino alla data di riferimento del rendiconto generale finale, dal rendiconto patrimoniale, riportante la situazione dell'attività e delle passività dell'ente alla data medesima, nonché da una relazione illustrativa. Il rendiconto generale finale è redatto in conformità alle norme in materia di contabilità e bilancio dell'ente ovvero, in mancanza, alle norme di legge e regolamentari della Provincia nelle medesime materie; esso è assoggettato al parere obbligatorio del collegio dei revisori dei conti, che deve attestarne la correttezza dei valori contabili riportati.

4. Il commissario liquidatore trasferisce i beni immobili e i relativi arredi di proprietà delle aziende di promozione turistica di cui al titolo III della legge provinciale n. 21 del 1986, a titolo gratuito, in proprietà al comune nel cui territorio è situato il bene, purché siano destinati a finalità turistiche. La Provincia subentra nei rapporti attivi e passivi non liquidati. Le eventuali eccedenze attive finali sono destinate ad iniziative a favore del turismo previste dalle leggi vigenti. (57)

5. La Provincia stabilisce il compenso dei commissari in base all'entità dei bilanci e alla dimensione degli ambiti territoriali di ogni azienda di promozione turistica. Dalla data di apertura della liquidazione cessa ogni attività svolta dalle aziende di promozione turistica ai sensi della legge provinciale n. 21 del 1986.

5-bis. I marchi di cui è titolare ciascuna azienda di promozione turistica sono trasferiti alla Provincia la quale, su richiesta, può cederli in licenza esclusiva, a titolo gratuito, ai soggetti di cui all'articolo 9 competenti per ambito. La Provincia riconosce ai soggetti licenziatari la facoltà di sub-licenza. Le autorizzazioni all'uso del marchio rilasciate dalle aziende di promozione turistica mantengono validità fino alla data di cessazione della medesima autorizzazione, stabilita e preventivamente comunicata agli interessati da parte dei soggetti di cui all'articolo 9. (58)

5-ter. La Provincia trasferisce alle aziende di promozione turistica in liquidazione i fondi necessari per far fronte ad oneri sopravvenuti dopo l'apertura della liquidazione (59).

(56) Comma modificato dall'19, comma 3, lett. a), della L.P. 11 marzo 2005, n. 3.

(57) Comma modificato dall'19, comma 3, lett. b), della L.P. 11 marzo 2005, n. 3.

(58) Comma aggiunto dall'19, comma 3, lett. c), della L.P. 11 marzo 2005, n. 3.

(59) Comma aggiunto dall'19, comma 3, lett. c), della L.P. 11 marzo 2005, n. 3.

 

Art. 11

Disposizioni in materia di personale delle aziende di promozione turistica.

 

1. Nella procedura di trasferimento del personale assegnato alle aziende di promozione turistica i soggetti di cui all'articolo 9 hanno l'obbligo:

a) di individuare il contratto collettivo di lavoro da applicare al personale dipendente, sentite le organizzazioni sindacali, nel termine e secondo le modalità previste dal regolamento di esecuzione della presente legge;

b) di individuare, di intesa con il commissario straordinario, le qualifiche e il numero dei dipendenti, assegnati a ciascuna azienda da trasferire secondo i criteri stabiliti ai sensi dell'articolo 7, comma 1; se i soggetti manifestano la volontà contraria al trasferimento del personale a tempo determinato, lo stesso è trasferito alla Provincia anche in deroga ai limiti vigenti in materia;

c) di assumere il personale individuato per il trasferimento e di applicare allo stesso, qualora abbia fatto riserva di chiedere il trasferimento presso gli enti destinatari dei contratti collettivi del personale del comparto delle autonomie locali, i trattamenti economici e normativi contrattuali nonché previdenziali vigenti per il personale provinciale fino alla data di scadenza del termine per l'esercizio del diritto alla riassunzione presso la Provincia, ovvero nel caso di effettivo esercizio di tale diritto, fino alla data di effettiva riassunzione presso la Provincia e, infine, di procedere al trasferimento medesimo secondo i criteri stabiliti dalla presente legge e dal relativo regolamento di esecuzione;

d) di concordare con la Provincia i termini e le modalità per l'individuazione di eventuali eccedenze di personale tra quello trasferito, in relazione a processi di riorganizzazione o ristrutturazione aziendale o per esigenze di riequilibrio di bilancio conseguenti all'andamento del mercato.

2. I soggetti di cui all'articolo 9 subentrano nei rapporti di lavoro del personale a tempo indeterminato nonché nei rapporti di lavoro a tempo determinato fino alla loro naturale scadenza.

3. Il personale a tempo indeterminato trasferito, alla sottoscrizione del contratto individuale di lavoro con i soggetti di cui all'articolo 9, può esprimere riserva di esercitare, entro il termine improrogabile di un anno dal trasferimento, il diritto di chiedere il trasferimento agli enti destinatari dei contratti collettivi del personale del comparto delle autonomie locali; le modalità e i tempi del trasferimento, comunque non superiore ai sei mesi ulteriori rispetto al predetto termine di un anno, sono oggetto di specifici accordi tra ciascun soggetto e l'ente di destinazione anche in relazione alle esigenze operative del soggetto medesimo; di tali accordi è data comunicazione alle organizzazioni sindacali del personale.

4. Il personale non individuato per il trasferimento presso i soggetti di cui all'articolo 9, il personale che esercita effettivamente il diritto previsto al comma 3 nonché il personale individuato come eccedente secondo quanto disposto dal comma 1, lettera d), è trasferito ad uno degli enti destinatari del contratto collettivo del personale delle autonomie locali, secondo le modalità stabilite dal medesimo contratto collettivo per il passaggio diretto di personale; analogamente, nei casi in cui alle aziende di promozione turistica non succedano i soggetti di cui all'articolo 9, il personale assegnato alle aziende stesse è trasferito ai medesimi enti o alla Provincia.

5. In ogni caso, il personale di cui al comma 4 che non ottiene il trasferimento presso l'ente individuato ha diritto di essere trasferito in Provincia anche in aumento, in carenza di posti vacanti in organico, alla dotazione complessiva provinciale vigente al momento del trasferimento. Il suddetto personale, qualora inquadrato nei ruoli provinciali, è, di norma, messo a disposizione dei soggetti di cui all'articolo 9. Le modalità di utilizzo del personale, la durata della messa a disposizione, i rapporti finanziari e quant'altro necessario, è regolato mediante intesa fra la Provincia e ciascun soggetto interessato. (60)

5-bis. Il personale delle aziende di promozione turistica, con qualifica di direttore, in servizio a tempo indeterminato, che non transiti presso i soggetti di cui all'articolo 9, è inquadrato nei ruoli della Provincia, nella qualifica dirigenziale ad esaurimento di direttore di divisione di cui all'articolo 20 (Disposizioni transitorie per la prima applicazione della Legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7) della Legge provinciale 23 febbraio 1998, n. 3. Il relativo trattamento economico è disciplinato dalla contrattazione collettiva provinciale per l'area della dirigenza. Nelle more è conservato il trattamento economico fisso e continuativo in godimento alla data di inquadramento, salvo conguaglio. Al predetto personale possono essere affidati gli incarichi di cui agli articoli 25 e 27 della Legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7 (61).

6. L'inquadramento del personale di cui ai commi 4 e 5 presso l'ente di destinazione o presso la Provincia avviene nella qualifica e nella posizione economica ricoperta nell'azienda di promozione turistica di provenienza o in quelle eventualmente acquisite presso i soggetti di cui all'articolo 9 per effetto dell'applicazione del contratto collettivo del comparto delle autonomie locali o, con riguardo al personale eccedente cui sia stato applicato il diverso contratto individuato ai sensi del comma 1, lettera a), in quelle che sarebbero state analogamente acquisite, fermo restando il riconoscimento a tutti gli effetti dell'anzianità nel frattempo maturata.

7. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, alle aziende per la promozione turistica è fatto divieto di procedere, salvo deroga della Giunta provinciale, a nuove assunzioni di personale a qualsiasi titolo.

8. Al fine di agevolare la collocazione del personale delle aziende, non assunto definitivamente presso i soggetti di cui all'articolo 9, la Provincia si impegna ad assumere ogni utile iniziativa presso gli enti destinatari dei contratti collettivi del personale del comparto delle autonomie locali.

9. Alla procedura per il trasferimento del personale come disciplinata dal presente articolo si applica il comma 5 dell'articolo 7.

10. La Provincia può mettere a disposizione dei soggetti di cui all'articolo 9 proprio personale con i relativi oneri in capo ai medesimi soggetti, secondo i criteri e le modalità previsti dal regolamento di esecuzione della presente legge.

11. Il regolamento di esecuzione della presente legge specifica le modalità per il trasferimento del personale delle aziende di promozione turistica previste dal presente articolo.

(60) Comma modificato dall'19, comma 4, lett. a), della L.P. 11 marzo 2005, n. 3.

(61) Comma aggiunto dall'19, comma 4, lett. b), della L.P. 11 marzo 2005, n. 3.

 

Art. 12

Modificazioni alla legge provinciale 4 agosto 1986, n. 21 (Nuova organizzazione della promozione turistica della Provincia autonoma di Trento).

[1. Il comma 1 dell'articolo 56 della L.P. 4 agosto 1986, n. 21 è sostituito dal seguente:

... (62)... (63)...

[2. Nell'articolo 69 della L.P. 4 agosto 1986, n. 21, come da ultimo modificato dall'articolo 22 della L.P. 23 febbraio 1998, n. 3, al comma 1 le parole: "nelle località non coperte dalle aziende" sono soppresse.] (64)

(62) Testo riportato in modificaL.P. 4 agosto 1986, n. 21.

(63) Comma abrogato dall'14, comma 1, lett. d), della L.P. 29 luglio 2005, n. 13 a cui si rimanda per l'efficacia dell'abrogazione.

(64) Comma abrogato dall'14, comma 2, lett. e), della L.P. 29 luglio 2005, n. 13 a cui si rimanda per l'efficacia dell'abrogazione.

 

Capo III-bis

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ASSOCIAZIONI PRO LOCO E LORO CONSORZI (65)

 

Art. 12-bis

Associazioni pro loco.

 

1. La Provincia riconosce e promuove le associazioni pro loco come associazioni di volontariato che concorrono alla valorizzazione turistica del territorio, delle sue risorse e dei suoi prodotti (66).

2. La Provincia riconosce le pro loco come associazioni di promozione sociale. Al fine di fruire dei benefici e delle agevolazioni previsti dalla legge 7 dicembre 2000, n. 383 (Disciplina delle associazioni di promozione sociale), le pro loco possono iscriversi nel registro istituito con la legge provinciale 13 febbraio 1992, n. 8 (Valorizzazione e riconoscimento del volontariato sociale).

3. Le associazioni pro loco costituiscono, nel rapporto con le amministrazioni dei comuni, associazioni di riferimento per il coordinamento e la programmazione delle attività di cui al comma 1. (67)

(65) Capo aggiunto dall'6, comma 1, della L.P. 29 luglio 2005, n. 13.

(66) Comma così modificato dall'5, comma 1, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11.

(67) Articolo aggiunto dall'7, comma 1, della L.P. 29 luglio 2005, n. 13.

 

 

 

 

 

 

Art. 12-ter

Elenco delle associazioni pro loco.

 

1. Per i fini di cui all'articolo 12-sexies le associazioni pro loco sono iscritte nell'apposito elenco istituito dal servizio provinciale competente in materia di turismo qualora svolgano le seguenti attività:

 

a) valorizzazione delle risorse naturali, culturali e storiche della località;

 

b) realizzazione di attività di animazione turistica a carattere locale come iniziative di interesse turistico, ricreativo, sportivo e culturale (68);

 

c) altre attività a carattere locale volte a favorire lo sviluppo della cultura dell'accoglienza turistica (69).

 

2. Le associazioni pro loco di cui al comma 1 utilizzano la denominazione "pro loco" nell'insegna e in tutte le forme di comunicazione.

 

3. Il regolamento di esecuzione di questa legge definisce i requisiti e le modalità di iscrizione nell'elenco di cui al comma 1 e i criteri e le modalità per la cancellazione dal medesimo (70).

 

 

 

(68) Lettera così sostituita dall'13, L.P. 17 giugno 2010, n. 14.

(69) Lettera prima sostituita dall'13, L.P. 17 giugno 2010, n. 14 e poi così modificata dall'art. 6, comma 1, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11.

(70) Articolo aggiunto dall'8, comma 1, della L.P. 29 luglio 2005, n. 13.

 

 

 

 

 

 

Art. 12-quater

Consorzi turistici di associazioni pro loco.

 

1. Per i fini di cui all'articolo 12-sexies i consorzi tra le associazioni pro loco sono iscritti nell'apposito elenco istituito dal servizio provinciale competente in materia di turismo qualora svolgano attività di supporto e coordinamento delle associazioni pro loco in località con caratteristiche omogenee.

 

2. L'adesione ai consorzi di cui al comma 1, purché minoritaria, delle rappresentanze delle categorie economiche interessate al turismo e delle amministrazioni comunali non costituisce elemento ostativo all'iscrizione dei consorzi stessi nell'elenco di cui al comma 1.

 

3. La Provincia riconosce i consorzi iscritti nell'apposito elenco come soggetti che svolgono attività di marketing turistico-territoriale negli ambiti territoriali ove non sia riconosciuto il soggetto di cui all'articolo 9; per il coordinamento e la programmazione di tali attività i consorzi costituiscono i soggetti di riferimento della società prevista dall'articolo 6, nonché dei comuni interessati (71).

 

4. Il regolamento di esecuzione di questa legge definisce i requisiti e le modalità di iscrizione nell'elenco di cui al comma 1 e i criteri e le modalità per la cancellazione dal medesimo (72).

 

 

 

(71) Comma così modificato dall'14, L.P. 17 giugno 2010, n. 14.

(72) Articolo aggiunto dall'9, comma 1, della L.P. 29 luglio 2005, n. 13.

 

 

 

 

 

 

Art. 12-quinquies

Federazione trentina delle associazioni pro loco e loro consorzi.

 

1. La Provincia promuove il ruolo di rappresentanza, assistenza, tutela e coordinamento delle associazioni pro loco e dei loro consorzi svolto dalla federazione trentina delle associazioni pro loco e loro consorzi più rappresentativa in sede provinciale (73).

 

2. La Giunta provinciale stabilisce con propria deliberazione i criteri e le modalità di assegnazione dei contributi per il finanziamento delle attività di cui al comma 1, nella misura massima del 90 per cento della spesa ritenuta ammissibile.

 

3. Con apposita convenzione la Provincia può avvalersi della federazione di cui al comma 1 per effettuare le verifiche sulle attività delle pro loco per i fini di cui agli articoli 12-ter, 12-quater e 12-sexies. (74)

 

 

 

(73) Comma così modificato dall'7, comma 1, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11.

(74) Articolo aggiunto dall'10, comma 1, della L.P. 29 luglio 2005, n. 13.

 

 

 

 

 

 

Art. 12-sexies

Contributi a favore delle associazioni pro loco e dei loro consorzi.

 

1. Per la realizzazione delle attività previste dal comma 1 dell'articolo 12-ter la Provincia può concedere contributi, nella misura massima del 90 per cento della spesa ritenuta ammissibile, alle associazioni pro loco iscritte nell'elenco previsto dall'articolo 12-ter (75).

 

2. Ai consorzi iscritti nell'elenco di cui all'articolo 12 quater la Provincia può concedere contributi per le spese di gestione e di funzionamento dei relativi uffici.

 

3. La Provincia può concedere contributi nella misura massima prevista dal comma 1 anche per le attività previste dal comma 3 dell'articolo 12-quater.

 

4. La Giunta provinciale stabilisce con propria deliberazione le tipologie di iniziative finanziabili, compresa l'adesione ai progetti strategici su scala provinciale previsti dall'articolo 6, comma 1.1. e i criteri e le modalità di assegnazione dei contributi previsti da quest'articolo (76) (77).

 

5. Con la medesima deliberazione di cui al comma 4 la Giunta provinciale definisce le modalità per favorire l'aggregazione dei consorzi iscritti nell'elenco di cui all'articolo 12-quater. (78)

 

 

 

(75) Comma così sostituito dall'15, L.P. 17 giugno 2010, n. 14.

(76) Si vedanoDelib.G.P. 30 giugno 2006, n. 1356 e la Delib.G.P. 30 giugno 2006, n. 1357.

(77) Comma così modificato dall'8, comma 1, L.P. 23 ottobre 2014, n. 11.

(78) Articolo aggiunto dall'11, comma 1, della L.P. 29 luglio 2005, n. 13.

 

 

 

 

 

 

Art. 12-septies

Promozione dei servizi turistici di territorio (79).

 

1. A decorrere dall'esercizio finanziario 2013 nel bilancio provinciale possono essere finanziati progetti di promozione dei servizi turistici di territorio, proposti dai soggetti indicati negli articoli 9 e 12-quater, comma 3, per lo svolgimento di servizi di mobilità e altri servizi d'interesse generale integrativi dell'offerta turistica di utilità collettiva, che assicurino migliori condizioni di fruizione del territorio.

 

2. La Giunta provinciale, con propria deliberazione, determina le modalità attuative di questo articolo, nel rispetto della disciplina dell'Unione europea relativa ai servizi d'interesse economico generale e ai servizi di trasporto di passeggeri, e, in particolare, definisce i criteri e le modalità per l'individuazione dei servizi turistici, per l'elaborazione dei progetti, per la determinazione ed erogazione dei contributi a carico del fondo, tenuto conto degli apporti finanziari assicurati dai soggetti indicati negli articoli 9 e 12-quater.

 

 

 

(79) Articolo aggiunto dall'37, comma 3, L.P. 27 dicembre 2012, n. 25, entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

 

 

 

 

 

 

Capo IV

 

ULTERIORI INTERVENTI A FAVORE DELLA PROMOZIONE TURISTICA

 

Art. 13

Contributi per la commercializzazione.

 

1. Al fine di sostenere lo sviluppo delle aggregazioni di prodotto, la Provincia può concedere contributi, entro i limiti stabiliti dall'Unione europea in materia di aiuti di stato, a soggetti che realizzano iniziative a favore di operatori turistici associati finalizzate alla commercializzazione dei prodotti turistici trentini.

 

2. La Giunta provinciale stabilisce con propria deliberazione i criteri, le modalità e le tipologie di beneficiari per la concessione dei contributi di cui al comma 1.

 

 

 

 

 

 

 

Art. 13-bis

Contributi a soggetti diversi dalle aziende per il turismo, dalle associazioni pro loco e dai loro consorzi per iniziative e manifestazioni di rilievo provinciale.

 

1. Per promuovere l'incremento del turismo la Provincia può concedere contributi, nella misura massima dell'80 per cento della spesa ritenuta ammissibile, a soggetti diversi da quelli previsti dagli articoli 6, 9, 12-ter e 12 quater per la realizzazione, anche ripetuta negli anni, di iniziative e manifestazioni, comprese quelle a carattere sportivo, all'interno o all'esterno del territorio provinciale che assumano rilevanza particolare per la valorizzazione turistica dell'intera provincia o di parte della stessa.

 

2. Le spese ammesse ad agevolazione ai sensi di quest'articolo non possono essere finanziate con altre provvidenze disposte da questa o da altre leggi provinciali.

 

3. La Giunta provinciale individua con propria deliberazione, sentita la competente commissione permanente del Consiglio provinciale, la tipologia delle iniziative finanziabili e stabilisce i criteri e le modalità per la concessione dei contributi previsti dal comma 1 (80).

 

 

 

(80) Articolo aggiunto dall'12, comma 1, della L.P. 29 luglio 2005, n. 13. Per la cessazione del finanziamento a valere sulle disposizioni di settore delle opere e degli interventi degli enti locali finanziati ai sensi del presente articolo vedi l'art. 36-ter, comma 1, lettera k), L.P. 15 novembre 1993, n. 36, aggiunto dall'art. 9, comma 3, L.P. 22 aprile 2014, n. 1, entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione. Si veda la Delib.G.P. 30 dicembre 2005, n. 2977, Criteri e modalità di concessione dei contributi per la realizzazione delle manifestazioni, attività e iniziative turistiche, anche a carattere sportivo, che valorizzano l'intera provincia o parte della stessa.

 

 

 

 

 

 

Art. 14

Servizi e pacchetti turistici trentini.

 

1. La Provincia rilascia l'autorizzazione all'organizzazione e alla vendita di servizi e pacchetti turistici, come definiti dal decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229), formati esclusivamente da prodotti turistici trentini, ai soggetti previsti dagli articoli 6 e 9 nonché alle associazioni pro loco e ai loro consorzi previsti dal capo III-bis, secondo quanto disposto dalla legge provinciale 17 marzo 1988, n. 9 (Disciplina delle agenzie di viaggio e turismo); in tal caso non si applicano le lettere a), c) ed e) del comma 2 dell'articolo 3 della legge provinciale n. 9 del 1988. Nei pacchetti turistici formati ai sensi di questo articolo possono essere inseriti ulteriori servizi turistici non accessori al trasporto o all'alloggio prodotti al di fuori del territorio provinciale (81).

 

 

 

(81) Articolo prima modificato dall'art. 19, comma 5, lett. a), b) e c),L.P. 11 marzo 2005, n. 3 e dall'art. 13, comma 1, della L.P. 29 luglio 2005, n. 13 e poi così sostituito dall'art. 16, L.P. 17 giugno 2010, n. 14.

 

 

 

 

 

 

Art. 14-bis

Clausola valutativa.

 

1. Ogni due anni la Giunta provinciale presenta alla competente commissione permanente del Consiglio provinciale una relazione sui seguenti aspetti:

 

a) come si è evoluto il mercato turistico in Trentino e quali sono le tendenze in atto di cui tenere conto per incentivare e promuovere l'offerta turistica provinciale;

 

b) come e in che misura l'attività della società prevista dall'articolo 6 ha favorito la promozione dell'attività turistica e del territorio del Trentino, in particolare nei mercati internazionali;

 

c) qual è l'ammontare delle risorse e la loro ripartizione per soggetto beneficiario in relazione ai finanziamenti previsti dall'articolo 9, comma 8, evidenziando i principali risultati raggiunti e le eventuali criticità incontrate;

 

d) quali sono le risorse stanziate ed erogate per i contributi previsti dagli articoli 12-sexies, 13 e 13-bis, evidenziando i principali risultati raggiunti e le eventuali criticità incontrate;

 

e) quali sono i principali risultati derivanti dall'organizzazione e dalla vendita di servizi e pacchetti turistici trentini ai sensi dell'articolo 14 (82).

 

 

 

(82) Articolo aggiunto dall'17, L.P. 17 giugno 2010, n. 14.

 

 

 

 

 

 

Capo V

 

ABROGAZIONI, DISPOSIZIONI FINALI E FINANZIARIE

 

Art. 15

Abrogazioni.

 

1. Con effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti disposizioni della L.P. 4 agosto 1986, n. 21:

 

a) il titolo I, come da ultimo modificato dall'articolo 12 ter della L.P. 8 luglio 1996, n. 4, come introdotto dall'articolo 41 della L.P. 13 dicembre 1999, n. 6;

 

b) l'articolo 71 bis, come da ultimo modificato dall'articolo 22 della L.P. 22 marzo 2001, n. 3;

 

[c) il comma 2 dell'articolo 72, articolo come sostituito dall'articolo 28 della L.P. 27 maggio 1991, n. 10;] (83)

 

d) il titolo VI, come da ultimo modificato dall'articolo 39 della L.P. 23 febbraio 1990, n. 6.

 

2. Con effetto dalla data di soppressione dell'azienda per la promozione turistica del Trentino, ai sensi dell'articolo 6 della presente legge, è abrogato il capo II del titolo II della legge provinciale n. 21 del 1986, come da ultimo modificato dall'articolo 11 della L.P. 3 febbraio 1995, n. 1.

 

3. Con effetto dalla data della messa in liquidazione dell'ultima azienda di promozione turistica, ai sensi dell'articolo 10 della presente legge, sono abrogate le seguenti disposizioni della L.P. 4 agosto 1986, n. 21:

 

a) il titolo III, come da ultimo modificato dall'articolo 43 della L.P. 19 febbraio 2002, n. 1;

 

b) il capo I del titolo V, come da ultimo modificato dall'articolo 22 della L.P. 22 marzo 2001, n. 3.

 

4. A decorrere dalla data di cui al comma 2 ogni riferimento all'azienda per la promozione turistica del Trentino contenuto nella L.P. 4 agosto 1986, n. 21 deve intendersi sostituito dal riferimento alla società costituita ai sensi dell'articolo 6.

 

 

 

(83) Lettera abrogata dall'14, comma 3, lett. g), della L.P. 29 luglio 2005, n. 13 a cui si rimanda per l'efficacia dell'abrogazione.

 

 

 

 

 

 

Art. 16

Misure straordinarie per il sostegno delle attività economiche penalizzate dalla carenza di precipitazioni nevose nella stagione invernale 2001-2002.

 

1. I finanziamenti per i fondi rischi previsti sull'unità previsionale di base 45.1.240 del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2002 a favore del Consorzio di garanzia collettiva fra le imprese commerciali e turistiche della provincia di Trento - Terfidi - con sede in Trento possono essere utilizzati in favore delle imprese esercenti le attività di cui alla lettera H "Alberghi e ristoranti" della classificazione delle attività economiche - ATECO '91, escluso il codice 55.5. "Mense e fornitura di pasti preparati", in deroga ai criteri di cui all'articolo 124, comma 3, della L.P. 23 agosto 1993, n. 18 (Criteri generali per le politiche di incentivazione alle attività economiche, adeguamenti delle leggi provinciali di settore e nuova disciplina degli organismi di garanzia), come da ultimo modificato dall'articolo 32 della L.P. 11 settembre 1998, n. 10, fino alla concorrenza di 250.000,00 euro.

 

2. Per il periodo di imposta in corso alla data 1 gennaio 2002 l'aliquota dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) per i soggetti in possesso dei requisiti di localizzazione di cui al comma 3 esercenti le attività di cui alla lettera H "Alberghi e ristoranti" della classificazione delle attività economiche - ATECO '91, escluso il codice 55.5. "Mense e fornitura di pasti preparati", è determinata nella misura del 3,25 per cento.

 

3. A tal fine la Giunta provinciale, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, definisce con propria deliberazione le aree territoriali, anche di livello subcomunale, ove nel periodo 24 novembre 2001 - 1 aprile 2002, per carenza di precipitazioni nevose, il mancato esercizio delle piste da sci ha cagionato rilevanti diseconomie di gestione a carico delle attività di cui al comma 1.

 

4. La verifica del mancato esercizio delle piste è effettuata dal servizio provinciale competente in materia di turismo ricorrendo, se necessario, a conforme dichiarazione del sindaco del comune interessato.

 

5. Le variazioni di gettito conseguenti alle disposizioni di cui al comma 2 non sono considerate ai fini della determinazione delle eccedenze di cui all'articolo 42, comma 7, del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali), come da ultimo modificato dall'articolo 16 della L. 23 dicembre 2000, n. 388.

 

 

 

 

 

 

 

Art. 16-bis

Istituzione dell'imposta provinciale di soggiorno. (84) (85)

 

1. Allo scopo di garantire al turista elevati standard dei servizi, a decorrere dal 1° novembre 2015 è istituita l'imposta provinciale di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive previste al comma 4 situate sul territorio provinciale. La misura dell'imposta è fissata dal regolamento di esecuzione previsto dal comma 9, secondo criteri di gradualità in relazione alla tipologia di struttura ricettiva, da un minimo di 0,5 euro a un massimo di 2,5 euro per pernottamento. Il regolamento di esecuzione può stabilire un numero massimo di notti di soggiorno consecutive presso la medesima struttura, comunque non inferiore alle dieci, per le quali è dovuta l'imposta; il regolamento può prevedere modalità particolari di computo di questo periodo con riferimento a soggiorni ripetuti che s'interrompono nel fine settimana. Per l'applicazione del numero massimo di notti stabilito dal regolamento, nelle strutture ricettive previste dall'articolo 30, comma 1, lettera d), della legge provinciale 15 maggio 2002, n. 7 (legge provinciale sulla ricettività turistica 2002), si fa riferimento ai giorni di durata del contratto con il quale queste strutture sono concesse in locazione al turista, indipendentemente dall'effettiva fruizione della struttura e dalla consecutività delle notti di soggiorno; la predetta disposizione si applica anche ai contratti stipulati ai sensi dell'articolo 4, comma 8, e dell'articolo 5, comma 2, della legge provinciale 4 ottobre 2012, n. 19 (legge provinciale sui campeggi 2012). (86)

 

2. La misura dell'imposta applicabile in ciascuno degli ambiti territoriali previsti dagli articoli 8 e 12-quater, comma 3, può essere incrementata, rispetto a quella individuata dal regolamento di esecuzione, fino al limite massimo per pernottamento previsto dal comma 1, anche differenziando l'incremento per tipologia di struttura ricettiva. L'incremento è stabilito con deliberazione della Giunta provinciale adottata, previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale, in conformità con la richiesta delle comunità presenti nel medesimo ambito territoriale previsto dagli articoli 8 e 12-quater, comma 3, con decorrenza dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della deliberazione. La richiesta è formulata dalle comunità previa obbligatoria audizione dei soggetti previsti dagli articoli 9 e 12-quater presenti nell'ambito territoriale ed in conformità all'eventuale parere dagli stessi rilasciato, motivando in ordine al mancato adeguamento al parere medesimo.

 

3. Il gettito dell'imposta provinciale di soggiorno, al netto degli oneri di gestione, è destinato a finanziare, negli ambiti territoriali in cui il medesimo gettito è stato prodotto, l'attività di marketing turistico-territoriale realizzata dai soggetti previsti dagli articoli 9 e 12-quater e ulteriori interventi in materia di turismo destinati ad arricchire l'offerta dei territori. L'attività di marketing turistico-territoriale è finanziata con i criteri e le modalità stabiliti ai sensi degli articoli 9 e 12-sexies.

 

4. Il soggetto passivo dell'imposta provinciale di soggiorno è chi alloggia nelle seguenti tipologie di strutture ricettive situate nel territorio provinciale:

 

a) le strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere previste dagli articoli 5 e 30 della legge provinciale 15 maggio 2002, n. 7 (legge provinciale sulla ricettività turistica 2002), ad esclusione delle case per ferie gestite direttamente dagli ospiti secondo quanto previsto dal regolamento di esecuzione della predetta legge provinciale (87);

 

a-bis) [gli alloggi per uso turistico previsti dall'articolo 37-bis della legge provinciale sulla ricettività turistica 2002;] (88)

 

b) le strutture ricettive all'aperto previste dagli articoli 3 e 2 3 della legge provinciale 4 ottobre 2012, n. 19 (legge provinciale sui campeggi 2012); (89)

 

c) gli esercizi di agriturismo previsti dall'articolo 2 della legge provinciale 19 dicembre 2001, n. 10 (legge provinciale sull'agriturismo 2001);

 

d) i rifugi escursionistici previsti dall'articolo 23 della legge provinciale 15 marzo 1993, n. 8 (legge provinciale sui rifugi e sui sentieri alpini 1993).

 

5. L'imposta provinciale di soggiorno è dovuta alla Provincia autonoma di Trento ed è incassata dai gestori delle strutture ricettive indicate nel comma 4, che assumono il ruolo di sostituto d'imposta ai sensi dell'articolo 64 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi). I gestori sono tenuti alla rendicontazione nei termini e con le modalità stabilite dal regolamento di esecuzione. I gestori delle strutture ricettive non sono tenuti al riversamento previsto dal comma 7 nel caso in cui il soggetto passivo dell'imposta non abbia provveduto al pagamento del soggiorno.

 

6. Sono esentati dal pagamento dell'imposta provinciale di soggiorno:

 

a) i minori di età inferiore a quella stabilita dal regolamento di esecuzione;

 

b) i familiari di pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie e ospedaliere;

 

c) le forze dell'ordine e di protezione civile nell'esercizio delle loro funzioni;

 

d) le eventuali ulteriori categorie individuate dal regolamento di esecuzione.

 

7. L'omesso, insufficiente o tardivo versamento dell'imposta da parte del soggetto passivo, nonché l'omesso, insufficiente o tardivo riversamento dell'imposta da parte del gestore della struttura ricettiva, comportano l'applicazione della sanzione amministrativa prevista dall'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 (Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi, a norma dell'articolo 3, comma 133, lettera q), della legge 23 dicembre 1996, n. 662). La violazione degli obblighi di rendicontazione previsti dal comma 5 comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 500 euro. Per i controlli relativi all'imposta provinciale di soggiorno si applica l'articolo 11-bis (Disposizioni in materia di accertamento di tributi provinciali), commi 1 e 3, della legge provinciale 20 marzo 2000, n. 3.

 

8. La riscossione, il controllo, il rimborso e ogni altra attività di gestione del tributo, comprese le sanzioni amministrative previste dal comma 7 e l'emissione delle ordinanze d'ingiunzione di pagamento e di archiviazione, è affidata a Trentino riscossioni s.p.a.

 

9. Con regolamento di esecuzione da emanare entro novanta giorni dall'entrata in vigore di quest'articolo, sentito il Consiglio delle autonomie locali e previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale, sono stabilite le disposizioni per la sua attuazione.

 

10. Per le richieste di incremento della misura dell'imposta presentate dalle comunità nel corso dell'anno 2015, la Giunta provinciale può stabilire, in deroga a quanto previsto dal comma 2, che l'incremento si applichi a partire dal primo giorno del mese successivo a quello di adozione della deliberazione o, se successivo, dal giorno proposto dalle comunità nelle proprie richieste.

 

11. La Giunta provinciale stabilisce, con le deliberazioni previste dagli articoli 9, comma 8, e 12-sexies, comma 3, la quota di risorse provinciali non provenienti dall'imposta di soggiorno da destinare ad attività di informazione e di accoglienza turistica.

 

 

 

(84) Articolo aggiunto dall'68, comma 3, L.P. 30 dicembre 2014, n. 14, entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

(85) In attuazione del presente articolo vediD.P.P. 16 aprile 2015, n. 3-17/Leg.

(86) Comma così modificato dall'2, comma 1, L.P. 6 marzo 2015, n. 4, dall'art. 35, comma 1, L.P. 30 dicembre 2015, n. 21, entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione, e dall'art. 10, comma 2, lett. da a) a d), L.P. 5 agosto 2016, n. 14, entrata in vigore il 10 agosto 2016.

(87) Lettera così modificata dall'35, comma 2, L.P. 30 dicembre 2015, n. 21, entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione. Vedi, anche, il comma 4 dello stesso articolo 35.

(88) Lettera aggiunta dall'35, comma 3, L.P. 30 dicembre 2015, n. 21, entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione, e poi abrogata dall'art. 10, comma 3, L.P. 5 agosto 2016, n. 14, entrata in vigore il 10 agosto 2016.

(89) Lettera così modificata dall'2, comma 2, L.P. 6 marzo 2015, n. 4.

 

 

 

Art. 16-ter

Imposta provinciale dovuta dai soggetti che concedono in locazione alloggi per uso turistico. (90)

 

1. Per gli alloggi per uso turistico individuati dall'articolo 37-bis della legge provinciale sulla ricettività turistica 2002, i soggetti che concedono in locazione per uso turistico case o appartamenti sono tenuti al versamento di un'imposta provinciale stabilita nella misura forfettaria compresa tra 20 e 50 euro per ciascun posto letto e per ciascun anno solare, secondo quanto disposto dal regolamento di esecuzione previsto dall'articolo 16-bis, comma 9.

2. Si applicano, in quanto compatibili, i commi 2, 3, 7, 8, 9 e 11 dell'articolo 16-bis.

3. Le disposizioni regolamentari per l'attuazione di quest'articolo entrano in vigore il giorno successivo alla loro pubblicazione.

(90) Articolo aggiunto dall'10, comma 4, L.P. 5 agosto 2016, n. 14, entrata in vigore il 10 agosto 2016. Vedi, anche, il comma 5 dello stesso articolo.

 

 

Art. 17

Regolamento di esecuzione.

 

1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge la Giunta provinciale delibera, previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale, il regolamento di esecuzione della presente legge.

2. Gli articoli 4, 9 e 11 trovano applicazione dalla data di approvazione del regolamento di esecuzione della presente legge.

 

Art. 18

Disposizioni finanziarie.

 

1. Alla copertura dell'onere stimato in 27.300,00 euro per l'esercizio finanziario 2002 ed in 54.600,00 euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2003 e 2004 derivante dall'applicazione dell'articolo 5, si provvede mediante riduzione di quote di pari importo e per i medesimi esercizi finanziari del fondo per nuove leggi - spese correnti (unità di base 95.1.110) del bilancio, di cui all'articolo 2 della L.P. 31 dicembre 2001, n. 12 (Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per l'esercizio finanziario 2002 e bilancio pluriennale 2002-2004).

2. Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 6, comma 3, si provvede con le autorizzazioni di spesa già disposte per i fini di cui agli articoli 19, comma 1, lettera a), e 21 della legge provinciale n. 21 del 1986.

3. Per i fini di cui all'articolo 6, comma 4, è autorizzata la spesa di 100.000,00 euro per l'esercizio finanziario 2002.

4. Alla copertura dell'onere di 100.000,00 euro a carico dell'esercizio finanziario 2002, derivante dall'applicazione del comma 3, si provvede mediante riduzione di una quota di pari importo del fondo per nuove leggi - spese in conto capitale (unità di base 95.1.210) per l'esercizio finanziario 2002 del bilancio, di cui all'articolo 2 della L.P. 31 dicembre 2001, n. 12.

5. Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 13 si provvede con le autorizzazioni di spesa già disposte per i fini di cui all'articolo 71 bis della legge provinciale n. 21 del 1986.

6. Alla copertura della minore entrata stimata in 50.000,00 euro per l'esercizio finanziario 2002, derivante dall'applicazione dell'articolo 16, si provvede mediante riduzione di una quota di pari importo del fondo per nuove leggi - spese correnti (unità di base 95.1.110) per l'esercizio finanziario 2002 dello stato di previsione della spesa, di cui all'articolo 2 della L.P. 31 dicembre 2001, n. 12.

7. La Giunta provinciale è autorizzata ad apportare al bilancio le variazioni conseguenti alla presente legge, ai sensi dell'articolo 27, terzo comma, della L.P. 14 settembre 1979, n. 7 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Provincia autonoma di Trento), come da ultimo modificato dagli articoli 7 e 9 della L.P. 22 marzo 2001, n. 3.

 

 

L.R. Abruzzo 8 marzo 2005, n.24

L.R. Abruzzo 8 marzo 2005, n. 24 (1).


