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L'ACQUA. Mari, laghi e fiumi. Il terzo volume del Trattato sulla responsabilità civile e penale degli sport del turismo disponibile in libreria.

L'ACQUA. Mari, laghi e fiumi

 

Il terzo volume del Trattato sulla responsabilità civile e penale degli sport del turismo è in libreria e può essere acquistato online, anche insieme agli altri volumi del Trattato.

 

 

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Indice

 

Autori

 

Introduzione

Tribunale di Trento, sentenza 6 agosto 2015

Tribunale di Trento, sentenza 6 agosto 2015, n. 788/15; Giudice Tamburrino; A.V. (Avv.ti Cornicello, Ravelli) c. Società Funivie F.M. s.p.a.(Avv. Wegher).

 

Responsabilità civile – Gestore dell’area sciabile – Impatto tra due sciatori seguito da scontro di uno di essi contro un cartello posto fuori pista a lato del tracciato – Responsabilità del gestore dell’area – Responsabilità ex art. 2050 c.c. – Inconfigurabilità – Responsabilità ex art. 2051 c.c. – Inconfigurabilità – Responsabilità contrattuale – Inconfigurabilità – Responsabilità ex art. 2043 c.c. – Configurabilità - Onere della prova – Non assolto.

 

Responsabilità civile – Gestore dell’area sciabile – Impatto tra due sciatori seguito da scontro di uno di essi contro un cartello posto fuori pista a lato del tracciato – Responsabilità ex art. 2043 c.c. del gestore dell’area – Obbligo di mettere in sicurezza i rischi naturali tipici – Non sussiste.

 

La responsabilità del gestore dell’area sciabile, per sinistri occorsi in pregiudizio degli utenti in caso di impatto con segnaletica installata all’esterno del tracciato, soggiace alla disciplina della responsabilità extracontrattuale ai sensi dell’art. 2043 c.c.; non è configurabile né l’esercizio di attività pericolosa né la responsabilità per cose in custodia. E’ altresì escluso il regime contrattuale derivante dal contratto di skipass. Ne consegue che grava sull’attore l'onere di dimostrare l'esistenza di un fatto illecito addebitabile alla convenuta (anche sotto il profilo della colpa) e dell'esistenza di un nesso causale tra tale preteso fatto illecito e l'evento lesivo.

 

Non è esigibile dal gestore dell’area sciabile l'eliminazione dei rischi naturali c.d. tipici, quali la presenza di zone alberate e di cartelli ai fianchi del tracciato, la mutevolezza del pendio, la presenza di tratti nevosi di differente consistenza, essendo sufficiente la segnalazione nel caso di non immediata percepibilità.

 

(Nel caso in esame il Tribunale giudica in ordine alla responsabilità del gestore dell’area sciabile, per un episodio in cui un utente, a seguito di uno scontro con altro sciatore, si procura lesioni impattando contro un cartello installato fuori pista ai lati del tracciato. Il giudice, escludendo che la gestione dell’area sciabile dovesse essere ricondotta ai regimi di cui agli artt. 1218, 2050 e 2051 c.c., ritiene applicabile alla fattispecie il generale principio del neminem laedere, ma rigetta la domanda attorea, riscontrando il mancato assolvimento dell’onere probatorio a suo carico. Nello specifico l’attore non ha dimostrato la sussistenza di un nesso causale tra la condotta di manutenzione e gestione della pista da parte della convenuta, specie con riferimento al posizionamento del cartello, contro il quale ha urtato ed il relativo danno causato, nonché di una colpa della società Funivie F.M. S.p.A. nella produzione del sinistro. Nel prosieguo della motivazione, il giudicante statuisce che non è esigibile dal gestore dell’area sciabile l'eliminazione dei rischi naturali c.d. tipici, quali la presenza di zone alberate e di cartelli ai fianchi del tracciato, la mutevolezza del pendio, la presenza di tratti nevosi di differente consistenza, essendo sufficiente la segnalazione nel caso di non immediata percepibilità).

Tribunale di Trento, sentenza 19 maggio 2015

Tribunale di Trento, sentenza 19 maggio 2015, n. 497/15; Giudice Tamburrino; F.E. + 4 (Avv. Zauli) c. Società Funivie F.M. s.p.a.(Avv. Wegher).

 

Responsabilità civile – Gestore dell’area sciabile – Impatto di uno sciatore contro albero esterno al tracciato – Decesso dello sciatore - Responsabilità del gestore dell’area – Responsabilità ex art. 2050 c.c. – Inconfigurabilità – Responsabilità ex art. 2051 c.c. – Inconfigurabilità – Responsabilità contrattuale – Inconfigurabilità – Responsabilità ex art. 2043 c.c. – Configurabilità - Onere della prova – Non assolto

 

Responsabilità civile – Gestore dell’area sciabile – Impatto di uno sciatore contro albero esterno al tracciato – Decesso dello sciatore - Responsabilità del gestore dell’area ex art. 2043 c.c. - Mancata dimostrazione della colpa omissiva consistente nella mancata adozione di reti di protezione

 

La responsabilità del gestore dell’area sciabile, per sinistro mortale occorso a uno sciatore a seguito di un impatto contro un albero all’esterno del tracciato, soggiace alla disciplina della responsabilità extracontrattuale ai sensi dell’art. 2043 c.c.; non è configurabile né l’esercizio di attività pericolosa né la responsabilità per cose in custodia. E’ altresì escluso il regime contrattuale derivante dal contratto per la fruizione delle aree sciabili. Ne consegue che grava sull’attore l'onere di dimostrare l'esistenza di un fatto illecito addebitabile alla convenuta (anche sotto il profilo della colpa) e dell'esistenza di un nesso causale tra tale preteso fatto illecito e l'evento lesivo.

