BLOG

Corte di Cassazione, sentenza 20 ottobre 2016, n. 21254

Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza 20 ottobre 2016, n. 21254; Pres.  Chiarini, Est. Graziosi; C.G. e D.G. (avv.ti Magni e Garibotti) c. M.G. (avv.ti Baldassarri, Martone) e R.A. (avv. Vecchione) e c. S. Assi. S.p.a. Conferma App. Firenze 12 ottobre 2013, n. 1309.

 


Responsabilità civile – Sci – Impatto tra sciatore e autovettura presente sul tracciato – Assicurazione obbligatoria per la circolazione dei veicoli – Ricomprensione del tracciato sciistico nel concetto di area a uso pubblico o a essa equiparata – Esclusione – Efficacia della copertura assicurativa – Non sussiste

 

Responsabilità civile – Sci – Impatto tra sciatore e autovettura presente sul tracciato – Applicabilità dell’art. 2054 c.c. – Equiparazione fra sci e veicoli disciplinati dal Codice della strada – Esclusione

 

Responsabilità civile – Sci – Impatto tra sciatore e autovettura presente sul tracciato – Concorso di colpa dello sciatore – Fattispecie

 

 

In caso di impatto tra uno sciatore e un veicolo presente sul tracciato non può trovare applicazione l’art.  2054 c.c. e la correlata normativa attinente all’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile da circolazione di veicoli, delineata dapprima dalla legge 24 dicembre 1969 n. 990  e ora sostituita dal d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209,  atteso che una pista innevata da sci, non essendo aperta all’uso stradale, ma  destinata alla pratica di uno sport che non si avvale di un veicolo indicato dal codice della strada, non può essere considerata una strada o un’area - pubblica o destinata ad uso pubblico - ad essa equiparata. (1)

 

Posto che lo sci non può essere annoverato tra i veicoli disciplinati dal codice della strada, in caso di collisione fra sciatori e un veicolo a motore presente sul tracciato va esclusa l’applicazione dell’ art. 2054 c.c. e della correlata normativa attinente all’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile da circolazione di veicoli. (2)

 

In caso di impatto tra uno sciatore e un veicolo presente sul tracciato, non ci si può dolere in sede di  legittimità della circostanza che non sia stato valutato il concorso di colpa dello sciatore protagonista della collissione, ove la Corte territoriale abbia proceduto ad esaminare il profilo dell’eventuale corresponsabilità, risolvendosi la censura in una inammissibile prospettazione di una versione alternativa degli esiti probatori. (3)

 

Wingsuit in montagna: quali regole?

La pratica del wingsuit (tuta alare) è ormai largamente diffusa, e conquista sempre nuovi adepti, attratti e stimolati dalla spettacolarità dei filmati che sono il vero trofeo di ogni lancio e che immediatamente vengono riversati in rete.

TRIBUNALE DI UDINE; sentenza 19 novembre 2015

TRIBUNALE DI UDINE; sentenza 19 novembre 2015; Giud. BISCEGLIA; Sutto e Cossio (Avv. PASCOLO) c. Candolini (Avv. COLLODET, BOTTONI) e Assicurazioni Generali S.p.A. (Avv. TRIVELLATO).

 

Responsabilità civile - Alpinismo - Guida alpina - Contratto di accompagnamento alpinistico – Inadempimento – Onere della prova (Cod. civ. art. 1218, 2697)

 

Responsabilità civile - Alpinismo - Guida alpina - Contratto di accompagnamento alpinistico – Incidente occorso al cliente accompagnato – Nesso di causalità con l'errore tecnico della guida - Fattispecie (Cod. civ. art. 1218, 1223)

 

Responsabilità civile - Alpinismo - Guida alpina - Contratto di accompagnamento alpinistico – Incidente occorso al cliente accompagnato – Concorso di colpa del danneggiato - Non sussiste - Fattispecie (Cod. civ. art. 1218, 1227)

 

 

E' onere della guida alpina professionista, impegnatasi contrattualmente all’accompagnamento nell’escursione, dimostrare di aver adempiuto alla sua prestazione con diligenza, prudenza e perizia, ovvero che l’eventuale incidente è dovuto a fatto a lui non imputabile o a caso fortuito o forza maggiore. (1)

 

La guida alpina professionista, obbligata contrattualmente ad accompagnare in un'escursione alpinistica delle persone, risponde del danno occorso a queste ultime durante l'escursione, ove il verificarsi dell'incidente sia causalmente ascrivibile a un errore tecnico da lui compiuto nel curare l'accompagnamento (nella specie, l'incidente occorso alle persone accompagnate era determinato dal cedimento di un sistema di ancoraggio, allestito dalla guida, che aveva collocato un "friend" nella roccia e aveva sfruttato un chiodo rinvenuto in loco già infisso nella roccia, senza ribbatterlo adeguatamente, perchè il professionista non risultava provvisto di un martello da roccia). (2)

 

E' onere della guida alpina professionista che eccepisca il concorso di colpa delle persone accompagnate in una escursione alpinistica e rimaste vittime di un incidente allegare e provare che queste ultime abbiano disatteso gli ordini impartiti dalla guida o l'effettuazione di manovre pericolose. (3)

 

Copia della sentenza

 

 

TRIBUNALE TRENTO; sentenza 29 giugno 2016 – dep. 6 settembre 2016, n. 20

TRIBUNALE TRENTO; sentenza 29 giugno 2016 – dep. 6 settembre 2016, n. 20; Giudice De Donato; Imp.to B.A.