Testo Unico in materia di sistemi di trasporto a mezzo di impianti a fune, o ad essi assimilati, piste da sci ed infrastrutture accessorie.

 

(1) Pubblicata nel B.U. Abruzzo 25 marzo 2005, n. 16-bis.
 

TITOLO I
Finalità, ambito di applicazione e disposizioni preliminari comuni
Art. 1 
Generalità.
1. La Regione Abruzzo riconosce la funzione sociale ed il valore della pratica non agonistica degli sport invernali da discesa e da fondo quali strumenti di benessere individuale e collettivo, di incontro e di conoscenza tra soggetti e collettività e tra soggetti e ambiente circostante, di miglioramento degli stili di vita, di valorizzazione delle località montane e delle aree protette e di impulso allo sviluppo economico delle stesse.
2. A tal fine la Regione individua nell'esercizio del trasporto pubblico effettuato a mezzo di impianti funiviari, o a questi assimilabili, attività di pubblica utilità e di interesse generale.
3. I sistemi di trasporto pubblico, attuati con le modalità di cui al precedente comma 2, posseggono le caratteristiche proprie dei servizi pubblici di trasporto regionale e locale così come definiti dall'art. 2, comma 1, della L.R. 23 dicembre 1998, n. 152.
4. Analogamente ai sistemi di trasporto funiviario, costituiscono attività di pubblica utilità l'esercizio di piste da sci, infrastrutture accessorie ed opere di difesa e tutela della sicurezza.

Art. 2 
Finalità.
1. Al fine di garantire:
a) che la pratica non agonistica degli sport invernali da discesa e da fondo avvenga in condizioni di sicurezza, in aree sciabili attrezzate sviluppate sulla base di un adeguato inserimento ambientale e paesaggistico;
b) una idonea ed efficiente gestione delle aree sciabili attrezzate;
c) la prevenzione di pericoli e danni che possono derivare dal loro uso;
d) il migliore utilizzo del territorio per la pratica degli sport della neve;
anche in attuazione delle disposizioni di cui alla legge 24 dicembre 2003, n. 363 e sue modifiche ed integrazioni ed in ossequio alle disposizioni che costituiscono i principi fondamentali in tema di sicurezza individuale e collettiva nella pratica di tali sport la presente legge detta norme in materia di:
e) costruzione, adeguamento, manutenzione ed esercizio di sistemi funiviari, o ad essi assimilabili destinati, in pubblico servizio di trasporto e delle relative infrastrutture;
f) apprestamento ed esercizio di piste da sci;
g) gestione della sicurezza nelle aree sciabili attrezzate;
h) comportamento degli utenti.

Art. 3 
Disciplina generale delle aree sciabili attrezzate.
1. La realizzazione e la gestione delle componenti di un'area sciabile attrezzata, in quanto strutture di norma interdipendenti ed idonee ad influenzare in maniera considerevole l'assetto territoriale sotto il profilo urbanistico ed ambientale, sono disciplinate dalle disposizioni della presente legge, congiuntamente alla normativa urbanistica e territoriale.
2. Gli impianti di risalita e di collegamento e le piste da sci, slittino ed attrezzi assimilabili sono realizzati anche tenendo conto delle capacità ricettive previste dagli strumenti di pianificazione, e secondo modalità progettuali tali da assicurare caratteristiche congrue e reciprocamente compatibili.
3. I parametri di congruità e compatibilità tra le componenti impiantistiche e sciistiche sono determinate dal regolamento di esecuzione della presente legge.

Art. 4 
Definizioni.
1. Sono aree sciabili attrezzate le superfici innevate, in modo naturale o programmato, aperte al pubblico e abitualmente riservate alla pratica degli sport sulla neve quali: lo sci, nelle sue varie articolazioni; la tavola da neve, denominata "snowboard"; lo sci di fondo; la slitta e lo slittino e altri sport individuati dalla normativa vigente.
2. Sono componenti di un'area sciabile attrezzata:
a) gli impianti di risalita, ivi compresi quelli di accesso all'area, di arroccamento e di collegamento, adibiti al trasporto degli utenti all'interno dell'area;
b) le piste da sci, riservate alla circolazione di chi utilizza sci o attrezzi similari (monosci, sci corti, telemark, ecc.) nonché tavole da neve (snowboard);
c) le aree turistico-ricreative e di servizio connesse con l'area attrezzata principale, da questa raggiungibili da parte dell'utente e costituite, a titolo esemplificativo e non esaustivo, dai collegamenti con i punti di ristoro, dagli spazi circostanti agli stessi, dai punti di informazione, dalle biglietterie;
d) le infrastrutture ricreative per i bambini (c.d. "baby park") servite o meno da impianti di risalita;
e) le aree a specifica destinazione per la pratica di attività con attrezzi quali slitta, slittino e altri sport della neve, differenti da quelli di cui al punto b);
f) le aree attrezzate e riservate alla pratica di evoluzioni acrobatiche con sci e snowboard;
g) le aree marginali, a servizio degli spazi di cui ai numeri precedentemente elencati, che devono essere comunque preparate, regolamentate, delimitate, segnalate, controllate e protette dai pericoli contro cui l'utente non può premunirsi.
3. Sono percorsi fuoripista tutte le aree non regolamentate, non delimitate, non preparate, non controllate e non protette dal gestore, anche se rese più facilmente accessibili all'utente per effetto dell'utilizzo degli impianti.
4. Sono gestori delle aree sciabili attrezzate i titolari dell'autorizzazione all'esercizio degli impianti di risalita e delle piste, nonché i soggetti che, per contratto, ricoprono tale qualifica.
5. Sono utenti delle aree sciabili attrezzate gli sciatori, per tali intendendosi coloro che percorrono le piste da sci equipaggiati di sci, snowboard o attrezzi similari e tutti coloro che, pur non essendo provvisti di tale equipaggiamento, accedono all'area sciabile attrezzata servendosi o meno dei relativi servizi.
6. Per situazioni di pericolo atipico si intendono tutte quelle situazioni, di carattere oggettivo, che espongono l'utente ad un rischio che non può considerarsi connaturato alla pratica dello sci su piste battute e/o riconducibile a comportamenti dell'utente stesso e che quest'ultimo non è in grado di prevedere o individuare durante la permanenza all'interno delle aree sciabili attrezzate.

Art. 5 
Programmazione del territorio e previsioni urbanistiche.
1. L'individuazione delle aree sciabili attrezzate è effettuata dagli strumenti urbanistici di pianificazione regionale, con particolare riguardo ad un organico e coordinato sviluppo generale, nonché al corretto e razionale uso del territorio, alla salvaguardia delle bellezze paesaggistiche, alla tutela dell'ambiente, allo sviluppo delle attività produttive e all'incremento del turismo.
2. La programmazione e la realizzazione degli interventi nelle aree sciabili attrezzate vengono effettuate in conformità agli indirizzi generali e agli obiettivi della programmazione regionale mediante la redazione di un Piano dei Bacini Sciistici (P.d.B.S.), da redigersi a norma della L.R. 10 luglio 2002, n. 13 e successive modifiche ed integrazioni,.
3. Gli strumenti di pianificazione territoriale di cui al comma 2 del presente articolo sono approvati dalla Regione, previa consultazione con gli Enti di governo del territorio interessati.
4. La Regione verifica l'osservanza delle norme sulla programmazione in sede di esame dei progetti relativi alle aree sciabili attrezzate.
5. Fatte salve le competenze urbanistiche-edilizie locali, in attesa della entrata in vigore del P.d.B.S. la Giunta regionale, d'intesa con la Commissione Consiliare competente e sulla base di progetti preliminari, autorizza la successiva approvazione dei progetti di impianti a fune, o ad essi assimilati, piste da sci ed infrastrutture accessorie.

Art. 6 
Pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza e servitù coattiva.
1. L'approvazione del Piano dei Bacini Sciistici da parte della Regione equivale a dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza e rappresenta il presupposto per costituzione coattiva di servitù connesse con la gestione di tali aree.
2. I richiedenti l'autorizzazione alla realizzazione di impianti di trasporto funiviario o assimilati, di piste da sci e di infrastrutture accessorie, anche in fase di rinnovo, qualora non abbiano la disponibilità dei terreni interessati alle opere, anche in sede di rinnovo, possono ottenere in via coattiva la disponibilità delle aree:
a) necessarie alla costruzione delle stazioni, dei locali di ricovero e di servizio, nonché degli accessi dalle pubbliche vie;
b) limitrofe alle stazioni, destinate a parcheggi, necessarie ad integrare le finalità dell'impianto;
c) occorrenti alla realizzazione delle piste, consistente nella facoltà:
- di eseguire le opere di scavo e sbancamento, livellamento e bonifica;
- di realizzare spazi ad uso dell'impianto, linee e condutture interrate necessarie all'impianto, disboscamento, taglio di alberi e rami necessari per l'esercizio di linea in conformità al progetto approvato;
- di realizzare sentieri ed accessi necessari per la sicurezza dell'impianto ed opere di difesa;
- di costruire le stazioni di partenza e di arrivo ed i sostegni di linea;
- di usare il terreno e i relativi accessi per le operazioni di apprestamento e manutenzione della linea, impedendo ogni attività pregiudizievole all'esercizio e sicurezza della stessa;
- di usare il terreno di sedime della pista o di quello comunque necessario per la costruzione e l'utilizzo di manufatti utili all'esercizio di sistemi di produzione della neve previsti dal progetto approvato;
- di apporre cartelli indicatori e ogni altro apprestamento di sicurezza;
- di inibire, nel corso dell'esercizio e durante i lavori di manutenzione, l'accesso alle piste e agli impianti e di impedire ogni altra attività comunque pregiudizievole al regolare esercizio della pista e/o dell'impianto;
d) del tracciato dell'impianto sostanziante nella servitù aerea consistente nel diritto di tendere e mantenere funi anche mediante appoggi e sostegni infissi nel terreno, nel diritto di transito aereo con veicoli su fune, nel diritto di far accedere in qualsiasi punto della linea il personale addetto alla manutenzione ordinaria e straordinaria, ed il personale di sorveglianza, nonché nell'obbligo, imposto al proprietario del fondo servente di consentire l'adattamento del profilo del terreno alle esigenze del servizio e l'eventuale abbattimento di piante necessario al tracciato e di non frapporre ostacoli, comunque costituiti, entro i limiti di sicurezza stabiliti nelle norme tecniche per la costruzione e l'esercizio del tipo di linee concesse;
e) come servitù di transito sul terreno di sciatori al traino di impianti di risalita;
f) come servitù di transito sul terreno degli utenti dell'area sciabile attrezzata;
g) come servitù di elettrodotto consistente nel diritto di raggiungere il razionale allacciamento dell'impianto di risalita e delle sue pertinenze alla più vicina linea di distribuzione di energia elettrica;
h) come servitù di passo a piedi e con veicoli per consentire il raccordo con il più vicino impianto di risalita;
i) come eventuali servitù costituite a favore di precedenti concessionari.
3. Il proprietario del fondo servente non può in alcun modo diminuire l'uso della servitù o renderlo più oneroso; del pari il titolare della servitù non può fare alcuna cosa che la aggravi.
4. La costituzione coattiva di servitù è disposta con decreto del Dirigente della Direzione regionale competente che contestualmente determina l'ammontare dell'indennità.
5. La determinazione dell'indennità è regolata a norma delle vigenti leggi in materia. L'indennità è corrisposta mediante canoni annui con sistemi di aggiornamento automatico o mediante la loro capitalizzazione in un'unica soluzione. In ogni caso, nella determinazione della stessa si deve tener conto della diminuzione del valore del bene, duratura o transitoria, anche in rapporto alla sua destinazione, e del compenso dovuto per l'uso del bene altrui.
6. La durata della servitù è la stessa dell'autorizzazione cui si riferisce.
7. Decorso un anno dall'eventuale dichiarazione di decadenza, di revoca o di risoluzione dell'autorizzazione, e sempre che non si addivenga all'assenso di nuove concessioni o al rilascio di nuove autorizzazioni, il proprietario del fondo servente può ottenere la revoca del decreto di asservimento relativo alle servitù imposte sul suo terreno e la conseguente cancellazione del vincolo intavolato nei registri immobiliari.
8. Al momento dell'estinzione del diritto, i terreni gravati dal diritto di servitù devono essere riconsegnati ai proprietari nelle condizioni e nello stato in cui si trovavano al momento dell'entrata nella detenzione da parte del concessionario, con le sole modificazioni dovute all'uso specifico e salvo il risarcimento del danno conseguente al mancato rispetto delle leggi, dei regolamenti e del progetto approvato e delle eventuali prescrizioni.
9. Qualora il proprietario del fondo servente intenda eseguire in un settore dello stesso innovazioni, costruzioni o impianti incompatibili con l'esercizio della servitù, dovrà mettere a disposizione del titolare di questa, senza alcun ulteriore indennizzo, altro settore di terreno adatto all'esercizio della servitù.
10. Il mutamento del luogo di esercizio della servitù può essere richiesto dallo stesso titolare della stessa qualora dimostri che il cambiamento risulti di notevole vantaggio per l'area sciabile e di nessun danno al fondo.

Art. 7 
Autorizzazione e assenso.
1. Fatte salve le competenze Urbanistico-Edilizie locali, la costruzione e l'esercizio di linee funiviarie o assimilate in servizio pubblico, e delle relative infrastrutture, sono soggetti ad autorizzazione.
2. L'istruttoria sulle domande di autorizzazione di linee funiviarie ne valuta l'interdipendenza e la compatibilità con piste da sci esistenti e con quelle di cui si propone la realizzazione.
3. Il rilascio dell'autorizzazione equivale a provvedimento di assenso preliminare alla realizzazione di nuove piste da sci interdipendenti con gli impianti di risalita per i quali è richiesta la concessione.
4. L'assenso preliminare comunque acquisito ha durata di anni due.
5. In caso di mancata o incompleta realizzazione delle piste interdipendenti con gli impianti per i quali è rilasciata l'autorizzazione il Servizio competente si pronuncia sulla decadenza della autorizzazione medesima, ovvero sulla sospensione o limitazione dell'esercizio degli impianti stessi.

Art. 8 
Tavolo Tecnico Consultivo in materia di Bacini Sciistici, impianti funiviari, piste da sci ed infrastrutture accessorie.
1. La Giunta regionale istituisce e nomina il Tavolo Tecnico Consultivo costituito da:
- il Dirigente del Servizio competente della Direzione Trasporti e Mobilità, o suo delegato, con funzione di Presidente;
- un Responsabile della Direzione Trasporti;
- un Responsabile della Direzione regionale Agricoltura, Foreste e Alimentazione;
- un Responsabile della Direzione regionale Turismo;
- un Responsabile della Direzione regionale Protezione Civile, Servizio Previsione e Prevenzione dei Rischi;
- un Responsabile della Direzione regionale Urbanistica e Beni Ambientali;
- un Funzionario del C.F.S. Ispettorato Regionale;
- un rappresentante delle Associazioni degli Esercenti Funiviari;
- un Rappresentante della F.I.S.I.
2. Le funzioni di segretario sono svolte da un impiegato della Direzione Trasporti;
3. Il Presidente convoca il Tavolo Tecnico, d'ufficio o su richiesta di uno dei componenti, ed è validamente costituito in presenza della maggioranza dei componenti;
4. Per ognuno dei componenti viene nominato un supplente destinato a sostituire il membro effettivo in caso di assenza o impedimento;
5. Il Tavolo tecnico esprime parere relativamente ad ogni questione sottoposta dalla Giunta regionale o dai servizi competenti in materia di aree sciabili attrezzate;
6. I pareri del Tavolo Tecnico sono assunti con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
7. Ai lavori del Tavolo Tecnico possono essere chiamati ad intervenire tecnici ed esperti il cui parere sia ritenuto utile o necessario nell'esame di particolari questioni.
8. Il Tavolo Tecnico, ai fini dell'espletamento delle sue funzioni, può effettuare ispezioni e sopralluoghi sulle aree interessate.
9. Ai membri ed al segretario del Tavolo Tecnico sono corrisposti i compensi previsti dalla normativa vigente.
10. I componenti del tavolo Tecnico rimangono in carica cinque anni.

Art. 9 
Requisiti di idoneità delle aree sciabili attrezzate.
1. Tutte le superfici appartenenti alle aree sciabili attrezzate, o ad esse direttamente connesse per motivi orografici e morfologici, devono essere idonee sotto il profilo idrogeologico e geotecnico ed essere immuni, secondo ragionevoli previsioni, dal pericolo di frane e valanghe, sia per loro naturali caratteristiche che in conseguenza della adozione di idonee misure di difesa di tipo strutturale e/o gestionale.
2. Ai fini del rilascio e della modifica delle autorizzazioni di linee funiviarie nonché ai fini del rilascio delle autorizzazioni all'apprestamento di piste da sci o altre infrastrutture dell'area sciabile attrezzata, o per la modifica di quelle esistenti, i relativi progetti devono essere corredati di specifici piani delle misure di difesa dal pericolo di valanghe o integrazioni ed aggiornamenti di quelli approvati.
3. Ai fini del rilascio dell'autorizzazione all'esercizio di piste da sci, i relativi progetti devono essere corredati di specifici piani delle misure e degli apprestamenti di sicurezza, sulla base delle indicazioni di cui alla presente legge.

Art. 10 
Generalità sugli obblighi dei gestori.
1. I gestori delle aree sciabili attrezzate sono tenuti:
a) ad assicurare agli utenti la pratica delle attività sportive e ricreative in condizioni di sicurezza, provvedendo alla messa in sicurezza ed alla gestione di tutte le componenti delle stesse e curando che siano munite della prescritta segnaletica secondo quanto disposto dalla normativa nazionale e dalla presente legge;
b) ad eliminare, all'interno delle aree sciabili attrezzate, tutti i pericoli atipici connessi con le caratteristiche intrinseche delle aree stesse;
c) ad esporre i documenti relativi alle classificazioni delle piste, alla segnaletica e alle regole di condotta previste dalla normativa nazionale e dalla presente legge, garantendone un'adeguata visibilità;
d) ad assicurare un servizio di soccorso e trasporto degli infortunati lungo le piste in luoghi accessibili dai più vicini centri di assistenza sanitaria o di pronto soccorso secondo le modalità indicate dal regolamento di esecuzione della presente legge;
e) a fornire annualmente ai settori interessati l'elenco analitico degli infortuni verificatisi sulle piste da sci, indicandone ove possibile la dinamica.

Art. 11 
Responsabilità civile dei gestori.
1. Salvo quanto disposto dalla normativa nazionale in materia di impianti a fune, i gestori delle aree sciabili attrezzate sono civilmente responsabili della regolarità e della sicurezza delle attività connesse con l'esercizio delle componenti delle aree stesse e non possono consentirne l'apertura al pubblico senza avere previamente stipulato apposito contratto di assicurazione ai fini della responsabilità civile per danni derivabili agli utenti e ai terzi per fatti derivanti da responsabilità del gestore in relazione all'uso di dette aree.
2. Al gestore che non abbia ottemperato all'obbligo di cui al comma 1 si applica la sanzione amministrativa di cui all'art. 4, comma 2, della legge 24 dicembre 2003, n. 363.
3. Salvo quanto disposto dalla normativa nazionale in materia di impianti a fune, il rilascio delle concessioni e delle autorizzazioni per la gestione di nuove componenti dell'area sciabile attrezzata è subordinato alla stipula del contratto di assicurazione di cui al comma 1. Le concessioni e le autorizzazioni già rilasciate sono sospese fino alla stipula del contratto di assicurazione, qualora il gestore non vi provveda entro i termini previsti dall'art. 4 comma 3 della legge 24 dicembre 2003, n. 363.

TITOLO II
Disciplina degli impianti a fune o assimilati
Capo I - Il procedimento di autorizzazione
Art. 12 
Generalità.
1. La costruzione e l'esercizio di sistemi adibiti al trasporto in servizio pubblico di persone, cose o misto, attuato a mezzo di linee funiviarie sono soggetti a autorizzazione.
2. Le subautorizzazioni sono vietate; possono tuttavia essere espressamente assentite dal soggetto autorizzatore per ragioni di pubblico interesse.

Art. 13 
Definizioni.
1. Sono linee funiviarie quelle costituite da impianti che utilizzano una o più funi impiegate o come vie di corsa o come organi di trazione o come organi portanti e traenti.
2. Sono impianti assimilati alle linee funiviarie tutti i sistemi di trasporto ad impianti fissi.
3. Sono considerati in servizio pubblico tutti gli impianti a fune ed assimilati; fanno eccezione quelli utilizzati gratuitamente ed esclusivamente dal proprietario, dai suoi congiunti, dal personale di servizio, da ospiti occasionali e da chiunque si serva occasionalmente degli impianti per assistenza medica, sicurezza pubblica o simili.
4. Sono altresì considerati in servizio pubblico gli impianti a fune destinati al trasporto di clienti di alberghi o di altre strutture ricettive, e di allievi di scuole di sci, anche se gestiti dai titolari dei rispettivi esercizi.
5. Sono definite infrastrutture accessorie degli impianti tutte quelle opere destinate al conforto e alla sicurezza degli utenti e del personale.

Art. 14 
Competenza degli enti territoriali.
1. Il Dirigente del Servizio competente della Direzione Trasporti e Mobilità, a seguito di esito favorevole dell'istruttoria e dell'approvazione dei progetti, preliminare, definitivo o esecutivo, rilascia l'autorizzazione alla costruzione e l'esercizio del trasporto pubblico a mezzo di impianti funiviari o assimilati.
2. Qualora l'impianto interessi il territorio di più regioni, la concessione è accordata, previa intesa con le regioni finitime, secondo le norme dell'art. 8 del D.P.R. n. 616 del 1977.
3. Spetta ai Comuni l'applicazione delle norme in materia urbanistico-edilizia locale.

Art. 15 
Concorrenza e prelazione.
1. Il competente Servizio della Direzione Trasporti e Mobilità, ricevuta la domanda di concessione, ne dà notizia al pubblico ed a quanti ne abbiano interesse; mediante lettera raccomandata A.R., ai concessionari titolari di linee interferenti o concorrenti con la nuova iniziativa che viene proposta.
2. Sono interferenti o concorrenti le linee per le quali ricorre almeno una delle seguenti condizioni, riportate in ordine di priorità decrescente:
a. si dipartono in vicinanza di terminali di altre linee di trasporto, attuate mediante impianti fissi, già concesse e realizzano con queste un sistema di trasporto continuo ed integrato;
b. sono collegate alle linee esistenti di cui al punto a) mediante piste di discesa o di collegamento esistenti ed autorizzate;
c. sono collegabili alle linee esistenti di cui al punto a) mediante piste di discesa o di collegamento non ancora esistenti; in tal caso i concessionari interessati dovranno allegare alla richiesta di prelazione di cui al comma 5 del presente articolo anche la documentazione progettuale.
3. I concessionari di linee di trasporto interferenti o concorrenti con nuove linee proposte hanno diritto di prelazione per la concessione di queste.
4. Chiunque intenda esercitare il diritto di prelazione deve inviarne richiesta alla Direzione Regionale Trasporti e Mobilità, entro e non oltre 40 giorni dalla data di pubblicazione della domanda all'Albo Pretorio del comune territorialmente interessato, completa della documentazione prevista dal successivo art. 17.
5. La Direzione Trasporti e Mobilità valuta il ricorrere delle condizioni di cui al comma 2, sulla base di queste esamina comparativamente le proposte e si pronuncia sulla richiesta di prelazione entro 30 giorni dallo scadere del termine di cui al comma 4 e ne dà comunicazione agli interessati a mezzo di raccomandata A.R.
6. Il diritto di prelazione può essere esercitato a condizione che la soluzione prospettata preveda impianti di categoria e tipologia non inferiore a quella proposta dal richiedente la concessione e non può essere reclamato nei confronti di chi possiede la disponibilità dei suoli interessati dall'intervento.
7. Il diritto decade se chi lo esercita non presenta il progetto esecutivo entro 90 giorni dalla data di accoglimento della istanza di prelazione e non dà inizio ai lavori entro 6 mesi dalla data di approvazione del progetto esecutivo.

Art. 16 
Parametri di congruità e compatibilità.
1. Ai fini di cui all'art. 3, comma 3, della presente legge, per il dimensionamento di linee funiviarie, anche in rapporto alle piste da sci con le stesse interdipendenti, si dovrà tenere conto di quanto sancito nel regolamento di esecuzione della presente legge.

Art. 17 
Domanda di autorizzazione e documentazione.
1. La domanda di autorizzazione per la costruzione e l'esercizio di linee funiviarie, deve essere corredata della documentazione specificata nel regolamento di esecuzione della presente legge.

Art. 18 
Procedimento istruttorio.
1. Il Servizio competente della Direzione Trasporti e Mobilità riceve la domanda e provvede all'avvio dell'istruttoria.
2. L'istruttoria sulla domanda di concessione, finalizzata all'approvazione dei progetti ed al rilascio delle autorizzazioni da parte del Servizio competente, viene condotto dallo stesso servizio il quale acquisisce i pareri, nulla-osta ed atti di assenso comunque denominati, rilasciati dagli enti interessati fra cui il nulla-osta di competenza del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti riferito alla sicurezza.
3. Il Servizio competente può richiedere il parere non vincolante del Tavolo Tecnico Consultivo di cui all'articolo 8.
4. Se in fase istruttoria il richiedente propone integrazioni o varianti che comportino modifiche sostanziali al progetto di massima presentato, il Servizio competente ripete l'istruttoria.

Art. 19 
Modifica.
1. In caso intervengano, durante la fase di realizzazione degli impianti o, per gli impianti realizzati nella fase di esercizio, varianti costruttive rispetto alle soluzioni originariamente approvate, definite dal D.M. 2 gennaio 1985 del Ministero dei Trasporti, si procede al rilascio di nuova autorizzazione previa nuova istruttoria ed approvazione del progetto.
2. Le variazioni non sostanziali sono autorizzate dal Servizio competente.

Art. 20 
Trasferimento della autorizzazione.
1. Su richiesta degli interessati, il Servizio competente dispone il trasferimento dell'autorizzazione ad altro soggetto subordinatamente alla assunzione, da parte di quest'ultimo, di tutti gli obblighi previsti nel preesistente provvedimento autorizzativo.
2. A tal fine gli interessati presentano richiesta di trasferimento della autorizzazione, corredandola di copia, sottoscritta dalle parti, del documento concernente il trasferimento dell'azienda per atto fra vivi.
3. Fino all'emanazione del provvedimento di cui al primo comma, il precedente titolare rimane vincolato per tutti gli obblighi derivanti dal provvedimento di autorizzazione.
4. In caso di trasferimento temporaneo dell'azienda, al fine di riprendere l'esercizio della linea, il precedente titolare deve presentare all'Ente concedente domanda di reintestazione della concessione entro sei mesi dalla cessione del trasferimento. Decorso inutilmente tale termine, l'Ente concedente pronuncia la decadenza della concessione.
5. Nel caso di morte del concessionario, se persona fisica, l'avente o gli aventi causa, congiuntamente, possono chiedere il trasferimento della concessione inoltrando richiesta entro sei mesi dalla data del decesso.
6. Nel caso di cui al precedente comma, l'avente o gli aventi causa possono comunque continuare l'esercizio della linea per un periodo massimo di sei mesi qualora presentino all'Ente concedente una dichiarazione con la quale assumono integralmente gli obblighi derivanti dalla concessione medesima.
7. La domanda di cui al comma 5 e la dichiarazione di cui al comma 6 devono essere corredate di copia autentica del testamento o di atto notorio di individuazione degli eredi.
8. Trascorso il termine di sei mesi dalla morte del concessionario senza che sia pervenuta richiesta di trasferimento della concessione, l'ente concedente pronuncia la decadenza della stessa.

Art. 21 
Durata della autorizzazione.
1. La durata dell'autorizzazione è pari alla vita tecnica degli impianti.

Art. 22 
Revoca della autorizzazione al pubblico esercizio.
1. L'autorizzazione al pubblico esercizio può essere revocata con provvedimento della Direzione Trasporti e Mobilità, Servizio Trasporto Ferroviario Regionale, Impianti a Fune e Filo nei seguenti casi:
a) su domanda scritta, adeguatamente motivata, del titolare dell'autorizzazione;
b) per sopravvenuta accertata pericolosità del terreno sul quale è ubicato l'impianto o le piste da esso servite;
c) per comprovate ragioni di pubblico interesse.
2. In quest'ultimo caso al titolare dell'autorizzazione spetta un indennizzo per l'anticipata risoluzione del rapporto e per l'avviamento la cui corresponsione è posta a carico dell'ente in favore del quale è riconosciuto il pubblico interesse determinante la revoca.
3. La determinazione dell'indennizzo è effettuata all'esito di una perizia disposta a cura del Servizio competente e terrà conto di quanto stabilito dal regolamento di esecuzione.

Art. 23 
Decadenza dalla autorizzazione al pubblico esercizio.
1. Il titolare di autorizzazione al pubblico esercizio di impianti a fune o assimilati incorre nella decadenza dalla autorizzazione quando:
a) non inizi il servizio entro 30 giorni dalla autorizzazione al pubblico esercizio, oppure, iniziatolo, lo abbandoni, lo interrompa, oppure lo svolga con ripetute e gravi irregolarità. Per gli impianti destinati in via esclusiva alla risalita degli sciatori il servizio deve essere iniziato con il concretizzarsi di condizioni di innevamento che consenta l'apertura delle piste servite;
b) non osservi gli obblighi contenuti nel provvedimento di autorizzazione;
c) rifiuti il trasporto degli effetti postali;
d) quando il soggetto titolare di autorizzazione si estingua a qualsiasi titolo.
2. La procedura di decadenza, nelle fattispecie suddette, deve essere preceduta da due diffide intimate con lettera raccomandata A.R. ed avviene trascorsi 40 giorni dalla data della seconda diffida; tra l'intimazione della prima diffida e la seconda devono trascorrere almeno 20 giorni.
3. Il Provvedimento di decadenza è assunto dal Servizio competente ed è comunicato all'interessato mediante lettera raccomandata A.R.
4. Nel caso in cui alla morte del concessionario non segua il subingresso degli eredi nella concessione, la deliberazione di decadenza viene comunicata agli eredi impersonalmente con lettera raccomandata con avviso di ricevimento all'ultimo domicilio del concessionario.
5. La pronuncia di decadenza non dà titolo ad alcun indennizzo a favore del concessionario.
6. Nei casi di decadenza della concessione non può essere rilasciata una nuova concessione per lo stesso impianto al precedente titolare.

Art. 24 
Sospensione della autorizzazione al pubblico esercizio.
1. In luogo della decadenza può essere disposta la sospensione della autorizzazione al pubblico esercizio quando insorgano ragioni di pubblica incolumità e si ritenga necessario fissare un termine per l'attuazione di provvedimenti di ripristino.
2. Il provvedimento di sospensione non dà diritto ad alcun indennizzo o compenso a qualsiasi titolo.

Art. 25 
Risoluzione consensuale della autorizzazione.
1. Il Servizio Competente pronuncia la risoluzione della autorizzazione su espressa richiesta del concessionario che intenda rinunciare alla stessa. Il relativo atto è firmato d'intesa fra le parti.
2. In tale caso al titolare dell'autorizzazione non spetta alcun indennizzo e nessun obbligo deriva a chicchessia di rilevare gli impianti dismessi.

Art. 26 
Restituzione in pristino dei terreni.
1. Nel caso di estinzione dell'autorizzazione a qualsiasi titolo, il titolare della stessa è obbligato alla restituzione in pristino del terreno su cui insistono le opere dell'impianto, nonché alla demolizione di costruzioni fuori terra e all'asportazione del materiale di risulta, sempreché opere e materiali non abbiano altra utile destinazione. A tal fine presenta al Comune competente per territorio, entro tre mesi dalla data di chiusura dell'esercizio, il progetto esecutivo di rimessa in pristino dell'area. Il Comune approva il progetto con eventuali modifiche e prescrizioni, comunica all'interessato il termine entro il quale il ripristino, la demolizione e l'asporto devono essere effettuati, preavvertendolo che in caso di inadempienza provvederà in sostituzione a spese del concessionario.
2. Decorso inutilmente il termine fissato, il Comune territorialmente competente dispone l'esecuzione d'ufficio dei lavori.

TITOLO II
Disciplina degli impianti a fune o assimilati
Capo II - Approvazione dei progetti, costruzione e sorveglianza tecnica sugli impianti
Art. 27 
Approvazione del Progetto esecutivo.
1. L'esecuzione delle opere per la costruzione degli impianti è subordinata alla preventiva approvazione regionale dei relativi progetti esecutivi riguardanti anche le infrastrutture accessorie e complementari da parte del Servizio competente.
2. In sede di approvazione del progetto, oltre alla verifica della conformità e della corrispondenza del progetto alle norme tecniche in vigore, sia generali che speciali, per ciascun tipo di impianto a fune, possono essere prescritte particolari modifiche progettuali in relazione alle speciali condizioni di impianto e di esercizio delle varie parti fisse o mobili dell'intera costruzione.
3. Il provvedimento di approvazione del progetto rilasciato dal Servizio competente deve contenere la fissazione dei termini di inizio e di ultimazione dei lavori.

Art. 28 
Attuazione del progetto. Direzione dei lavori.
1. L'esecuzione dei lavori deve avvenire secondo il progetto approvato, osservando le norme tecniche vigenti e le eventuali prescrizioni contenute nell'atto di approvazione.
2. I lavori di costruzione devono essere eseguiti sotto la responsabilità di un ingegnere direttore dei lavori, iscritto nel relativo albo professionale. Il nominativo del direttore dei lavori e la data di inizio dei lavori stessi devono essere previamente comunicati al Servizio competente, il quale può disporre controlli e verifiche circa la rispondenza della costruzione alle norme di legge e al progetto presentato.
3. In particolare, il direttore dei lavori deve curare che l'opera venga realizzata in conformità delle previsioni del progetto approvato, che i materiali impiegati siano idonei, che si ottemperi alle prescrizioni previste dalle leggi in vigore e a quanto altro disposto nelle norme di sicurezza vigenti.
4. Qualora sia contestata l'inosservanza delle norme, prescrizioni o modalità di esecuzione di cui al presente articolo, il Servizio competente ordina l'immediata sospensione dei lavori con riserva dei provvedimenti che risultino necessari per la modifica delle costruzioni o per la restituzione in pristino. L'ordine di sospensione cessa di avere efficacia se entro 30 giorni dalla notificazione della stessa, il Servizio competente non abbia adottato o notificato i provvedimenti definitivi.
5. Con il provvedimento che dispone la modifica delle costruzioni, la restituzione in pristino o la demolizione delle opere è assegnato un termine entro il quale il trasgressore deve procedere a sue spese e senza pregiudizio delle sanzioni amministrative e penali, all'esecuzione in danno dei lavori.
6. I controlli effettuati da parte del Servizio competente per verificare la rispondenza delle costruzioni alle norme di legge e di regolamento vigenti non sollevano il progettista, le ditte costruttrici ed il direttore dei lavori dalle responsabilità connesse alle loro funzioni in base alle vigenti norme.
7. Qualora nel corso della costruzione si intendano effettuare modifiche al progetto dell'impianto, si osserva quanto stabilito dall'art. 19.

Art. 29 
Verifiche e prove funzionali.
1. Ultimata la costruzione dell'impianto, il concessionario inoltra ai competenti uffici del Ministero dei trasporti, al Servizio competente e per conoscenza al Comune territorialmente competente la domanda per l'effettuazione delle verifiche e delle prove funzionali.
2. Le verifiche e le prove funzionali sono eseguite sulla base delle disposizioni contenute negli articoli 4 e 5 del D.P.R. 11 luglio 1980, n. 753.

TITOLO II
Disciplina degli impianti a fune o assimilati
Capo III - Esercizio delle linee e disposizioni per gli utenti
Art. 30 
Modalità di esercizio.
1. L'esercizio dell'impianto deve svolgersi secondo le modalità e prescrizioni fissate nel regolamento di esercizio, nel rispetto delle vigenti norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dei servizi di trasporto pubblico mediante impianti fissi e in ottemperanza alle eventuali prescrizioni contenute nel provvedimento di concessione o autorizzazione all'esercizio, nonché alle altre disposizioni eventualmente impartite dall'Ente concedente e dai competenti uffici centrali o periferici del Ministero dei Trasporti.
2. Il regolamento di esercizio di cui al precedente comma deve essere approvato dalla Regione Abruzzo unitamente al progetto esecutivo.
3. Ogni impianto deve essere diretto da un direttore o responsabile dell'esercizio, da nominare prima dell'apertura al pubblico esercizio secondo le norme di cui all'art. 89 e seguenti del D.P.R. n. 753 del 1980, e deve prevedere il personale necessario, regolarmente abilitato, in possesso delle qualifiche previste dalla normativa vigente.
4. I nominativi del responsabile e del personale di linea e di stazione, con le mansioni a ciascuno assegnate, devono essere comunicati alla Regione ed al competente USTIF per i provvedimenti previsti dagli articoli 90 e 102 del D.P.R. 11 luglio 1980, n. 753 e sue modifiche ed integrazioni.
5. L'Assenso regionale di cui all'art. 90 del D.P.R. predetto è rilasciato dal Servizio competente.

Art. 31 
Portata di esercizio.
1. La portata oraria dell'impianto deve essere regolata sulla base della disponibilità di piste per la discesa. La chiusura di una o più piste determina la necessità di ridurre la portata, secondo specifici termini espressi nel regolamento di esercizio.

Art. 32 
Tariffe, orari, obblighi vari del concessionario.
1. Le tariffe, i periodi, gli orari e le altre modalità di esercizio sono comunicati al Servizio competente il quale dispone ispezioni ed accertamenti atti a verificarne l'ottemperanza.
2. È fatto obbligo al concessionario:
a) di esporre, ben visibili al pubblico, le tariffe, gli orari di servizio e le condizioni generali di contratto;
b) di adottare sull'impianto segnaletica di tipologia conforme a quella prevista dal regolamento di esecuzione della presente legge;
c) di trasportare gratuitamente la corrispondenza postale e il materiale di approvvigionamento destinato agli esercizi ed alle attività interne all'area sciabile attrezzata.
3. I concessionari possono stabilire speciali tariffe per determinate categorie di utenti.

