BLOG

GIUDICE DI PACE DI ROVERETO; sentenza 3 giugno 2016 – dep. 17 giugno 2016, n. 82

GIUDICE DI PACE DI ROVERETO; sentenza 3 giugno 2016 – dep. 17 giugno 2016, n. 82; Giudice dott.ssa Facchini; Imp.to B.F.

 

Responsabilità penale – Attività sportiva non professionale – Scriminanti - Insussistenza - Lesioni personali colpose – Condanna

 

In ipotesi di lesioni colpose cagionate da un giocatore nei confronti dell’altro durante una partita di calcio, non può invocarsi la scriminante del "rischio consentito" se il gioco è avvenuto in un contesto scherzoso, senza regole rigorose e condivise. In questi termini rileva il principio affermato dalla Suprema Corte, che distingue le competizioni tra professionisti da altre attività di gioco dove il divertimento prevale sull’aspetto agonistico, richiedendo per quest’ultime maggiore prudenza e cautela (Cass. n. 33577/2006, secondo la quale "la condotta del giocatore non professionista deve essere correlata al tipo di competizione in atto, tanto da essere richiesta una particolare cautela e prudenza per evitare il pregiudizio dell’avversario e quindi maggiore controllo dell’ardore agonistico, non equiparabile a quello che caratterizza le competizioni sportive tra professionisti, le cui azioni impetuose, invece, sono scriminate nel limite del rischio consentito").

DRONI, VALANGHE, SOCCORSO IN MONTAGNA

 

 

ROSSANA DUCATO ha presentato, in occasione del convegno "Il futuro dei droni fra sfide tecnologiche e giuridiche", organizzato dal CNR e dalla Scuola Sant'Anna Pisa l'11 novembre 2016, una relazione dal titolo "Droni per il search and rescue in aree valanghive: profii giuridici" nell'ambito del progetto Drones for Finding Avalanche-Buried people (DFA-B), coordinato per gli aspetti giuridici da Umberto Izzo e finanziato dall'Università di Trento.

  

GIUDICE DI PACE DI BOLZANO; sentenza 4 luglio 2016 – dep. 13 luglio 2016, n. 103

GIUDICE DI PACE DI BOLZANO; sentenza 4 luglio 2016 – dep. 13 luglio 2016, n. 103; G.d.P. dott.ssa Alessandra Demetz; Imp.to M.C.C.

 

Responsabilità penale – Lesioni personali colpose – Sci - Violazione obblighi cautelari - Sussistenza - Condanna

 

Lo sciatore proveniente da monte, data la sua posizione dominante, con conseguente possibilità di avvistamento e di regolazione della propria velocità e traiettoria, ha l’obbligo di adottare ogni possibile cautela per evitare danni agli sciatori posizionati a valle (Nel caso di specie, l’imputato, mentre effettuava un sorpasso lungo la pista, omettendo di tenere una velocità e una distanza di sicurezza adeguate, collideva con la persona offesa, provocandole lesioni personali giudicate guaribili in tempo inferiore a 40 giorni).

Corte di Cassazione, sentenza 20 ottobre 2016, n. 21254

Corte di Cassazione, sezione terza, sentenza 20 ottobre 2016, n. 21254; Pres.  Chiarini, Est. Graziosi; C.G. e D.G. (avv.ti Magni e Garibotti) c. M.G. (avv.ti Baldassarri, Martone) e R.A. (avv. Vecchione) e c. S. Assi. S.p.a. Conferma App. Firenze 12 ottobre 2013, n. 1309.

 


Responsabilità civile – Sci – Impatto tra sciatore e autovettura presente sul tracciato – Assicurazione obbligatoria per la circolazione dei veicoli – Ricomprensione del tracciato sciistico nel concetto di area a uso pubblico o a essa equiparata – Esclusione – Efficacia della copertura assicurativa – Non sussiste

 

Responsabilità civile – Sci – Impatto tra sciatore e autovettura presente sul tracciato – Applicabilità dell’art. 2054 c.c. – Equiparazione fra sci e veicoli disciplinati dal Codice della strada – Esclusione

 

Responsabilità civile – Sci – Impatto tra sciatore e autovettura presente sul tracciato – Concorso di colpa dello sciatore – Fattispecie

 

 

In caso di impatto tra uno sciatore e un veicolo presente sul tracciato non può trovare applicazione l’art.  2054 c.c. e la correlata normativa attinente all’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile da circolazione di veicoli, delineata dapprima dalla legge 24 dicembre 1969 n. 990  e ora sostituita dal d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209,  atteso che una pista innevata da sci, non essendo aperta all’uso stradale, ma  destinata alla pratica di uno sport che non si avvale di un veicolo indicato dal codice della strada, non può essere considerata una strada o un’area - pubblica o destinata ad uso pubblico - ad essa equiparata. (1)

 

Posto che lo sci non può essere annoverato tra i veicoli disciplinati dal codice della strada, in caso di collisione fra sciatori e un veicolo a motore presente sul tracciato va esclusa l’applicazione dell’ art. 2054 c.c. e della correlata normativa attinente all’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile da circolazione di veicoli. (2)

 

In caso di impatto tra uno sciatore e un veicolo presente sul tracciato, non ci si può dolere in sede di  legittimità della circostanza che non sia stato valutato il concorso di colpa dello sciatore protagonista della collissione, ove la Corte territoriale abbia proceduto ad esaminare il profilo dell’eventuale corresponsabilità, risolvendosi la censura in una inammissibile prospettazione di una versione alternativa degli esiti probatori. (3)

 

Wingsuit in montagna: quali regole?

La pratica del wingsuit (tuta alare) è ormai largamente diffusa, e conquista sempre nuovi adepti, attratti e stimolati dalla spettacolarità dei filmati che sono il vero trofeo di ogni lancio e che immediatamente vengono riversati in rete.