 

Responsabilità penale – Lesioni colpose - Motoslitta – Sosta - Slittino – Scontro – Concorso di colpa – Sussistenza - Condanna

 

Pone in essere condotta imprudente e negligente colui che a bordo di una motoslitta attraversi da destra a sinistra una pista da sci, percorsa in quel momento da alcuni clienti di un rifugio a bordo di slittini e successivamente abbandoni, al lato del tracciato e in prossimità di un dosso, il predetto mezzo, contro il quale andava a collidere la persona offesa, riportando fratture guaribili in 30 giorni. (Nel caso di specie è stata accertata sia la condotta negligente dell’imputato che, in orario notturno, dopo aver attraversato la pista, fermava la motoslitta per soccorrerne un’altra in difficoltà, pur non essendovi particolare urgenza, che l’imprudenza della persona offesa, la quale, pur avendo avvistato l’ostacolo, non riusciva a governare lo slittino per evitare l’impatto).

 

TESTO DELLA SENTENZA 

 

Tribunale Pisa, sentenza 6 giugno 2016

Tribunale Pisa, sentenza 6 giugno 2016, Giud. Maria Samm, M.M. (Avv. Fabrizio Tognato) c. E.T.C. srl (Avv. Andrea Mazzocchi), T. I. srl (Avv. Avv. Simona Di Dia) C. ass.ni (Avv. Alfonso Mazzantini).

 

Responsabilità civile – Acquapark – Infortunio - Responsabilità da cosa in custodia – Mancanza di nesso causale – Fattispecie (Cod. civ., art. 2051)

 

Il gestore di un acquapark  risponde quale custode ex art. 2051 c.c. per l’infortunio riportato da un utente del parco durante l’esecuzione di un’attrazione del parco acquatico, ma egli va esente da responsabilità per difetto di prova del nesso causale tra la condotta del custode e l'evento dannoso, ove il custode dia prova, non contrastata da prova contraria, della conformità della attrazione agli standard di sicurezza, senza che, per converso, alcuna dimostrazione sia offerta dal danneggiato della pericolosità della attrazione, tale da rendere prevedibile per il custode il verificarsi di eventi dannosi (nella specie l’infortunio al danneggiato era occorso fruendo di una attrazione denominata "Space Bowl", una sorta di vortice ad imbuto con sbocco in un tunnel ed uscita finale in una piscina a bordo di un gommone a due posti).

 

Tribunale di Trento, sentenza 1 settembre 2016

Tribunale di Trento, sentenza 1 settembre 2016; Giudice Beghini; H.S. (avv. Vita) c. F. (avv. Pusterla) e A. spa (avv. Cristanelli).



Responsabilità civile – Sci – Gestore di un rifugio – Risalita dal rifugio al tracciato mediante funi trainate da un gatto delle nevi – Lesioni subite da uno sciatore durante la risalita –  Contratto di trasporto – Configurabilità – Responsabilità del gestore del rifugio – Sussiste

 


Responsabilità civile – Sci – Gestore di un rifugio – Risalita dal rifugio al tracciato mediante funi trainate da un gatto delle nevi – Lesioni subite da uno sciatore durante la risalita – Concorso di colpa dello sciatore – Esclusione – Fattispecie

Assicurazione – Sci – Gestore di un rifugio – Risalita dal rifugio al tracciato mediante funi trainate da un gatto delle nevi – Lesioni subite da uno sciatore durante la risalita – Domanda di manleva proposta nei confronti dell’istituto assicurativo –  Operatività della polizza assicurativa – Esclusione – Fattispecie

 

Il gestore di un rifugio in quota, che offra un servizio di traporto attuato trainando gli sciatori con un gatto delle nevi munito di funi riservato ai soli utenti che abbiano consumato cibi o bevande nel rifugio, risponde dei danni cagionati  loro durante la fase di trasporto, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno, atteso che il rapporto va inquadrato nei termini di un contratto di trasporto. (1)


Non è configurabile il concorso di colpa dello sciatore, che s’infortuni avvalendosi di un servizio di trasporto apprestato dal gestore di un rifugio, per agevolare la salita degli utenti del rifugio mediante un gatto delle nevi munito di funi trainanti, ove risulti che prima del trasporto il gestore non abbia fornito ai trasportati adeguate informazioni  in ordine alle effettive modalità della risalita. (2)


Non può trovare accoglimento la domanda di manleva proposta dal gestore di un rifugio all’assicuratore della r.c. per i danni prodotti a terzi dall'attività di un gatto delle nevi, in caso di danni occorsi a uno sciatore mentre veniva trainato dal mezzo per raggiungere il rifugio in quota, attesa l’inoperatività della polizza discendente dalla considerazione che i tracciati sciistici non possono considerarsi strada od area ad uso pubblico o a questa equiparata, aperta a un numero indeterminato di persone, e che il trasporto per trascinamento a fune degli sciatori effettuato dal gatto delle nevi identifica un impiego del mezzo del tutto improprio. (3)