Art. 33 
Vigilanza tecnica sull'impianto.
1. Le funzioni di sorveglianza e vigilanza tecnica sugli impianti sono esercitate dai funzionari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e da quelli della Regione, Servizio competente.
2. Le relative ispezioni e verifiche possono essere disposte in ogni momento, e, comunque, almeno una volta all'anno per il controllo dell'efficienza tecnica, della sicurezza degli impianti e della regolarità degli esercizi.
3. I funzionari incaricati delle ispezioni e verifiche formulano le proprie osservazioni su un registro di ispezione che viene conservato a cura del direttore di esercizio e, qualora vengano rilevate inadempienze ed irregolarità, redigono verbale di contravvenzione successivamente notificato alla parte interessata.
4. Il Servizio competente, con atto motivato può imporre prescrizioni ed ordinare l'esecuzione delle opere necessarie, nonché ordinare la sospensione del servizio qualora vengano accertate deficienze tecniche che possano pregiudicare efficienza e sicurezza dell'impianto.
5. Il responsabile di esercizio ha l'obbligo di far sospendere il servizio, dandone tempestiva comunicazione al Servizio competente, qualora insorgano temporanei pericoli di valanga o altre situazioni tali da pregiudicare la sicurezza dell'impianto e l'incolumità degli utenti.
6. Gli impianti devono essere periodicamente sottoposti a revisione secondo le disposizioni di legge.
7. In caso di non ottemperanza alle norme di legge e regolamentari o alle condizioni dei provvedimenti autorizzativi o nel caso di sospensione dell'esercizio per mancato rispetto delle norme sulla copertura assicurativa, il Servizio competente può disporre la chiusura dell'impianto.
8. Con cadenza annuale il concessionario deve far eseguire da un tecnico abilitato la verifica della integrità di eventuali opere a difesa dell'impianto da pericolo di caduta frane e valanghe, inviando copia della certificazione di idoneità al Servizio competente, al Servizio Geologico ed al Servizio Rischi e Prevenzione della Direzione OO.PP. e Protezione Civile.

Art. 34 
Agibilità delle aree di imbarco e sbarco e delle piste di risalita.
1. Tutte le superfici innevate o non, destinate al trasferimento degli utenti dagli impianti alle piste e viceversa o alla risalita mediante sciovie devono essere mantenute in perfetta agibilità, prive di ostacoli o sporgenze, e con andamento longitudinale e trasversale tale da non creare pericoli o accelerazioni per gli utenti.

Art. 35 
Assistenza all'utente.
1. Il personale di linea e di stazione ha l'obbligo di prestare adeguata assistenza agli utenti, anche sulla base di richieste specifiche, nella fase in imbarco e sbarco dagli impianti ed essere nelle condizioni di arrestare tempestivamente l'impianto in caso di necessità.

Art. 36 
Disposizioni per gli utenti.
1. I passeggeri in attesa, durante il trasporto e a termine dello stesso devono comportarsi in modo tale da non mettere in pericolo la sicurezza dell'impianto e degli altri passeggeri e da non ostacolare comunque la regolarità della marcia e lo svolgimento del servizio.
2. I passeggeri devono vigilare, in cooperazione con il personale di linea e di stazione addetto, sulla propria incolumità ed osservare tutte le norme di comune prudenza oltre che di legge.

Art. 37 
Statistica.
1. I concessionari sono tenuti a fornire periodicamente al Servizio competente i dati statistici relativi all'impianto.

TITOLO II-bis
Disciplina dei tappeti mobili a vocazione turistica o sportiva (2)
Art. 37-bis
Definizioni (3).
1. I tappeti mobili che non necessitano di ancoraggi fissi al suolo, installati, per uso sportivo, a servizio di aree sciabili autorizzate ai sensi del presente testo unico sono a tutti gli effetti componenti di area sciabile attrezzata e il loro esercizio al pubblico è soggetto ad autorizzazione rilasciata dal Servizio competente della Direzione regionale Trasporti.
2. Per uso sportivo si intende l'utilizzo del tappeto mobile per lo svolgimento di sport di discesa praticati con sci, tavole, bob, slittini e gommoni, anche d'estate su piste con fondo in materiale sintetico di larghezza non inferiore a 1 metro.

  1. Titolo aggiunto, unitamente agli articoli che lo compongono (articoli 37-bis e 37-ter) dall’art. 1, L.R. 10 dicembre 2010, n. 54, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 5 della stessa legge).
    (3) Il titolo II-bis, unitamente agli articoli che lo compongono (articoli 37-bis e 37-ter, ivi compreso quindi il presente articolo), è stato aggiunto dall’art. 1, L.R. 10 dicembre 2010, n. 54, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 5 della stessa legge).
     

Art. 37-ter
Procedimento di autorizzazione (4).
1. I tappeti mobili, di cui al presente Titolo, devono presentare la marcatura CE ed essere conformi al D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 17 (Attuazione della direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori).
2. Ai fini dell'autorizzazione al pubblico esercizio, il gestore del tappeto mobile presenta al Servizio competente della Direzione regionale Trasporti la seguente documentazione:
a) dichiarazione CE di conformità resa dalla ditta costruttrice ai sensi dell'art. 3, comma 3, lett. e), D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 17;
b) atto legale dal quale risulti la disponibilità giuridica dell'area su cui insiste il tappeto mobile;
c) progetto composto dalla relazione tecnica illustrativa, corografia scala 1:5000, planimetria catastale scala 1:4000, riportanti il tracciato dell'impianto, profilo longitudinale scala 1:500;
d) dichiarazione, resa, ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), dal gestore dell'impianto in ordine alla conformità del progetto alle prescrizioni urbanistiche ed edilizie vigenti nel territorio del Comune interessato;
e) copia del contratto di assicurazione ai fini della responsabilità civile per danni subiti dagli utenti e dai terzi per fatti derivanti dalla gestione del tappeto mobile;
f) dichiarazione di impegno da parte del titolare di assicurare durante l'esercizio al pubblico del tappeto mobile l'assistenza di due agenti, di cui uno conducente, debitamente formati sulle condizioni di funzionamento e conduzione secondo il manuale d'uso dell'impianto;
g) sono escluse dall'obbligo della dichiarazione di impegno di cui alla lettera f) le Scuole di sci autorizzate ai sensi della L.R. n. 94/1996 art. 18, titolari di tappeto mobile situato in area attrezzata riservata all'insegnamento dello sci, chiusa al pubblico e ad esclusivo uso degli utenti della Scuola Sci.
I Maestri di Sci dell'organico della Scuola Sci titolare del tappeto mobile, durante lo svolgimento delle lezioni, sono i responsabili della sicurezza all'interno dell'area attrezzata riservata.
3. Il Servizio competente della Direzione regionale Trasporti rilascia l'autorizzazione entro il termine di novanta giorni dal ricevimento della domanda.
4. La polizza assicurativa con relativa quietanza di rinnovo, la dichiarazione di impegno di cui al comma 2, lett. f) nonché la dichiarazione resa ai sensi del D.P.R. 445/2000 dal gestore in ordine al rispetto delle condizioni stabilite nel manuale d'uso del tappeto mobile con riguardo alle manutenzioni e alle verifiche periodiche devono essere annualmente trasmesse al medesimo Servizio regionale all'apertura delle aree sciabili.
5. L'esercizio al pubblico di un tappeto mobile senza la prescritta autorizzazione comporta l'immediata interruzione del servizio e l'applicazione della sanzione amministrativa pari a euro 10.000,00.
6. Per quanto non previsto dal presente articolo, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del presente testo unico.
7. Le disposizioni del presente titolo si applicano sino all'emanazione della normativa tecnica europea e della normativa statale in materia di tappeti mobili

  1. Il titolo II-bis, unitamente agli articoli che lo compongono (articoli 37-bis e 37-ter, ivi compreso quindi il presente articolo), è stato aggiunto dall’art. 1, L.R. 10 dicembre 2010, n. 54, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 5 della stessa legge).
     

TITOLO III
Disciplina delle piste da sci e delle altre tipologie di piste
Capo I - Piste, tracciati escursionistici, aree riservate ed aree a specifica destinazione
Art. 38 
Generalità sulle piste da sci.
1. Sono piste da sci i tracciati o i percorsi normalmente accessibili, ubicati su superfici piane o inclinate, innevati naturalmente o artificialmente, delimitati, preparati, dotati di segnaletica, segnati secondo la classificazione di cui agli articoli successivi, controllati e protetti, secondo ragionevoli previsioni, da pericoli atipici.
2. In base alla loro destinazione le piste si dividono in piste da discesa, piste da fondo, tracciati escursionistici ed itinerari sciistici.

Art. 39 
Requisiti tecnici generali delle piste.
1. Tutte le piste da sci devono possedere i seguenti requisiti tecnici:
a) la pista deve essere tracciata in zona idrogeologicamente idonea e non soggetta normalmente a frane o valanghe durante il periodo di esercizio;
b) l'andamento della pista deve essere tale da non provocare, in condizioni di media velocità rispetto alle caratteristiche della pista stessa, l'involontario o improvviso distacco degli attrezzi dal suolo; gli eventuali cambiamenti di pendenza dovranno essere opportunamente raccordati;
c) il fondo non innevato del tracciato deve essere privo di ostacoli o di sporgenze naturali o artificiali tali che, durante il periodo di esercizio della pista, possano affiorare o costituire comunque pericolo per gli sciatori;
d) la pista non deve attraversare a livello strade carrozzabili aperte al traffico invernale e tracciati di sciovie, slittovie o altri mezzi di risalita a livello; qualora giustificati motivi richiedano l'attraversamento a livello di una strada carrozzabile, questo potrà essere consentito, caso per caso, subordinatamente all'adozione di misure atte a costringere lo sciatore ad arrestarsi ed eventualmente togliersi gli sci prima di impegnare l'attraversamento;
e) l'area comune a più piste deve presentare caratteristiche di larghezza e pendenze tali da consentire l'agevole scorrimento degli utenti provenienti dalle varie piste confluenti.

Art. 40 
Requisiti delle piste da discesa.
1. I requisiti delle piste da discesa sono definiti dal regolamento di esecuzione della presente legge.

Art. 41 
Requisiti delle piste da fondo.
1. I requisiti delle piste da fondo sono definiti dal regolamento di esecuzione della presente legge.

Art. 42 
Requisiti dei tracciati escursionistici ed itinerari turistici.
1. I tracciati escursionistici e gli itinerari turistici devono possedere le caratteristiche tecniche determinate dal relativo provvedimento di autorizzazione all'esercizio.

Art. 43 
Classificazione delle piste da discesa.
1. Le piste da discesa , a seconda del grado di difficoltà, valutato sulla base di criteri topografici, ed in base alla funzione svolta, si classificano nelle categorie specificate nel regolamento di esecuzione della presente legge.

Art. 44 
Classificazione delle piste da fondo.
1. Le piste da fondo, a seconda del grado di difficoltà, valutato sulla base di alcune circostanze quali, il profilo longitudinale, la sinuosità, la pendenza, la presenza di ostacoli nel percorso, ed in base alla funzione svolta, si classificano nelle categorie specificate nel regolamento di esecuzione della presente legge.

Art. 45 
Classificazione dei tracciati escursionistici ed itinerari turistici.
1. I tracciati escursionistici e gli itinerari turistici sono classificati come percorsi gestiti, finalizzati a consentire la mobilità di certe categorie di utenti sul territorio innevato, secondo criteri e disposizioni indicate nell'autorizzazione all'esercizio.
2. Possono anche non essere delimitati, classificati, preparati, controllati o protetti, ed in tal caso vengono percorsi dagli utenti a loro esclusivo rischio e pericolo.
3. Nella autorizzazione all'esercizio vengono indicate, oltre agli estremi del gestore, le modalità di segnalazione, le tipologie di avvisi da predisporre in corrispondenza degli accessi circa la potenziale pericolosità derivante dalla mancanza di delimitazione, classificazione, preparazione, controllo, protezione.
4. L'esercente o il titolare della autorizzazione all'esercizio deve individuarne gli accessi e il percorso tramite segnalazione con paline di colore arancione fluorescente. Deve inoltre provvedere alla chiusura degli accessi in caso di ragionevoli previsioni di pericoli atipici in conseguenza di particolari condizioni atmosferiche e di possibili rischi di frane e valanghe.
5. I tracciati escursionistici gli itinerari turistici riservati allo sci alpino possono essere percorsi esclusivamente con tecnica a spazzaneve e a velocità limitata; in tal caso è vietato il sorpasso tra sciatori in movimento, che può avvenire solo qualora lo sciatore da superare sosti al bordo della pista.
6. I tracciati escursionistici e gli itinerari turistici sono soggetti, dove compatibili e non in contrasto con i criteri e le disposizioni indicate nell'autorizzazione all'esercizio, alle norme riguardanti il comportamento degli utenti.

Art. 46 
Aree a specifica destinazione.
1. Salvo quanto previsto dall'art. 64 le aree a specifica destinazione sono equiparate alle piste da sci.
2. Le aree di cui al precedente comma devono essere delimitate, recintate, segnalate e gestite secondo le disposizioni della presente legge.

Art. 47 
Aree riservate alla pratica di evoluzioni acrobatiche con lo sci e lo snowboard.
1. Salvo quanto previsto dall'art. 64 ("Piste riservate o chiuse") le aree riservate alla pratica di evoluzioni acrobatiche con lo sci e lo snowboard sono equiparate alle piste da sci.
2. Le aree di cui al precedente comma devono essere delimitate, recintate, segnalate e gestite secondo le disposizioni della presente legge.

Art. 48 
Segnaletica delle piste da sci.
1. I gestori hanno l'obbligo di curare che la pista, durante il periodo di esercizio, sia dotata della necessaria segnaletica e mantenga le caratteristiche e i requisiti tecnici previsti dalla presente legge.
2. I segnali devono essere conformi, per dimensione, forma, colore, funzionalità, requisiti strutturali, resistenza alla temperatura ed alla luce e agli altri agenti atmosferici a quelli determinati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a norma dell'art. 6 della legge n. 363/2003.
3. I segnali devono essere collocati in modo tale da non costituire pericolo per gli utenti.
4. Nel curare la predisposizione dei segnali, il gestore deve verificare che siano rispettati i principi dettati dal regolamento di esecuzione della presente legge.
5. È vietata qualsiasi forma di pubblicità sugli eventuali sostegni e/o supporti nonché sul segnale stesso.
6. I provvedimenti di autorizzazione all'esercizio delle piste e relativa classificazione stabiliscono la segnaletica di cui deve essere dotata la pista e ne fissano la quantità e l'ubicazione.
7. Ove la pista non presenti, per qualsiasi ragione, i requisiti di percorribilità previsti, il gestore della stessa deve provvedere ad apporre, sia sulla pista che presso stazioni degli impianti di risalita adducenti alla pista, appositi avvisi.
8. In caso di ripetuta o prolungata violazione, il Servizio competente dispone la revoca dell'autorizzazione.

TITOLO III
Disciplina delle piste da sci e delle altre tipologie di piste
Capo II - Procedimento autorizzatorio all'apprestamento e all'esercizio di piste da sci
Art. 49 
Concorrenza e diritto di prelazione.
1. L'autorizzazione all'apprestamento di una pista da sci che si diparte dalla stazione di monte di un impianto di risalita è assentita, di preferenza e a parità di soluzioni proposte, al concessionario dell'impianto di risalita da cui la pista è servita
2. Le domande di autorizzazione che si pongano in un rapporto di concorrenza per la medesima pista sono trattate con la procedura prevista dall'art. 15 della presente legge.

Art. 50 
Piste comuni e confluenze.
1. Il gestore di una pista che intende farla confluire in altra già esistente ed autorizzata deve a proprie cure e spese eseguire le opere richieste per attribuire alla pista resa comune i requisiti di cui alla presente legge, assumendo a proprio carico una parte proporzionale delle spese già sostenute dal titolare della pista esistente e di quelle richieste per la manutenzione della stessa.
2. Alla relativa domanda, redatta secondo le modalità previste dall'art. 52, deve allegarsi una dichiarazione di consenso del gestore della pista esistente, ed un prospetto di ripartizione delle spese di manutenzione.
3. Ove tale consenso manchi, il richiedente potrà ottenere che la pista sia resa comune con delibera della Giunta regionale. Con tale eventuale provvedimento, la Giunta regionale decide sulla suddivisione delle spese e determina l'incidenza percentuale delle spese di manutenzione e di esercizio a carico di ciascun contitolare.

Art. 51 
Assenso preliminare per l'apprestamento di piste da sci: modalità di presentazione della domanda e requisiti di progetto.
1. La domanda di assenso preliminare ai sensi dell'art. 7 della presente legge per l'apprestamento di piste da sci non collegate alla costruzione di nuovi impianti funiviari o alla modifica di quelli esistenti, deve essere presentata al Servizio competente corredata della documentazione specificata dal regolamento di esecuzione della presente legge.
2. Qualora nel corso dell'istruttoria si renda necessario un esame più approfondito del tracciato e/o delle opere, il Servizio competente può richiedere un'integrazione della documentazione presentata.

Art. 52 
Autorizzazione all'apprestamento di piste da sci.
1. Per l'apprestamento o la modificazione delle piste da sci è richiesta l'autorizzazione regionale.
2. L'autorizzazione è rilasciata dietro presentazione al Servizio competente di apposita domanda corredata:
- del progetto esecutivo della pista;
- dei documenti legali attestanti la disponibilità dei terreni ricadenti nel tracciato della pista o dell'indicazione delle eventuali servitù di cui si chiede la costituzione coattiva;
- dell'indicazione di eventuali mezzi di risalita, in esercizio o in progetto, con la specificazione della portata oraria degli stessi;
- di una relazione illustrativa delle caratteristiche tecniche della pista e dei lavori da effettuare, con l'indicazione dei relativi tempi tecnici di attuazione. In particolare la relazione deve specificare:
a) la struttura geologica dei terreni interessati;
b) le condizioni di innevamento della zona;
c) la localizzazione delle frane e delle valanghe accertate;
d) le colture in atto;
e) gli interventi ambientali necessari;
f) le strutture e gli apprestamenti da predisporre ai fini della sicurezza.
3. Le attività istruttorie e di controllo sulle piste previste dalla presente legge sono esercitate dal Servizio competente, avvalendosi eventualmente del tavolo tecnico di cui all'art. 8.
4. Entro 30 giorni dal ricevimento della domanda di cui al precedente comma 2, il Servizio competente, verifica la regolarità della domanda e della documentazione e richiede eventualmente un parere in merito al tavolo tecnico suddetto.
5. Entro 60 giorni dal ricevimento della documentazione, previo sopralluogo di uno o più componenti designati dal Servizio sulla base delle competenze richieste, il Tavolo Tecnico redige una relazione nella quale è contenuto il proprio parere:
a) sui requisiti tecnici, sulla portata e sulla segnaletica che caratterizzano la pista, ai fini di accertare la rispondenza della stessa alle condizioni di legge;
b) sulla categoria di appartenenza della pista;
c) sulla necessità di misure e apprestamenti di sicurezza.
6. Il Tavolo Tecnico, nell'esprimere il suo parere, può stabilire prescrizioni per l'apprestamento, l'esercizio e la manutenzione delle piste; può altresì concedere eventuali deroghe alla larghezza delle piste stesse.
7. Sono definite piste di discesa esistenti quelle servite da impianti di risalita che prima del 31 dicembre 2004 hanno effettuato servizio autorizzato e ricomprese nell'allegato A: "Elenco delle piste di discesa esistenti nella Regione Abruzzo alla data del 31 dicembre 2004". Fatte salve le disposizioni in materia di disponibilità dei suoli e previo accertamento del requisito di cui al successivo comma 8, su istanza della ditta concessionaria dell'esercizio degli impianti di risalita, le piste di discesa esistenti, come sopra definite, sono aperte al pubblico esercizio nello stato plano-altimetrico di fatto in essere alla data di pubblicazione della presente legge.
8. Entro i successivi sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge il concessionario degli impianti di risalita a servizio delle piste di discesa esistenti è tenuto, pena la sospensione dell'esercizio delle piste medesime, a presentare al Servizio competente le planimetrie catastali ed i rilievi plano-altimetrici riferiti allo stato di fatto in essere alla data di pubblicazione della presente legge. Ai fini dell'attestazione di conformità delle piste esistenti allo stato di fatto in essere, gli elaborati sono sottoscritti da un tecnico abilitato e dal direttore o dal responsabile d'esercizio degli impianti di risalita. Qualora detti elaborati plano-altimetrici risultassero acquisiti agli atti del Servizio regionale competente, è facoltà della ditta concessionaria confermare la validità degli stessi, presentando la dichiarazione di conformità di cui al comma precedente, sottoscritta contestualmente dalla stessa e dal direttore o dal responsabile d'esercizio degli impianti di risalita.

Art. 53 
Requisiti del progetto.
1. Il progetto esecutivo della pista da sci è redatto da un tecnico abilitato.
2. Il Progetto deve essere redatto conformemente al regolamento di esecuzione della presente legge.

Art. 54 
Autorizzazione di opere accessorie.
1. La procedura di assenso preliminare di cui agli articoli 7 e 51 si applica anche per l'autorizzazione di impianti di innevamento programmato e di altre opere accessorie, qualora la richiesta relativa sia presentata separatamente da quella concernente l'apprestamento della pista da sci.
2. Resta comunque ferma la possibilità di realizzare impianti di innevamento programmato e di altre opere accessorie sulla base delle autorizzazioni previste dalle singole norme che le concernono.

Art. 55 
Innevamento programmato.
1. Il richiedente o il titolare di un'autorizzazione può realizzare sistemi per l'innevamento programmato sui terreni di sedime delle piste o su quelli confinanti.
2. Per sistema di innevamento programmato si intende l'insieme degli impianti, macchinari ed attrezzature, sia fissi che mobili, comprese opere e condotte di raccolta, accumulo ed adduzione delle acque, atti a consentire la produzione e la distribuzione della neve nelle quantità necessarie a garantire la piena fruibilità delle aree sciabili attrezzate.
3. Nei sistemi di innevamento programmato è vietato l'uso di catalizzatori o additivi inquinanti atti a favorire la germinazione dei fiocchi di neve, l'innalzamento o l'abbassamento crioscopico dell'acqua e della neve.
4. È vietato mantenere accumuli di neve programmata lungo le piste durante gli orari di apertura.
5. Le attrezzature destinate all'innevamento programmato (cannoni fissi e mobili) non possono essere posizionate all'interno delle piste, e devono essere comunque gestite con i più appropriati sistemi di protezione ai fini della sicurezza degli utenti, secondo quanto disposto dai piani delle misure e degli apprestamenti di sicurezza
6. Qualora non abbia la piena disponibilità dei terreni interessati, il richiedente o il titolare di un'autorizzazione può ottenere in via coattiva:
a) la disponibilità delle aree necessarie alla costruzione e all'utilizzo della sala macchine, dei bacini di accumulo e di ogni altro manufatto relativo ai sistemi per la produzione della neve;
b) la servitù di passaggio delle tubazioni di pertinenza delle opere di cui alla lettera a), comprensive dei relativi pozzetti, con diritto di accedere ai fondi serventi per le fasi di montaggio, regolazione ed eventuali manutenzioni.
7. Ai diritti reali di cui al precedente comma si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni contenute nell'art. 6.
8. I diritti reali minori si intendono costituiti per un periodo di tempo pari alla durata dell'autorizzazione concernente la pista servita dall'impianto di produzione di neve.

Art. 56 
Rilascio dell'autorizzazione.
1. A conclusione dell'istruttoria, verificato il ricorrere delle necessarie condizioni, il Servizio competente rilascia l'autorizzazione regionale all'apprestamento della pista.
2. Nell'autorizzazione all'apprestamento sono stabilite le prescrizioni per l'apprestamento e la manutenzione della pista e le eventuali deroghe alla larghezza, gli obblighi cui è tenuto il richiedente ed i termini entro i quali devono essere iniziati e conclusi i relativi lavori.
3. Salvo il caso di rilascio di più autorizzazioni allo stesso richiedente, la durata dei lavori non potrà essere superiore a tre anni. In presenza di comprovati motivi di forza maggiore, il termine può essere prorogato per un periodo massimo di un anno.
4. Per il trasferimento, la revoca, la decadenza, la sospensione, la risoluzione consensuale dell'autorizzazione, si applica il disposto degli articoli 20, 22, 23, 24, 25.

Art. 57 
Direzione lavori e controlli.
1. I lavori di apprestamento delle piste devono essere eseguiti sotto la responsabilità di un tecnico abilitato in qualità di direttore dei lavori, il cui nominativo deve essere previamente comunicato al Servizio competente. Durante il corso dei lavori, il Servizio stesso, avvalendosi della collaborazione del Tavolo Tecnico, esegue controlli e verifiche circa la rispondenza dei lavori al progetto autorizzato ed alle eventuali prescrizioni del provvedimento di autorizzazione.

Art. 58 
Provvedimenti in caso di inadempienza.
1. In caso di inadempienza alle prescrizioni e agli obblighi stabiliti dalla presente legge e dal regolamento di esecuzione, nonché alle prescrizioni previste nel provvedimento di assenso preliminare, il Servizio competente adotta tutti i provvedimenti atti a stabilire l'osservanza delle norme e, se del caso, ordina con provvedimento motivato la sospensione, anche parziale, dei lavori di apprestamento della pista, fino alla completa eliminazione dei fatti che hanno determinato il provvedimento.
2. L'ordine di sospensione viene comunicato al titolare della autorizzazione, al direttore dei lavori, e, ai fini del controllo sulla sospensione e sull'adeguamento, alle competenti forze dell'ordine.
3. Con l'atto di sospensione, o integrazione di questo, il Servizio competente impartisce le disposizioni necessarie per ovviare alle violazioni, fissando un termine non superiore ai tre mesi per l'adeguamento. Il Comune competente per territorio dispone l'esecuzione dei lavori medesimi, ponendo a carico del titolare stesso le relative spese.

Art. 59 
Ultimazione lavori ed accertamento tecnico.
1. Ultimati i lavori di apprestamento della pista, il titolare dell'autorizzazione ne dà comunicazione al Servizio competente ed ai collaudatori incaricati entro 5 giorni, allegando una relazione del direttore dei lavori che certifichi la conformità delle opere realizzate al progetto approvato, nonché l'osservanza delle prescrizioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all'apprestamento della pista.
2. Il Servizio competente, ricevuta la comunicazione, verifica la conformità dei lavori al progetto approvato e alle eventuali prescrizioni, dando avvio alle operazioni di collaudo.

Art. 60 
Collaudo ed autorizzazione del pubblico esercizio delle piste.
1. Il collaudo delle piste da discesa è finalizzato all'accertamento dell'idoneità della pista all'apertura all'esercizio, e si distingue in invernale ed estivo. Sono pertanto necessari due diversi certificati di collaudo.
2. Con l'atto di autorizzazione all'apprestamento della pista, il Servizio competente nomina i collaudatori, estivo ed invernale, che dovranno redigere rispettivamente il certificato estivo ed invernale.
3. Il collaudo estivo verifica la rispondenza delle opere realizzate al progetto approvato e alle eventuali prescrizioni. Il collaudo invernale verifica la sciabilità e la rispondenza ai requisiti di sicurezza delle piste da discesa in condizioni di normale innevamento.
4. Il collaudo estivo può avvenire anche in corso d'opera, pertanto il concessionario deve dare comunicazione dell'inizio dei lavori al Servizio competente ed al collaudatore incaricato del collaudo estivo almeno 10 giorni prima.
5. Gli atti del collaudo estivo devono essere rimessi al Servizio competente entro 30 giorni dalla ultimazione dei lavori di apprestamento delle piste; gli atti del collaudo invernale devono essere rimessi allo stesso Servizio competente entro 30 giorni dall'apertura delle piste al pubblico esercizio.
6. Gli oneri di collaudo sono a carico del concessionario.

Art. 61 
Rilascio delle autorizzazioni all'esercizio.
1. A conclusione dell'accertamento, ricevuti gli atti del collaudo estivo, il Servizio competente li approva, rilascia con proprio decreto l'autorizzazione regionale al pubblico esercizio provvisorio della pista, per una durata massima di anni 1, qualora sussistano le seguenti condizioni:
a) il collaudo estivo abbia avuto esito positivo;
b) il gestore della stessa abbia previamente stipulato apposito contratto di assicurazione ai fini della responsabilità civile ai sensi dell'art. 11 (responsabilità civile dei gestori).
2. In assenza dell'autorizzazione di cui al comma precedente è fatto divieto di aprire all'esercizio piste da sci.
3. In mancanza del contratto di cui alla lettera a) del comma precedente i gestori delle aree sciabili attrezzate non possono consentirne l'apertura al pubblico.
4. Ferme restando le sanzioni previste, il Servizio competente può disporre l'apposizione degli apprestamenti ritenuti necessari per l'effettiva chiusura della pista non autorizzata.
5. Ricevuti gli atti del collaudo invernale, il Servizio competente li approva ed autorizza il pubblico esercizio definitivo, fissando le prescrizioni eventualmente necessarie per l'esercizio stesso.

Art. 62 
Classificazione delle piste.
1. Con il provvedimento di autorizzazione all'apprestamento, le piste da sci sono classificate in categorie in base al grado di difficoltà, secondo i criteri fissati negli articoli 43 (classificazione delle piste da discesa), 44 (classificazione delle piste da fondo).
2. La classificazione di cui al primo comma viene confermata ovvero variata, con adeguate motivazioni, con il provvedimento di autorizzazione all'esercizio definitivo.
3. La classificazione delle piste deve essere portata a conoscenza del pubblico mediante apposita segnaletica.

TITOLO III
Disciplina delle piste da sci e delle altre tipologie di piste
Capo III - Disposizioni comuni
Art. 63 
Modifiche al tracciato delle piste.
1. Su richiesta dell'interessato, alla pista già adibita all'esercizio dello sci possono essere apportate le modifiche del tracciato o delle caratteristiche tecniche della pista stessa che si rendano opportune.
2. Si osserva a tal fine la procedura prevista dall' art. 52 della presente legge.
3. La procedura di cui all'art. 52 non deve essere osservata quando le modifiche del tracciato o delle caratteristiche tecniche della pista consistano nell'esecuzione di lavori per la correzione di elementi marginali delle piste e delle relative opere accessorie, tali da non incidere sulle caratteristiche fondamentali di esse ovvero nell'esecuzione di lavori ritenuti di lieve entità per la realizzazione di opere di difesa dalle valanghe o di apprestamenti per la sicurezza.
4. In tal caso è sufficiente una comunicazione resa al Servizio competente dal titolare dell'autorizzazione, accompagnata da grafici e relazioni illustrative che rendano con chiarezza gli interventi che si intende compiere e dalle quali risultino i vantaggi che da tali opere derivano alla sicurezza e che inoltre la stessa sicurezza non viene in alcuna parte inficiata. Sono fatte salve le competenze autorizzatorie derivanti da altre normative di governo del territorio.

Art. 64 
Piste riservate o chiuse.
1. Salvo quanto previsto dalla normativa nazionale, all'interno delle aree sciabili attrezzate possono essere individuati i tratti di pista da riservare agli allenamenti di sci e snowboard agonistico. Le aree di cui al presente comma devono essere separate con adeguate protezioni dalle altre piste e tutti coloro che le frequentano devono efficacemente indossare un casco protettivo omologato, ad eccezione di chi svolge il ruolo di allenatore. L'individuazione di cui al presente comma spetta al Comune territorialmente competente su richiesta del gestore della pista.
2. Salvo quanto previsto dalla normativa nazionale, all'interno delle aree sciabili attrezzate possono essere individuate le aree da riservare alla pratica di evoluzioni acrobatiche con lo sci e lo snowboard. Le aree di cui al presente comma devono essere separate con adeguate protezioni dalle altre piste, devono essere dotate di strutture per la pratica delle evoluzioni acrobatiche, devono essere regolarmente mantenute e tutti coloro che le frequentano devono efficacemente indossare un casco protettivo. L'individuazione di cui al presente comma spetta al Comune territorialmente competente su richiesta del gestore della pista.
3. La presenza di piste riservate o chiuse va resa nota al pubblico con avvisi o segnaletica ben visibile all'inizio delle piste, nei punti di vendita dei biglietti e presso le stazioni a valle degli impianti di risalita.
4. L'allestimento di percorsi per allenamento deve essere previamente autorizzato da parte dal gestore della pista. In tali occasioni il responsabile della sicurezza delle piste delimita la superficie interessata al fine di impedire l'ingresso di altri sciatori; agli organizzatori dell'allenamento spetta garantire adeguate protezioni e misure di sicurezza.
5. Qualora la superficie di pista a disposizione degli sciatori non impegnati nell'allenamento sia insufficiente a garantire un normale traffico sciistico, il responsabile della sicurezza deve procedere alla totale chiusura della pista.
6. La chiusura delle piste è effettuata mediante palinatura incrociata o altra idonea barriera trasversale estesa all'intera larghezza della pista ed è segnalata mediante idonei segnali di pericolo e/o informativi.

Art. 65 
Percorsi occasionali.
1. Non sono soggetti alla disciplina della presente legge i percorsi occasionali per tali intendendosi i tracciati per la pratica dello sci che non presentano rischio valanghivo, realizzati attraverso la sola battitura, per esigenze agonistiche temporanee ed i tracciati per la pratica dello sci-orientamento realizzati all'interno del territorio definito dalla cartografia pubblicata ed utilizzata dagli sportivi.
2. Terminata l'utilizzazione temporanea, gli stessi sono segnalati con l'indicazione "percorso privo di manutenzione" e con adeguata segnaletica.
3. Provvisti di tale indicazione, i percorsi occasionali sono considerati alla stregua di percorsi fuoripista.

Art. 66 
Manutenzione ed esercizio.
1. Il titolare della autorizzazione all'esercizio della pista ha l'obbligo di curare che la stessa mantenga nel tempo le caratteristiche ed i requisiti tecnici previsti dalla presente legge, dal regolamento di esecuzione, dall'atto di approvazione del progetto e dall'atto di autorizzazione all'esercizio definitivo.
2. Ove la pista non presenti anche temporaneamente, per qualsiasi ragione, i requisiti tecnici di agibilità previsti, il titolare dell'autorizzazione all'esercizio deve provvedere ad apporre, sia sulla pista che alle stazioni degli impianti di risalita adducenti alla stessa, apposita segnaletica a chiusura della pista e, quando si tratti di fatti duraturi, a darne comunicazione al Servizio competente.
3. Il titolare della autorizzazione è tenuto ad istituire un adeguato servizio di manutenzione ed esercizio delle piste, composto da una o più persone a seconda delle necessità, per lo svolgimento dei compiti di cui al successivo art. 67, ovvero affidare i compiti a terzi.
4. Il titolare è inoltre tenuto a sospendere l'esercizio delle piste da sci nei periodi in cui possa insorgere temporaneo pericolo di valanghe o qualora la pista presenti cattive condizioni di agibilità ovvero situazioni di pericolo atipico.

Art. 67 
Servizi tecnici e di assistenza obbligatori per il titolare dell'autorizzazione all'esercizio della pista.
1. È fatto obbligo al titolare dell'autorizzazione all'esercizio della pista assicurare i seguenti servizi le cui modalità ed i cui contenuti sono disciplinati nel regolamento di esecuzione della presente legge:
a) manutenzione dei tracciati e della segnaletica della pista, ordinaria e straordinaria, invernale ed estiva;
b) apertura e chiusura della pista;
c) soccorso e trasporto degli infortunati lungo le piste in luoghi accessibili dai più vicini centri di assistenza sanitaria o di pronto soccorso;
d) sicurezza frane e valanghe.
2. Il Servizio competente, al fine di garantire l'adeguata preparazione tecnica degli addetti ai servizi di cui al primo comma, è autorizzata ad organizzare corsi di formazione professionale per la preparazione, il perfezionamento e l'aggiornamento, organizzandoli ed attuandoli direttamente, ovvero affidandone lo svolgimento ad enti od associazioni in base ad apposita convenzione.

Art. 68 
Mezzi meccanici.
1. L'uso di mezzi meccanici e di ogni altro mezzo differente da quelli elencati al punto b), comma 2 dell'art. 4 ("Definizioni") è vietato, salvo quanto previsto dal presente articolo.
2. I mezzi meccanici adibiti al servizio e alla manutenzione delle piste e degli impianti possono accedervi solo fuori dall'orario di apertura, salvo i casi di necessità e urgenza e, comunque, con l'utilizzo di appositi congegni di segnaletica luminosa e acustica.
3. I mezzi meccanici adibiti al soccorso possono accedere alle piste in tutti i casi di necessità e urgenza, anche in presenza di sciatori, e, comunque, sempre con utilizzo degli appositi congegni di cui al comma precedente.
4. La sosta dei mezzi meccanici lungo le piste è consentita solo in casi di particolare necessità o in occasione di operazioni di soccorso, e deve essere adeguatamente segnalata mediante apposizione di coppie di pali fluorescenti posti a monte e collocati a croce di S. Andrea, in numero adeguato e ad una distanza compresa tra i 20 ed i 50 metri in relazione alla posizione del mezzo, alle sue dimensioni e alla difficoltà della pista.
5. I casi di necessità e urgenza per i quali è consentito l'accesso dei mezzi meccanici sono tutti quelli finalizzati alla eliminazione o gestione di situazioni di rischio per il regolare esercizio di impianti e piste.
6. Il sorpasso di utenti in movimento da parte di mezzi meccanici è consentito solo quando la pista presenti nel tratto del sorpasso una larghezza pari ad almeno il doppio della larghezza del mezzo meccanico.

Art. 69 
Omologazioni agonistiche e compatibilità con autorizzazioni all'esercizio.
1. Le piste provviste di omologazione per gare sportive da parte della Federazione Italiana Sport Invernali (F.I.S.I.) potranno essere dotate di misure e apprestamenti di sicurezza integrative rispetto a quelle previste per il normale esercizio, secondo quanto disposto nella omologazione medesima, e dovranno risultare compatibili con esse.
2. L'elenco delle misure e apprestamenti di sicurezza integrative e la loro ubicazione dovranno essere comunicate al Servizio competente mediante idonei elaborati tecnici (relazione e planimetria in scala adeguata) a firma di un tecnico abilitato, ai fini dell'aggiornamento dei dati degli elenchi regionali di cui all'articolo successivo, entro 60 giorni dal rilascio della omologazione da parte della F.I.S.I.
3. Le misure e apprestamenti di sicurezza integrativi, qualora migliorativi della sicurezza anche nell'ambito del normale esercizio, possono essere mantenute in opera per tutto il periodo di esercizio della pista. In caso contrario, la loro presenza dovrà essere limitata al periodo di effettuazione dell'evento sportivo per il quale sono previste obbligatorie, poste in opera previa chiusura della pista al pubblico esercizio e successivamente rimosse prima della riapertura della pista al pubblico esercizio.
4. La rimozione parziale delle misure e apprestamenti di sicurezza della pista prescritti della omologazione è vietata qualora le parti che vengono mantenute in opera possano trasformarsi in elementi di rischio, a meno che tali parti siano adeguatamente protette, come da piano di gestione della sicurezza adottato nell'area sciabile attrezzata.