 

Le misure di protezione volte ad evitare che lo sciatore possa uscire fuori dalla pista devono essere disposte ove le caratteristiche del percorso predisposto a favore degli sciatori siano tali che, secondo criteri di ragionevolezza e probabilità, possa ritenersi altamente probabile o verosimilmente certa l’uscita degli sciatori in determinate zone della pista che possa ledere la loro incolumità.

 

(Nel caso in esame il Tribunale è chiamato a giudicare in ordine alla responsabilità del gestore dell’area sciabile a seguito di un infortunio mortale occorso a uno sciatore, che aveva intrapreso la discesa di una pista nera, perdendo il controllo della traiettoria e andando a impattare contro un albero ubicato all’esterno del tracciato. Il giudicante, escludendo che la gestione dell’area sciabile sia da ricondursi ai regimi di cui agli artt. 1218, 2050 e 2051 c.c., applica ill generale principio del neminem laedere, rigettando la domanda attorea per mancato assolvimento dell’onere probatorio. Nello specifico non era certa la prova che lo sciatore avesse effettivamente impattato contro l’albero, mancando, pertanto, un fattore determinate nella ricostruzione della dinamica, la cui prova compete all’attore. Nel prosieguo della motivazione, il giudice statuisce che le misure di protezione volte ad evitare che lo sciatore possa uscire fuori dalla pista devono essere disposte ove le caratteristiche del percorso che gli sciatori fanno nel momento in cui percorrono la pista sia tale che, secondo criteri di ragionevolezza e probabilità, possa ritenersi probabile o verosimilmente certa l’uscita degli sciatori in determinate zone della pista che possa minare la loro incolumità).

WINDSURF vs. KITESURF

La redazione di Diritto degli sport del turismo è lieta di pubblicare una riflessione di Rossana Ducato a margine del conflitto che si verifica fra kitesurfisti e windsurfisti in ordine all'utilizzo di specchi d'acqua ove praticare le proprie rispettive discipline sportive.

 

Il titolo del paper evoca una "situazione tragica" ben nota ai giuristi sensibili al ragionamento economico:

 

WINDSURF vs. KITESURF: UNA "TRAGEDIA DEL VENTO COMUNE"?

 

La responsabilità dell'educatore nelle attività scout: profili penali

La Direzione di Diritto degli sport del turismo è lieta di pubblicare gli Atti del Convegno "La responsabilità dell'educatore nelle attività scout: profili penali" tenutosi a Roma il 13 dicembre 2014, a cura di Francesco Romanini.

Corte di Cassazione, sentenza 22 ottobre 2014, n. 22344

Corte di Cassazione, sezione terza civile, sentenza 22 ottobre 2014, n. 22344; Pres. Salmè, Est. Amendola, P.M. Corasaniti (concl. diff.); P.M. (Avv. Romagnoli, Salvi) c. Idritalia S.r.l. (Avv. Mattia, Quecchia), Zurich Insurance PIC (Avv. Rudel, Alberti), A.D., Assicurazioni Generali S.p.a., RAS Riunione Adriatica di Sicurtà. Conferma App. Brescia 4 dicembre 2009, n. 1073.

 

Responsabilità civile – Sci – Gestore delle aree sciabili – Scontro fra sciatori – Esigibilità contrattuale dell’obbligo di vigilare sulle condotte degli sciatori – Non sussiste (Cod. civ., art. 1218; l. 24 dicembre 2003 n. 363, norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo, art. 4)

 

Responsabilità civile – Sci – Gestore delle aree sciabili – Scontro fra sciatori – Omissione colposa del dovere di vigilare sulle condotte degli sciatori – Non sussiste (Cod. civ., art. 2043; l. 24 dicembre 2003 n. 363, norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo, art. 21)

 

Il gestore di un’area sciabile non risponde in via contrattuale del danno occorso a uno sciatore che abbia acquistato l’accesso all’area e si sia infortunato a seguito di uno scontro dovuto all’imprudenza di un altro sciatore, posta l’inesigibilità dell’obbligo contrattuale di sorvegliare capillarmente l’area sciabile per impedire che gli utenti siano danneggiati dalla condotta illecita di altri utenti, attesa la natura intrinsecamente pericolosa dell'attività sportiva esercitata sulle piste da sci, le dimensioni solitamente ragguardevoli di queste ultime, la normale imprevedibilità di tali condotte, anche per la contestuale incidenza di fattori naturali non governabili dal gestore (nella specie, il danno occorreva a una sciatrice travolta da uno sciatore proveniente da monte, che, con grave imprudenza, impegnava a grande velocità un percorso da slalom predisposto al lato della pista stessa). (1)

 

 Potendosi dare situazioni nelle quali, in nome dei principi di solidarietà sociale di cui all’art. 2 Cost., insorgono a carico dei soggetti che vi sono coinvolti doveri e regole di azione la cui inosservanza integra gli estremi dell'omissione imputabile, ove uno sciatore, infortunatosi in esito a uno scontro dovuto all’imprudenza di un altro sciatore, alleghi e provi che tale condotta imprudente sia stata segnalata al gestore e che quest’ultimo l’abbia colposamente ignorata, il gestore di un’area sciabile risponde del danno occorso allo sciatore in base all’art. 2043 c.c., (nella specie, in assenza di tale prova, è stata respinta la domanda risarcitoria promossa da una sciatrice travolta da uno sciatore proveniente da monte, che, con grave imprudenza, impegnava a grande velocità un percorso da slalom predisposto al lato della pista stessa). (2)