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La responsabilità dell'educatore nelle attività scout: profili penali

La Direzione di Diritto degli sport del turismo è lieta di pubblicare gli Atti del Convegno "La responsabilità dell'educatore nelle attività scout: profili penali" tenutosi a Roma il 13 dicembre 2014, a cura di Francesco Romanini.

Corte di Cassazione, sentenza 22 ottobre 2014, n. 22344

Corte di Cassazione, sezione terza civile, sentenza 22 ottobre 2014, n. 22344; Pres. Salmè, Est. Amendola, P.M. Corasaniti (concl. diff.); P.M. (Avv. Romagnoli, Salvi) c. Idritalia S.r.l. (Avv. Mattia, Quecchia), Zurich Insurance PIC (Avv. Rudel, Alberti), A.D., Assicurazioni Generali S.p.a., RAS Riunione Adriatica di Sicurtà. Conferma App. Brescia 4 dicembre 2009, n. 1073.

 

Responsabilità civile – Sci – Gestore delle aree sciabili – Scontro fra sciatori – Esigibilità contrattuale dell’obbligo di vigilare sulle condotte degli sciatori – Non sussiste (Cod. civ., art. 1218; l. 24 dicembre 2003 n. 363, norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo, art. 4)

 

Responsabilità civile – Sci – Gestore delle aree sciabili – Scontro fra sciatori – Omissione colposa del dovere di vigilare sulle condotte degli sciatori – Non sussiste (Cod. civ., art. 2043; l. 24 dicembre 2003 n. 363, norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo, art. 21)

 

Il gestore di un’area sciabile non risponde in via contrattuale del danno occorso a uno sciatore che abbia acquistato l’accesso all’area e si sia infortunato a seguito di uno scontro dovuto all’imprudenza di un altro sciatore, posta l’inesigibilità dell’obbligo contrattuale di sorvegliare capillarmente l’area sciabile per impedire che gli utenti siano danneggiati dalla condotta illecita di altri utenti, attesa la natura intrinsecamente pericolosa dell'attività sportiva esercitata sulle piste da sci, le dimensioni solitamente ragguardevoli di queste ultime, la normale imprevedibilità di tali condotte, anche per la contestuale incidenza di fattori naturali non governabili dal gestore (nella specie, il danno occorreva a una sciatrice travolta da uno sciatore proveniente da monte, che, con grave imprudenza, impegnava a grande velocità un percorso da slalom predisposto al lato della pista stessa). (1)

 

 Potendosi dare situazioni nelle quali, in nome dei principi di solidarietà sociale di cui all’art. 2 Cost., insorgono a carico dei soggetti che vi sono coinvolti doveri e regole di azione la cui inosservanza integra gli estremi dell'omissione imputabile, ove uno sciatore, infortunatosi in esito a uno scontro dovuto all’imprudenza di un altro sciatore, alleghi e provi che tale condotta imprudente sia stata segnalata al gestore e che quest’ultimo l’abbia colposamente ignorata, il gestore di un’area sciabile risponde del danno occorso allo sciatore in base all’art. 2043 c.c., (nella specie, in assenza di tale prova, è stata respinta la domanda risarcitoria promossa da una sciatrice travolta da uno sciatore proveniente da monte, che, con grave imprudenza, impegnava a grande velocità un percorso da slalom predisposto al lato della pista stessa). (2)

 

Il gestore e lo scontro fra utenti delle aree sciabili

La “precauzione mancata” nella responsabilità civile: il gestore e lo scontro fra utenti delle aree sciabili, commento a CASSAZIONE CIVILE, sez. III, 22 ottobre 2014, n. 22344.

 

di Umberto Izzo

 

pubblicato in Danno e responsabilità, 2015, fasc. 4, pp. 357-374.

 

Abstract: Il saggio legge alla luce del concetto della “precauzione mancata” una nuova ipotesi di responsabilità civile del gestore delle aree sciabili che la Cassazione valuta con riferimento all’investimento di uno sciatore ad opera di un altro sciatore imprudente, fra obblighi discendenti dal contratto per la fruizione delle aree sciabili e doveri autonomamente imposti dal neminem laedere, sullo sfondo di una responsabilità da cose in custodia sempre pronta a manifestarsi.

Corte di Cassazione, 5 marzo 2015, n. 4541

Corte di Cassazione, 5 marzo 2015, n. 4541; Pres. Cicala; Agenzia delle entrate c. Società Funivia Arabba Marmolada - SOFMA SPA.

 

Sci - Gestore area sciabile - Catasto - Classificazione degli impianti di risalita come mezzo pubblico di trasporto - Non sussiste -  Utilizzabilità degli impianti ai fini del calcolo del valore catastale - Sussiste

 

Poichè gli impianti di risalita insistenti all'interno di un area sciabile non possono essere classificati come mezzo pubblico di trasporto perchè non sono nemmeno parzialmente utilizzabili come mezzo di trasporto a disposizione del pubblico, ma svolgono una esclusiva funzione commerciale di ausilio e integrazione della fruzione delle aree sciabili da parte degli utenti, detti impianti vanno conteggiati nello stabilire la rendita catastale degli immobili ospitanti le stazioni degli impianti di risalita, posto che per la legge tributaria sono beni immobili non solo il suolo ed i fabbricati, ma anche tutte le strutture fisse che concorrono al pregio e alla utilizzabilità degli immobili stessi.

 

Eliski: quali regole?

In attesa della programmata manifestazione del prossimo 29 marzo in Val Formazza – Piemonte - (organizzata d’intesa dalle Sezioni CAI Est Monterosa e da alcune Guide Alpine ed intitolata “No Eliski in Val Formazza”), è in corso una massiccia campagna di sensibilizzazione contro l’utilizzo degli elicotteri per scopi turistici nel territorio montano; pratica fortemente impattante sull’ambiente; causa di valanghe e danni alla fauna selvatica.

Il tema, a cui si era già dato ampio risalto su questo blog, conferma la sua attualità e registra la netta presa di posizione del Club Alpino Italiano, che con un proprio comunicato torna a condannare l’invasiva e indiscriminata pratica dell’eliski, dopo aver sottoposto al Governo la delicata questione della regolamentazione dei mezzi motorizzati sui territori montani per fini ludici o ricreativi.

 

A proposito di rischio valanghe

La cronaca recente riporta i decessi di numerosi sci alpinisti o freerider a causa del distacco di valanghe lungo l’arco alpino (un morto a Cortina e uno in Provincia di Cuneo l’8 febbraio; quattro morti sabato 21 febbraio sul versante svizzero del Gran San Bernardo; bilancio drammatico domenica 1 marzo: due morti in Val Senales; un morto e due feriti gravi nel Bellunese) e, per questo, il dibattito sulla prevenzione di sinistri in area valanghiva continua a suscitare notevole interesse. Il 18 gennaio scorso si è anche svolta la giornata dedicata alla prevenzione degli incidenti da valanga, organizzata dal Soccorso Alpino e dal CAI – con oltre 30 località coinvolte in tutta Italia- e alcune interessanti relazioni scientifiche sono state pubblicate, recentemente, sull’argomento.