Art. 70 
Catasto Piste.
1. Il Servizio competente predispone un elenco delle piste da sci, ne cura la gestione e provvede al suo aggiornamento annuale sulla base della documentazione fornita dal concessionario.
2. L'elenco deve contenere, per ciascuna pista, i seguenti dati:
a) indicazione della ubicazione geografica, topografica e catastale;
b) generalità della stazione di appartenenza e del titolare dell'autorizzazione all'esercizio;
c) classificazione, categoria, dati tecnici, elenco impianti a servizio, piste collegate;
d) planimetria su mappa catastale;
e) accordi con proprietari dei terreni interessati;
f) profilo longitudinale in scala adeguata;
g) generalità del direttore della sicurezza piste.

Art. 71 
Verifiche ed ispezioni.
1. Il Servizio competente, anche tramite componenti del tavolo tecnico di cui al precedente art. 8, svolge verifiche sull'esercizio della pista per l'accertamento della osservanza delle norme di legge e di regolamento.
2. Le verifiche di cui al comma 1 sono altresì effettuate dalle forze dell'ordine.
3. Le ispezioni vengono svolte senza preavviso al concessionario.
4. Qualora siano verificate inosservanze alle norme di legge e di regolamento, il Servizio competente sospende l'autorizzazione all'esercizio con le procedure di cui all'art. 23, comma 3.

Art. 72 
Tutela ambientale.
1. Tutte le opere concernenti l'apprestamento di piste da sci nonché gli interventi di manutenzione estiva devono essere realizzati con l'impiego delle più appropriate tecniche di ingegneria naturalistica.
2. Eventuali deroghe a tale disposizione devono essere adeguatamente motivate ed espressamente autorizzate.

TITOLO IV
Altri spazi e infrastrutture dell'area sciabile attrezzata
Art. 73 
Generalità e definizioni.
1. Per altri spazi e infrastrutture dell'area sciabile attrezzata si intendono gli spazi e le opere occorrenti alla sicurezza ed al conforto degli utenti e del personale e resi accessibili all'utenza in relazione alla frequentazione dell'area medesima specificati nel regolamento di esecuzione della presente legge.

TITOLO IV
Art. 74 
Obblighi del gestore sugli altri spazi ed infrastrutture dell'area sciabile attrezzata.
1. Sulle aree individuate al precedente articolo il gestore ha l'obbligo di adottare tutte le misure atte a garantire la sicurezza e l'incolumità degli utenti predisponendo all'uopo la segnaletica e gli apprestamenti necessari a prevenire situazioni di pericolo atipico.

TITOLO V
Piani di gestione della sicurezza in aree sciabili attrezzate
Art. 75 
Generalità e definizioni.
1. La gestione della sicurezza all'interno delle aree sciabili attrezzate deve esercitarsi anche mediante la redazione, l'attuazione e l'applicazione di appositi strumenti tecnici redatti secondo le indicazioni della presente legge e del regolamento di esecuzione della stessa, oltre che della L.R. n. 47/1992.
2. Tali strumenti tecnici si distinguono in:
a. piani delle misure e degli apprestamenti di sicurezza (di seguito denominati PMAS);
b. studi nivologici e valanghivi;
c. piani di gestione della sicurezza dal rischio valanghivo (di seguito denominato PGSV).

Art. 76 
Caratteristiche degli strumenti tecnici.
1. Gli strumenti tecnici di cui al punto precedente sono redatti sulla base della situazione esistente o della trasformazione prevista dagli eventuali progetti all'interno delle aree sciabili attrezzate, e devono comprendere tutte le valutazioni oggettive sui rischi connessi con l'esercizio ordinario di impianti e piste, nonché l'indicazione di tutte le misure e delle azioni necessarie per il raggiungimento del massimo livello possibile di riduzione del rischio.
2. Gli strumenti tecnici di cui alla presente legge devono essere elaborati in conformità alla presente normativa e redatti da tecnici abilitati e di provata esperienza in materia, individuati sulla base delle norme di cui all'art. 80 (Figure professionali per la redazione degli strumenti tecnici) e devono contenere e prevedere sia gli aspetti di carattere strutturale sia le indicazioni delle misure gestionali come disposto dal regolamento di esecuzione della presente legge.
3. Avvenuta l'approvazione degli strumenti tecnici di cui alla presente legge, gli stessi sono depositati sia presso il Servizio competente, che presso gli uffici del gestore ubicati all'interno dell'area sciabile attrezzata.
4. Gli strumenti tecnici di cui alla presente legge restano vigenti fino a quando non si manifestino impreviste situazioni di pericolo o non intervengano modifiche alle caratteristiche degli impianti, delle piste o di una delle componenti dell'area sciabile attrezzata.
5. Nel caso di cui al comma precedente è necessario procedere agli opportuni adeguamenti ed aggiornamenti degli strumenti tecnici stessi.
6. Gli adeguamenti ed aggiornamenti di cui al precedente comma devono essere approvati ai sensi dell'art. 109.

Art. 77 
Piano delle misure e degli apprestamenti di sicurezza.
1. Il PMAS dell'area sciabile attrezzata individua e descrive tutti i possibili rischi connessi con le caratteristiche e la conformazione delle componenti dell'area medesima, in relazione all'ordinario esercizio, e, sulla base degli stessi, propone e prescrive idonee misure di protezione o sistemi di gestione.
2. La composizione del piano è determinata dal regolamento di esecuzione della presente legge.
3. Nel caso di concessioni e/o autorizzazioni a più soggetti all'interno della medesima area sciabile attrezzata, ciascun titolare deve redigere apposito piano, con indicazione del limite di competenza.
4. Per ogni misura o apprestamento di sicurezza deve essere descritta l'eventuale manutenzione o i parametri di riferimento nivologico, meteorologico e strutturale da rispettare per la migliore funzionalità.

Art. 78 
Verifiche annuali ai piani di sicurezza.
1. Qualora si verifichino mutamenti delle condizioni e dei fattori di rischio individuati nei piani vigenti, e pertanto si ritengano mutati i presupposti alla base delle prescrizioni e delle scelte gestionali disposte dai piani medesimi, i concessionari di linee funiviarie e i titolari di autorizzazioni all'esercizio di piste da sci (oppure, i gestori delle aree sciabili attrezzate ed i direttori della sicurezza), provvedono agli opportuni adeguamenti e modifiche dei piani e alla realizzazione degli interventi necessari al ripristino delle condizioni di sicurezza.
2. Entro il 31 ottobre di ogni anno i soggetti sopra indicati inoltrano ai Servizi competenti una certificazione redatta e sottoscritta da un tecnico abilitato e in possesso dei requisiti di cui all'art. 80, attestante il permanere della efficacia di interventi strutturali, apprestamenti di sicurezza, e misure gestionali previste dai piani rispetto alle condizioni esistenti.
3. In caso di mancato inoltro delle certificazioni o degli adeguamenti di cui ai commi precedenti, i Servizi competenti possono disporre la sospensione dell'esercizio di una o più componenti dell'area sciabile attrezzata, ovvero dell'intera area.
4. Entro la stessa data di cui al comma 2, i soggetti medesimi comunicano ai Servizi competenti i nominativi e le qualifiche del personale di cui all'art. 81. Ogni variazione di tali nominativi che si renda necessaria durante il periodo di esercizio deve essere comunicata entro il termine di 10 giorni dalla variazione medesima.

Art. 79 
Deposito dei piani.
1. I piani delle misure e degli apprestamenti di sicurezza e delle misure di difesa dal pericolo valanghe, i relativi aggiornamenti, i progetti di costruzione e modifica di impianti a fune, di piste da sci e di altre infrastrutture connesse appartenenti ad un'area sciabile attrezzata, i relativi certificati di collaudo, nonché i certificati annuali di cui all'articolo precedente, sono depositati presso i Servizi competenti nonché presso la sede locale del gestore, a disposizione degli addetti alla vigilanza. Tale sede dovrà essere sempre indicata nei piani.

Art. 80 
Figure professionali per la redazione degli strumenti tecnici.
1. Il piano delle misure e degli apprestamenti di sicurezza, la relazione nivologica e valanghiva ed il piano di gestione della sicurezza dal rischio valanghivo devono essere redatti nel rispetto delle disposizioni di cui al D.M. n. 400/1998 e sue modifiche ed integrazioni, art. 7, comma 6.

Art. 81 
Figure professionali addette alla attuazione delle misure gestionali.
1. Le mansioni riguardanti l'applicazione dei piani di cui all'articolo precedente nonché l'attuazione delle misure gestionali connesse vengono svolte nel rispetto delle disposizioni di cui al D.M. n. 400/1998 e sue modifiche ed integrazioni, art. 7, comma 6.
2. I piani indicano le figure professionali ed il personale necessari per l'attuazione degli specifici interventi previsti, tenuto conto dell'obbligo di consentire la sostituzione del personale in servizio in caso di assenza dello stesso.
3. Le figure professionali sono nominate sulla base delle effettive esigenze esistenti nell'area sciabile attrezzata; pertanto singoli soggetti possono svolgere due o più delle mansioni previste, purché le stesse risultino commisurate alle necessità tecniche esistenti.
4. Per gli incarichi e le mansioni di cui al comma 1 può essere nominato chi possieda, oltre a quelli richiesti per ciascuna mansione specifica, i seguenti requisiti:
a) cittadinanza italiana o di altro stato appartenente all'Unione Europea, ovvero di paese terzo che abbia concluso con l'Unione Europea accordi di associazione o specifici accordi bilaterali in materia di libera circolazione delle persone;
b) idoneità psicofisica, risultante da certificato medico;
c) assenza di condanne penali che comportino la interdizione anche temporanea dell'esercizio della professione, salvo che sia intervenuta la riabilitazione.
5. L'attuazione dei piani, relativamente alle operazioni che non richiedono una specifica preparazione in campo nivologico, quali la chiusura di impianti e piste, il presidio degli accessi, l'esposizione della segnaletica e simili, può essere svolto da personale non specializzato, sotto il coordinamento del direttore della sicurezza, del responsabile e del coordinatore.

TITOLO VI
Diritti, obblighi e norme di comportamento degli utenti
Art. 82 
Diritti connessi all'acquisto dello ski pass.
1. L'acquisto dello ski pass, oltre a quanto espressamente contemplato dalle condizioni generali di contratto e dalla legge dà diritto:
a) a ricevere informazioni dettagliate e ben visibili:
a1) sulla situazione metereologica nelle varie zone dell'area sciabile attrezzata (temperatura, vento, umidità, sensazione termica);
a2) sullo stato di chiusura o apertura delle piste e degli impianti;
a3) sulle zone dell'area sciabile eventualmente temporaneamente chiuse per manifestazioni agonistiche o turistiche;
a4) sullo stato generale della neve durante l'orario di apertura dell'area sciabile attrezzata;
a5) sulle tariffe applicate e sugli orari di apertura e di chiusura di tutti i vari servizi all'interno dell'area sciabile attrezzata;
a6) sui rischi e pericoli esistenti nell'area sciabile attrezzata;
a7) sull'affluenza alle piste ed agli impianti;
a8) sui mezzi di soccorso e assistenza sanitaria offerti all'interno dell'area sciabile attrezzata;
a9) sui diritti, obblighi e responsabilità di cui alla normativa nazionale e regionale vigente in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo;
b) ad usufruire di piste adeguatamente preparate, delimitate, segnalate e controllate per la pratica dello sci o delle specifiche attività sportive invernali cui vengono eventualmente destinate, secondo quanto disposto dalla presente legge;
c) a ricevere un'adeguata assistenza da parte degli addetti dell'area sciabile attrezzata.
2. Le informazioni di cui al comma precedente devono essere aggiornate ogni qualvolta si verifichino cambiamenti significativi nel corso dell'orario di apertura dell'area sciabile attrezzata.

Art. 83 
Obblighi generali degli utenti.
1. Gli utenti delle aree sciabili attrezzate, oltre alle prescrizioni di cui alla presente legge, sono tenuti all'osservanza delle disposizioni e delle istruzioni impartite dai gestori e dagli addetti alla sicurezza nell'esercizio delle loro funzioni e della segnaletica posta lungo le piste e nelle stazioni di arrivo e partenza degli impianti.
2. In ogni caso, gli utenti delle aree sciabili attrezzate devono:
a) comportarsi con diligenza, prudenza e perizia, in modo da non mettere in pericolo l'incolumità altrui o provocare danno a persone o cose;
b) accedere solo agli spazi e alle infrastrutture adeguate alle proprie capacità, evitando di frequentare piste o altri spazi dell'area sciabile attrezzata che, per il loro grado di difficoltà o per circostanze particolari, risultino inadeguate al proprio livello di preparazione;
c) comunicare al personale dell'area sciabile attrezzata qualsiasi situazione di pericolo e di deterioramento riscontrata all'interno dell'area stessa;
d) rispettare l'ambiente, evitando di gettare rifiuti di qualsiasi genere, nonché di addentrarsi in zone in cui possano causare danni all'ambiente stesso.
3. Ogni utente deve tenere in debito conto che la classificazione delle piste da sci si basa su criteri topografici, orografici e morfologici e pertanto le condizioni meteorologiche e lo stato della neve possono aumentare occasionalmente il grado di difficoltà.
4. Gli utenti portatori di handicap devono segnalarlo al personale dell'area sciabile attrezzata per eventuali accordi su impianti e piste che possano utilizzare e al fine di ottenere particolare assistenza.
5. Gli utenti sono informati degli obblighi derivanti dall'applicazione della presente legge tramite appositi documenti divulgativi, pubblicati a cura del gestore, che vengono distribuiti congiuntamente agli abbonamenti ed esposti adeguatamente presso tutti gli accessi e i punti di informazione dell'area sciabile attrezzata.

Art. 84 
Accesso ed utilizzo degli impianti di risalita.
1. L'accesso agli impianti di risalita è subordinato all'acquisto del biglietto e comporta l'osservanza da parte degli utenti degli obblighi di cui alla presente legge e di quelli contemplati dalla normativa nazionale vigente in materia.
2. Nell'impiego degli impianti di risalita gli utenti devono:
a) comportarsi con prudenza e diligenza, osservando le disposizioni impartite dal gestore e dagli addetti agli impianti ed evitando di causare ogni pericolo o danno agli altri utenti e/o ai terzi;
b) conformare il proprio comportamento a quanto prescritto dalla segnaletica apposta dal gestore nelle stazioni di arrivo, in quelle di partenza e lungo il percorso dell'impianto;
c) attenersi alle prescrizioni sancite dal regolamento di attuazione della presente legge.

Art. 85 
Accesso alle piste.
1. L'accesso alle piste è vietato ai pedoni e a quanti siano provvisti di attrezzi diversi da quelli cui la pista è destinata.
2. L'accesso alle piste da discesa è consentito agli utenti provvisti di sci da discesa, monosci, minisci, tavole da neve, telemark e attrezzi similari.
3. L'accesso alle piste da fondo è consentito agli utenti provvisti di sci da fondo.
4. L'accesso con mezzi diversi da quelli sopra indicati (slitte, slittini, bob, gommoni ecc.) è consentito solo sulle aree a specifica destinazione.
5. È in generale vietato l'accesso alle piste agli animali domestici, salvi i casi in cui gli stessi vengano utilizzati per specifiche attività di soccorso o sportive, di esercitazione e di addestramento.
6. Nel caso di cui sopra, l'accesso alle piste degli animali domestici deve essere espressamente autorizzato dal gestore.
7. È fatto divieto a chiunque di accedere alle piste chiuse e segnalate come tali; in caso di violazione di tale divieto, l'utente sarà l'unico responsabile di ogni eventuale danno che possa occorrere alla sua persona, a cose o a terzi.

Art. 86 
Comportamento sulle piste da sci - Generale.
1. Nell'utilizzare le piste da sci ogni sciatore deve comportarsi in modo da non mettere in pericolo l'incolumità propria ed altrui o provocare danno a cose e persone.
2. Gli sciatori devono adottare un comportamento conforme alle proprie capacità tecniche, condizioni fisiche personali, attrezzatura tecnica disponibile, in particolar modo nella scelta del grado di difficoltà delle piste cui accedono.
3. Nell'utilizzazione delle piste da sci o delle altre infrastrutture equiparate, lo sciatore deve tenere in debito conto che la segnaletica, le piccole pietre e i piccoli cumuli di neve, le piccole discontinuità ed irregolarità del manto nevoso causata da usura giornaliera, cadute di sciatori, battitura, non sono da considerare ostacoli, e pertanto spetta allo sciatore stesso prestare la dovuta attenzione nell'evitarli.

Art. 87 
Velocità.
1. Gli sciatori devono mantenere una velocità consona alle proprie condizioni e capacità, alle difficoltà del tracciato, alle condizioni del manto nevoso, alla visibilità e alle condizioni meteorologiche.
2. La velocità deve essere particolarmente moderata nei tratti a visuale non libera, in prossimità di fabbricati od ostacoli fissi o mobili, all'interno di campi scuola, sulle piste affollate, nelle strettoie, nelle biforcazioni, negli incroci e confluenze, nei tratti finali delle piste, in prossimità di stazioni o strutture degli impianti di risalita, in presenza di principianti, di nebbia, di foschia, di scarsa visibilità, di classi di insegnamento collettivo o gruppi omogenei di utenti.
3. È vietato scendere a forte velocità lungo le piste, assumendo traiettorie rettilinee e posizioni incompatibili con la condotta turistica e la sicurezza degli altri utenti.

Art. 88 
Precedenza e incroci.
1. Lo sciatore a monte deve sempre mantenere una direzione e una distanza tali da consentirgli di evitare collisioni od interferenze con lo sciatore a valle.
2. In prossimità degli incroci e delle confluenze la precedenza, salvo diversa segnaletica in loco, spetta allo sciatore proveniente dalla destra.

Art. 89 
Sorpasso.
1. Lo sciatore che intende sorpassare altri sciatori deve assicurarsi di avere a disposizione spazio e visibilità sufficienti allo scopo.
2. Il sorpasso può effettuarsi sia a monte che a valle, sulla destra o sulla sinistra, ad una distanza tale da evitare intralci allo sciatore sorpassato.
3. In prossimità di restringimenti è vietato il sorpasso sul lato presso il quale maggiore si manifesta il restringimento stesso.
4. È vietato il sorpasso parziale di classi di insegnamento collettive o gruppi omogenei di utenti, ossia con interruzione o incrocio degli stessi.
5. Il sorpasso di mezzi meccanici in movimento è consentito mantenendo una distanza da essi stimata non inferiore al doppio della larghezza del mezzo stesso.

Art. 90 
Stazionamento.
1. Gli sciatori che sostano devono evitare pericoli per gli altri utenti e portarsi sui bordi della pista.
2. È vietata la sosta nei passaggi obbligati, nelle strettoie, in prossimità di dossi, dietro curve o in luoghi a scarsa visibilità.
3. In caso di cadute o di incidenti lo sciatore, se in condizioni, deve liberare tempestivamente la pista portandosi sui bordi di essa. In difetto, chiunque deve segnalare la presenza dell'infortunato con mezzi idonei.
4. È vietata la sosta al livello del piano sciabile (seduto, disteso e simili) o comunque fuori dalla visuale degli sciatori che sopraggiungono da monte.
5. È vietata la sosta nelle parti terminali delle piste, per almeno i primi 30 metri a partire dall'ultimo cambio di pendenza o dall'inizio dello spazio di frenata degli sciatori.

Art. 91 
Partenza.
1. Lo sciatore che parte dopo una sosta deve sempre dare la precedenza agli sciatori in pista e in movimento, evitando altresì di mettersi improvvisamente in movimento.

Art. 92 
Soccorso.
1. In caso di sinistro l'utente deve sempre prestare assistenza agli eventuali infortunati, segnalando con ogni mezzo a sua disposizione la presenza in pista dell'infortunato agli altri sciatori che sopraggiungono da monte.
2. Chi è coinvolto in un incidente deve fornire le proprie generalità sia agli altri soggetti coinvolti che al personale di vigilanza e soccorso.
3. Tale obbligo vale anche per i testimoni.

Art. 93 
Transito.
1. È vietato percorrere a piedi le piste da sci, salvo i casi di urgente necessità.
2. Chi discende o risale la pista senza sci o attrezzi adeguati deve tenersi ai bordi rispettando le prescrizioni vigenti nonché quelle dettate dal gestore dell'area sciabile attrezzata ed evitando di creare rischi per la sicurezza degli altri sciatori.
3. La risalita della pista con gli sci ai piedi è normalmente vietata. Essa è ammessa previa autorizzazione del gestore dell'area sciabile attrezzata o, in mancanza di tale autorizzazione, in casi di urgente necessità.

Art. 94 
Orario.
1. È vietato utilizzare piste o altre componenti dell'area sciabile attrezzata al di fuori dell'orario di esercizio degli impianti di risalita senza il preventivo assenso del titolare dell'autorizzazione all'esercizio della pista.
2. L'assenso deve comunque essere condizionato alla preventiva verifica da parte del responsabile della manutenzione in ordine alla compatibilità del predetto uso con le operazioni di manutenzione dei tracciati.

Art. 95 
Dotazioni tecniche - Uso e caratteristiche.
1. Gli attrezzi (sci, snowboard o attrezzi similari, compresi bastoncini) utilizzati dallo sciatore devono essere dotati di dispositivi di sicurezza in grado di evitare che il distacco della attrezzatura possa costituire pericolo per l'incolumità delle persone.
2. Lo sciatore deve sempre posizionare l'attrezzatura fuori dal piano sciabile durante la sosta presso rifugi o altri punti di transito dell'area sciabile attrezzata, per non recare intralcio o pericolo per gli utenti.

Art. 96 
Mezzi meccanici.
1. Nei casi di cui all'art. 68 gli utenti sono obbligati a dare precedenza ai mezzi meccanici e devono consentire la loro agevole e rapida circolazione.

Art. 97 
Casco obbligatorio.
1. Nell'esercizio della pratica dello sci alpino e dello snowboard è fatto obbligo ai soggetti di età inferiore ai quattordici anni di indossare correttamente un casco protettivo omologato.

Art. 98 
Manifestazioni agonistiche.
1. In occasione di manifestazioni agonistiche, gli utenti estranei alle stesse non devono oltrepassare i limiti segnalati, sostare all'interno della pista di gara o dell'area comunque interdetta e percorrerla.

Art. 99 
Sci fuoripista, scialpinismo e alpinismo (5).
1. Fermo restando l'obbligo per il concessionario e gestore dell'area sciabile attrezzata di apporre idonea segnaletica di pericolo di frane o valanghe, per gli incidenti che possono verificarsi nei percorsi fuoripista accessibili dagli impianti o al di fuori delle piste individuate ai sensi della presente legge, si applica quanto disposto dal comma 1 dell'articolo 17 della legge 24 dicembre 2003, n. 363 (Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo) e successive modifiche e integrazioni (6).
2. I soggetti che praticano lo scialpinismo devono munirsi di Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga (ARTVA), Pala e Sonda per garantire un idoneo intervento di soccorso.
3. Le disposizioni del presente articolo sono riportate sulla documentazione di informazione all'utente ed indicate su cartelli esposti presso le stazioni di partenza ed arrivo degli impianti di risalita, come da Allegato B alla presente legge. La documentazione di informazione all'utente ed i cartelli sono predisposti dal concessionario e dal gestore dell'area sciabile attrezzata.

  1. Articolo così sostituito dall’art. 1, comma 1, L.R. 16 ottobre 2015, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 3, comma 1, della medesima legge). Il testo precedente era così formulato: «Art. 99. Sci fuoripista e sci alpinismo. 1. Il concessionario ed il gestore dell'area sciabile attrezzata, o di parte di essa, non sono responsabili di incidenti che possano verificarsi nei percorsi fuoripista anche se accessibili dagli impianti di propria competenza, purché sugli stessi sia apposta idonea segnaletica di divieto di accesso o di pericolo di frane o valanghe.
    2. È sempre vietato lo sci fuoripista lungo pendii interessati attivamente o passivamente da rischio di eventi valanghivi potenzialmente connessi con l'area sciabile attrezzata.
    3. In ogni caso, i praticanti dello sci alpinismo devono munirsi, laddove le condizioni climatiche e della neve favoriscano evidenti rischi di eventi valanghivi, di appositi sistemi tecnici ed elettronici per il rilevamento ed il soccorso.
    4. Quanto disposto nel presente articolo deve essere indicato sulla documentazione di in formazione all'utente, ed indicato su cartelli esposti presso le stazioni di partenza ed arrivo degli impianti di risalita.».
    (6) Comma così sostituito dall’art. 4, comma 1, L.R. 12 gennaio 2016, n. 2, a decorrere dal 23 gennaio 2016 (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 7, comma 1, della medesima legge). Il testo precedente era così formulato: «1. Il concessionario ed il gestore dell'area sciabile attrezzata, o di parte di essa, non sono responsabili di incidenti che possano verificarsi nei percorsi fuoripista accessibili dagli impianti di propria competenza o al di fuori delle piste individuate ai sensi della presente legge, purché sugli stessi impianti sia apposta idonea segnaletica di pericolo di frane o valanghe.».
     

Art. 100 
Snowboard.
1. Salva l'applicazione delle norme comportamentali per la pratica dello snowboard previste dal regolamento di esecuzione della presente legge, le norme previste dalla presente legge per gli sciatori si applicano anche a coloro che praticano lo snowboard.

Art. 101 
Sci da fondo.
1. Salva l'osservanza, in quanto compatibili, delle norme comportamentali previste dal presente titolo, i praticanti lo sci da fondo sono tenuti al rispetto delle specifiche norme comportamentali prescritte dal regolamento di esecuzione della presente legge.

Art. 102 
Informazione e diffusione delle norme.
1. Le norme di comportamento degli utenti contenute nella presente legge devono essere portate a conoscenza degli stessi mediante:
a) divulgazione a mezzo di appositi fogli informativi forniti congiuntamente allo ski pass, da realizzare a cura del gestore dell'area sciabile attrezzata;
b) apposizione di pannelli informativi in posizioni di transito obbligato negli accessi agli impianti o alle strutture, o presso punti di informazione, tabelloni illustrativi, biglietterie;
c) divulgazione da parte dei maestri di sci preliminarmente allo svolgimento di classi di insegnamento, sulla base di criteri disposti dalla Associazione dei Maestri di sci e acquisiti mediante appositi corsi di aggiornamento da predisporre prima della stagione invernale di entrata in vigore della presente legge.
2. La Regione individua e promuove altre forme di divulgazione.

TITOLO VII
Norme comuni, transitorie e finali
Art. 103 
Soggetti competenti per il controllo e modalità di intervento.
1. Le funzioni di controllo sull'osservanza delle disposizioni di cui alla legge 24 dicembre 2003, n. 363 e di quelle della presente legge e del relativo regolamento di esecuzione che ne costituiscono l'attuazione sono compiute, nello svolgimento del servizio di vigilanza e soccorso nelle aree sciabili attrezzate, dalla Polizia di Stato, dal Corpo Forestale dello Stato, dall'Arma dei Carabinieri, dal Corpo della Guardia di finanza nonché dai corpi di polizia locali.
2. I soggetti di cui al primo comma provvedono ad irrogare le relative sanzioni nei confronti dei soggetti inadempienti.
3. Le contestazioni relative alla violazione delle norme comportamentali degli utenti di cui alla presente legge ed al relativo regolamento di esecuzione avvengono anche con il supporto e la partecipazione dei maestri di sci e del personale addetto ai servizi di cui all'art. 67 ("Servizi tecnici e di assistenza") che abbia la qualifica di "addetto alla sorveglianza".
4. I soggetti di cui al precedente comma, la cui qualifica deve essere riconoscibile mediante apposito tesserino o altro contrassegno distintivo, provvedono a segnalare tempestivamente via radio ogni infrazione ai soggetti di cui al primo comma, i quali, tramite le informazioni fornite dai primi, individuano il trasgressore all'interno dell'area e gli contestano l'infrazione.
5. La qualifica di "addetto alla sorveglianza" viene riconosciuta con decreto del Presidente della Giunta regionale che attribuisce agli addetti stessi, nell'esercizio delle loro funzioni, la qualifica di incaricato di pubblico servizio.

Art. 104 
Supporti video.
1. In presenza di particolari caratteristiche del sito, è consentita l'installazione di telecamere per il controllo di particolari tratti di piste, di incroci tra esse, di strettoie o di altri spazi dell'area sciabile attrezzata presso i quali si manifesti, anche sulla base delle indicazioni del piano delle misure e degli apprestamenti di sicurezza, un più elevato livello di rischio.
2. La collocazione di tali strumenti viene prevista nei piani di cui al comma precedente, e ne vengono indicate le modalità di gestione.

Art. 105 
Sanzioni.
1. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato ai sensi delle leggi vigenti e delle disposizioni contenute nel D.P.R. 11 luglio 1980, n. 753 per quanto concerne la polizia, la sicurezza e la regolarità dell'esercizio degli impianti sono stabilite le seguenti sanzioni amministrative pecuniarie:
a) Il gestore che non ottemperi all'obbligo di cui all'art. 10 (generalità sugli obblighi dei gestori) soggiace alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 20.000 a € 200.000.
b) Il gestore che non ottemperi alle disposizioni di cui all'art. 48 (Segnaletica delle piste da sci) soggiace alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 20.000 a € 200.000.
c) Lo sciatore che non ottemperi alle disposizioni di cui agli articoli 84, 87, 88, 89, 90, 91, 93, 94, 95, 96, 98, 99 soggiace alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 20 a € 250. In caso di violazione delle prescrizioni di cui al comma 2 dell'art. 99, si applica la sanzione amministrativa da un minimo di euro 500,00 ad un massimo di euro 1.500,00, a seconda della gravità della violazione (7).
d) Lo sciatore che non ottemperi alle disposizioni di cui all'art. 92 (Soccorso) soggiace alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 250 a € 1.000.
e) Lo sciatore che non ottemperi alle disposizioni di cui all'art. 97 (Casco Obbligatorio) soggiace alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 30 a € 150.
f) Chiunque appresti, anche parzialmente, una pista da sci o modifichi quelle esistenti, o apra alla circolazione degli sciatori una pista da sci, senza aver ottenuto l'autorizzazione prevista dalla presente legge soggiace alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 20.000 a € 200.000.
g) Chiunque nell'esercizio di una pista o di un impianto in pubblico servizio violi le prescrizioni concernenti l'esercizio stesso stabilite dalla presente legge soggiace alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 20.000 a € 200.000.
h) Per ogni altro tipo di sanzione si rimanda al regolamento di esecuzione di cui all'art. 107.
2. Per l'applicazione delle sanzioni di cui al presente articolo si osservano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689.

  1. Lettera così modificata dall’art. 2, comma 1, L.R. 16 ottobre 2015, n. 31, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 3, comma 1, della medesima legge).
     

Art. 106 
Regolamento di esecuzione.
1. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale adotta il regolamento di esecuzione della stessa e ne propone l'approvazione al Consiglio regionale.

Art. 107 
Statistica.
1. I gestori hanno l'obbligo di fornire annualmente al Servizio competente l'elenco analitico degli infortuni verificatisi sulle piste da sci indicando, ove possibile, anche la dinamica degli incidenti stessi.
2. I dati raccolti dal Servizio competente sono resi pubblici, unitamente ai dati sull'affluenza degli utenti nelle aree sciabili attrezzate e trasmessi annualmente al Ministero della salute ai fini scientifici e di studio.

Art. 108 
Rilascio di attestati di qualità in merito alla sicurezza.
1. La Regione, verificata l'applicazione delle norme e delle misure finalizzate alla sicurezza nelle aree sciabili attrezzate, anche in relazione all'andamento dei dati statistici di cui al punto precedente, rilascia attestati di qualità, della durata di 1 anno, e ne divulga al pubblico il rilascio mediante pubblicazione a mezzo stampa.

Art. 109 
Disposizioni transitorie generali.
1. Entro sei mesi dall'approvazione della presente legge, i gestori delle aree sciabili attrezzate trasmettono al Servizio competente, per l'approvazione, i piani delle misure e degli apprestamenti di sicurezza per le componenti delle aree medesime di propria competenza redatti ai sensi della presente legge.
2. Entro 90 giorni dal ricevimento dei piani, il Servizio competente ne approva il contenuto dichiarandone l'applicabilità con eventuali prescrizioni.
3. In caso di mancata approvazione o di inottemperanza all'obbligo di cui al primo comma del presente articolo, il Servizio competente dispone la sospensione dell'esercizio ai sensi dell'art. 24.

Art. 110 
Norma finale.
1. La Regione promuove interventi per l'informazione e l'educazione in materia di sicurezza, di segnaletica, di prevenzione infortuni, di comportamento degli utenti nelle aree sciabili attrezzate.
2. Vengono privilegiati i settori di intervento finalizzati alla sicurezza e ai giovani, utilizzando idonei strumenti di pubblicità e divulgazione e definendo puntuali modalità di intervento.
3. Viene promossa la collaborazione ed il coordinamento con le altre Direzioni regionali per iniziative comuni.

Allegato A)

Censimento delle piste di discesa esistenti

COMPRENSORIO SCIISTICO: CAMPO IMPERATORE - MONTECRISTO - L'AQUILA - PROVINCIA DE L'AQUILA.
Comune
Ditta
Denominazione
Quota di
Quota di
Dislivello
Sviluppo
Pendenza
Denominazione
e località
concessionaria
pista di discesa
partenza
arrivo
ml.
ml.
media %
Impianto
 
 
 
(S.L.M.)
(S.L.M.)
 
 
 
a servizio della pista
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L'Aquila
Centro
1. Edelweis
2125,00
2085,00
40,00
280,00
14,80
Segg. Quadriposto Fontari
 
turistico
 
 
 
 
 
 
C. Imperatore
 
Gran
2. Genziana
2130,00
1935,00
195,00
720,00
20,00
Segg. Quadriposto Fontari
 
Sasso
 
 
 
 
 
 
C. Imperatore
 
 
3. Agonista
2100,00
1985,00
115,00
480,00
30,00
Segg. Quadriposto Fontari
 
 
 
 
 
 
 
 
C. Imperatore
 
 
3. Bis Variante 3
2130,00
1950,00
180,00
1010,00
19,00
Seggiovia Quadriposto
 
 
 
 
 
 
 
 
C.I. - Scindarella
Campo
 
4. Narciso
2199,00
1949,00
250,00
1645,00
17,00
Seggiovia Quadriposto
Imperatore
 
 
 
 
 
 
 
C.I. - Scindarella
 
 
5. Mirtillo
2100,00
1949,00
151,00
980,00
18,20
Seggiovia Quadriposto
 
 
 
 
 
 
 
 
C.I. - Scindarella
 
 
6. Aquila Bianca
2199,00
1945,00
254,00
1150,00
25,40
Segg. Quadriposto Fontari
 
 
 
 
 
 
 
 
C. Imperatore
 
 
7. Osservatorio
2135,00
1950,00
185,00
940,00
23,00
Segg. Quadriposto Fontari
 
 
 
 
 
 
 
 
C. Imperatore e manovra
 
 
 
 
 
 
 
 
Campo Scuola
 
L'Aquila
 
11. Le Creste
1895,00
1450,00
445,00
1681,00
26,00
Segg. Prato Grande - Lago
 
 
 
 
 
 
 
 
d'Assergi
 
 
12. Canalino
1875,00
1450,00
415,00
1170,00
38,00
Segg. Prato Grande - Lago
 
Centro
 
 
 
 
 
 
d'Assergi
 
Turistico
13. Cardo
1880,00
1600,00
280,00
820,00
31,00
Sciovia Montecristo
 
Gran
 
 
 
 
 
 
(impianto inattivo)
 
Sasso
14. Falco
1895,00
1600,00
294,00
921,00
37,00
Sciovia Montecristo
 
 
 
 
 
 
 
 
(impianto inattivo)
Monte
 
15. Schiazze 1
1600,00
1450,00
150,00
740,00
21,00
Segg. Prato Grande - Lago
Cristo
 
 
 
 
 
 
 
d'Assergi
 
 
16. Schiazze 2
1575,00
1500,00
75,00
186,00
43,00
Segg. Prato Grande - Lago
 
 
 
 
 
 
 
 
d'Assergi
 
 
17. Il Lupo
1610,00
1450,00
160,00
720,00
24,00
Segg. Prato Grande - Lago
 
 
 
 
 
 
 
 
d'Assergi
 
 
18. Margherita
1725,00
1580,00
145,00
590,00
25,00
Sciovia del Lago
 
 
19. Rododentro
1725,00
1580,00
145,00
620,00
24,00
Sciovia del Lago


COMPRENSORIO SCIISTICO: ROCCA DI CAMBIO CAMPO FELICE - OVINDOLI MAGNOLA - PROVINCIA DE L'AQUILA
Comune
Ditta
Denominazione
Quota di
Quota di
Dislivello
Sviluppo
Pendenza
Denominazione
e località
Concessionaria
pista di discesa
Partenza
arrivo
ml.
ml.
media %
impianto
 
 
 
(S.L.M.)
(S.L.M.)
 
 
 
a servizio della pista
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
A - Vergine +
1710,00
1410,00
300,00
950,00
33,00
Segg. Fontana Valle -
 
 
VAR. A
 
 
 
 
 
Brecciara
 
 
B - Aquile
2025,00
1422,00
603,00
1540,00
46,77
Segg. Valle dei Nibbi -
 
 
 
 
 
 
 
 
Monterotondo
 
 
C - Falco
2060,00
1710,00
350,00
965,00
41,50
Segg. Valle dei Nibbi -
 
 
 
 
 
 
 
 
Monterotondo
 
 
D - Rondini
2060,00
1720,00
340,00
1070,00
35,28
Segg. Valle dei Nibbi -
 
 
 
 
 
 
 
 
Monterotondo
 
 
E - Capricorno
1910,00
1654,00
256,00
865,00
33,00
Seggiovia Biposto Valle
 
 
 
 
 
 
 
 
dei Nibbi Cisterna
 
 
F - Gigi Panei
1920,00
1650,00
270,00
730,00
38,60
Seggiovia Biposto Valle
 
 
 
 
 
 
 
 
dei Nibbi Cisterna
Rocca di
 
G - Sagittario
1900,00
1620,00
280,00
1230,00
23,00
Seggiovia Quadriposto
Cambio
 
 
 
 
 
 
 
Valle dei Nibbi Nibbio
 
S.p.A. Campo
H - Lupo
1820,00
1590,00
230,00
750,00
40,50
Seggiovia Quadriposto
Campo
Felice
 
 
 
 
 
 
Valle dei Nibbi Nibbio
Felice
 
I - Gemelli
1685,00
1546,00
139,00
1030,00
14,00
Segg. Quadriposto
 
 
 
 
 
 
 
 
Campo Felice - Brecciara
 
 
L - Scorpione +
1720,00
1544,00
176,00
1285,00
15,50
Segg. Quadriposto
 
 
VAR.
 
 
 
 
 
Campo Felice - Brecciara
 
 
M - Orso
1900,00
1580,00
320,00
995,00
34,00
Segg. Quadriposto Valle
 
 
 
 
 
 
 
 
dei Nibbi Nibbio
 
 
N - Volpe
1900,00
1570,00
330,00
1235,00
28,80
Seggiovia Quadriposto
 
 
 
 
 
 
 
 
Valle dei Nibbi Nibbio
 
 
O - Leone
1890,00
1534,00
354,00
1285,00
29,50
Sciovia Colle Sinistro
 
 
P - Toro
1750,00
1540,00
210,00
810,00
26,50
Seggiovia Quadriposto
 
 
 
 
 
 
 
 
Cerchiare - V. Nibbio
 
 
Q - Ariete
1900,00
1715,00
185,00
770,00
26,50
Sciovia Colle DX
 
 
R - Innamorati
1900,00
1534,00
299,00
1735,00
20,70
Sciovia Colle DX
 
 
S - Moby Dick
1595,00
1530,00
65,00
345,00
16,00
Sciovia Colle SX
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1. Dolce vita
1498,73
1414,00
82,38
564,80
15,00
Seggiovia triposto
 
 
 
 
 
 
 
 
Magnola - D. Vita
 
 
3. Canalone
11796,31
1454,71
341,60
1565,00
21,80
Cabinovia 8 posti le Fosse
 
 
 
 
 
 
 
 
- M. Arso
 
 
4. Pistone
1961,80
1454,15
507,65
2237,30
22,70
Segg. Campetto degli
 
 
 
 
 
 
 
 
Alpini-Montefreddo
 
 
5. Fontefredda
1589,71
1453,72
135,59
640,40
21,20
Cabinovia 8 posti le Fosse
 
 
 
 
 
 
 
 
- M. Arso
 
 
6. Campetto
1961,80
1796,38
341,60
865,00
19,10
Segg. Campetto degli
 
 
alpini
 
 
 
 
 
Alpini-Montefreddo
 
 
7. Bis
1854,92
1707,80
147,12
491,90
30,00
Segg. Campetto degli
 
 
 
 
 
 
 
 
Alpini-Montefreddo
 
 
8. Pista 7
1963,73
1799,22
164,51
802,10
20,50
Segg. Anfiteatro -
 
 
Anfiteatro sx
 
 
 
 
 
Coccinella
 
 
9. Pista 8
1963,86
1799,06
164,80
801,60
20,60
Segg. Anfiteatro -
Ovindoli
Monte Magnola
Anfiteatro dx
 
 
 
 
 
Coccinella
 
Impianti s.r.l.
10. P. 8bis -
1963,86
1799,06
164,80
949,60
17,30
Segg. Anfiteatro -
Magnola
 
anfiteatro dx
 
 
 
 
 
Coccinella
 
 
11. P.8 - 9bis
1932,84
1799,06
133,78
819,55
16,70
Seggiovia Capanna Brin -
 
 
capanna brin
 
 
 
 
 
Daino
 
 
12. Pista 9
1932,84
1799,06
133,78
648,80
19,50
Seggiovia Capanna Brin -
 
 
Capanna brin
 
 
 
 
 
Daino
 
 
13. Pista vetrina
1805,46
1455,32
350,14
1342,15
26,00
Cabinovia 8 posti le Fosse
 
 
 
 
 
 
 
 
M. Arso
 
 
14. Topolino sx
1478,11
1452,58
25,53
193,63
13,22
Sciovia doppia Topolino
 
 
 
 
 
 
 
 
1 e 2
 
 
15. Topolino dx
1483,27
1450,08
33,19
257,10
10,57
Sciovia doppia Topolino
 
 
 
 
 
 
 
 
1 e 2
 
 
16. Anfiteatro
2034,00
1915,49
118,51
689,27
17,19
Segg. "Anfiteatro -
 
 
 
 
 
 
 
 
Coccinella"
 
 
17. Anfiteatro sx
1975,27
1920,41
54,86
384,57
54,86
Segg. "Anfiteatro -
 
 
 
 
 
 
 
 
Coccinella"

COMPRENSORIO SCIISTICO: TAGLIACOZZO MARSIA - CAPPADOCIA CAMPOROTONDO - PROVINCIA DE L'AQUILA
Comune
Ditta
Denominazione
Quota di
Quota di
Dislivello
Sviluppo
Pendenza
Denominazione impianto
e località
Concessionaria
pista di discesa
Partenza
arrivo
ml.
ml.
media %
a servizio della pista
 
 
 
(S.L.M.)
(S.L.M.)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1. Scagliola
1680,00
1463,50
216,50
769,00
28,00
Seggiovia Marsia -
 
 
 
 
 
 
 
 
Piccionara
 
 
2. Piccionara 1
1657,00
1550,00
107,00
378,00
28,00
Seggiovia Marsia -
 
 
 
 
 
 
 
 
Piccionara
 
 
3. Piccionara 2
1525,00
1504,00
21,00
810,00
10,00
Seggiovia Marsia -
Tagliacozzo
S.r.l.
 
 
 
 
 
 
Piccionara
 
Montana
4. Variante blu 1
1670,00
1615,00
54,00
404,00
13,00
Seggiovia Marsia -
Marsia
nuova
 
 
 
 
 
 
Piccionara
 
 
5. Variante blu 2
1520,00
1463,00
57,00
467,00
12,00
Seggiovia Marsia -
 
 
 
 
 
 
 
 
Piccionara
 
 
6. Variante blu 3
1480,00
1463,00
17,00
113,00
17,50
Seggiovia Marsia -
 
 
 
 
 
 
 
 
Piccionara
 
 
7. Dell'orso
1539,00
1445,41
93,59
466,00
20,00
Sciovia Valle Marsicana
 
 
8. Variante blu
1484,00
1422,00
62,00
391,00
15,90
Sciovia Valle Marsicana
 
 
9. Baby
1462,69
1422,00
40,69
276,50
15,00
Sciovia Capannelle
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pista n. 1
1575,00
1395,00
180,00
597,00
30,00
Sciovia Monte Cesa
Cappadocia
 
Pista n. 2
1517,00
1467,00
50,00
205,00
24,50
Sciovia Monte Cesa
 
Soc.
Pista n. 3
1575,00
1395,00
180,00
1435,00
12,50
Sciovia Monte Cesa
Campo-
Monna rosa
Pista n. 4
1400,00
1383,00
14,00
98,00
10,00
Manovia Jolly
rotondo
S.r.l.
Pista n. 5
1400,00
1386,00
14,00
171,00
10,00
Monovia Jolly
 
 
Pista n. 6
1443,51
1389,37
54,14
255,28
24,00
Sciovia Carbonara
 
 
 
 
 
 
 
 
 


COMPRENSORIO SCIISTICO: SCANNO MONTEROTONDO - PASSO GODI - PROVINCIA DE L'AQUILA
Comune
Ditta
Denominazione
Quota di
Quota di
Dislivello
Sviluppo
Pendenza
Denominazione
e località
Concessionaria
pista di discesa
Partenza
arrivo
ml.
ml.
media %
impianto
 
 
 
(S.L.M.)
(S.L.M.)
 
 
 
a servizio della pista
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Scanno
Bacini
Il Pistone
1610,00
1169,75
559,75
1385,00
31,7
Segg. Bip. Scanno - Colle
 
 
 
 
 
 
 
 
Rotondo
Colle
Sciistici S.p.a.
 
 
 
 
 
 
 
Rotondo
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Monte rotondo 1
1873,93
1575,18
298,75
938,39
31,83
Segg. Quadr. Valletta -
 
 
 
 
 
 
 
 
Monterotondo
Scanno
Valle
Monte rotondo 2
1873,82
1570,59
303,33
939,96
32,27
Segg. Quadr. Valletta -
 
 
 
 
 
 
 
 
Monterotondo
Colle
Orsara S.p.a.
Campo scuola
1606,00
1574,15
31,85
217,77
14,62
Segg. Bip. Valletta -
Rotondo
 
 
 
 
 
 
 
Camposcuola
 
 
Ski weg
1694,27
1644,80
49,47
371,01
13,33
Segg. Quadr. Valletta -
 
 
 
 
 
 
 
 
Monterotondo
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Scanno
Nannarone
Scanno
1612,90
1553,00
59,90
317,00
18,89
Sciovia Scanno
Passo Godi
Carmelo
 
 
 
 
 
 
 
 
 
5
1747,00
1592,00
153,00
558,00
27,00
Sciovia Pantano
 
 
6
1747,00
1713,00
34,00
375,00
9,00
Sciovia Pantano
Scanno
 
7
1615,00
1555,00
60,00
291,00
20,00
Sciovia Passo Godi
 
Evangelista
8
1611,00
1555,00
56,00
307,00
18,00
Sciovia Passo Godi
Passo Godi
Alberto
9
1610,00
1593,00
18,00
1148,00
12,00
Sciovia Passo Godi
 
 
10
1746,00
1593,00
153,00
789,00
19,00
Sciovia Pantano
 
 
Variante B
1717,00
1717,00
0,24
86,00
0,27
Sciovia Pantano
 
 
Variante C
1700,00
1627,00
73,00
339,00
21,00
Sciovia Pantano
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1) pista n. 1
1600
1545,8
54,20
370
15,18
Sciovia lo Stazzo
Scanno
Mastrogiovanni
2) pista n. 2
1639
1545,5
93,20
463
20,80
Sciovia lo Stazzo
 
Vittorio
3) tratto di
1600
1578
22,00
110
21,00
Sciovia lo Stazzo
Passo Godi
 
confluenza 1°
 
 
 
 
 
 
 
 
sgancio
 
 
 
 
 
 


STAZIONI SCIISTICHE: PASSO S. LEONARDO PACENTRO - CAMPO DI GIOVE - PROVINCIA DE L'AQUILA
Comune
Ditta
Denominazione
Quota di
Quota di
Dislivello
Sviluppo
Pendenza
Denominazione
e località
Concessionaria
pista di discesa
Partenza
arrivo
ml.
ml.
media %
impianto
 
 
 
(S.L.M.)
(S.L.M.)
 
 
 
a servizio della pista
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pista A-A'
1349,69
1268,98
80,71
633,50
12,80
Sciovia S. Leonardo
Pacentro
 
Pista B-B'
1346,49
1281,68
64,81
314,00
20,64
Sciovia Roccacannone
 
 
Pista C-C'
1355,75
1214,52
141,23
706,00
20,00
Sciovia Roccacannone
Passo
Pasalea
Pista D-D'
1277,46
1214,52
63,94
612,00
10,28
Sciovia Roccacannone
S. Leonardo
 
Pista di
-
-
-
-
-
Pista Raccordo
 
 
Raccordo E-E'
 
 
 
 
 
 
 
 
Pista di
-
-
-
-
-
Pista Raccordo
 
 
Raccordo F-F'
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1 Pareti Rosse
1325,00
1150,00
175,00
807,00
21,68
Sciovia Quartarana
Campo di
 
2 Delle Signore
1325,00
1150,00
175,00
762,00
22,96
Sciovia Quartarana
giove
Amministra-
4 Delle Capre
1673,00
1325,00
348,00
1055,00
32,98
Seggiovia Biposto le
 
zione
 
 
 
 
 
 
Piane - Guado di C.
Guado di
comunale
6 Serracarracina
1999,00
1673,00
326,00
1128,00
28,90
Sciovia Serracarracina
coccia
 
8 Tavola
2340,00
1990,00
350,00
1634,00
21,40
Sciovia Tavola Rotonda
 
 
Rotonda
 
 
 
 
 
 


COMPRENSORIO SCIISTICO: ALTO SANGRO - PESCASSEROLI - PESCOCOSTANZO - RIVISONDOLI MONTE PRATELLO -
ROCCARASO PAESE PIZZALTO AREMOGNA - PROVINCIA DE L'AQUILA
Comune
Ditta
Denominazione
Quota di
Quota di
Dislivello
Sviluppo
Pendenza
Denominazione
e località
Concessionaria
pista di discesa
Partenza
arrivo
ml.
ml.
media %
impianto
 
 
 
(S.L.M.)
(S.L.M.)
 
 
 
a servizio della pista
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Direttissima
2035,00
1426,00
609,00
1801,00
33,00
Cabinovia Vallone -
 
 
 
 
 
 
 
 
Montepratello
 
 
Super Esse
1875,00
1570,00
305,00
799,00
38,00
Cabinovia Vallone -
 
 
 
 
 
 
 
 
Montepratello
 
 
Esse
1936,00
1712,00
224,00
993,00
22,00
Cabinovia Vallone -
 
 
 
 
 
 
 
 
Montepratello
 
 
Azzurra
2035,00
1395,00
640,00
4977,00
13,00
Cabinovia Vallone -
 
 
 
 
 
 
 
 
Montepratello
 
 
Rossa
1733,00
1396,00
337,00
1708,00
20,00
Seg. Vallone - Colle
 
 
 
 
 
 
 
 
Crete Rosse + sc. Crete
 
 
 
 
 
 
 
 
Rosse I - II
Rivisondoli
S.p.a.
Rac. Rossa
1836,00
1733,00
103,00
551,00
18,00
Seg. Vallone - Colle
 
Montepratello
Crete Rosse
 
 
 
 
 
Crete Rosse + sc. Crete
Montepratello
 
 
 
 
 
 
 
Rosse I - II
 
 
Del Bosco
1828,00
1527,00
301,00
1136,00
26,00
Seg. Vallone - Colle
 
 
 
 
 
 
 
 
Crete Rosse + sc. Crete
 
 
 
 
 
 
 
 
Rosse I - II
 
 
Crete Rosse
1836,00
1733,00
130,00
625,00
21,00
Sciovia Crete Rosse I-II
 
 
Panoramica dx
2057,00
2035,00
22,00
620,00
4,00
Sciovia Pratelletto
 
 
Panoramica sx
2057,00
1863,00
194,00
1278,00
15,00
Sciovia Pratelletto
 
 
Pratello sx
2026,00
1825,00
201,00
657,00
31,00
Sciovia Pratelletto
 
 
7 bis
1840,00
1471,00
369,00
2250,00
16,00
Sciovia Crete Rosse I-II
 
 
Raccordo
1850,00
1818,00
32,00
290,00
11,00
Seggiovia Aremogna -
 
 
Pizzalto
 
 
 
 
 
Pizzalto
 
 
Valloncello dx
2044,00
1956,00
88,00
508,00
17,00
Sciovia Valloncello
 
 
Valloncello sx
2044,00
1956,00
88,00
417,00
21,00
Sciovia Valloncello
 
 
Rac.
2044,00
2035,00
9,00
370,00
2,00
Sciovia Valloncello
 
 
Valloncello
 
 
 
 
 
 
 
 
Vallone
1400,00
1312,20
87,80
736,40
11,92
Seggiovia Quadriposto
 
 
 
 
 
 
 
 
Fontanile - Vallone
 
 
Campo Scuola
1317,93
1309,66
8,27
94,40
8,76
Manovia C. S. Pratello
 
 
1 Paradiso
1841,01
1472,63
368,38
2321,80
16,00
Seggiovia Aremogna -
 
 
 
 
 
 
 
 
Pizzalto
 
 
2 Canguro
1841,01
1472,63
368,38
1628,40
22,00
Seggiovia Aremogna -
 
 
 
 
 
 
 
 
Pizzalto
 
 
3 Cielo alto
1841,01
1472,63
368,38
1962,30
19,00
Seggiovia Aremogna -
 
 
 
 
 
 
 
 
Pizzalto
 
 
4 C. Rosse
1834,70
1644,18
190,52
618,90
14,00
Sciovia Paradiso I-II +
 
 
(variante)
 
 
 
 
 
Impianti Montepratello
 
 
5 Gran Pista
1829,35
1472,63
356,72
1130,70
31,00
Seggiovia Aremogna
 
 
 
 
 
 
 
 
Pizzalto
 
 
6 Lago Davoli
1829,35
1471,57
357,78
1035,10
34,00
Seggiovia Aremogna
 
 
 
 
 
 
 
 
Pizzalto
Roccaraso
Pizzalto
7 Orso sx
1645,92
1468,33
177,59
694,00
25,00
Sciovia Lago Davoli
 
S.p.a.
 
 
 
 
 
 
 
Aremogna
 
8 Orso dx
1644,30
1469,39
174,91
503,40
25,00
Sciovia Lago Davoli
Pizzalto
 
9 Nuovo baby
1531,96
1468,91
63,05
524,20
12,00
Sciovia Nuovo Baby
 
 
10 Variante
1614,24
1550,66
63,58
288,50
22,00
Seggiovia Aremogna
 
 
Canguro
 
 
 
 
 
Pizzalto
 
 
11 Variante
1556,29
1471,57
84,72
377,70
22,00
Sciovia Lago Davoli +
 
 
Orso sx
 
 
 
 
 
seggiovia Aremogna -
 
 
 
 
 
 
 
 
Pizzalto
 
 
12 Variante
1740,01
1640,88
99,13
354,40
28,00
Seggiovia Aremogna
 
 
Lago D.
 
 
 
 
 
Pizzalto
 
 
13 Servizio
-
-
-
-
-
Pista di servizio
 
 
14 Manovia
1477,69
1477,69
17,07
130,00
12,00
Manovia Pizzalto
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Roccaraso
Soc. Nord
 
 
 
 
 
 
 
 
di Trilli
1
1531,00
1485,00
46,00
520,00
8,85
Sciovia Valletta
Aremogna
Tarcisio
2
1503,00
1492,00
11,00
200,00
5,50
Manovia la Valletta
la
Giorgio
Pista 2
1695,00
1535,00
160,00
785,00
20,40
Sciovia Roccalta
Valletta
 
Pista 3
1695,00
1545,00
150,00
505,00
29,70
Sciovia Roccalta
Roccaraso
 
 
 
 
 
 
 
Sciovia Campetto degli
 
 
 
 
 
 
 
 
Alpini (impianto in corso
Campetto
Soc. Gema
Campo degli
1610,00
1430,00
80,00
500,00
32,00
di sostituzione)
degli
 
Alpini
 
 
 
 
 
 
Alpini
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Due
1497,00
1270,00
227,00
1750,00
12,97
Seggiovia Roccaraso -
Roccaraso
 
 
 
 
 
 
 
Colle Belisario e
 
 
 
 
 
 
 
 
Manovia
 
Soc. Sitar
Tre
1497,00
1270,00
227,00
800,00
28,38
Seggiovia Roccaraso -
Ombrellone
 
 
 
 
 
 
 
Belisario
 
 
Quattro
1497,00
1270,00
227,00
730,00
31,20
Seggiovia Roccaraso
 
 
 
 
 
 
 
 
Colle Belisario
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tronco n. 1
1753,69
1456,60
287,09
1886,03
15,00
Seggiovia Pescocostanzo
 
 
 
 
 
 
 
 
- Vallefura
 
 
Tronco n. 2
1644,85
1459,98
184,87
657,63
28,00
Seggiovia Pescocostanzo
Pescocostanzo
S.r.l.
 
 
 
 
 
 
- Vallefura
 
Seggiovia di
Tronco n. 3
1516,70
1463,62
53,08
288,95
18,00
Sciovia Valle Gelata
Vallefura
Vallefura
Tronco n. 4
1557,71
1463,62
94,09
472,94
20,00
Sciovia Monte Calvario
 
 
Tronco n. 5
1747,75
1655,78
91,97
290,64
32,00
Seggiovia Pescocostanzo
 
 
 
 
 
 
 
 
- Vallefura
 
 
Tronco n. 6
1749,15
1644,85
104,30
319,23
33,00
Seggiovia Pescocostanzo
 
 
 
 
 
 
 
 
- Vallefura
 
 
Tronco n. 7
1560,72
1483,87
76,85
257,07
30,00
Sciovia Monte Calvario
 
 
Tronco n. 9
1516,70
1471,95
44,75
301,56
15,00
Seggiovia Pescocostanzo
 
 
 
 
 
 
 
 
- Vallefura
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1
2153,00
1680,00
463,00
2791,00
12,50
Cab. Piano Ar - M.
 
 
 
 
 
 
 
 
Toppe dei T + Seg. Trip.
 
 
 
 
 
 
 
 
Valle Verde II - Pal.
 
 
2
2146,00
1586,00
559,72
2946,30
19,00
Cabinovia Piano
 
 
 
 
 
 
 
 
dell'Aremogna-Monte
 
 
 
 
 
 
 
 
Toppe del Tesoro
 
 
3
2147,17
1684,00
463,17
2213,17
21,00
Cabinovia Piano
 
 
 
 
 
 
 
 
dell'Aremogna-Monte
 
 
 
 
 
 
 
 
Toppe del Tesoro
 
 
4
2147,17
1586,28
560,89
2408,49
23,00
Cabinovia Piano
 
 
 
 
 
 
 
 
dell'Aremogna-Monte
 
 
 
 
 
 
 
 
Toppe del Tesoro
 
 
5
2148,61
1680,00
468,61
2399,67
19,00
Cab. Piano Ar - M.
 
 
 
 
 
 
 
 
Toppe dei T + Seg.
 
 
 
 
 
 
 
 
Valle Verde I - T. del
 
 
 
 
 
 
 
 
Tesoro
 
 
6
2085,40
2001,36
84,04
544,92
15,00
Cabinovia Piano
 
 
 
 
 
 
 
 
dell'Aremogna-Monte
 
 
 
 
 
 
 
 
Toppe del Tesoro
 
 
7
1883,92
1721,92
162,00
726,70
22,00
Cabinovia Piano
 
 
 
 
 
 
 
 
dell'Aremogna-Monte
 
 
 
 
 
 
 
 
Toppe del Tesoro
 
 
8
1985,94
1863,63
122,31
1042,50
12,00
Cab. Piano Ar - M.
 
 
 
 
 
 
 
 
Toppe del T + Seg. Trip.
 
 
 
 
 
 
 
 
Valle Verde II-P
Roccaraso
Soc.
9
2002,08
1866,45
135,63
798,74
17,00
Cab. Piano Ar - M.
 
Sifatt
 
 
 
 
 
 
Toppe del T + Seg. Bip.
Aremogna
 
 
 
 
 
 
 
Valle Verde I-T. del
 
 
 
 
 
 
 
 
Tesoro
 
 
10
1916,15
1680,00
236,15
1581,46
15,00
Seggiovia Triposto Valle
 
 
 
 
 
 
 
 
del Macchione -
 
 
 
 
 
 
 
 
Pallottieri
 
 
11
1916,15
1712,06
204,09
942,55
21,65
Seggiovia Triposto Valle
 
 
 
 
 
 
 
 
del Macchione -
 
 
 
 
 
 
 
 
Pallottieri
 
 
12
1890,55
1712,06
178,49
761,46
23,44
Seggiovia Triposto Piano
 
 
 
 
 
 
 
 
dell'Aremogna
 
 
 
 
 
 
 
 
Macchione
 
 
13
1893,93
1634,74
259,19
715,08
36,62
Seggiovia Triposto Piano
 
 
 
 
 
 
 
 
dell'Aremogna
 
 
 
 
 
 
 
 
Macchione
 
 
14
1688,80
1588,20
100,60
778,64
12,92
Segg. Triposto Piano
 
 
 
 
 
 
 
 
dell'Aremogna Gravare
 
 
 
 
 
 
 
 
di Sotto
 
 
15
1681,59
1588,27
93,92
381,36
24,47
Segg. Triposto Piano
 
 
 
 
 
 
 
 
dell'Aremogna Gravare
 
 
 
 
 
 
 
 
di Sotto
 
 
16
1688,80
1614,58
74,22
250,00
30,00
Segg. Triposto Piano
 
 
 
 
 
 
 
 
dell'Aremogna Gravare
 
 
 
 
 
 
 
 
di Sotto
 
 
17
1628,93
1588,20
40,73
384,40
10,00
Seggiovia Triposto Valle
 
 
 
 
 
 
 
 
delle Gravare - Toppe del
 
 
 
 
 
 
 
 
Tesoro
 
 
18
1763,10
1586,52
176,59
1030,90
17,00
Seggiovia Triposto Valle
 
 
 
 
 
 
 
 
delle Gravare - Toppe del
 
 
 
 
 
 
 
 
Tesoro
 
 
19
1755,47
1583,98
171,49
836,81
20,00
Seggiovia Triposto Valle
 
 
 
 
 
 
 
 
delle Gravare - Toppe del
 
 
 
 
 
 
 
 
Tesoro
 
 
20
1692,83
1680,00
12,83
130,00
10,00
Manovia Campo Scuola
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Campo Scuola
1298,00
1250,00
39,00
300,00
13,00
Sciovia Campetto
 
 
Orsetta
1308,00
1255,00
53,00
301,00
17,00
Seggiovia Orsetta - quota
 
 
Direttissima
1801,76
1238,07
563,61
1328,05
42,55
Seggiovia Orsa Maggiore
 
 
 
 
 
 
 
 
- Monte Vitelle
 
 
Aquila
1658,00
1264,00
388,00
610,00
63,00
Seggiovia Orsa Maggiore
 
 
 
 
 
 
 
 
- Monte Vitelle
 
 
Panoramica
1820,00
1761,00
59,00
491,00
12,00
Seggiovia Orsa Maggiore
 
 
 
 
 
 
 
 
- Monte Vitelle
 
 
Aceretta
1846,00
1687,00
159,00
779,00
20,00
Seggiovia Orsa Maggiore
 
 
 
 
 
 
 
 
- Monte Vitelle
 
 
Camoscio
1687,00
1507,00
180,00
486,00
37,00
Segg. Orsa Maggiore -
 
 
 
 
 
 
 
 
Monte Vitelle + Sciovia
 
 
 
 
 
 
 
 
Stazzo
Pescasseroli
G.I.S.P. S.p.A.
Stradello
1687,00
1629,00
58,00
383,00
15,00
Segg. Orsa Maggiore -
 
 
 
 
 
 
 
 
Monte Vitelle + Sciovia
Monte
 
 
 
 
 
 
 
Stazzo
Vitelle
 
Lupo
1790,66
1507,66
283,00
782,00
36,00
Seggiovia Stazzo - M.
 
 
 
 
 
 
 
 
Ceraso
 
 
Volpe
1746,00
1507,00
239,00
798,00
30,00
Seggiovia Stazzo - M.
 
 
 
 
 
 
 
 
Ceraso
 
 
Variante Volpe
1630,85
1596,00
34,81
175,00
19,00
Seggiovia Stazzo - M.
 
 
 
 
 
 
 
 
Ceraso
 
 
Staz. - Stazzetto
1497,10
1371,00
126,00
632,00
20,00
Segg. Stazzo segg. Orsa
 
 
 
 
 
 
 
 
M. - M. VT
 
 
Vallone
1371,00
1257,00
114,00
1069,00
10,00
Segg. Orsa M. - M. VT +
 
 
 
 
 
 
 
 
segg. Stazzo
 
 
Raccordo
1285,00
1236,00
49,00
640,00
7,60
Sciovia Raccordo
 
 
 
 
 
 
 
 
 


COMPRENSORIO SCIISTICO: MONTE PISELLI CIVITELLA DEL TRONTO VALLE CASTELLANA - PROVINCIA DI TERAMO
Comune
Ditta
Denominazione
Quota di
Quota di
Dislivello
Sviluppo
Pendenza
Denominazione
e località
Concessionaria
pista di discesa
Partenza
arrivo
ml.
ml.
media %
impianto
 
 
 
(S.L.M.)
(S.L.M.)
 
 
 
a servizio della pista
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Valle
Consorzio
Pista A
1630,00
1100,00
530,00
2265,00
25,56
Seggiovia Tre Caciare
Castellana e
turistico dei
 
 
 
 
 
 
Monte Piselli
Civitella del
Monti Gemelli
Pista B
1670,00
1420,00
250,00
840,00
28,76
Segg. Tre Caciare M.
Tronto
(CO.TU.GE.)
 
 
 
 
 
 
Piselli
 
 
Pista C
1630,00
1200,00
530,00
2715,00
20,43
Seggiovia Tre Caciare
 
 
 
 
 
 
 
 
Monte Piselli
Tre Caciare
 
Pista D
1697,00
1637,00
60,00
469,00
13,49
Sciovia doppia
Monte Piselli
 
 
 
 
 
 
 
Monte piselli I e II


COMPRENSORIO SCIISTICO: PRATI DI TIVO PIETRACAMELA - PRATO SELVA FANO ADRIANO - PROVINCIA DI TERAMO
Comune
Ditta
Denominazione
Quota di
Quota di
Dislivello
Sviluppo
Pendenza
Denominazione
e località
Concessionaria
pista di discesa
Partenza
arrivo
ml.
ml.
media %
impianto
 
 
 
(S.L.M.)
(S.L.M.)
 
 
 
a servizio della pista
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1
1502,00
1440,00
62,00
310,00
20,00
Seggiovia Prati di Tivo -
 
 
 
 
 
 
 
 
Fonte C.
 
 
2
1502,00
1440,00
62,00
299,00
21,00
Seggiovia Prati di Tivo -
 
 
 
 
 
 
 
 
Fonte C.
 
 
3
1600,00
1424,00
196,00
679,00
26,00
Seggiovia Pilone di
 
 
 
 
 
 
 
 
Mezzo - Corno P.
 
 
4
1609,00
1424,00
196,00
691,00
25,00
Seggiovia Pilone di
 
 
 
 
 
 
 
 
Mezzo - Corno P.
 
 
5
2008,00
1437,00
526,00
1679,00
31,00
Seggiovia la Madonnina
 
 
6
1440,00
1395,00
38,00
297,00
12,75
Sciovia Jolli I e II
 
 
7
1440,00
1395,00
38,00
291,00
13,00
Sciovia Jolli I e II
 
 
8
1900,00
1464,00
550,00
2000,00
27,49
Seggiovia la Madonnina
Pietracamela
Siger S.r.l.
9
1827,00
1475,00
233,00
934,00
25,00
Seggiovia la Madonnina
 
 
10
1812,00
1500,00
294,00
914,00
32,00
Seggiovia Pilone di
Prati di
 
 
 
 
 
 
 
Mezzo - Corno P.
Tivo
 
11
1812,00
1500,00
292,00
913,00
32,00
Seggiovia Pilone di
 
 
 
 
 
 
 
 
Mezzo - Corno P.
 
 
12
1812,00
1500,00
192,00
576,00
33,00
Seggiovia Pilone di
 
 
 
 
 
 
 
 
Mezzo - Corno P.
 
 
13
1764,00
1456,00
308,00
1070,00
31,00
Seggiovia Pilone di
 
 
 
 
 
 
 
 
Mezzo - Corno P.
 
 
14
1764,00
1456,00
308,00
1363,00
24,00
Seggiovia Pilone di
 
 
 
 
 
 
 
 
Mezzo - Corno P.
 
 
16
1686,00
1455,00
231,00
960,00
24,00
Seggiovia la Madonnina
 
 
Variante A
1889,25
1634,25
255,00
887,00
23,35
Seggiovia la Madonnina
 
 
pista 8
 
 
 
 
 
 
 
 
Variante B
1614,20
1490,78
123,42
405,00
30,44
Seggiovia la Madonnina
 
 
pista 8
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Fano
 
Seggiovia
1774,50
1383,00
391,50
1979,20
 
Seggiovia Campo dei
Adriano
Prato Selva
 
 
 
 
 
 
Venti - Colle Abetone
 
S.r.l.
Babetta
1548,50
1372,40
176,10
1039,74
Minore
Seggiovia Campo dei
Prato
 
 
 
 
 
 
30%
Venti - Colle Abetone
Selva
 
Baby
1393,50
1363,30
30,20
240,00
 
Sciovia Baby Scuola
 
 
Ginestra
1502,00
1378,29
123,71
727,00
 
Sciovia Ginestra


COMPRENSORIO SCIISTICO: PASSO LANCIANO MAIELETTA - PRETORO ROCCAMORICE - PROVINCIE DI CHIETI E
PESCARA
Comune
Ditta
Denominazione
Quota di
Quota di
Dislivello
Sviluppo
Pendenza
Denominazione
e località
Concessionaria
pista di discesa
Partenza
arrivo
ml.
ml.
media %
impianto
 
 
 
(S.L.M.)
(S.L.M.)
 
 
 
a servizio della pista
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pretorio
Panorama
Panoramica +
1607,10
1311,29
295,81
2090,32
14,15
Seggiovia triposto Passo
Roccamorice
s.r.l.
var
 
 
 
 
 
Lanciano - Panorama
 
 
D'Au
1607,10
1318,23
288,97
1110,27
26,01
Seggiovia triposto Passo
Passo
 
 
 
 
 
 
 
Lanciano - Panorama
Lanciano
 
Pistone
1624,51
1594,88
29,63
220,03
13,47
Sciovia la Chiesetta
 
 
Chiesetta 1
1625,11
1594,88
30,23
220,03
13,47
Sciovia la Chiesetta
 
 
Chiesetta 2
 
 
 
 
 
 
 
 
Pistone n. 1
1530,10
1391,50
138,60
432,90
38,00
Sciovia Piano di Fondi
Pretoro
 
Panoramica n. 2
1495,49
1311,48
184,11
1395,28
13,00
Sciovia Piano di Fondi
 
Soc. Sciovie
Raccordo
1535,20
1520,10
15,10
132,00
11,00
Sciovia Piano di Fondi
 
Marcantonio
Pistone n. 7
 
 
 
 
 
 
Passo
Srl
Raccordo
1535,48
1495,50
39,98
360,60
11,00
Sciovia Piano di Fondi
Lanciano
 
Panoramica n. 8
 
 
 
 
 
 
 
 
Pista n. 3
1495,00
1420,50
74,50
232,30
32,00
Sciovia Piano di Fondi
 
 
(nuova)
 
 
 
 
 
 
Pretorio
Mamma Rosa
Maielletta IV
1888,14
1692,12
196,02
863,73
22,69
Maielletta IV
Rapino
Funivie S.r.l.
Gare 1
1888,14
1776,77
111,37
633,20
20,89
Maielletta IV
Roccamorice
 
Gare 2
1888,14
1704,49
183,65
796,11
23,07
Maielletta IV
 
 
Primavera
1988,65
1727,50
261,15
1244,50
21,00
Del Rifugio
Maielletta
 
Rifugio
1975,25
1800,85
174,40
886,10
19,68
Del Rifugio
 
 
Complemento
1955,00
1862,00
93,00
310,00
30,00
Del Rifugio
 
 
gare 1-2
 
 
 
 
 
 
 
 
Parco snow
1988,55
1890,00
98,55
636,00
15,49
Del Rifugio
 
 
1 Block Haus
1994,13
1743,16
248,40
1500,00
16,88
Sciovia Stella blu 1-6
Pretoro
 
2 Sole
1999,88
1719,30
286,50
1250,00
32,00
Sciovia Stella blu 1-6
Roccamorice
Soc. Sciovie
3 Direttissima
1999,88
1719,30
273,00
1250,00
22,70
Sciovia Stella blu 1-6
 
Mamma Rosa
4 Stella blu 2
1724,32
1650,00
70,00
550,00
13,00
Sciovia Stella blu 2-3
Maielletta
Arl
5 Stella blu 3
1724,32
1650,00
70,00
550,00
13,00
Sciovia Stella blu 2-3
 
 
6 Baby
1724,32
1650,00
45,00
350,00
12,00
Sciovia Stella blu 4
 
 
7 Campo Scuola
1724,32
1650,00
45,00
350,00
12,00
Sciovia Stella blu 4
 
 
 
 
 
 
 
 
 


COMPRENSORIO SCIISTICO: GAMBERALE - PIZZOFERRATO - PROVINCIA DI CHIETI
Comune
Ditta
Denominazione
Quota di
Quota di
Dislivello
Sviluppo
Pendenza
Denominazione
e località
Concessionaria
pista di discesa
Partenza
arrivo
ml.
ml.
media %
impianto
 
 
 
(S.L.M.)
(S.L.M.)
 
 
 
a servizio della pista
Gamberale
 
 
 
 
 
 
 
 
 
F.lli De Juliis
La Forcella
1480,00
1390,00
100,00
750,00
12,00
Sciovia Forcella
La Forcella
 
 
 
 
 
 
 
 
Pizzoferrato
D'Orfeo
Pista S.
1361,34
1427,73
66,38
510,00
14,20
Sciovia S. Domenico
S. Domenico
Antonio
Domenico

Corte di Cassazione, sez. Feriale Penale, sentenza 13 agosto – 15 settembre 2015

Corte di Cassazione, sez. Feriale Penale, sentenza 13 agosto – 15 settembre 2015, n. 37267, Pres. Zecca – Rel. Sabeone.

 

Sci – Gestore dell’area sciabile – Posizione di garanzia - Pericoli atipici - Fuoripista – Responsabilità penale – Omicidio colposo - Sussiste

 

Incombe sul gestore di impianti sciistici l’obbligo di porre in essere ogni cautela per prevenire i pericoli, anche esterni alla pista, ai quali lo sciatore può andare incontro in caso di uscita dalla pista medesima, là dove la situazione dei luoghi renda probabile tale evenienza, atteso che la posizione di garanzia del gestore di un’area sciabile - con riferimento alla necessità di adottare ogni cautela tesa a prevenire che un utente fuoriesca dal tracciato e si inoltri su un tratto esterno alla pista, ma percorso regolarmente da altri utenti e di cui è nota la pericolosità - deriva dall’obbligo contrattuale assunto dal gestore con la conclusione del contratto, in base al quale l’obbligazione del gestore degli impianti di risalita comprende prestazioni accessorie, che trascendono dal mero trasporto e riguardano l’intera attività dell’utente, quali la messa a disposizione di piste dotate delle necessarie misure di sicurezza.

 

L. R. Piemonte 26 gennaio 2009, n. 2

L.R. Piemonte 26 gennaio 2009, n. 2 (1).


Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo in attuazione della normativa nazionale vigente ed interventi a sostegno della garanzia delle condizioni di sicurezza sulle aree sciabili, dell'impiantistica di risalita e dell'offerta turistica (2).

 

(1) Pubblicata nel B.U. Piemonte 29 gennaio 2009, n. 4, suppl.
(2) Vedi, al riguardo, quanto previsto dalla Delib.G.R. 18 dicembre 2012, n. 17-5071, dalla Delib.G.R. 18 dicembre 2012, n. 18-5072, dalla Det. reg. 13 dicembre 2012, n. 707, dalla Delib.G.R. 23 luglio 2013, n. 24-6146 e dalla Delib.G.R. 23 novembre 2013, n. 29-6948.
 

Il Consiglio regionale ha approvato.



La Presidente della Giunta regionale 
promulga la seguente legge:

TITOLO I


Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo in attuazione della normativa nazionale vigente


Capo I - Finalità ed ambito di applicazione


Art. 1


Finalità.
1. La Regione Piemonte, con la presente legge, nell'ambito dei principi contenuti nella legislazione nazionale vigente in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo, disciplina la gestione e fruizione in sicurezza delle aree sciabili e la sicurezza nella pratica non agonistica degli sport invernali da discesa e da fondo.
2. Nell'ambito delle proprie competenze trasferite e delegate, la Regione riconosce e valorizza altresì l'essenziale valenza dei territori montani e di tutte le aree sciabili in termini di coesione sociale, economica, territoriale e di sviluppo del turismo e sostiene le attività connesse alla pratica dello sci ed ogni altra attività sportiva, invernale ed estiva, che utilizzi impianti e tracciati destinati all'attività sciistica.

 

Art. 2


Oggetto della legge e ambito di applicazione.

1. La presente legge, al fine di riqualificare e razionalizzare le aree sciabili ed assicurarne adeguate condizioni di agibilità nonché di garantire la salvaguardia ambientale, disciplina il riconoscimento, la realizzazione, le modificazioni e l'esercizio delle aree sciabili, con particolare riguardo all'aspetto della sicurezza nella pratica non agonistica dello sci di discesa e dello sci di fondo e allo sviluppo delle attività economiche nelle località montane.
2. Gli impianti di risalita restano disciplinati dalla legge regionale 14 dicembre 1989, n. 74 (Disciplina degli impianti funiviari in servizio pubblico per il trasporto di persone).

 

Art. 3


Facoltà dei comuni ed associazioni fra comuni.

1. I comuni possono accordarsi o associarsi secondo le forme previste dalla normativa vigente al fine di programmare e perseguire le finalità di cui alla legge.
2. I comuni, singolarmente o in forma associata, possono costituire o partecipare a società, anche con altri enti pubblici o con privati, che abbiano come oggetto sociale il perseguimento delle finalità di cui all'articolo 1 o, comunque, lo sviluppo delle attività di cui all'articolo 2.

 

Capo II - Individuazione e classificazione delle aree sciabili e delle piste

 

Art. 4


Definizione delle aree sciabili e delle piste da sci.

1. Sono definite aree sciabili, ai sensi della normativa vigente, tutte le superfici innevate, anche attraverso la produzione di neve programmata, anche non battute, ad uso pubblico e comprendenti piste, snowpark, impianti di risalita e di innevamento, ivi comprese tutte le infrastrutture ad esse collegate sia aeree che interrate, nonché accessori e pertinenze diverse, abitualmente riservate alla pratica degli sport invernali sulla neve quali lo sci nelle sue varie articolazioni, la tavola da neve "snowboard", lo sci da fondo, la slitta e lo slittino ed altri eventuali sport da neve.
2. A seconda delle rispettive caratteristiche funzionali le piste che al pari delle infrastrutture di cui al comma 1 sono da considerarsi di interesse pubblico, si suddividono nelle seguenti tipologie:
a) pista di discesa: tracciato, palinato ai sensi dell'articolo 23, delimitato dal bordo esterno della battitura quando battuto, e dalla linea teorica di congiunzione tra le paline quando non battuto, appositamente destinato alla pratica dello sci di discesa, normalmente accessibile quando sia preparato e controllato anche ai fini della verifica della sussistenza di pericolo di distacco di valanghe (3);
b) pista di fondo: tracciato appositamente destinato alla pratica dello sci di fondo, normalmente accessibile quando sia preparato, segnalato e controllato anche ai fini della verifica della sussistenza di pericolo di distacco di valanghe e di altri pericoli atipici;
c) piste per altri sport sulla neve, quali la slitta, lo slittino e lo snowtubing: aree esclusivamente destinate a tali attività, anche in forma di tracciati obbligati, normalmente accessibili, palinate o delimitate lateralmente, dotate di segnaletica e controllate;
d) aree riservate alla pratica di evoluzioni acrobatiche con lo sci e lo snowboard (snowpark): tracciati con caratteristiche miste finalizzati alle evoluzioni tipiche di tali tecniche e destinati esclusivamente agli utenti provvisti di sci e snowboard, normalmente accessibili e preparati, palinati o delimitati lateralmente, dotati di segnaletica e controllati;
e) percorsi di trasferimento: tracciati che collegano aree sciabili differenti e annessi servizi, segnalati e controllati anche ai fini della verifica della sussistenza di pericolo di distacco di valanghe e di altri pericoli atipici;
f) percorso fuoripista o misto: itinerario sciistico, anche non compreso nell'area sciabile attrezzata, che può essere segnalato con paletti indicatori di percorso e normalmente accessibile; per tale itinerario valgono le disposizioni di cui all'articolo 30 e pertanto viene percorso dall'utente a suo esclusivo rischio e pericolo.
g) piste per il salto con gli sci: aree riservate e dotate di trampolini per il salto con gli sci, accessibili, preparate, dotate di segnaletica e normalmente presidiate e controllate.

  1. Lettera così sostituita dall’art. 53, comma 1, L.R. 22 dicembre 2015, n. 26, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 66, comma 1. Il testo precedente era così formulato: «a) pista di discesa: tracciato appositamente destinato alla pratica dello sci di discesa, anche non battuto, normalmente accessibile quando sia preparato, segnalato e controllato anche ai fini della verifica della sussistenza di pericolo di distacco di valanghe e di altri pericoli atipici.».
     

 

Art. 5


Individuazione e variazione delle aree sciabili.

1. I comuni, ai fini dell’individuazione e della variazione di cui all’articolo 2, comma 3, della legge 24 dicembre 2003, n. 363 (Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo), entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge, propongono con propria deliberazione alla Regione:
a) le aree sciabili già attrezzate e quelle eventualmente interessate da interventi di ristrutturazione o di riordino;
b) le aree sciabili parzialmente attrezzate, destinate ad interventi di potenziamento e di completamento delle piste esistenti e delle infrastrutture connesse;
c) le nuove aree sciabili;
d) le zone nelle quali sia possibile la realizzazione dei bacini idrici necessari per l’innevamento programmato;
e) le variazioni delle aree sciabili precedentemente individuate (4).
2. La deliberazione di cui al comma 1 è trasmessa alla Regione, che approva l'individuazione delle aree sciabili con deliberazione della Giunta regionale entro novanta giorni dalla trasmissione. Trascorso tale termine, l'individuazione e variazione delle aree sciabili si intende approvata.
3. I comuni, nel rispetto delle leggi regionali vigenti, contestualmente alla deliberazione di cui al comma 1, avviano il procedimento di adeguamento del piano regolatore generale comunale (PRGC).
4. Nelle aree sciabili il PRGC impone le limitazioni all’edificazione e all’uso del suolo necessarie e fissa le relative modalità d’intervento. Fatte salve le disposizioni più restrittive imposte dal PRGC non è consentito realizzare recinzioni fisse né effettuare nuove edificazioni, ad una distanza inferiore ai cinque metri dal confine dell’area sciabile. In ogni caso le nuove edificazioni dovranno essere realizzate in maniera tale da garantire il rispetto dei limiti previsti all’articolo 9 della presente legge, all’interno degli ambienti abitativi (5).
5. Sui terreni gravati da uso civico, ricompresi nelle aree sciabili e nei bike park, l'esercizio del relativo diritto è comunque assicurato agli aventi titolo nel periodo dell'anno durante il quale non viene praticata l'attività subordinatamente a quanto previsto dall'articolo 21, comma 6.

  1. Comma così sostituito dall’art. 16, comma 1, L.R. 11 luglio 2011, n. 10, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 39 della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «1. I comuni, ai fini dell'individuazione e della variazione di cui all'articolo 2, comma 3, della legge 24 dicembre 2003, n. 363 (Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo), propongono con propria deliberazione alla Regione:
    a) le aree sciabili già attrezzate e quelle eventualmente interessate da interventi di ristrutturazione o di riordino;
    b) le aree sciabili parzialmente attrezzate, destinate ad interventi di potenziamento e di completamento delle piste esistenti e delle infrastrutture connesse;
    c) le nuove aree sciabili;
    d) le zone nelle quali sia possibile la realizzazione dei bacini idrici necessari per l'innevamento programmato;
    e) le variazioni delle aree sciabili precedentemente individuate.».
    (5) Comma così sostituito dall’art. 16, comma 2, L.R. 11 luglio 2011, n. 10, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 39 della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «4. Nelle aree sciabili il PRGC impone le limitazioni all'edificazione e all'uso del suolo necessarie e fissa le relative modalità d'intervento.».
     

 

Art. 6


Classificazione delle piste da sci.

1. Le piste di discesa e le piste di fondo sono classificate con provvedimento della Giunta regionale, con le medesime modalità e tempistiche previste al comma 2 dell’articolo 5, secondo le procedure disciplinate dalla presente legge, nelle categorie individuate in base alla loro rispondenza ai rispettivi requisiti tecnici fissati (6).
2. Le piste di cui all'articolo 4, comma 2, lettere a), b) e d), normalmente adibite alla pratica non agonistica dello sci di discesa nelle sue varie articolazioni, dello snowboard e dello sci di fondo, o parti di esse, possono essere riservate allo svolgimento di allenamenti e competizioni agonistiche, secondo le disposizioni della Federazione italiana sport invernali (FISI) e della Fédération internationale de ski (FIS). In tal caso le aree interessate sono chiuse al pubblico per la durata dell'allenamento o della competizione. Gli organizzatori di gare o allenamenti autorizzati sono tenuti ad adottare tutte le misure di sicurezza necessarie per l'uso agonistico.
3. Le piste da sci, gli impianti di risalita e tutte le relative opere connesse costituiscono opere di urbanizzazione indotta ai sensi della vigente normativa in materia di urbanistica.

  1. Comma così sostituito dall’art. 16, comma 3, L.R. 11 luglio 2011, n. 10, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 39 della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «1. Le piste di discesa e le piste di fondo sono classificate con provvedimento della Giunta regionale, secondo le procedure disciplinate dalla presente legge, nelle categorie individuate in base alla loro rispondenza ai rispettivi requisiti tecnici fissati.».
     

 

Art. 7


Procedimento per il rilascio dell'atto di classificazione.
1. I soggetti di cui all'articolo 12, comma 2, presentano la domanda di classificazione al competente ufficio regionale.
2. L'ufficio regionale competente inoltra il progetto e i relativi elaborati alla Commissione di cui all'articolo 11 che esprime parere entro i successivi sessanta giorni. La Commissione può chiedere integrazioni documentali e chiarimenti al richiedente: in tal caso, il termine decorre nuovamente dalla data di ricezione delle integrazioni.
3. Acquisito il parere della Commissione, ovvero decorso infruttuosamente il termine di cui al comma 2 senza che la Commissione si sia pronunciata, il dirigente dell'ufficio regionale di cui al comma 1, entro trenta giorni, provvede con propria determinazione alla classificazione della pista.
4. La domanda di classificazione, corredata dagli elaborati di cui all'articolo 8, deve essere presentata entro un anno a decorrere dall'entrata vigore della legge.
5. La presentazione della domanda nei termini di cui al comma 4 costituisce condizione per l'accesso ai finanziamenti di cui ai successivi articoli della legge.

 

Art. 8


Elaborati di progetto per la classificazione.

1. La domanda di classificazione delle piste di nuova realizzazione è corredata da tutti gli elaborati progettuali richiesti dalla normativa vigente in materia.
2. La domanda di classificazione delle piste esistenti è corredata dai seguenti elaborati:
a) documentazione fotografica dello stato dei luoghi interessati;
b) corografie dello stato di fatto, in scala non minore di 1:10000, che mettono in evidenza l'area sciabile con indicazione del complesso delle piste e degli impianti esistenti e dei servizi ad essi funzionali, la viabilità di accesso all'area e strade di servizio estive e invernali;
c) planimetrie a curve di livello, in scala minima non minore di 1:5000, delle piste esistenti sulle quali devono essere riportate:
1) gli eventuali sistemi di protezione di tipo fisso contro gli infortuni (reti A);
2) l'indicazione delle sezioni di cui alla lettera d);
d) sezioni longitudinali con indicazione delle pendenze per tratti significativi, riportanti anche, ove presenti, eventuali pendenze trasversali;
e) relazione tecnica articolata nei seguenti argomenti:
1) caratteristiche delle piste quali dislivello, lunghezza orizzontale e sviluppata sull'asse della pista, pendenza longitudinale media e massima, pendenze trasversali, larghezza massima, media e minima, superficie totale, orientamento dei versanti;
2) connotati dei siti attraversati quali morfologia e struttura del terreno, colture in atto, risorse idriche;
3) valutazioni dimensionali delle piste in relazione alla funzionalità dell'area sciabile;
f) relazione di inquadramento territoriale ed urbanistico;
g) relazione descrittiva in merito ad eventuali usi civici gravanti sulle aree interessate;
h) estratto delle tavole di azzonamento del PRGC riportanti l'area sciabile;
i) planimetria catastale in scala non minore di 1:2000;
j) proposta motivata di classificazione della pista.

 

Art. 9


Classificazione acustica.

1. Ai sensi della legge 26 ottobre 1995, n. 447 (Legge quadro sull'inquinamento acustico) le aree sciistiche nuove o soggette a modifiche significative sono sottoposte a valutazione di impatto acustico.
2. A completamento di quanto previsto dalla legge regionale 20 ottobre 2000, n. 52 (Disposizioni per la tutela dell'ambiente in materia di inquinamento acustico) e dei successivi provvedimenti di attuazione, tutte le aree sciistiche di cui all'articolo 5, comma 1, sono oggetto di specifica classificazione acustica in base all'effettivo utilizzo delle stesse nel periodo invernale ed estivo. I comuni provvedono entro sei mesi all'adeguamento dei propri piani di zonizzazione acustica secondo i disposti della presente legge (7).
3. Nelle aree sciistiche, le stazioni funiviarie di partenza e di arrivo, le relative aree di pertinenza ed il tratto di infrastruttura di collegamento sono da classificarsi, sia in estate che in inverno, in classe IV. Analogamente le aree di cui all'articolo 4, comma 2, lettere a), b), c), d) ed e), sono da classificarsi in classe IV nei periodi di svolgimento della attività sciistica ed in una classe inferiore negli altri periodi. Le aree individuate all'articolo 4, comma 2, lettera f), possono invece essere classificate in una classe inferiore, a seconda della fruizione e del paesaggio sonoro.
4. Il disposto di cui al comma 3 è accompagnato dalla previsione di apposite fasce di pertinenza acustica, per le piste di nuova realizzazione come previsto dall'allegato 1, tabella 1, punto c1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 2004, n. 142 (Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell'inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell'articolo 11 della L. 447/1995), per le piste esistenti e per quelle classificate ai sensi dell'articolo 6 della presente legge, si applica l'allegato 1, tabella 2, punto Cb del medesimo decreto (8).
5. Le aree sciistiche di cui all'articolo 4, comma 2, lettere a), b), c), d), e), e f), in quanto soggette al transito degli sciatori, dei mezzi per la manutenzione delle piste, dei mezzi di servizio, nonché caratterizzate dalla presenza degli impianti di risalita, sono da considerarsi, ai fini della classificazione acustica, assimilate alle infrastrutture stradali, ferroviarie e di trasporto e come tali non soggette all'applicazione dei valori limite differenziali di immissione.
5-bis. Con riferimento ai disposti dell'articolo 6-ter del decreto legge 30 dicembre 2008, n. 208 (Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell’ambiente) convertito dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13, il rispetto dei limiti di normale tollerabilità previsti dall'articolo 844 Codice Civile si intende soddisfatto mediante l'applicazione delle norme contenute nella presente legge (9).
5-ter. Ai sensi dell'articolo 2, comma 2, della L. n. 447/1995, con specifico riferimento a quanto previsto all'articolo 2, comma 1, lettera b) della medesima norma, le misure previste all'allegato B, punto 5, del D.M. 16 marzo 1998 del Ministro dell’ambiente (Tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico), nel periodo invernale di svolgimento delle attività di cui alla presente legge, si effettuano solo a finestre chiuse. Analogamente, con specifico riferimento a quanto previsto all'articolo 2, comma 1, lettera a) della L. n. 447/1995, le misure previste all'allegato B, punto 6, del medesimo decreto nel periodo invernale di svolgimento delle attività di cui alla presente legge, si effettuano nell'ambiente esterno solo in presenza di una dimostrata attività umana compatibile con i luoghi e le condizioni climatiche. Per la misura del rumore stradale, con riferimento al disposto di cui al comma 5, si applica quanto previsto al punto 2 dell'allegato C del medesimo decreto (10).

  1. Comma così sostituito dall’art. 16, comma 4, L.R. 11 luglio 2011, n. 10, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 39 della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «2. A completamento di quanto previsto dalla legge regionale 20 ottobre 2000, n. 52 (Disposizioni per la tutela dell'ambiente in materia di inquinamento acustico) e dei successivi provvedimenti di attuazione, le aree sciistiche sono oggetto di specifica classificazione acustica in base all'effettivo utilizzo delle stesse nel periodo invernale ed estivo.».
    (8) Comma così sostituito dall’art. 16, comma 5, L.R. 11 luglio 2011, n. 10, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 39 della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «4. Il disposto di cui al comma 3 è accompagnato dalla previsione di apposite fasce di pertinenza acustica, come previsto dall'Allegato 1, Tabella 1, punto C1 del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 2004, n. 142 (Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell'inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell'articolo 11 della l. 447/1995).».
    (9) Comma aggiunto dall’art. 16, comma 6, L.R. 11 luglio 2011, n. 10, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 39 della medesima legge).
    (10) Comma aggiunto dall’art. 16, comma 6, L.R. 11 luglio 2011, n. 10, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 39 della medesima legge).
     

 

Art. 10


Elenco regionale delle piste.

1. È istituito, presso l'Assessorato regionale competente, l'elenco regionale delle piste di cui all'articolo 4, comma 2, lettere a) e b).
2. Nell'elenco regionale delle piste sono indicate:
a) le piste classificate ai sensi dell'articolo 6;
b) le generalità del gestore, del direttore delle piste e degli operatori di primo soccorso (11).
3. La redazione, gestione e aggiornamento dell'elenco regionale delle piste sono curati dai competenti uffici regionali sulla base delle indicazioni comunicate dal gestore.

  1. Lettera così sostituita dall’art. 1, L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12 della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «b) le generalità del gestore e del direttore delle piste.».
     

 

Art. 11


Commissione tecnico-consultiva per le aree sciabili.

1. È istituita la Commissione tecnico-consultiva per le aree sciabili, quale organo tecnico dell'amministrazione regionale in materia.
2. Fanno parte della Commissione:
a) quattro dirigenti dei settori regionali competenti;
b) un rappresentante dei comuni di competenza territoriale;
c) un esperto designato dall'Associazione piemontese esercenti impianti a fune o un rappresentante dell'Associazione piemontese enti gestori di piste di sci di fondo o suo delegato, a seconda degli argomenti trattati;
d) un rappresentante del Collegio regionale dei maestri di sci;
e) un rappresentante delle organizzazioni di volontariato operanti nel soccorso piste;
f) un rappresentante del Collegio regionale Guide Alpine italiane;
g) un rappresentante della FISI;
h) un rappresentante delle organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative, presenti nella Regione e firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) per il trasporto a fune;
i) un rappresentante del servizio medico di emergenza sanitaria territoriale 118;
j) un esperto designato dal Club Alpino Italiano (CAI) Piemonte;
j-bis) un rappresentante dell'Associazione soccorso alpino e speleologico piemontese (12).
3. I componenti sono nominati con decreto del Presidente della Giunta regionale. La Commissione è presieduta da un dirigente regionale. Le funzioni di segreteria della Commissione sono svolte da personale regionale.
4. La Commissione esprime parere motivato sulla domanda di classificazione entro il termine di sessanta giorni dal ricevimento, accertando la conformità della domanda medesima rispetto ai parametri di cui all'articolo 8.
5. I pareri della Commissione sono assunti con il voto favorevole della maggioranza dei presenti ed in caso di parità prevale il voto del Presidente.
6. Ai lavori della Commissione possono essere invitati tecnici ed esperti, il cui parere sia ritenuto utile o necessario nell'esame di singole questioni. La Commissione, ai fini dell'espletamento delle sue funzioni, può effettuare, comunque entro i termini previsti, ispezioni e sopralluoghi sulle aree interessate dalla richiesta di classificazione.
7. Ai componenti della Commissione estranei all'amministrazione regionale è corrisposto un rimborso di eventuali spese di trasferta nella misura e con le modalità previste dalle norme in vigore per il personale regionale.

  1. Lettera aggiunta dall'art. 44, comma 1, L.R. 6 agosto 2009, n. 22.
     

 

Capo III - Norme disciplinanti la realizzazione, la concessione e l'esercizio delle piste

Art. 12


Realizzazione delle piste.

1. La realizzazione di nuove piste o di significative modifiche al tracciato di piste esistenti è assoggettata al rilascio di permesso di costruire gratuito.
2. Hanno titolo a richiedere il permesso di costruire:
a) il concessionario, ai sensi della L.R. n. 74/1989, per la costruzione e la gestione dell'impianto di risalita funzionalmente collegato alla pista, nonché le persone fisiche o giuridiche da esso delegate;
b) i comuni, le associazioni di comuni e le comunità montane;
c) la Regione Piemonte;
d) la Fondazione 20 marzo 2006;
e) i soggetti che, mediante convenzione, abbiano assunto l'obbligo di realizzare la pista quale opera a scomputo degli oneri di urbanizzazione dovuti;
f) il soggetto che si obbliga ad assicurare la preparazione, la manutenzione e la battitura della pista di fondo;
g) ogni altro soggetto pubblico o imprenditore privato.

 

Art. 13


Permesso di realizzazione delle piste.

1. I soggetti legittimati ai sensi dell'articolo 12, comma 2 presentano al comune domanda per il rilascio del permesso di costruire, corredata dai titoli che dimostrino la disponibilità dei terreni sui quali la pista deve essere realizzata, ovvero dall'indicazione delle servitù di cui chiedono la costituzione coattiva, nonché dal progetto e dai relativi elaborati.
2. Il rilascio del permesso di costruire è reso sulla base della contestuale valutazione degli aspetti urbanistici, programmatori, trasportistici, idraulici, idrogeologici, forestali, ambientali, paesaggistici e valanghivi. Nella conduzione dell'istruttoria è facoltà del comune avvalersi del supporto dei competenti uffici dell'Agenzia regionale di protezione ambientale (ARPA).
3. Acquisito, ove necessario, il provvedimento di costituzione di servitù di pista, il permesso di costruire è rilasciato in conformità alle normative vigenti.

 

Art. 14


Procedimento per l'imposizione della servitù di area sciabile.

1. L'individuazione delle aree sciabili, comprese le piste ed i relativi impianti di innevamento e di risalita, con i loro accessori e pertinenze, equivale a dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza della medesima opera, ai sensi dell'articolo 34, comma 6, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), e costituisce titolo per la costituzione volontaria o coattiva di servitù connesse alla costruzione e gestione di tali impianti, fatto salvo il pagamento della relativa indennità. Per la costituzione coattiva di servitù di aree sciabili e impianti di risalita è dovuta esclusivamente un’indennità proporzionata al danno cagionato dal passaggio, limitatamente al periodo di utilizzo, tenuto conto delle eventuali migliorie apportate al fondo; non si presume alcuna indennità per le servitù che possono essere conservate senza danno o senza grave incomodo del fondo servente. La dichiarazione di pubblica utilità consente altresì l'applicazione delle procedure di esproprio secondo le modalità stabilite dal decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità); i gestori delle aree sciabili, nonché i soggetti di cui all'articolo 3, comma 2, sono pertanto titolati all'espletamento di tutte le iniziative ed attività necessarie per portare a compimento tali procedure (13).
2. L'istanza di costituzione coattiva di servitù di area sciabile è presentata all'amministrazione pubblica competente.
3. Ove non altrimenti costituita, la servitù di pista può essere imposta coattivamente anche sulle piste esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge.
4. La Regione può intervenire sulla base di criteri e modalità definiti con apposita deliberazione per la copertura degli oneri di servitù alle amministrazioni comunali sulle quali grava la relativa indennità.
5. Entro il 31 marzo di ogni anno le amministrazioni comunali comunicano alla Regione gli esiti delle istanze ricevute per le costituzioni coattive di servitù e formulano eventuali richieste di contribuzione di cui al comma 4.

  1. Comma così modificato dall’art. 16, comma 7, L.R. 11 luglio 2011, n. 10, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 39 della medesima legge).
     

 

Art. 15


Facoltà inerenti alla servitù di area sciabile.

1. La servitù coattiva di aree sciabili conferisce le seguenti facoltà:
a) eseguire e mantenere opere di sbancamento, di livellamento, di riporto o, comunque, di modifica del profilo del terreno nonché ogni necessaria opera di sostegno e di drenaggio;
b) eseguire interventi di disboscamento, di taglio degli alberi, dei rami e del manto erboso ed interventi di reinerbimento;
c) eseguire e mantenere ogni necessaria opera a protezione della pista anche in relazione al rischio di distacco di valanghe;
d) eseguire e mantenere le canalizzazioni per la raccolta delle acque superficiali;
e) apporre cartelli indicatori e ogni altro apprestamento di sicurezza;
f) eseguire interventi di manutenzione e sistemazione della pista sia nel periodo invernale sia in quello estivo;
g) realizzare, mantenere in efficienza e custodire impianti e sistemi per la produzione di neve programmata, ivi comprese opere di captazione, condutture interrate di aria, di energia elettrica e di acqua comprensive di pozzetti e mantenere in efficienza e custodire bacini di accumulo e stazioni di pompaggio;
h) realizzare e custodire impianti di risalita, pertinenze e accessori, linee aeree e interrate connesse e funzionali all'utilizzo dell'area;
i) posare nel sottosuolo e mantenere tubi e cavi per l'allacciamento degli impianti di innevamento di cui alla lettera g) e delle loro pertinenze alle rete elettrica e idrica;
j) eseguire ogni attività comunque connessa alla produzione della neve programmata, alla sua movimentazione ed alla preparazione e battitura della pista;
k) assicurare agli utenti l'accesso e l'utilizzo della pista;
l) inibire a chiunque l'accesso alla pista ove sussistano ragioni di sicurezza e, comunque, nelle ore di non apertura al pubblico durante la stagione invernale ed in occasione delle operazioni di battitura e di manutenzione anche estiva;
m) eseguire ogni altro intervento strettamente funzionale al buon utilizzo della pista;
n) accedere, durante ogni periodo dell'anno, a piedi, con veicoli e mezzi meccanici per eseguire le opere e gli interventi previsti dal presente articolo;
o) eseguire e mantenere ogni necessaria opera per la realizzazione e la manutenzione di sentieri pedonali e di tracciati adibiti al transito estivo delle mountain-bike;
p) assicurare agli utenti l'accesso e l'utilizzo dei sentieri e dei tracciati di cui alla lettera o).
2. Gli interventi di cui al comma 1 sono effettuati nel rispetto delle normative vigenti in materia.
3. Il proprietario od il titolare di altro diritto reale sui terreni gravati dalla servitù non può, in ogni caso, realizzare opere di alcun genere su tali terreni né pregiudicare in alcun modo l'esercizio della servitù o renderlo più oneroso.
4. La servitù coattiva di area sciabile è inamovibile fintanto che le piste siano mantenute in esercizio.

 

Capo IV - Norme disciplinanti la gestione delle piste

Art. 16


Gestore della pista.

1. La funzione di gestore della pista di discesa è assunta dal titolare della gestione, ai sensi della L.R. n. 74/1989, dell'impianto di risalita funzionalmente collegato alla pista medesima, ovvero dalle persone fisiche o giuridiche da esso delegate.
2. La funzione di gestore della pista di fondo è assunta dal soggetto di cui all'articolo 12, comma 2, lettera f).

 

Art. 17


Soggetti operanti nell'esercizio delle piste.

1. L'esercizio delle piste presuppone l'individuazione dei seguenti soggetti:
a) il direttore delle piste;
b) l'operatore di primo soccorso;
c) i soggetti intermedi per la manutenzione, battitura, innevamento, preparazione delle piste e il personale degli impianti di risalita.
2. I soggetti di cui al comma 1 sono individuati dal gestore tra il proprio personale dipendente ovvero tra soggetti esterni. I soggetti di cui al comma 1, lettere a) e b) devono essere dotati di idonea qualifica professionale. È fatta salva la possibilità che più funzioni facciano capo alla medesima persona (14).
3. Il personale operante nel settore della sicurezza piste, con specifica qualifica, viene riconosciuto nel soggetto di cui al comma 1, lettera b).

  1. Comma così sostituito dall’art. 2, L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12 della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «2. I soggetti di cui al comma 1 sono individuati dal gestore tra il proprio personale dipendente ovvero tra soggetti esterni dotati di idonea qualifica professionale. È fatta salva la possibilità che più funzioni facciano capo alla medesima persona.».
     

 

Art. 18


Obblighi del gestore.

1. L'apertura al pubblico di una pista è condizionata alla messa in sicurezza della stessa in considerazione di previsioni per la riduzione dei rischi connessi alle pratiche sportive ivi previste.
2. Il gestore assicura agli utenti la pratica dell'attività sportiva secondo le previsioni di cui alla presente legge.
3. Il gestore è tenuto a:
a) nominare un direttore della pista, comunicandone il nominativo all'ufficio regionale di cui all'articolo 10, ai fini del suo inserimento nell'elenco regionale delle piste;
b) assicurare la preparazione della pista in funzione delle condizioni meteorologiche, atmosferiche e di innevamento;
c) provvedere alla delimitazione della pista in conformità a quanto previsto all'articolo 23;
d) dotare la pista della segnaletica di cui all'articolo 24;
e) disporre la chiusura della pista, su segnalazione del direttore della stessa, nel caso in cui essa non presenti le necessarie condizioni di agibilità e di sicurezza, quando sussista un pericolo di distacco di valanghe ovvero la pista presenti altri pericoli atipici;
f) assicurare il servizio di soccorso e di trasporto degli infortunati in luoghi accessibili dai più vicini centri di assistenza sanitaria o di pronto soccorso secondo le disposizioni di cui all'articolo 22;
g) provvedere, su segnalazione del direttore della pista, agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria necessari affinché la pista risulti in sicurezza;
h) provvedere agli interventi volti a garantire un adeguato innevamento delle piste, l'agibilità delle stesse e l'eliminazione, ove possibile, di eventuali elementi di pericolosità;
h-bis) fornire agli utenti, di concerto con il Servizio sanitario regionale, tutte le informazioni utili in merito ai servizi sanitari e di primo soccorso a loro disposizione presenti sul territorio, mediante l'affissione di apposita cartellonistica o la produzione di materiale informativo (15);
i) stipulare apposito contratto di assicurazione della responsabilità civile inerente la propria attività per danni agli utenti e ai terzi per fatti derivanti da propria responsabilità anche in relazione all'uso della pista; la stipulazione di tale contratto costituisce condizione per l'apertura al pubblico della pista (16);
j) fornire annualmente all'ufficio regionale di cui all'articolo 10, l'elenco analitico degli infortuni verificatisi indicando, ove possibile, anche la dinamica degli incidenti;
k) effettuare le comunicazioni prescritte dall'articolo 10, comma 3, funzionali all'aggiornamento dell'elenco regionale delle piste.
4. Gli interventi necessari ai fini dell'aumento della sicurezza, se effettuati all'interno e in prossimità dei bordi delle piste classificate, costituiscono intervento manutentivo e non necessitano della procedura di cui all'articolo 13.
5. Il servizio di soccorso di cui al comma 3, lettera f), può essere istituito anche a pagamento, a condizione che il gestore proponga all'atto di acquisto del titolo di viaggio una polizza assicurativa, ancorché facoltativa, che ricomprenda la copertura di tali costi. In assenza di tale copertura assicurativa il costo del servizio è posto interamente a carico dell'utente (17).
6. Differisce dalla gestione del servizio di soccorso l'eventuale servizio di recupero di persone a mezzo impianti, o comunque tramite il personale di servizio, in accertati casi di negligenza degli utenti; tale servizio può essere istituito dal gestore anche a pagamento.
7. È fatta salva la possibilità da parte della Regione di esonerare alcune piste da fondo minori dal rispetto di alcuni obblighi generali di cui al comma 3.

  1. Lettera aggiunta dall’art. 53, comma 3, L.R. 22 dicembre 2015, n. 26, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 66, comma 1.
    (16) Lettera così modificata dall’art. 53, comma 2, L.R. 22 dicembre 2015, n. 26, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 66, comma 1.
    (17) Comma così sostituito dall’art. 53, comma 4, L.R. 22 dicembre 2015, n. 26, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 66, comma 1. Il testo precedente era così formulato: «5. La gestione del servizio di soccorso di cui al comma 3, lettera f), può essere istituito anche a pagamento, a condizione che il titolo di accesso agli impianti preveda una totale copertura assicurativa per le spese di soccorso.».
     

 

Art. 19


Obblighi del direttore di pista.

1. Il direttore di pista:
a) promuove, sovrintende e dirige le attività di cui all'articolo 18, comma 3, lettere b), c) e d) vigilando sullo stato di sicurezza della pista;
b) coordina e collabora con il servizio di soccorso sulle piste;
c) coordina la propria attività e collabora con il responsabile del servizio di battitura e preparazione delle piste, ove presente;
d) segnala senza indugio al gestore la sussistenza delle situazioni che impongono la chiusura della pista ai sensi dell'articolo 18, comma 3, lettera e), provvedendovi direttamente in caso di incombente pericolo;
e) indica al gestore gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria la cui realizzazione è necessaria affinché la pista risulti in sicurezza ai sensi dell'articolo 18, comma 3, lettera g) e ne sovrintende la realizzazione;
f) se incaricato in tal senso dal gestore ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 22, coordina e dirige gli operatori addetti al servizio di soccorso.
2. I requisiti ed il percorso di abilitazione del direttore di pista sono disciplinati per mezzo di appositi provvedimenti della Giunta regionale.

 

Art. 20


Mansioni degli operatori di primo soccorso.

1. L'operatore di primo soccorso è il soggetto al quale sono affidate mansioni di recupero e di primo intervento di soccorso agli infortunati sulle piste da sci ed anche mansioni di diversa natura, in relazione all'organizzazione aziendale di ogni singola località, con particolare riferimento alle operazioni di manutenzione e messa in sicurezza delle piste, al servizio di apertura e chiusura delle stesse, alla verifica delle condizioni di sicurezza ed all'informazione agli utenti.
1-bis. La figura di operatore di primo soccorso si articola nelle categorie:
a) operatore di primo soccorso su piste da discesa;
b) operatore di primo soccorso su piste da fondo (18).
2. I requisiti ed il percorso di abilitazione degli operatori di primo soccorso sono disciplinati per mezzo di appositi provvedimenti della Giunta regionale.
2-bis. Sono fatte salve e vengono riconosciute le abilitazioni al servizio di soccorso, ed i successivi aggiornamenti periodici, rilasciate ai soggetti appartenenti all'Esercito italiano, all'Arma dei Carabinieri, al Corpo della Guardia di Finanza, al Capo nazionale dei Vigili del Fuoco, al Corpo forestale dello Stato ed alla Polizia di Stato, provenienti dalle rispettive scuole di addestramento alpino, ai soggetti appartenenti al Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico provenienti dalle scuole nazionali di cui all'articolo 5 della legge 21 marzo 2001, n. 74 (Disposizioni per favorire l'attività svolta dal Corpo nazionale soccorso alpino speleologico), nonché ai soggetti appartenenti alla Federazione italiana sicurezza piste sci (FISPS) che hanno ottenuto l’abilitazione come soccorritore o pattugliatore nei corsi tenuti dalla Scuola regionale o nazionale FISPS, in divisa ed in servizio nei comprensori sciistici della Regione (19).
2-ter. Sono fatte salve e vengono riconosciute inoltre le abilitazioni al soccorso su pista da discesa, ed i successivi aggiornamenti periodici, rilasciate ai volontari dell’Associazione nazionale pubbliche assistenze (ANPAS) e della Croce rossa italiana formati dalle rispettive scuole di soccorso piste e certificati dal Servizio di emergenza sanitaria 118 del Piemonte (20).

  1. Comma aggiunto dall’art. 3, comma 1, L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12 della medesima legge).
    (19) Comma aggiunto dall’art. 3, comma 2, L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, poi così modificato dall'art. 32, comma 1, L.R. 7 maggio 2013, n. 8, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 42 della medesima legge).
    (20) Comma aggiunto dall’art. 3, comma 3 (come corretto con avviso di rettifica pubblicato nel B.U. 22 dicembre 2011, n. 51), L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12 della medesima legge).
     

 

Art. 21


Manutenzione delle piste e garanzia delle condizioni di innevamento.

1. Il gestore delle piste di discesa e di fondo provvede all'ordinaria e straordinaria manutenzione delle stesse ai sensi dell'articolo 18, comma 3, lettera g). In particolare, ha l'obbligo di curare che le piste conservino i requisiti tecnici e di sicurezza previsti, anche con l'impiego dell'innevamento programmato e di altre moderne tecniche a basso impatto ambientale volte a garantire l'adeguato innevamento delle piste ai sensi dell'articolo 18, comma 3, lettera h). Al gestore compete la preparazione e la messa in sicurezza delle piste durante il periodo di utilizzo, compatibilmente con gli eventi meteorologici e atmosferici.
2. Le piste non battute, o che presentino cattive condizioni di fondo o che richiedano particolari capacità e tecniche di sciata ovvero l'utilizzo di attrezzature specifiche, possono essere aperte al pubblico, ma devono essere segnalate in corrispondenza degli accessi e delle stazioni di partenza degli impianti di risalita serventi.
3. Gli ostacoli presenti sulle piste che lo sciatore non può scorgere agevolmente devono essere rimossi. Nel caso di impossibilità di rimozione, gli ostacoli devono essere debitamente segnalati in modo tale da consentire all'utente un margine di prevedibilità con qualsiasi mezzo del pericolo e, se possibile, protetti.
4. I bordi delle piste in corrispondenza di dirupi, strapiombi o crepacci devono essere segnalati e, se possibile, protetti a mezzo di adeguati sistemi di protezione.
5. Il gestore ha l'obbligo di chiudere le piste durante le operazioni di battitura con mezzi meccanici ed in caso di manifesto pericolo per gli utenti o di non agibilità.
6. Durante il periodo di non esercizio delle piste, la sistemazione dei terreni interessati è eseguita in modo da conservare la loro stabilità ed evitare il verificarsi di fenomeni di erosione e di degrado delle superfici.

 

Art. 22


Finalità e caratteristiche del servizio di soccorso.

1. Il gestore assicura il servizio di soccorso provvedendo al recupero, primo intervento e trasporto degli infortunati con le modalità individuate dalla Giunta regionale, di concerto con il Servizio di emergenza sanitaria territoriale 118, la Commissione tecnico-consultiva per le aree sciabili di cui all'articolo 11, informata la Commissione consiliare competente.
2. Il servizio di soccorso è assicurato dal gestore mediante proprio personale, ovvero con affidamento del servizio a terzi regolato da appositi contratti o convenzioni. A tale personale, qualora non faccia parte di enti abilitati o organizzazioni di volontariato ai sensi della legge regionale 29 agosto 1994, n. 38 (Valorizzazione e promozione del volontariato), è applicato il livello previsto dal CCNL del settore trasporto a fune. La figura dell'operatore di primo soccorso è prevista dal CCNL del settore trasporto a fune.
3. Entro il 30 novembre di ogni anno, il gestore comunica all'ufficio regionale di cui all'articolo 10, comma 1 le modalità secondo le quali il servizio è espletato ai sensi del comma 2, nonché l'organico del personale addetto.
4. Salvo quanto previsto all'articolo 17, comma 2, nel servizio di soccorso possono essere impiegati unicamente addetti con abilitazione professionale di operatore di primo soccorso dotati di attrezzature ed equipaggiamenti idonei. Gli addetti al soccorso, compatibilmente con l'espletamento del servizio, possono essere adibiti anche alla manutenzione e messa in sicurezza delle piste, al servizio di apertura e chiusura delle stesse, alla verifica delle condizioni di sicurezza ed all'informazione agli utenti.
5. La direzione ed il coordinamento del servizio di soccorso possono essere affidati al direttore di pista ovvero, in alternativa, ad un operatore di primo soccorso con almeno tre anni di esperienza.
6. Il gestore può individuare, nell'ambito del proprio comprensorio, uno o più operatori di primo soccorso, con esperienza non inferiore a tre anni, cui affidare funzioni di coordinamento e di capo-pattuglia.
7. Fatti salvi i compiti spettanti al servizio sanitario regionale ed alla protezione civile, i gestori delle piste, nell'ambito dei compiti organizzativi e gestionali loro affidati, possono ricorrere all'impiego dell'elicottero; possono altresì organizzare, nelle aree sciabili da essi gestite e senza oneri a carico della Regione, un'attività di trasporto non medicalizzato mediante l'uso di tale mezzo.

 

Art. 23


Obblighi di delimitazione delle piste.

1. Le piste di sci di discesa sono delimitate lateralmente tramite idonea palinatura, realizzata e posata al fine di consentire, anche in condizioni di scarsa visibilità, l'individuazione dei bordi della pista e del grado di difficoltà.
2. La palinatura di delimitazione è realizzata con aste a sezione circolare, prive di spigoli del colore corrispondente al grado di difficoltà della pista e può essere altresì integrata con dischi posti ad intervalli di circa duecento metri recanti la denominazione o la numerazione della pista.
3. Al fine di consentire una più agevole individuazione dei bordi della pista, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità, le paline poste sul bordo destro recano, nella parte terminale dell'asta, una colorazione arancione per l'altezza minima di ottanta centimetri e per l'altezza minima di trenta centimetri sul lato sinistro.
4. Le piste di fondo hanno indicazioni a intervalli di circa mille metri recanti la distanza ancora da percorrere.
5. La palinatura può essere omessa, fatta salva l'applicazione dell'articolo 26:
a) nei tratti in cui la pista è delimitata da elementi naturali, ivi comprese le aree boscate;
b) nei tratti in cui siano state posizionate, lungo il bordo della pista, reti di protezione o altri elementi di sicurezza;
c) nei tratti di raccordo o confluenza tra più piste.
6. La palinatura di cui ai commi precedenti deve essere realizzata in modo tale da consentirne l'agevole rimozione a conclusione della stagione invernale.

 

Art. 24


Obblighi di segnalazione sulle piste.

1. Le piste di sci di discesa e di fondo sono dotate di apposita segnaletica a cura dei gestori delle stesse.
2. La segnaletica, realizzata ai sensi del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 20 dicembre 2005 (Segnaletica che deve essere apposta nelle aree sciabili attrezzate), ha lo scopo di fornire le necessarie indicazioni sull'agibilità e sulle caratteristiche delle piste.
3. Le piste vengono segnate e suddivise secondo il loro grado di difficoltà come segue:
a) piste facili, segnate in blu: la loro pendenza longitudinale e trasversale non può superare il 25 per cento, ad eccezione di brevi tratti in zone non delimitate;
b) piste di media difficoltà, segnate in rosso: la loro pendenza longitudinale e trasversale non può superare il 40 per cento, ad eccezione di brevi tratti in zone non delimitate;
c) piste difficili, segnate in nero: la loro pendenza supera i valori massimi delle piste rosse.
4. Gli itinerari sciistici sono segnati in arancione e non vengono suddivisi secondo gradi di difficoltà.
5. Ai gestori è consentito a scopi commerciali di indicare in verde le piste molto facili la cui pendenza longitudinale e trasversale non può superare il 15 per cento, ad eccezione di brevi tratti in zone non delimitate.
6. Ai fini dell'incremento del livello di sicurezza delle piste la Regione autorizza le iniziative di incremento della larghezza delle stesse, ove fisicamente possibile, proposte dai soggetti di cui all'articolo 12, comma 2 e all'articolo 16, comma 1, ad una larghezza ritenuta idonea e sufficiente.
7. La segnaletica deve essere conforme ai requisiti della normativa di cui al comma 2; per le stazioni confinanti con altre stazioni di diverso Stato o regione è ammesso comunque l'impiego della segnaletica uniforme a quella impiegata dalla stazione confinante.
8. In corrispondenza degli impianti di risalita che costituiscono punti di accesso ai comprensori sciistici ovvero delle biglietterie ed in prossimità dei luoghi di partenza delle piste di sci di fondo è apposto un prospetto generale delle piste esistenti, riportante la denominazione, il numero ed il grado di difficoltà delle stesse.
9. In prossimità degli impianti di risalita serventi le piste di discesa è apposto un cartello riguardante le piste servite, sul quale è riportato il nome o il numero della pista, il grado di difficoltà, l'indicazione dell'apertura, della chiusura e l'orario di accesso.
10. In corrispondenza dei principali accessi alle piste di fondo è indicato il relativo orario di apertura e chiusura.
11. Gli accessi alle piste chiuse, anche temporaneamente, sono protetti, per l'intera larghezza, con idoneo mezzo di segnalazione preceduto dal segnale di pericolo. La chiusura della pista è tempestivamente segnalata nella stazione a valle dell'impianto servente nonché all'inizio della stessa ed alle biglietterie.
12. In corrispondenza delle biforcazioni e degli incroci tra piste sono posizionati segnali riportanti la direzione, la denominazione e il grado di difficoltà delle piste interessate, nonché le destinazioni raggiungibili.
13. Le piste non battute, quelle che presentano cattive condizioni del fondo o che richiedono particolari capacità e tecniche di sciata ovvero l'utilizzo di attrezzature specifiche possono essere aperte al pubblico, ma sono segnalate in corrispondenza degli accessi e delle stazioni di partenza degli impianti di risalita serventi.
14. La segnaletica è realizzata e posizionata considerando gli effetti di un eventuale urto da parte dello sciatore.
15. Nei luoghi di cui al comma 8 è fornita agli utenti ampia informazione sulle regole di comportamento fissate dalla l. 363/2003 e dal "Decalogo comportamentale dello sciatore" costituente l'allegato 2 del citato decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 20 dicembre 2005 (21).
16. Al fine di ottimizzare la messa in sicurezza delle piste e di tutelare l'impatto ambientale è consentita, su tutte le aree sciabili comprese le strutture ricettive presenti sulle piste, la sola esposizione di messaggi pubblicitari del formato autorizzato dal gestore. È esclusa dalla predetta limitazione la pubblicità da apporre sugli impianti di risalita o su loro pertinenze.

  1. Comma così corretto con avviso di rettifica pubblicato nel B.U. 12 febbraio 2009, n. 6, suppl. n. 3.
     

 

Art. 25


Vigilanza.

1. Ferma restando l'applicazione dell' articolo 21 della L. 363/2003, esercitano inoltre la vigilanza sull'osservanza della legge le guardie ecologiche volontarie di cui all'articolo 37 della legge regionale 2 novembre 1982, n. 32 (Norme per la conservazione del patrimonio naturale e dell'assetto ambientale) limitatamente agli articoli 27, 28, 30, 31 e 32 della presente legge (22).

  1. Articolo così sostituito dall’art. 29, comma 1, L.R. 4 dicembre 2009, n. 30, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 43 della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «Art. 25. Vigilanza. 1. Per quanto attiene la vigilanza e l'irrogazione delle sanzioni, si applica quanto previsto dall'articolo 21 della L. 363/2003.».
     

 

Art. 26


Responsabilità.

1. Fatte salve le responsabilità del direttore della pista per le funzioni di propria competenza, il gestore è civilmente responsabile della regolarità e della sicurezza dell'esercizio della pista in relazione alle previsioni della presente legge.
2. Il gestore non è in alcun modo responsabile degli incidenti che possono verificarsi nei percorsi fuori pista o negli itinerari sciistici di cui all'articolo 4, comma 2, lettera f), ancorché siano serviti dagli impianti di risalita, né durante le gare e gli allenamenti, né nelle aree attrezzate di cui all'articolo 4, comma 2, lettere c), d) e g).
3. La pratica dello sci e qualsiasi attività allo stesso legata effettuata oltre le delimitazioni poste ai bordi delle piste e nell'inosservanza della segnaletica e delle disposizioni posizionate dal gestore è ad esclusivo rischio e pericolo dell'utente.
4. In caso di sinistro riferito ai commi 2 e 3, sia per danni o infortuni propri o cagionati a terzi, l'utente rimane l'unico responsabile del sinistro procurato ed ogni onere causato, di qualsiasi natura, anche inerente al soccorso, resta a carico dello stesso.
5. Il gestore non è comunque responsabile per fatti occorsi durante l'esercizio di attività sciistiche o collaterali, nelle aree sciabili o in quelle ad esse adiacenti, ad opera di soggetti terzi.
6. La responsabilità del gestore, per quanto attiene al soccorso, cessa con il trasporto dell'infortunato in luogo accessibile dai centri di assistenza sanitaria e di primo soccorso pubblici e privati oppure in seguito a esplicita liberatoria rilasciata dall'infortunato stesso o dai suoi familiari.

 

Art. 27


Orario delle piste.

1. Le piste di sci di discesa sono aperte al pubblico da quindici minuti dopo l'orario di apertura degli impianti di risalita serventi sino a quindici minuti dopo la loro chiusura.
2. Le piste di sci di fondo sono aperte al pubblico negli orari indicati sui pannelli di cui all'articolo 24, comma 9.
3. Il gestore non è in nessun modo responsabile per i sinistri verificatisi agli sciatori che utilizzano le piste al di fuori degli orari di apertura delle stesse, neanche se causati da mezzi meccanici di proprietà, o in uso al gestore stesso.
4. A partire dall'orario di chiusura degli impianti di risalita e sino alla loro riapertura è fatto assoluto divieto a chiunque, fatta eccezione agli addetti alla manutenzione delle piste e degli impianti a fune appositamente autorizzati dal gestore, di percorrere ed utilizzare con qualsiasi mezzo le piste delimitate, anche utilizzando sci o snowboard. Ogni deroga al presente divieto è esclusivamente autorizzata in forma scritta dal gestore o individuata con successivo provvedimento della Giunta regionale da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la commissione consiliare competente (23).

  1. Periodo così modificato dall'art. 1, L.R. 12 marzo 2009, n. 7.
     

 

Art. 28


Mezzi meccanici.

1. Fatte salve le previsioni del presente articolo, è vietato per l'intera giornata l'uso di mezzi meccanici lungo le aree sciabili di cui all'articolo 4, comma 2 lettere a), b), c), d), e) e g) nonché sulle rimanenti aree del territorio regionale.
2. I mezzi meccanici adibiti alla preparazione ed alla battitura delle piste possono accedervi al di fuori dell'orario di apertura al pubblico ovvero, nell'ambito di tale orario, solo se la pista è chiusa durante tutto lo svolgimento di tali operazioni.
3. I mezzi meccanici adibiti al servizio ed alla manutenzione degli impianti e delle piste possono accedervi solo fuori dall'orario di apertura al pubblico delle stesse, salvo i casi di necessità ed urgenza e, comunque, in questo caso previa autorizzazione del direttore delle piste e con l'ausilio degli appositi congegni di segnaletica luminosa ed acustica.
4. Nei casi previsti dal comma 3, gli sciatori sono tenuti a dare la precedenza ai mezzi meccanici di servizio, consentendo la loro agevole e rapida circolazione.
5. Il gestore delle piste, su espressa richiesta da parte di terzi interessati e fuori dall'orario di apertura delle piste, sentito il Comune interessato, può consentire accessi per raggiungere pubblici esercizi, o abitazioni private non altrimenti raggiungibili, nonché per ragioni di servizio o altra urgente necessità.
6. Nel caso specifico l'uso di motoslitte, quadricicli e mezzi assimilati durante il periodo invernale è consentito solo al di fuori delle aree sciabili, lungo i percorsi autorizzati dai comuni e nelle aree o piste ad esse dagli stessi destinate.
7. L'uso di motoslitte e di mezzi assimilati, con le cautele di cui al comma 3, è comunque sempre consentito, anche al di fuori dei percorsi di cui all'articolo 4:
a) agli addetti al soccorso, antincendio, vigilanza;
b) al personale addetto alla fornitura di servizi primari;
c) agli agenti di polizia municipale, polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di finanza e Corpo forestale dello Stato, nonché agli addetti del comune per motivi di servizio;
d) al personale addetto agli impianti di risalita.
8. L'autorizzazione all'uso di motoslitte e relativi accessori o mezzi assimilabili su percorsi comunali stabiliti è rilasciata dal comune a residenti, proprietari, gestori o conduttori di strutture o immobili non accessibili da strade aperte al pubblico, o gestori di attività di trasporto a servizio delle strutture o immobili medesimi o, temporaneamente, per altri motivati scopi professionali. Nel caso in cui simili percorsi interferiscano con le piste da sci, l'autorizzazione è rilasciata dal comune, previa concertazione con il gestore delle piste secondo quanto previsto dal provvedimento di cui al comma 9. L'accesso pubblico alle aree o piste di cui al comma 6 è autorizzato dal comune previa verifica dei requisiti regolamentari e cartellonistici in materia previsti dalla Giunta regionale (24).
9. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'approvazione della legge, disciplina con successivo provvedimento deliberativo l'utilizzo di motoslitte o mezzi assimilabili, sentita la commissione consiliare competente.

  1. Comma così modificato dapprima dall’art. 2, L.R. 12 marzo 2009, n. 7 e poi dall’art. 16, comma 8, L.R. 11 luglio 2011, n. 10, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 39 della medesima legge).
     

 

Art. 29


Innevamento programmato.

1. Per sistema di innevamento programmato si intende l'insieme degli impianti, macchinari e attrezzature, sia fissi che mobili, compresi i fabbricati, i manufatti, opere e condotte di raccolta, accumulo e adduzione delle acque, atti a consentire la produzione e la distribuzione della neve nelle quantità necessarie a garantire la sicurezza e piena fruibilità delle piste, aree e sistemi sciistici.
2. I gestori delle piste di sci possono realizzare sistemi per l'innevamento programmato anche attivando il procedimento di cui all'articolo 14.
3. Nei sistemi di innevamento programmato è vietato l'uso di catalizzatori o additivi inquinanti atti a favorire la germinazione dei fiocchi di neve, l'innalzamento o l'abbassamento crioscopico dell'acqua e della neve.
4. La gestione degli impianti di innevamento programmato compete al gestore delle piste che può provvedere alla produzione della neve programmata per garantire le necessarie condizioni di sicurezza anche durante l'orario di apertura al pubblico delle stesse; in questo caso al gestore compete l'obbligo di segnalazione agli utenti, alla partenza a monte della pista, dello svolgimento delle operazioni di innevamento.
5. I gestori degli impianti di innevamento programmato sono responsabili dei danni eventuali recati all'ambiente nonché a persone, animali e cose, derivanti dall'esercizio dell'impianto.
6. Ai fini del rilascio del permesso di costruire, per la realizzazione di sistemi di innevamento programmato si applica la procedura di cui all'articolo 13, salvo che per i soggetti gestori di aree di cui all'articolo 4, comma 2, lettera b).

 

Art. 30


Sci fuori pista.

1. I gestori delle piste di sci non sono in alcun modo responsabili degli incidenti che possono verificarsi nei percorsi fuori pista ancorché serviti dagli impianti medesimi, né sui percorsi individuati all'articolo 4, comma 2, lettera f).
2. I soggetti che praticano lo sci alpinismo, lo sci fuori pista e le attività escursionistiche, in ambienti innevati, anche mediante le racchette da neve, al di fuori delle piste e aree, come definite all'articolo 4, comma 2, lettere a), b), c), d), e) e g), di eventuali percorsi individuati e segnalati dai comuni, lo fanno a proprio rischio e pericolo. I medesimi soggetti sono tenuti ad attenersi scrupolosamente alle informazioni che vengono diffuse da enti pubblici o da altri soggetti autorizzati a fornirle ufficialmente, relativamente ai rischi legati allo svolgimento di tale attività e a munirsi laddove, per condizioni climatiche e della neve, sussistono evidenti rischi di valanghe, di appositi sistemi elettronici di segnalazione e ricerca, pala, sonda da neve per garantire un idoneo intervento di soccorso (25).
2-bis. [Le modalità di attuazione della previsione di cui al comma 2 sono stabilite dalla Giunta regionale con successivo provvedimento deliberativo, sentita la Commissione tecnico-consultiva di cui all'articolo 11 e la commissione consiliare competente] (26).

  1. Il presente comma, già modificato dall'art. 3, comma 1, L.R. 12 marzo 2009, n. 7, è stato poi sostituito dall'art. 44, comma 2, L.R. 6 agosto 2009, n. 22 e dall’art. 53, comma 5, L.R. 22 dicembre 2015, n. 26, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 66, comma 1. Il testo precedente era così formulato: «2. I soggetti che praticano lo sci alpinismo, lo sci fuori pista e le attività escursionistiche, in ambienti innevati, anche mediante le racchette da neve, al di fuori dell'area sciabile e dei percorsi individuati e segnalati dai Comuni, sono tenuti a munirsi di appositi sistemi elettronici di segnalazione e ricerca, pala e sonda da neve per garantire un idoneo intervento di soccorso.».
    (26) Comma aggiunto dall'art. 3, comma 2, L.R. 12 marzo 2009, n. 7 e poi abrogato dall’art. 53, comma 6, L.R. 22 dicembre 2015, n. 26, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 66, comma 1.
     

 

Art. 31


Mountain-bike.

1. L'area sciabile, ivi comprese le piste di cui all'articolo 4, comma 2, lettere a), b), c), d), e) e f), può essere impiegata anche per la discesa con la mountain-bike nel periodo estivo su tracciati esclusivamente destinati a tali attività e denominati bike park. La gestione degli stessi può essere effettuata dai gestori delle piste o da altro soggetto pubblico o privato. I gestori dei bike park, anche ai fini della manutenzione dei tracciati esistenti e delle nuove realizzazioni, possono attivare il procedimento di cui all'articolo 14.
2. Al di fuori di tali aree, i tracciati destinati a bike park devono essere preventivamente individuati ed autorizzati da parte dei comuni anche ai fini dell'individuazione del soggetto gestore.
3. I tracciati destinati a bike park devono essere annualmente mantenuti in ordine a garantire la corretta regimazione delle acque superficiali al fine di preservare i pendii dall'innesco di fenomeni di dissesto idrogeologico direttamente derivanti dall'erosione del suolo connessa al continuo passaggio dei mezzi.
4. Tali tracciati devono essere adeguatamente segnalati in tutto il loro sviluppo ed interdetti all'escursionismo pedestre. Possono attraversare altre infrastrutture viabili destinate al passaggio di veicoli, mezzi meccanici o pedoni. Tali intersezioni devono essere preventivamente segnalate a cura dei soggetti gestori dei tracciati sugli stessi tracciati e sull'infrastruttura attraversata. I conducenti delle mountain-bike, approssimandosi ad una intersezione, devono usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti riducendo la velocità e usando i segnalatori acustici previsti. Devono inoltre dare precedenza ai mezzi ed ai veicoli che percorrono le infrastrutture ed ai pedoni in fase di attraversamento del tracciato.
5. Al di fuori dei tracciati individuati come bike park nei quali il transito è esclusivo, il passaggio delle mountain-bike è altresì autorizzato per attività di cicloescursionismo su tutte le strade, strade interpoderali destinate all'uso promiscuo da parte di veicoli, animali e persone. È altresì consentito il transito delle mountain-bike per attività cicloescursionistiche sui sentieri costituenti la rete sentieristica regionale nell'ambito di itinerari ciclopedonali escursionistici. Le caratteristiche, le modalità di individuazione di tali itinerari e di regolamentazione comportamentale in funzione dell'uso promiscuo sono disciplinati per mezzo di appositi provvedimenti della Giunta regionale.
6. I gestori dei bike park sono responsabili della gestione e della manutenzione esclusivamente dei tracciati dei bike park al fine di garantire la sicurezza degli stessi nella fruizione da parte dei frequentatori. I gestori dei bike park e delle piste non sono responsabili degli incidenti che possano verificarsi nei percorsi di cui al comma 5 ancorché serviti dagli impianti medesimi.

 

Capo V - Norme di comportamento degli utenti delle piste di sci

Art. 32


Norme di comportamento.

1. Nell'esercizio della pratica dello sci di discesa lo sciatore è tenuto al rispetto delle norme sancite dagli articoli 9, 10, 11, 12, 13, 14 e 15 della l. 363/2003, nonché delle regole previste nel "Decalogo comportamentale dello sciatore" di cui all'Allegato 2 del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 20 dicembre 2005.
1-bis. L'utilizzo delle piste da sci è subordinato al possesso da parte dell'utente di un'assicurazione per la responsabilità civile per danni o infortuni che lo stesso può causare a terzi, ivi compreso il gestore (27).
2. Lo sciatore è tenuto ad esibire il titolo di viaggio secondo le disposizioni del gestore.
3. Lo sciatore è tenuto al rispetto delle indicazioni imposte dalla segnaletica ed è obbligato a tenere un comportamento specifico di prudenza e diligenza adeguato alla situazione della pista, alle sue caratteristiche e alle proprie attitudini e capacità, in modo da non costituire pericolo per l'incolumità propria e altrui e arrecare danno a persone e cose.
4. Lo sciatore è tenuto ad evitare di cimentarsi con piste di difficoltà superiore alle proprie capacità di sciata, nonché ad adeguare la propria andatura al tipo della pista, alle proprie capacità, alle condizioni dell'attrezzatura utilizzata, alle condizioni ambientali, allo stato della pista ed all'affollamento della stessa. In ogni caso, la presenza sulle piste della segnaletica di cui all'articolo 24, di piccole pietre, o di lievi irregolarità del manto nevoso causata da variazioni delle condizioni atmosferiche, dall'usura giornaliera o da una parziale battitura della pista non sono da considerarsi ostacoli; spetta allo sciatore l'onere di far sì che tali situazioni non rappresentino un fattore di pericolo.
5. Lo sciatore che si immette su una pista deve dare precedenza a chi già la percorre.
6. In caso di sinistro, lo sciatore è tenuto a prestare soccorso agli infortunati, comunicare immediatamente il sinistro al gestore e fornire le proprie generalità sia che sia coinvolto nel sinistro, sia che vi abbia assistito.
7. Nell'esercizio della pratica dello sci di discesa e dello snowboard è fatto obbligo ai minori di diciotto anni di indossare un casco protettivo omologato. Tale disposizione si applica a decorrere dal 1° novembre 2011 (28).
8. Fatte salve le deroghe di cui all'articolo 28, è vietato percorrere le piste con mezzi diversi dagli sci, nelle loro varie articolazioni.
9. È vietato percorrere a piedi le piste da sci, salvo i casi di urgente necessità o previa autorizzazione del gestore; chi percorre a piedi la pista da sci è obbligato, comunque, a tenersi ai bordi facendo particolare attenzione agli utenti e dando la precedenza agli stessi ed ai mezzi meccanici adibiti al servizio ed alla manutenzione delle piste e degli impianti, consentendone la agevole circolazione.
10. In occasione di gare è fatto divieto a chiunque, con l'esclusione dei soggetti individuati dall'organizzazione, di sorpassare i limiti segnalati, sostare sulla pista di gara o percorrerla.
11. La risalita di piste con gli sci ai piedi è consentita solo previa autorizzazione del gestore della pista che ne deve dare avviso mediante appositi cartelli a monte delle piste stesse o, in mancanza di tale autorizzazione, nei soli casi di urgente necessità. La predetta risalita deve comunque avvenire ai bordi della pista, avendo cura di evitare rischi per la sicurezza degli sciatori e nel rispetto di ogni eventuale prescrizione adottata dal gestore della pista, dando altresì la precedenza agli stessi ed ai mezzi meccanici adibiti al servizio ed alla manutenzione delle piste e degli impianti, consentendone la agevole circolazione.
12. In caso di sinistri verificatisi a causa della violazione da parte dell'utente delle disposizioni del presente articolo il gestore è esonerato da qualsiasi responsabilità.
13. È fatto espresso divieto a tutti gli utenti di alterare o rimuovere le indicazioni segnaletiche.
14. L'attività di mountain-bike svolta all'interno dei bike park di cui all'articolo 31 è assimilata all'attività sciistica; per quanto compatibili le norme del comportamento previste nel presente articolo si applicano anche agli utilizzatori di mountain bike.

  1. Comma aggiunto dall’art. 53 comma 7, L.R. 22 dicembre 2015, n. 26, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 66, comma 1.
    (28) Comma così sostituito dall’art. 16, comma 9, L.R. 11 luglio 2011, n. 10, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 39 della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «7. Nell'esercizio della pratica dello sci di discesa e dello snowboard è fatto obbligo ai minori di quattordici anni di indossare un casco protettivo omologato, come previsto dall'articolo 8 della l. 363/2003.».
     

 

Capo VI - Obblighi di aggiornamento e attività formative in materia di sicurezza

Art. 33


Corsi di formazione e aggiornamento (29).

1. I corsi per la formazione dei soggetti di cui all'articolo 17, comma 1, lettere a) e b) sono organizzati secondo i criteri e le modalità della legge regionale 13 aprile 1995, n. 63 (Disciplina delle attività di formazione e orientamento professionale).
2. Al termine del percorso formativo è rilasciato apposito attestato di abilitazione.
3. I soggetti abilitati all'esercizio delle professioni di direttore delle piste e di operatore di primo soccorso sono tenuti a frequentare con profitto ogni triennio un corso di aggiornamento professionale organizzato secondo i criteri e le modalità di cui al comma 1. Nel caso di impossibilità di frequenza di uno dei corsi entro il termine del triennio, gli interessati sono tenuti a frequentare il corso di aggiornamento immediatamente successivo, pena la sospensione dell'abilitazione fino alla frequenza di un corso di aggiornamento.
4. I contenuti e le modalità di gestione degli aggiornamenti sono definiti mediante apposito provvedimento della Giunta regionale.
5. È fatta salva la validità dei corsi in atto alla data di entrata in vigore della presente legge organizzati ai sensi della normativa previgente.

  1. Articolo così sostituito dall’art. 4, L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12 della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «Art. 33. Obbligo di aggiornamento. 1. La Regione provvede alla organizzazione di corsi per la formazione dei soggetti di cui all'articolo 17 ed al rilascio di apposito attestato.
    2. I soggetti abilitati all'esercizio di direttore delle piste e di operatore di primo soccorso sono tenuti a frequentare con profitto ogni triennio un corso di aggiornamento professionale promosso dall'amministrazione provinciale. Nel caso di impossibilità di frequenza ad uno dei corsi entro il termine del triennio, gli interessati sono tenuti a frequentare il corso di aggiornamento immediatamente successivo, pena la revoca dell'abilitazione.».
     

 

Art. 33-bis


Titoli conseguiti in altre Regioni e in altri Stati (30).

1. Coloro che sono in possesso di titoli professionali conseguiti in altre regioni o province autonome o in Stati membri dell'Unione europea diversi dall'Italia, ovvero conseguiti a seguito della frequenza di corsi riconosciuti o autorizzati dalla Regione Piemonte antecedentemente all’entrata in vigore della presente legge, e intendono ottenere il riconoscimento della qualifica ai fini dell'iscrizione nell'elenco regionale ne fanno richiesta alla Regione, che verifica l'equivalenza del titolo e dei relativi contenuti e delle conoscenze professionali con quelli previsti dalla presente legge e dispone l'applicazione di eventuali misure compensative, con le modalità e secondo i criteri stabiliti con deliberazione della Giunta regionale, nel rispetto della normativa comunitaria e statale vigente in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali.
2. In caso di soggetti provenienti da Stati non appartenenti all'Unione europea si applicano le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 (Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286).

  1. Articolo aggiunto dall’art. 5, L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12 della medesima legge).
     

 

Art. 34


Interventi per l'informazione ed educazione in materia di sicurezza degli impianti e delle piste, di segnaletica e di comportamento degli utenti.
1. La Regione promuove e finanzia interventi per l'informazione e l'educazione in materia di sicurezza degli impianti e delle piste, di segnaletica nonché di comportamento degli utenti.
2. La Giunta regionale, allo scopo di realizzare le finalità di cui al comma 1, individua, con propri provvedimenti, specifici settori di intervento, privilegiando l'informazione rivolta ai giovani e quella mirata a particolari aspetti della sicurezza e definisce le modalità dell'intervento.

 

Capo VII - Disposizioni sanzionatorie

Art. 35


Sanzioni (31).

1. Fatta salva l'applicabilità delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato, per le violazioni dei divieti e per l'inosservanza degli obblighi di cui alla presente legge si applicano le seguenti sanzioni amministrative pecuniarie:
a) 50,00 euro al metro quadrato per la realizzazione, anche parziale, di piste da sci permanenti in mancanza dell'autorizzazione prevista dall'articolo 12;
b) da 10.000,00 euro a 50.000,00 euro per la violazione delle prescrizioni contenute nel provvedimento autorizzativo di cui all'articolo 13 o stabilite da provvedimenti attuativi della presente legge;
c) la sanzione amministrativa di cui all' articolo 4, comma 2, della L. 363/2003, a carico del gestore, per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 18, comma 3, lettera i) relative alla stipulazione del contratto di assicurazione da responsabilità civile;
d) la sanzione da euro 40,00 a euro 250,00, a carico dell'utente, per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 32, comma 1-bis, relative al possesso di un'assicurazione per responsabilità civile (32);
e) la sanzione amministrativa di cui all' articolo 7, comma 4 della L. 363/2003, per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 18, comma 3, lettera e) relative all'obbligo di chiusura delle piste;
f) da 5.000,00 euro a 10.000,00 euro per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 18, comma 3, lettera g);
g) la sanzione amministrativa di cui all' articolo 3, comma 3 della L. 363/2003, per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 18, comma 3, lettera f) relative al servizio di soccorso e trasporto.
2. In attuazione dell' articolo 18, comma 2 della L. 363/2003, in caso di violazione delle disposizioni poste a tutela della sicurezza degli sciatori, fatta salva l'applicabilità delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato, si applicano le seguenti sanzioni amministrative pecuniarie:
a) da 40,00 euro a 250,00 euro per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 18, comma 3, lettere a), j) e k);
b) da 40,00 euro a 250,00 euro per la violazione delle disposizioni di cui agli articoli 23 e 24;
c) da 40,00 euro a 250,00 euro per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 28, commi 2, 3 e 4;
d) da 400,00 euro a 2.500,00 euro per l'inosservanza delle disposizioni di cui all'articolo 28, comma 6;
e) da 400,00 euro a 2.500,00 euro per l'inosservanza delle disposizioni previste dal provvedimento deliberativo di cui all'articolo 28, comma 9 se non già sanzionate in modo specifico nel presente articolo (33);
f) da 400,00 euro a 2.500,00 euro per l'utilizzo di motoslitte, quadricicli e mezzi assimilati, in assenza dell'autorizzazione di cui all'articolo 28, comma 8, primo periodo;
f-bis) euro 10.000,00 a carico degli organizzatori di eventi o manifestazioni che prevedono l'utilizzo di motoslitte al di fuori delle aree o piste di accesso pubblico non preventivamente individuate e autorizzate ai sensi dell'articolo 28, comma 8, secondo periodo, incrementata di euro 1.000,00 per le manifestazioni fino a cinquanta partecipanti, di euro 1.500,00 per le manifestazioni da cinquantuno a cento partecipanti, di euro 2.000,00 per le manifestazioni da centouno a duecento partecipanti, di euro 3.000,00 per le manifestazioni con più di duecento partecipanti. La stessa sanzione si applica agli organizzatori in caso di mancato rispetto delle prescrizioni impartite ai fini dello svolgimento delle manifestazioni e in caso di mancato ripristino ambientale dello stato dei luoghi (34);
g) 50,00 euro per metro quadro di terreno innevato per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 29, comma 3;
h) da 100,00 euro a 450,00 euro per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 29, comma 4;
i) da 40,00 euro a 250,00 euro per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 30, comma 2;
j) da 40,00 euro a 250,00 euro per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 32, commi 1 e 4;
k) da 250,00 euro a 500,00 euro per l'omessa esibizione del titolo di viaggio (skipass) di cui all'articolo 32, comma 2 o per l'esibizione di un titolo di viaggio non in corso di validità o riconducibile a persona diversa;
l) da 40,00 euro a 150,00 euro per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 32, comma 3;
m) la sanzione amministrativa di cui all' articolo 14 della L. 363/2003, relativa all'omessa assistenza a persone infortunate, per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 32, comma 6;
n) la sanzione amministrativa di cui all'articolo 8, comma 2 della legge 24 dicembre 2003, n. 363 (Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo), per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 32, comma 7 relative all'obbligo del casco si applica ai minori di diciotto anni (35);
o) da 150,00 euro a 240,00 euro per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 27, comma 4 e all'articolo 32, commi 8, 9, 10, 11 e 13.
3. Le sanzioni di cui ai commi 1 e 2 sono irrogate e riscosse dal comune sul cui territorio si trova la pista da sci; per le piste che si estendono sul territorio di più comuni, è competente la comunità montana di riferimento. Le modalità ed i tempi di riscossione sono stabiliti dall'ente irrogatore.
4. Per l'accertamento delle violazioni e l'applicazione delle sanzioni previste dal presente articolo si applicano le disposizioni di cui al capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
5. Qualora la violazione delle disposizioni sanzionate ai sensi dei commi 1 e 2 sia posta in essere da un cittadino di nazionalità straniera, è consentito al trasgressore di effettuare immediatamente, nelle mani dell'agente accertatore, il pagamento della sanzione in misura ridotta di cui all' articolo 16 della L. 689/1981.
6. La Giunta regionale aggiorna la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie, di cui ai commi 1 e 2, ogni due anni in misura pari all'intera variazione media nazionale, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nei due anni precedenti. In base a tali criteri sono fissati, entro il 28 febbraio dell'anno successivo al biennio, i nuovi valori delle sanzioni amministrative pecuniarie che si applicano con decorrenza dal 1° aprile dell'anno successivo.
7. Il gestore delle piste, ai fini del controllo del regolare utilizzo dei biglietti ed abbonamenti per la risalita, ha facoltà di richiedere, anche tramite personale a ciò delegato, l'esibizione dei titoli di viaggio. In caso di esibizione di un titolo di viaggio non in corso di validità o riconducibile a persona diversa, oltre alle sanzioni pecuniarie di cui al comma 2, lettera k) è sempre disposto l'immediato ritiro del titolo di viaggio.
8. In caso di violazione delle prescrizioni in materia di utilizzo e conduzione di motoslitte, quadricicli e mezzi assimilati, che comportino le sanzioni pecuniarie di cui al comma 2, lettere d), e) e f) è sempre disposto il sequestro amministrativo del mezzo.
9. Nei casi in cui per l'utilizzo delle piste di sci di fondo è richiesto il pagamento di un biglietto di ingresso, allo sciatore che ne è sprovvisto è comminata una sanzione amministrativa pari a cinque volte il prezzo del biglietto medesimo.

  1. Articolo così sostituito dall’art. 29, comma 2, L.R. 4 dicembre 2009, n. 30, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 43 della medesima legge), poi così modificato come indicato nelle note che seguono. Il testo originario era così formulato: «Art. 35. Sanzioni. 1. Fatta salva l'applicabilità delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato ai sensi della legislazione vigente, sono stabilite le seguenti sanzioni amministrative pecuniarie:
    a) la realizzazione, anche parziale, di piste da sci permanenti in mancanza dell'autorizzazione prevista dall'articolo 12 della presente legge è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 10.000,00 a euro 50.000,00;
    b) la violazione delle prescrizioni contenute nel provvedimento autorizzativo di cui all'articolo 13 o stabilite da provvedimenti attuativi della presente legge è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 10.000,00 a euro 50.000,00;
    c) la violazione delle disposizioni poste a tutela della sicurezza degli sciatori di cui all'articolo 18, comma 1, della presente legge è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 250,00 a euro 20.000,00;
    d) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 4 della l. 363/2003 ed all'articolo 18, comma 3, lettera i), della presente legge in materia di assicurazione per la responsabilità civile, è soggetta alla sanzione amministrativa a carico del gestore da euro 20.000,00 a euro 200.000,00 ed a carico dell'utente da euro 40,00 ad euro 250,00.
    2. In attuazione dell'articolo 18, comma 2, della l. 363/2003, le sanzioni amministrative da applicare in caso di violazione delle disposizioni poste a tutela della sicurezza degli sciatori sono così determinate:
    a) la violazione delle disposizioni di cui a) all'articolo 18, comma 3, lettera a) della presente legge in materia di nomina del direttore delle piste, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 40,00 a euro 250,00;
    b) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 18, comma 3, lettera f) della presente legge in materia di servizio di soccorso, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 5.000,00 a euro 50.000,00;
    c) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 18, comma 3, lettera j) della presente legge in materia di comunicazione dell'elenco degli infortuni, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 40,00 a euro 250,00;
    d) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 18, comma 3, lettera k) della presente legge in materia di aggiornamento, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 40,00 a euro 250,00;
    e) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 23 della presente legge in materia di delimitazione delle piste, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 40,00 a euro 250,00;
    f) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 24, commi da 7, 8 e 9 della presente legge in materia di segnaletica, ove il gestore dell'area sciabile attrezzata ometta di esporre i documenti relativi alle classificazioni delle piste, alla segnaletica e alle regole di condotta previste dalla legge, in modo da garantirne un'adeguata visibilità, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 40,00 a euro 250,00;
    g) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 24, commi da 1 a 6 e da 10 a 14, della presente legge in materia di segnaletica, ove il gestore dell'area sciabile attrezzata non si avvalga della segnaletica individuata ai sensi della stessa norma, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 40,00 a euro 250,00;
    h) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 18, comma 3, lettera g) della presente legge in materia di manutenzione ordinaria e straordinaria delle piste, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 5.000,00 a euro 50.000,00;
    i) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 18, comma 3, lettera e) della presente legge in materia di chiusura delle piste, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 5.000,00 a euro 50.000,00;
    j) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 8, comma 1, della l. 363/2003 ed all'articolo 32, comma 7, della presente legge in materia di casco protettivo, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 30,00 a euro 150,00;
    k) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 32, comma 3, della presente legge in materia di condotta dello sciatore, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 40,00 a euro 150,00;
    l) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 32, comma 4, della presente legge, ove l'utente non ottemperi agli obblighi di moderazione della velocità ivi previsti, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 40,00 a euro 250,00;
    m) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 32, comma 1, della presente legge, ove l'utente non ottemperi agli obblighi relativi alle precedenze ivi previste, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 40,00 a euro 250,00;
    n) la violazione delle disposizioni di cui n) all'articolo 32, comma 1, della presente legge, ove l'utente non ottemperi ai comportamenti da tenere in caso di sorpasso ivi previsti, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 40,00 a euro 250,00;
    o) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 32, comma 1, della presente legge, ove l'utente non ottemperi ai comportamenti da tenere in caso di attraversamento di incroci ivi previsti, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 40,00 a euro 250,00;
    p) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 32, comma 1, della presente legge, ove l'utente non ottemperi ai comportamenti da tenere nei casi di stazionamento, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 40,00 a euro 250,00;
    q) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 14 della l. 363/2003 ed all'articolo 32, comma 6, della presente legge, ove l'utente non ottemperi a prestare assistenza ad infortunati o persone in difficoltà, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 250,00 a euro 1.000,00;
    r) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 32, commi da 8, 9 e 10 della presente legge, ove l'utente non ottemperi ai divieti di transito e di risalita a piedi delle piste o vi provveda al di fuori dei casi previsti senza osservare i comportamenti opportuni o le utilizzi con qualsiasi mezzo al di fuori dell'orario di apertura delle medesime, in mancanza di specifica autorizzazione del gestore dell'area sciabile attrezzata, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 150,00 a euro 250,00;
    s) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 28, commi 2, 3 e 4, della presente legge è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 40,00 a euro 250,00;
    t) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 28, commi 6 e 9, della presente legge, ove l'utente non ottemperi alle prescrizioni ivi previste in relazione ai mezzi meccanici, è soggetta al sequestro del mezzo ed alla sanzione amministrativa da euro 400,00 a euro 2.500,00;
    u) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 30, comma 2, della presente legge, ove l'utente, sussistendo le condizioni previste dalla norma, sia sprovvisto dei dispositivi di sicurezza ivi contemplati, è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 40,00 a euro 250,00;
    v) la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 32, comma 2, della presente legge, ove risulti il mancato possesso o la mancata esibizione o la non titolarità da parte dell'utente di un titolo di viaggio (skipass) in corso di validità è soggetta alla sanzione amministrativa da euro 250,00 a euro 500,00.
    3. Le sanzioni di cui ai commi 1 e 2, sono irrogate e riscosse dal comune sul cui territorio si trova la pista da sci; per le piste che si estendono sul territorio di più comuni, è competente la comunità montana di riferimento. Le modalità ed i tempi di riscossione sono stabiliti dall'ente irrogatore.
    4. L'accertamento delle violazioni e l'applicazione delle sanzioni sono effettuati secondo le procedure previste dalla legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
    5. Salvo quanto previsto dalla legge penale, nei confronti degli utenti delle piste in possesso di un titolo di viaggio (skipass) riconducibile ad una persona diversa viene disposto l'immediato ritiro del titolo, riconsegnato al gestore delle piste. Il titolare può ottenere la restituzione del titolo di viaggio a fronte del pagamento, oltre che della sanzione di cui al comma 2 lettera v), anche dell'intero valore nominale del titolo, in favore del gestore.
    6. Il gestore delle piste, ai fini del controllo del regolare utilizzo dei biglietti ed abbonamenti per la risalita, ha la facoltà di richiedere, anche tramite personale a ciò delegato, l'esibizione dei titoli di viaggio e procedere al sequestro ed annullamento del titolo usato in modo improprio.
    7. Nei casi in cui per l'utilizzo delle piste di sci di fondo è richiesto il pagamento di un biglietto di ingresso, allo sciatore che ne è sprovvisto è comminata una sanzione amministrativa pari a due volte il prezzo del biglietto medesimo.».
    (32) Lettera così sostituita dall’art. 53, comma 8, L.R. 22 dicembre 2015, n. 26, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 66, comma 1. Il testo precedente era così formulato: «d) la sanzione da 40,00 euro a 250,00 euro, a carico dell'utente, per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 18, comma 3, lettera i) relative alla stipulazione del contratto di assicurazione da responsabilità civile.».
    (33) Lettera così modificata dall'art. 13, comma 1, L.R. 12 agosto 2013, n. 17.
    (34) Lettera aggiunta dall’art. 53, comma 9, L.R. 22 dicembre 2015, n. 26, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 66, comma 1.
    (35) Lettera così sostituita dall’art. 16, comma 10, L.R. 11 luglio 2011, n. 10, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 39 della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «n) la sanzione amministrativa di cui all' articolo 8, comma 2 della L. 363/2003, per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 32, comma 7 relative all'obbligo del casco per i minori di quattordici anni;».
     

 

TITOLO II

Interventi a sostegno della garanzia delle condizioni di sicurezza sulle aree sciabili, dell'impiantistica di risalita e dell'offerta turistica

Capo I - Individuazione di servizi pubblici di interesse generale

Art. 36


Definizione di servizio pubblico di interesse generale.

1. In considerazione del rilevante interesse pubblico che rivestono le disposizioni in materia di tutela della salute, da realizzarsi anche attraverso l'obbligo della garanzia e del mantenimento di un adeguato livello di sicurezza delle aree sciabili, la Regione individua i servizi, anche economici, resi a tali fini come di interesse generale, e incarica i soggetti pubblici o privati di cui all'articolo 45 dell'esecuzione dei servizi necessari a garantire la suddetta tutela.

 

Capo II - Individuazione di stazioni locali, stazioni non locali, microstazioni

Art. 37


Definizione di stazioni locali e non locali.

1. Per le finalità di cui alla presente legge, sono considerati di interesse locale i comprensori funiviari il cui bacino di utenza sia essenzialmente di prossimità.
2. In applicazione dei criteri impartiti dalla Commissione europea nelle proprie comunicazioni e decisioni in materia di aiuti di Stato agli impianti a fune, sono in particolare definibili di interesse locale:
a) le stazioni di sport invernali con un numero inferiore o uguale a tre impianti, per complessiva lunghezza inclinata non superiore a 3 chilometri oppure:
b) le stazioni di sport invernali con un numero superiore a tre impianti, che presentano le seguenti caratteristiche:
1. un numero di letti commerciali disponibili inferiore o pari a 2000;
2. un numero di pass settimanali venduti nell'intera stagione non superiore al 15 per cento del numero totale di pass venduti.
3. Restano definiti comprensori di interesse non locale tutti i restanti complessi funiviari privi delle caratteristiche di cui al comma 2.

 

Art. 38


Definizione di microstazioni (36).

1. La Giunta regionale, con apposita deliberazione, definisce come microstazioni, nell'ambito delle stazioni definibili di interesse locale ai sensi dell'articolo 37, quante di esse soddisfino cumulativamente i seguenti criteri:
a) stazioni con un numero di impianti inferiore a nove e un numero di chilometri di pista inferiore a venti;
b) stazioni con un numero di unità lavorative annue (ULA) di personale dipendente inferiore a dodici;
c) stazioni con un fatturato netto annuo inferiore a euro 2.000.000,00 (37).

  1. Vedi, anche, la Delib.G.R. 28 novembre 2013, n. 23-6779.
    (37) Lettera così sostituita dall’art. 6, L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12 della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «c) stazioni con un fatturato netto annuo inferiore a euro 1.200.000,00.».
     

 

Capo III - Programmazione degli interventi

Art. 39


Interventi regionali.

1. La Regione, in attuazione dell'articolo 7, comma 5, della l. 363/2003 e in considerazione dei maggiori oneri monetari e gestionali conseguenti all'introduzione delle norme di cui al Titolo I della presente legge, sostiene iniziative ed interventi funzionali agli obiettivi di tutela della salute e di sicurezza prefissati.
2. La Regione, riconoscendo l'elevata incidenza del comparto turistico nell'ambito dell'economia regionale e locale e la necessità di supportare il radicamento della popolazione ai territori montani contrastando le minacce di spopolamento, sostiene altresì iniziative ed interventi miranti a riqualificare e potenziare il patrimonio impiantistico e l'offerta turistica.
3. La Giunta regionale promuove il coinvolgimento dei soggetti che a vario titolo beneficiano della presenza di aree sciabili al fine di coordinare e potenziare gli interventi di sostegno.
4. La Regione, riconosciuto l'elevato valore sociale e ambientale delle località montane e delle aree sciabili, sostiene ed incentiva le strategie d'intervento a minore impatto ambientale.

 

Art. 40


Sostegni finanziari regionali e programmazione degli interventi.

1. Al fine di realizzare gli obiettivi e gli interventi previsti dalla presente legge la Regione concede misure di sostegno finanziario agli investimenti e ad alcune categorie di spese di gestione, nel rispetto della normativa comunitaria e attraverso intensità agevolative e modalità di attribuzione differenti in relazione alla tipologia di soggetto beneficiario e di iniziativa agevolabile.
1-bis. Nel rispetto di quanto disposto al comma 1 e per garantire efficacia e sostenibilità economica alle misure di sostegno regionale, la Giunta regionale, con propri provvedimenti, sentito il parere della Commissione tecnico-consultiva per le aree sciabili di cui all'articolo 11 e della commissione consiliare competente, eroga le agevolazioni ai soggetti beneficiari, ad esclusione delle microstazioni di cui all'articolo 38. Tali provvedimenti, nel rispetto dei principi di equità e trasparenza e dei criteri oggettivi predeterminati con deliberazione della Giunta regionale, erogano i sostegni finanziari per affrontare i costi relativi unicamente alla sicurezza e all'innevamento delle aree sciabili riconducibili alla categoria A di cui all'articolo 41, comma 1, lettera a) (38).
2. La Giunta regionale, sentito il parere delle Commissioni di cui al comma 1-bis, stabilisce per le microstazioni di cui all'articolo 38, sulla base di programmi triennali di intervento (39):
a) le linee operative e gli indirizzi programmatici in relazione alle iniziative agevolabili e agli interventi di sostegno finanziario di cui al comma 1;
b) le priorità nella concessione delle agevolazioni, relative alla tipologia delle iniziative e alla sostenibilità economica e strategica delle stesse;
c) i requisiti di accesso, nonché le tipologie e i criteri per la determinazione delle specifiche spese ammissibili alle agevolazioni per ciascuna tipologia di iniziativa;
d) i criteri per la determinazione dei livelli agevolativi accordabili;
e) le procedure attuative degli strumenti d'intervento.
3. Durante il periodo di validità il programma triennale è suscettibile di aggiornamenti e modifiche mediante specifiche deliberazioni della Giunta regionale.
4. La Regione dispone verifiche, accertamenti e controlli al fine di verificare la corretta attuazione delle opere finanziate e può, in caso di mancato rispetto degli obiettivi dichiarati, adottare gli opportuni provvedimenti fino alla revoca delle agevolazioni concesse e la conseguente restituzione delle somme erogate.
4-bis. In caso di situazioni climatiche straordinarie comportanti la prolungata carenza di neve naturale, tali da pregiudicare l'agibilità e la sicurezza delle piste, la Giunta regionale con propri provvedimenti può definire piani di intervento straordinario, finalizzati alla concessione di misure di sostegno finanziario ai soggetti di cui all'articolo 45. Tale sostegno finanziario viene reperito utilizzando le risorse stanziate sul bilancio regionale (40).

  1. Comma aggiunto dall’art. 7, comma 1, L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12 della medesima legge).
    (39) Alinea così sostituito dall’art. 7, comma 2, L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12 della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «La Giunta regionale, sentite la Commissione tecnico-consultiva di cui all'articolo 11 e la commissione consiliare competente, che si esprimono nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della proposta, stabilisce sulla base di programmi triennali di intervento:».
    (40) Comma aggiunto dall’art. 33, L.R. 4 maggio 2012, n. 5, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 54 della medesima legge).
     

 

Art. 41


Iniziative ammesse alle agevolazioni.

1. La Regione individua le seguenti categorie di iniziative agevolabili:
a) interventi relativi alla tutela della salute, alla garanzia e al mantenimento delle condizioni di sicurezza sulle aree sciabili (categoria A);
b) investimenti relativi alla riqualificazione, alla sostenibilità ambientale ed energetica, al potenziamento e alla valorizzazione del patrimonio impiantistico, delle aree sciabili e dell'offerta turistica (categoria B);
c) spese di funzionamento riconducibili alla gestione ordinaria e straordinaria (categoria C).

 

Art. 42


Interventi relativi alla tutela della salute, alla garanzia e al mantenimento delle condizioni di sicurezza sulle aree sciabili.

1. Le agevolazioni previste per le iniziative riconducibili alla categoria A di cui all'articolo 41, comma 1, lettera a) possono essere concesse per:
a) l'installazione e la manutenzione di difese fisiche, di palinatura e di delimitazioni laterali, di apposita segnaletica e di sistemi informativi secondo gli standard previsti dalle disposizioni di cui alla presente legge;
b) gli interventi di manutenzione delle piste volti all'eliminazione degli ostacoli rimovibili, alla segnalazione e alla protezione con difese degli ostacoli fissi che non possano essere rimossi, alla segnalazione e messa in sicurezza dei passaggi stretti, dei percorsi di collegamento, degli incroci tra piste, degli attraversamenti od imbocchi da e per piste naturali e varianti, degli attraversamenti con strade carrozzabili, delle piste non battute e di quanto altro necessiti di tali interventi;
c) gli interventi di segnalazione e manutenzione in relazione al pericolo valanghe, nonché l'acquisto e l'installazione delle relative attrezzature, anche per il distacco artificiale delle stesse e la bonifica del territorio;
d) il servizio di vigilanza e il servizio di primo soccorso sulle piste;
e) gli interventi di riassetto idrogeologico-ambientale finalizzati alla messa in sicurezza delle piste;
f) altri interventi non ricompresi nel presente elenco purché finalizzati alla messa in sicurezza delle piste o delle aree sciabili di appartenenza;
g) i sistemi di sensibilizzazione, informazione, formazione e aggiornamento degli operatori del settore e del personale incaricato degli interventi per la sicurezza.
2. In caso di situazioni climatiche comportanti la carenza di neve naturale e in considerazione della necessità di un adeguato innevamento ai fini dell'agibilità delle piste in condizioni di sicurezza, le agevolazioni di cui al comma 1 possono altresì essere concesse per gli interventi atti a garantire un corretto innevamento, tra cui risultano ricompresi:
a) la produzione di neve programmata in tutto il suo processo di lavorazione;
b) gli interventi di movimentazione, stesura, riporto e conservazione del manto nevoso, relativi sia alla neve programmata, sia alla neve naturale, anche per il tramite di appositi mezzi meccanici, con la creazione di zone d'ombra sulle piste, la predisposizione di barriere per controllare e contenere la discesa naturale della neve, la copertura del manto nevoso o dei ghiacciai con pellicole sintetiche riflettenti per impedirne lo scioglimento, il drenaggio di alcune zone per evitare lo scioglimento prematuro degli accumuli di neve;
c) gli interventi atti a contrastare l'usura del manto nevoso e a rendere necessaria ai fini della pratica dello sci una base innevata di spessore inferiore a quello altrimenti richiesto, anche mediante spietramenti.
2-bis. I soggetti di cui all'articolo 45, che siano proprietari o gestiscano piste da sci sulle quali insistono impianti di innevamento già di proprietà regionale trasferiti agli enti locali, non possono accedere alle agevolazioni previste dal comma 2 per le medesime piste (41).
3. Le agevolazioni previste per le iniziative di cui ai commi 1 e 2 devono essere riconducibili e funzionali, direttamente o indirettamente, agli obiettivi di sicurezza prefissati.
4. La gestione delle agevolazioni concesse per le iniziative di cui ai commi 1 e 2 avviene attraverso l'istituzione da parte della Regione di apposito Fondo per la sicurezza delle aree sciabili.

  1. Comma aggiunto dall'art. 32, comma 2, L.R. 7 maggio 2013, n. 8, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 42 della medesima legge).
     

 

Art. 43


Investimenti relativi alla riqualificazione, alla sostenibilità ambientale ed energetica, al potenziamento e alla valorizzazione del patrimonio impiantistico, delle aree sciabili e dell'offerta turistica.

1. Le agevolazioni previste per le iniziative riconducibili alla categoria B di cui all'articolo 41, comma 1, lettera b) possono essere concesse per:
a) la sostituzione, la nuova realizzazione, il miglioramento qualitativo, ambientale ed energetico o il potenziamento degli impianti di risalita per la pratica degli sport invernali, delle pertinenze e delle opere accessorie;
b) la sostituzione, la nuova realizzazione, il miglioramento qualitativo, ambientale ed energetico o il potenziamento delle piste da sci e degli impianti di innevamento programmato, delle pertinenze e delle opere accessorie;
c) altri investimenti, purché non riconducibili alla gestione ordinaria e coerenti con le finalità della presente legge, che richiedano la predisposizione di un progetto e l'implementazione di piani di lavoro anche complessi.
2. Gli impianti di innevamento programmato necessari per la produzione di neve di cui al comma 1, lettera b) costituiscono pertinenza delle piste da sci e sono riconosciuti unitamente ad esse dalla Regione per l'uso pubblico.
3. La gestione delle agevolazioni concesse per le iniziative di cui al comma 1, avviene attraverso l'istituzione da parte della Regione di apposito Fondo di investimenti per impianti di risalita, aree sciabili e offerta turistica.

Art. 44
Spese di funzionamento riconducibili alla gestione ordinaria e straordinaria.
1. Le agevolazioni previste per le iniziative riconducibili alla categoria C di cui all'articolo 41, comma 1, lettera c) possono essere concesse per le spese di funzionamento generali relative alla gestione ordinaria e straordinaria e non funzionali agli interventi per la messa in sicurezza delle aree sciabili di cui alle iniziative appartenenti alla categoria A.
2. La gestione delle agevolazioni concesse per le iniziative di cui alla categoria C avviene attraverso l'istituzione da parte della Regione di apposito Fondo per le spese di gestione degli impianti di risalita e aree sciabili.

Art. 45
Soggetti beneficiari.
1. Le agevolazioni previste ai sensi della presente legge possono essere concesse:
a) agli enti pubblici, privati, alle imprese, alle associazioni e alle cooperative che siano proprietari o che gestiscano gli impianti a fune e le piste da sci, o che comunque operino con o senza scopo di lucro nell'ambito degli sport invernali;
b) a eventuali soggetti diversi affidatari o incaricati dell'esercizio di servizi sulle aree sciabili di cui all'articolo 4.

 

Art. 46


Agevolazioni.

1. Ai soggetti che attuino le iniziative riconducibili alla categoria A di cui all'articolo 41, comma 1, lettera a) possono essere concesse le seguenti agevolazioni:
a) per gli interventi di cui all'articolo 42, commi 1 e 2, ad eccezione delle attività relative alla produzione di neve programmata di cui all'articolo 42, comma 2, lettera a), agevolazioni concesse in una percentuale delle spese complessive sostenute, ivi comprese quelle per il personale addetto, stabilita annualmente ed eventualmente anche mediante coinvolgimento dei soggetti che a vario titolo beneficiano della presenza di aree sciabili ai sensi dell'articolo 39, comma 3;
b) per gli interventi relativi alle attività di produzione di neve programmata di cui all'articolo 42, comma 2, lettera a), agevolazioni concesse nella misura non superiore al 40 per cento delle spese complessive sostenute in un arco temporale non superiore a centoventi giorni. Tali spese sono calcolate con specifici criteri tecnici tenuto conto dei costi energetici, di approvvigionamento idrico, di manutenzione, del personale specifico addetto alla produzione di neve e di ogni altro costo riconducibile alla produzione stessa (42).
2. Ai soggetti che attuano le iniziative riconducibili alla categoria B di cui all'articolo 41, comma 1, lettera b) possono essere concesse, attraverso l'erogazione di contributi a fondo perduto, le seguenti agevolazioni:
a) nel caso di stazione di interesse locale ai sensi dei criteri stabiliti all'articolo 37, agevolazioni concesse in una percentuale massima stabilita nel programma triennale;
b) nel caso di stazione non definibile di interesse locale ai sensi dell'articolo 37, al soggetto beneficiario è accordata facoltà di scelta tra i due seguenti regimi:
1) regime ordinario ai sensi del Regolamento CE 6 agosto 2008, n. 800/2008 (Regolamento della Commissione che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato);
2) regime de minimis ai sensi del Regolamento 15 dicembre 2006, n. 1998/2006 (Regolamento della Commissione relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d'importanza minore).
3. Per le iniziative riconducibili alla categoria C di cui all'articolo 41, comma 1, lettera c) possono essere concesse agevolazioni esclusivamente ai soggetti definibili come microstazioni ai sensi dell'articolo 38, in una percentuale delle spese complessive sostenute stabilita annualmente e fino a un valore massimo pari a un terzo di tali spese.
4. Le iniziative di cui al comma 2 possono essere realizzate direttamente, in tutto o in parte, dalla Regione. La Regione stessa, nel caso, è incaricata della successiva individuazione dei soggetti gestori.

  1. Lettera così sostituita dall’art. 8, L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12 della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «b) per gli interventi relativi alle attività di produzione di neve programmata di cui all'articolo 42, comma 2, lettera a), agevolazioni concesse nella misura non superiore a un terzo delle spese complessive sostenute in un arco temporale non superiore a centoventi giorni. Tali spese sono calcolate tenuto conto dei costi energetici, di approvvigionamento idrico, di manutenzione, del personale specifico addetto alla produzione di neve e di ogni altro costo riconducibile alla produzione stessa.».
     

 

Art. 47


Criteri per l'erogazione delle agevolazioni.

1. La Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 40, stabilisce i criteri per la determinazione delle specifiche spese ammissibili e dei livelli agevolativi accordabili.
2. Per le iniziative riconducibili alla categoria A di cui all’articolo 41, comma 1, lettera a), limitatamente alle microstazioni di cui all’articolo 38, i criteri di cui al comma 1 devono tenere conto (43):
a) del numero di chilometri delle aree di cui all'articolo 4, comma 2 e del numero di chilometri di pista innevati attraverso la produzione di neve programmata;
b) del dislivello delle piste;
c) delle spese effettivamente sostenute e documentate dal gestore.
3. I gestori titolari di eventuali situazioni contrattuali in essere relative agli interventi di cui all'articolo 42, comma 2 non possono cumulare, per singole piste innevate, tali benefici, né essere penalizzati in diminuzione rispetto a tali contratti.
4. Le agevolazioni delle iniziative riconducibili alla categoria B di cui all'articolo 41, comma 1, lettera b) sono erogate sulla base del piano triennale degli investimenti, in virtù di progetti che evidenzino e garantiscano una effettiva ricaduta dell'investimento sul territorio, di documentabile interesse anche in relazione al costo dell'investimento e della successiva gestione.
5. Per le iniziative riconducibili alla categoria C di cui all'articolo 41, comma 1, lettera c) i criteri di cui al comma 1 devono in ogni caso tenere conto per i soggetti gestori delle aree di cui all'articolo 4, comma 2, lettere a), c), d), e) e g) (44):
a) dei chilometri di pista;
b) del numero del personale dipendente ed assimilato in forza al soggetto gestore;
c) del fatturato complessivo;
d) dell'applicazione in ogni sua parte del CCNL per il trasporto a fune;
e) dell'applicazione della legge 3 agosto 2007, n. 123 (Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia) e del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) e relativi allegati.
6. Per i soggetti gestori delle aree di cui all’articolo 4, comma 2, lettera b), limitatamente alle microstazioni di cui all’articolo 38, i criteri di cui al comma 1 devono tenere conto (45):
a) dei chilometri di pista;
b) del numero del personale dipendente ed assimilato in forza al soggetto gestore;
c) del fatturato complessivo.

  1. Alinea così sostituito dall’art. 9, comma 1, L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12 della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «Per le iniziative riconducibili alla categoria A di cui all'articolo 41, comma 1, lettera a) i criteri di cui al comma 1 devono in ogni caso tenere conto:».
    (44) Alinea così corretto con avviso di rettifica pubblicato nel B.U. 12 febbraio 2009, n. 6, suppl. n. 3.
    (45) Il presente alinea, già corretto con avviso di rettifica pubblicato nel B.U. 12 febbraio 2009, n. 6, suppl. n. 3, è stato poi così sostituito dall’art. 9, comma 2, L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12 della medesima legge). Il testo precedente era così formulato: «Per i soggetti gestori delle aree di cui all'articolo 4, comma 2, lettera b) i criteri di cui al comma 1 del presente articolo devono tenere conto:».
     

 

Art. 48


Fideiussione regionale.

1. La Regione può garantire i finanziamenti erogati dagli istituti di credito ai soggetti di cui all'articolo 45, comma 1, tramite fideiussione.
2. I limiti e le modalità di concessione delle garanzie fideiussorie sono previamente stabiliti dalla Regione, previo parere obbligatorio della Commissione tecnicoconsultiva di cui all'articolo 11.
3. La Regione dispone verifiche, accertamenti e controlli al fine di verificare la corretta attuazione delle opere finanziate a tasso agevolato e può, in caso di mancato rispetto degli obiettivi dichiarati, adottare gli opportuni provvedimenti fino alla revoca della fideiussione.

 

TITOLO III

Disposizioni transitorie, attuative e finanziarie

Capo I - Disposizioni transitorie e attuative

Art. 49


Disposizioni transitorie.

1. Per le piste già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge e le relative aree sciabili, come individuate ai sensi dell'articolo 5, è costituito a tutti gli effetti titolo autorizzativo senza ulteriore procedura, con conseguente valenza di cui all'articolo 14 (46).
1-bis. In considerazione della particolare importanza ai fini della sicurezza, i provvedimenti di cui al comma 1 dell'articolo 7, già presentati al competente ufficio regionale alla data di entrata in vigore della presente legge, si considerano approvati ai sensi del comma 1 dell'articolo 6. Analogamente risultano contestualmente approvate le proposte di cui al comma 1 dell'articolo 5, così come presentate dai soggetti di cui all'articolo 7, comma 1 e di cui all'articolo 16, commi 1 e 2, unitamente ai provvedimenti di cui sopra (47).
2. Le disposizioni di cui all'articolo 18, comma 3, lettere a), c), d), f), i) e j), si applicano decorsi centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge (48).
2-bis. In deroga al comma 2, le disposizioni di cui all'articolo 18, comma 3, lettere a), c), d) ed f), si applicano a decorrere dal 31 maggio 2010 (49).
2-ter. [Le disposizioni di cui all'articolo 30, comma 2 e di cui all'articolo 35, comma 2, lettera i) si applicano a decorrere dalla pubblicazione della delibera della Giunta regionale di cui all'articolo 30, comma 2-bis e comunque dopo il 31 dicembre 2010] (50).
3. I soggetti che, decorso il periodo di cui al comma 2, dimostrano di avere svolto negli ultimi cinque anni incarichi di direttore delle piste per almeno un triennio o funzioni corrispondenti a quelle di operatore di primo soccorso per almeno un triennio, anche in assenza dei requisiti necessari, sono riconosciuti nella funzione svolta e sono iscritti nell'elenco regionale (51).
4. I soggetti che, decorso il periodo di cui al comma 2, dimostrano di avere svolto negli ultimi cinque anni incarichi di gestore delle piste di fondo per almeno un triennio, anche in assenza dei requisiti necessari, sono riconosciuti nella funzione di direttore delle piste di fondo e sono iscritti nell'elenco regionale con la limitazione alle piste di fondo (52).
5. [I soggetti di cui ai commi 3 e 4 sono comunque tenuti a partecipare, per il conseguimento dell'abilitazione e l'inserimento negli elenchi regionali, ad uno specifico corso di formazione integrativo con valutazione finale di abilitazione o non abilitazione, organizzato secondo le modalità e tempistiche stabilite con deliberazione della Giunta regionale] (53).
6. [Le disposizioni dei commi 3 e 4 sono applicabili per il periodo transitorio di tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge] (54).
6-bis. Ai fini dell'accesso alle agevolazioni finanziarie previste per l'anno 2009 e fino all'anno 2016, nelle more del perfezionamento delle procedure amministrative volte al rilascio dell'atto di classificazione in seno alla competente commissione tecnico-consultiva per le aree sciabili di cui all'articolo 11, è consentita la presentazione, in luogo dell'istanza prevista all'articolo 7, comma 4, di una autocertificazione comprovante il possesso dei requisiti richiesti agli articoli 42, 43 e 44. Qualora vengano accertate difformità tra l'atto finale di classificazione e l'autocertificazione presentata, si procederà ai necessari conguagli economici sulle agevolazioni concesse ai soggetti beneficiari (55).
7. Per tutto quanto non disciplinato dalla presente legge valgono la normativa quadro nazionale di cui alla l. 363/2003 e le disposizioni di legge regionale vigenti al momento dell'entrata in vigore della presente legge.
8. La Giunta regionale entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge presenta alla competente commissione consiliare un dettagliato censimento degli impianti di risalita e delle aree sciabili dislocate sul territorio piemontese e uno studio che, sulla base dei mutamenti climatici in atto e del loro effetto sulle località montane e sulle stazioni esistenti, proponga un quadro di interventi, con particolare attenzione alla riqualificazione ambientale, a favore del sistema turistico piemontese da sviluppare negli anni futuri.

  1. Comma così corretto con avviso di rettifica pubblicato nel B.U. 12 febbraio 2009, n. 6, suppl. n. 3.
    (47) Comma aggiunto dall’art. 16, comma 11, L.R. 11 luglio 2011, n. 10, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 39 della medesima legge).
    (48) Comma così sostituito dall'art. 4, L.R. 12 marzo 2009, n. 7. Il testo originario era così formulato: «2. Le disposizioni di cui all'articolo 18, comma 3, lettere a), c), d), f), h) e j) si applicano decorsi centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.».
    (49) Comma aggiunto dall’art. 29, comma 3, L.R. 4 dicembre 2009, n. 30, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 43 della medesima legge).
    (50) Comma aggiunto dall’art. 29, comma 3, L.R. 4 dicembre 2009, n. 30, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 43 della medesima legge) e poi abrogato dall’art. 53, comma 10, L.R. 22 dicembre 2015, n. 26, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 66, comma 1.
    (51) Comma così modificato dall’art. 10, comma 1, L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12 della medesima legge).
    (52) Comma così modificato dall’art. 10, comma 2, L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12 della medesima legge).
    (53) Comma abrogato dall’art. 11, L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12 della medesima legge).
    (54) Comma abrogato dall’art. 11, L.R. 13 dicembre 2011, n. 23, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12 della medesima legge).
    (55) Comma aggiunto dall’art. 29, comma 4, L.R. 4 dicembre 2009, n. 30, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall’art. 43 della medesima legge) e poi così modificato dall’art. 53, comma 11, L.R. 22 dicembre 2015, n. 26, a decorrere dal giorno stesso della sua pubblicazione, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 66, comma 1.
     

 

Art. 50


Notifica dei provvedimenti attuativi.

1. Gli atti emanati in applicazione della presente legge che prevedano l'attivazione di azioni configurabili come aiuti di Stato, ad eccezione dei casi in cui tali aiuti siano erogati in conformità a quanto previsto dai regolamenti comunitari di esenzione, sono oggetto di notifica ai sensi degli articoli 87 e 88 del Trattato e sono sottoposti alla clausola sospensiva.

 

Art. 51


Clausola valutativa.

1. La Giunta regionale rende conto al Consiglio delle modalità di attuazione della legge e dei risultati ottenuti in termini di sicurezza delle aree sciabili, della pratica non agonistica degli sport invernali e della riqualificazione e del potenziamento del patrimonio impiantistico e dell'offerta turistica.
2. A tal fine la Giunta regionale, trascorsi due anni dall'entrata in vigore della legge e con periodicità biennale, presenta alla commissione consiliare competente una relazione che contiene almeno le seguenti informazioni:
a) quali finalità della legge sono state programmate o perseguite con le forme previste dall'articolo 3;
b) una descrizione dettagliata delle modalità operative e delle attività della Commissione tecnico-consultiva per le aree sciabili di cui all'articolo 11;
c) la tipologia e le caratteristiche dei beneficiari e degli interventi per l'informazione previsti dall'articolo 34;
d) il numero complessivo delle iniziative agevolate riconducibili alle categorie di cui all'articolo 41, il tipo di ciascuna iniziativa e la sua entità finanziaria, nonché la tipologia ed il numero dei beneficiari;
e) quali criticità sono emerse nell'attuazione della legge, anche in riferimento ai procedimenti per l'imposizione della servitù di area sciabile.
3. Ogni quadriennio, la relazione documenta inoltre le ricadute sul sistema economico montano delle iniziative attivate in tale periodo, e fornisce in particolare le seguenti informazioni:
a) il contributo dato dalle iniziative agevolate al perseguimento delle finalità e degli obiettivi di cui agli articoli 1 e 2;
b) l'evoluzione dell'economia montana attribuibile all'attuazione delle iniziative, nel loro complesso e singolarmente per quelle di maggiore rilevanza;
c) una sintesi delle opinioni prevalenti tra gli operatori del settore riguardo l'efficacia delle iniziative e del complesso di azioni adottate nel favorire il miglioramento della sicurezza delle aree sciabili e lo sviluppo delle attività economiche nelle località montane.
4. Le relazioni previste ai commi 2 e 3 sono rese pubbliche unitamente agli eventuali documenti del Consiglio regionale che ne concludono l'esame.
5. I soggetti coinvolti nell'attuazione della legge, pubblici e privati, forniscono le informazioni necessarie all'espletamento delle attività previste dai commi precedenti. Tali attività sono finanziate a valere sugli stanziamenti di cui all'articolo 52.

 

Capo II - Disposizioni finanziarie

Art. 52


Norma finanziaria.
1. In fase di prima attuazione della presente legge, agli oneri di cui agli articoli 42, 43 e 44 stimati nell'esercizio finanziario 2009, in termini di competenza e di cassa, in euro 5.000.000,00 iscritti nell'ambito dell'unità previsionale di base (UPB) DB18092 e in euro 3.000.000,00 iscritti nell'ambito dell'UPB DB18091 del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2009 si fa fronte con le disponibilità finanziarie delle UPB DB09011 e DB09012 del bilancio regionale.
2. Agli oneri di cui al comma 1, in termini di competenza, per il biennio 2010-2011 si provvede con le risorse finanziarie individuate secondo le modalità previste dall'articolo 8 della legge regionale 11 aprile 2001, n. 7 (Ordinamento contabile della Regione Piemonte) e dall'articolo 30 della legge regionale 4 marzo 2003, n. 2 (Legge finanziaria per l'anno 2003).

 

Capo III - Dichiarazione d'urgenza


Art. 53


Dichiarazione d'urgenza.
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 47 dello Statuto ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.

La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Piemonte.

INTERNATIONAL WORKSHOP "SAFETY AND LIABILITY RULES IN EUROPEAN SKI AREAS"

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SAFETY AND LIABILITY RULES IN EUROPEAN SKI AREAS

 

CALL FOR PAPERS

 

Tribunale di Salerno, sentenza 13 febbraio 2015

Tribunale di Salerno, sentenza 13 febbraio 2015, n. 677/15; Giudice Fiorillo; A.A. (Avv.ti Esposito) c. M.G. titolare della ditta Centro sub C. A. (Avv. Bardi), Soc. Ass. Generali terzo chiamato.

 

Responsabilità civile – Imprenditore/Armatore – Pratica di attività pericolosa – Responsabilità ex art. 2050 c.c. - Assenza di rimedi antisdrucciolo nella zona destinata allo sbarco - Omissione qualificata –– Prova liberatoria - Non assolta

 

Responsabilità civile – Imprenditore/Armatore – Caduta nella zona destinata allo sbarco - Pratica di attività pericolosa– Immersioni subacquee - Responsabilità ex art. 2050 c.c. dell’imprenditore/armatore – Sussiste

 

 

La responsabilità dell’imprenditore/armatore esercente l’attività di trasporto e noleggio della motobarca e dell’equipaggio, per sinistri occorsi in pregiudizio dei clienti che utilizzino i mezzi e l’organizzazione posta a loro disposizione, soggiace alla disciplina della responsabilità extracontrattuale ai sensi dell’art. 2050 c.c.; ne consegue che grava sul convenuto l'onere di dimostrare l'esistenza di aver adottato tutte misure offerte dalla tecnica e a propria disposizione secondo le circostanze del caso, non essendo sufficiente la prova negativa di non aver commesso alcuna violazione delle norme di legge o comunque di prudenza.

 

Nell’ambito di applicabilità dell’art. 2050 c.c. possono inquadrarsi anche gli eventi collegati ad una condotta omissiva, a condizione che si tratti di omissione qualificata, come nel caso in  cui il soggetto non adotti le misure preventive rispetto al verificarsi dei danni alle quali sia tenuto per legge o per contratto.

 

(Nel caso in esame il Tribunale giudica in ordine alla responsabilità dell’imprenditore/armatore, per un episodio in cui un cliente, mentre si trovava a bordo della motobarca, presa a noleggio con equipaggio per escursioni subacquee, e condotta dal proprietario/armatore, scivolava mentre si dirigeva a poppa della barca a causa della presenza di acqua sul fondo e della mancanza di misure di sicurezza antiscivolo. Il giudice ha inquadrato il caso alla luce dell’art. 2050 c.c., ritenendo che l’incidente si sia prodotto nella pratica di uno sport (immersioni subacquee) qualificabile come attività pericolosa, tenuto conto che nell’ambito applicativo dell’art. 2050 c.c. possano inquadrarsi anche eventi dannosi connessi a un comportamento omissivo qualificato. Il Giudice accoglie la domanda attorea, riscontrando il mancato assolvimento dell’onere probatorio a carico del convenuto. Nello specifico il convenuto non ha dimostrato di aver adottato tutte le misure offerte dalla tecnica e a propria disposizione, non essendo sufficiente la prova negativa di non aver commesso alcuna violazione di legge o comunque di prudenza).